Le pagelle di Bologna – Juventus.

mar82012

Buffon n.g.: arrivano poche conclusioni verso la sua porta, infatti viene battuto in occasione dell’unica ghiotta occasione concessa agli avversari. Praticamente inoperoso per il resto della gara.
Bonucci 4,5: un po’ in affanno in alcune circostanze, rovina la sua prestazione con un’espulsione che mette la squadra in difficoltà.
Caceres 6: non nella sua posizione ideale, riesce comunque a farsi valere e chiudere bene gli spazi agli attaccanti avversari. Compie troppi lanci lunghi e imprecisi.
Lichsteiner 5: nel primo tempo non spinge mai e rappresenta un fattore nullo. Nella ripresa migliora sensibilmente, ma non riesce a cambiare marcia, rendendosi decisivo. Compie un errore di piazzamento letale in occasione del gol bolognese.
De Ceglie 5: si spinge bene in zona offensiva, ma si perde troppo spesso in finte superflue che non lo portano quasi mai a proporre cross pericolosi.
Marchisio 5: appare in miglioramento atletico, in quanto si propone maggiormente nella manovra bianconera. Tuttavia la condizione non è ancora ottimale, prova ne è la clamorosa occasione fallita nella ripresa.
Pirlo 5: ben controllato dagli avversari, è troppo lezioso nel suo gioco, non dando velocità alla manovra. Verticalizza col contagocce, in maniera inspiegabile, in quanto l’unica volta che lo fa, manda Vucinic in rete.
Vidal 5: ancora una volta sembra un oggetto misterioso della squadra, infatti non riesce a farsi notare in nessuna occasione, se non con qualche tiro approssimativo e fuori bersaglio.
Pepe 5,5: gode di buona libertà e si propone molto bene per i compagni, tuttavia è poco lucido in fase di finalizzazione, sbagliando così numerose giocate.
Vucinic 6: anche stasera non appare in forma, lasciando immaginare ad un’altra prova negativa, nella ripresa trova un guizzo importantissimo che mantiene l’imbattibilità della squadra di Conte.
Borriello 6: meno imballato rispetto alle altre prove in maglia bianconera, riesce a rendersi pericoloso in qualche frangente e a giocare bene di sponda.
Quagliarella n.g.: non riesce a cambiare le sorti dell’incontro a partita in corso.

Bologna – Juventus 1-1. La pareggite è acuta.

mar82012

E’ facile sintetizzare dicendo “una Juventus dai due volti”, ma visto che ormai è diventata quasi una consuetudine, bisogna certamente andare più in profondità. Se infatti la rincorsa sul Milan e la carica che devono avere i panchinari che sostituiscono i titolari, non sono sufficienti a garantire una prestazione “tosta”, sbagliando l’approccio alla partita, allora c’è davvero una stanchezza psicologica all’interno della squadra. D’accordo che ormai gli avversari fanno a gara per passare alla storia interrompendo la serie positiva dei bianconeri (ormai giunte a 30 gare ufficiali), ma penso che lottare per lo scudetto sia una motivazione ancora maggiore di quella che possono avere i nostri avversari. La scintilla deve arrivare nel momento in cui si entra in campo, non nel momento in cui si prende il gol dello svantaggio. Eppure è sempre così, sia contro squadre che si arroccano in difesa, sia contro chi ci affronta a viso aperto. Si può parlare di crisi? io dico di si, anche se Antonio Conte si infurierebbe.

La crisi è nella condizione atletica di molti uomini, è nel gioco, è nei risultati, è nell’atteggiamento mentale. Nonostante la partita di oggi sia decollata ben presto con il gol di Di Vaio (tenuto in gioco da Lichtsteiner), i bianconeri hanno proposto dei grandi lanci lunghi (quasi tutti sbagliati), e molta imprecisione nei passaggi. Il tanto desiderato gioco sulle fasce si è risolto come al solito in un nulla di fatto, nonostante la presenza di un colpitore assoluto come Borriello, bisognoso solo e soltanto di palloni alti. Percussioni prevalentemente centrali e attaccanti spalle alla porta, con il Bologna a controllare agilmente la partita, soffrendo solo nello sterile possesso palla bianconero. E’ facile per i padroni di casa giocare contro metà squadra che non entra in partita, leggasi Vucinic, Vidal, Pepe, & C.

