Il commento alla 33a giornata di campionato.
E’ durata una manciata di minuti l’illusione della Juve di portarsi a +5 sul Milan, finchè Boateng non ha sparato in porta l’ennesima bomba. Tanta fatica per i bianconeri, altrettanta per i rossoneri. Entrambe le formazioni, che fino ad oggi avevano avute alterne difficoltà ed alterni momenti di forma, si sono trovate oggi con i medesimi problemi. A Cesena la Juve ha rischiato di sbattere contro l’ennesimo muro di gomma di una piccola squadra, palesando i problemi in fase offensiva, presenti da inizio stagione. Stavolta Borriello ha messo una pezza importante, consentendo di mantenere invariate le distanze dai rossoneri. A San Siro il Milan ha rischiato ancora di più, raggiungendo il Genoa nel finale, dopo che era passato virtualmente a -5 in classifica. Similitudini anche per alcuni episodi che hanno avvantaggiato le due squadre. Il rigore è stato protagonista su entrambi i campi, dato che quello assegnato alla Juve non c’era, mentre il rigore non fischiato a Nesta era sacrosanto.
Intanto, alle spalle delle due contendenti si consuma la lotta per la Champions, anche qui con molte alterne vicende. La Lazio cade davanti ad un modesto Novara, che ha fatto una partita normale, riuscendo a battere i biancoazzurri di Reja. Cade anche l’Udinese, sconfitto pesantemente in casa dall’Inter, per di più in rimonta. Nerazzurri galvanizzati e in piena corsa Champions, a questo punto. Bel risultato anche del Napoli a Lecce, che fa densità alla lotta per il terzo e quarto posto. Ma l’attenzione viene monopolizzata dalla situazione della Roma, nuovamente sconfitta, in casa con la Fiorentina, e sempre più contestata apertamente dai tifosi. La società non si è mai espressa in modo dubbioso nei confronti di Luis Enrique, ma lo stesso tecnico ha profondamente messo in discussione la sua permanenza sulla panchina giallorossa la prossima stagione. Se fosse così, sarebbe l’ennesimo naufragio di un valido progetto, che inevitabilmente richiede i suoi tempi.
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