Le pagelle di Juventus – Chievo.

mar42012

Buffon 7: salva due gol con due strepitose chiusure. sempre molto attento. Incolpevole sul gol.
Lichsteiner 5,5: il 4-4-2 non lo esalta, ma nonostante questo non sembra molto in forma. Viene sostituito per lasciar spazio a Del Piero.
Barzagli 6,5: gioca un buon primo tempo, ma l’infortunio lo costringe ad uscire anzitempo.
Chiellini 6,5: centrale puro, senza obbligo di spinta. Svolge egregiamente il suo compito senza sbavature. Finisce su una gamba sola.
De Ceglie 6: il voto è la media tra il 7 del primo tempo e il 5 del secondo. Facile giocare da difensori quando non vieni attaccato. Messo alle corde evidenzia i limiti che hanno convinto Conte a metterlo i n panchina.
Bonucci 4: entra e mette la palla in rete. In panchina c’è Caceres. Mah….
Padoin 5: Conte lo conosce bene e lo ha voluto, ma per il momento rimane un oggetto misterioso. Fa un buon tiro che  rischia di tramutarsi in gol, ma niente più.
Giaccherini 6: un motorino che gira, gira, gira, ma finisce per sbattere sempre contro il muro delle maglie gialle.
Pirlo 6: qualche buon passaggio, molte le trame tessute, ma mai determinante. Deve tirare di più in porta.
Marchisio 4,5: il centrocampo bianconero soffre la sua “assenza”. Da mesi sparito dal vivo del gioco, sembra un vaso di terracotta insieme a quelli di ferro. Sveglia!
Del Piero ng: mette vivacità ed imprevedibilità, ma purtroppo il poco tempo a disposizione non gioca a suo favore. Andrebbe valutato almeno per un tempo di gioco.
Matri 5: sbaglia subito un goal davanti al portiere, poi sparisce. Non riesce mai a girarsi.
Vucinic 4,5: uno dei più deludenti. Non segna, non costruisce, non recupera. Uno jolly di cui si può fare a meno.
Caceres ng: gioca solo pochi minuti.

Juventus – Chievo 1-1. Milano chiama, Torino non risponde.

mar42012

 

 

 

 

 

 

 

 

Sullo sfondo dell’ennesimo, deludente pareggio  casalingo, sono diversi gli spunti di riflessione. Alla base del risultato, che comunque conferma le difficoltà che andiamo dicendo da un sacco di mesi, c’è un aspetto tattico, e un aspetto di formazione. La sensazione che in questo momento dà la Juventus, è quella di una certa crisi di identità. Oggi tutti davano per certo il 4-3-3, e invece Conte ha rispolverato a sorpresa il 4-4-2, dopo aver detto a gran voce che il 3-5-2 fosse il modulo ideale. In ogni partita la Juve cambia modulo, e questo non sarebbe un difetto, se non fosse che non si registrano miglioramenti nel gioco e nella solidità difensiva. E’ come se Conte volesse a questo punto cercare disperatamente di giocare più con il modulo che più si adatta alle caratteristiche dell’avversario, piuttosto che alla propria identità di squadra. Poi c’è il fattore delle scelte tecniche. Mi spiace per Antonio, ma proprio non si capisce che senso ha l’acquisto di Caceres, se poi si continua con il suicidio – Bonucci, anche oggi protagonista negativo. E poi Marchisio in campo, assolutamente fuori forma (al suo posto ha già giocato molto brillantemente Giaccherini), per non parlare di Del Piero in panchina che non siamo così sicuri sia molto peggio di Vucinic in campo. Noi i giocatori li vediamo solo alla domenica, ma li vediamo. E non possiamo credere che Bonucci o Vucinic o Marchisio siano un’ira di Dio per tutta la settimana. Siamo d’accordo che questa squadra sta andando al di là delle attese, ma non è detto che le attese rispecchino sempre le effettive potenzialità delle squadre. Molte cose cambiano durante la stagione, e sicuramente una Juve che non ha perso una partita e che ha strapazzato molte grandi, non può perdere così tanti punti contro le piccole.

