Le pagelle di Juventus – Atalanta.

mag132012

Storari n.g.: vive un pomeriggio di totale tranquillità e l’unico in grado di batterlo è Lichsteiner.
Bonucci 6: ottime chiusure senza affanno, in un altro pomeriggio di ordinaria amministrazione.
Chiellini 6: ottima prestazione anche da centrale, in cui dimostra grande senso della posizione e costanza. Esce con un infortunio che si spera non sia troppo grave.
Barzagli 6: entra a poco dalla fine e realizza immediatamente il rigore su invocazione del pubblico.
Lichsteiner 6: compie ottimi inserimenti sulla fascia proponendo grande velocità e ottimi passaggi per i compagni.
Estigarribia 6,5: ottima prova da terzino, con grande corsa e spunti in velocità che mettono in crisi la difesa atalantina.
Giaccherini 6: recupera molti palloni e ringhia sempre sulle caviglie degli avversari, giocando una partita di grande sacrificio, ma anche di grande qualità.
Pirlo 6: ordinaria amministrazione per il centrocampista, che si diverte coi suoi lanci precisi e le sue giocate spettacolari, illuminando i compagni.
Padoin 6: gioca una prova disciplinata, dando ancora una volta grande quadratura alla squadra.
Marrone 7: ha tanta voglia di giocare e scalpita col suo grande atletismo. Da premiare per lo stupendo gol che apre le danze.
Del Piero 8: chiude la sua stagione con una prova maiuscola, grazie a una rete stupenda. Lo stadio gli tributa un applauso lungo molti minuti al momento della sua uscita dal campo.
Borriello 6,5: cerca di segnare in tutti i modi, ma resta a secco. È comunque da premiare per la sua grande volontà e l’ottimo assist in occasione del primo gol della squadra.
Quagliarella 6: cerca il gol nei pochi minuti in cui viene impiegato, ma non lo trova.
Pepe 6: si comporta bene nello spezzone di partita concessogli da Conte.

Juventus – Atalanta 3-1. La giornata di Alex.

mag132012

La partita Juventus – Atalanta è durata fino al 12′ del secondo tempo, minuto in cui Antonio Conte ha concesso a Del Piero la giusta standing ovation da parte di tutti i tifosi juventini. Un attestato d’affetto mai visto su nessun campo di calcio, un’esplosione di emozioni che raramente si vedrà ancora per un giocatore. Il giro di campo che Alex ha fatto per salutare il suo pubblico, è durato circa venti minuti, durante lo svolgimento della partita che nessuno in quel momento stava guardando, neppure Buffon, che a bordo campo ha osservato tutto lo spettacolo, con visibile commozione. Questa è la Juve, grandi giocatori, grande squadra, grandi tifosi, tutti vincenti.

Tante le novità nell’undici titolare, più di quelle anticipate nel nostro pre partita. Compreso il modulo sembra abbia influenzato Conte nell’intento di far giocare più uomini possibili tra quelli che hanno giocato meno durante la stagione, Cominciando da Storari in porta  Estigarribia sulla linea di difesa a quattro, pronto a spingersi fino in fondo all’out di sinistra; Giaccherini e Padoin ad affiancare Pirlo in mezzo al campo; Marrone e Borriello le punte che completano il tridente d’attacco insieme a Del Piero.

Partenza col brivido quando Denis anticipa Bonucci di testa e prova la reattività di Storari. Risponde Borriello sparando fuori da ottima posizione, su assist di Alex Del Piero, che inizia a scaldare le polveri. Non è però il capitano a portare in vantaggio i bianconeri, bensì la novità Marrone, dal futuro juventino sicuro. Il goal di vantaggio mette ancora più tranquillità ai padroni di casa, che giocano in scioltezza, pur non forzando i ritmi di gioco, in vista anche della finale di Coppa Italia. Ma quando il pallone arriva a Del Piero al limite dell’area, ecco che Alex quasi in surplace, mette il pallone di giustezza nell’angolo basso, alla destra del portiere. E’ il raddoppio che fa esplodere di gioia lo Juventus Stadium. L’Atalanta si esprime soltanto attraverso le iniziative di Denis, che prima della fine del tempo si beve la difesa ma tira inspiegabilmente alto.

