Ecco il primo colpo di Bettega: Molinaro ceduto allo Stoccarda.

gen52010

 

 

 

 

 

 

 

Lo diciamo così, senza peli sulla lingua, senza molti giri di parole, e senza timore di esprimerci in modo così diretto; siamo contenti che sia stato ceduto! Ecco via, andava detto e lo abbiamo fatto! Anche se non è mai bello esprimersi in modo poco elegante verso un così bravo ragazzo (e questo lo sappiamo per certo), è pur vero che sono due anni che critichiamo il giocatore in tutte le salse, e non ci andava proprio non essere coerenti con quanto espresso (e sperato) in tutto questo tempo.

Molinaro non lo voleva vedere più nessuno in campo, questa è la verità. Con quei piedi che sembravano scolpiti da mastro Geppetto, pareva di vedere all’opera un portiere fuori dai pali piuttosto che un difensore con licenza di spingere. Ma la colpa non è solo sua, di sicuro altri allenatori che sanno “sgrezzare” bene i calciatori (Del Neri per esempio), avrebbero certamente saputo scolpire maggiormente i piedi di Molinaro; e poi, per carità, anche rimanendo ogni giorno un’ora in più oltre la durata degli allenamenti si può imparare a calciare, e se non basta un’ora se ne possono fare anche due… ma forse alla Juventus non pagano gli “straordinari”, oppure gli allenatori hanno tutti fretta di rincasare presto. E così il “povero” Cristian viene ceduto allo Stoccarda, con la formula del prestito con diritto di riscatto. Niente Atletico Madrid quindi, come si era parlato in queste settimane, anche se la lunga trattativa faceva trapelare un interesse tutt’altro che convinto visto che si trattava poi di un semplice prestito. Invece, i tedeschi si sono presentati con le idee chiare e sopratutto con la voglia di prendere il giocatore.

Contenti loro….

Juventus – Catania 1-2. L’incubo continua.

dic202009

 

 

 

 

 

 

 

Quando nel commento alla partita l’aspetto del tifo e dei tifosi ha più importanza della cronaca dell’incontro, allora si può capire quale sia la situazione della Juventus in questo momento. E’ successo davvero di tutto, ed oggi è stata scritta una delle pagine più nere della storia juventina, sia per risultati sportivi, sia per eventi che riguardano il tifo bianconero. Ma andiamo per ordine.

La Juve si era presentata in campo con Manninger al posto di Buffon (per la nota operazione al menisco di Gigi), confermando Caceres a destra e Legrottaglie al posto di Chiellini, mentre a metà campo Marchisio, Melo e Tiago proteggono Diego e le due punte Amauri e Trezeguet. Squadra con molta trazione anteriore, visto che oltre alle punte e a Diego, le attitudini di Marchisio e Tiago assicurano sempre buoni inserimenti e suggerimenti in avanti. Probabilmente Ferrara voleva un primo tempo d’assalto, confidando nella rabbia dei giocatori bianconeri e forse nella pochezza del Catania.

Ma i piani di Ferrara non trovano evidentemente riscontro nella squadra, che affronta la partita in modo tutt’altro che rabbioso, quasi lezionso in alcune circostanze. Così, senza colpo ferire, il Catania inizia a guadagnare qualche metro, e poi a presentarsi davanti alla porta con Morimoto, che viene anticipato proprio sul tiro da Legrottaglie che rischia persino l’infortunio. Pericolo scampato solo per pochi minuti, quando Tiago sfila letteralmente la maglia di un avversario all’interno della nostra area di rigore, causando il giusto calcio di rigore che punisce l’inconsistenza dei bianconeri fino a quel momento.

Siamo solo al 23′ del primo tempo e già la situazione è molto complicata per via del fatto che oltre allo svantaggio la squadra finisce in bambola: Diego continua a non azzeccarne una, peggio di lui fa Felipe Melo (che viene sostituito alla mezz’ora sotto i fischi di tutto l’Olimpico), Grosso non riesce a mettere un cross sfruttabile, e le punte sono “spuntate”. Ovviamente i tifosi in questo caso non possono far altro che manifestare il loro disappunto; pazienza ne hanno già avuta abbastanza, e la contestazione inscenata subito dopo la rete di Martinez è seria e decisa. Tanti fischi ma anche tanti cori in favore di Andrea Agnelli e Pavel Nedved, nonchè diversi striscioni tra cui quello che evidenzia come Blanc & Soci stiano dilapidando gli investimenti della Famiglia Agnelli.

Si legge chiaramente sul volto di Blanc e Secco la tensione per il risultato di svantaggio, ma sopratutto per la discesa minacciosa dei tifosi della curva Nord fino ai bordi della zona campo, senza però superare le barriere di recinzione (possibili sanzioni per la società in arrivo). Così come è palpaile la tensione e la frustrazione di Buffon e Del Piero che osservano inerti la disfatta della loro Juventus.

Ciro prende il coraggio a due mani e come abbiamo anticipato sopra, sostituisce Felipe Melo per Salihamidzich alla mezzora del primo tempo. La scelta è “coraggiosa” perchè facendolo in quel momento è consapevole di esporre il giocatore ai fischi dei tifosi, e sopratutto di “servirlo” in pasto come capro espiatorio. Ma il brasiliano ha già avuto le sue chances, ed è giusto che adesso si prenda le sue responsabilità.