Il gol di De Ceglie che arriva al 17′ minuto, appare una casualità piovuta dal cielo, come il fuorigioco non segnalato dal guardalinee, nonostante la partita in quel momento sia a senso unico. Ma il “senso unico” della Juve porterà a fine gara ad un computo di calci d’angolo altissimo, ma un numero di conclusioni a rete praticamente uguale a quelle del Chievo. Basta guardare la conclusione di Vucinic al 24′ che tutti si chiedono se fosse una tiro o un assist per Matri; in totale, un nulla di fatto. Così, in assenza di una manovra ficcante, la Juve porta inconsciamente più uomini davanti alla linea della palla, lasciando ampi varchi al contropiede del Chievo, che punta anche su una nostra difesa poco decisa. L’uscita per infortunio di Barzagli al 40′ complica le cose, perchè Bonucci prende il suo posto nel mezzo, lasciando Caceres in panchina.

Nel secondo tempo si concretizza la partita capolavoro del Chievo, che inizia il suo crescendo. La squadra di De Carlo non demorde, e con i denti riesce sempre a ritagliarsi qualche azione, come per esempio il colpo di testa di Moscardelli, che svetta su un troppo statico De Ceglie. Il Chievo diventa Juve e ci crede fino a trovare il pareggio con Dramè, dopo l’ennesima strepitosa azione di Moscardelli. Un’altra papera di Bonucci che spinge la palla nella propria rete. La vera sorpresa è che i veronesi surclassano i bianconeri sulla corsa e sulla fisicità; senza lo strapotere fisico e con un uomo in meno, senza corsa e senza classe la Juve diventa una “squadretta” che può solo lottare alla pari con le piccole.

L’ingresso di Del Piero per Lichtsteiner regala soltanto speranza e illusione, ma non il miracolo. Miracolo che viene compiuto invece da Sorrentino che nel secondo tempo compie per ben due volte su Padoin e su Pirlo al 90′. Poca roba allo Juventus Stadium quest’oggi.

Le pagelle di Juventus – Chievo.

mag102011

Buffon 5: non sempre impeccabile, alle volte si dimostra insicuro e nervosa tra i pali. Azzarda e fallisce un’uscita che poteva costare molto caro. Non si esce come nell’era di Tacconi con Gigi Maifredi.
Grosso 5: nonostante un gol annullato e qualche buona giocata, è spesso fuori posizione e in affano contro la difesa avversaria. Costretto a rincorrere Pellissier che lo fa diventare matto.
Chiellini 5: non è fortunato nel finale quando coglie un palo, ma fronte offensivo a parte, soffre anche lui la velocità degli attaccanti avversari e non riesce a tenere unita la difesa. La grinta non basta.
Barzagli 5,5: se la cava sporadicamente con l’esperienza, ma gioca un match in apnea e sofferenza. Mezzo voto in più per il salvataggio sulla linea nel finale.
Motta 5,5: stavolta più brillante in attacco che in difesa; offre due assist importanti che potevano essere altrettanti gol. In difesa, invece, tanta sofferenza.

Aquilani 5: sbaglia un passaggio dietro l’altro, anche le cose più elementari; forse paga l’incertezza per il suo futuro, ma per un campione questo dovrebbe essere uno stimolo (vedi Del Piero!). Fisicamente non appare in formissima, per questo non riesce spesso a tenere il ritmo gara.
Pepe 5,5: parte bene con ottimi spunti e si guadagna un rigore, poi però si spegne nel corso della partita.
Marchisio 5,5: cerca di rendersi utile, ma va a corrente alternate, non riuscendo a dare concretezza alla sua azione. Non martella e non dipinge. Apatico.
Krasic 5: qualche buon cross e qualche buono spunto, insufficienti per mettere paura alla difesa di un Chievo ben messa in campo.
Del Piero 7: è sempre uno dei migliori della squadra, corre, lotta e cerca di mettere i compagni in condizione di concludere. Va ancora una volta a segno dal dischetto, una rete che gli permette di superare batistuta nella graduatoria dei marcatori di sempre.
Matri 6,5: fa sempre gioco per la squadra e si propone con continuità ai compagni. Si fa trovare pronto sotto porta quando viene chiamato in causa, nonostante si trovi spesso a lottare contro tre o quattro avversari.
Toni n.g.: il suo palo nel finale poteva valere la vittoria, ma la fortuna non era dalla sua parte questa sera. Impatto comunque positivo, resta un rinforzo azzeccato.

