Forse inizia la svolta: Blanc si è dimesso.

mag112011

La Juve è arrivata al momento più delicato del dopo calciopoli. No, non è la rincorsa all’ennesimo sogno Champions, bensì la programmazione della prossima annata, quella che dovrebbe portare finalmente ad una campagna di rafforzamento concreta. Via Delneri (solo questione di giorni per l’ufficialità), via molti brocchi comprati a suon di soldoni, ed inizio della ristrutturazione societaria. Jean Claud Blanc, già direttore generale e amministratore delegato in una delle gestioni più fallimentari della storia della Juventus, porge le dimissioni dall’attuale carica societaria, per dedicarsi a tempo pieno al progetto del nuovo stadio. Quale notizia migliore di rinnovamento! L’ultimo residuato della nuova triade Cobolli Gigli – Secco – Blanc, si è arreso alla propria coscienza, togliendosi dal quadro operaivo della Juventus, relegandosi ad un ruolo marginale, più vicino all’aspetto amministrativo che sportivo.

Il dubbio se la scelta sia stata fatta proprio da Blanc, oppure se siano state dimissioni “indotte”, non ci è dato sapere, e forse non si saprà mai. Quello che conta è che in questo momento servono più Nedved e meno Blanc, più competenza e meno “aria fritta”, più voglia di vincere che pubbliche relazioni.

Juventus – Napoli 3-0. Next stop Milano….

gen132010

 

 

 

 

 

 

 

Il consiglio di amministrazione della Juventus ha rinnovato prima della gara la fiducia al presidente Blanc, che a sua volta ha confermato Ciro Ferrara alla guida della squadra. E’ un po’ diverso dal dire che il CDA ha confermato l’allenatore dei bianconeri. Dal momento che Blanc è (l’unico) convinto della sua scelta, il consiglio avrebbe dovuto sfiduciare il presidente e la Famiglia (leggasi Agnelli) che lo ha investito di ampi poteri, creando di fatto il caos più totale. La fiducia è quindi una sorta di “atto dovuto” rispetto ad una situazione contingente che solo John Elkann può cambiare.

Pertanto, tutto come prima, con la solita palpabile “ansia da prestazione”, e il solito terrore di giocare la partita. Infatto, quello che parte forte è il Napoli, tanto che dopo tre minuti si sentono già i primi fischi per qualche passaggio sbagliato e per la supremazia territoriale degli azzurri nella nostra metà campo. Al 5′ il Napoli ha già tirato due volte verso la porta difesa da Manninger, mettendo i brividi a tutti i tifosi juventini che intravedono le basi di un’ennesima disfatta, tanto che sulle tribune la parte idiota del tifo bianconero inizia a dare dimostrazione della sua “forza”: esplosione di petardi e bengala, lancio di fumogeni, incendio di carta e seggiolini…. nonchè nella rievocazione canora delle hit più gettonate, inneggiando a Pavel Nedved, insultando Cannavaro, e cantando in favore della morte di Balotelli. Niente male come “sciopero del tifo”, che doveva solo lasciare il vuoto nelle curve ed accogliere con un “assordante” silenzio la lettura delle formazioni.

La Juve nel suo disordine tattico e nella sua disorganizzazione di gioco riesce comunque a non prendere gol, e il Napoli inspiegabilmente molla la presa. Forse la squadra di Mazzarri si spaventa un po’ per il gol annullato ai bianconeri per fuorigioco di Del Piero, tant’è che le squadre proseguono col fronteggiarsi in modo molto blando e poco convinto. La Juve sblocca il risultato al 24′, quando Diego riesce a schiacciare in porta una corta respinta della difesa napoletana: uno a zero per i bianconeri! Grandi polemiche per la rete del brasiliano, “viziata” da un “infortunio” di Datolo, rimasto a terra mentre l’azione proseguiva. Proteste davvero inspiegabili, visto che si parla sempre di regole poco chiare nel modo del calcio, ma quando queste ci sono si vorrebbe non rispettarle! Il gioco DEVE essere fermato dall’arbitro! E pensare che c’è persino chi perde la testa per una norma che è convinto non sia così: Contini calpesta letteralemnte e volontariamente la testa di Del Piero a terra! Un comportamento da espulsione…. a vita!