Il secondo tempo della Juventus è decisamente migliore, con gli uomini di Conte che attaccano a testa bassa, senza perdere tempo. E come nel primo tempo un acuto di Ramirez ha messo Di Vaio davanti a Buffon, così Andrea Pirlo mette Vucinic a tu per tu col portiere, pareggiando il conto delle reti. Il forcing dei nostri è continuo ed efficace, tanto che Borriello ha sui piedi una clamorosa occasione, che mette la palla colpevolmente sul fondo. La partita si chiude con il doppio giallo di Bonucci (e chi altri?) che mette nei guoi la Juve non solo in questa gara, ma anche in proiezione delle gare a venire, vista l’indisponibilità di Chiellini e Barzagli.

Prepartita Bologna – Juventus. Formazioni e curiosità.

mar72012

Inutile nascondersi dietro a un dito, la Juve non attraversa il suo periodo migliore e in più, si presenterà al Dall’Ara con un aformazione inedita, sopratutto nel reparto arretrato. Assenti infatti i due “pilastri” Chiellini e Bonucci, entrambi infortunati nella sfida contro il Chievo, sarà un’importante occasione per rivedere in campo Caceres, che dopo la doppietta al Milan è stato tenuto inspiegabilmente in panchina. Chissà che Conte non si decida nel preferirlo a Bonucci prossimamente? Lichtsteiner a destra e De Ceglie a sinistra, completeranno il reparto difensivo. A centrocampo recupera dalla squalifica Vidal, bisognoso di riposo dopo un inizio scoppiettante, ma anche protagonista di una caduta verticale nelle ultime apparizioni. Marchisio, anche lui in discesa, affiancherà Pirlo sulla linea mediana. In avanti grande incertezza per due posti, considerato che Pepe dovrebbe rientrare da titolare; Conte ha fatto intendere che potrebbe usufruire di due pedine fino ad ora poco utilizzate: Del Piero ed Elia. Il primo lo abbiamo visto per qualche minuto nel corso dell’anno, mentre il secondo non ha quasi mai calcato il campo della serie A (ultima apparizione all’Olimpico contro la Roma). Il mister dice che Elia è migliorato parecchio dal suo arrivo l’estate scorsa, è giusto dargli una possibilità.

Juventus – Bologna 2-1. E’ una Juve supplementare.

dic92011

 

 

 

 

 

 

 

 

 

In uno stadio quasi pieno (unici posti vuoti quelli degli abbonati che hanno fatto il ponte dell’Immacolata, perchè i tagliandi in vendita si sono praticamente “bruciati” subito), i bianconeri passano il turno schierando titolari Sorensen, De Ceglie, Krasic, Pazienza, Marrone, Giaccherini, Quagliarella e Del Piero. Turnover? Macchè. Sorprendentemente a proprio agio le “riserve” bianconere, giocano una partita molto positiva, dando la convinzione che la cura di Conte abbia toccato non solo i titolari, ma anche tutti quelli che fanno parte del gruppo. Addirittura in alcuni tratti si è vista una squadra maggiormente pericolosa del solito. La verve di Giaccherini e le geometrie di Marrone a supporto di Pazienza, hanno dato velocità ed imprevedibilità alla manovra bianconera. Questo non solo è motivo di grande soddisfazione, ma anche di grande tranquillità futura nel vedere che gli uomini in organico offrono il loro contributo quando vengono chiamati in causa.

