Prepartita Juventus- Sampdoria. Formazioni e curiosità.

Set102010

Dopo l’assaggio della prima giornata, e la conseguente pausa per le nazionali, è nuovamente tempo di Serie A. E’ arrivato anche il momento per la Juventus di passare dalle parole (tante), ai  fatti. Se solo due settimane fa si faceva appello alla pazienza e alla fiducia nel lavoro a lungo termine di Delneri; domenica scorsa invece, gran parte dei tifosi juventini ha già perso la sua tranquillità. Dopo due giornate potremmo già trovarci a rincorrere e a cercare di colmare un gap di quattro punti con le squadre sopra di noi. Bisogna trovare, se non col bel gioco, qualche modo per fare risultato. Già, perchè la Sampdoria è un avversario piuttosto arcigno: quarta nello scorso campionato grazie al duo Cassano  - Pazzini, che già in avvio di campionato e in nazionale ha ribadito ancor più il suo valore. Samp anch’essa avanti nella preparazione (per aver affrontato i preliminari di Champions League), e quindi potenzialmente capace di concludere la partita senza imbarazzanti cali fisici. Squadra collaudata, ma allo stesso tempo poco prevedibile, per via del bravo e giovane neo allenatore Di Carlo, che deve applicare il suo nuovo credo tattico senza alterare fortemente i meccanismi e gli automatismi della squadra che era di Delneri.

Il potenziale dei blucerchiati passa, neanche a dirlo, in un attacco da sogno che adesso (quasi) tutti vorrebbero: genio, talento e forza fisica. Cassano & Pazzini saranno coadiuvati da Guberti, ala pura reinventata da Di Carlo come centrocampista offensivo. Poi la linea mediana guidata da capitan Palombo, uno dei migliori nel suo ruolo, affiancato da Semioli e Dessena, che rimpiazzano gli infortunati Poli, Tissone e Sammarco. In difesa il tanto desiderato (dalla Juve) Ziegler a sinistra, e la coppia che ora è entrata anche nel giro della nazionale, Lucchini e Gastaldello, con l’esperto Zauri a destra. Le condizioni di Pazzini e Guberti comunque preoccupano, e potrebbero essere sostituiti da Mannini e Pozzi.

Qualche problema ovviamente anche in casa Juve: dal “degente” di lungo corso Buffon, ad Amauri e Martinez, con i convalescenti Aquilani, Iaquinta e Traorè pronti per entrare ma non in perfetta forma. Dubbi quindi per centrocampo e attacco, con Lanzafame - Pepe in ballottaggio a sinistra, e Aquilani - Marchisio in mezzo al campo. Per il resto, Motta, Bonucci e Chiellini che rappresentano il nuovo che avanza, con Krasic, Aquilani, Sissoko, Pepe, e la conferma di Quagliarella in attacco insieme a Del Piero.

Da un punto di vista tattico, i bianconeri dovranno cercare, come ha detto lo stesso Delneri, di allargare maggiormente il gioco sulle fasce, che fino all’anno scorso è stato il marchio di fabbrica di Delneri e la cosa che più è mancata alla Juve in queste stagioni. Fondamentali saranno la spinta di Motta a destra e le geometrie di Aquilani a centrocampo, mentre Felipe Melo avrà il duro compito di fermare il tuttofare Palombo. Sul talento di Cassano e Pazzini, è inutile espimermi. Non si può non accennare, infine, ai tanti ex e le tanti relazioni di mercato che intercorrono tra queste squadre: da Marotta, Delneri e Paratici (cuore e mente della Samp fino alla passata stagione), a Storari (ex Samp, ora alla Juve), passando dal poker d’assi Cassano-Pazzini - Palombo - Ziegler, oggetti di desiderio della Juventus.

Le pagelle di Bari - Juventus.

