Atalanta – Juventus 2-5. E’ questo il modulo!

nov72009

 

 

 

 

 

 

 

Signori, la squadra ha un’anima. Ferrara fa visita all’amico Antonio Conte, applaudito all’inizio della gara da tutti i tifosi juventini presenti. ”Grazie mitico guerriero“, lo striscione esposto dai sostenitori bianconeri a testimoniare l’intramontabile affetto per l’ex capitano. Ma Ciro non può permettersi di fare “sconti” amichevoli, e deve schierare la formazione migliore che in questo momento è rappresentata dal 4-2-3-1, con gli stessi effettivi di mercoledì contro il Maccabi, ad esclusione di Legrottaglie rimpiazzato da Cannavaro.

La partita parte un po’ in sordina, ma cresce col passare dei minuti. La manovra bianconera è buona, proprio perchè l’intraprendenza di Giovinco, Diego e Camoranesi sono il vero motore di questa Juve a trazione anteriore. Fondamentale infatti la “fisarmonica” a cui sono chiamati i tre “rifinitori” che si alternano nello spalleggiare Trezeguet o nell’arretrare sulla linea di centrocampo in fase difensiva.

E’ comunque l’Atalanta a presentarsi davanti a Buffon dopo circa quindici minuti e a sprecare la prima grande occasione della partita. Anche Diego e Giovinco sparacchiano alto le loro opportunità, mentre Trezeguet segna con un metro di fuorigioco, giustamente segnalato dal guardalinee. Il vantaggio è solo rimandato di qualche minuto, quando Grosso (stranamente da destra) mette un pallone in area per la testa di Camoranesi che batte il portiere: 1 a 0 per la Juve! Peccato per la statura di questo giocatore, che gli permette sì maggiore rapidità, ma che gli toglie centimetri importanti per sfruttare maggiormente il colpo di testa in cui è veramente fortissimo.

Due minuti magici per Mauro, che fa girare il cronometro di 120 secondi prima di ricevere nuovamente palla al limite dell’area atalantina (rinvio corto della difesa, stile “Tiago contro il Napoli”) e scagliare la sfera in rete: doppio vantaggio juventino a Bergamo! Doppia prodezza di Camoranesi che evidenzia come i tre fantasisti possono sbilanciare a nostro favore un risultato non così meritato alla mezz’ora del primo tempo. Atalanta frastornata che punta ad entrare negli spogliatoi quanto prima per riorganizzare le idee, provando il colpaccio con un bel tiro di Guarente da fuori area (ben parato dall’attento Buffon) negli ultimi secondi di gioco.

Poche emozioni ma buone per i nostri colori, che si trasferiscono quasi subito nei colori nerazzurri, quando Guarente lancia Valdes in contropiede che passa alle spalle di Caceres e va a battere Buffon, non così impeccabile come in altre occasioni: 1 a 2…. e la partita si infiamma. Ma è la Juve a scaldarsi di più!  Segna subito Felipe Melo di testa, annullato per fuorigioco, e poi vai in gol anche Poulsen, ma è ancora offside. Non c’è nulla da fare invece per il secondo tentativo di Felipe Melo, che da fuori area piazza una sassata che gonfia la rete: 3 a 1 juventino! Gol importantissimo che spegne sul nascere il “ritorno di fiamma” bergamasco.

L’Atalanta ritorna all’inferno, ma è ancora Valdes a trascinare letteralmente la squadra, fino a dare il via all’azione fotocopia che porta Ceravolo a “tagliar fuori” Grosso (come lo stesso Valdes lo ha fatto con Caceres), e a battere Buffon riaprendo nuovamente la partita: 3 a 2 per la Juve, colpevole ancora di non chiudere la gara.

Ferrara toglie Giovinco per De Ceglie a venti minuti dalla fine, una scelta forse troppo anticipata visto che la necessità di rimonta nerazzurra può aprire buoni spazi per la velocità della “formica atomica”. Ma i bergamaschi non credono fino in fondo al recupero del risultato, e sopratutto i bianconeri non rinunciano ad attaccare, riuscendo a segnare subito con Diego e ristabilire le distanze dagli avversari! Bellissimo gol del brasiliano che abbina destrezza e precisione, controllando un difficile pallone in area facendolo passare tra le gambe di un difensore e piazzando la sfera alla destgra del portiere. Gol benedetto che speriamo sblocchi definitivamente il nostro campione.