Primo tempo che scivola via senza nessuna grossa occasione per la Juventus, che oggi spaventa anche per la sua sterilità, al contrario di altre volte che pur uscendo sconfitta riusciva a creare almeno qualche occasione. Bisogna aspettare il 16′ del secondo tempo per vedere una parata del portiere del Catania sulla pericolosissima conclusione di Amauri, perfettamente assistito da Trezeguet. Buon momento per la Juve che sfiora ancora il gol con Salihamidzich dopo soli due minuti dalla stessa posizione di Amauri. Ma è questione di una manciata di secondi per vedere il gol del pareggio: palla di Diego in area, dove si fa trovare smarcato il bosniaco che batte il portiere in uscita: uno a uno, con dedica a Ferrara.

Il tifo riprende vigore, sopratutto quando Ciro inserisce Giovinco per Tiago al 20′, e quindi molto prima dei soliti dieci minuti finali. E i supporters gradiscono anche la sostituzione che toglie Amauri in favore di Alex Del Piero, che come per magia riesce a mettere Trezeguet di testa davanti alla porta al primo pallone toccato, ma il francese viene anticipato dal portiere uscito a valanga. Brutto colpo alla testa per entrambi che rimangono a terra per molto tempo prima di poter riprendere il gioco. David a Andujar riprendono la loro posizione in campo, ma si trovano ancora uno contro l’altro dopo due minuti, quando l’estremo difensore riesce ad opporsi ancora al bomber che batte a rete quasi a colpo sicuro. Ancora il francese ci prova poi tesata ma la sua conclusione è alta. Niente da fare.

Il duello tra i due viene interrotto da un ottimo contropiede del Catania, che con tre passaggi porta Izco davanti a Manninger che batte con sicurezza a rete. Due a uno per il Catania al 42′.

Domani forse l’ufficializzazione di Roberto Bettega nel ruolo di consulente di mercato, a due anni dalla sua esclusione dalla società Juventus. Questo è sicuramente l’unico regalo di Natale che i bianconeri possono darci in questo momento. Auguri a tutti.

Elkann conferma Ferrara. Ai tifosi juventini non basta.

dic102009

All’indomani della cocente sconfitta casalinga col Bayern Monaco (che ha sancito l’eliminazione dalla Champions League), si sono scatenate, come giusto, le più feroci critiche a tutta la sfera Juventus. Nessuno si senta immune da un capo d’accusa. Allenatore, giocatori, società, come dice Del Piero “le colpe vanno sempe distribuite fra tutti”. Ma a questo punto nessun tifoso juventino sopporta più di continuare questo strazio senza che si prendano delle decisioni anche drastiche. La gente vuole che qualcuno paghi, magari anche per tutti. In altre parole, un capro espiatorio come fu Ranieri, che non sarà stato un grande allenatore, ma che con il suo esonero ha fatto da parafulmine alla società e a tanti giocatori che non avevano fatto il loro dovere in campo.

La soluzione più immediata (e comoda) che tutti pensano è quella del cambio di allenatore. John Elkann ha smentito invece ogni voce sul cambio di panchina, assicurando Ciro fino alla fine dell’anno. E questa, comunque la si voglia vedere, è una conferma temporale. Avanti con questo progetto, anche se sono molti gli scontenti. Non si può sapere se questa sarà la decisione giusta, ma si può pensare anche a ciò che in passato sono state le fortunate vicende di Arrigo Sacchi e Marcello Lippi, transitate da momenti iniziali difficili e contestati. Sacchi fu addirittura eliminato in Coppa Italia dal Parma, e salvato letteralmente dalla nebbia di Belgrado mentre veniva eliminato dalla Coppa Campioni ad opera della Stella Rossa. Casi rari, ma pur sempre fatti che possono dare conforto ad una tesi.

Quella forse più difficile è quella di mettere mano alla rosa. Senza i soldi della Champions e con parecchi giocatori che non intendono muoversi per motivi di ingaggio, la Juve si trova a dover “raschiare il barile”, puntando spesso su calciatori che possono fare il boom o il flop, a seconda della fortuna (Tiago e Poulsen su tutti). Se poi aggiungiamo che questo lavoro di talent scout viene affidato al giovane Alessio Secco (che non ha nessuna competenza ed esperienza in merito), allora ecco che i risultati possono essere devastanti. Tra gli indiziati numero uno, oltre a quelli già citati, possiamo mettere senza dubbio Amauri (che in due anni ha inciso in modo determinante in non più di cinque o sei partite), Molinaro (promosso titolare per tutta una stagione con risultati disastrosi), e forse Felipe Melo, che nonostante la poca permanenza nella Juventus ha già dimostrato la sopravvalutazione del suo cartellino. E questo dei soldi al tifoso pesa parecchio, quasi fossero i suoi.

