Le pagelle di Cesena – Juventus.

apr252012

Buffon ng: viene schierato solo per battere le rimesse da fondo campo e girare qualche sponda. Merito di una difesa che a volte sembra impenetrabile.
Barzagli 6,5: il solito Barzagli, con un pizzico di spinta in più. Nell’assalto finale tenta addirittura la conclusione, oltre a proporsi come terzo uomo sulla fascia.
Bonucci 6: alcuni palloni a campanile sono una sua costante. Non bellissimo da vedere, ma comunque efficace.
Chiellini 6,5: ruvido quanto basta, mai fermo sulle gambe. Ovunque lo metti fa la sua parte.
Caceres 6: non così devastante come nelle precedenti occasioni, ma ugualmente brillante sulla fascia. Deve migliorare il cross.
De Ceglie 6: il fatto che Conte sostituisca entrambi i giocatori di fascia, è significativo di come il gioco della Juve si fondi sugli esterni. Il valdostano deve migliorare coi piedi se vuole continuare a giocare.
Vidal 6,5: solito guerriero, ma meno lucido del solito. Porta l’acqua per Pirlo ma non sempre riesce ad essere preciso.
Pirlo 5: sbaglia troppo, e il rigore ne è l’emblema. Stavolta non riesce a giocare alla Pirlo, irriconoscibile in alcuni tratti della partita.
Marchisio 6,5: si vede che sta riprendendo la forma e lo smalto di qualche mese fa. Lotta, corre e prova spesso la conclusione. Segnerà ancora.
Matri 5: l’altro bocciato di questa gara. E’ in crisi di gioco e di segnature. Non si trova a proprio agio nè negli spazi stretti, nè nei contropiedi ampi.
Vucinic 6: tocco felpato, ma spesso più estetico che pratico. Anche lui non segna, ma almeno si rende partecipe del gioco in misura molto superiore a Matri. Un giocatore di movimento che dovrebbe girare intorno ad una grande punta.
Giaccherini 6,5: pochi minuti che danno però una scossa fondamentale. A destra o a sinistra, fa sempre bene.
Borriello 7: per il gol, e per incoraggiamento
Del Piero 6,5: sfiora il gol su punizione e tenta un magico cucchiaio.

Cesena – Juventus 0-1. Ci pensa Marco.

apr252012

In uno stadio dipinto di bianconero (non solo per i colori dei padroni di casa, ma anche per lo straordinario supporto dei tifosi juventini), la Juve fatica a fare sua la vittoria, confermando che si dovrà sudare e lottare fino alla fine. La rete di Borriello conferma anche che lo scudetto si vince in 22, non in 11, e che l’apporto della panchina è fondamentale. Nonostante le 7 vittorie consecutive, è inutile nascondere che la squadra ha grossi problemi in attacco. Le reti dei centrocampisti mascherano il fatto che Matri, Borriello e Vucinic hanno deluso sotto il profilo delle marcature, e hanno inciso negativamente in un campionato comunque straordinario. Una polemica in un giorno di vittoria. Starò andando contro corrente, ma pensate se oggi Borriello non avesse pescato questo jolly. Si, perchè di jolly si tratta, visto che è stata la sua prima rete in bianconero, da gennaio.

Parte bene anche questa volta la squadra di Conte, che all’8′ può usufruire di un calcio di rigore assegnato per fallo di mano commesso però fuori area. Andrea Pirlo sbaglia il secondo rigore consecutivo, stampando la sfera sul palo e compensando l’ingiusta assegnazione del penalty. La pressione dei bianconeri è costante ma non riesce a trovare lo sbocco decisivo. Matri, che nel pre partita dicevamo si gioca molto in questo finale, appare piuttosto statico, non agevolando l’inserimento dei centrocampisti. Più mobile Vucinic, che gira intorno a Matri giocando moltissimi palloni, tra cui appunto quello che ha causato il rigore. Ma il montenegrino diventa pericoloso solamente su calcio d’angolo, quando viene pescato tutto solo al limite dell’area piccola: il colpo di testa è facile e ravvicinato, ma il pallone finisce alto di un soffio.