Ago292010

Storari 6: non può nulla sulla rete di Donati, ma salva un altro paio di palle gol che avrebbero potuto rendere il passivo più pesante.
Motta 5: prova qualche tiro dalla distanza, ma la sua spinta è discontinua e senza idee; inoltre in difesa si fa saltare con troppa facilità, lasciando i compagni troppo spesso scoperti ed in inferiorità numerica.
De Ceglie 5: anche lui non ha le idee molto chiare sul da farsi, infatti sembra sempre in grado di far scaturire la giocata vincente, ma si ferma sempre sul più bello. Commette alcuni errori in difesa che costano caro.
Bonucci 5: l’intesa con Chiellini non funziona ancora. Troppi errori di posizione costringono il compagno a fare gli straordinari. La sua difficile partita condiziona il rendimento della squadra intera.
Chiellini 6,5: è ovunque e si fa in quattro per fronteggiare gli attaccanti del Bari che sbucano da ogni parte. Riesce quasi nell’impresa, ma Donati vanifica tutti i suoi sforzi. Potrebbe anche segnare, ma all’ultimo secondo manda fuori di testa da distanza ravvicinata. È lui il leader della squadra e da lui si deve ripartire.
Pepe 5: Del Neri lo cambia di fascia nel corso della prima frazione, ma il centrocampista non riesce ad entrare nel match, risultando evanescente da entrambe i lati del campo. Il risultato è una sostituzione a inizio ripresa.
Martinez n.g.: sembra dare più brio alla fascia, ma s’infortuna molto presto e non può uscire a causa dell’esaurimento delle sostituzioni.
Felipe Melo 5: non fa filtro e lascia passare gli avversari con facilità. Ancora una volta è spaesato e non a suo agio all’interno della squadra, quindi la sua prestazione risulta opaca e inconcludente.
Marchisio 5: stranamente sembra un oggetto misterioso alla partita, infatti non costruisce gioco e non riesce a fermare le trame degli avversari. Il gioco della squadra dovrebbe passare dalle sue parti, per questo risulta lento e prevedibile.
Sissoko n.g.: inserisce grinta e determinazione al match, ma è ormai tardi per cambiare le sorti dell’incontro.
Krasic 6: alcuni spunti interessanti e tanta voglia di mettersi in mostra, ma risultati zero.
Lanzafame 6: dà vivacità all’attacco con alcune scorribande sulla fascia e alcuni tentativi che avrebbero meritato migliore sorte.
Quagliarella 6: corre e si danna l’anima. Si vede che ha voglia di vestire la casacca bianconera. La squadra non lo supporta a sufficiente, perciò resta a bocca asciutta. L’unica nota positiva insieme a Chiellini.
Del Piero 5: non può sempre salvare lui le sorti della squadra, ma stavolta è apparso molto stanco e senza un preciso compito in campo, infatti è passato dalla ricerca della finalizzazione al tentativo di creare gioco, senza però ottenere risultati. Sono troppe due partite complete in una settimana per lui.

Bari - Juventus 1-0. Ricominciamo….

Ago292010

La Juve perde a Bari la prima partita di campionato, senza girarci troppo intorno. Sembra una continuazione della stagione precedente, costellata di tanta delusione e ovviamente di tanti risultati negativi. Ogni inizio di campionato è sempre foriero di grandi aspettative da parte dei tifosi per il proprio club, e questo è comprensibile; maggiormente lo è per i sostenitori bianconeri, per mille moivi che ben conosciamo. Tante cose sono cambiate in questa Juve: molti giocatori nuovi, molti dirigenti nuovi, un allenatore con sistemi diversi ed innovatori… erano tutti fattori sufficienti per giustificare un “ritardo” della squadra nella sua organizzazione generale e nella sua mentalità vincente? Il tifoso bianconero non poteva e non voleva pensare che la prima partita potesse continuare il filone negativo del campionato passato. La reazione al fischio finale infatti non poteva essere altro che rabbia e “voglia di spaccare tutto”, ma poi bisogna un attimo cercare di recuperare la lucidità. In questi giorni infatti mi ricordavo continuamente il commento scritto prima dell’inizio della scorsa stagione, carico di aspettativa e di entusiasmo, convinto che gli acquisti di Diego e Felipe Melo ci avrebbero “fatto divertire”; invece si sono divertiti praticamente tutti tranne noi. Quest’anno è d’obbligo non volare alto. Non perchè l’esperienza passata ci ha tagliato le gambe, o perchè si era peccato di presunzione, questo assolutamente no. Occorre però che i tifosi bianconeri entrino in una mentalità diversa. Proprio i tanti cambiamenti, fatti a 360 gradi in ambito societario e sportivo, non possono onestamente dare nessuna garanzia. Abbiamo infatti aggiunto un nuovo sondaggio chiedendo a voi quale porebbe essere il risultato di quest’anno per la squadra di Delneri. Nessuno sa con certezza quanto vale questa squadra e quanto possono dare questo gruppo di giocatori insieme: la coesione di questi ragazzi è tutta da provare, il modulo del nostro mister è da cucire sui giocatori, gli infortuni sono sempre dietro l’angolo, l’attaccamento ad una gloriosa maglia che deve essere recuperato (come ricordava giustamente Delneri). Troppi fattori che devono ”assestarsi” prima di produrre un risultato positivo. In parole povere, ci vuole molta pazienza.