Jsi inizia con Jimenez che per poco la mette dentro, facendo capire che il Bologna non intende starsene sulle sue. Il ritmo non è molto alto, così i bianconeri manovrano con ordine e sembrano giocare a memoria anche se questi undici non hanno mai giocato tutti assieme simultaneamente. Krasic si impegna ma sbaglia molto, facendo alternare applausi a fischi, mentre Alex e Quagliarella mettono qualità che però non è sufficiente a sbloccare il risultato. E’ infatti il Bologna ad essere ancora pericoloso su punizione al 33′, ma Storari si oppone. Risponde Quagliarella che al 40′ va vicinissimo alla rete, iniziando a scaldare i guantoni di Agliardi.

Il primo tempo è tutto in queste poche occasioni, pur disputando una buona gara con Marrone, Giaccherini, Quagliarella e Del Piero. Al 1′ del secondo tempo Krasic ha la palla del vantaggio ma clamorosamente sbaglia a porta vuota! Cerca di riscattarsi il ceco con una azione solitaria che non tira per il timore del suo sinistro lasciando la sfera a Del Piero che impegna Agliardi. Sembra una partita a senso unico quando ancora Alex gioca al tiro a segno pochi istanti più tardi, mancando però il bersaglio grosso. Fuori Krasic per Elia, cambio giusto anche per far rientrare l’olandese nel clima partita.

Grandi brividi al 65′ quando Storari salva da due metri su Acquafresca. Dentro Estigarribia per Quagliarella che deve rifiatare dopo una buona gara. Ora la partita è bella e il ritmo sale per gli assalti finali. La Juve ha giocatori di velocità e cerca di alzare il ritmo. Giaccherini dal limite chiama Agliardi ad un’altra grande parata, così pure Elia da distanza ravvicinata: la porta bolognese sembra impenetrabile. Invece, è proprio Giaccherini, il più vivace tra i bianconeri, ad inventarsi un’azione travolgente e a trafiggere Agliardi in uscita: esplode lo Juventus Stadium, la Juve è in vantaggio al 90′!

Ma quando tutti pensano che sia finita, arriva al 95′ il pareggio di Raggi, con un colpo di testa tra le belle statuine della nostra difesa. Si va ai supplementari con squadre lunghissime e occasioni ad ogni minuto di gioco. E’ un colpo di genio di Elia che smarca Marchisio in area e gli permette di battere in modo imparabile per il definitivo gol della vittoria. Ci sarebbe spazio anche per la terza rete, ma prima l’arbitro valuta male un fuorigioco di Del Piero, e poi Elia si fa ipnotizzare da uno stratosferico Agliardi.

Le pagelle di Juventus – Bologna.

apr112011

Storari 6: incolpevole sui gol, gioca comunque bene e con sicurezza. Prove di “titolarità”.
Traorè 5: non riesce ancora una volta a inserirsi nei meccanismi di gioco della squadra, poiché si propone molto poco in avanti e si fa spesso trovare impreparato in difesa. Per lo meno evita ammonizioni che lo potrebbero condizionare.
Bonucci 5: autogol sfortunato a parte, lascia troppi spazi agli avversari e si fa infilare con troppa frequenza. Sfiora il gol, ma non è fortunato.
Barzagli 5: insieme a Bonucci è poco efficace in copertura ed è costretto spesso agli straordinari per evitare il peggio, anche se per fortuna ci pensano gli attaccanti avversari a sbagliare.
Motta 5: è in costante affanno contro gli avanti genoani, che lo saltano e affondano senza problemi sulla sua fascia. Sostituzione necessaria.
Sorensen 6: dà un po’ più di solidità alla fascia destra interpretando una partita corretta e precisa.
Aquilani 6,5: gioca male nel primo tempo, non riuscendo ad essere concreto. Nella ripresa cambia marcia e il gioco della squadra migliora a vista d’occhio. Pregevole l’assist per il gol-partita di Toni.
Felipe Melo 5,5: rimane fuori dal match, in quanto non riesce a fare bene azione di filtro e non ha le idee molto chiare su come interpretare questa partita.
Toni 7: conferisce muscolosità e profondità al gioco bianconero, contro una difesa che ben conosce. Decisivo ai fini del risultato, si dimostra anche in ottima intesa col partner offensivo (Matri).
Marchisio 5,5: come spesso è successo in questa stagione, non è riuscito ad entrare in partita, correndo molto, ma a vuoto. Col cambio di modulo, si comporta decisamente meglio, dando maggiore solidità al centrocampo.
Krasic 6: si comporta discretamente con alcune buone incursioni, in una delle quali va vicinissimo alla rete, ma non riesce a cambiare il volto della squadra come una settimana fa a Roma, tuttavia mette comunque il suo tassello nel successo.
Pepe 7: è il giocatore più in palla della squadra, poiché entra in ogni azione della formazione di Del Neri e mette, da solo, in pericolo la difesa avversaria. La fortuna oggi non è con lui e la rete (se si considera l’1-1 autogol) non arriva.
Martinez n.g.: solo pochi minuti per il rientrante uruguaiano.
Matri 7: ancora in gol l’attaccante azzurro, che svolge un ruolo preziosissimo per tutta la squadra, mantenendo alto il baricentro del gioco e permettendo ai compagni di salire. Oltre a tutto l’encomiabile lavoro al servizio dei compagni, anche una media gol spaventosa.