Si chiude così la prima frazione di gioco, e al rientro delle squadre, l’attenzione è tutta rivolta al tributo da riservare ad Alex Del Piero, a cui Conte concede al 12′ minuto, gli applausi di tutto lo stadio. Un pezzo di storia che lascia la maglia bianconera, una storia d’amore che finisce e che lascia dietro di sè ricordi indimenticabili ed ineguagliabili.

Il racconto della partita finisce qui, perchè dopo l’addio di Alex Del Piero, è giusto fermarsi e pensare che dopo quasi vent’anni la domenica non sarà più come le altre volte.

Pre partita Juventus – Atalanta. Formazioni e curiosità.

mag122012

Che la festa abbia inizio! Sembra questo il leit motiv dell’ultima giornata di campionato, che pur non avendo più nulla da decidere (per la questione scudetto), possiede comunque molti spunti di interesse. Partiamo con il parlare della gestione della vittoria da parte di Conte. Aveva promesso di togliersi qualche sassolino scomodo nei confronti dei molti critici, ma ha saggiamente glissato dimostrandosi in linea con il passo indietro chiesto dopo le molte polemiche del gol “non gol” di Muntari. Altro aspetto da grande allenatore, quello di condividere l’ultima conferenza stampa della stagione, con tutto lo staff tecnico. Oltre al secondo Alessio, spazio anche a Sassi, Carrera, Bertelli, Stellini e Filippi (l’unico sopravvissuto dello staff di Delneri). Ultimo, ma non ultimo, il posto da titolare per l’ultima partita di Alex Del Piero con la maglia bianconera. “Un atto doveroso”, lo ha definito il mister, “il minimo che si poteva fare”, lo definisco io. La società ha già chiamato Antonio Conte per il rinnovo del contratto, scontato per entrambe le parti, ovviamente con un ritocco economico. Sarà un lungo e felice matrimonio.

La partita invece offre ugualmente un tema importante, quello dell’imbattibilità. Non credo sia un traguardo da snobbare, perchè chiudere imbattuti rappresenterebbe un sigillo importantissimo anche nel panorama internazionale, e un richiamo fortissimo per quei famosi top player che tanto facilmente hanno snobbato la Juventus negli ultimi anni. Probabile anche l’impiego di Storari dal primo minuto, per lui si parla di una destinazione romanista, anche se lasciarsi scappare un portiere tanto bravo quanto serio, sarebbe un peccato mortale.

Indipendentemente dal risultato della partita, la domenica terminerà con l’ormai tanto atteso bagno di folla, che vedrà i bianconeri festeggiare il tricolore sul pullman “double decker”, che eseguirà il seguente percorso: “Via Cernaia, Piazza Castello, Via Po, Piazza Vittorio Veneto, Corso Cairoli e Corso Massimo D’Azeglio, fino ad arrivare al parco del Valentino“.

Atalanta – Juventus 0-2. Campioni d’inverno.

gen222012

Essere campioni d’inverno è una cosa incredibile, dopo tutto quello che è stato nelle stagioni passate. Essere imbattuti in tutto il girone di andata è ancora più incredibile, se consideriamo che la difesa era ed è il reparto più debole della squadra. Il campo premia la determinazione della squadra che ha giocato col diavolo in corpo, assegnandole il titolo di metà stagione; così come premia la scelta di Conte, che non sbaglia la formazione iniziale e i cambi successivi. De Ceglie gioca con grande volontà e dinamismo, permettendo a Chiellini di fare una partita sontuosa tornando nella posizione centrale. Questo a mio avviso è la chiave della stabilità che permette alla squadra di esprimersi al meglio. Maggiore sicurezza e impermeabilità in retroguardia sono fondamentali per una formazione che deve (e vuole) giocare all’attacco. Le scorie della preparazione iniziano ad essere smaltite, perchè la flessione prima e la freschezza dopo, alternatesi simultaneamente in tutti gli uomini, sono sinonimo di un lavoro che ha dato i suoi frutti.

