Il commento alla 33a giornata di campionato.

apr252012

E’ durata una manciata di minuti l’illusione della Juve di portarsi a +5 sul Milan, finchè Boateng non ha sparato in porta l’ennesima bomba. Tanta fatica per i bianconeri, altrettanta per i rossoneri. Entrambe le formazioni, che fino ad oggi avevano avute alterne difficoltà ed alterni momenti di forma, si sono trovate oggi con i medesimi problemi. A Cesena la Juve ha rischiato di sbattere contro l’ennesimo muro di gomma di una piccola squadra, palesando i problemi in fase offensiva, presenti da inizio stagione. Stavolta Borriello ha messo una pezza importante, consentendo di mantenere invariate le distanze dai rossoneri. A San Siro il Milan ha rischiato ancora di più, raggiungendo il Genoa nel finale, dopo che era passato virtualmente a -5 in classifica. Similitudini anche per alcuni episodi che hanno avvantaggiato le due squadre. Il rigore è stato protagonista su entrambi i campi, dato che quello assegnato alla Juve non c’era, mentre il rigore non fischiato a Nesta era sacrosanto.

Intanto, alle spalle delle due contendenti si consuma la lotta per la Champions, anche qui con molte alterne vicende. La Lazio cade davanti ad un modesto Novara, che ha fatto una partita normale, riuscendo a battere i biancoazzurri di Reja. Cade anche l’Udinese, sconfitto pesantemente in casa dall’Inter, per di più in rimonta. Nerazzurri galvanizzati e in piena corsa Champions, a questo punto. Bel risultato anche del Napoli a Lecce, che fa densità alla lotta per il terzo e quarto posto. Ma l’attenzione viene monopolizzata dalla situazione della Roma, nuovamente sconfitta, in casa con la Fiorentina, e sempre più contestata apertamente dai tifosi. La società non si è mai espressa in modo dubbioso nei confronti di Luis Enrique, ma lo stesso tecnico ha profondamente messo in discussione la sua permanenza sulla panchina giallorossa la prossima stagione. Se fosse così, sarebbe l’ennesimo naufragio di un valido progetto, che inevitabilmente richiede i suoi tempi.

Il commento alla 34a giornata di campionato.

apr222012

Il pareggio suicida del Milan (che ha persino rischiato di perdere), sarebbe l’argomento del giorno, visto che è stato ottenuto in casa contro il Bologna. Ma in quel di Genoa si è consumata l’ennesima tragedia del mondo del calcio. Già, perchè non si definisce solamente tragedia quando muore un calciatore, un tifoso, o genericamente una persona. La tragedia può esserci anche quando muoiono le istituzioni, i principi, quando muoiono i valori stessi dello sport. Allo stadio Marassi, i padroni di casa sono stati costretti dai propri tifosi ad interrompere la partita, intimando ai giocatori di togliersi la maglia ed uscire dal campo. Quarantacinque minuti di panico assoluto, in schiavitù di pochi pretenziosi che, come già è successo altre volte, hanno il potere di decidere quando e come una partita vada interrotta, a seconda del risultato o del grado di soddisfazione della loro squadra sul campo. Una cosa impensabile da un punto di vista umano, sociale e della cultura sportiva. Ha ragione Preziosi a chiedere dove fosse la Polizia. Abbiamo visto quattro celerini sotto la curva,a guardare impotenti ciò che stava accadendo. Sicuramente questi “tifosi” stasera saranno comodamente seduti sul divano a guardare Juventus – Roma. Il calcio è diventato l’immagine di uno schifoso Paese allo sbando. Possibile che nessuna delle società abbia il coraggio di proporre al governo delle misure per far crescere questo sport?