Infine il discorso società. Andrea J, il nostro lettore, ha risposto bene ieri sera nei commenti del tracollo col Bayern. La società è la cosa più difficile da cambiare. Non puoi trovare un dirigente competente, serio ed esperto in modo così semplice. C’è anche un discorso di simbiosi con il resto dello staff tecnico e di rappresentazione, di immagine della società e della squadra. Una figura molto importante che manca troppo ai bianconeri, e che pensiamo sia un po’ la chiave di tutto. Ecco perchè tutti gli indizi portano al ritorno sempre più probabile di Lippi in bianconero, magari accompagnato, perchè no, dal grande Roberto Bettega, rigenerato dalla sentenza di assoluzione per le plusvalenze di bilancio. Se il quadro dovesse essere questo, la società avrebbe contorni molto solidi in termini di competenza e “juventinità”.

Ma intanto, c’è sempre da tenere duro.

Panchina Juventus: Conte rinnova col Bari.

giu32009

Antonio Conte si ”autoelimina” dal ballottaggio per il posto di allenatore alla Juventus. Il tecnico del Bari era uno dei più indiziati insieme a Ferrara, anche perchè perfettamente rispondente ai tre requisiti espressi dalla società: giovani, di idee moderne e di forte juventinità. Benchè ne dica Cobolli Gigli, non credo che la Juventus abbia una rosa di cinque allenatori da valutare, semplicemente perchè non ne esisto cinque con quelle caratteristiche. Certo se includessimo nel computo anche Cabrini, Cuccureddu e Gentile, arriveremmo a questo numero completandolo con Ferrara e appunto Conte.

Escludi i tre “non papabili”, e avendo Conte prolungato il contratto che lo legava al Bari, di fatto la candidatura di Ferrara diventa una sorta di investitura obbligata. Non che Ciro non sia gradito, ma anche in questo caso la dirigenza ha aspettato troppo prima di prendere una decisione, trovandosi così a non aver di fatto alternative, e quindi a prendere quello che c’è. Torniamo al commento dei giorni scorsi, quando si sottolineava a ragion veduta quanto potevano incidere  questi ritardi nelle scelte di mercato.

Ebbene si, alla Juve manca la figura del direttore generale. Sembra che la società inizia a ragionare per riportare questo ruolo lasciato vacante da Luciano Moggi. Ce ne sono di bravi, certamente, ma se vogliamo applicare lo stesso criterio che hanno applicato Blanc e Cobolli Gigli per la scelta dell’allenatore, allora abbiamo un identikit che può essere molto interessante. Tutti i sospetti portano al nome di Roberto Bettega, anche se siamo pienamente consapevoli che lo strappo tra la vecchia e la nuova dirigenza non sarà mai ricucito. Ma almeno ci pensino.

Protesta SI, protesta NO

lug232008
Si è letto e sentito in questi giorni di una protesta organizzata dai tifosi juventini nei confronti della dirigenza, principalmente per motivi legati alla campagna acquisti.
Il malumore serpeggia da tempo, ma la goccia che ha fatto traboccare il vaso è stato il mancato acquisto di Xabi Alonso in favore di Poulsen, e il tentativo di acquistare l’interista Dejan Stankovic, così inviso a tutti i supporters bianconeri.
Ci sono buoni motivi sia per protestare che per aspettare. Ve ne proponiamo alcuni come motivo di riflessione, e poi deciderete se partecipare alla protesta oppure no.
PROTESTA SI
  1. La dirigenza si è dimostrata non all’altezza di gestire le campagne acquisti, Tiago e Almiron per cominciare e Poulsen per finire
  2. Secco, Blanc e Cobolli Gigli sono spesso stati in disaccordo tra loro, dichiarando cose diverse alla stampa in merito a domande precise sul calciomercato
  3. Gli investimenti non sono adeguati alle aspirazioni della società
  4. Il tasso tecnico dei giocatori rimane sempre inferiore rispetto alle concorrenti. In campionato la squadra può reggere, ma in Champions il divario tecnico è troppo e verremo travolti

PROTESTA NO

  1. Tiago e Almiron erano stati giudicati ottimi acquisti da tutti gli addetti ai lavori, senza dimenticare che il portoghese è stato “preteso” da Ranieri, che però non ha subìto critiche altrettanto feroci
  2. Secco, Blanc e Cobolli Gigli si stanno facendo le ossa e non hanno l’esperienza di Moggi, Giraudo e Bettega, se proprio vogliamo fare il paragone. Qualche errore ci sta, come del resto lo ha fatto anche la Triade (leggi Henry)
  3. La Juventus è l’unica società che non ottiene finanziamenti dai suoi “magnati”e l’auto-finanziamento viene gestito secondo bilancio. Non dimentichiamo inoltre che gli introiti legati agli spettatori sono di 1/3 inferiori a quelli di Inter e Milan, e che il tracollo della serie B ha privato la Juve dei ricavi della Champions, dei diritti tv, degli sponsor, ecc.. E che oltre a tutto ciò si sta costruendo uno stadio nuovo.
  4. La Juventus ha vinto scudetti e coppe mettendo in campo anche Torricelli, Porrini, Juliano, Dimas, Zenoni, Amoruso, Esnaider, Zalayeta, il primo Legrottaglie….