Rispetto alla gara con la Roma gli uomini di Conte sono molto meno precisi nella manovra. Approssimazione anche da parte di Pirlo, che sbaglia diversi palloni anche semplici. La partita diventa quasi noiosa, anche per le poche conclusioni in porta da ambo le parti. Supremazia sterile della Juve, che chiude la prima frazione con il 71% di possesso palla, senza però aver rischiato alcunchè. Non ci sono cambi nell’intervallo, come di consuetudine per il nostro tecnico, ma la maggiore determinazione è quella che caratterizzerà la seconda frazione.

E’ Matri che si rende protagonista nei primi minuti, quando costringe ad Antonioli di togliere un pallone che stava lentamente varcando la linea di porta. Poco dopo è Marchisio a tirare di pochissimo alto. La porta sembra stregata quando anche Bonucci sfiora il palo di testa, da calcio d’angolo. Conte allora decide di usare tutte le sostituzioni per tentare il tutto per tutto: entra Giaccherini per Caceres, Del Piero per De Ceglie, e Borriello per Matri. La Juve prendere velocità e nuova forza. L’assedio è totale, si gioca nell’area cesenate; i padroni di casa non riescono a respirare tanta è la frenesia e la determinazione della Juventus. Ci prova anche Del Piero su punizione, ma Antonioli si supera nuovamente. Ma quando tutto sembra scivolare verso un deludente pareggio, ecco che spunta come un fulmine Borriello, che con un perfetto tiro al volo insacca la palla della vittoria! La nostra punta corre ad abbracciare Conte e tutta la panchina, questa è la Juve. Vincente.

Pre partita Cesena – Juventus. Formazioni e curiosità.

apr252012

Le celebrazioni per lo scudetto juventino sono già iniziate, e incredibilmente nessuno si ricorda di quanti scudetti si sono decisi nell’ultima o nelle ultimissime giornate. Per noi sono indimenticabili due giornate su tutte: quella della piscina di Perugia, e quella del famoso 5 maggio. Solo quest’ultima basterebbe per farci tirare il freno davanti a tutto questo entusiasmo. Vorrei ricordare le parole di Conte, quando all’inizio spegneva i facili entusiasmi dicendo che la Juve non aveva ancora alzato nessun trofeo; la situazione è uguale a prima, la Juve non ha ancora alzato nessun trofeo. In questa situazione che io definisco rischiosa e surreale, andiamo a giocarci questa “facile” trasferta di Cesena. Rischiosa perchè la trappola della sconfitta è proprio dietro l’angolo, surreale perchè si sta esaltando una squadra come vincitrice, sapendo che stasera potremmo trovarci tranquillamente a pari merito col Milan, di scena contro il Genoa. Sicuramente l’entusiasmo e lo slancio sono armi in più che innescano una maggior consapevolezza dei propri mezzi, mentre la retrocessione già sicura per il Cesena non dovrebbe dare molti stimoli ai romagnoli.

Le intenzioni di Conte erano quelle di una partita d’attacco costruita sul 4-3-3 con Pepe in campo, ma l’infortunio alla caviglia di quest’ultimo ha costretto il tecnico a confermare il 3-5-2 che comunque ha dato ampie garanzie. Lo schieramento dovrebbe quindi essere quasi identico a quello messo in campo con la Roma; le eccezioni saranno per Quagliarella, la cui squalifica favorisce l’ingresso di Matri dal primo minuto, e forse di De Ceglie preferito ad Estigarribia. E’ una grande occasione per Matri, che si gioca il futuro in queste ultime giornate. Il poco spazio che gli ha dato Conte ultimamente, nasce dalle poche reti segnate dal centravanti, che potrebbe essere ceduto in prestito o addirittura a titolo definitivo. L’assenza di Mutu e Iaquinta nel Cesena rappresentano invece un buon vantaggio per noi, visto che la classe del primo e la potenza del secondo potevano far soffrire la nostra retroguardia.