Nemmeno il tempo di assaporare il ritorno al gol di Diego che subito Trezeguet raccoglie lo spirito d’attacco dei bianconeri segnando il gol del definitivo 5 a 2, che gli fa raggiungere Omar Sivori nei marcatori bianconeri di tutti i tempi, entrando ancora più fortemente nella grandissima storia juventina.

Camoranesi, Diego, Trezeguet, Felipe Melo: la vittoria passa dagli uomini importanti. E la mentalità fa il resto.

Ferrara legge “Juventus Supporters”?

set242009

Il posticipo di questa sera con il Genoa, segna una tappa fondamentale per il cammino della Juventus. Qualcuno dice che è il primo impegno veramente importante per i bianconeri, forse dimenticandosi che tutti invece parlavano di inizio in salita riferendosi alle due trasferte romane, brillantemente superate dai nostri. Ciò non toglie che alla luce dei fatti, quella di Genova rappresenta una partita che inizierà a stabilire lo spessore della Juventus, sopratutto per l’atteggiamento, la mentalità e la voglia di vincere e di lottare che dovrà necessariamente mettere in campo se vorrà superare la squadra di Gasperini.

Detto questo, vi chiederete il perchè del nostro titolo, a prima vista fuori luogo rispetto a quanto argomentato. La chiave di lettura sta nel fatto che nelle precedenti partite avevamo commentato la debolezza del modulo 4-3-1-2 così caro a Ferrara, utilizzato con Giovinco o Camoranesi al posto di Diego. Posto che il brasiliano non è così facilmente sostituibile neppure da Giovinco che pure è il suo sostituto naturale, la debolezza della Juve si è vista anche e sopratutto nella fase difensiva, con la squadra che spesso si è fatta schiacciare senza riuscire a riprendere palla e ripartire immediatamente costringendo l’avversario ad un baricentro più basso.

L’avanzare del baricentro dei nostri avversari, porta di conseguenza più possibilità di contropiede alle nostre punte (cosa che si è apprezzata in queste gare), ma sopratutto l’assenza di filtro a centrocampo, frutto appunto delle defezioni di Felipe Melo, Sissoko e appunto Diego. Il lavoro del brasiliano infatti non è solo prezioso a sostegno delle punte, ma addirittura in ripiegamento, dove a dispetto della sua altezza può vantare una fisicità che tanto avevamo raccomandato a Giovinco di guadagnarsi.

Per la gara col Genoa, Ferrara sta pensando di tornare al 4-4-2, ufficialmente per risparmiare Giovinco in vista delle prossime partite (Palermo ma sopratutto Bayern), avendone giocate già tre consecutive; in realtà la nostra analisi tattica, e le vostre osservazioni dei giorni passati, hanno evidenziato in modo inconfutabile come in questo momento sia più utile abbandonare il 4-3-1-2 con Giovinco dietro le punte. La soluzione di mezzo potrebbe essere un Camoranesi che a seconda dell’andamento della partita possa accentrarsi o allargarsi di conseguenza. Di sicuro non giocherà Diego, seppur in grado di disputare almeno un tempo. Probabile il recupero di Felipe Melo dal primo minuto, che permetterebbe appunto la soluzione prospettata con Camoranesi a destra (o tra le linee), e Marchisio – Tiago sul lato opposto.

Nel labiale di Buffon la lite Ranieri – Camoranesi.

mag42009

E’ scoppiata in serata la “bomba“, secondo la quale voci attendibili svelavano il perchè del rientro in campo anticipato di Buffon nell’intervallo tra il primo e il secondo tempo. Una mossa che molti avevano dapprima interpretato come una voglia di ricominciare subito a giocare e far vedere quanto la Juve ci tenesse a riacciuffare il risultato. Ma in campo c’era solo Gigi, mentre la squadra era tutta negli spogliatoi. Un atteggiamente alquanto singolare che non aveva mai avuto precedenti in casa bianconera.