Primo tempo stratosferico della Juventus, che parte con un ritmo indiavolato e non molla mai il colpo. Gioca alla morte su ogni pallone, e appena lo conquista, parte dritta verso la porta di Consigli. Matri ha la prima palla gol al 3′, quando riceve da Pepe e gira alto da pochissimi passi, ma solo una manciata di minuti più tardi, è Barzagli a cogliere il palo, tirando in mischia verso la porta atalantina. Due minuti più tardi è Vucinic a sfiorare la rete da posizione angolata, ribadendo la superiorità bianconera che aspetta il goal da un secondo all’altro. Ma la rete non arriva neppure al 12′, quando De Ceglie effettua una spettacolare rovesciata che però non centra lo specchio della porta. Si ripete il valdostano subito dopo, quando  colpisce alto di testa, da distanza ravvicinata.

Sembra stregata la porta di Consigli, che non capitola nemmeno al 34′ quando Vidal tenta il goal della domenica tirando dalla trequarti campo, e cogliendo una clamorosa traversa! Il primo tempo sta per finire, e mentre tutti contano le numerose occasioni sprecate dai bianconeri, arriva la prima grande occasione anche per i padroni di casa, con Denis che al volo tenta una girata da brividi verso la rete di Buffon. Ma nonostante qualche rischio finale, è immeritato il pareggio con cui si concludono le ostilità nella prima frazione di gioco. Conte opera un cambio dovuto, visto i problemi al ginocchio di Marchisio, mettendo al suo posto Giaccherini e ridisegnando leggermente l’assetto del centrocampo, spostando Vidal a fianco di Pirlo e tenendo il tandem Pepe – Giaccherini sulle fasce.

La Juve rientra tutt’altro che stanca dopo un primo tempo a mille all’ora, e la freschezza di Cigarini apporta subito dinamicità importante. La rete di testa di Lichtsteiner, pescato chirurgicamente da Pirlo, mette in discesa la partita, aprendo varchi importanti nelle maglie atalantine. Infatti, Matri al 61′ intercetta un pallone mal gestito dalla difesa avversaria e s’invola verso la porta, sbagliando però il cucchiaio che finisce di poco a lato. Infortunio anche per Pepe che poco dopo deve uscire per infortunio alla caviglia, sostituito da Marrone. Il giovane bianconero si rende subito protagonista di un’ottima combinazione con Matri, sfortunato solo nella conclusione ben parata dal portiere.

E’ il preludio al gol spettacolare di Giaccherini, su assist sempre di Marrone, che colpisce la palla al volo indirizzandola alle spalle del portiere. Il goal chiude la partite e mette il sigillo ad una prestazione che vale e onora il titolo di campione d’inverno.

Juventus – Atalanta 2-1. Tre punti vitali.

mar282010

 

 

 

 

 

 

 La pesante contestazione dei tifosi della Juventus nei confronti della squadra alla sua uscita dall’albergo torinese, non era certo il preludio di una bella domenica. Insulti ai giocatori, una sberla a Zebina (il più aggredito del gruppo), bottiglie contro la polizia, uova contro il pullman, danneggiamento ad auto e moto… tutto quello che di peggio ci può essere a contorno di una manifestazione all’insegna dell’esasperazione e della delusione. All’Olimpico, i tifosi delle due curve aspettavano la squadra fuori dallo stadio, disertando l’ingresso e lasciando gli spalti semi deserti, invitando anche i sostenitori degli altri settori fare la stessa protesta contro squadra e società.

In questo clima i bianconeri affrontano l’Atalanta in una gornata calda e soleggiata. I bergamaschi si presentano con atteggiamento piuttosto dimesso, mentre i nostri sembrano frastornati da tutta la situazione esistente. Si deve aspettare fino al minuto 24 per vedersi “accendere” la partita, quando una bella combinazione degli atalantini porta ad un tiro pericolosissimo su cui Manninger deve sfoderare un grande intervento. Sul ribaltamento di fronte è David Trezeguet che arriva finalmente al tiro dopo qualche fuorigioco di troppo. Ma al 29′ una perfetta punizione di Del Piero porta in vantaggio la Juventus senza scatenare troppo la gioia dei supporters che ben conoscono le potenziali capacità autolesionistiche di questa squadra.