Le pagelle di Juventus – Cesena.

dic42011

Buffon n.g.: partita inoperosa per il portiere bianconero, che non viene mai chiamato in causa, se non per un tiro da lontono che para in due tempi, e su cui poteva fare meglio.
Chiellini 6,5: spinge molto sulla fascia sinistra e crea molto gioco, dialogando in maniera perfetta coi compagni. Accentra un po’ troppo la sua azione.
Barzagli 7: copre ogni minimo spiraglio che gli attaccanti avversari potrebbero sfruttare e fa vivere una giornata molto tranquilla a tutti i suoi compagni della difesa, permettendo ai terzini di spingersi sovente in avanti.
Lichsteiner 7: in costante proiezione offensiva, si dimostra uno dei più pericolosi della squadra fornendo moltissimi cross ai compagni e mettendo in grossa difficoltà i difensori avversari.
Bonucci 6: svolge il suo compito senza troppi intoppi e problemi. Giornata di relax dopo gli incubi di Napoli.
Pazienza 6: tiene unito il reparto di centrocampo, gestendo bene i palloni che gli vengono affidati e suggerendo buone palle per i compagni.
Marchisio 7,5: un altro gol pesantissimo che sblocca una partita divenuta molto difficile. Tanta quantità e tanto lavoro sporco, premiato ancora una volta da un tocco risolutore.
Pepe 6,5: sempre molto attivo e intraprendente, è ancora una volta pericolosissimo, ma non trova la via della porta.
Vidal 6,5: recupera moltissimi palloni e gestisce molte azioni offensive della squadra, cercando di mettere i compagni in grado di colpire. Viene premiato con un gol su rigore.
Vucinic 6,5: il dolore alla coscia destra non lo fa giocare al meglio, per questo alterna folate di immensa classe a momenti di assenza dalla manovra.
Del Piero n.g.: i 35 minuti a disposizione sembravano far presagire il ruolo da salvatore della patria per il capitano, che però è costretto a uscire sanguinante dal terreno di gioco dopo soli 7 minuti.
Matri 5,5: fa tanto movimento, ma spesso si fa pescare in fuori gioco e non riesce a concludere praticamente mai. Partita sotto tono.
Giaccherini 6: entrato nell’ultima parte del match, dà velocità al gioco della squadra, creando qualche situazione pericolosa, come in occasione del calcio di rigore assegnato.
Quagliarella 6,5: tanta voglia per l’attaccante napoletano, che sfiora il gol più volte, ma non lo trova.

Juventus – Cesena 2-0. Con la forza e con il cuore.

dic42011

E alla fine Conte ha sempre ragione. La “sofferenza” con cui si è dominato col 70% del possesso palla e ben venti tiri in porta per riuscire a portare a casa i tre punti, la dicono lunga sull’abnegazione che ha dovuto mettere in campo la squadra di casa. Si è sentita la mancanza di Pirlo nel trovare soluzioni in avanti, ma si è vista anche una squadra testarda nel cercare la vittoria, e testarda nel cercarla in modo “sbagliato”. Le difficoltà nate anche da un fattore nervoso per lo scorrere inesorabile del cronometro, stavano per mettere la partita su uno strano binario. I tentativi ostinati di cercare le soluzioni centrali senza andare sul fondo, sono particolari di livello elementare della teoria calcistica. Ma questa è una squadra che non molla mai, ma che dimostra quanto ancora ci sia da crescere, sia tatticamente, sia come gestione della partita.

La Juve piomba sul Cesena dal primo secondo di gioco, come un predatore affamato sulla sua preda. Azione spettacolo con combinazione Vucinic - Vidal che fa sponda per Matri, ma il centravanti scivola. Poco dopo è Vidal a trovarsi davanti alla porta, ma preferisce il passaggio arretrato. Gran pressing  che però si infrange spessissimo sulla difesa rocciosa del Cesena, che usa molto bene anche la tattica del fuorigioco, rendendo vane molte iniziative bianconere. pazienza gioca una partita buona, pulita, ma si limita la passaggio semplice, facendo sentire la carenza qualitativa in mezzo al campo. La circolazione di palla è infatti un po’ lenta, favorendo il posizionamento degli avversari, in particolare il gioco della Juve si sviluppa quasi esclusivamente per via centrale, pur riscontrando che sopratutto sulla destra Lichtsteiner può sfondare facilmante. Sulla sinistra invece, troppo spesso Matri si trova a fare l’esterno al posto di Vucinic, non avendo però lo spunto del montenegrino. Proprio negli ultimi 5 minuti la nostra ala si risveglia, con due ottime iniziative che mettono alle corde il Cesena, ma Antonioli si salva sempre. Una Juve tanto generosa quanto padrona del campo quella che va al riposo dopo il primo tempo.