E’ proprio Alex a controllare bene un pallone in area, ma sciupa tutto con un tiro debole e centrale che avrebbe dovuto avere sorte migliore. Finisce il primo tempo con davvero poche occasioni da entrambe le parti. Secondo tempo invece più spumeggiante, grazie anche all’intraprendenza del Napoli costretto a dover ribaltare il risultato. Ferrara lascia Grosso negli spogliatoi, mettendo Grygera sulla corsia di sinistra (molto probabilmente non un cambio tattico per evidenti motivi), che lascia subito vedere i suoi limiti su Zuniga, che nei primi minuti è un miracolo se non la mette due volte nel sacco.

Alex cerca il supergol di tacco, ma è un po’ troppo. Nel Napoli iniziano ad entrare i “big” (dentro Hamsik) e gli azzurri iniziano a guadagnare campo e anche qualche occasione importante: Cigarini invoca un calcio di rigore per un tocco di mano di Felipe Melo in area di rigore, e anche qui, indipendentemente dalla volontarietà, le regole sono chiare. Bel tiro di De Ceglie ribattuto dal portiere, ma è Diego ad andare più vicino al raddoppio colpendo il palo a portiere battuto. Adesso è un piacevole botta e risposta che diverte il pubblico di entrambe le parti. Hamsik risponde al palo di Diego con una botta dalla lunga distanza che fa tremare la traversa.

Mazzarri tenta anche la carta Quagliarella, ma subito dopo è Del Piero a portare a due le reti juventine! Cross di Caceres dalla destra, che viene raccolto da Alex che batte a rete a colpo sicuro. Lingua? Maglia tolta? Il capitano non sa come esultare e si accontenta di un bel “porca p……” liberatorio, visto che si tratta del primo gol stagionale dopo tanta panchina.

Si prepara Zebina (toh, chi si rivede..) ad entrare per Caceres che ha qualche problema muscolare, ma non c’è tempo di intimorirsi per qualche “zebinata”, che subito arriva il terzo gol della Juve: scatto di Diego che dalla trequarti arriva in area e subisce l’intervento di Contini che causa il calcio di rigore e finisce sotto la doccia per somma di ammonizioni. Diego cede la battuta a Del Piero che batte in modo imparabile: tre a zero e doppietta di Alex!

Partita finita e vittoria meritata anche se non convincente fino in fondo. Il Napoli privo di Hamsik e Quagliarella non può essere paragonato alla squadra che ci equivale nella classifica del campionato. Gli stimoli erano profondi, ma la reazione e l’approccio alla gara non è stato ancora quello adatto. Non si sono visti progressi dal punto di vista tattico o organizzativo, oppure la furia agonistica che può sopperire a molte carenze. D’altro canto questi aspetti non si migliorano a distanza di tre giorni o di una partita, e forse nemmeno il ritorno al mercato (annunciato ufficialmente nella giornata di oggi), potrà cambiare radicalmente le sorti di questa stagione. I partenopei ci hanno dato una grossa mano a giocare rinunciando alle sue punte di diamante, ma diciamo che almeno in questa occasione siamo riusciti a concretizzare le nostre occasioni.

Per riassumere, il gioco non salva Ferrara, ma tre gol si!

Juventus – Catania 1-2. L’incubo continua.

dic202009

 

 

 

 

 

 

 

Quando nel commento alla partita l’aspetto del tifo e dei tifosi ha più importanza della cronaca dell’incontro, allora si può capire quale sia la situazione della Juventus in questo momento. E’ successo davvero di tutto, ed oggi è stata scritta una delle pagine più nere della storia juventina, sia per risultati sportivi, sia per eventi che riguardano il tifo bianconero. Ma andiamo per ordine.