Non sarà scudetto quest’anno, e magari nemmeno l’anno prossimo. Non ci dovremo stupire di una sconfitta fuori casa, e magari di un’ottima prestazione la domenica dopo. Il progetto è a lungo termine, e bisogna riconoscere che con quel poco che c’era da investire sono stati fatti buoni affari, se togliamo Martinez e Pepe che ancora non hanno convinto sulle fasce. Ma Aquilani e Quagliarella possono essere buoni punti fermi anche in previsione futura, così come Motta e Bonucci per la difesa. Sicuramente la Juve vista oggi può solo crescere, anche perchè la nostra settimana non è stata proprio così rilassante. Krasic e Quagliarella, due novità dell’ultimo minuto, vengono buttati nella mischia subito, per necessità contingente. Due giocatori che hanno indossato la maglia bianconera per la prima volta stasera, e che non hanno avuto il tempo di farlo nemmeno in allenamento. Storari tra i pali, difesa composta da Bonucci, Motta, Chiellini e De Ceglie, mentre Pepe, Krasic, Marchisio e Felipe Melo presidiano il centrocampo, con Del Piero a completare la coppia d’attacco con Quagliarella. Una formazione da cui ci i può aspettare qualcosa di buono, anche perchè sono molti i giocatori che dovrebbero cercare di mettersi in mostra.

Eppure è il Bari che in sei minuti si presenta due volte davanti alla porta, fallendo clamorosamente le occasioni. Barreto sembra già imprendibile, con la sua velocità ed imprevedibilità. Storari si infortuna persino alla testa nel tentativo di ribattere la seconda conclusione barese, ma fortunatamente riesce a rimanere in campo. La Juventus subisce senza reagire. Bisogna aspettare il 33′ per vedere un’iniziativa di Felipe Melo che scambia al limite dell’area e sfiora il palo alla destra del portiere. Il brasiliano cerca persino di incitare i tifosi bianconeri ma si prende la sua solita razione di fischi.

La Juve è lenta e Krasic ne è l’emblema, dimostrandosi debole nell’uno contro uno e sbagliando qualsiasi giocata che non includa un passaggio elementare al compagno più vicino. Avevamo già rimarcato nei commenti precedenti di come questa squadra soffra il ritmo lento, finendo lei stessa per addormentarsi nel suo torpore, infatti il Bari si diverte nelle sue folate improvvise, dalle quali nasce infatti un’incursione centrale che permette a Donati di calciare nel sette dopo essersi liberato in modo elementare di Marchisio. Uno a zero per il Bari.

I bianconeri cercano di avere un moto d’orgoglio ma il primo tempo è praticamente terminato. Dopo l’intervallo la manovra dei bianconeri appare ancora confusa, poco efficace e molto discontinua, per cui Delneri inserisce Martinez, Lanzafame e Sissoko a distanza di pochi minuti, nel tentativo di dare una scossa “elettrizzante” ai sui giocatori. I cambi non danno gli effetti sperati e anzi è Barreto ad essere sempre imprendibile per la nostra difesa (a volte imbarazzante) creando anche per i compagni: i nostri si salvano addirittura sulla linea di porta.

Juve non ordinata, frenetica, confusionaria ed esposta al contropiede. Un miracolo se la partita finisce con solo un gol di scarto, anche se al 92′ Chiellini (tutto solo in area), colpisce di testa alto sulla traversa. Peccato.

Le pagelle di Milan - Juventus.