Poi, durante il riscaldamento qualcosa di diverso si intuiva dal labiale del nostro portiere. Tante imprecazioni (“porca t…” e “porca p…” le più gettonate) ripetute come una litanìa e in mezzo molte frasi “lette” a spezzoni. Certamente si è capito benissimo quel “se perdiamo non torniamo più a casa“, che racchiude tutto lo stato d’animo e la situazione psicologica che vivono giocatori e tifosi in questo momento. E alla fine della partita, dopo il gol del pareggio leccese, ecco ancora Gigi protagonista, dicendo “non ce la faccio più” e “non ne posso più“, dette correndo mentre guadagna lo spogliatoio.

Frasi pesanti, ben diverse da quelle distensive che il portierone ha sempre usato da quando è alla Juventus. Fin qui ciò che si era visto in campo. Quello che ovviamente i più non potevano sapere era la causa scatenante di tutto questo. Al rientro negli spogliatoi, Ranieri avrebbe comunicato a Del Piero e a Camoranesi la sua decisione di cambiarli. Se il capitano incassava da gentlemen la sostituzione, l’argentivo ribatteva al tecnico fino a portare la discussione a parole pesanti. E’ chiaro che nessuno può dire se sia stato Ranieri a mancare di rispetto al giocatore o viceversa, ma sicuramente Buffon ha visto che si erano passati i limiti. Limiti di rispetto reciproco ma anche per le posizioni occupate da entrambi.

Ecco quindi che Buffon, per lanciare un campanello di allarme, ha alzato i tacchi e se n’è tornato in campo. Ovviamente in settimana ci saranno particolari più precisi sulla questione, e forse anche un chiarimento tra i due. Ma la cosa fa capire che la squadra non è tutta con Ranieri. E la società non stia a guardare.

Camoranesi record: due infortuni in una partita.

feb262009
Stavolta Mauro German Camoranesi ha superato sè stesso. Il fatto di infortunarsi in casa Juve non destava più nessun clamore, e quindi il nostro centrocampista ha pensato bene di trovare comunque il modo di far parlare di sè. Come? Infortunandosi ben due volte nella stessa partita! Se non è un record poco ci manca.

Ufficialmente l’argentino ha lasciato il campo per un affaticamento muscolare, e questa era la preoccupazione più grande per tutti noi tifosi. Quando infatti lo abbiamo visto toccarsi il muscolo e chiedere il cambio, abbiamo pensato si trattasse di uno stiramento, o peggio ancora di uno strappo. Invece il danno è minore rispetto al timore iniziale. Ciò che però costringe Camoranesi ad uno stop ancora piuttosto lungo, è la diagnosi di una costola rotta rimediata sempre contro il Chelsea, per effetto di una caduta piuttosto brutta.

A botta calda il giocatore aveva proseguito cercando di stringere i denti, ma l’infortunio muscolare lo ha costretto ad uscire forzatamente, evitandogli peraltro peggiori conseguenze. Il recupero in vista del ritorno col Chelsea è assolutamente da non prendere in considerazione: per lui si parla di almeno un mese di stop.

Marchionni è pronto per riprendere il “suo” posto, e anche Sahliamidzich sta recuperando. Per quel che si è visto allo Stamford Bridge Marchionni può sicuramente fare la sua parte, resta il fatto che comunque la classe di Camo ci mancherà ancora un po’.

