Le pagelle di Juventus – Catania.

feb192012

Buffon 7,5: mette una pezza sugli errori dei compagni, compiendo parate che salvano il risultato e i tre punti. Decisivo ancora una volta. Mezza vittoria è merito suo.
Chiellini 7: lotta fino in fondo correndo senza un attimo di sosta. Alla fine viene premiato con una rete che risulta fondamentale.
Bonucci 5: si fa prendere troppo spesso in contropiede e commette un po’ troppe leggerezze, mettendo la difesa in situazioni difficili. Il vero anello debole della retroguardia.
Barzagli 6: anche lui non gioca una delle sue migliori partite, ma non compie grossi errori.
De Ceglie 5: spinge molto e si comporta piuttosto bene, tuttavia pecca un po’ in fase difensiva lasciando troppo spazio agli avversari.
Lichsteiner n.g.: entra nel finale per dare manforte alla difesa quando si tratta di conservare il risultato acquisito.
Pirlo 8: chiamato a una prova di maturità, risponde “presente”, siglando il suo primo gol con la maglia bianconera e orchestrando la squadra come in una delle migliori esibizioni del maestro Muti.
Giaccherini 6: vive una serata d’interdizione facendo il suo compito, ma senza eccellere.
Marchisio 6: parte bene, rendendosi un paio di volte pericoloso, poi però esce di scena senza lasciare il segno sul match.
Pepe n.g.: rientra in campo dopo un periodo di problemi fisici, non è al meglio, ma fa comunque il suo dovere.
Padoin 5,5: non riesce nel suo compito fino in fondo perchè appare frenato e spaesato, in un ruolo che necessita dinamismo.
Quagliarella 7: attivissimo, cerca sempre di rendersi pericoloso. Non ci pensa mai due volte per andare al tiro, ed è quello che serve in attacco.
Borriello 6,5: sembra molto più in forma rispetto alle ultime prestazioni, in quanto combatte con molta determinazione in mezzo all’area e dialoga bene con Quagliarella, creando molte occasioni pericolose.
Vucinic n.g.: mezz’ora per il montenegrino, con qualche buono spunto, ma nulla più.

Juventus – Catania 3-1. Milan, stiamo arrivando!

feb192012

A riposo Lichtsteiner, Matri, Vidal, Vucinic, Pepe ed Estigarribia, Antonio Conte ha ridisegnato una squadra dal 3-5-2 puro, una formazione molto dinamica e di movimento, con Bonucci, Barzagli e Chiellini nel reparto arretrato, e De Ceglie sulla linea mediana ad aggiungersi al trio centrale Pirlo - Marchisio – Giaccherini, con Padoin a destra. In avanti spazio per Quagliarella (finalmente) e Borriello. Considerando il calo di molti e la sfida scudetto di sabato prossimo, il mister ha giustamente inserito alcuni pezzi pregiati della panchina, quali per esempio Giaccherini e Quagliarella. A dispetto del risultato finale, la Juve ha comunque faticato oltre misura, riuscendo a straripare solamente con gli ospiti in dieci uomini, ma quanta paura per le folate offensive del Catania! A differenza delle altre partite casalinghe, i bianconeri hanno regalato troppo, forse concentrandosi più a come sbloccare il risultato piuttosto a che a difendere, quasi dando per scontato che i siciliani se ne stessero buoni buoni nella loro metà campo. Niente di più sbagliato, visto la partenza inaspettata del Catania che tira due volte verso la porta di Buffon prima di passare in vantaggio clamorosamente. La Juve incredula e tramortita viene persino pressata fino al limite della propria area dagli uomini indomiti di Montella. Questo atteggiamento rallenta le ripartenze dei bianconeri che si trovano in palese difficoltà proprio nella velocità della manovra, su cui conte basava tutta la sua tattica con il tipo di formazione schierata. Ma proprio in questi casi serve usare tutte le armi a propria disposizione, e chi aveva seguito il nostro commento della partita col Parma, aveva letto di come ci rammaricavamo del fatto di avere un Pirlo in squadra che non tirasse mai in porta, e la bontà di questa affermazione la si vede proprio sulla punizione con cui aggira la barriera e si insacca nella rete del Catania. Gli uomini di Conte iniziano a trovare qualche varco in più, ma non smettono di subire le scorribande del Catania, prova ne sono i pali colpiti sia da Quagliarella che da Bergessio a distanza di soli due minuti l’uno dall’altro.