Juventus – Chievo 2-2. La Signora col vizietto del suicidio.

mag92011

 

 

 

 

 

 

 

Calma, ragazzi. E’ come quando siamo riemersi dalle ceneri della serie B. Tocca ricominciare tutto da zero, facendo conto di non poter partecipare alle competizioni europee. In fondo cosa c’è di male? Quando hai un allenatore che neppure davanti a queste prestazioni si sente in discussione, vuol dire che hai l’uomo giusto per dare tranquillità all’ambiente per una crescita costante. La peggior difesa casalinga del campionato non può che essere un punto di partenza di sicuro miglioramento, così come una squadra che non riesce a mantenere il vantaggio di due reti: quando vincerà per uno a zero sarà tutto di guadagnato. Ma ora basta con gli scherzi. Bastava una partita ordinata e di ritmo. Invece, è stato proprio il gioco lento confusionario a mettere in croce la Juve nel primo tempo, così come la deconcentrazione lo è stata nella ripresa. E così, è inutile credere o sperare in risultati impossibili; è ora di spegnere i riflettori e di “far tesoro” dei fischi.

L’ultima volta in cui la Juventus ha cominciato la partita con un rigore regalato, non è andata così bene. Stavolta…. pure. Vien da dire che ci vuole il rigore per sbloccare una Juventus imbambolata, assonnata, svogliata, ben lontana da quella che si sta giocando un posto in Champions. E non lo diciamo da oggi. Quello che succede intorno al 10′ minuto è piuttosto inusuale, se consideriamo quello che succede nelle aree di rigore su tutti i campi di Serie A. Una trattenuta è sempre una trattenuta, che crea senza dubbio uno svantaggio all’attaccante; ma se in nove casi su dieci l’arbitro finge di non vedere, allora il rigore appare “gentilmente concesso”, pur essendo legittimo a termini di regolamento. E’ così che a Pepe viene impedito di intervenire in area, ma soltanto di cercare la palla in rovesciata anzichè di testa, ed ecco il penalty a favore della Juve, ed il cartellino giallo per il difensore. Sul dischetto si presenta Del Piero che insacca con un poderoso tiro nel sette. Che bello vedere i rigori di Del Piero, tutti belli e tutti diversi…

Passano solo quattro minuti prima di vedere una conclusione da lontano di Aquilani che mette i brividi al portiere Sorrentino (forse il secondo di Buffon l’anno prossimo), ed illude i tifosi in un cambio di marcia della Signora. Sempre il romano protagonista delle conclusioni più pericolose, quando finalizza una perfetta combinazione tra KrasicMotta, con quest’ultimo a mettere un pallone invitantissimo per Aquilani che davanti alla porta colpisce male e mette la palla sul fondo. E’ il miglio momento della Juve, che sembra aver in mano la partita e poter raddoppiare il bottino di lì a poco. Ma come avevamo detto nel nostro prepartita, questa è una pazza Juve, che infatti si risiede sugli allori, iniziando a cedere caratterialmente.

Juve distratta e leggera, che soffre il pressing degli ospiti; il Chievo non è venuto a Torino nè per fare lo sparring parner, nè per lasciare l’iniziativa ai bianconeri, e questo suo modo di giocare “alto”, causa problemi alla Juventus, che non sempre riesce a far circolare bene la palla per eludere la manovra di disturbo dei clivensi. Finisce il primo tempo senza ulteriori emozioni, un primo tempo avaro di occasioni da rete sia da una parte che dall’altra.

Delneri conferma la formazione che ha cominciato la gara, così come nella maggior parte delle gare. Ma pare una Juventus leggermente più carica quella che rientra dal tunnel degli spogliatoi. E sarà comunque un secondo tempo tutt’altro che sottotono. Al 49′ una mischia avvicina i bianconeri al raddoppio, così come il seguente tiro di Marchisio, di poco alto. Aquilani intanto si fa ammonire, a suggello di una pessima partita. MA al 54′ Alex si porta a spasso la difesa avversaria e serve un pallone filtrante per Matri, che controlla e con la punta anticipa i tempi d’uscita del portiere, sorprendolo sul palo corto: grande due a zero della coppia d’attacco!

Una volta la Juve in vantaggio di due gol aveva chiuso la partita, invece adesso questo risultato sembra quasi portare sfortuna ai bianconeri, che puntualmente subiscono la rimonta. Al 67′ è Uribe che accorcia le distanze, ribadendo in rete un pallone vagante che rimane in area dopo aver colpito il palo. Ma lo scandalo che fa strappare le vesti ai tifosi juventini, avviene solo un minuto dopo, quando Pellissier colpisce un palo clamoroso, su cui è reattivo Sardo nel colpire la palla “di prima” mettendola in gol. Pareggio del Chievo!