Catania – Juventus 1-2. Incredibile, ci salva Poulsen.

feb82009

 

 

 

 

 

 

 

C’è sempre qualche sorpresa nelle partite della Juve e questo non è positivo. Tutti vorremmo la monotonia del risultato positivo, su ogni campo e contro ogni avversaria. Ma la squadra di quest’anno è capace di fare 4 gol al Milan e di prenderne 3 dal Cagliari. Per questo dobbiamo essere pronti e aspettarci di tutto. Ciò che non potevamo immaginare è che Ranieri in trasferta schierasse una formazione del tutto inedita e molto rischiosa se valutiamo la storia dei giocatori in questa stagione. Dentro Camoranesi dal primo minuto, senza che avesse provato a giocare qualche minuto nelle gare precedenti. E come lui anche Tiago, schierato al fianco di Sissoko, e Iaquinta in attacco a spalleggiare Amauri, con Del Piero in panchina. Chi di voi non ha storto il naso all’inizio della gara, alzi la mano.

Probabilmente non era tanto la sfiducia in Tiago e Camoranesi, che fisicamente potevano fare almeno un tempo, quanto la coppia di attacco che era orfana di quel pendolo di nome Del Piero che si preoccupa di raccordare instancabilmente centrocampo e attacco. Senza di lui infatti è sempre difficile che arrivino buoni palloni al reparto avanzato.

Si inizia col Catania che memore della batosta in Coppa Italia, e dell’atteggiamento scialbo che aveva messo in campo a Torino, cerca subito di mettere un po’ di verve alla gara. E’ comunque Iaquinta ad avere la prima occasione di testa, colpendo però debolmente il pallone. Più ghiotta l’azione di Stovini, che in mischia mette a lato da distanza ravvicinata. Ma ancor di più quella di Morimoto (tenete ben presente questo ventenne che diventerà un campioncino), che si fa prendere dal timore reverenziale per Buffon che gli chiude lo specchio della porta da una posizione dove non è solito sbagliare (vero, Roma?). Primo fuorigioco sbagliato dalla nostra retroguardia.

Le geometrie di Camoranesi si vedono e si sentono, anche se Mauro non è certo al 100%. Un suo lancio innesca Iaquinta che viene steso a trequarti campo; sulla punizione battuta sempre dall’italo-argentino si avventa ancora Vincenzino Iaquinta che incorna da pochi passi di prepotenza. Sarà anche piuttosto ruvido e macchinoso, ma il friulano di testa sa ancora dove deve metterla. Nel tornare a centrocampo, l’arbitro gli ricorda di che colore è la maglietta che si è tolto: cartellino giallo. Nemmeno il tempo di dargli dello stupido, che dopo 30 secondi prende un altro cartellino per un intervento duro a centrocampo. Stavolta siamo al rosso. Juve in 10 uomini, con tutta la partita davanti e con i 120 minuto di mercoledì nelle gambe. Dodici milioni di tifosi juventini a desiderare in cuor loro che lo Zenith Sanpietroburgo si rifaccia vivo alla svelta.

Tutti si aspettano che la partita diventi un arrembaggio guidato dalla squadra di Zenga, con la Juventus a soffrire cercando di limitare i danni. Invece, a parte una grande parata di Buffon su colpo di testa catanese, è proprio la Juve a fare la partita, facendo avanzare sì l’avversario, ma non riununciando mai alla ripartenza, all’iniziativa d’attacco e sopratutto a tenere la palla. In questo modo i bianconeri riescono a rallentare di molto il gioco, risparmiando preziose energie e riuscendo ad organizzare meglio la fase difensiva. Il Catania di suo, sbaglia completamente l’interpretazione dell’ “undici contro dieci”, facendo dettare i tempi agli ospiti quasi intimiditi dalla furia del leone ferito. In questa fase della gara, Camoranesi e Tiago sono certamente determinanti e sono gli uomini che riescono con le loro caratteristiche ad essere più utili rispetto ad altri. Quando si dice “l’uomo giusto al momento giusto”.

Il Catania si vede solo con dei piccoli ed innocui tentativi da lontano, ma siamo ancora noi ad andare vicini al raddoppio con Amauri, che devìa in area una punizione di Nedved (alta sulla traversa), ma prima del riposo ecco il secondo fuorigioco sbagliato dalla nostra difesa, con San Gigi a parare un angolatissimo tiro dalla sua sinistra. Nell’intervallo Ranieri e Camoranesi concordano il cambio per i primi minuti del secondo tempo (entrerà Marchionni), mentre Zenga convince i suoi che in undici si può anche provare a vincere; e difatti dopo un interessante schema di calcio d’angolo (senza effetto), il Catania passa con Morimoto che corregge in gol una parata di Buffon su colpo di testa di Mascara. Ora è veramente dura per la Juventus.