Conte rinnova anche nel secondo tempo la fiducia agli undici iniziali, ma un Padoin troppo spaesato deve lasciare spazio a Pepe sulla corsia di destra, per cercare di accelerare su una fascia già priva dell’importantissimo Lichtsteiner. Ma la doppia svolta della gara avviene intorno al 65′ quando all’espulsione di Motta avviene il miracolo di Buffon che compie una parata da fuoriclasse sulla conclusione di Almiron, dando una svolta decisiva alla partita. Dentro Vucinic per De Ceglie al 65′, è ora di attaccare! E infatti arriva la rete di Chiellini che sfrutta un’errata uscita del portiere per colpire di testa e portare la Signora in vantaggio. Conte corregge subito mettendo Lichtsteiner per Borriello, per un assetto doverosamente più equilibrato visto il vantaggio numerico e il risultato. Basta infatti che il Catania si sbilanci appena per cercare il pareggio, che subito Quagliarella la punisce mettendo il sigillo alla terza rete.

Le pagelle di Juventus – Catania.

apr242011

Buffon 6: non ha grosse colpe sui gol e si dimostra comunque sicuro quando viene chiamato in causa.
Grosso 5: non fa nulla per farsi notare e vive una serata tranquilla soprattutto per inconcludenza degli avversari. Nell’unica occasione in cui viene messo alle strette, lascia la porta libera a Gomez.
Barzagli 6: fa il suo senza eccedere, giocando d’esperienza e chiudendo bene gli spazi agli avversari.
Bonucci 6: si rende protagonista di alcuni buoni interventi, che salvano la squadra da sicure capitolazioni. Non posizionato perfettamente in occasione della prima rete degli etnei.
Motta 5: si fa ammonire in avvio e, come sempre, non riesce a rendersi pericoloso o a mostrare qualche cenno d’inserimento nel gioco della squadra.
Sorensen 5: molle e poco concludente, non si sgancia quasi mai e lascia troppa libertà al suo diretto avversario di fascia.
Marchisio 5,5: parte bene, rendendosi protagonista sotto porta, ma si spegne nel corso della gara, risultando evanescente.
Aquilani 5: sbaglia moltissimi passaggi e appare fisicamente provato e fuori forma. Il gioco della squadra ne risente molto.
Felipe Melo 5,5: lotta e combatte, ma non appare avere le idee molto chiare sul da farsi. Gioca con grande fisicità, ma poca concretezza.
Krasic 6: è uno dei più in forma della squadra, infatti quando accelera è imprendibile e le situazioni pericolose arrivano sempre dai suoi piedi. Alcune volte pecca di egoismo, imprecisione o errato posizionamento.
Del Piero 8: non ci sono parole per descrivere la classe del capitano, che segna una doppietta splendida e si rende sempre pericoloso, trascinando i compagni. Come sempre gli allenatori non gli danno i 90’ e anche questa volta viene sostituito anzitempo…i risultati parlano da soli.
Matri 5,5: si muove molto, ma non riesce a rendersi pericoloso, infatti non tira mai e non mette mai in pensiero la difesa avversaria.
Toni n.g.: solo un colpo di testa per lui e poco altro.
Pepe n.g.: fallisce l’occasione di chiudere la partita, ma null’altro.

Juventus – Catania 2-2. Come vanificare le fatiche di Alex.

apr232011

 

 

 

 

 

 

 

La Juve delude alla grande i propri tifosi, che nelle ultime ore avevano affollato i botteghini, galvanizzati dalle riaccese speranze Champions, dovute alle sconfitte di Lazio e Udinese. Cinque erano i punti che ci separavano dalla zona dell’Europa “che conta”, fino a dieci minuti dalla fine, anche se le prestazioni e le poche vittorie bianconere non sembrano mai di caratura “internazionale”, ma molto spesso sembrano quelle di una semplice squadra di mezza classifica, a cui ogni tanto “gira bene” perchè le riescono gli schemi tanto provati in allenamento. Juve non diversa dalle altre volte, con Catania rinunciatario finchè ha capito chi aveva davanti. Basta guardare dopo l’80′ minuto, quando i siciliani hanno deciso di premere il piede sull’acceleratore: panico. La peggior difesa casalinga di serie A (quella della Juve, non quella del Catania!), rischia pochissimo per gran parte della partita, più per demerito degli ospiti che per un impeccabile atteggiamento dei padroni di casa, che, anzi, ogni qualvolta si debba vincere, appaiono al contrario, svuotati. A questi giocatori bisogna credere chi credeva nella Champions e chi no.