Il rientro rivede un mostruoso possesso palla dei bianconeri, che sfiorano il gol due volte con Pepe, giocando stabilmente nella trequarti del Cesena per una decina di minuti. Conte vuole sbloccare in fretta la partita e fa entrare Quagliarella e Del Piero per Matri e Vucinic. E’ un assedio più incisivo che si concretizza con le conclusioni di Quagliarella e Pazienza, entambe alte. L’infortunio a Del Piero costringe Conte a far entrare Giaccherini, ridisegnando nuovamente il fronte d’attacco, col nuovo entrato a destra e Pepe largo a sinistra. Il gol è sempre nell’aria, e arriva al 70′ quando Marchisio al limite dell’area stoppa un assist di Vidal e gira imparabilmente in rete. Vantaggio meritatissimo.

La Juve continua a premere e Giaccherini serve un assist fantastico a Pepe che non chiude sufficientemente l’angolo della conclusione. Ma la rete della tranquillità arriva grazie ad un rigore regalato (con espulsione incorporata di Antonioli) trasformato da Vidal, contro Rodriguez, portiere improvvisato per esaurimento dei cambi. Partita chiusa per i tre punti, ma altre occasioni con Vidal, Giaccherini e Quagliarella a mettere il sigillo su una partita di grande strapotere.

Prepartita Juventus – Cesena.

dic42011

Il tema principale della sfida tra Juventus e Cesena, sta tutto nell’aspetto tattico con cui i bianconeri si schiereranno per sopperire all’assenza di Andrea Pirlo, e come risponderanno gli ospiti, che dopo un avvio problematico, stanno raccogliendo buone soddisfazioni, merito anche della valida rosa a disosizione. Il dubbio tra lo schieramento 4-2-4 e il 4-3-3 degli ultimi tempi, è un legittimo dubbio che si deve avere, dal momento in cui, l’assenza di Pirlo dà il via libera i due mastini (Marchisio e Vidal) che erano gli ideali titolari di una linea mediana che poi fece cambiare idea tattica a Conte, che modificò il suo pensiero per far giocare Pirlo in cabina di regia. Non pensiamo che il 4-2-4 possa essere riesumato in questa partita, visto che è di fatto rimasta sempre e solo un’idea di base, più probabile invece l’impiego di Pazienza, che non garantisce la stessa qualità di Pirlo, ma che assicura la continuità di un assetto che sta dando i suoi frutti. C’è molta attesa anche per verificare le effettive flessioni avvenute con Lazio e Napoli, sicuramente protagoniste a tratti degli incontri con la Juve, mettendo in grossa difficoltà i bianconeri. Vedremo se l’approccio sarà quello giusto, visto anche l’importanza che Conte attribuisce anche ai tre punti di oggi.

Nessuna novità per quanto riguarda il resto dello schieramento, sia in difesa che in attacco, in barba alle diffide in essere.