Tutti in avanti allora, alla ricerca del gol della disperazione, con Krasic che colpisce la traversa con un cross sbagliato, e poi che sbaglia un facile colpo di testa mettendo la sfera a lato. Dall’altro lato è Pellissier a divorarsi un’altra colossale occasione, sbagliando il tiro davanti alla porta. L’ultima mossa disperata di Delneri: entra Toni a 15 minuti dalla fine, ma i pericoli sulle palle aeree sono solo teorici. il palo di Chiellini è solamente casuale, mentre è sfortunato quello colpito da Toni nel finale. Ma l’oscar delle occasioni sbagliate va assegnato senza dubbio al ChievoPellissier salta Buffon e a porta vuota porge il pallone ad Uribe, che aspetta il recupero di Barzagli e gli porge il pallone sui piedi! Incredibile occasione che salva la Juve dalla sconfitta.

Prepartita Juventus – Chievo. Formazioni e curiosità.

mag92011

Vi ricordate la “pazza Inter“? Ebbene, le somiglianze con i peggiori periodi nerazzurri si ritrovano in questa Juventus, che può essere definita pazza non tanto per il suo valore e le sorprendenti prestazioni (queste purtroppo ci sono, ma in negativo), quanto per il fatto che, nonostante le tante umiliazioni e sconfitte della stagioni, continui a mantenere sempre viva quella sottile speranza del sogno Champions (come lo chiamano alcuni, io lo considero semplicemente un obiettivo minimo!). Riesce a mantenere sempre questa striscia di continuità nella discontinuità più totale, risultando capace di vincere le partite più difficili e di perdere quelle più facili. La speranza è che questo trend sia diverso questa sera, dove i bianconeri affronteranno in casa un Chievo ormai quasi salvo e privo di alte ambizioni, oltre che sazio per la positiva annata. Nessuna partita la si può considerare facile, soprattutto per la Juve di questa stagione, anche se questa è tutt’altro che proibitiva. Ma io credo che la vittoria di questa partita significherebbe per la Juve attuale un’impresa, dato che ogni successo da qui alla fine del campionato deve essere visto come qualcosa di particolare, visto che la squadra nell’arco di una stagione è riuscita solo una volta ad incanalare tre vittorie di fila. Sull’11 che scenderà in campo, pare non ci siano dubbi: Buffon, Motta, Barzagli, Chiellini, Grosso, Krasic, Aquilani, Melo, Pepe, Del Piero, Matri; ma la grande novità della conferenza stampa di vigilia è stata offerta comunque da Delneri: “al 100% sarò l’allenatore della Juventus della prossima stagione”, lasciando tutti di stucco e quantomai sorpresi, dal momento che neppure la società ha ben chiare le idee sul suo futuro.

Le pagelle di Chievo – Juventus.

dic192010

Storari 7: para un rigore e compie interventi prodigiosi che salvano il risultato in più di un’occasione, tuttavia esce un po’ al vento in occasione dell’espulsione di Giandonato.
Chiellini 7: si fa perdonare l’errore che provoca il rigore del Chievo, mettendo una pezza ovunque, infatti Giorgione spezza ogni trama degli avversari, anche se è costretto ad arrendersi a tempo ormai scaduto.
Bonucci 6,5: gioca con grinta e determinazione spezzando le trame offensive clivensi; a volte è leggermente lezioso nei disimpegni, regalando così facili occasioni di ripartenza agli avversari.
Sorensen 6,5: alcuni interventi con tempismo perfetto che evitano la capitolazione della squadra, ma anche la mancata diagonale difensiva che lascia Pellissier libero di colpire per il pareggio. Questa la partita del giovane difensore danese, che avrebbe meritato una valutazione più alta se avesse trasformato in rete un pallone terminato sfortunatamente sul palo.
Grosso 6,5: tanto sacrificio anche per lui, che sbaglia veramente poco e chiude ogni spazio agli avversari, non essendo però sufficiente per il successo finale.
Aquilani 6: non è fisicamente al meglio, ma stringe i denti e offre una prova più che dignitosa in mezzo al campo; le azioni bianconere partono dai suoi piedi e da lui deriva il gioco geometrico della squadra.
Giandonato 5: sulla sua valutazione pesa molto l’espulsione che condiziona il resto della partita e sicuramente anche il risultato. Peccato perché il giovane centrocampista s’era comportato egregiamente fino a quel momento.
Pepe 6,5: svaria sulle due fasce senza alcun problema, inoltre si fa valere sia in fase di spinta che in fase difensiva, dove dà una grossa mano ai compagni.
Traorè n.g.: entra solo nel finale.
Krasic 7: le difese lo temono sempre di più, infatti la furia serba è inarrestabile poiché riesce sempre a saltare l’avversario e a creare qualcosa di pericoloso. Dimostra anche ottime doti di palleggiatore e temporeggiatore, quando tratta la palla con maestria nel lungo periodo d’inferiorità numerica della squadra. Avrebbe potuto essere decisivo ache stavolta, ma dopo un’irresistibile volata centra l’incrocio dei pali.
Legrottaglie n.g.: in campo solo per pochi minuti.
Iaquinta 6: tantissimo sacrificio per l’attaccante, che cerca di farsi vedere in ogni modo e lavora un’innumerevole quantità di palloni quando la squadra è in inferiorità numerica, facendo così reparto da solo e permettendo ai compagni di rifiatare. Sarebbe il giocatore ideale, se non sbagliasse troppo spesso sottoporta, come è capitato oggi.
Quagliarella 6,5: un gol da antologia e tanta pericolosità per l’attaccante napoletano, che è però costretto ad abbandonare il match anzitempo, per sacrificarsi in nome della squadra.
Salihamidzic n.g.: gioca uno spezzone di partita senza lasciare il segno.