Passano soli 40 secondi e arriva il solito, stupidissimo giallo di Motta, che Delneri spesso difende e nomina “uno dei migliori in campo”, solo perchè il suo diretto avversario abbia fatto cento cross ma non sia riuscito a segnare nessuna rete. Juve attendista che non riesce a sciogliere le gambe, come se fosse in campo per difendere già un risultato acquisito. La partita cambia al 18′, quando un fallo di mano che nessuno ha visto, viene fischiato nell’area del Catania: è il calcio di rigore che trasforma magistralmente Del Piero, per l’1 a 0 juventino.

Il gioco latita come al solito, e come spesso succede sopratutto in casa, quando la Juve deve costruire e proporre, evidenziando tutti i limiti tecnico, tattici ed organizzativi. Le punte agiscono troppo distanti tra di loro, spesso per ricoprire zone del campo che non sono presidiate dai compagni, col risultato che spesso si vedono cambi gioco larghi, anzichè scambi stretti in velocità per andare in porta. Ma la buona sorte aiuta i bianconeri al 37′, quando Krasic mette un invitante pallone basso in area, che carambola prima sui piedi di un difensore, e poi sul busto di Del Piero, che devìa in rete in uno dei più classici gol alla … Pippo Inzaghi. Due a zero e, verrebbe da dire, massimo risultato col minimo sforzo!

Il Catania mette i brividi solo al 38′, con una traversa micidiale che salva la porta di Buffon. Ma il nostro portiere non è l’unico a preocuparsi, perchè Andujar è costretto a deviare una difficile punizione… indovinate di chi? Proprio del capitano. Secondo tempo decisamente più vivace; Sorensen sostituisce Motta (causa di forza maggiore, visto il cartellino giallo). Il Catania inizia ad affacciarsi timidamente nella nostra metà campo, con Bonucci salva che è costretto a fare gli straordinari sulle prime palle tese che arrivano dalle fasce. Dall’altra parte Alex illumina il gioco con colpi di classe esaltanti, ma la luce abbagli anche i compagni, che non riescono a seguire i suoi suggerimenti. In particolare Aquilani appare annebbiato per il numero di passaggi sbagliati ed il poco dinamismo che dà alla manovra. Distratto dalle sirene di mercato? La fragilità di un piccolo giocatore. Al 66′ esce un Matri poco lucido, per Luca Toni. Buffon respinge intanto un altro tiro di Gomez

Incredibile azione del Catania: Sorensen e Grosso lasciano passare Berghessio e Gomez che fuggono sulle fasce e accorciano le distanze all’80′. Due a uno che mette la paura addosso alla Juve. Le gambe che tremano si vedono due minuti più tardi, quando i bianconeri sbagliano il contropiede decisivo, quattro contro uno! Il tiro finale viene rimpallato a Pepe, ma la colpa più grande è di Krasic, che invece di rimanere largo per allontanare l’unico difensore dai compagni, si stringe verso il centro portando di fatto l’avversario vicino ai compagni. Più passa il tempo e più penso che Krasic sia assolutamente sopravvalutato.

Ma in pieno recupero, ecco la beffa: punizione dal limite ripetuta per un fallo di mano inesistente di Felipe Melo, e pallone che finisce in rete. Triplice fischio finale e Juve sempre più in basso.