Incrocio dei pali (esterno) di Baiocco che devìa un corner: Buffon c’è ma il Catania ci crede. La squadra di Ranieri però non si perde d’animo, e Pavel cerca di castigarli in contropiede, ma calcia alto. Coraggio Juve, gli spazi ci sono. Se solo la difesa non continuasse a fare errori di posizione! Il centrocampo gioca bene, (con Sissoko che riesce quasi a fare un “coast to coast”) e in attacco Amauri è eccezionale nel riuscire a fare un enorme lavoro per la squadra. Marchionni compie un mani in area che non si sa fino a che punto sia involontario, e subito dopo si propone in avanti con un tiro che sfiora l’incrocio. La partita è gradevole perchè le occasioni si alternano. La Juve comunque risponde colpo su colpo fino alla fine, con uno stremato Amauri che per due volte si trascina di potenza il pallone fino in area e tenta di concludere a rete. Peccato che in queste iniziative la squadra preferisca non seguirlo per non scoprire il fianco all’avversario, costringendolo a fare tutto con le sue (ormai poche) forze.

Il finale è comunque tutto nostro, e il Catania che sembra inspiegabilmente aver speso più di noi, perde anche la lucidità permettendo a Poulsen (entrato al posto di Tiago) di battere indisturbato a rete sugli sviluppi di un calcio d’angolo dopo la lisciata di un difensore. Grande gioia e soddisfazione per una vittoria che dopo il pareggio dei nostri avversari sembrava irraggiungibile.

Amauri senza dubbio migliore in campo, anche se non ha mai visto la porta. Il suo lavoro ci ha permesso di fare contropiede e di creare tante occasioni. Se pensiamo che in questa partita abbiamo tirato in porta molte più volte di altre partite in cui abbiamo giocato in undici, si può capire il grosso lavoro che Amauri ha fatto per la squadra. C’è anche la soddisfazione dei rientri positivi di Camoranesi e Tiago; il portoghese gioca facile, come Poulsen, ma si propone sempre a ricevere palla, dando valida alternativa di gioco ai compagni e dimostrando di voler essere il regista della squadra. Ma c’è da considerare anche che il Catania non ci ha certo messo in grossa difficoltà, lasciandoci le redini del gioco quando più invece avrebbe dovuto comandare. Ed inoltre c’era forse un rigore a loro favore. Dobbiamo poi analizzare l’involuzione della nostra difesa, che è passata in pochissimo tempo da miglior reparto della serie A, a uno dei peggiori.

C’è molto su cui riflettere.

Camoranesi: "Venderemo cara la pelle"

lug222008
Mauro German Camoranesi fa capire le intenzioni della Juve di quest’anno:”Non sarà facile battere questa Juve. Anche se Milan e Inter sono molto forti, si troveranno di fronte a dei veri combattenti“. Riconoscendo che Ronaldinho è forse stato il colpo del mercato, elogia però le qualità dei bianconeri: “In mezzo al campo ci sono tanti piedi buoni, abbiamo preso quello che ci serviva. Sono arrivati tre internazionali e Poulsen ha le qualità giuste per fare bene”.
Camo punta in alto sia in campionato che in Champions: “Vogliamo arrivare in fondo in entrambe le competizioni, ma prima dobbiamo passare i preliminari di Champions e chiudere così il discorso iniziato 2 anni fa“.