Mag162010

Buffon 6: come per tutta la stagione non ha colpe sui gol subiti, infatti si trova spesso a tu per tu con gli attaccanti rossoneri e fermarli non è facile. Gigi onora comunque l’impegno e fa del suo meglio, ma quando al difesa non regge i risultati non possono che essere disastrosi. Dev’essere uno dei punti della rifondazione.
Manninger 6: anche lui fa quello che può, compiendo alcuni buoni interventi, ma è costretto a subire una rete da Ronaldinho.
Cannavaro 4: è sempre più statico in mezzo alla difesa, infatti non sa bene da che parte girarsi e si fa infilare continuamente dagli avanti avversari, che affondano come un coltello nel burro. Se Cannavaro sarà questo anche ai mondiali saranno guai per gli azzurri.
Chiellini 4: purtroppo viene risucchiato dalla pochezza della difesa e si dimostra impotente di fronte al tracollo generale. Involuzione pericolosa per la spedizione azzurra. 
Grosso 4: si comporta come un dilettante, commettendo errori banali e da principiante che rendono vita facile agli avversari. S’è rivelato uno degli acquisti peggiori degli ultimi anni. per lui non si tratta di involuzione, am soltanto di conferma.
Zebina 4: confusionario e senza alcuna idea, vaga per la fascia destra, cercando di creare qualcosa di buono, ma senza criterio; nella fase difensiva è assolutamente imbarazzante, poiché non copre mai sulle ali avversarie e lascia praterie alle incursioni dei milanisti.
Caceres n.g.: entra a giochi ormai fatti.
Poulsen 4: è assolutamente inconcludente e gioca una partita davvero scialba in cui non chiude mai sugli avversari e li lascia sempre liberi di ragionare e impostare il gioco, perciò il Milan appare sereno e tranquillo e in totale controllo delle operazioni.
Marchisio 6: è come al solito uno dei più attivi, poiché cerca di creare da solo gioco sulla fascia e quando i compagni non lo aiutano si costruisce delle occasioni pericolose, infatti arriva due volte alla conclusione, senza avere fortuna. È un punto da cui ripartire per la prossima stagione.
Salihamidzic 5: gioca fino all’ultima goccia di sudore, ma non dà molto alla squadra, in quanto la tanta quantità non è supportata da una buona qualità. Ha l’occasione per segnare, ma tenta un tocco di fino che non è proprio il suo forte.
Camoranesi n.g.: entra, ma non incide.
Candreva 5: non riesce a trovare l’esatta collocazione in campo, infatti non riesce a creare gioco e a dialogare con i compagni, ma si estranea pian piano dal match.
Del Piero 5: è il ritratto di questa Juventus malata, infatti ha molta voglia di fare, ma poca lucidità. Sulla classe non si discute, ma quando la testa funziona meglio delle gambe, le cose che vuoi fare non riescono, per questo il capitano ha solo qualche lampo in un mare di nullità.
Iaquinta 5: cerca di creare occasioni e di mettere in apprensione la difesa del Milan. In alcune occasioni riesce nel suo intento, ma quando ha la chance per segnare, la spreca malamente con un tiraccio in diagonale, che termina fuori.

Milan - Juventus 3-0. Finalmente è finita.

Mag162010

 

 

 

 

 

 

 

E’ stata definita “la partita degli addii”, quella giocata stasera da Juventus e Milan, e c’è da scommettere che Zaccheroni e Leonardo non saranno gli unici ad essere “tagliati” a fine stagione. Ovviamente molte di più saranno le epurazioni in casa Juventus, come è giusto che sia visti i risultati (o meglio, gli insuccessi) ottenuti in questa annata. La partita col Milan è stata un po’ lo specchio della stagione: una squadra che talvolta è partita bene, smarrendosi puntualamente per strada e finendo inesorabilmente a subire l’avversario in modo imbarazzante. Se quindi Leonardo è uscito tra gli applausi ed il saluto commosso dei suoi tifosi (senza contare il risultato positivo di stasera), Zaccheroni se ne va con tutta l’amarezza che può avere un comandante impotente davanti all’affondamento della propria nave.

I bianconeri iniziano con buon piglio, quando già al terzo minuto portano alla conclusione Iaquinta che spara fuori. Ma al 13′ una serie incredibile di errori difensivi mettono Antonini sull’autostrada verso Buffon: a tu per tu il giovane difensore rossonero non sbaglia la conclusione: uno a zero per il Milan. Doccia fredda a San Siro, anche se Salihamidzich ha sui piedi l’occasione per il pareggio, ma stranamente cerca la conclusione di fino che non è nelle sue corde. Non è difficile per il Milan affondare le proprie “lame” nella difesa juventina; Pato e Ronaldinho sono in forma “mondiale”, ed è proprio quest’ultimo a colpire nuovamente l’incolpevole Buffon con un rasoterra che non lascia scampo: due a zero per i padroni di casa, grazie alla complicità decisiva di Fabio Grosso, che regala letteralmente il pallone al brasiliano. Povero Lippi.

La Juve non riesce a ritrovarsi nel gioco e nella compattezza, alla faccia della richiesta di Zaccheroni che alla vigilia si augurava che i propri uomini fossero semplicemente “in partita”. Nel secondo tempo Manninger rileva Buffon per un lieve problema muscolare che rischiava di peggiorarecon la permanenza di Gigi in campo. Camoranesi invece prende il posto di Salihamidzich nella solita corsia di destra.