Le pagelle di Juventus – Catania.

gen142011

Buffon 7: buon rientro del portierone bianconero, che vive una serata piuttosto tranquilla, ma si produce in un volo plastico nel finale degno dei tempi migliori. Mezzo voto in più per il giro di campo finale.
Chiellini 6: serata di ordinaria amministrazione per il difensore toscano che chiude i varchi agli avversari senza patemi.
Bonucci 6: appare molto più sicuro e diligente del solito, in quanto gioca con calma e consapevolezza nei propri mezzi, che un po’ troppo spesso gli mancano.
Grosso 6: non è costretto a grandi interventi, ma lo si vede poco in fase offensiva. Esce al termine della prima frazione, forse un po’ stanco.
Grygera 6: anche per lui una prova senza lode e senza infamia, infatti svolge il suo compitino senza esaltare.
Sorensen 6,5: preciso in difesa e smagliante in attacco. Così si può riassumere il match del danese che si trova sempre più a suo agio all’interno della squadra.
Felipe Melo 6: determinato e rabbioso, si butta su ogni pallone con forza e vigoria, a volte anche esagerando. Da premiare la sua voglia di combattere, da calmare invece la sua frenesia.
Marchisio 5,5: si mette bene in un luce e gioca una partita dal grande dispendio d’energia. Questa sera s’è reso protagonista di un bellissimo inserimento dei suoi, ma a testimonianza del periodo no, anziché concludere alle spalle del portiere, cerca di saltarlo, cadendo così un grossolano errore.
Aquilani 5,5: fisicamente non al meglio, dà comunque un ottimo contributo alla squadra con la sua diligenza tattica. Anche lui fallisce una clamorosa occasione da rete.
Pepe 7: non si ferma mai e percorre la sua fascia come un motorino a tutto gas. Salta spesso il suo avversario diretto e smista ottimi palloni per i compagni. Meritato il gol del raddoppio.
Krasic 7: sembra sulla strada giusta per ritornare ad essere la furia serba di un mese fa, infatti riappare inarrestabili, proponendo ottimi cross e trame di gioco importanti. È lui a dare il la alla vittoria.
Del Piero 7: sembra veramente in grande forma, infatti dribbla gli avversari con facilità e prende il tempo a tutti. La Juventus ha bisogno di un capitano in grande forma, durante questo difficile momento.
Motta n.g.: entra solo per pochi minuti.
Toni n.g.: un infortunio lo toglie subito dalla gara. Si spera che non sia nulla di grave.

Juventus – Catania 2-0. Del Piero + Buffon: viva i “veci”!

gen142011

Per parlare di questa partita bisogna partire dalla fine, dal giro di campo di Buffon, che ringrazia tutti i tifosi juventini e quasi si commuove per tanto affetto nei suoi confronti. Lo spirito della Juve è racchiuso ancora nelle mani di Gigi e nei piedi di Alex, che dopo aver giocato e vinto partite “mondiali”, trovano ancora stimoli nelle piccole partite di Coppa Italia per far grande questa squadra, e gioire con questi tifosi, invece che (testuali parole) “essere andati a cercare gloria in altre squadre”. Questo è lo spirito Juve che rimane vivo attraverso due immensi giocatori.

Delneri schiera Buffon tra i pali, Sorensen a destra, Bonucci e Chiellini coppia centrale con Grosso a sinistra. Linea mediana con Krasic, Felipe Melo, Marchisio e Pepe; in avanti Toni e Del Piero.

Un po’ disattenta la retroguardia che si fa sorpendere nella prima parte della gara, proprio sui traversoni alti che dovrebbero essere preda di Chiellini e Bonucci, che hanno nel colpo di testa una delle loro specialità. Emblematica l’azione che al 5′ vede Delvecchio a colpire da solo a due passi dalla porta, fortunatamente sbagliando la mira. Risponde Felipe Melo anch’egli di testa, ma il brasiliano non angola bene la conclusione. Doccia fredda al 15′ quando Toni accusa seri problemi al ginocchio ed è costretto ad uscire lasciando il posto ad Aquilani. Proprio il romano si mangia due gol davanti alla porta, evidenziando notevoli limiti in fase finalizzativa.

Chi invece è davvero letale in attacco è proprio il nostro capitano, imprendibile per tutta la difesa del Catania, ubriacante nel dribbling che porta al cross per il biondo Krasic che al volo infila tra palo  portiere: uno a zero Juve! Ma lo show di Del Piero non finisce qui: ancora Alex che accende la luce con un illuminante assist per Marchisio che davanti al portiere si mangia il gol del raddoppio allungandosi troppo il pallone.