La giornata di oggi ha visto dei risultati interessanti per l’economia del campionato. Se la Juve farà risultato contro la Roma, farebbe un altro grande passo verso il tricolore. Non pare vero, dopo cinque anni di inferno, eppure, la possibilità è concreta. Avevamo già scritto che il Milan sta avendo le nostre stesse difficoltà di quando la pareggite affossava i bianconeri, e oggi abbiamo avuto l’ennesimo riscontro. Curiosa la preparazione atletica dei rossoneri, che arrivano nel momento topico della stagione, incapace di avere quello spunto che gli avrebbe permesso di giocarsi la Champions (se non fosse stato eliminato) e il Campionato. La squadra sembra poco lucida, sopratutto in difesa. Due gol fotocopia sono costati la sconfitta con la Fiorentina ed il pareggio col Bologna. Cinque punti persi con due errori banali, incapaci di recuperare nell’arco della restante gara. L’ingresso di Cassano non ha ancora cambiato la squadra, ma sicuramente può essere l’asso nella manica che Allegri si giocherà da qui alla fine. Il calendario delle due contendenti è piuttosto semplice, ma alla penultima giornata, svetta un bel derby.

Non sappiamo come arriveranno i nerazzurri a quella giornata di campionato; visto il pareggio di oggi a Firenze, potrebbe essere che la sua esclusione dalla Champions sarà già maturata, ma per i rossoneri non sarà assolutamente facile, visto che ai nerazzurri sarà chiesta la vittoria per salvare una stagione disastrosa. Stramaccioni sta facendo il possibile cercando di limitare i danni, e vista la giovane età (e poca esperienza), sta anche facendo molto bene. Ma l’effetto sorpresa di cui ha usufruito anche Ranieri, finirà presto? Se l’Inter si qualificherà per la Champions e Moratti avrà voglia di reale ricostruzione, può essere che il tecnico venga confermato, a condizione che il presidente si armi di pazienza, contrariamente a quanto ha sempre fatto. Anche in questo caso la domanda potrebbe essere “finirà presto”?

Il commento alla giornata del campionato.

mar52012

Nella settimana dell’ipotetica (ed ennesima) pace tra Juve e Milan (fino ovviamente al prossimo episodio), speravamo in un turno favorevole ai bianconeri, impegnati in casa contro il Chievo, con i rossoneri ad affrontare l’insidiosa trasferta di Palermo. E’ stato tutto l’opposto. La Juve ha fatto la partita fino a quando hanno retto le gambe, poi il Chievo ha preso in mano le redini del gioco, fino a pareggiare con la complicità del solito Bonucci. Un altro pareggio dopo quello ottenuto in terra scaligera, fanno della squadra di De Carlo un’antagonista davvero ostica per Antonio Conte. Il nostro tecnico dovrà schiarirsi le idee in settimana, perchè a questo punto sono tanti i dubbi che riguardano le formazioni messe in campo. Mercoledì c’è già il Bologna, partita fondamentale per il discorso che illustravamo poc’anzi, ma sopratutto per rimanere agganciati alla vetta.

Già, perchè i rossoneri hanno preso il treno che vola verso lo scudetto, e in questo momento sono senza dubbio la squadra più in forma del campionato. Con o senza Ibrahimovic, la squadra di Allegri detta la sua legge su tutti i campi. La differenza tra bianconeri e rossoneri sta principalmente nel potenziale offensivo. La capacità dei milanisti di risolvere le partite non è paragonabile alle nostre punte, così sprecone ma allo stesso tempo, così mal servite. Vedremo se anche loro avranno una flessione come la stiamo accusando noi, oppure se riusciranno a prendere un congruo distacco e a gestirlo fino alla fine. In questo momento la Juve fatica a tenere il passo del Milan, e questo è indubbio, sopratutto per quanto riguarda le partite casalinghe, anche se sembra un paradosso, visto il nuovo stadio.

Anche l’Inter ha perso parecchi punti in casa quest’anno, come testimonia il 2-2 col Catania di ieri sera. La pazza Inter va sotto di due reti, sfiorando l’esonero immediato di Ranieri. La sensazione è che Moratti non abbia ancora scelto il successore di Ranieri, ma nel momento in cui lo troverà, il tecnico romano avrà vita breve. I risultati non giocano sicicuramente a favore dell’ex juventino, ma c’è da dire che pure il presidente nerazzurro non è uno che capace di creare un progetto vero, pur avendo le disponibilità economiche per acquistare qualsiasi giocatore.