La Juve si era presentata in campo con Manninger al posto di Buffon (per la nota operazione al menisco di Gigi), confermando Caceres a destra e Legrottaglie al posto di Chiellini, mentre a metà campo Marchisio, Melo e Tiago proteggono Diego e le due punte Amauri e Trezeguet. Squadra con molta trazione anteriore, visto che oltre alle punte e a Diego, le attitudini di Marchisio e Tiago assicurano sempre buoni inserimenti e suggerimenti in avanti. Probabilmente Ferrara voleva un primo tempo d’assalto, confidando nella rabbia dei giocatori bianconeri e forse nella pochezza del Catania.

Ma i piani di Ferrara non trovano evidentemente riscontro nella squadra, che affronta la partita in modo tutt’altro che rabbioso, quasi lezionso in alcune circostanze. Così, senza colpo ferire, il Catania inizia a guadagnare qualche metro, e poi a presentarsi davanti alla porta con Morimoto, che viene anticipato proprio sul tiro da Legrottaglie che rischia persino l’infortunio. Pericolo scampato solo per pochi minuti, quando Tiago sfila letteralmente la maglia di un avversario all’interno della nostra area di rigore, causando il giusto calcio di rigore che punisce l’inconsistenza dei bianconeri fino a quel momento.

Siamo solo al 23′ del primo tempo e già la situazione è molto complicata per via del fatto che oltre allo svantaggio la squadra finisce in bambola: Diego continua a non azzeccarne una, peggio di lui fa Felipe Melo (che viene sostituito alla mezz’ora sotto i fischi di tutto l’Olimpico), Grosso non riesce a mettere un cross sfruttabile, e le punte sono “spuntate”. Ovviamente i tifosi in questo caso non possono far altro che manifestare il loro disappunto; pazienza ne hanno già avuta abbastanza, e la contestazione inscenata subito dopo la rete di Martinez è seria e decisa. Tanti fischi ma anche tanti cori in favore di Andrea Agnelli e Pavel Nedved, nonchè diversi striscioni tra cui quello che evidenzia come Blanc & Soci stiano dilapidando gli investimenti della Famiglia Agnelli.

Si legge chiaramente sul volto di Blanc e Secco la tensione per il risultato di svantaggio, ma sopratutto per la discesa minacciosa dei tifosi della curva Nord fino ai bordi della zona campo, senza però superare le barriere di recinzione (possibili sanzioni per la società in arrivo). Così come è palpaile la tensione e la frustrazione di Buffon e Del Piero che osservano inerti la disfatta della loro Juventus.

Ciro prende il coraggio a due mani e come abbiamo anticipato sopra, sostituisce Felipe Melo per Salihamidzich alla mezzora del primo tempo. La scelta è “coraggiosa” perchè facendolo in quel momento è consapevole di esporre il giocatore ai fischi dei tifosi, e sopratutto di “servirlo” in pasto come capro espiatorio. Ma il brasiliano ha già avuto le sue chances, ed è giusto che adesso si prenda le sue responsabilità.

Primo tempo che scivola via senza nessuna grossa occasione per la Juventus, che oggi spaventa anche per la sua sterilità, al contrario di altre volte che pur uscendo sconfitta riusciva a creare almeno qualche occasione. Bisogna aspettare il 16′ del secondo tempo per vedere una parata del portiere del Catania sulla pericolosissima conclusione di Amauri, perfettamente assistito da Trezeguet. Buon momento per la Juve che sfiora ancora il gol con Salihamidzich dopo soli due minuti dalla stessa posizione di Amauri. Ma è questione di una manciata di secondi per vedere il gol del pareggio: palla di Diego in area, dove si fa trovare smarcato il bosniaco che batte il portiere in uscita: uno a uno, con dedica a Ferrara.

