Apparentemente una partita come le altre, questo Cesena – Juventus potrebbe in realtà segnare l’epilogo (tragico) dell’avventura di Delneri sulla panchina bianconera. Una semplice sfida di Serie A tra una squadra nelle parti alte della classifica, ed un’altra invece, terz’ultima e alla ricerca di punti per la salvezza, molto più affamata rispetto alla compagine di Torino, che ormai non crede nemmeno più in una qualificazione, nonostante il suo allenatore stia “pompando” inutilmente la favola delle dieci finali. Partita fondamentale quindi per le vicende societarie, ma quasi ininfluente per la classifica, già di per sè tragica, anche se i diretti interessati (da Marotta ad Agnelli, passando per Delneri) rifiutano di constatare.
Nonostante le tre sconfitte consecutive, il settimo posto in classifica e le posizioni inferiori rispetto alla scorsa stagione, quella considerata da tutti come la peggiore della Juventus degli ultimi decenni, sembra non mettere in bilico la panchina del nostro mister, che fino ad ora non ha avvertito la necessità di dimettersi, neppure in caso di quarta sconfitta consecutiva. e (sempre a parole) lo stesso Delneri non si sente un allenatore a rischio, e non ha neanche alcuna intenzione a dimettersi, anche in caso di una sconfitta col Cesena. Una sconfitta con i romagnoli non è più un’ipotesi azzardata, come poteva essere in passato. E la Juve, in base ai punti calcolati da gennaio, è sullo stesso rendimento dei cesenati. L’ultimo precedente in Serie A contro il Cesena (prima di questa stagione), è altamente significativo: 1976, la Juve, prima in classifica, perde con il Cesena la terza partita consecutiva, e si fa scavalcare dal Torino, che poi
andrà a vincere lo scudetto. Di anni ne sono passati 35, eppure tutto sembra come, o addirittura peggio, di quella circostanza: Il Cesena, dopo tantissimi anni, è ritornato in A, e sta facendo di tutto per cercare di restarci, pur incontrando tutte le difficoltà di una neopromossa. Giocatori del calibro di Jimenez, Rosina, Giaccherini, Bogdani non sono da retrocessione, e il gioco prodotto dai romagnoli è di ottimo livello: altro che palla lunga e pedalare, il Cesena verrà a Torino con l’intenzione di fare la partita e di giocare la palla, con la grinta delle squadra che vanno alla ricerca di punti preziosi per la salvezza. Ecco perché la Juventus e Delneri, se vogliono salvare la faccia, dovranno fare una partita vera.
Difficile anche solo da pensare, visto che nelle ultime tre partite non hanno fatto un tiro in porta, evidenziando un gioco da squadra da retrocessione. Ciò anche a causa del calo di condizione di alcuni fondamentali quali Aquilani, Krasic e Felipe Melo, senza contare l’infortunio di Quagliarella e la misteriosa esclusione di Del Piero, in panchina da ben cinque partite (!), l’unico in grado in questo momento di accendere la luce nella squadra bianconera. Delneri, quindi, dopo le ultime partite dove ha cercato di rimediare alle lacune difensive con una linea composta da tre centrali, finalmente nel posticipo di domani sembrerebbe intenzionato ad osare qualcosa in più, un po’ per intenzione, e un po’ per costrizione, in seguito al ritorno del problema infortunati: in difesa saranno confermati Sorensen, Chiellini e soprattutto Traorè (tra i meno peggio contro il Milan), con il ritorno di Bonucci dovuto alle non perfette condizioni fisiche di Barzagli; a centrocampo, invece, Krasic giocherà come sempre a destra, Aquilani si riprenderà il posto al centro affiancando Marchisio (Melo out), e a sinistra ritornerà titolare anche Pepe (finalmente due esterni anche su quella fascia). In avanti, oltre al preannunciato ritorno di Del Piero, ci sarà la conferma di Matri e l’esclusione legittima di Iaquinta, mentre Toni è anche lui indisponibile.
La grande sorpresa potrebbe esserci in porta: Buffon potrebbe clamorosamente lasciare il posto da titolare a Storari. Sarebbe un’esclusione storica per la Juve: per la prima volta, infatti, Buffon rischierebbe l’esclusione non dovuta a motivi fisici, ma soltanto tecnici. La realtà è che Gigi in questo momento garantisce meno di Storari, e il gol subito da Gattuso testimonia la fatica a ritornare quello di un tempo. Nonostante il suo valore, spesso senza di lui i bianconeri hanno fatto meglio, basta pensare al 2009 quando con Manninger la Juve era seconda e ancora in Champions, oppure a questa stagione, dove la storia si è ripetuta con Storari. Pura coincidenza, certo, ma il declino del campione sembra comunque, oltre che lento, inesorabile. C’è da considerare però quale effetto avrebbe questa decisione sul futuro incerto di Delneri, che sarebbe poi reo di aver tolto il posto al miglior portiere del mondo. Il futoro passa quindi dallle mani di Delneri e da quelle di … Buffon.