Poche azioni importanti nel primo tempo con il Catania che ”si accontenta” dello svantaggio, mentre Delneri si diverte a sperimentare moduli e schieramenti: prima il 4-4-2, poi quando Toni esce, il 4-2-3-1 con Del Piero centravanti, infine ritorno al 4-4-2- con Pepe in posizione di punta avanzata. Quest’ultimo senza dubbio quello più solido e spettacolare in questa partita. All’inizio del secondo tempo esce Fabio Grosso per Grygera, un cambio non tattico ma di normale turnover difensivo anche per aumentare il minutaggio del rientrante difensore.

Krasic in azione solitaria tira in porta da posizione centrale senza riuscire ad imprimere la giusta forza al pallone. Bello spirito iniziale dei bianconeri che non si accontentano del misero vantaggio ma vogliono chiudere la partita per evitare sorprese. Detto – fatto: angolo di Del Piero, spizzata di Chiellini e palla che finisce a Pepe sul palo opposto, che al volo tira una rasoiata che termina in rete: due a zero per noi!

Ma Alex non ci sta a dividere il palcoscenico nemmeno con chi segna. Il suo è un continuo dribbling, finta, controfinta, assist… una vera manna vederlo giocare stasera. Ma quando vediamo che così fa anche Pepe, il dubbio che ci sia lo zampino forte del Catania, è quasi una certezza. La squadra di Giampaolo, priva di Maxi Lopez, sembra l’ombra di quello spauracchio da trasferta che abbiamo apprezzato diverse volte in campionato. I siciliani escono solo nel finale, quando al 75′ impegnano Buffon in una buona parata, e quando concludono alto con Delvecchio al termine di una bella azione in velocità. Ma è sopratutto all’82′ che Gigi dimostra il suo grado di recupero, andando a prendere un pallone nell’angolino alla sua destra, meritandosi l’ovazione di tutto lo stadio. Così come meritata la standing ovation a Del Piero che esce nel finale lasciando la fascia di capitano a Buffon ed il posto in campo a Marco Motta.

Juventus – Catania. Formazioni e curiosità.

gen132011

C’è qualcosa che rende speciale una partita normale. Al di là dell’importanza dell’obiettivo Coppa Italia, sottolineato con forza da Marotta forse più per evitare ulteriori figuracce piuttosto che per una reale convinzione di vittoria, il ritorno di Gianluigi Buffon tra i pali chiude una parentesi negativa per il più forte numero uno bianconero della storia. Tanti mesi di stop, tante voci di mercato, tanti botta e risposta a distanza con società e allenatore, una crisi depressiva…. e sullo sfondo un “numero due” che (fortuna per la Juve) si è messo a parare come Gigi faceva. Insomma, peggio di così non poteva essere per Buffon. Ma sappiamo bene che nel silenzio della sua riservatezza, il giocatore si è allenato duramente per tornare ancora più forte di prima, e stasera, per la prima volta dopo quell’ultima partita disputata a San Siro (era il 15 maggio, contro il Milan), Superman ha la possibilità di ritornare a volare. Basta piscine, basta massaggi, basta palestra, questo è il mometo del campo e del pallone.

L’appuntamento casalingo di stasera è valido per la qualificazione agli ottavi di Coppa Italia. Una partita da non sottovalutare, perchè dopo due sconfitte consecutive (ed un pareggio a Verona col Chievo), questa Juve ha solo bisogno di rialzare la testa e riprendere un po’ il morale. Senza entusiasmo e senza autostima non c’è nessuno schema che possa funzionare. Anche il Catania proviene da due sconfitte consecutive, anche se la situazione dei siciliani è ben diversa, visto che le due sconfitte sono maturate contro Inter e Roma, per di più in modo immeritato; quindi effettuando sempre buone prestazioni contro grandi avversari.

Delneri potrebbe decidere di dare largo spazio ai “rientranti”: parliamo di Iaquinta, Martinez, Traoré e ovviamente Gigi Buffon già sicuro. Nel computo va sicuramente tenuto in considerazione il fatto che più giocatori siano utilizzati subito dal primo minuto, e più si avrà la necessità di procedere a delle sostituzioni nella ripresa. Le continue ricadute di Sissoko, Iaquinta, Traoré e Martinez, non garantiscono tenuta fisica e atletica per 90′. Luca Toni invece, risulta pienamente recuperato e potrà essere certamente della partita. Frattura al setto nasale invece per Amauri, che non ha potuto nemmeno essere convocato. Questa la probabile formazione della Juve: Buffon; Sorensen, Legrottaglie, Chiellini, Traoré; Krasic, Sissoko, Melo, Martinez; Toni, Iaquinta.