Chievo – Juventus 1-1. Una beffa clamorosa.

dic192010

 

 

 

 

 

 

 

Il calcio è così: imprevedibile e talvolta “doloroso”. Non ti aspetti che la Juve possa essere seconda dal Milan, in lotta per il titolo di campione d’inverno, e poi, al 92′ ti risvegli dal sogno e ti ritrovi addirittura quarto, con tanto rammarico per le occasioni mancate. La costante di questo inizio stagione è proprio questa; l’infrangersi dei sogni subito dopo averli fatti. Ma forse per una squadra che cresce è meglio così. La crescita passa dalle delusioni, dalle sconfitte, dalle vittorie sofferte, anche se talvolta un pizzico di fortuna non guasterebbe. Qualcuno potrebbe dire che questo gol al 92′ pareggia in qualche modo quello fatto alla Lazio nel turno precedente, ma in entrambe le partite, I bianconeri hanno decisamente meritato di vincere, sia per il numero di occasioni, sia per i valori espressi in campo. Insomma, cerchiamo di guardare il bicchiere mezzo pieno.

La Juve scende in campo con voglia di vincere, e dopo i primi dieci minuti interlocutori inizia a manifestare la volontà di passare subito in vantaggio, accelerando la manovra e spingendo forte sull’acceleratore. E’ sempre dalla destra che parte l’iniziativa, ma stavolta è Sorensen che con sempre più personalità recupera palloni e li offre agli avanti bianconeri. Ma la spinta bianconera subisce un brusco stop quando Chiellini tenta di anticipare Moscardelli lanciato a rete, franandogli di conseguenza addosso. Calcio di rigore per il Chievo e cartellino giallo per Giorgione, fortunato nella decisione arbitrale che avrebbe potuto costargli l’espulsione per chiara occasione da rete. Sul dischetto si presenta Marcolini, ma è Storari a prendere gli onori della conaca parando la massima punizione! Che gran portiere questo ragazzo!

Ma la squadra di Delneri non si fa intimorire dall’episodio e riprende a martellare l’avversario a testa bassa. Sorensen confema tutta la sua personalità spingendosi sempre più in avanti (non bastandogli evidentemente la fase difensiva), rubando il tempo ad un difensore e colpendo un clamoroso palo da distanza ravvicinata. Non passano molti minuti per arrivare al vantaggio dei nostri: corner battuto dalla sinistra, batti e ribatti in area fino alla definitiva “bicicletta” di Quagliarella che mette il pallone all’incrocio. Uno a zero per la Juve!

Voglia di giocare, voglia di vincere, voglia di divertirsi, con la Signora che manovra inscioltezza e dà l’impressione di poter chiudere la partita in qualsiasi momento. Meritato vantaggio alla luce di quanto offerto dalle due squadre, che vanno al riposo con un evidente dato statistico: 61% di possesso palla per i bianconeri, a testimonianza della grande partita e della costante iniziativa nelle mani degli ospiti.
 
Ma il secondo tempo è tutt’altro che tranquillo per gli uomini di Delneri, sia per l’esiguo vantaggio, sia per l’episodio che determina l’espulsione di Giandonato, che atterra l’avversario lanciato a rete. Cartellino rosso per il giovane juventino, con tutto il secondo tempo ancora da giocare. Delneri medita molto il nuovo assetto da dare alla sua formazione, tant’è che arrivano anche i cartellini gialli per Bonucci e Aquilani prima di ridisegnare un 4-3-1-1 con Quagliarella che si mette sulla linea mediana e Pepe in posizione di centrale.