Esce Diego per infortunio, lasciando il posto all’applaudito Giovinco. Tatticamente nulla di invariato, se non che la “formica atomica” è più abituata a giocare in posione esterna. Al 42′ l’Atalanta si porta ad un soffio dal pareggio, con una bella azione su cui non arriva d’un soffio Amoruso. Il gol degli ospiti è solo rimandato di qualche minuto, quando Grosso sbaglia letteralmente la posizione difensiva tenendo in gioco gli attaccanti atalantini che si presentano sempre con Amoruso davanti a Manninger, trafiggendolo in modo impietoso. Pareggio atalantino meritato e squadre negli spogliatoi.

Il blocco psicologico e fisico dell’undici di Zac prosegue anche nella seconda frazione, con Valdes a provare il tiro da tutte e tre le posizioni e l’Atalanta a creare occasioni e a comandare la partita. Poco prima del quarto d’ora la sostituzione di Candreva con Felipe Melo innesca ancora la protesta dei tifosi, che sfogano la loro rabbia sul brasiliano coprendolo di fischi e insulti. Insulti meritati quando il centrocampista commette una leggerezza in area che lo costringe ad intervenire in modo molto molto dubbio su cui l’arbitro sorvola.

Lenta e svogliata la manovra bianconera che porta solo qualche pericolo più per gentile concessione degli ospiti che per i frutti di un sistema di gioco vincente. Non serve la sostituzione Trezeguet-Amauri poichè le uniche iniziative dipendono unicamente dagli sporadici sprazzi di Giovinco. Il francese esce visibilmente deluso per la scelta di Zaccheroni.

Ma la delusione di tutti si trasforma in festa quando Felipe Melo colpisce di testa finalizzando in rete un cross di Marchisio! Due a uno per la Juve, con il brasiliano che “festeggia” inchinandosi davani ai tifosi e chiedendo scusa per gli atteggiamenti e le incomprensioni del recente passato.

Non serve la timida reazione nerazzurra, poichè i bianconeri riescono a gestire la palla fino allo scadere, tornando alla vittoria con sofferenza incredibile. Tre punti importantissimi che però non lasciano spazio ad illusioni sui miglioramenti inesistenti della squadra.

Molto strano anche il comportamento di Blanc che in tribuna non ha assistito alla gara seduto come al solito di fianco a Bettega e Secco, ma sempre in piedi in una zona riservata della tribuna d’onore. Dissidi interni tra dirigenti? Sintomi di una separazione imminente? Mah… speriamo di si.

Le pagelle di Atalanta – Juventus.

