E’ incredibile quello che è accaduto alla nostra Primavera nel Torneo di Viareggio. Era già clamorosamente eliminata, dopo la sconfitta 2-4 contro il Varese, o almeno così sostenevano i giornali, i giocatori, lo stesso allenatore e la voce ufficiale della Juventus, e così come sentenziava nella pratica anche la matematica, in base alla quale vi erano tre combinazioni su cento con le quali la Juve poteva ancora qualificarsi. Per giunta, queste combinazioni erano anche difficilissime da realizzarsi, sia perché le squadre interessate erano davvero tante, sia perché, nel calcio le motivazioni sono spesso il fattore più importante, e in questo caso le motivazioni hanno giocato contro chi ci si aspettava le avesse.
Doveva praticamente accadere che la Juve vincesse, lo stesso facesse il Varese (già qualificato) contro il Bruges (in lotta per il secondo posto), e che Torino, Pergogrema, Cesena, Vicenza, e le altre squadre, tutte scese in campo per passare il turno come seconde, giocando contro squadre già eliminate o qualificate, non vincessero. Incredibilmente è accaduto. Un miracolo. Così come un miracolo è quello che serve anche alla squadra maggiore, per raggiungere l’obiettivo minimo dichiarato ad inizio fine stagione. Serve un miracolo nel vero senso della parola, perché come la Primavera, anche la prima squadra è in sostanza fuori dai giochi, e non dipende solo da lei risorgere. Recuperare sette punti dalla quarta in classifica sarebbe un’impresa davvero ardua, considerando che tra Juve e Lazio c’è anche l’Udinese che sembra non avere alcun segno di cedimento, e considerando anche che vicino ai bianconeri ci sono Roma
e Palermo, tra i loro problemi, il grande organico e la voglia di riscatto. Nel calcio, è vero, nulla è impossibile, e lo dimostrano sia quello che è successo alla nostra squadra giovanile, sia quello che riuscì a compiere esattamente un anno fa Delneri con la Samp: 12 partite, 8 vittorie, 3 pareggi e solo 1 sconfitta, che gli valsero l’incredibile qualificazione in Champions. Un po’ quello che è chiamato a fare lo stesso allenatore quest’anno, ma in una situazione un bel po’ diversa, perché la Samp di certo non soffre la
pressione nervosa e l’aspettativa di milioni di tifosi. E’ anche vero però, che questa Juve le ha provate davvero tutte, e non ha mai dato segnali di guarigione: non iniziamo a sognare dunque, ma guardiamo la realtà ; vediamo di limitare i danni e soprattutto pensiamo a ripartire l’anno prossimo col piede giusto.
Nel frattempo c’è il Bologna, squadra che sta facendo un campionato davvero al di là delle aspettative (nonostante i punti di penalizzazione e i problemi societari), che è quasi vicina alla salvezza, grazie all’eterno capitano Di Vaio, bomber infinito, ex juventino, ma che, parole sue, vivrà questa partite come tutte le altre. All’andata finì con un inspiegabile 0-0, e fu il primo segno del sorgere della crisi. Delneri, rispetto alle ultime partite, sembra intenzionato a conservare il modulo, ma a stravolgere (in parte) la formazione: in porta tornerà Storari, vista la squalifica di Buffon. Davanti a lui tornerà Grygera (comunque in ballottaggio con Sorensen e Motta), e nonostante altre ipotesi, verrà riproposto il trio Barzagli-Bonucci-Chiellini (alternativa Traorè, con Chiellini al centro e Bonucci out). A centrocampo certo l’impiego di Krasic a destra, a sinistra ritornerà Martinez (favorito su Pepe), mentre al centro tornerà a giocare Marchisio. La scelta su chi lasciare fuori tra Melo e Aquilani si è rivelata più semplice del previsto: per l’ex Liverpool si teme uno stiramento all’adduttore, e non è stato convocato come Rinaudo e Sissoko: per entrambi la stagione si è conclusa perché saranno operati, l’uno al tendine d’Achille, l’altro alla cartilagine del ginocchio. E si conclude, presumibilmente, anche la loro avventura in bianconero. In attacco, infine, dubbi sono tanti. Delneri probabilmente, alla fine opterà per Matri-Del Piero, con Toni tuttavia pronto, e Iaquinta sempre più in disparte.
C’è però un fattore che accentua le difficoltà del raggiungimento dell’obiettivo Champions. La Juve dovrà essere più forte delle altre squadre, più forte degli infortuni, e degli errori arbitrali. Per una volta “conviene” essere pessimisti.