Ma a proposito di progetti, continua l’alto e basso rendimento della squadra di Luis Enrique, che perde malamente il derby di Roma, a favore dei cugini biancoazzurri. Contenti per Reja che ha riconquistato una parte della tifoseria, che a Roma gli ha sempre remato contro, pur svolgendo un grandissimo lavoro. Meno contenti per Luis Enrique, che a seguito della sua espulsione si è lasciato andare a frasi veramente di cattivo gusto. Peccato.

Il commento alla 12a giornata di campionato.

nov202011

La Juve dà un segnale forte al campionato. Ormai è inutile nascondersi, i bianconeri devono provare a vincere lo scudetto. La vittoria col Palermo è tanto limpida quanto spettacolare, pensando poi che i margini di miglioramento sono ancora alti, e che nel mercato di gennaio potrebbero esserci ulteriori rinforzi (magari proprio nel reparto difensivo). La regolarità di risultati è uno di quei pregi che manca per esempio alle altre pretendenti. Negli anticipi di sabato abbiamo assistito ai pareggi di Milan, Napoli e Lazio. I rossoneri sbattono contro il muro di gomma di Delio Rossi, esordiente sulla panchina viola, e che strappa il pareggio con la complicità della terna arbitrale. Un goal annullato per fuorigioco inesistente e un palo colto da Pato, non permettono alla squadra di Allegri di continuare una serie molto positiva di risultati. La partita di mercoledì con il Barcellona può essere un alibi che giustifica parzialmente i rossoneri, che giustamente devono spendere molto nella massima competizione europea.

Molto più rammarico invece per il Napoli che domina letteralmente la Lazio, salvata in molte occasioni dal suo portiere Marchetti, ma incapace di affondare il colpo decisivo. Gli azzurri infatti, pur essendo riconosciuti come una delle squadre più forti e capace di esprimersi meglio in fatto di intensità e agonismo, continua a perdere punti preziosi sprecando, ora contro squadre minori, ora con prestazioni a cui manca solo il goal, situazioni che potrebbero esserle molto favorevoli. C’è da dire, a onor del vero, che anche in questo match, un goal di Maggio è stato ingiustamente annullato.

Chi invece tra le grandi squadre ha usufruito favorevolmente degli sbagli arbitrali, è l’Inter. Una rete in fuorigioco e tanta paura nel finale per il vantaggio accorciato. Continua la faticosa stagione dei nerazzurri che non riescono ad uscire da una crisi di gioco profondamente negativa. In settimana si è parlato più delle questioni 2006 che dei problemi di Ranieri. Meglio così, è giusto concentrarsi sulle cose importanti.

Brutto stop per l’Udinese, che perde malamente in casa del Parma.

Il commento alla 11a giornata di Campionato.

nov62011

Il rinvio del posticipo Napoli – Juventus, causa bel tempo, ha monopolizzato le discussioni su questo turno di Campionato. Si, avete letto bene, siccome nel pomeriggio splendeva il sole, il vertice composto da Prefetto, Sindaco e Napoli Calcio (senza la Juventus!), hanno deciso che i partenopei sarebbero stati troppo stanchi per affrontare una partita sotto un (eventuale) acquazzone. Mi torna in mente il diluvio universale di Perugia, quando Collina lanciava un pallone che si fermava nelle pozzanghere del campo. Allora si potea giocare, vero? massimo rispetto per le vittime dell’alluvione di Genova, ma al San Paolo era tutta un’altra cosa. Chiediamoci infatti come mai non sono state prese in considerazione le ipotesi di rimandare a domani l’incontro, oppure di giocare a porte chiuse. Invece no, rinvio lungo, a data da destinarsi, perchè domani era troppo vicino.

 Ma passiamo al calcio giocato. Il Milan continua il suo cammino a suon di goal, asfaltando il Catania a San Siro e confermandosi una squadra capace di creare e trasformare tantissime occasioni. rossoneri a trazione anteriore, con o senza Cassano. Robinho e Ibra hanno fatto ciò che volevano, anche se le diverse prestazioni tra Campionato e Champions evidenziano che affrontando squadre che esprimono potenzialità offensive maggiori del Catania, la squadra di Allegri evidenzi tutti i suoi punti deboli difensivi.