I convocati di domani col Brondby

lug222008

Nel crescendo delle amichevoli che vedranno impegnate la Juventus e numerose formazioni europee, si comincia domani con la trasferta danese che vedrà i bianconeri ospiti del Brondby.
Ranieri non ha convocato molti dei nazionali rientrati da poco nei ranghi, dando spazio in questo modo anche a quattro giovani primavera.
L’obiettivo di queste amichevoli, come tutti sanno, non è solamente quello di “mettere km nelle gambe”, ma sopratutto è l’opportunità di tetare i nuovi acquisti e le nuove “armi” tattiche in vista della prossima stagione. E allora, quale migliore occasione per provare il 4-3-3? Saranno infatti presenti Iaquinta, Amauri e Trezeguet, nonchè i nazionali Buffon e Chiellini. A riposo per acciacchi vari Tiago, Camoranesi, Marchionni, Salihamidzich e Del Piero.
Questo l’elenco dei partenti:
Amauri, Buffon, Chiellini, Chimenti, Ekdal, Grygera, Iaquinta, Legrottaglie, Mellberg, Molinaro, Nedved, Salihamidzic, Sissoko, Trezeguet, Zanetti, Zebina, Ariaudo, Esposito, Nocchi e Rossi.

Cosa cambia con Poulsen.

lug152008

Al di là della favola della volpe e l’uva raccontata ancora oggi dal Presidente Cobolli Gigli (“Poulsen è arrivato perchè ci serviva un incontrista, mentre Xabi Alonso è un architetto“), l’arrivo del centrocampista danese dà un volto nuovo alla squadra e ci sono delle considerazioni anche tattiche che vanno fatte.

La prima sensazione che mi dà l’acquisto di Poulsen è che Ranieri abbia voluto aggiungere grinta alla grinta. La squadra di per sè ha carattere, anche in mezzo al campo; Sissoko, Camoranesi, Nedved e Zanetti non sono certo soliti togliere il piede nei contrasti. Ma allora perchè preferire la quantità alla qualità? Mi viene il sospetto (e anche il sollazzo se devo essere sincero) che il mister quest’anno voglia azzardare ancora di più il tridente… perchè se hai Sissoko, Poulsen e Camoranesi in mezzo al campo lo puoi fare, mentre se hai Xabi Alonso già cominci ad arrancare. L’anno scorso siamo stati il secondo miglior attacco del campionato, qualcosa vorrà pur dire. Quest’anno il patrimonio è stato arricchito con un altro pezzo da 90 (Amauri) e la tentazione di scendere in campo con i 3 davanti è sempre più grande. Credo e spero, e tutti i tifosi vogliono, che Ranieri abbia ragionato in questi termini. Si, perchè il tridente piace eccome. Vuoi perchè è un modulo che dà spettacolo, vuoi perchè ci ricorda le vittorie lippiane, vuoi perchè spesso nella passata stagione è stato interpretato molto bene dalla squadra. Insomma, da questo bisogna ripartire. A questa Juve riesce bene attaccare se diventasse un po’ più spregiudicata.
Se la passata stagione siamo stati bravi in fase realizzativa, dobbiamo parimenti bilanciare la nostra bravura anche nel reparto difensivo, che seppur ha fatto esplodere definitivamente Chiellini nel ruolo di centrale e rilanciato alla grandissima Legrottaglie, deve sicuramente migliorare in concentrazione ed esperienza, sopratutto sulla fascia sinistra dove si individua il nostro vero punto debole. Avendo questo squilibrio di forze tra attacco e difesa, spesso nel 4-3-3 il centrocampo è costretto al lavoro disumano di appoggio agli attaccanti, di prima copertura e di ripiegamento difensivo. Ecco quindi la necessità di avere tre infaticabili, tre mastini che riprendano subito palla e che seminino il panico in mezzo al campo.
Nel centrocampo a 4 invece, i due esterni avrebbero sempre compiti più dinamici, ma i due “pitbull” centrali rimarrebbero sempre. Questa convinzione tattica basata sull’importanza dell’asse centrale mi riporta la mente alla Juve di Capello. Vi ricordate quando si diceva che la squadra vinceva perchè aveva una spina dorsale di giganti? Allora c’erano Buffon in porta, Thuram e Cannavaro centrali difensivi ed Emerson-Vieira interni di mediana.
Mi sbaglierò ma secondo me Ranieri sta ricostruiendo quel modulo. Se segnamo quanto l’anno scorso e prendiamo qualche gol in meno… beh, ci sarà da ridere. Anche con Poulsen.