L’appuntamento è per questa sera, allo Stadio Olimpico ore 9,00.

Le pagelle di Catania – Juventus.

dic62010

Storari 7,5: toglie due o tre gol fatti al Catania, dimostrandosi l’unico degno erede di Buffon nel campionato italiano. E ce lo abbiamo noi!
Sorensen 6,5: qualche problemino ce l’ha quando viene affrontato negli spazi ampi, dove conta molto la velocità. Per questo non si spinge proprio in avanti, limitandosi alla fase difensiva che svolge sempre senza sbavature. Commette un rigore al primo minuto ma per il resto la sua partita è quasi impeccabile.
Bonucci 6,5: cresce il centrale juventino, in questo periodo più in forma di Chiellini.
Chiellini 6: sbanda troppo e sbaglia spesso cose banali. Non si può essere sempre al top, e Chiello lo era già da troppo tempo. Il ritorno di Legrottaglie è molto utile.
Grosso 5: la valutazione tiene conto del grande errore che permette a Morimoto di siglare il pareggio per il Catania. Anche la spinta in avanti non è delle migliori. Una partita che nel complesso sarebbe stata sulla sufficienza se non avesse compiuto quello scivolone.
Krasic: 6,5: Avesse realizzato le colossali occasioni da rete arrivate sui suoi piedi, sarebbe stato da 9,5. Purtroppo le sbaglia entrambe in modo piuttosto maldestro. Peccato si accentri spesso giocando da interno destro, anzichè rimanere largo ed essere ancora più devastante.
Aquilani 5,5: in flessione come Chiellini, non si sottrae comunque ai suoi compiti di regista, chiedendo sempre palla ed incaricandosi di avviare sempre la manovra bianconera. La sua deve essere una crescita di condizione atletica.
Sissoko 6: il martello che rompe il gioco degli avversari. Sempre poco lucido in fase di costruzione. Può solo migliorare.
Felipe Melo 6: ogni tanto è fuori posizione, agevolando le percussioni del Catania, ma lotta sempre su ogni pallone e la sua personalità in mezzo al campo si avverte sempre. E non prende nemmeno il giallo!
Pepe 6,5: bel gol e alcune belle iniziative sulla sinistra. E’ l’ala che manca a sinistra a Delneri, sempre che riesca a giocare due tempi anzichè uno. Secondo grande gol dopo un avvio stentato. Bravo.
Salihamidzich 6,5: pochi minuti ma sufficienti per meritarsi una buona valutazione. Fà quello che gli chiede il mister: spingere forte!
Iaquinta 6,5: un punto in più per gli assist a favore dei compagni. Non è brillante nè forte agonisticamente, però si è sempre reso utile e pericoloso. Lavora sporco per la squadra.
Del Piero 6,5: ha una voglia di giocare che nemmeno un primavera. Anche lui imprendibile per il Catania. Fa girare la palla con saggezza tattica da veterano.
Quagliarella 7,5: tre gol fatti, due assegnati. Lo scugnizzo è in forma e si vede. Otto reti in campionato e prevediamo che arriverà molto in alto nella graduatoria dei cannonieri.

Catania – Juventus 1-3. La Juve mette la terza.

dic62010

 

 

 

 

 

 

 

Al di là di tutte le scusanti climatiche che hanno influito sulla eliminazione dall’Europa League, ci aspettavamo una reazione dopo la vergogna di giovedì notte. Davanti avevamo il Catania, una formazione non irresistibile, ma nemmeno ultima in classifica. I presupposti per far bene li avevamo descritti nel prepartita, ma così pure la possibilità di sentire ancora una volta quel “clamoroso al Cibali!” che aveva segnato le sorti di un’altra grande squadra che si era presentata in quel di Catania con un po’ di sufficienza. E proprio la mentalità era la cosa più importante, reagire e cambiare marcia da subito, senza fermarsi a piangere sul passato, ma guardare avanti, sapendo che il futuro è ancora più importante. A giudicare però l’approccio delle due squadre nei primi minuti, pareva che l’eliminata fosse la squadra siciliana. Fortunatamente, come dico sempre io, le partite durano sempre 95 minuti.