Le pagelle di Juventus – Bologna.

feb272011

Storari 6: è incolpevole sui gol, come al solito. Tocca pochissimi palloni. Voto politico.
Chiellini 5: è sempre e comunque il miglior difensore della squadra, ma alle volte è costretto a rincorrere un avversario libero a molti metri di distanza, non riuscendo ad arrivare ovunque.
Grygera 4: si fa saltare come sempre con estrema facilità e non riesce mai a spingere in attacco con sufficiente pressione.
Barzagli 4: sbaglia spesso il fuorigioco e non è mai puntuale sulle chiusure. Dimostra tutti gli anni che ha, annaspando dietro agli avversari.
Bonucci 4: fa meglio in attacco che in difesa, sfiorando in un paio di occasioni la segnatura, peccato che il suo ruolo non sia quello di segnare, ma di evitare i gol.
Pepe n.g.: entra a risultato ormai compromesso, facendosi vedere solo per un paio di traversoni innocui.
Marchisio 4: ennesima prestazione deludente del torinese, in un anno di preoccupante involuzione tecnico-tattica. Non recupera mai palloni e rincorre invano gli avversari.
Felipe Melo 4: parte molto bene, ma poi si spegne nel corso del match facendo passare da ogni parte gli avversari e lasciando sempre sguarnita la difesa.
Krasic 5: molto attivo ed esuberante nel primo tempo, viene inspiegabilmente isolato dai compagni nella ripresa e il gioco della squadra ne risente. Deve imparare molto in fase difensiva.
Martinez 4: non ne fa una giusta né in fase d’attacco, né in copertura, meritando una giusta sostituzione.
Del Piero 6: sufficienza di stima per il capitano, che anche in un momento così buio, dà il suo esempio sostenendo la squadra con lucidità all’interno del campo, tuttavia non è decisivo.
Matri 5: si muove molto nel primo tempo, ma si affloscia con l’andare dei minuti, sparendo progressivamente dalla partita.
Toni 5: lotta molto e cerca di smistare palloni giocabili ai compagni, ma è lento, impacciato e confuso.
Iaquinta 5: uno sfortunatissimo palo e tanti tentativi di rendersi utile, falliti miseramente con falli commessi e palloni banalmente persi.

