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Mai sentito la frase “salire sul carro dei vincitori“? Ebbene, quando si vince sono tutti pronti ad attribuirsi meriti e lodi, questo si sa. Quando invece si perde regna il caos più totale. Nessuno è mai in grado di stabilire colpe precise, chirurgiche. Eppure le società oggigiorno dovrebbero essere organizzate in modo impeccabile (con tutti quei “responsabile tecnico”, “team manager”, “dirigente accompagnatore”, “direttore sportivo”, “consulente di mercato”, e via di seguito), ma il vecchio cameratismo di spogliatoio impone che si dica sempre: “si perde in undici“. Non sono d’accordo.
Se solo le società  pensassero realmente in modo così globale, non saprebbero nemmeno individuare i punti dove una squadra andrebbe rinforzata. Ma queste sono tutte considerazione che sappiamo benissimo non essere possibili. Più comodo nascondersi dietro affermazioni nebulose invece che indicare chiaramente le cause che hanno generato il tracollo. Forse l’allenatore non può andare in conferenza stampa a dire che il tal calciatore col le sue espulsioni ha condizionato l’andamento di “tot” gare, mentre quell’altro non ha mai fornito prestazioni consone al prezzo sborsato dalla società per il suo acquisto. Ma non ho mai sentito che un CDA non debba rendere conto agli azionisti, che sono poi anche tifosi. E nessun CDA ha mai fatto discorsi di rendimento dei giocatori, o di responsabilità particolarmente riconducibili a determinati soggetti, allenatori o direttori sportivi che siano.
Il problema, e le colpe della Juve stanno proprio in questo. Nessuno per esempio sa di preciso chi sia il responsabile del mercato, perchè a detta loro le decisioni vengono prese di concerto: benissimo, Secco o Blanc si presentino a dire che su Poulsen hanno fatto una pessima valutazione. Nessuno ha ancora capito se la Juventus debba puntare su giovani talenti o sulla vecchia guardia(Giovinco deve giocare o no??) si presenti Ranieri e dica quale tipo di giocatori intende impiegare e con quale modulo. Nessuno ha mai visto dopo strigliare la squadra dopo sconfitte imbarazzanti: Cobolli Gigli dica chiaramente quello che pensa (se pensa qualcosa), prima alla squadra (come faceva Moggi) e poi in assemblea soci. Qualcuno ci metta la faccia.
Alla Juventus è diventata consuetudine non assumersi le responsabilità . Questo aspetto della gestione, non solo produce gravi ripercussioni anche sui giocatori (che si non si sentono in dovere verso nessuno), ma crea certamente a lungo andare il caos organizzativo. Sembrerà strano, ma in questi anni la Juve sta ancora raccogliendo e vivendo su tutto quello che Lucianone ha creato: una società quadrata, un settore giovanile florido, un importante peso in campo internazionale, il culto della disciplina, ecc… Ma tutte queste cose si stanno a poco a poco sfaldando. Cosa ne sarà della grande Juve tra qualche anno? Vi ricordate cos’era il Torino all’epoca di Moggi e cos’è diventato ai nostri giorni?
Non fatico a pensare che i dirigenti siano come calciatori che vadano disciplinati ove non lo facciano autonomamente. Per questo mi convinco ogni giorno di più che il vero colpevole di tutto sia proprio chi non abbia mai fatto nulla: John Elkann. Il palpabile disinteresse della proprietà non è soltanto simbolo di complicità , ma anche di notevole superficialità verso chi non sta facendo assolutamente girare le cose come si conviene. Non è andando a vedere quelle due o tre partite che si dimostra la volontà di far tornare grande la maglia bianconera. Se le capacità manageriali e decisionali non si possono coltivare sul terrazzo, è anche vero che possono essere ricercate altrove, se uno non le ha. Per la Fiat John Elkann ha trovato il suo “Moggi” in Marchionne, che con il suo polso ha saputo metterci anche la faccia e fare scelte impopolari, difficilissime e molto spesso contestate, anche in seno alla stessa Fiat. Scelte che i suoi predecessori non avevano saputo fare (Avvocato Agnelli incluso). Ma lui è andato avanti per la sua strada, assumendosi tutte le responsabilità di ciò che faceva ed agendo con trasparenza, serietà , determinazione e “voglia di vincere“.
La Juve avrà ancora un suo “Moggi” prima che sia troppo tardi?