Nei primi tre minuti il Catania si guadagna un rigore e tira due volte verso la porta della Juve; l’arbitro non vede il primo intervento falloso di Sorensen, mentre le due conclusioni finiscono alte. Catania molto reattivo ed aggressivo, quasi frenetico e rabbioso nel cercare di recuperare la palla e tirare subito in porta. Juve lunga e incapace di tessere una trama che non sia il lancio verso le punte, annaspa alla ricerca di qualche sbocco offensivo, mentre i padroni di casa si presentano ancora in area con Ledesma che non riesce a concludere nello specchio. Le uniche nostre iniziative avvengono dal solito cross di Krasic, che però sono lenti e prevedibili, anche perchè Sorensen non va mai in sovrapposizione per offrire delle alternative d’attacco o per portere via l’uomo al serbo.

Al 30′ primo tiro della Juve con Aquilani che prova dalla lunga distanza, ma la mira è troppo alta. Sono solo le prove del vantaggio che arriva cinque minuti dopo: Iaquinta lanciato in profondità crossa per Pepe che arriva in corsa e di controbalzo è bravissimo a tenere bassa la palla ed insaccare con un tiro imparabile: bellissimo 1 a 0 per noi! Ma la gioia viene subito soffocata, perchè dopo solo un minuto è Morimoto ad approfittare di una fantozziana respinta corta di Grosso, calciando sì male, ma proprio per questo imprevedibile per Storari che deve solo raccogliere la sfera in fondo al sacco.

La Juve cresce come era cresciuta durante la partita di giovedì, e non solo inizia a prendere le misure dell’avversario, ma anche ad essere sempre più micidiale in avanti. Quagliarella segna un gol da urlo che però non viene convalidato dall’arbitro, che giudica il pallone non pienamente entrato oltre la linea di porta. Così il nostro attaccante concede il bis, raccogliendo il passaggio di Iaquinta che arrivato sul fondo mette al centro per Quagliarella che evita difensore e spara nell’angolino alla sinistra del portiere. Due a uno per i bianconeri!

Ottimo momento per la squadra di Delneri, che si presenta ancora davanti alla porta con Krasic, confermando lo scarso feeling con la porta del biondo centrocampista: alta la sua conclusione a pochi passi dalla porta e senza nessuna pressione avversaria. Ha ragione Delneri a gridare “sveglia!” ai suoi ragazzi, perchè le partite si devono chiudere al più presto. Il mister si cautela mettendo Sissoko per Aquilani, che come al solito scompare nel secondo tempo. Davvero un mistero questo timer interno del giocatore! Ma la sveglia di Delneri mette ancora il turbo a Quagliarella che ruba palla sulla trequarti a Biagianti e piazza un bolide dalla distanza che si infila nel sette! Tre gol al Catania che non perdeva in casa da un anno!

I padroni di casa spariscono e la Juve gioca in scioltezza (alcune volte troppo); Pepe non fa rimpiangere Marchisio, e se giocasse sempre così non sarebbe una bestemmia far riposare qualche turno il futuro capitano. Storari salva su deviazione ravvicinata di Morimoto, stavolta guadagnandosi il voto alto in pagella, a dispetto di tanti “senza voto” che speso dovremmo affibiargli per le poche occasioni di mettersi in mostra. Ancora Storari salva su Antenucci che taglia alle spalle di Grosso, presentandosi davanti alla porta. Che grande acquisto questo portiere!

Entrano Del Piero per Quagliarella, e Salihamidzich per Pepe: più freschezza in avanti per sfruttare il contropiede, con questi due giocatori. E l’ingresso è infatti devastante! Dopo il salvataggio di Andujar su colpo di testa ravvicinato di Iaquinta, Salihamidzich s’invola sulla sinistra e serve Del Piero in area che salta da solo e mette clamorosamente fuori! Ancora contropiede, con Del Piero che arriva a tu per tu col portiere e appoggia sulla destra per Krasic che a porta vuota mette sul fondo! Tragicomica occasione da gol sbagliata dal serbo che fortunatamente non è influente sul risultato finale, ma che porta solamente a legittimare la larga vittoria bianconera.