Juventus – Bologna 0-2. Se questa era una finale….

feb272011

Dovevano essere dodici finali, tutte da vincere; ma sapevamo bene che era un’utopia. Lo avevamo detto ieri nel nostro prepartita, concludendo l’intervento con un laconico “questa volta conviene essere pessimisti”. L’illusione di un traguardo passa da piccole certezze che devono poi concretizzarsi e riconfermarsi nel tempo, ma l’unica realtà di questa squadra è la mediocrità della posizione in classifica che occupa. Non si riesce nemmeno a quantificare le colpe di Delneri, così come dei suoi predecessori, perchè un allenatore può plasmare una squadra ma non può trasformare dei giocatori anch’essi mediocri. Un Felipe Melo, un Pepe, un Bonucci, sono elementi che posti in un sistema che funziona possono dare il loro contributo, ma non sono assolutamente giocatori a cui si può affidare il compito di far fare il salto di qualità alla Juventus. E allora ci chiediamo di chi è la colpa, se della società che ha creduto negli uomini sbagliati, oppure se dei tifosi juventini, rei di aver anticipato per l’ennesima volta i tempi della rinascita. E poi, ci chiediamo che ne sarà di Delneri, perchè a questo punto non possiamo pensare che il mister goda ancora della massima fiducia di Agnelli e della squadra. I tifosi lo hanno già messo nel mazzo dei “perdenti”, insieme a Ferrara, Zac, Ranieri. Sarà l’ennesima settimana di fuoco, ma con molta, molta benzina in più.

Difesa tipo per i bianconeri, con Grygera a destra e Chiellini a sinistra, mentre a centrocampo la “rivoluzione” di Delneri porta Martinez e Krasic sulle fasce (e allora?), e MarchisioFelipe Melo nel mezzo. In attacco, a sorpresa, Iaquinta dal primo minuto insieme a Matri. L’organizzazione della Juve si vede quando i lacci delle scarpe di Chiellini si rompono, e il nostro difensore deve andare negli spogliatoi a prenderseli, lasciando la squadra in dieci uomini. Pazzesco!

Matri viene servito da Chiellini in area di rigore, ma il tiro al volo dell’attaccante è completamente sbagliato. Tira invece nello specchio della porta Felipe Melo, ma la conclusione è parata facilmente dal portiere. E’ una partita lenta e monotona che non riesce mai ad entrar nel vivo, merito del Bologna che riesce a spezzare bene le trame bianconere, e demerito della Juve che non riesce a giocare a due tocchi per diventare meno prevedibili. Sembra incredibile saltare fino al 43′ per trovare qualcosa di interessante da segnalare, allorquando Iaquinta colpisce il palo girando un difficile pallone in area. E’ l’ultima azione pericolosa del primo tempo e anche l’ultima per il nostro giocatore, che nell’intervallo lascia il posto a Luca Toni, mentre Del Piero prende il posto di Martinez sulla sinistra, mai in grado di saltare l’uomo o di proporre un cross valido. 

Ci vogliono solo tre minuti di gioco nel secondo tempo per sbloccare  Marco Di Vaio, che non segnava da ben quattro giornate: scatto in dubbia posizione di fuorigioco e conclusione deviata dal piede di Chiellini che non riesce ad evitare il clamoroso vantaggio bolognese. Zero a uno shock a Torino. Juve moscia, incapace di reagire come si dovrebbe; Krasic scompare, la manovra è lenta come al solito e gli attaccanti sono sempre spalle alla porta: sembra la ricetta di una sconfitta sicura. Ma il Bologna è talmente poca cosa da riuscire ugualmente a concedere delle palle gol ai bianconeri. Bonucci di testa mette di pochissimo a lato, e poi, sempe il difensore, si trova sulla linea di porta la palla da spingere in rete, am sulla linea salva Portanuova.

Ma mentre la squadra di casa pensa ad attaccare, nessuno pensa a difendere, perchè Di Vaio riesce a fare ciò che vuole in mezzo a quattro difensori bianconeri che restano letteralmente imbambolati davanti al bomber emiliano, che al 66′ mette in rete il secondo gol. Due a zero pazzesco per la squadra di Malesani.

Esce subito Grygera per Pepe: difesa a tre, con Pepe e Krasic sulle fasce e Del Piero dietro le due punte. Non cambia praticamente nulla a livello di gioco, e la timida reazione porta solamente ad un tiro di Barzagli sul fondo e ad una conclusione di Toni respinta sulla linea. Finisce due a zero, sotto i fischi impietosi ma giusti, dei tifosi.