Cambiano gli uomini ma non la sostanza, con la ripresa sulla farsa riga della prima frazione di gioco, e la Juventus a sbilanciarsi in avanti ma con un ritmo partita ancora più basso rispetto al primo tempo. La diretta conseguenza di questo sciagurato comportamento è il rischio di subire ogni volta il contrattaco pericoloso dell’avversario, che mette la sconfitta sui binari di una disfatta. I nostri difensori sembrano statuine davanti alla moblità degli avanti rossoneri, tanto che spesso il fallo pare essere l’unico appiglio per fermare l’azione del Milan (Fabio Grosso ne sa qualcosa).
Pato scalda i guanti di Manninger calciando una punizione violenta ad inizio ripresa, lasciando presagire il leit motiv da qui al 90′, anche perchè gli uomini che possono trascinare la squadra scompaiono dal campo come fantasmi: parlo di Del Piero, di Camoranesi, di Iaquinta, di Candreva…

Torello del Milan nella fase centrale del secondo tempo, che fa girare bene la palla al cospetto di una squadra ormai ferma sulle gambe. L’immagine della staticità la fornisce benissimo Poulsen, che non attaccando il possesso di palla di Ronaldinho, permette al brasiliano di piazzare con tutta tranquillità il pallone del tre a zero alle spalle di Manninger.
Partita sostanzialmente finita, con il Milan a sfiorare nuovamente la rete senza riuscire a concretizzare solamente per difetto di precisione.

Sostituzioni finali per i rossoneri mirate solamente al saluto degli ormai ex Dida e Favalli, e alla standing ovation per Ronaldinho che esce e per Inzaghi che entra. Tutti sotto la doccia e via, per le meritate (??!!!) vacanze, con le nostre quindici sconfitte in campionato. Un finale in linea con le aspettative.

Il commento alla 37a giornata di campionato.

Mag92010

Tutto rimandato all’ultima giornata, o almeno per quanto riguarda l’assegnazione dello scudetto. Roma e Inter vincono entrambe in rimonta, dopo aver subìto il brivido dello svantaggio iniziale. Paura molto breve per quanto riguarda i nerazzurri, che hanno pareggiato praticamente dopo un minuto, dilagando poi col proseguimento della gara, e segnando gol di pregevole fattura. Continua il silenzio stampa di Mourinho (sciolto solo dagli attacchi a Ranieri), che dimostra quanto il campionato italiano gli stia sempre più… sulle scatole. E’ questo che alimenta le voci di un suo possibile addio a fine stagione, che per quanto si può constatare, potrebbe nuocere ad entrambi. Non sarebbe facile sostituire il portoghese, ma sicuramente il suo successore si troverebbe una signora squadra da allenare.

Anche i giallorossi rimontano una difficile partita interna con il Cagliari. Altra vittoria coi denti, che continua ad evidenziare la fatica con cui questi uomini rimangono attaccati allo scudetto come una pulce cerca di rimane attaccata ad un cane che si scuote. Adesso non importa più il gioco, le partite precedenti, e tutto ciò che è avvenuto fino ad ora; è la prossima la partita che si deve vincere a tutti i costi, e se Dio vuole, la Roma può anche farcela. La fatal Verona del Milan, la piscina di Perugia per la Juve, il 5 maggio dell’Inter, sono solo alcuni esempi di risultati clamorosi che si sono concretizzati. Possiamo solo sperare.

Speranza che non è più legata in nessun modo alla squadra della Juventus, che ormai ha perso tutto ciò che poteva perdere, salvo i gloriosi preliminari di Europa League che le permetteranno di iniziare col piede sbagliato anche la prossima stagione. Ricordiamo che i preliminari inizierebbero subito dopo i mondiali in Sud Africa, e quindi coi giocatori già belli spremuti. C’è da dire però che con la squadra che si ritrova Lippi, non si dovrebbe protrarre a lungo la nostra permanenza nella competizione calcistica più importante. Detto questo, oggi è stato tempo di addii a Torino, dove Trezeguet (e forse anche Camoranesi e Buffon) ha salutato con una sconfitta il proprio pubblico. Al contrario dell’Inter, chi si troverà ad allenare la Juventus avrà anche il compito di ricostruire una squadra, di creare un modulo, e di ridare autostima ad un gruppo ormai finito. Mi viene in mente la figura di Delio Rossi, che tutte queste cose le ha fatte benissimo col Palermo, arrivando a lottare fino all’ultimo per la Champions. Ma un “verace” come lui non potrà mai allenare la Juventus.

Amaro anche l’addio di Leonardo che con la sconfitta di Genova rende meno triste il suo addio, aumentando i sostenitori del cambio di panchina. In Inghilterra hanno persino quotato a 25 la carica di allenatore a Silvio Berlusconi. Va bene che adesso fa anche il ministro dell’economia, ma trovare il tempo per andare a Milanello ad allenare è qualcosa che si avvicina ad una barzelletta molto più di quello che potrebbe sembrare a prima vista. 

Le pagelle di Juventus - Parma.