Il tifo riprende vigore, sopratutto quando Ciro inserisce Giovinco per Tiago al 20′, e quindi molto prima dei soliti dieci minuti finali. E i supporters gradiscono anche la sostituzione che toglie Amauri in favore di Alex Del Piero, che come per magia riesce a mettere Trezeguet di testa davanti alla porta al primo pallone toccato, ma il francese viene anticipato dal portiere uscito a valanga. Brutto colpo alla testa per entrambi che rimangono a terra per molto tempo prima di poter riprendere il gioco. David a Andujar riprendono la loro posizione in campo, ma si trovano ancora uno contro l’altro dopo due minuti, quando l’estremo difensore riesce ad opporsi ancora al bomber che batte a rete quasi a colpo sicuro. Ancora il francese ci prova poi tesata ma la sua conclusione è alta. Niente da fare.

Il duello tra i due viene interrotto da un ottimo contropiede del Catania, che con tre passaggi porta Izco davanti a Manninger che batte con sicurezza a rete. Due a uno per il Catania al 42′.

Domani forse l’ufficializzazione di Roberto Bettega nel ruolo di consulente di mercato, a due anni dalla sua esclusione dalla società Juventus. Questo è sicuramente l’unico regalo di Natale che i bianconeri possono darci in questo momento. Auguri a tutti.

Juve – Inter: i bianconeri si preparano al rombo.

dic52009

I rumors dicono che stavolta è stata la squadra a parlare a Ferrara, e non viceversa. Tant’è che la Juventus pare proprio che si appresti ad affrontare i nerazzurri giocando con il rombo anzichè con 4-2-3-1. Pre-tattica? Depistaggi? Le indicazioni in merito sono state piuttosto chiare, non per ultime quelle di Del Piero, il capitano che sta riconquistando il suo posto da titolare più sulle prime pagine dei giornali sportivi che sul campo. Quella che pare una retromarcia di Ferrara rispetto al modulo, può anche non essere interpretata come un segno di debolezza, in quanto se davvero Alex dovesse essere schierato dal primo minuto, si esprimerebbe sicuramente meglio da seconda punta piuttosto che da rifinitore. Ecco quindi che si può già ipotizzare la formazione che scenderà in campo contro l’Inter, con un centrocampo a tre (Poulsen, Sissoko e Camoranesi), e Diego dietro le due punte Amauri – Del Piero.

Juventus – Inter è sempre stata una delle partite di Alex Del Piero. Però questa potrebbe essere molto più importante delle altre come crocevia della sua carriera. Se il capitano dovesse fare una prestazione davvero mediocre, potrebbe rischiare veramente di accelerare la sua parabola discendente. A quel punto infatti Ferrara si troverebbe ad un passo dall’esonero, e con tutta la pressione di chi non aspetta altro per scaricare tutte le colpe su Ciro accusandolo di far giocare i suoi “figliocci”. Comunque non è il caso di fasciarsi la testa prima ancora di essersela rotta, anche se la Juve di cose ne ha già rotte fin troppe fino a questo momento. Da juventini dobbiamo sempre cercare di essere fiduciosi, perchè la forza deve nascere solamente vedendo la scritta “JUVENTUS“.

Il Presidente Blanc si è augurato un tifo caldo e sportivo, senza ricadere nei soliti errori. Sono sicurissimo che ci sarà un tifo molto caldo. Altro non so. Buona partita a tutti.

A Ferrara una panchina “biennale”.

giu52009

 

 

 

 

 

 

 

Ormai certa la conferma di Ciro Ferrara alla guida della Juventus per la stagione 2009 / 2010, sopratutto dopo che i vari concorrenti si sono tutti autoesclusi dal ballottaggio. Gasperini si trova bene a Genova, Conte si è stufato di aspettare (giustamente), Marcello Lippi aveva già detto no a suo tempo, Spalletti non si muove da Roma finchè lo pagano così…..