Prepartita Juventus – Bologna. Formazioni e curiosità.

feb262011

E’ incredibile quello che è accaduto alla nostra Primavera nel Torneo di Viareggio. Era già clamorosamente eliminata, dopo la sconfitta 2-4 contro il Varese, o almeno così sostenevano i giornali, i giocatori, lo stesso allenatore e la voce ufficiale della Juventus, e così come sentenziava nella pratica anche la matematica, in base alla quale vi erano tre combinazioni su cento con le quali la Juve poteva ancora qualificarsi. Per giunta, queste combinazioni erano anche difficilissime da realizzarsi, sia perché le squadre interessate erano davvero tante, sia perché, nel calcio le motivazioni sono spesso il fattore più importante, e in questo caso le motivazioni hanno giocato contro chi ci si aspettava le avesse.

Doveva praticamente accadere che la Juve vincesse, lo stesso facesse il Varese (già qualificato) contro il Bruges (in lotta per il secondo posto), e che Torino, Pergogrema, Cesena, Vicenza, e le altre squadre, tutte scese in campo per passare il turno come seconde, giocando contro squadre già eliminate o qualificate, non vincessero. Incredibilmente è accaduto. Un miracolo. Così come un miracolo è quello che serve anche alla squadra maggiore, per raggiungere l’obiettivo minimo dichiarato ad inizio fine stagione. Serve un miracolo nel vero senso della parola, perché come la Primavera, anche la prima squadra è in sostanza fuori dai giochi, e non dipende solo da lei risorgere. Recuperare sette punti dalla quarta in classifica sarebbe un’impresa davvero ardua, considerando che tra Juve e Lazio c’è anche l’Udinese che sembra non avere alcun segno di cedimento, e considerando anche che vicino ai bianconeri ci sono Roma
e Palermo, tra i loro problemi, il grande organico e la voglia di riscatto. Nel calcio, è vero, nulla è impossibile, e lo dimostrano sia quello che è successo alla nostra squadra giovanile, sia quello che riuscì a compiere esattamente un anno fa Delneri con la Samp: 12 partite, 8 vittorie, 3 pareggi e solo 1 sconfitta, che gli valsero l’incredibile qualificazione in Champions. Un po’ quello che è chiamato a fare lo stesso allenatore quest’anno, ma in una situazione un bel po’ diversa, perché la Samp di certo non soffre la
pressione nervosa e l’aspettativa di milioni di tifosi. E’ anche vero però, che questa Juve le ha provate davvero tutte, e non ha mai dato segnali di guarigione: non iniziamo a sognare dunque, ma guardiamo la realtà; vediamo di limitare i danni e soprattutto pensiamo a ripartire l’anno prossimo col piede giusto.

Nel frattempo c’è il Bologna, squadra che sta facendo un campionato davvero al di là delle aspettative (nonostante i punti di penalizzazione e i problemi societari), che è quasi vicina alla salvezza, grazie all’eterno capitano Di Vaio, bomber infinito, ex juventino, ma che, parole sue, vivrà questa partite come tutte le altre. All’andata finì con un inspiegabile 0-0, e fu il primo segno del sorgere della crisi. Delneri, rispetto alle ultime partite, sembra intenzionato a conservare il modulo, ma a stravolgere (in parte) la formazione: in porta tornerà Storari, vista la squalifica di Buffon. Davanti a lui tornerà Grygera (comunque in ballottaggio con Sorensen e Motta), e nonostante altre ipotesi, verrà riproposto il trio Barzagli-Bonucci-Chiellini (alternativa Traorè, con Chiellini al centro e Bonucci out). A centrocampo certo l’impiego di Krasic a destra, a sinistra ritornerà Martinez (favorito su Pepe), mentre al centro tornerà a giocare Marchisio. La scelta su chi lasciare fuori tra Melo e Aquilani si è rivelata più semplice del previsto: per l’ex Liverpool si teme uno stiramento all’adduttore, e non è stato convocato come Rinaudo e Sissoko: per entrambi la stagione si è conclusa perché saranno operati, l’uno al tendine d’Achille, l’altro alla cartilagine del ginocchio. E si conclude, presumibilmente, anche la loro avventura in bianconero. In attacco, infine, dubbi sono tanti. Delneri probabilmente, alla fine opterà per Matri-Del Piero, con Toni tuttavia pronto, e Iaquinta sempre più in disparte.

