
Nessuno dica che la Juve è risorta. Sia perchè nessuno è andato sotto terra prima, nè tantomeno nessuno è andato in cielo adesso. E poi perchè la prova della Juve non è che si sia evidenziata proprio per brillantezza, a dispetto del risultato piuttosto rotondo. Risultato ottenuto per merito di un grande Krasic (sempre più protagonista e trascinatore della Juve), e per demerito di una pessima difesa cagliaritana. Il gioco? Beh, arriverà. Ora bisogna fare punti. Troppo importante per questa squadra infilare quattro o cinque partite vincenti, sia perchè la squadra deve iniziare a prendere fiducia nelle proprie potenzialità, sia perchè la classifica evidenzia un periodo di estrema discontinuità di tutte le squadre, e quindi i punti guadagnati valgono spesso il doppio. Quattro gol che evidenziano un attacco piuttosto prolifico, altri due gol subiti che sottolineano una difesa più che lacunosa.
Scelta obbligata in difesa, con quattro difensori centrali che presidiano la difesa: Rinuado, Bonucci, Chiellini e Grygera… praticamente la più ermetica linea che Delneri potesse schierare, (visto appunto il discorso che si faceva sui gol subiti). A metà campo esordio dal primo minuto di Aquilani, in coppia con Felipe Melo in questo inedito duo centrale che ”a pelle” può lasciare qualche perplessità. In avanti Iaquinta e Amauri, la coppia che ha giocato negli ultimi minuti con il Palermo.
Dopo le prime battute iniziali, la Juve passa in vantaggio al 12′ con Milos Krasic, primo gol in maglia bianconera davanti ai tifosi del Comunale! Sulla ribattuta di un calcio d’angolo, ecco il serbo che dal limite dell’area si avventa sul pallone gonfiando la rete! Ottimo premio per il serbo che dall’inizio della stagione ha continuato a migliorare mettendosi al servizio della squadra e dimostrando un attaccamento alla maglia che non si vedeva dai tempi del suo clone (Pavel Nedved).
La squadra comunque si muove lenta e non accompagna l’azione di attacco con le linee arretrate. I reparti sono spesso scollegati e non c’è compattezza di squadra e omogeneità nel gruppo in campo. Infatti gli stessi sembrano assolvere il loro compito “singolarmente”, senza partecipare alla manovra o ai compiti che devono essere svolti dai compagni. Così gli attaccanti non tornano, i centrocampisti non coprono e non si inseriscono, e i difensori non spingono. Fortunatamente il Cagliari inizia molto arretrato, permettendo alla Signora di pagare meno del dovuto in avvio di gara.
Ci pensa però Matri, che approfitta di un cross dalla destra per infilare in rete da due passi dalla porta. Chiellini e Bonera letteralmente fermi sulle gambe, mentre Rinaudo troppo leggero sull’ala sinistra cagliaritana. Difesa da bocciare in toto in questa occasione. Palla al centro e si ricomincia dall’uno pari. Non passa però molto tempo che Amauri recupera una palla persa in area di rigore e serve pepe sulla sinistra, che crossa in direzione di Krasic che allunga il piedone e in scivolata riesce a mettere dentro. Due a uno per la Juve! Ma quanti errori il Cagliari, che perde palla a pochi passi dalla porta e non riesce a chiudere in tempo sul facilissimo cross di Pepe.
Piuttosto sotto tono il nostro reparto avanzato, sostenuto da Krasic che propone e conclude con una efficacia devastante. La partita “no” di Iaquinta si palesa con la conclusione di Vincenzo che colpisce il volto del portiere trovandosi a tu per tu davanti alla porta. Non succede altro fino alla fine del primo tempo.
Al rientro, la Juve porta a tre le reti sui sardi, dopo una mischia in area che vede in Bonucci l’ultimo a toccare la palla prima che questa varchi la linea: tre a uno! E la Juve inizia a mettere al sicuro la vittoria, anche se i bianconeri non ci stanno a rinunciare all’attacco, mettendo Amauri in condizione di colpire di testa senza però centrare il bersaglio grosso.
Cagliari piuttosto sfiduciato nell’iniziativa e nella ricerca del gol, gioca su lanci lunghi senza produrre grandi preoccupazioni alla formazione di Delneri. Come al solito la sveglia arriva da Matri che riesce a colpire con la punta del piede indirizzando il pallone non lontano dall’incrocio dei pali. Che brivido!
Ma la serata magica di Krasic non è finita: ancora lui a controllare una palla al limite dell’area e a cercare il tiro piazzato verso la porta: deviazione di un difensore che spiazza il portiere permettendo a Milos Krasic di fare la sua prima tripletta in maglia bianconera, e alla Juve di mettere al sicuro la partita.
Via alle sostituzioni finali, con Rinaudo che esce colto dai crampi, sostituito da Legrottaglie, mentre Alex Del Piero rileva uno spento Iaquinta. Grande leggerezza della nostra difesa che concede a Matri il 2 a 4, frutto di una dormita colossale che lascia passare l’assist per l’attaccante cagliaritano. Errore più da distrazione che da incapacità tecnica. Ma comunque un errore da evitare sempre.
Positivi quindi Krasic, e con lui tutto il centrocampo. Da rivedere la difesa e l’affiatamento Bonucci - Chiellini che deve assolutamene maffinarsi.