Una Juve tutto Pepe.

giu42010

 

 

 

 

 

 

 

Il primo colpo della gestione Marotta si chiama Simone Pepe, centrocampista dell’Udinese e già nel giro della nazionale di Lippi. Centrocampista che ama arrivare fino alla conclusione, Pepe è uno degli esterni ricercatissimi da Del Neri, che con questo piccolo colpo inizia con il piede giusta la campagna di rafforzamento di cui si sta occupando anche Andrea Agnelli in prima persona (bravo Andrea!). Non più giovanissimo (27 anni), il giocatore ha comunque davanti a sè almeno altri quattro anni buoni per dare tutto quello che ha alla casacca bianconera, così come fece l’inesauribile predecessore Pavel Nedved, ma per favore non facciamo paragoni.

Il contratto non è ancora stato firmato, ma si tratta davvero di una mera formalità. Si parla di un quadriennale da 1,4 milioni a stagione, mentre il costo del cartellino si aggira intorno ai 12 milioni di euro (e non sono pochi….), più il prestito di Immobile ed Ekdal. Nell’affare rietrerebbe anche il riscatto di Candreva, che come sapete è per metà dell’Udinese. La cifra di riscatto era fissata per 7 milioni di euro, una somma ritenuta troppo alta dalla Juve, che però potrebbe spendere qualora l’Udinese lo mettesse come condizione sin equa non per concludere l’accordo di Pepe

Juventus – Roma 1-2. Che c’è di strano?

gen242010

E’ inutile nascondersi dietro l’evidenza dei fatti. Anche durante la manifestazione di oggi dei tifosi juventini, intesa a protestare contro la società e la squadra, serpeggiava la certezza di quella che sarebbe stata l’ennesima disfatta. Vorrei capire se c’è ancora qualcuno che crede in una ripresa della squadra ai livelli delle prime vittorie di campionato. Gli acquisti che avrebbero dovuto rinforzare la rosa di Ferrara si sono ridotti a Paolucci e Candreva, pertanto non ci rimane altro che aspettare il rientro degli infortunati, e continuare a contare le sconfitte. Già però con Sissoko la squadra è cambiata, come abbiamo detto molte volte; ma ciò non è sufficiente. Occorre trovare poi un assetto, un modulo, e iniziare a vincere, e poi a metterne in fila due, tre, quattro…. tenendo presente che le squadre che ci contendono al Champions non si fermeranno ad aspettarci.

E’ bastato vedere Del Piero al tiro (alto) dopo solo un minuto, per far sperare e pensare ad una partita completamente diversa dalle altre, come a voler scacciare immediatamente il grande problema della Juve, l’assenza di iniziativa e quindi di tiri in porta. Ma già nei primi minuti esce Toni per infortunio, costringendo la Roma a giocare in dieci per la non immediata disponibilità di Totti. In questo frangente si apprezza ancora meglio quello che sarà un buon possesso palla della Juve, unita alla discreta circolazione di palla, interrotta solo per alcune imprecisioni elementari dei nostri in fase di palleggio. All’8′ la Juve ha una fulminea ripartenza, che meriterebbe più della conclusione alta di Salihamidzich che poteva fare decisamente meglio senza la pressione diretta di alcun avversario.

Risponde la Roma con Vucinic, che conclude a lato da posizione defilata, ma sono i bianconeri ad insistere in avanti, con un tiro-cross di Marchisio su cui Amauri non arriva davvero per un soffio. I giallorossi sembrano più impegnati nel contropiede piuttosto che nel contenimento, di conseguenza la squadra di Ferrara è più libera di giocare e di esprimere le qualità di Diego in fase di impostazione.

Uno scellerato colpo di tacco di Legrottaglie libera Totti in area di rigore, ma fortunatamente “er pupone” conclude altissimo. Le occasioni migliori sono comunque marchiate bianconero, con Grygera che mette un bellissimo cross in area che Amauri non riesce a deviare nel migliore dei modi a due passi dalla porta. Sulla fascia opposta è Grosso ad offrire una bellissima palla al nostro centravanti, ma il brasiliano mette fuori di testa, pur battendosi molto bene in area. Anche Legrottaglie fa valere i suoi centimetri su calcio d’angolo, colpendo di testa ma senza segnare.  

I giallorossi finiscono in avanti, ma ciò non toglie il bel primo tempo della squadra di Ferrara che ha creato tante occasioni quante in tutto il girone di andata. Passi avanti anche nel gioco e nella mentalità, oltre che nel progresso dei singoli, guidati benissimo dal monumentale Sissoko a metà campo, che gioca bene in copertura su Totti e supera spesso l’uomo creando grossi problemi ai mediani avversari.