C’è però un fattore che accentua le difficoltà del raggiungimento dell’obiettivo Champions. La Juve dovrà essere più forte delle altre squadre, più forte degli infortuni, e degli errori arbitrali. Per una volta “conviene” essere pessimisti.

Le pagelle di Bologna – Juventus.

ott252010

Storari 6: vive una giornata di tutta tranquillità perchè il Bologna non tira in porta praticamente mai.
Chiellini 6: ha veramente poco lavoro da fare, se non l’ordinaria amministrazione, che compie con estrema destrezza.
Bonucci 6: non fatica a presidiare la retroguardia, poiché gli avanti avversari si fanno vedere poche volte dalle sue parti. Rischia qualcosina nei disimpegni, per eccesso della sua troppa sicurezza che talvolta può anche costargli cara.
Motta 6: fa il suo compitino con diligenza, ma non eccelle più di tanto nella fase di spinta che, vista la pochezza dell’attacco avversario, era ciò che contava di più.
De Ceglie 6,5: è in continuo miglioramento sia in fase di copertura sia nelle sue discese sulla fascia. Deve migliorare il piede e la prestanza fisica.
Aquilani 6,5: manovra bene il centrocampo con la sua geometria. Si rende anche pericoloso da lontano, ma non ha la stessa fortuna che aveva avuto contro il Lecce.
Felipe Melo 6: fa sentire la sua fisicità in mezzo al campo e compie una buona azione di filtro, che non permette mai agli attaccanti avversari di rendersi pericolosi. QUalche errorino gli costa mezzo punto in pagella.
Martinez 6,5: decisamente più in forma rispetto alle ultime uscite, salta con regolarità l’avversario sulla sua fascia e si rende molto pericoloso in zona gol, anche se entra solo nel quarto d’ora finale.
Krasic 6: nonostante la netta simulazione, che ha portato al rigore fallito da Iaquinta, si dimostra come sempre stratosferico e incontenibile nella prima parte della gara. Totalmente trasformato dopo l’episodio del rigore, esce giustamente dal campo. 
Marchisio 6: solita prova diligente del centrocampista, che amministra il gioco e cerca di rendersi pericoloso da lontano.
Del Piero n.g.: non riesce ad incidere pur avendo a disposizione una mezz’ora scarsa.
Iaquinta 5: grande sacrificio e voglia di lottare, ma anche un grave errore dal dischetto, che pregiudica una vittoria molto importante.
Amauri 5: anche lui ci mette molto impegno e dedizione, ma è troppo impreciso in zona gol, quindi ancora una volta non riesce a mettere il suo nome sul tabellino dei marcatori. È costretto ad abbandonare la contesa molto presto.
Quagliarella 5,5: cerca di farsi notare, lotta molto, ma non riesce ad essere pericoloso e decisivo.

Bologna – Juventus 0-0. Cos’hai fatto Krasic?

ott242010

 

 

 

 

 

 

 

 

Avevamo proposto nel nostro prepartita il tema della settimana, cioè se la Juve fosse o meno Krasic dipendente. Con una partita in più non abbiamo elementi per stabilire con certezza se sia o meno così, anche perchè è stata una partita “strana”, condizionata sotto l’aspetto psicologico da un episodio che si è ritorto contro il giocatore che ne avrebbe dovuto beneficiare. Juve bella con Krasic, ma Juve bella anche dopo l’uscita di Krasic. Va considerato però anche che quando Milos gioca solo un tempo non c’è verso di vincere. Quindi è un discorso solo di risultato o effettivamente la presenza del serbo è così importante nell’economia del a squadra? Questa partita andava comunque vinta, ma i progressi nel gioco e nell’organizzazione non possono passare inosservati. Aquilani ha sicuramente dato molto al centrocampo, ma anche la difesa non prende più molti gol. In sintesi, la serie continua ad essere positiva ma i punti sono ancora pochi. 