nov82009

Buffon 6: due gol ma nessuna colpa. Forse sul primo c’è una piccola sbavatura, compensata però da qualche buona uscita; per il resto l’Atalanta non impensierisce più di tanto.
Caceres 6: macchia la sua buona prova facendosi sorprendere in occasione del gol di Vargas. Nettamente meglio di Grygera in questo momento, e abbiamo l’impressione che giocando con continuità possa soltanto migliorare ed impadronirsi di un ruolo che all’inizio non era suo.
Cannavaro 6: tiene la difesa alta e la squadra corta. Non ha grossi problemi in quanto l’Atalanta agisce molto sulle corsie laterali. Ma lui c’è e tiene bene la posizione.
Chiellini 6,5: come Cannavaro, con l’aggiunta del solito spirito combattivo che lo contraddistingue. Anima e cuore.
Grosso 6: stesso discorso di Caceres; la prova è molto buona, e molti pericoli per gli atalantini passano dai suoi piedi. Serve la palla gol per Camoranesi addirittura da destra! Peccato che si faccia infilare come un pollo in occasione del secondo gol atalantino.
Poulsen 6: ordinato e buon distributore di palloni. Corre poco ed è lentissimo, ma per lo meno sbaglia poco.
Felipe Melo 6,5: tanta grinta in mezzo al campo, con l’aggiunta di una bordata che si insacca sotto la traversa. Migliora l’intesa con Poulsen, anche se con Sissoko migliorerà sicuramente ancora le sue prestazioni.
Camoranesi 8: davvero un giocatore completo che sta attraversando un momento d’oro: due gol e tanto ancora. Corre, suggerisce, tira, copre… fa tutto lui. Sembra trovarsi a meraviglia in questo modulo, sebbene lui dica di trovarsi meglio come ala destra.
Diego 7: sbaglia qualche tiro e non è da lui, ma il gol è qualcosa di geniale. Distribuisce tanti palloni giocando a tutto campo. Non sembra soffrire la vicinanza di Camoranesi e Giovinco.
Giovinco 6,5: gioca bene e la Juve cambia marcia quando lui prende palla. Dimostra ottima intesa con i suoi vicini di reparto, ma cala fisicamente nel secondo tempo, costringendo Ferrara al cambio prima di cominciare a soffrire.
Trezeguet 10: voto simbolico per il raggiungimento di Omar Sivori nella classifica dei marcatori di ogni tempo. Il suo opportunismo è devastante: una palla gol e un gol realizzato. Grande David.
De Ceglie 6: entra subito in partita e mette del suo nel non far calare il ritmo e la costanza degli attacchi juventini. Dovrebbe solo migliorare il piede per poter fornire assit migliori.
Immobile 6,5: voto di incoraggiamento visto che non lo abbiamo potuto vedere per molti minuti. Però questo ragazzo quando entra non passa mai inosservato; gioca con personalità e grinta. Meriterebbe di giocare di più.

Atalanta – Juventus 2-5. E’ questo il modulo!

nov72009

 

 

 

 

 

 

 

Signori, la squadra ha un’anima. Ferrara fa visita all’amico Antonio Conte, applaudito all’inizio della gara da tutti i tifosi juventini presenti. ”Grazie mitico guerriero“, lo striscione esposto dai sostenitori bianconeri a testimoniare l’intramontabile affetto per l’ex capitano. Ma Ciro non può permettersi di fare “sconti” amichevoli, e deve schierare la formazione migliore che in questo momento è rappresentata dal 4-2-3-1, con gli stessi effettivi di mercoledì contro il Maccabi, ad esclusione di Legrottaglie rimpiazzato da Cannavaro.

La partita parte un po’ in sordina, ma cresce col passare dei minuti. La manovra bianconera è buona, proprio perchè l’intraprendenza di Giovinco, Diego e Camoranesi sono il vero motore di questa Juve a trazione anteriore. Fondamentale infatti la “fisarmonica” a cui sono chiamati i tre “rifinitori” che si alternano nello spalleggiare Trezeguet o nell’arretrare sulla linea di centrocampo in fase difensiva.

E’ comunque l’Atalanta a presentarsi davanti a Buffon dopo circa quindici minuti e a sprecare la prima grande occasione della partita. Anche Diego e Giovinco sparacchiano alto le loro opportunità, mentre Trezeguet segna con un metro di fuorigioco, giustamente segnalato dal guardalinee. Il vantaggio è solo rimandato di qualche minuto, quando Grosso (stranamente da destra) mette un pallone in area per la testa di Camoranesi che batte il portiere: 1 a 0 per la Juve! Peccato per la statura di questo giocatore, che gli permette sì maggiore rapidità, ma che gli toglie centimetri importanti per sfruttare maggiormente il colpo di testa in cui è veramente fortissimo.

Due minuti magici per Mauro, che fa girare il cronometro di 120 secondi prima di ricevere nuovamente palla al limite dell’area atalantina (rinvio corto della difesa, stile “Tiago contro il Napoli”) e scagliare la sfera in rete: doppio vantaggio juventino a Bergamo! Doppia prodezza di Camoranesi che evidenzia come i tre fantasisti possono sbilanciare a nostro favore un risultato non così meritato alla mezz’ora del primo tempo. Atalanta frastornata che punta ad entrare negli spogliatoi quanto prima per riorganizzare le idee, provando il colpaccio con un bel tiro di Guarente da fuori area (ben parato dall’attento Buffon) negli ultimi secondi di gioco.