Punti deboli che, all’alba dell’undicesima giornata, tutti si aspettavano di vedere nell’Udinese. Invece, la squadra friulana non molla il colpo. Anche oggi una vittoria col Siena, e primo posto in classifica mantenuto. Chiaro che, contrariamente a quanto fatto dal Napoli e dalle altre squadre impegnate in Europa, l’Udinese ha preferito lasciare ogni ambizione internazionale, dando ampio spazio al turnover, mantenendo le forze fresche e preservando gli uomini migliori per il Campionato. I friulani lo possono fare, senza rischiare polemiche o contestazioni. Questo è un altro punto a favore di Guidolin, che ormai può puntare ad arrivare tra le prime quattro in classifica.

Otttimo momento anche per le romane, che iniziano ad avere qualche fiducia in più da parte dei loro supporters. Reja può concedersi il lusso di passeggiare per Roma senza essere insultato e minacciato per la strada dai suoi stessi tifosi, a causa del primo posto in classifica. Luis Enrique può continuare con un po’ più di ossigeno il progetto di crescita di una squadra su cui c’è ancora molto da lavorare. Bojan, Lamela e Osvaldo sono talenti da coltivare e da far giocare con continuità finchè certi meccanismi e certe qualità non maturino al punto da far fare il salto di qualità ai giallorossi.

Il commento alla 8a giornata di campionato.

ott232011

Onore alla capolista Udinese, che vincendo anche questa domenica è stata promossa da “sorpresa” a “certezza”. D’accordo che lo sparring partner Novara non era un avversario così ostico, eppure c’è chi riesce a perdere puntulamente punti preziosi contro le cosiddette “piccole”. Se il riferimento vi è famigliare, avete capito bene: stiamo alludendo alla Juventus. La Vecchia Signora sta tornando sui ritmi di Delneri, quando vinceva contro le grandi, ma faticava terribilmente contro le piccole, fino a perdere poi la propria identità. Pareggiare in casa con queste squadre equivale ad una sconfitta, per quel che mi riguarda, contando anche che passare due volte in vantaggio e non riuscire a prendere i tre punti vuol dire impegnarsi parecchio. Il problema della Juve sta nella difesa e sulle fasce. Inutile negarlo, sapevamo tutti che il reparto arretrato non sarebbe stato all’altezza, e anzi, Barzagli è già andato più avanti delle rosee aspettative che un tifoso possa avere. Sulle fasce invece, abbiamo un’abbondanza di giocatori intercambiabili, che però nessuno di essi ha dato fino ad ora un rendimento accettabile, se togliamo un paio di partite di Pepe. L’effetto Conte sta finendo? E’ presto per dirlo, ma da ora in poi inizieremo ad avere una percezione migliore delle potenzialità dei bianconeri, poichè questa settimana affronteremo la bellezza di Fiorentina e Inter, due impegni che vanno al di là delle partite “normali”. Staremo a vedere anche a livello tattico con quale assetto Conte disporrà la squadra in campo.

Chi invece sembra aver trovato l’assetto giusto, è Ranieri. Con l’innesto di Snejider e con un Maicon in grandissimo spolvero, la compagine nerazzurra sta uscendo dalla crisi con la forza del bel gioco. A tratti si è rivista l’Inter degli ultimi anni, fatta di velocità e di campioni sempre pericolosi. Due risultati non fanno primavera, ma le vittorie fanno morale, e sopratutto classifica, di cui tanto i nerazzurri necessitano di risalire. Un po’ meglio posizionati sono invece i cugini del Milan, che anche loro riescono a ritrovarsi con una vittoria esaltante. Rimonta in trasferta, da 3-0 a 3-4, roba da non credere. Un Boateng stratosferico porta in orbita gli uomini di Allegri, che quando hanno deciso di giocare la partita hanno messo alle corde il Lecce, facendone polpette. Preoccupante però l’atteggiamento con cui il Milan scenda in campo facendosi schiaffeggiare per ben tre volte prima di riprendersi. ai rossoneri è andata bene avere davanti a sè il Lecce di oggi, tutto qui. Grande reazione, ma sul 3-0 se fai girare la palla non perderai mai.