Le pagelle di Cesena – Juventus.

mar132011

Buffon 7: evita la sconfitta con alcuni prodigiosi interventi che salvano letteralmente il risultato. Graziato dall’arbitro a fine primo tempo che avrebbe potuto espellerlo. Ma Gigi non aveva altra scelta.
Bonucci 5: si mostra insicuro e approssimativo nelle chiusure, non riuscendo mai a trovare un esatta collocazione in campo. Una involuzione preoccupante per il futuro.
Chiellini 5: combatte alla sua maniera, ma non è proprio la sua serata. Anche lui compie un intervento da rigore che non viene fischiato. Sbaglia molto, forse come non mai.
Traorè 5: sembra sempre che litighi col pallone poiché sbaglia molti controlli. Si propone solo raramente e non incide in fase offensiva. In difesa è spesso insicuro, anche perchè ha giocato veramente pochissimo quest’anno.
Motta 4: pessimo rientro per il difensore, che fa vedere solo qualche buon cross, per poi rovinare tutto con i soliti interventi inutili quanto cattivi. Il cartellino rosso glielo dovrebbe dare la Juve.
Grygera 5: sempre in affanno e insicuro nelle chiusure, prova a fare del suo meglio ma mette la squadra in situazioni di pericolo, più di una volta.
Marchisio 5: cerca di rendersi utile col pressing e la corsa, tuttavia ha poche idee e spesso gira a vuoto. Prova qualche inserimento, ma senza raccogliere frutti.
Aquilani 6: detta il gioco della squadra con ritmi e tempistiche giuste. Cala un po’ alla distanza, non riuscendo più a manovrare come vorrebbe, anche a causa dell’inferiorità numerica. Prova anche a concludere dalla distanza, purtoppo non è così semplice.
Krasic 5: parte bene, poi si spegne nel corso della garaù; propone qualche buon cross, ma nulla di più. Viene sostituito al termine del primo tempo. Giustamente.
Pepe 6: partita difficile per lui, che però si comporta bene lottando su ogni pallone e imponendo le sue giocate col fisico. Il suo dinamismo è spesso linfa vitale al nostro centrocampo troppo statico.
Martinez n.g.: solo uno spezzone di partita per l’uruguaiano.
Matri 7,5: attivissimo in attacco, realizza una doppietta splendida, che sembra mettere in discesa la gara. Trasforma le uniche occasioni che gli si presentano. Encomiabile il suo lavoro di sacrificio durante il periodo d’inferiorità numerica. Viene sostituito, sfinito.
Del Piero 7,5: illumina la squadra con tocchi di classe, assist e invenzioni, degne di uno dei migliori giocatori di sempre. Tiene unita la squadra e alleggerisce la pressione degli avversari nei momenti più difficile. Il fisico non lo regge fino in fondo.
Iaquinta n.g.: solo pochi minuti per lui.

Cesena – Juventus 2-2. Tutti scontenti.

mar132011

 

 

 

 

 

 

 

La Juventus scongiura il rischio di uguagliare il record di sconfitte del ’61 - ’62, ma non esce sicuramente bene da questa partita. Cosa significa “uscirne bene”? Per esempio dominare l’avversario, creare molte occasioni, dimostrare di avere un gioco e un’organizzazione superiore all’avversario, e via dicendo. Il fatto di non aver menzionato la vittoria non è un caso. Vincere può talvolta essere una casualità e non dimostrare nessun miglioramento tangibile. Al Manuzzi è finita con un rocambolesco 2 a 2, dove praticamente è successo di tutto: gol, pali, decisioni discutibili, rimonte. La Juve ha fatto vedere tutto e il contrario di tutto. Bella “dalla cintola in su” (come disse l’Avvocato su Aldo Serena), e un “coniglio bagnato” dalla cintola in giù (tanto per usare un altra celebre definizione  di Gianni Agnelli). Uno straordinario Del Piero regala spettacolo allo stadio di Cesena (aumentando il rammarico delle cinque inspiegabili panchine consecutive), Matri finalizza alla grande le occasioni, la difesa distrugge e vanifica gli sforzi profusi. E così, dopo una partita dove ne sono successe di tutte, il pareggio sembra l’unico risultato che scontenta entrambe le squadre. Scontenta i bianconeri perchè in vantaggio di due reti si lascia raggiungere rischiando un passivo ancora maggiore. Scontenta i romagnoli perchè dimostrando di essere una squadra in salute e affrontando una Juventus ridotta in dieci uomini per molto tempo, non è riuscita a portare a casa la vittoria. Ma per la Juve, così attesa al varco alla vigilia, è un punto guadagnato o sono due punti persi? Verrebbe da dire la seconda possibilità, considerando l’avversario; ma considerando le occasioni e le circostanze di gioco (Buffon andava espulso), possiamo dire che la quarta sconfitta consecutiva è stata molto vicina. E se come diceva Pepe, il problema dei bianconeri è solamente psicologico, come esce la squadra la questa partita? Lasciatemelo dire, non è cambiato nulla. Al di là dell’intesa tra Matri e Del Piero (unico lato positivo di stasera), il resto è sempre da costruire. Si parla sempre di “finali” di Champions, di grandi traguardi, ma questa Juve deve pensare all’ A-B-C, ad imparare cosa significa giocare al calcio. Solo dopo potrà sperare di vincere. Il compito lasciamo dire a voi di chi sia.