Poche emozioni ma buone per i nostri colori, che si trasferiscono quasi subito nei colori nerazzurri, quando Guarente lancia Valdes in contropiede che passa alle spalle di Caceres e va a battere Buffon, non così impeccabile come in altre occasioni: 1 a 2…. e la partita si infiamma. Ma è la Juve a scaldarsi di più!  Segna subito Felipe Melo di testa, annullato per fuorigioco, e poi vai in gol anche Poulsen, ma è ancora offside. Non c’è nulla da fare invece per il secondo tentativo di Felipe Melo, che da fuori area piazza una sassata che gonfia la rete: 3 a 1 juventino! Gol importantissimo che spegne sul nascere il “ritorno di fiamma” bergamasco.

L’Atalanta ritorna all’inferno, ma è ancora Valdes a trascinare letteralmente la squadra, fino a dare il via all’azione fotocopia che porta Ceravolo a “tagliar fuori” Grosso (come lo stesso Valdes lo ha fatto con Caceres), e a battere Buffon riaprendo nuovamente la partita: 3 a 2 per la Juve, colpevole ancora di non chiudere la gara.

Ferrara toglie Giovinco per De Ceglie a venti minuti dalla fine, una scelta forse troppo anticipata visto che la necessità di rimonta nerazzurra può aprire buoni spazi per la velocità della “formica atomica”. Ma i bergamaschi non credono fino in fondo al recupero del risultato, e sopratutto i bianconeri non rinunciano ad attaccare, riuscendo a segnare subito con Diego e ristabilire le distanze dagli avversari! Bellissimo gol del brasiliano che abbina destrezza e precisione, controllando un difficile pallone in area facendolo passare tra le gambe di un difensore e piazzando la sfera alla destgra del portiere. Gol benedetto che speriamo sblocchi definitivamente il nostro campione.

Nemmeno il tempo di assaporare il ritorno al gol di Diego che subito Trezeguet raccoglie lo spirito d’attacco dei bianconeri segnando il gol del definitivo 5 a 2, che gli fa raggiungere Omar Sivori nei marcatori bianconeri di tutti i tempi, entrando ancora più fortemente nella grandissima storia juventina.

Camoranesi, Diego, Trezeguet, Felipe Melo: la vittoria passa dagli uomini importanti. E la mentalità fa il resto.

Juventus – Atalanta 2-2. Una squadra da terzo posto.

mag172009

 

 

 

 

 

 

 

Può la Juventus non giocare da Juventus per così tante partite e credere ancora di essere una squadra da secondo posto, vittima soltanto di infortuni e avverse vicende? Ovviamente la risposta è no, senza nessun appello. Venti punti persi con le squadre meno blasonate, quelle con cui bisogna mettere “il fieno in cascina”, non sono solamente dovute ad una oggettiva difficoltà di gioco e di manovra, ma un grosso limite di concentrazione, di mentalità e di voglia di vincere che facevano delle Juve vincenti le caratteristiche fondamentali. Sopratutto perchè quando i bianconeri decidono di accelerare, si vedono i valori in campo. Ma la fame di vittorie deve venire dai giocatori o dagli stimoli dell’allenatore? Sicuramente uomini come Nedved e Buffon ce l’hanno nel DNA, ma quando un’intera squadra non riesce ad esprimere questi valori per tante partite, non ha le sue colpe anche il tecnico? Qualcosa nel giocattolo Juve si è rotto definitivamente per questa stagione, e non ci aspetto da qui alla fine del campionato di poter guadagnare il secondo posto, nè tantomeno di intitolare nuovamente di una Juve risorta (come nel commento di domenica scorsa) senza pensare che questo sia solamente un fuoco di paglia.