Chi invece lascia sempre l’amaro in bocca, è il Napoli. Un pareggio insipido che non smuove la classifica. Sono sicuro che tutte le squadre in questo momento siano ancora un cantiere aperto (tutte le grandi intendo), ma il Napoli non è tra quelle che deve trovare un suo assetto, il suo scheletro è già ben formato e collaudato, per questo le amnesie sono ancora più inspiegabili di quelle delle altre squadre. E in questo è Mazzarri che deve dimostrare di essere un ottimo allenatore.

Il commento alla 37a giornata di campionato.

mag162011

Il Milan festeggia degnamente davanti al suo pubblico, ballando sul povero Cagliari che anche lui non aveva nessuno stimolo da questa partita. attro reti sonanti, e tanto spettacolo, sopratutto dopo la partita, quando i canti e le danze sono proseguiti nella notte. Questa sarà una settimana impegnativa per la società, in quanto verranno discusse molte posizioni eccellenti di alcuni senatori, Seedorf e Inzaghi su tutti. Inizierà così a prendere forma il nuovo Milan 2011/2012, ad un bivio tra il debito di riconoscenza verso questi straordinari giocatori, ed una necessità di ringiovanire la rosa per fronteggiare l’impegno Champions League, sicuramente l’obiettivo primario dei rossoneri il prossimo anno.

Obiettivo Champions già raggiunto anche da Inter e Napoli, che ieri sera si sono affrontate nell’ennesimo “biscotto” calcistico. Se pensiamo a quante volte l’Inter è stata conivolta in queste partite – farsa, è comico pensare che ci siano degli interisti che ancora si dicano “Onesti” con la lettera maiuscola. Secondo tempo da ufficio indagine, quello del San Paolo, con le due squadre a tirare palesemente fino al 90′ per chiudere con un risultato che stava benissimo ad entrambe. Anche al San Paolo, grandissima festa per il raggiungimento di un traguardo prestigiosissimo, e anche qui in settimana ci saranno passi fondamentali per il futuro. Martedì infatti avverrà il faccia a faccia tra Mazzarri e De Laurentiis, che si sono praticamente ignorati nonostante i festeggiamenti. Mano tesa del presidente verso l’allenatore, che però rimane fermo nella sua posizione apparentemente attendista. Questo è il segnale più lampante di una frattura o di una decisione già presa.

Emozioni alterne a Roma, dove la Lazio continua ad inseguire il sogno Champions, vincendo in goleada, e contendendo all’Udinese la quarta piazza. Quest’ultima, anch’essa vittoriosa, appare comunque la favorita dai pronostici, ma solo l’ultima giornata sarà arbitra delle loro sorti. Sulla sponda romanista invece, amara sconfitta a tempo scaduto contro il Catania, che decreta l’esclusione definitiva dalla Champions.

Psico-dramma invece a Genova, dove la Sampdoria raggiunge Brescia e Bari nel terzetto che retrocede alla categoria cadetta. E pensare che solo un anno fa i doriani festeggiavano la qualificazione alla Champions.

Il commento alla 36a giornata di campionato.

mag82011

Ha ragione Leonardo: “Nessuno vince il campionato senza averlo meritato”. Così, onore al Milan campione d’Itlalia 2010/2011, onore alla società che ha saputo costruire una squadra facendo colpi sensazionali in estate, senza spendere uno sproposito di soldi e azzeccando il cambio di allenatore; onore ad Allegri, che ha portato cambiamenti e quella ventata di entusiasmo che può aprire un nuovo ciclo; onore a Ibrahimovic, che si era presentato dichiarando: “Sono qui per vincere tutto” (e quanti lo aspettavano al varco…); onore a Cassano, che ha saputo starsene al suo posto, silenzioso, nonostante le numerose panchine; onore allavecchia guardia (Seedorf, Nesta, Gattuso, Pirlo, …) che non hanno mai mollato; onore a Thiago Silva, Robinho, Boateng, e a tutti gli acquisti che si sono perfettamente inseriti, creando una squadra molto compatta. Onore al Milan in tutto il suo complesso.