Mag92010

Buffon 6: gioca praticamente da libero perché oggi la difesa sembra non essere in campo; tuttavia, nonostante la sua immensa classe è costretto ad incassare altre tre reti.
Cannavaro 4: è sempre fuori posizione e si fa saltare con una regolarità degna di un ragazzino della primavera. Vede spuntare gli attaccanti gialloblù ovunque e non sa dove mettersi per tappare i buchi.
Chiellini 4: in questa occasione non riesce ad incidere, e si fa trascinare nella spirale negativa di tutti i suoi compagni di reparto, e quando si spinge in avanti rientra in maniera fiacca e svogliata. La sua prestazione e quella di Cannavaro non sono certo di buon auspicio per gli imminenti mondiali. Concediamogli l’attenuante di una stagione comunque ad alto livello.
Caceres 4: al rientro dopo mesi, ha tanta voglia ma scarsa lucidità. Spinge bene sulla sua fascia creando qualche occasione discreta, ma lascia spesso i compagni in inferiorità numerica e i risultati purtroppo sono palesi.
De Ceglie 4: anche lui si dedica principalmente alla fase offensiva, anche con discreti risultati, ma va a completare la disfatta della difesa, uniformandosi al comportamento tattico dei suoi tre compagni di reparto che portano a maturare l’ennesima sconfitta stagionale.
Grosso n.g.: entra quando ormai non c’è più nulla da fare e non cambia certo il volto alla partita.
Felipe Melo 6: continua il suo rendimento altalenante, infatti in questa occasione risulta uno dei migliori in campo, poiché riesce a recuperare un po’ di palloni e ad incunearsi nella difesa avversaria con delle percussioni centrali che creano qualche grattacapo agli emiliani (come in occasione dell’iniziale vantaggio di Del Piero). Nonostante la buona vena del brasiliano, la squadra non ne approfitta.
Poulsen 5: sembra un oggetto misterioso in mezzo al campo, in quanto si estranea dal gioco e compie più giocate negative che positive, infatti la sua copertura alla difesa è pressoché nulla e gli attaccanti del Parma si divertono come se fossero in allenamento.
Trezeguet: n.g.: solo pochi minuti per lui a risultato ormai compromesso. Giusto il tempo per un saluto ai suoi (ex) tifosi.
Marchisio 5,5: non riesce ad esprimersi ancora una volta, in quanto non trova spazio e si estranea via via dal gioco senza riuscire ad incidere. Mezzo punto in più per aver recuperato e servito il pallone del secondo gol juventino.
Diego 5: ennesima prestazione anonima del brasiliano che ogni tanto lancia qualche segnale di vita con ottime giocate che creano situazioni pericolose, ma dieci minuti di lucidità e buon gioco non bastano a salvare la squadra.
Candreva n.g.: entra solo per cercare di migliorare la situazione, ma non crea molto.
Iaquinta 6: trova un meritatissimo gol in pieno recupero, in quanto si danna l’anima per tutto il match cercando di ottenere palloni giocabili e creare spazio per l’inserimento dei compagni.
Del Piero 6: timbra il cartellino e si dimostra ancora una volta il più in forma degli attaccanti. Peccato non abbia più dimestichezza con i calci piazzati.

Juventus - Parma 3-2. Lo specchio di un’annata.

Mag92010

 

 

 

 

 

 

 

L’ultima partita davanti ai propri tifosi è solitamente l’occasione per raccogliere gli applausi di fine stagione, oppure per prendere un’ulteriore dose di fischi accompagnando l’uscita della squadra dalla porta secondaria del palcoscenico del Campionato. Applausi solo per Del Piero, Trezeguet, Camoranesi, Buffone Chiellini. Per tutti gli altri… sorvoliamo. Striscioni

iniziali dei nostri tifosi in favore di Andrea Agnelli e contro il tifo laziale, reo di aver “venduto” il proprio tifo alla compagine di Mourinho. Ignorato Zaccheroni, da sempre considerato di passaggio, e quindi mai entrato nel cuore dei nostri supporters, pur (a mio avviso) avendo fatto benino, secondo quanto a sua disposizione.

Partita che inizia in modo sonnacchioso, con attenzione più a ciò che succede sugli altri campi che a Torino, come ad esempio l’altalena di risultati di San Siro. Anche perchè l’incredibile serie di passaggi sbagliati di Felipe Melo farebbe venir voglia a chiunque di guardare un’altra partita. E’ lo stesso Melo però che fa effettua il primo tiro pericoloso verso la porta ospite, senza peraltro centrare lo specchio della porta. Ma come avevamo

anticipato nel precedente articolo, tocca ad Alex togliere le castagne dal fuoco, andando a colpire al 15′ con un piattone che si insacca alla sinistra del portiere: uno a zero Juve!