Juve in svantaggio dopo due minuti, con la solita sfortuna che ci contraddistingue da inizio anno: un tiro non irresistibile, deviato da Legrottaglie spiazza in modo decisivo Buffon per il vantaggio atalantino. E qui nascono appunto le colpe della squadra di Ranieri, con un quarto d’ora di svogliatezza totale. Mai un’accelerazione, o un cambio passo, o il chiudere i bergamaschi nella loro metà campo. Viceversa, l’Atalanta ha quasi subito la palla del 2 a 0 con Doni, che pescato in area da solo non riesce a deviare in gol per merito di una grande intuizione di Buffon che arpiona il pallone.

Poi la squadra di Del Neri rinuncia un po’ all’iniziativa, puntando secondo me colpevolmente, al solo contropiede. L’effetto contrario è che la Juve ha la possibilità di portarsi più in avanti, fortunatamente visto come la nostra diffesa soffriva ogni iniziativa ospite. Una traversa di Legraottaglie di testa su calcio d’angolo avvia la “discesa dalle nuvole” della Vecchia Signora. Da un Nedved piuttosto intraprendente nace un bellissimo cross che finisce sulla testa di Iaquinta: la palla è solo da spingere in rete a siglare il pareggio bianconero. Ma il forcing bianconero è appena iniziato: subito un’altra bellissima palla da sinistra pe Amauri che anche lui deve solo spingere in rete, ma la traversa prima, e poi la linea, respingono al brasiliano la gioia del gol. Poco male, ci pensa Cristiano Zanetti da lì a poco con un eurogol al volo da almeno 30 metri, che va ad insaccarsi sottola traversa, non prima di aver gridato al rigore per un intervento su De Ceglie apparso ai più meritevole della massima punizione.

Incredibile rimonta ed incredibile Juventus. “incredibile” non tanto per quanto fatto fino al vantaggio, ma per quanto fatto dopo! Vantaggio acquisito, squadra seduta: l’Atalanta sbaglia un gol incredibile in mischia, confermando che la nostra difesa è vulnerabile al minimo attacco. Vulnerabilità che raggiunge il culmine con la disattenzione che porta Pellegrino a colpire di testa al limite dell’area piccola, regalando il pareggio all’Atalanta ed il primo gol in campionato dell’atalantino. Bisognerebbe fare la statistica di quanti gol ha subìto la Juve per colpa di Grygera. E chissà cosa ha pensato Bettega in tribuna…..

Secondo tempo che continua sotto il segno degli atalantini che colpiscono  già al terzo minuto la traversa, facendo credere di essere proprio loro a dover raggiungere a tutti i costi un piazzamento in classifica. Dopo circa un quarto d’ora Ranieri mette Del Piero per Amauri, che sicuramente non evita di mostrarsi scontento agli occhi di tutti. Il cambio produce poco visto che la Juve non si sveglia dal torpore che l’ha avvolta nella prima parte del primo tempo. Anzi, è proprio l’Atalanta a prendere nuovamente la traversa e a rischiare di vincere la partita. Neppure l’ingresso di Trezeguet per Zanetti dà vigore agli attacchi juventini, ma la partita finisce in un forcing molto blando, quasi da partita amichevole.

E’ proprio il caso di dire cha a porte chiusa la Juventus ha chiuso le porte al secondo posto. Per il terzo si vedrà.

Atalanta – Juventus 1-3. Oro, incenso e mirra.

dic222008

Alex Del Piero, Nicola Legrottaglie e Amauri: questi i nomi dei tre Re Magi che portano la Juve a festeggiare un sereno Natale ed un meritato riposo. Sarebbe da dire, “tre a uno e buon Natale a tutti“. Invece ciò che toglie semplicità a questo commento è il modo con cui l’Atalanta ha preso la sconfitta. Tutto nasce dal gol di Del Piero che sfrutta un assist di Marchionni in leggerissima posizione di fuorigioco. L’offside è talmente minimo che pur rivedendo le prime tre o quattro volte le immagini di Sky, si ha ancora qualche dubbio. Ma per Del Neri tutto è chiaro e tutto sembra organizzato ad hoc per penalizzare l’Atalanta. Parla di errori “pacchiani”, di guardalinee che mangiano troppi panettoni, di sudditanza psicologica. Veramente Signor Del Neri, non se ne può più.