Un colpo di testa sul fondo di Granoce mette i brividi alla Juve, che però ha l’occasione colossale con il contropiede di Krasic che serve Iaquinta a tu per tu col portiere, ma l’attaccante si fa respingere la conclusione che avrebbe chiuso il risultato. Poca convinzione di Vincenzo che non sembra ancora nelle migliori condizioni psicofisiche. Il Chievo spinge e non si contano più i corner a favore della squadra di casa, con i nostri a difendere come possono, buttando il pallone molto spesso con troppa precipitazione; ma quando la sfera viene giocata sui piedi di Krasic, il serbo si rende protagonista di un “coast to coast” dove salta tutti gli avversari, evitando anche il portiere mettendo la palla a scheggiare la traversa a porta vuota. Irripetibile occasione per questo incredibile ed indomito giocatore che tecnicamente ha ancora moltissimo da lavorare! Il calcio non è solo corsa e velocità, purtroppo.

Entrano Legrottaglie e Traoré per Pepe e Quagliarella. Ma proprio con sei difensori in campo la Juve prende gol al 92′ con Pellissier, che anticipa sulla corsa Sorensen e realizza il pareggio definitivo. Bianconeri belli fino all’espulsione di Giandonato, poi tanta confusione e poca concretezza. Sorensen è l’emblema di questa squadra: ti stupisce perchè fa quello che non ti aspetti, ma ti può deludere da un momento all’altro a causa della sua maturazione ancora in corso.

Prepartita Chievo – Juventus. Formazioni e curiosità.

dic192010

Ha ragione Delneri quando dice “non si rimane in serie A se non sei una squadra (e una società) che ha delle basi solide”. Il Chievo è una di quelle squadre che ha sempre galleggiato tra la zona Uefa la retrocessione, con dei picchi verso l’alto davvero notevoli se consideriamo le origini della società. Ma questa è storia, e noi dobbiamo guardare l’attualità. Ennesimo ritorno alle origini per il nostro mister, che torna nella città che rese celebre col suo miracolo sportivo.

La Juve ha l’obbligo morale di vincere, di sfruttare il passo falso della capolista Milan che in casa è scivolata su una buona Roma tutt’altro che in crisi, e poi, con una vittoria, rientrerebbe con ancora più forza nella lotta scudetto, regalando ai tifosi un Natale di soddisfazioni, dopo la delusione Champions. In trasferta non è mai facile giocare, eppure la squadra si è spesso espressa meglio per via degli spazi maggiori a disposizione. Delneri dovrà fare a meno dello squalificato Felipe Melo e di Marchisio, Sissoko, Del Piero infortunati, potendo comunque schierare dall’inizio una formazione comunque all’altezza.

Confermatissimo in difesa Sorensen, seppure il rientrante Grygera poteva almeno iniziare la gara (meglio così), con la coppia Bonucci – Chiellini al centro e Grosso a completare il reparto a sinistra. Sulla linea mediana il grande Krasic a destra, con Aquilani e la novità Giandonato a destra (che sostituisce l’indisponibile Sissoko dell’ultimo momento), e Pepe sulla sinistra. In avanti le punte saranno Quagliarella e Iaquinta, forza e velocità ma anche potenza aerea per sfruttare i palloni provenineti dalle fasce laterali. Scelta peraltro obbligata in quanto Del Piero ha accusato un risentimanto ai flessori che non lo ha reso neppure convocabile per questa sfida. A risultato acquisito potrebbe esserci l’eventuale ingresso di Giannetti, bomber di coppa che potrebbe far respirare Quagliarella in attacco.

I dubbi del Chievo riguardano la difesa: a destra ballottaggio tra Frey e Sardo, e a centrocampo sono in corsa Andreolli e Mandelli. Giocheranno invece Cesar al centro della difesa e Mantovani in posizione di terzino sinistro. Rombo di centrocampo, con Guana vertice basso, con Fernandes e Marcolini ai lati e Constant vertice alto, con Pellissier e Moscardelli di punta. Giocatori tutti disponibili per la squadra di Pioli.

Occhio al terreno di gioco gelato che potrebbe causare problemi alle squadre ed essere determinante per il risultato.