Vittoria pesantissima dal punto di vista psicologico e dal punto di vista della classifica, portando i bianconeri al terzo posto in classifica, in piena zona scudetto a poche partite dalla fine del girone di andata.

Prepartita Catania – Juventus. Formazioni e curiosità.

dic52010

“Clamoroso al Cibali”. E’ rimasta celebre quest’affermazione, che il 4 Giugno 1961 venne pronunciata dall’indimenticabile voce di Sandro Ciotti, quando il Catania battè 2-0 una delle squadre più forti di tutti i tempi, l’Inter degli anni 60’. Le storica frase rimase scolpita nella mente degli sportivi, diventando un classico del calcio. Ecco perché, dopo quella data, qualunque squadra ha giocato a Catania, ha avuto paura che un altro “Clamoroso al Cibali” venisse riscritto.

Vittima di quella calda giornata del ’61 non fu la Juventus, ma è chiaro che di fronte a una delicatissima trasferta come quella di Catania non si può non far riferimento a questo episodio. I siciliani sono, infatti, una squadra che, pur navigando da ormai molti anni nelle parti basse della Serie A, ha costruito tra le mura amiche una fortezza difficile da abbattere. Ecco perché la partita di domani sera sarà, forse, una delle più difficili e proibitive del campionato per la Juventus, a dispetto dell’apparenza.

Non a caso infatti, il Catania è l’unica squadra del campionato ad essere ancora imbattuta in casa, e la stessa Juve ha spesso pagato cara le trasferte in Sicilia, anche nelle stagioni passate: l’anno scorso finì 1-1, grazie a Del Piero, così come tre anni fa. Nonostante tutto, a Torino si sente solo una parola: vincere (e meno male). I bianconeri non possono fare altrimenti, visti gli ultimi pareggi e la recentissima eliminazione dall’Europa, così come il vantaggio che acquisirebbe su Inter e Roma rimaste attardate negli anticipi contro Lazio e Chievo.

Delneri dovrà convivere con le solite molte assenze, ormai una costante che accompagna ogni partita dei bianconeri. Buffon sta avviando il lento processo verso il recupero, e il titolare tornerà ad essere Storari dopo la prentesi Manninger contro il Lech Poznan. In difesa Motta ha recuperato, ma Delneri sembra intenzionato a preferirgli il giovane Sorensen; forse vicina la prima convocazione dopo l’infortunio per Grygera. Per il resto la difesa sarà composta dai soliti Bonucci, Chiellini e Grosso, che ritorna dopo la partita di Traorè in Europa League. A centrocampo Delneri ritrova Aquilani ma perde Marchisio. Sarà chiamato in causa ancora una volta Pepe, mentre Felipe Melo completerà il centrocampo. In avanti, a raccogliere gli assist di Krasic, ci saranno Quagliarella (il “centravanti” del campionato) e Iaquinta, confermato dopo il gol di mercoledì. Panchina dunque per Del Piero.

Davanti a sé la Juve avrà una squadra comunque molto forte, non solo per il fattore campo. L’undici di Giampaolo è solido, ha in Mascara, Biagianti e Silvestre dei punti fermi, e in Terlizzi un difensore col vizio del gol, molto utile finchè il centravanti Maxi Lopez riprenda il ruolino che l’anno scorso ha stupito tutti con undici reti in cinque mesi. E’ proprio lui l’osservato speciale, dato che si dice da mesi che proprio la Juventus sia sulle sue stesse traccente. Per questo l’italo argentino vorrà a tutti i costi mettersi in mostra.

Da un punto di vista tattico, Delneri cercherà di fare necessità virtù, puntando alle fasce con Pepe al posto di Marchisio, nonchè alle geometrie di Aquilani che sono mancate tantissimo in Europa League. In avanti Quagliarella e Iaquinta sono chiamati a fare finalmente una grande partita, dal momento che sia l’uno che l’altro non hanno ancora esibito una grande prestazione dall’inizio della stagione. Ma a cercare continuità sarà tutta la Juventus, che con una vittoria potrebbe domani allungare ancora di più sull’Inter, non perdere il passo del Milan e poter dare un ulteriore messaggio al campionato. Chissà.