Siete ridicoli, avete preso un altro bidone, Poulsen.

lug132008
Il titolo di questo post è lo stesso dello striscione apparso nel ritiro della Juve a Pinzolo.
C’è poco da dissentire, visto che la dirigenza ha peccato clamorosamente di coerenza. Prima si mette a trattare per mesi un giocatore tecnico, e poi compra un picchiatore. Ma allora per tanto così non era meglio tenersi Nocerino?
Vi ricordate le parole di Ancelotti al termine di una partita di Champions contro lo Shalke04, a proposito di Poulsen? Ecco quello che aveva dichiarato: “Solitamente cerco di essere razionale nei giudizi. Allora dico che lui è un codardo perché gioca la sua partita quando l’ arbitro non lo vede con calci, spintoni e gomitate. È un giocatore che non dovrebbe giocare, il clima provocatorio che si è vissuto in alcuni momenti va legato solo a lui. Fa il lavoro sporco quando l’arbitro gli gira le spalle. Non entra duro, di fronte all’avversario, ma dà calcetti in continuazione. Non dovrebbe giocare a calcio, ma fare la lotta greco-romana. Calcetti, spinte, trattenute, gomitate. Questo è il suo repertorio”.
Noi non abbiamo bisogno di un giocatore così. Non vogliamo avere un giocatore che rischi di farsi cacciare ogni partita, che riesca a farci perdere la faccia in ogni stadio d’Italia.
Abbiamo già dei centrocampisti che, pur non avendo niente a che vedere con Poulsen, hanno nel loro gioco la grinta, e lo spirito di non mollare mai, rischiando spesso cartllini per la loro generosità (Camoranesi, Nedved, Sissoko,..). Un provocatore e un rissoso non lo vogliamo.

Ranieri: siamo un camaleonte solido

lug112008
Il Mister Claudio Ranieri dal ritiro di Pinzolo ha risposto in conferenza stampa a diversi argomenti d’attualità, mettendo in chiaro alcune cose importanti.
Prima di tutto ha detto fuori dai denti che un centrocampista di sicuro arriverà. Difficile dire se si tratterà di Xabi Alonso, conteso ora anche dal Fenerbahce, o del sempre più vicino Poulsen. Quasi certamente non sarà Stankovic, nonostante Ranieri abbia definito “tutti e tre compatibili con gli altri centrocampisti bianconeri“, ma lascia le porte aperte a Tiago, nonostante l’annata piuttosto sconcertante: “Tiago è un grosso giocatore ed è per questo che l’abbiamo preso. E’ un grosso campione e continuo ad avere grande stima di lui, e ci sta che in una stagione non si riesca a far quadrare le cose“.
Rispondendo a Trezeguet che aveva invitato la società a non fermare la campagna acquisti, sottolineando la richiesta di avere giocatori di maggior qualità, l’allenatore ha precisato: “Quelli stanno qui, se non avessero qualità, non farebbero parte di questa rosa. E non si può costruire dall’oggi al domani quella squadra che aveva 13 campioni assoluti creata in diversi anni di vertice assoluto“.
Ed infine un accenno al modulo tattico da adottare nella prossima stagione: “Sarà un camaleonte solido. Il modulo cambierà a seconda della squadra che incontreremo, come abbiamo fatto l’anno scorso cambiando dal 4-4-2 al 4-3-3 con Camoranesi al centro“. Con un attacco composto da 4 stelle di primaria importanza e un centrocampo che giocando a 3 dovrà lasciare sicuramente a riposo qualche “big”, si prevede qualche viso scontento durante l’annata. Ranieri risponde anche a questo: “In questa squadra i campioni vogliono vincere, poi certo vogliono anche giocare. Credono in me e sanno che ci sara` un`occasione per tutti. Anche perche` sanno che i 3 punti sono 3 punti contro qualsiasi avversario. L`anno scorso contro le grandi abbiamo fatto ottime partite, forse abbiamo perso troppi punti con le piccole, e da qui dobbiamo ripartire per migliorarci”.