Il commento alla 37a giornata di campionato.
Tutto rimandato all’ultima giornata, o almeno per quanto riguarda l’assegnazione dello scudetto. Roma e Inter vincono entrambe in rimonta, dopo aver subìto il brivido dello svantaggio iniziale. Paura molto breve per quanto riguarda i nerazzurri, che hanno pareggiato praticamente dopo un minuto, dilagando poi col proseguimento della gara, e segnando gol di pregevole fattura. Continua il silenzio stampa di Mourinho (sciolto solo dagli attacchi a Ranieri), che dimostra quanto il campionato italiano gli stia sempre più… sulle scatole. E’ questo che alimenta le voci di un suo possibile addio a fine stagione, che per quanto si può constatare, potrebbe nuocere ad entrambi. Non sarebbe facile sostituire il portoghese, ma sicuramente il suo successore si troverebbe una signora squadra da allenare.
Anche i giallorossi rimontano una difficile partita interna con il Cagliari. Altra vittoria coi denti, che continua ad evidenziare la fatica con cui questi uomini rimangono attaccati allo scudetto come una pulce cerca di rimane attaccata ad un cane che si scuote. Adesso non importa più il gioco, le partite precedenti, e tutto ciò che è avvenuto fino ad ora; è la prossima la partita che si deve vincere a tutti i costi, e se Dio vuole, la Roma può anche farcela. La fatal Verona del Milan, la piscina di Perugia per la Juve, il 5 maggio dell’Inter, sono solo alcuni esempi di risultati clamorosi che si sono concretizzati. Possiamo solo sperare.
Speranza che non è più legata in nessun modo alla squadra della Juventus, che ormai ha perso tutto ciò che poteva perdere, salvo i gloriosi preliminari di Europa League che le permetteranno di iniziare col piede sbagliato anche la prossima stagione. Ricordiamo che i preliminari inizierebbero subito dopo i mondiali in Sud Africa, e quindi coi giocatori già belli spremuti. C’è da dire però che con la squadra che si ritrova Lippi, non si dovrebbe protrarre a lungo la nostra permanenza nella competizione calcistica più importante. Detto questo, oggi è stato tempo di addii a Torino, dove Trezeguet (e forse anche Camoranesi e Buffon) ha salutato con una sconfitta il proprio pubblico. Al contrario dell’Inter, chi si troverà ad allenare la Juventus avrà anche il compito di ricostruire una squadra, di creare un modulo, e di ridare autostima ad un gruppo ormai finito. Mi viene in mente la figura di Delio Rossi, che tutte queste cose le ha fatte benissimo col Palermo, arrivando a lottare fino all’ultimo per la Champions. Ma un “verace” come lui non potrà mai allenare la Juventus.
Amaro anche l’addio di Leonardo che con la sconfitta di Genova rende meno triste il suo addio, aumentando i sostenitori del cambio di panchina. In Inghilterra hanno persino quotato a 25 la carica di allenatore a Silvio Berlusconi. Va bene che adesso fa anche il ministro dell’economia, ma trovare il tempo per andare a Milanello ad allenare è qualcosa che si avvicina ad una barzelletta molto più di quello che potrebbe sembrare a prima vista.Â

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