Gioco-forza quindi confermare Ferrara. Ma non è detto che stavolta la decisione debba essere comunque sbagliata. Ciro ha tutte le carte in regola per essere l’allenatore rivelazione del prossimo campionato: giovane, gran lavoratore, proveniente dal calcio moderno, in sitonia perfetta col gruppo e con la società, ben voluto da squadra, stampa e tifosi e pagato anche poco. Cos’altro si potrebbe pretendere? Forse un pizzico di esperienza in più in panchina non sarebbe male, ma Pep Guardiola, Sacchi e Capello insegnano……

A parte la pagliacciata dell’annuncio ufficiale (suspance degna di un thriller di quart’ordine, visto che non ci sono rimasti più candidati!), il buon Ciro sottoscriverà (o magari avrà già sottoscritto) sicuramente un contratto biennale, sapendo benissimo che ciò non significa avere il posto fisso per due anni consecutivi.

Attendiamo quindi che Blanc e Cobolli Gigli si accorgano che questo è il momento per pensare al mercato.

Panchina Juventus: Conte rinnova col Bari.

giu32009

Antonio Conte si ”autoelimina” dal ballottaggio per il posto di allenatore alla Juventus. Il tecnico del Bari era uno dei più indiziati insieme a Ferrara, anche perchè perfettamente rispondente ai tre requisiti espressi dalla società: giovani, di idee moderne e di forte juventinità. Benchè ne dica Cobolli Gigli, non credo che la Juventus abbia una rosa di cinque allenatori da valutare, semplicemente perchè non ne esisto cinque con quelle caratteristiche. Certo se includessimo nel computo anche Cabrini, Cuccureddu e Gentile, arriveremmo a questo numero completandolo con Ferrara e appunto Conte.

Escludi i tre “non papabili”, e avendo Conte prolungato il contratto che lo legava al Bari, di fatto la candidatura di Ferrara diventa una sorta di investitura obbligata. Non che Ciro non sia gradito, ma anche in questo caso la dirigenza ha aspettato troppo prima di prendere una decisione, trovandosi così a non aver di fatto alternative, e quindi a prendere quello che c’è. Torniamo al commento dei giorni scorsi, quando si sottolineava a ragion veduta quanto potevano incidere  questi ritardi nelle scelte di mercato.

Ebbene si, alla Juve manca la figura del direttore generale. Sembra che la società inizia a ragionare per riportare questo ruolo lasciato vacante da Luciano Moggi. Ce ne sono di bravi, certamente, ma se vogliamo applicare lo stesso criterio che hanno applicato Blanc e Cobolli Gigli per la scelta dell’allenatore, allora abbiamo un identikit che può essere molto interessante. Tutti i sospetti portano al nome di Roberto Bettega, anche se siamo pienamente consapevoli che lo strappo tra la vecchia e la nuova dirigenza non sarà mai ricucito. Ma almeno ci pensino.

Juve, di chi è la colpa? Ecco la verità.

apr242009

 

 

 

 

 

 

 

 

Mai sentito la frase “salire sul carro dei vincitori“? Ebbene, quando si vince sono tutti pronti ad attribuirsi meriti e lodi, questo si sa. Quando invece si perde regna il caos più totale. Nessuno è mai in grado di stabilire colpe precise, chirurgiche. Eppure le società oggigiorno dovrebbero essere organizzate in modo impeccabile (con tutti quei “responsabile tecnico”, “team manager”, “dirigente accompagnatore”, “direttore sportivo”, “consulente di mercato”, e via di seguito), ma il vecchio cameratismo di spogliatoio impone che si dica sempre: “si perde in undici“. Non sono d’accordo.