Poteva essere un anno dove l’Inter di Leonardo rimontava sui cugini rossoneri e vinceva in rimonta il suo sesto titolo consecutivo, invece, come sappiamo, i nerazzurri si sono persi nella loro discontinuità, pur arrivando ad un passo dai rivali di sempre. Galliani ha detto che se avessero perso il derby, l’Inter avrebbe conquistato lo scudetto. Forse, resta il fatto che la stracittadina sia stata una tappa importante per il cammino del campionato. E la compagine di Moratti è stata l’avversaria più pericolosa per i rossoneri. La vittoria di oggi per tre reti a uno conferma il potenziale atomico di Pazzini e compagni, che dovrà solo essere più quadrato in fase difensiva, cercando di porre più attenzione non solo alla costruzione del gioco.

Cade invece il Napoli di Mazzarri, che a Lecce subisce una pesante sconfitta, forse disturbato dalle continue voci di mercato, dai dissidi interiori tra allenatore e presidente, dall’incertezza futura. Una squadra poco serena si è fatta schiacciare dai salentini, che hanno messo in evidenza la crisi interiore degli azzurri, sempre più in caduta libera. Non in discussione comunque la partecipazione alla Champions, messa in cassaforte già da tempo.

Sono in piena bagarre invece, l’Udinese e la Lazio, che oggi si sono affrontate allo stadio Friuli. Lezione di calcio dei bianconeri nel primo tempo, che potevano dilagare con tre o quattro reti, fermandosi però soltanto a due. Così i laziali hanno potuto tentare la rimonta nel secondo tempo, grazie ad una espulsione e calcio di rigore non trasformato da Zarate. Tanti brividi, ma alla fine gli uomini di Guidolin sono riusciti a portare a casa la vittoria e anche l’ipoteca sul quarto posto.

Sarà infatti difficile per le inseguitrici (Juve e Roma), rimontare le posizioni nelle ultimissime battute. I bianconeri poi, devono ancora vincere domani col Chievo, per continuare a sperare nel miracolo dei miracoli. Elkann porterà 100 milioni per la campagna acquisti? Bene, ma quanti giocatori potranno accontentarsi solo dell’ingaggio, senza poter giocare nemmeno la Champions? La mancata qualificazione infatti, rappresenta un ostacolo molto ben più grande allo sviluppo di un progetto, più ancora forse degli investimenti economici.

Il commento alla 35a giornata di serie A.

mag12011

Domenica agro-dolce per i rossoneri, che hanno sognato di festeggiare il tricolore fino al 90′ della partite Cesena – Inter, ma come diciamo sempre noi, le partite non finiscono mai al 90′! Così lo champagne finisce ancora in frigo, rimandato a domenica prossima, sempre che i risultati siano favorevoli ai rossoneri. Incredibile infatti la rimonta con cui Pazzini ha ristabilito i valori tra i cesenati e i nerazzurri. Incredibile anche l’impatto dell’attaccante all’interno della compagine di Leonardo, spietato e potente come i centravanti vecchio stampo. Quando una squadra vince in rimonta, significa che ha carattere e qualità, ma allo stesso tempo che deve risolvere i problemi che la portano spesso in svantaggio, così come è accaduto con la Lazio nel turno precedente, e in molte altre occasioni. L’altalena di prestazioni è stato l’handicap dell’Inter quest’anno, e in prospettiva futuro la squadra dovrà lavorare maggiormente su questo aspetto.

Anche il Milan dovrà far delle attente valutazioni in vista del prossimo anno, dal momento che vincendo col Bologna hanno sì vinto lo scudetto di quest’anno, ma facendo un’analisi attenta dobbiamo dire che la stessa squadra non può tirare tutta la prossima stagione, vista l’età avanzata di molti giocatori, e lo stato di grazia che ha accompagnato alcuni. Ma intanto è bene che si godano i festeggiamenti. Ormai manca solo un punto al tricolore, anche se a Roma non sarà facile domenica prossima. I giallorossi sono in piena lotta per la Champions, galvanizzati dalla vittoria rocambolesca di Bari (vittoria al 95′), scandita da espulsioni, rigori, e tante polemiche; anche se, i limiti della squadra di Montella sono evidenti, e per il momento i romanisti non sembrano i più accreditati al quarto posto.