Ma l’entusiasmo dura pochi minuti, allorchè Chiellini devìa nella propria porta un tiro di Lanzafame sulla cui traiettoria era già piazzato Buffon: pareggio del Parma, con l’attaccante cresciuto nelle giovanili bianconere che non esulta dopo il gol. I tifosi di entrambe le parti si fanno prendere dal nervosismo, iniziando un fitto scambio di “petardi” dal rumore spaventoso, fino ad arrivare quasi a scavalcare le recinzioni per affrontarsi in “campo aperto”. L’arbitro, seppure con ritardo, sospende giustamente l’incontro, e i capitani vanno a parlare con i tifosi, i quali ovviamente rivendicano la legittima difesa. Partita che riprende non senza difficoltà, sia sugli spalti che in campo, visto che oltre alle scheramglie dei sostenitori, la Juve subisce ancora il contropiede emiliano, mettendo nuovamente Lanzafame a porta vuota che non può sbagliare la conclusione vincente.:Parma 2, Juventus 1.

I bianconeri non riescono ad essere pericolosi se togliamo le punizioni di Del Piero, che però non sortiscono alcun effetto. Particolare importante è che Iaquinta non ha mai avuto nessuna palla giocabile, seppur la squadra di Zaccheroni giocasse in casa e quindi istintivamente votata a maggior propensione offensiva. Finisce quindi un deludente primo tempo, che non lascia ben sperare per il prosieguo della gara.

La Juve in effetti aumenta progressivamanente il ritmo gara, ma da qui ad arrivare a parlare di reazione, ce ne passa! Forse il violento tiro di Felipe Melo (ben parato da Mirante) può essere una delle più pericolose azioni bianconere, che non riescono a produrre gioco e a manovrare in velocità, nonostante alcune buone iniziative di Candreva, subentrato ad un Diego inesistente anche in posizione più esterna. Ma il Parma non può non approfittare degli ampi spazi lasciati dalla nostra squadra, che più volte permette ai parmigiani di presentarsi in superiorità numerica in attacco; non serve concedere molte occasioni ai gialloblù, che certamente è più concreto degli attaccanti bianconeri: Biabiany finalizza un perfetto contropiede infilando un incolpevole Buffon, forse alla sua ultima partita casalinga. Tre a uno per gli ospiti.

Non serve a nulla il gol di Iaquinta nel recupero finale, grazie al passaggio del solito Marchisio, sempre pronto a non mollare alcun pallone. Finisce con il pubblico che lascia lo stadio in anticipo, tra fischi e cori di “vergogna” verso gli autori di una delle annate più nere della storia juventina.

Le probabili formazioni di Juventus - Parma.

Mag92010

Per la conquista del sesto posto (quello che permetterebbe di evitare i preliminari di Europa League) la Juve domani affronterà un Parma demotivato, anche se autore di una grande stagione. I bianconeri giocheranno con la consapevolezza che una vittoria serve poco o niente, ma una sconfitta peggiorerebbe una situazione ormai drammatica. E’ passato esattamente un girone, quando Ferrara (che cominciava ad essere in bilico), in una bruttissima partita riuscì con fortuna a battere 2-1 i gialloblù al Tardini, solamente grazie ad un autogol. Fu semplicemente una boccata d’aria prima di affogare definitivamente nella palude dei risultati negativi. Zaccheroni (ultima partita in casa per lui), oltre agli “infortunati cronici” Chimenti, Grygera, Giovinco e Sissoko, dovrà fare a meno anche di Brazzo Salihamidzich, decisivo nella partita di andata. In compenso tornerà Caceres, senza dubbio un recupero importantissimo (anche per le prestazioni di Zebina). Le certezze saranno Buffon, Cannavaro (due ex) e Chiellini; dubbi sulle fascie, dove a destra proprio Caceres sembra favorito su Zebina, mentre a sinistra salgono le quotazioni di Grosso, anche se probabilmente giocherà De Ceglie. A centrocampo Zaccheroni si dovrebbe affidare all’ormai collaudato (….?) rombo, con Marchisio (il più in forma in questo momento) in posizione di mezz’ala sinistra, con Poulsen e Melo ad alternarsi nel ruolo di vertice basso e di interno destro, e Diego a supportare le due punte. Ancora una volta sarà escluso Candreva. Il giocatore in prestito dal Livorno è stato l’unico giocatore della Juve in questa stagione che abbia dimostrato di poter realmente fare la differenza, grazie alla sua tecnica, velocità, dinamicità, e senso del gioco. Stranamente Zaccheroni non crede in lui, e questo non riusciamo a spiegarcelo. In attacco, accanto a Iaquinta (diventato unico punto fermo) il ballottaggio è tra Amauri e Del Piero, con Trezeguet recuperato solamente per la panchina. Il Capitano, nonostante la ultima prestazione non proprio brillante, è favorito sull’italo-brasiliano, che domenica scorsa è riuscito ancora una volta a fare peggio di tutti gli altri. Toccherà a Del Piero cercare di riportare un minimo di dignità a questa squadra, in attesa della prossima stagione.