Le pagelle di Chievo – Juventus.

gen172010

Buffon 6: buon rientro del portierone della nazionale, che salva un gol già fatto dopo pochissimi secondi. Per il resto del match non viene chiamato in causa molte volte. Forse poteva fare di più in occasione del gol di Sardo.
Grygera n.g.: gioca una mezz’ora decisamente opaca in cui praticamente non si vede, poi è costretto ad uscire per infortunio.
Zebina 5: il suo ingresso al posto di Grygera non sortisce alcun effetto, infatti la spinta sulla fascia destra resta assolutamente innocua per la difesa del Chievo e tutta la manovra bianconera ne risente, in quanto non vi è un pericoloso sbocco offensivo.
Cannavaro 6,5: sempre attento e scattante in difesa. Mette la sua esperienza al servizio della squadra, fermando in più occasioni gli attaccanti del Chievo che avrebbero potuto fare molto male alla retroguardia bianconera. Il capitano azzurro è apparso in ottima forma fisica, a differenza di molti suoi compagni più giovani.
Chiellini 6: non straripante come in altre occasioni, riesce tuttavia a fare buona guardia  nei confronti degli attaccanti avversari, non permettendo loro di colpire e fare ripetutamente male alla retroguardia juventina.
Grosso 4: restano ormai poche parole per descrivere la pochezza del terzino bianconero, che si rivela ad ogni partita un acquisto sempre più fallito, tanto da far quasi rimpiangere Molinaro, di cui la società s’è sbarazzata (giustamente) come un peso morto. Fabio proprio non riesce ad entrare nei meccanismi di gioco, infatti non arriva neanche una volta sul fondo per crossare e le sue discese sembrano più delle piacevoli passeggiate primaverili, che le difese arginano puntualmente senza problemi. Se a una sterile azione offensiva si accompagnano anche interventi scomposti e poco sicuri in difesa, la situazione diventa veramente tragica.
Salihamidzic n.g.: entra al posto di Grosso, ma non si fa notare molto, nella ricerca del pareggio.
Felipe Melo 5: ci mette tanta buona volontà, ma scarseggia nell’azione di filtro, infatti non esce su Sardo, che è libero di tirar da fuori area e infilare Buffon. In fase d’impostazione manca di lucidità, così la squadra non riesce a decollare e affonda nell’ennesima sconfitta.
De Ceglie 5: è un fattore nullo sull’ala sinistra infatti non è mai in posizione e non riesce a creare situazioni pericolose nella metà campo avversaria, anche a causa del dialogo pressoché nulla con Grosso. Sbaglia un facile rinvio che permette a Sardo di prendere il pallone, saltarlo e trafiggere Buffon e la Juventus intera. È vero che tutti possono sbagliare, ma un errore in quella zona del campo ha conseguenze deleterie.
Marchisio 5: anche lui inglobato nella pochezza del centrocampo, non riesce a fare nulla degno di nota, infatti è più preoccupato a difendere, che a cercare di creare qualcosa in attacco. Con l’involuzione della squadra, s’è involuto anche il gioco del centrocampista torinese, che non riesce più a esprimersi ai livelli di qualche tempo fa.
Diego 5: la bella partita col Napoli aveva fatto sperare i tifosi che però si sono subito dovuti ricredere, infatti il brasiliano è apparso decisamente fuori forma e poco creativo, in quanto è stato ingabbiato dai difensori del Chievo, senza possibilità di azione. Senza le sue invenzioni tutto il gioco della squadra ne risente. Purtroppo in questa stagione, sta mancando il suo apporto e improntare tutto lo sviluppo del gioco sulle sue spalle, può avere effetti catastrofici, se Diego non è in forma, come sta accadendo in questo momento.
Del Piero 5,5: inizialmente appare il più vivace dei bianconeri, in quanto offre importanti guizzi e cerca di dialogare coi compagni per creare qualche trama di gioco interessante, poi si fa risucchiare dalla pochezza di tutta la squadra e non riesce più a concludere nulla, neanche su punizione.
Paolucci 6: sufficienza di stima per il giovane bianconero, che prova a mettere in crisi la difesa clivense con la sua velocità, ma oggi la situazione è veramente critica e neanche lui basta per evitare l’ennesima sconfitta, con figuraccia annessa.