Lotta ancora apertissima quindi per il quarto posto, con Roma, Udinese, Lazio e Juventus a scannarsi all’ultimo sangue. Detto dei giallorossi, l’Udinese incassa un’altra brutta sconfitta in casa della Fiorentina. Cinque a due il punteggio al passivo, grazie ad una super prestazione degli uomini di Mihajlovic che tengono sempre a debita distanza i bianconeri. Guidolin si dimostra stranamente timoroso nello schierare una formazione ad una sola punta, cercando di correggere già nel primo tempo l’assetto, ma forse la partita doveva ugualmente andare storta, visto il prosieguo dell’incontro. Un passo falso che inguaia ulteriormente la posizione dei friulani, a discapito delle concorrenti.

Già, la concorrenza appunto. Mancano all’appello Lazio e Juventus, che giocheranno domani per consentire alla città di Roma di accogliere i tanti fedeli accorsi per la beatificazione di Karol Wojtyla. Speriamo ci faccia la grazia…

Il commento alla 34a giornata di campionato.

apr242011

Ci siamo quasi. Domenica prossima potrebbe già essere quella buona per lo scudetto rossonero. La partita definita più importante da Allegri, quella di Brescia, ha regalato altri tre punti alla capolista, che in mancanza di Pato e Ibrahimovic, si è “accontentata” di Cassano e Robinho, con Seedorf sempre più anima della squadra. Ormai non ci sono più margini per un colpo di coda delle inseguitrici, e le scaramanzie di Galliani sono fuori luogo per un titolo ormai in cassaforte.

Ci ha creduto fino all’ultimo il Napoli, ma come dice Mazzarri, la squadra è arrivata spompata al traguardo. Quando gli azzurri giocavano sempre con gli stessi uomini, mi stupivo di come questi non avessero una flessione, continuando con un rendimento decisamente molto alto (considerando anche la qualità di alcuni). Infatti, lo scotto è arrivato nel finale, come matematico che fosse, e come matematico fosse anche che il Napoli non ptesse vincere il tricolore con una rosa così. Quest’anno è andata molto bene agli azzurri, ma siamo sicuri che De Laurentiis saprà aggiungere altri piccoli tasselli importanti ad una squadra già tosta. La sconfitta di Palermo non deve buttare nello sconforto i tifosi.

Nello sconforto ci sono già quelli bianconeri di Torino. Che pena questa squadra, deludente sotto ogni aspetto. La rimonta concessa al Catania è lo specchio della stagione; non riuscire a trasformare un contropiede di quattro uomini contro uno, evidenzia come i giocatori si perdano anche nella banalità. Felipe Melo dice che la Juve è tutta on lui? Beh, a giudicare da quello che si vede in campo sarebbe meglio che qualcuno ci litighi pure, ma che in campo metta l’anima, così come avveniva con Fabio Capello.

Dovrebbe invece essere confermato Leonardo, che dopo lo shock dell’eliminazione dalla Champions, sembra aver recuperato il credito di Moratti. Non c’è miglior modo che vincere e far giocar bene la squadra; contro la Lazio i nerazzurri sono andati sotto di un gol e ridotti in dieci per l’espulsione di Julio Cesar, eppure sono riusciti a rimontare a vincere il match. Secondo posto riconquistato ai danni del Napoli, ma possibile altalena fino alla fine del campionato.

Brutto tonfo casalingo invece per l’Udinese, che soccombe per due reti a zero, ad opera del Parma. Dopo aver battuto l’Internazionale, i parmensi possono aggiungere un’altra preziosa gemma nel loro campionato. Due gol di Amauri che sembra aver ritrovato la verve di un tempo. Riprenderlo alla Juve? Suvvia, non scherziamo.