La partita si apre “sonnacchiosa” con le due “bianconere” che si studiano in perfetto equilibrio. Ci pensa il nostro capitano a spezzare gli equilibri, rubando palla a centrocampo e facendo una poderosa discesa verso la porta, scaricando un prezioso assist per Matri che da posizione defilata riesce comunque a girare di prima sul palo lontano. Vantaggio Juve al 19′. Iniziano i primi scricchiolii sul lato di Motta, che compie una brutta entrata ai danni del diretto avversario, meritandosi il cartellino giallo per gioco scorretto. Ma la squadra di Delneri è a trazione anteriore, con Del Piero vero prestigiatore che raccoglie tutti i palloni trasformandoli in assist da favola: il passaggio che smarca Pepe in area fa gridare al gol anticipatamente, ma il nostro centrocampista non riesce nemmeno a colpire la palla al volo.

E’ un buon momento per i nostri, che confezionano la terza occasione clamorosa, con Bonucci che sbaglia di testa una facile occasione da distanza ravvicinata. Ma l’opportunità più clamorosa della serata capita sui piedi di Giaccherini, che al 26′ arriva davanti a Buffon e conclude sul palo, la palla carambola ancora verso l’attaccante cesenate, che ad un metro dalla porta vuota riesce a colpire malissimo spedendo la sfera fuori dallo specchio. Un gol davvero difficilissimo da sbagliare. Il palo però è clemente con la Juventus, respingendo sì una conclusione di Del Piero, ma regalando il pallone a Matri che è lestissimo nel riflesso vincente che fissa il punteggio sul due a zero!

Doppio vantaggio in soli 35 minuti di gioco, ma la partita non è assolutamente finita. Il Cesena inizia ad attaccare con maggiore convinzione, e Buffon è costretto ad atterrare l’avversario lanciato a rete: è rigore ed espulsione per il portiere, graziato da Bergonzi con il solo cartellino giallo. Jimenez trasforma dal dischetto accorciando lo svantaggio. Quattro minuti e altra tegola sui bianconeri di Torino: secondo intervento scomposto di Motta e cartellino rosso per doppia ammonizione. Siamo in dieci con più di un tempo da giocare. Delneri aspetta la fine del primo tempo per decidere il nuovo assetto, e nell’intervallo l’ingresso di Grygera produce l’esclusione di Krasic, già sottotono nella prima frazione.

E’ un Cesena ben diverso quello che si ripresenta in campo: Buffon salva su un gran tiro di Colucci da fuori area, ma l’autentico miracolo lo compie con un doppio intervento su Jimenez e Colucci che da due passi non riescono a perforare la barriera del grande Gigi. Fuori Alex Del Piero (solo stanchezza per lui) e dentro Martinez; Delneri si riporta con l’assetto di centrocampo formato da due esterni di corsa, potendo sfruttare anche le caratteristiche del nuovo entrato, che nasce di fatto come seconda punta. La partita entra nella fase cruciale, e le squadre si affrontano a viso aperto, senza risparmiarsi e senza badare a scoprirsi troppo; ne nasce una fase molto spettacolare, fatta di contropiedi e di capovolgimenti di fronte continui. La Juve non si siede e non indietreggia tenendo piuttosto bene il campo, ma proprio in questo frangente Buffon salva ancora la porta compiendo un difficile intervento su un tiro deviato di Malonga.