Juventus – Chievo 1-0. Chi ben comincia…

ago232009

 

 

 

 

 

D’accordo l’entusiasmo della vigilia, ma pochi forse immaginavano una partita così buona e convincente, spesso accompagnata da applausi scroscianti e clima festoso sugli spalti. Eppure l’ingresso delle squadre è stato salutato da un certo sconcerto per le strane scelte del nostro mister. Difesa con Grygera, Cannavaro, Chiellini e Salihamidzic (la buona intuizione di Ferrara sulla sinistra); a centrocampo Ciro decide di far giocare Poulsen come perno centrale, una decisione alquanto “singolare” visto le movenze tutt’altro che veloci del danese, sopratutto per quanto concerne la fase di regia arretrata, quella cioè di prima impostazione della manovra, accompagnata pure da qualità tecniche piuttosto discutibili. Insieme a Poulsen, Marchisio e Tiago completano il reparto; ma se Tiago si è sempre espresso bene a sinistra, non capiamo perchè sia stato messo dalla parte opposta; ma sopratutto, rimane inspiegabile come un giocatore come Marchisio, completo sia nella qualità che nella quantità (e oltretutto in ottima forma nelle partite precedenti), non abbia ricevuto le chiavi del centrocampo da Ferrara. Considerando poi che in panchina c’è finito un tal Camoranesi…

In avanti, dopo quindici anni, Del Piero salta la prima partita di campionato (in passato sempre presente almeno in panchina), lasciando lo spazio alla coppia Amauri – Iaquinta. Assente pure Trezeguet, in panchina.

Per sopperire alla carenza di fantasia, Diego arretra il suo baricentro, partendo da una decina di metri più indietro, saltando spessissimo l’uomo e costringendo i giocatori del Chievo a cinque falli in dieci minuti. Da una punizione dalla trequarti nasce proprio il vantaggio bianconero di Iaquinta, che colpisce benissimo di testa mettendo la palla nel sette.

Cerca il Chievo di proiettarsi in avanti, ben memore del 3 a 3 strappato qualche mese prima a proprio qui a Torino (l’inizio della disfatta di Ranieri), ma tra una magià di Diego (davvero un grande trascinatore), e uno spunto di Amauri, la Juve rimane sempre più intraprendente e pericolosa. L’azione più bella parte infatti da una fuga del brasiliano sulla sinistra, che con il suo doppio passo lascia sul posto l’avversario e crossa per Iaquinta che nuovamente di testa sfiora il secondo gol (paratone del portiere ospite).

Juve sempre pericolosa anche sui calci d’angolo, dove può schierare una serie di arieti come ben poche squadre possono fare addirittura in Europa, e, valore aggiunto di quest’anno, un vero grande trequartista che dà imprevedibilità e incisività alla manovra, fornendo quei palloni che per anni gli attaccanti si sono sognati di notte.

Poche altre occasioni nel primo tempo, più che altro sterile di conclusioni vere, ma ben altra Juve nel gioco rispetto a quelle viste negli ultimi anni. Ripresa con De Ceglie che subentra a Salihamidzic, infortunato proprio nel finale del primo tempo. Nulla cambia ovviamente a livello tattico, se non che il subentrato non riuscirà ad azzeccare nemmeno un cross. Così come Poulsen entra in bambola al punto tale da commettere un secondo fallo da ammonizione, clamorosamente ignorato dall’arbitro, scatenando le ire giustificate del mister De Carlo.

La Juve è poco concentrata e rischia di farsi raggiungere da Pellissier, anche se sul capovolgimento di fronte è il solito Diego ad arrivare fino in area palla al piede, per poi servire Amauri a rimorchio che scheggia la base del palo. La partita scivola fino alla mezz’ora in modo piuttosto piacevole, anche se, come nel primo tempo, quasi priva di conclusioni da ambo le parti. La Juve sostituisce anche Tiago con il giovane Marrone, centrocampista proveniente dalla primavera.

Il Chievo però si spinge sempre maggiormente verso la nostra metà campo, senza che i nostri riescano a sfruttare a dovere l’arma del contropiede, tattica ideale per i giocatori schierati da Ferrara. Ma la Juve appare stanca, e Diego viene sostituito nel finale da Camoranesi, che ne eredita i compiti di rifinitura.

I minuti finali più che a dare qualche speranza al Chievo, servono a regalare qulche ovazione a Cannavaro, autore di una partita quasi perfetta (anche se non difficile), ma sempre sicuro ed estremamente efficace nei suoi interventi. Per il momento quindi, sulla questione del ritorno di Cannavaro, “la partita” tra tifosi e dirigenti è iniziata con l’1 a 0 per i dirigenti. Il campo dice sempre la verità.