Roma che riparte con buon piglio, con Totti che in area tenta la deviazione, rimpallata bene da un attento Legrottaglie. I giallorossi cercano di portarsi stabilmente nella metà campo bianconera, ma nel miglior momento degli ospiti arriva quasi a sorpresa il gol di Alex Del Piero! Triangolazione al limite dell’area Diego – Amauri – Del Piero, con il brasiliano che serve un pallone alto al capitano in posizione molto angolata; la conclusione di Del Piero è tanto precisa quanto efficace: uno a zero per la Juve! Un gol che solo Alex poteva fare.

Ci riprova il capitano al 16′ su punizione, ma non sono più le micidiali pennellate di Pinturicchio. Partita che cala di intensità, con le squadre quasi a studiarsi nuovamente, ma è un suicidio di Chiellini e Grosso a rompere l’equilibrio del momento, quando Giorgione regala, ahimè, la palla alla Roma e Grosso che mettendo il braccio su Taddei lo invita letteralmente alla caduta. Calcio di rigore trasformato da Totti per il pareggio giallorosso

Juve che reagisce ma rischia in un paio di contropiedi, su uno dei quali avviene l’espulsione di Buffon che aggancia Riise lanciato a rete da solo. Espulsione giustissima, ma senza nessuna colpa per Gigi, messo alle strette dalla situazione di gioco. Esce Del Piero per far posto a Manninger, lasciando Amauri unica punta in avanti. Ferrara ridisegna ancora la squadra dopo qualche minuto, facendo esordire Candreva al posto di Grygera, con Brazzo che retrocede in difesa e l’ex livornese a prendere la fascia destra.

Ultimo colpo di testa del centravanti (conclusione parata) su cross del debuttante bianconero, dopo un bellissimo slalom di Sissoko (migliore in campo), e il brasiliano esce per lasciare posto a Paolucci nei minuti finali. Ma a tempo ormai scaduto, il micidiale Riise si avventa su un cross di Pizarro su cui Candreva non copre per niente bene: è la beffa, due a uno per la Roma e partita finita.

Nell’anniversario della scomparsa di Gianni Agnelli è proprio il caso di dire: “Una Juve che sarebbe DISpiaciuta all’Avvocato“.

Candreva alla Juve. E’ un affare?

gen212010

 

 

 

 

 

 

 

Dopo l’ennesima sceneggiata di Spinelli, che dichiarava a tutto il mondo calcistico che la Juventus aveva fatto i conti senza l’oste (cioè lui), in men che non si dica i bianconeri si sono aggiudicati i servigi dell’ex giocatore del Livorno, riuscendo ad accordarsi anche con l’Udinese, comproprietaria del cartellino. La formula di cessione è quella del prestito oneroso (500 mila euro), con diritto di riscatto fissato a 7 milioni di euro. Questo solo per avere la metà del Livorno.

Le qualità di Antonio Candreva, sono quelle di un giovane emergente, già messosi in luce sia con la nazionale Under 21, che in una formazione impegnata a non retrocedere. Il profilo assomiglia molto a quello di un altro gioiellino, che risponde al nome di Sebastian Giovinco. Anzi, a dire la verità, il neo acquisto juventino gioca pure nello stesso ruolo della “formica atomica”, che pur approdato alla corte di Blanc con tutta l’entusiasmo di questo mondo, e avendo possibilità di rimanere a Torino per diverso tempo, non è mai riuscito a giocare o a ritagliarsi lo spazio necessario. Senza contare che quest’anno c’è pure Diego che DEVE giocare per tutta una serie di motivi.

E’ qui che si pone l’interrogativo dell’acquisto di Candreva (che vestirà la maglia numero 26). Dove sta l’utilità di acquistare un giocatore che avrebbe davanti a lui tre compagni nel suo stesso ruolo? Abbiamo visto che nonostante tutte le emergenze, gli infortuni, e i problemi di attacco, Giovinco non è mai stato preso in considerazione negli ultimi due mesi. Se poi consideriamo che se il rendimento dovesse essere altalenante, o se il giocatore dovesse essere poco utilizzato da Ferrara, la Juve si troverebbe a dover valutare un riscatto di 7 milioni di euro per la metà spettante al Livorno, senza sapere poi quale dovrebbe essere l’impegno con l’Udinese.

Se poi la Juve lo ha preso solamente per riuscire a schierare undici giocatori domenica, è un altro conto….