Entra pure Iaquinta per Matri, un po’ scomparso nella ripresa; Delneri dà un segnale di continuità alla fase di attacco, ma questo non serve ad evitare il pareggio di Parolo, che raccoglie un pallone vagante in area ed insacca in modo imparabile. E’ il 2 a 2 definitivo che non cambia nonostante il tentativo di Aquilani dalla distanza nel finale di tempo.

Prepartita Cesena – Juventus. Formazioni e curiosità.

mar112011

Apparentemente una partita come le altre, questo CesenaJuventus potrebbe in realtà segnare l’epilogo (tragico) dell’avventura di Delneri sulla panchina bianconera. Una semplice sfida di Serie A tra una squadra nelle parti alte della classifica, ed un’altra invece, terz’ultima e alla ricerca di punti per la salvezza, molto più affamata rispetto alla compagine di Torino, che ormai non crede nemmeno più in una qualificazione, nonostante il suo allenatore stia “pompando” inutilmente la favola delle dieci finali. Partita fondamentale quindi per le vicende societarie, ma quasi ininfluente per la classifica, già di per sè tragica, anche se i diretti interessati (da Marotta ad Agnelli, passando per Delneri) rifiutano di constatare.

Nonostante le tre sconfitte consecutive, il settimo posto in classifica e le posizioni inferiori rispetto alla scorsa stagione, quella considerata da tutti come la peggiore della Juventus degli ultimi decenni, sembra non mettere in bilico la panchina del nostro mister, che fino ad ora non ha avvertito la necessità di dimettersi, neppure in caso di quarta sconfitta consecutiva. e (sempre a parole) lo stesso Delneri non si sente un allenatore a rischio, e non ha neanche alcuna intenzione a dimettersi, anche in caso di una sconfitta col Cesena. Una sconfitta  con i romagnoli  non è più un’ipotesi azzardata, come poteva essere in passato. E la Juve, in base ai punti calcolati da gennaio, è sullo stesso rendimento dei cesenati. L’ultimo precedente in Serie A contro il Cesena (prima di questa stagione), è altamente significativo: 1976, la Juve, prima in classifica, perde con il Cesena la terza partita consecutiva, e si fa scavalcare dal Torino, che poi
andrà a vincere lo scudetto. Di anni ne sono passati 35, eppure tutto sembra come, o addirittura peggio, di quella circostanza: Il Cesena, dopo tantissimi anni, è ritornato in A, e sta facendo di tutto per cercare di restarci, pur incontrando tutte le difficoltà di una neopromossa. Giocatori del calibro di Jimenez, Rosina, Giaccherini, Bogdani non sono da retrocessione, e il gioco prodotto dai romagnoli è di ottimo livello: altro che palla lunga e pedalare, il Cesena verrà a Torino con l’intenzione di fare la partita e di giocare la palla,  con la grinta delle squadra che vanno alla ricerca di punti preziosi per la salvezza. Ecco perché la Juventus e Delneri, se vogliono salvare la faccia, dovranno fare una partita vera.

Difficile anche solo da pensare, visto che nelle ultime tre partite non hanno fatto un tiro in porta, evidenziando un gioco da squadra da retrocessione. Ciò anche a causa del calo di condizione di alcuni fondamentali quali Aquilani, Krasic e Felipe Melo, senza contare l’infortunio di Quagliarella e la misteriosa esclusione di Del Piero, in panchina da ben cinque partite (!), l’unico in grado in questo momento di accendere la luce nella squadra bianconera. Delneri, quindi, dopo le ultime partite dove ha cercato di rimediare alle lacune difensive con una linea composta da tre centrali, finalmente nel posticipo di domani sembrerebbe intenzionato ad osare qualcosa in più, un po’ per intenzione, e un po’ per costrizione, in seguito al ritorno del problema infortunati: in difesa saranno confermati Sorensen, Chiellini e soprattutto Traorè (tra i meno peggio contro il Milan), con il ritorno di Bonucci dovuto alle non perfette condizioni fisiche di Barzagli; a centrocampo, invece, Krasic giocherà come sempre a destra, Aquilani si riprenderà il posto al centro affiancando Marchisio (Melo out), e a sinistra ritornerà titolare anche Pepe (finalmente due esterni anche su quella fascia). In avanti, oltre al preannunciato ritorno di Del Piero, ci sarà la conferma di Matri e l’esclusione legittima di Iaquinta, mentre Toni è anche lui indisponibile.