Se solo le società pensassero realmente in modo così globale, non saprebbero nemmeno individuare i punti dove una squadra andrebbe rinforzata. Ma queste sono tutte considerazione che sappiamo benissimo non essere possibili. Più comodo nascondersi dietro affermazioni nebulose invece che indicare chiaramente le cause che hanno generato il tracollo. Forse l’allenatore non può andare in conferenza stampa a dire che il tal calciatore col le sue espulsioni ha condizionato l’andamento di “tot” gare, mentre quell’altro non ha mai fornito prestazioni consone al prezzo sborsato dalla società per il suo acquisto. Ma non ho mai sentito che un CDA non debba rendere conto agli azionisti, che sono poi anche tifosi. E nessun CDA ha mai fatto discorsi di rendimento dei giocatori, o di responsabilità particolarmente riconducibili a determinati soggetti, allenatori o direttori sportivi che siano.

Il problema, e le colpe della Juve stanno proprio in questo. Nessuno per esempio sa di preciso chi sia il responsabile del mercato, perchè a detta loro le decisioni vengono prese di concerto: benissimo, Secco o Blanc si presentino a dire che su Poulsen hanno fatto una pessima valutazione. Nessuno ha ancora capito se la Juventus debba puntare su giovani talenti o sulla vecchia guardia(Giovinco deve giocare o no??) si presenti Ranieri e dica quale tipo di giocatori intende impiegare e con quale modulo. Nessuno ha mai visto dopo strigliare la squadra dopo sconfitte imbarazzanti: Cobolli Gigli dica chiaramente quello che pensa (se pensa qualcosa), prima alla squadra (come faceva Moggi) e poi in assemblea soci. Qualcuno ci metta la faccia.

Alla Juventus è diventata consuetudine non assumersi le responsabilità. Questo aspetto della gestione, non solo produce gravi ripercussioni anche sui giocatori (che si non si sentono in dovere verso nessuno), ma crea certamente a lungo andare il caos organizzativo. Sembrerà strano, ma in questi anni la Juve sta ancora raccogliendo e vivendo su tutto quello che Lucianone ha creato: una società quadrata, un settore giovanile florido, un importante peso in campo internazionale, il culto della disciplina, ecc… Ma tutte queste cose si stanno a poco a poco sfaldando. Cosa ne sarà della grande Juve tra qualche anno? Vi ricordate cos’era il Torino all’epoca di Moggi e cos’è diventato ai nostri giorni?

Non fatico a pensare che i dirigenti siano come calciatori che vadano disciplinati ove non lo facciano autonomamente. Per questo mi convinco ogni giorno di più che il vero colpevole di tutto sia proprio chi non abbia mai fatto nulla: John Elkann. Il palpabile disinteresse della proprietà non è soltanto simbolo di complicità, ma anche di notevole superficialità verso chi non sta facendo assolutamente girare le cose come si conviene. Non è andando a vedere quelle due o tre partite che si dimostra la volontà di far tornare grande la maglia bianconera. Se le capacità manageriali e decisionali non si possono coltivare sul terrazzo, è anche vero che possono essere ricercate altrove, se uno non le ha. Per la Fiat John Elkann ha trovato il suo “Moggi” in Marchionne, che con il suo polso ha saputo metterci anche la faccia e fare scelte impopolari, difficilissime e molto spesso contestate, anche in seno alla stessa Fiat. Scelte che i suoi predecessori non avevano saputo fare (Avvocato Agnelli incluso). Ma lui è andato avanti per la sua strada, assumendosi tutte le responsabilità di ciò che faceva ed agendo con trasparenza, serietà, determinazione e “voglia di vincere“.

La Juve avrà ancora un suo “Moggi” prima che sia troppo tardi?

Blanc conferma Ranieri “in ogni caso”.

apr172009

Gli ultimi deludenti risultati inanellati dalla Juventus sia in campionato che in Champions League, non hanno scalfito le certezze della dirigenza bianconera in fatto di guida tecnica della squadra: Ranieri rimarrà almeno fino alla scadenza del contratto nel 2010, e forse anche di più. La domanda sorge spontanea: fiducia o necessità? E sopratutto, la responsabilità di questi risultati è solo e soltanto colpa dei giocatori? Sono interrogativi che si pongono d’obbligo, anche perchè il rischio di trasformare un’evoluzione in una involuzione è palpabile come non mai.