Juventus (4-3-1-2): Buffon; Caceres, Cannavaro, Chiellini, De Ceglie; Melo, Poulsen, Marchisio; Diego; Iaquinta, Del Piero.
Panchina: Manninger, Legrottaglie, Grosso, Candreva, Camoranesi, Amauri, Trezeguet. Allenatore: Zaccheroni.

Ballottaggi: Caceres 75%-Zebina 25%; De Ceglie 75%-Grosso 25%; Del Piero 75%-Amauri 25%

Indisponibili: Chimenti, Grygera, Sissoko, Giovinco
Squalificati: Salhiamidzic
Altri: Immobile, Paolucci, Zebina
Diffidati: Diego, Del Piero, Marchisio, Chiellini, Zebina
 
Parma: Mirante, Dellafiore, Lucarelli, Zaccardo, Castellini, Valiani, Morrone, Galloppa, Antonelli, Biabiany, Bojinov

Le pagelle di Catania - Juventus.

Mag32010

Buffon 8: compie dei veri e propri miracoli che permettono di evitare l’ennesima sconfitta stagionale, ma ormai i suoi interventi non servono più per rimanere in corsa per nessun obiettivo, perché la stagione è ormai finita e priva di ogni stimolo.
Zebina 5,5: è sempre piuttosto impacciato sulla fascia, dove spinge con poco impegno e precisione, inoltre si fa spesso impallinare in difesa, offrendo il fianco agli avanti del Catania che arrivano ripetutamente alla conclusione.
Salihamidzich n.g.: dà vivacità alla squadra, ma entra troppo tardi per cambiare le sorti dell’incontro.
Cannavaro 6: fa valere la sua esperienza fermando come può gli attaccanti avversari, che però spesso gli sfuggono e arrivano a tu per tu con Buffon.
Chiellini 6: si comporta bene in fase difensiva, riuscendo a fermare bene gli attaccanti catanesi, cerca di essere il valore aggiunto, anche in attacco, ma questa volta non è decisivo, anche se è normale non poter essere sempre uno stakanovista.
De Ceglie 5,5: si fa notare poco all’interno del match da una parte all’altra del campo, costituendo così un elemento nullo per il gioco bianconero, che avrebbe decisamente più bisogno di lui.
Felipe Melo 5: ennesima prova deludente di una stagione totalmente negativa, infatti non fa nulla di particolare per mettersi in mostra, se non colpire un avversario in malo modo e rischiare un’altra espulsione.
Poulsen 5,5: fa sempre il suo senza eccedere, tuttavia non risulta decisivo e spesso non compie una buona azione di filtro, lasciando troppo soli i compagni della difesa.
Marchisio 6,5: è il più in forma dei centrocampisti, in quanto riesce ad incunearsi bene nella difesa avversaria e a dialogare in maniera egregia coi compagni. Ad inizio ripresa prende in mano la situazione e con una percussione di forza riesce a riequilibrare le sorti dell’incontro.
Diego 5,5: cerca di mettersi in mostra e di dialogare con i compagni, ma non riesce proprio ad inserirsi nel gioco della squadra, finendo per estraniarsi sempre di più nel corso del match.
Candreva n.g.: inserito solo nel finale, non ha possibilità di esprimersi bene.
Del Piero 5: il capitano appare in forma e crea numerosi grattacapi alla difesa del Catania, tuttavia commette degli imperdonabili errori sottoporta che privano i bianconeri di una vittoria importante. È vero che non può salvare sempre la squadra, ma certi errori da un campione come lui non ci se li aspetta.
Iaquinta 6: si danna l’anima come sempre per crearsi occasioni e fare gioco. Ha sui piedi qualche buona palla, ma non riesce a trasformarla in gol, tuttavia s’impegna fino all’ultima goccia di sudore, anche se non riesce a produrre risultati decisivi.
Amauri 5,5: entra nel secondo tempo per Del Piero, cercando di essere incisivo e di guadagnarsi spazio, tuttavia non riesce a combinare nulla di buono.