La grande sorpresa potrebbe esserci in porta: Buffon potrebbe clamorosamente lasciare il posto da titolare a Storari. Sarebbe un’esclusione storica per la Juve: per la prima volta, infatti, Buffon rischierebbe l’esclusione non dovuta a motivi fisici, ma soltanto tecnici. La realtà è che Gigi in questo momento garantisce meno di Storari, e il gol subito da Gattuso testimonia la fatica a ritornare quello di un tempo. Nonostante il suo valore, spesso senza di lui i bianconeri hanno fatto meglio, basta pensare al 2009 quando con Manninger la Juve era seconda e ancora in Champions, oppure a questa stagione, dove la storia si è ripetuta con Storari. Pura coincidenza, certo, ma il declino del campione sembra comunque, oltre che lento, inesorabile. C’è da considerare però quale effetto avrebbe questa decisione sul futuro incerto di Delneri, che sarebbe poi reo di aver tolto il posto al miglior portiere del mondo. Il futoro passa quindi dallle mani di Delneri e da quelle di … Buffon.

Le pagelle di Juventus – Cesena.

nov72010

Storari 6: non corre grossi rischi, ma dà sicurezza al reparto.
Motta 5,5: spinge poco in avanti e non si fa notare per brillantezza in difesa, ne risulta quindi una prestazione piuttosto incolore.
Bonucci 6: guida bene la difesa affiancando Sorensen, ma è troppo impreciso in fase d’impostazione, regalando palloni facili agli avversari.
Sorensen 6: sufficienza d’incoraggiamento per il giovanissimo bianconero, che col passare dei minuti vince l’emozione e si comporta diligentemente al centro della difesa.
Grosso 6: sicuramente non è facile rientrare dopo tanto tempo, ma il terzino fa valere la sua esperienza e si fa notare con giocate precise e puntuali, unite ad una tenuta atletica invidiabile.
Aquilani 6,5: altra prova di estrema concretezza per il centrocampista, che non lascia passare un pallone e detta i tempi della manovra bianconera, sempre con eccellenti risultati.
Sissoko 6: il campionato pare trasformarlo, in quanto gioca con molta grinta e dedizione. Ruba molti palloni agli avversari e ripropone il gioco con continuità. A tratti troppo falloso, rischia il secondo giallo.
Felipe Melo n.g.: rimane in campo solo il tempo per infortunarsi, essendo così costretto ad abbandonare.
Salihamidzic n.g.: subentrato a Melo in situazione d’emergenza, risponde presente, fornendo a Iaquinta l’assist per il definitivo 3-1.
Marchisio 6,5: corre per tutta la durata del match senza sosta, è una spina nel fianco della difesa avversaria e dialoga perfettamente con i compagni, dimostrandosi così uno dei più in forma della squadra.
Pepe 6,5: in netta crescita, affonda con costanza sulla fascia, creando delle buone occasioni per i compagni. Proponesse anche qualche croos sarebbe ancora meglio.
Quagliarella 7: non fornisce punti di riferimento alla difesa avversaria, in quanto continua a muoversi su tutto il fronte offensivo. Del Piero sembra un ottimo partner d’attacco per lui. Ancora una volta va a segno di testa.
Del Piero 7: prende per mano la squadra nel momento più difficile del match, trascinandola fuori dal baratro con le sue giocate e i suoi lampi di classe. È sempre il caposaldo della formazione bianconera.
Iaquinta 6,5: tanta quantità in pochi minuti. Al suo rientro l’attaccante calabrese timbra il cartellino con una girata stupenda che solo gli attaccanti di razza possono tentare; lui la tenta e riesce anche a segnare.