Formazione come previsto nel prepartita, con Motta che rimpiazza l’infortunato Grygera, Marchisio ormai confermatissimo a sinistra, mentre in avanti Amauri e Quagliarella compongono il reparto d’attacco. Il Bologna parte forte, con buona personalità e mentalità offensiva, costringendo la Juve alla difensiva nei primi minuti, ma i bianconeri escono nel corso dei minuti. Al 14′ la prima palla gol per Amauri, che colpisce di testa in area mandando però alto il pallone.

Juventus che si fa più aggressiva sul portatore di palla, mettendo in difficoltà la manovra dei rossoblù. Con Il prodotto di questo pressing si vede nella palla recuperata da Krasic che mette immediatamente la sfera al centro, ma Quagliarella non riesce a trovare la porta. Sfortunati in questo caso gli uomini di Delneri, anche poco dopo quando Amauri deve uscire per l’ennesimo guaio alla caviglia, lasciando il posto a Iaquinta. Piano piano la Juve prende le misure dell’avversario e impone il suo ritmo: gioco di prima, palla a terra, supremazia territoriale… tutto questo grazie ad una linea mediana che gioca veramente in modo egregio.

Il Bologna si difende solamente con un tiro di Paponi dalla lunga distanza che non causa problemi a Storari. Ma nel miglio momento della Signora, ecco l’episodio che farà parlare per tutta la settimana le moviole d’Italia: Milo Krasic, fino a quel momento uno dei migliori, entra in area e cade in prossimità del difensore bolognese. non c’è intervento di quest’ultimo e la simulazione è nettissima. L’arbitro interviene per assegnare il calcio di rigore, sotto le proteste vivacissime dei giocatori di Malesani. Iaquinta si incarica del penalty, ma la sua conclusione è incolore come lo sarà tutta la sua prova. Rigore parato!

La partita diventa nervosa e i bianconeri soffrono la veemente reazione nervosa dei padroni di casa. Iaquinta in particolare rischia il giallo ma l’arbitro lo grazia. Dura una manciata di minuti la difficoltà dei nostri, che poi riprendono a giocare con la dovuta calma ed intelligenza tattica, tanto che il primo tempo finisce con la Juve in avanti e Marchisio a concludere di poco alto.

Secondo tempo che riparte con la logica continuazione del primo, attacco bianconero e difesa rossoblù. De Ceglie scende sulla fascia e mette un pallone teso per Quagliarella che tira al volo alto. A sorpresa (ma non troppo), Delneri toglie Krasic e inserisce Del Piero. Il serbo letteralmente scomparso dopo l’episodio del penalty, senza dubbio condizionato da un errore che lo etichetterà come simulatore su tutti i campi di gioco. Con l’ingresso di Alex cambia l’assetto tattico, dove Quagliarella prende il posto di Krasic sulla destra, mentre Del Piero va ad affiancare Iaquinta in avanti. L’esterno del Napoli però non è in giornata e non riesce ad essere determinante nemmeno sulla fascia destra, finendo così per essere sostituito da Martinez di lì a poco.

Partita vivace ma con poche occasioni da rete per entrambe le parti. Una delle poche è quella che vede protagonista Martinez sulla sinistra, che s’infila tra due avversari ed entra in area di rigore, chiudendo però troppo l’angolo della conclusione. Juve troppo imprecisa nella fase finale della manovra, perchè prepara spesso bene l’azione ma sbaglia poi l’ultimo passaggio o addirittura banalissimi cross, anche per effetto del calo fisico dovuto agli impegni infrasettimanali. Finisce infatti con Storari a salvare al 90′ una conclusione deviata da Felipe Melo.