Al di là degli obiettivi “di facciata“, per la dirigenza juventina è sempre stato importante soltanto fare meglio dell’anno precedente. Da un certo punto di vista il discorso può essere anche coerente con il percorso di ricostruzione societaria. Dall’altro lato ci sono i fatti tangibili che tutti noi conosciamo: la gestione della squadra e delle sostituzioni, gli infortuni, il modo di accontentarsi sempre delle prestazioni deludenti…. che gestiti in altro modo avrebbero veramente tenuto la Juve alle costole dell’Inter fino alla fine.

Impossibile pensare che questi aspetti (che noi e voi sottolineamo da tempo) sfuggano completamente alla considerazione di Blanc, Cobolli Gigli e di tutto il CDA. Ecco che allora torniamo alla prima domanda: fiducia o necessità? Forse può essere che in società abbiano valutato rischioso un passaggio di consegne con una squadra che ancora deve trovare un suo assetto. Magari il cambio di allenatore sarà più giustificato quando si potrà affiancare un grande allenatore ad un grande gruppo. Resta il fatto che le porte della panchina juventina sono al momento sbarrate.

Le perplessità ovviamente sono molteplici in tutti i tifosi juventini. Più che altro insospettisce che la conferma venga data “a prescindere“, indipendentemente quindi se Ranieri migliori o meno il risultato dello scorso anno, se arrivi terzo o secondo, se disputi un buon finale di Coppa Italia, e se sia poi sempre ben visto dai giocatori.

Per questo a noi di “Juventus Supporters” la conferma incondizionata di Blanc suona più come conveninza che come fiducia. 

Protesta SI, protesta NO

lug232008
Si è letto e sentito in questi giorni di una protesta organizzata dai tifosi juventini nei confronti della dirigenza, principalmente per motivi legati alla campagna acquisti.
Il malumore serpeggia da tempo, ma la goccia che ha fatto traboccare il vaso è stato il mancato acquisto di Xabi Alonso in favore di Poulsen, e il tentativo di acquistare l’interista Dejan Stankovic, così inviso a tutti i supporters bianconeri.
Ci sono buoni motivi sia per protestare che per aspettare. Ve ne proponiamo alcuni come motivo di riflessione, e poi deciderete se partecipare alla protesta oppure no.
PROTESTA SI
  1. La dirigenza si è dimostrata non all’altezza di gestire le campagne acquisti, Tiago e Almiron per cominciare e Poulsen per finire
  2. Secco, Blanc e Cobolli Gigli sono spesso stati in disaccordo tra loro, dichiarando cose diverse alla stampa in merito a domande precise sul calciomercato
  3. Gli investimenti non sono adeguati alle aspirazioni della società
  4. Il tasso tecnico dei giocatori rimane sempre inferiore rispetto alle concorrenti. In campionato la squadra può reggere, ma in Champions il divario tecnico è troppo e verremo travolti

PROTESTA NO

  1. Tiago e Almiron erano stati giudicati ottimi acquisti da tutti gli addetti ai lavori, senza dimenticare che il portoghese è stato “preteso” da Ranieri, che però non ha subìto critiche altrettanto feroci
  2. Secco, Blanc e Cobolli Gigli si stanno facendo le ossa e non hanno l’esperienza di Moggi, Giraudo e Bettega, se proprio vogliamo fare il paragone. Qualche errore ci sta, come del resto lo ha fatto anche la Triade (leggi Henry)
  3. La Juventus è l’unica società che non ottiene finanziamenti dai suoi “magnati”e l’auto-finanziamento viene gestito secondo bilancio. Non dimentichiamo inoltre che gli introiti legati agli spettatori sono di 1/3 inferiori a quelli di Inter e Milan, e che il tracollo della serie B ha privato la Juve dei ricavi della Champions, dei diritti tv, degli sponsor, ecc.. E che oltre a tutto ciò si sta costruendo uno stadio nuovo.
  4. La Juventus ha vinto scudetti e coppe mettendo in campo anche Torricelli, Porrini, Juliano, Dimas, Zenoni, Amoruso, Esnaider, Zalayeta, il primo Legrottaglie….