Ne abbiamo abbastanza di gente come lei che si riempie la bocca di parole come “fair play”, “signorilità”, “rispetto”, ma che non perde occasione per dimostrare quello che veramente pensa e ciò che davvero vale. Il “fair play”, la “signorilità” e il ”rispetto”, glielo ha mostrato quest’oggi il Signor Claudio Ranieri, cha ha avuto l’onestà di presentarsi davanti alle telecamere ed ammettere chiaramente che quel gol è stato viziato da fuorigioco. Nessuno può parlare in questi ultimi due anni di sudditanza psicologica quando gioca la Juve, visto che prima di fischiarci un rigore deve passarci sopra un carrarmato. Nessuno può parlare di favori arbitrali continui per i bianconeri, poichè se andassimo a vedere i gol o i fuorigioco che ci sono stati fischiati a svantaggio…..

Tutto ciò è talmente ridicolo quanto disgustoso. E il Signor Del Neri dovrebbe ripensare al suo personale show quando poi ci sono cinquecento tifosi dell’Atalanta che aspettano i tifosi bianconeri fuori dallo stadio. E qualcuno spieghi all’allenatore dei bergamaschi che non li aspettavano per fargli gli auguri di buone feste. Ranieri, che noi critichiamo spesso per altri motivi, ha sempre avuto il nostro (e non solo nostro) massimo rispetto per quanto riguarda i commenti alle decisioni arbitrali. Il suo pensiero è che l’episodio in sè stesso ci può stare a favore e contro, e gli arbitri sbaglieranno sempre; oggi a te e domani a me. Quello che sfugge all’Atalanta è che non hanno perso uno a zero, ma tre a uno, con gol valido annullato anche a Chiellini! Non è colpa dell’arbitro se Legrottaglie prima e Amauri poi sono saltati più in alto di tutti e hanno messo il pallone in rete. O se il loro portiere ha clamorosamente bucato l’uscita in occasione del nostro vantaggio….

Ad ogni modo, la vittoria di oggi è stata molto importante; a parte il mero accumulo dei tre punti, fondamentali per la rincorsa all’Inter, non dobbiamo dimenticare che l’Atalanta fino ad oggi aveva totalizzato in cASA gli stessi punti della Juve. per questo Ranieri aveva ripetuto in settimana di non volere distrazioni, di mantenere alta la concentrazione e di giocare con lo spirito giusto. Infatti non lo hanno minimamente ascoltato. I venti minuti iniziali sono stati in mano ai bergamaschi, e la Juventus ha sofferto il dinamismo avversario rischiando di prendere gol in almeno due (grosse) occasioni. Passato il pericolo la “vecchia signora” ha ripreso piano piano il pallino del gioco, alzando progressivamente il baricentro fino a portarsi in vantaggio con Del Piero e a raddoppiare con Legrottaglie (inspiegabilmente sotto tono nonostante il riposo di domenica scorsa). Ma l’Atalanta è stata sempre in partita, poichè anche sullo 0 a 2 la nostra difesa concedeva comunque qualcosa. Tant’è che Vieri ha potuto riaprire la partita sorprendendo di testa la nostra difesa. Bravo lui o addormentati noi?

Poco importa, ci pensa Amauri con l’undicesimo gol in questa stagione. Impressionante la sua media e la sua importanza per la squadra. Stavolta il nostro capitan Alex non è stato incisivo come al solito, ma Amauri pur non brillando, ha comunque fatto un lavoro importante. In generale la squadra ha fatto una buona partita, ma deve crescere molto in continuità all’interno della stessa gara; troppa discontinua l’azione dei bianconeri e troppi cali di concentrazione. Anche singolarmente, spesso chi fa una buona partita non riesce a ripeterla la volta dopo, vero Molinaro?

C’è ancora molto da lavorare, ma ora è il momento delle “vacanze”. Buon Natale e buone feste a tutti.