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Signori, la squadra ha un’anima. Ferrara fa visita all’amico Antonio Conte, applaudito all’inizio della gara da tutti i tifosi juventini presenti. ”Grazie mitico guerriero“, lo striscione esposto dai sostenitori bianconeri a testimoniare l’intramontabile affetto per l’ex capitano. Ma Ciro non può permettersi di fare “sconti” amichevoli, e deve schierare la formazione migliore che in questo momento è rappresentata dal 4-2-3-1, con gli stessi effettivi di mercoledì contro il Maccabi, ad esclusione di Legrottaglie rimpiazzato da Cannavaro.
La partita parte un po’ in sordina, ma cresce col passare dei minuti. La manovra bianconera è buona, proprio perchè l’intraprendenza di Giovinco, Diego e Camoranesi sono il vero motore di questa Juve a trazione anteriore. Fondamentale infatti la “fisarmonica” a cui sono chiamati i tre “rifinitori” che si alternano nello spalleggiare Trezeguet o nell’arretrare sulla linea di centrocampo in fase difensiva.
E’ comunque l’Atalanta a presentarsi davanti a Buffon dopo circa quindici minuti e a sprecare la prima grande occasione della partita. Anche Diego e Giovinco sparacchiano alto le loro opportunità , mentre Trezeguet segna con un metro di fuorigioco, giustamente segnalato dal guardalinee. Il
vantaggio è solo rimandato di qualche minuto, quando Grosso (stranamente da destra) mette un pallone in area per la testa di Camoranesi che batte il portiere: 1 a 0 per la Juve! Peccato per la statura di questo giocatore, che gli permette sì maggiore rapidità , ma che gli toglie centimetri importanti per sfruttare maggiormente il colpo di testa in cui è veramente fortissimo.
Due minuti magici per Mauro, che fa girare il cronometro di 120 secondi prima di ricevere nuovamente palla al limite dell’area atalantina (rinvio corto della difesa, stile “Tiago contro il Napoli”) e scagliare la sfera in rete: doppio vantaggio juventino a Bergamo! Doppia prodezza di Camoranesi che evidenzia come i tre fantasisti possono sbilanciare a nostro favore un risultato non così meritato alla mezz’ora del primo tempo. Atalanta frastornata che punta ad entrare negli spogliatoi quanto prima per riorganizzare le idee, provando il colpaccio con un bel tiro di Guarente da fuori area (ben parato dall’attento Buffon) negli ultimi secondi di gioco.
Poche emozioni ma buone per i nostri colori, che si trasferiscono quasi subito nei colori nerazzurri, quando Guarente lancia Valdes in contropiede
che passa alle spalle di Caceres e va a battere Buffon, non così impeccabile come in altre occasioni: 1 a 2…. e la partita si infiamma. Ma è la Juve a scaldarsi di più! Segna subito Felipe Melo di testa, annullato per fuorigioco, e poi vai in gol anche Poulsen, ma è ancora offside. Non c’è nulla da fare invece per il secondo tentativo di Felipe Melo, che da fuori area piazza una sassata che gonfia la rete: 3 a 1 juventino! Gol importantissimo che spegne sul nascere il “ritorno di fiamma” bergamasco.
L’Atalanta ritorna all’inferno, ma è ancora Valdes a trascinare letteralmente la squadra, fino a dare il via all’azione fotocopia che porta Ceravolo a “tagliar fuori” Grosso (come lo stesso Valdes lo ha fatto con Caceres), e a battere Buffon riaprendo nuovamente la partita: 3 a 2 per la Juve, colpevole ancora di non chiudere la gara.
Ferrara toglie Giovinco per De Ceglie a venti minuti dalla fine, una scelta forse troppo anticipata visto che la necessità di rimonta nerazzurra può aprire buoni spazi per la velocità della “formica atomica”. Ma i bergamaschi non credono fino in fondo al recupero del risultato, e sopratutto i bianconeri non rinunciano ad attaccare, riuscendo a segnare subito con Diego e ristabilire le distanze dagli avversari! Bellissimo gol del brasiliano che abbina destrezza e precisione, controllando un difficile pallone in area facendolo passare tra le gambe di un difensore e piazzando la sfera alla destgra del portiere. Gol benedetto che speriamo sblocchi definitivamente il nostro campione.
Nemmeno il tempo di assaporare il ritorno al gol di Diego che subito Trezeguet raccoglie lo spirito d’attacco dei bianconeri segnando il gol del definitivo 5 a 2, che gli fa raggiungere Omar Sivori nei marcatori bianconeri di tutti i tempi, entrando ancora più fortemente nella grandissima storia juventina.
Camoranesi, Diego, Trezeguet, Felipe Melo: la vittoria passa dagli uomini importanti. E la mentalità fa il resto.