Le ultime dichiarazioni di…..

lug72008

Claudio Ranieri. Alla Champions teniamo molto, per questo vogliamo assolutamente superare il turno preliminare. Non sappiamo ancora chi affronteremo, nell’urna del sorteggio ci saranno squadre più abbordabili e altre meno, come i Glasgow Rangers e l’Atletico Madrid. Ma io ho sempre un atteggiamento positivo, ci prepareremo al meglio per arrivare all’appuntamento in una buona condizione psico-fisica. L’avevo detto l’anno scorso, lo ripeto oggi: puntiamo a vincere anche lo scudetto. Giocatori e allenatori di una società come la nostra devono essere ambiziosi“. Su Stankovic e sul centrocampista che dovrebbe arrivare: “Sceglieremo un giocatore che mi permetterà di variare il sistema di gioco, in grado di migliorare il valore di questa squadra. Stankovic è un giocatore universale, che può ricoprire diversi ruoli e credo che dopo due-tre partite fatte bene tutti gli altri discorsi verrebbero dimenticati“.

Jean-Claude Blanc. La Juve punta sempre al massimo: cercheremo di migliorare il terzo posto della scorsa stagione. Abbiamo iniziato gli acquisti a gennaio – ha illustrato Blanc – prendendo Mellberg a parametro zero e Sissoko che si è subito inserito perfettamente in squadra. Con Amauri abbiamo rinforzato l’attacco che ha fatto molto bene nello scorso campionato, così avremo quattro campioni per affrontare tre competizioni. In più abbiamo proseguito sulla linea dei giovani e dell’italianità riportando a casa Giovinco, Marchisio e De Ceglie. Non dimenticherei però Nedved, che ha rinnovato per un altro anno, e il prolungamento quinquennale del contratto di Chiellini che ha fatto un ottimo Europeo. Dobbiamo fare ancora due scelte, il secondo portiere e un centrocampista. Xabi è solo uno dei nomi che ci interessano. Dobbiamo prendere una decisione importante, quindi prenderemo tutto il tempo necessario. Stiamo valutando bene in quanto si tratterà di un investimento consistente, compreso, tra ingaggio e stipendio, tra i 10 e i 30 milioni“.

Vincenzo Iaquinta.Il nostro attacco è stato il più forte di tutti e l’arrivo di un altro giocatore di valore potenzia ulteriormente il reparto. Poi non dimentichiamoci che quest’anno saremmo impegnati su tre fronti e quindi serviva un’altra punta di primissimo piano per essere competitivi sempre. Io non ho mai pensato d’andare via – ha risposto in merito al calciomercato – e leggere certe cose sui giornali mi ha dato un enorme fastidio. Per due semplicissimi motivi: io qui sto benissimo e soprattutto la società crede molto in me. Prima delle vacanze ho parlato con il mister e con Blanc e mi hanno assicurato che la Juventus avrebbe ancora puntato su di me. D’altronde, lo scorso anno, quando ho giocato credo di aver dato il mio contributo alla causa“.

Nicola Legrottaglie. ”Dobbiamo essere intelligenti e capire quali sono state le nostre armi nella passata stagione: l’umilta’ e la fame di vincere. Non dovremo allora calpestarci e, con le stesse motivazioni, affrontare il campionato per migliorare il terzo posto nella convinzione che l’umilta’ e’ l’anticamera della gloria”.