Pre partita Juventus – Napoli. Formazioni e curiosità.

mag202012

L’ultimo atto di una stagione a dir poco esaltante, sarà giocato tra poche ore allo stadio Olimpico di Roma, per la finale di Coppa Italia tra Juventus e Napoli. Inutile ricordare i temi a margine di questa sfida: l’ultima partita di Del Piero, la voglia di proseguire l’imbattibilità per la Juve, il primo trofeo per gli azzurri da quando nel 2006 è iniziata la risalita dalla serie B. Nel mezzo, ci sta la decima Coppa Italia da mettere nella bacheca del nuovissimo Juventus Museo, inaugurato da poco più di una settimana e già sulla bocca di tutti. I temi invece secondari, che inquinano il giusto clima pre partita, arrivano dalla “gola profonda” Carrobbio, che forse è talmente profonda da raccontare cose che sono state troppo facilmente smentite. Parliamo ovviamente dello scandalo scommesse, in cui l’ex calciatore ha coinvolto l’allenatore della Juve Antonio Conte, reo secondo lui di aver organizzato una combine all’epoca del Siena. Basta vedere di che pasta è fatto il capitano (scusate l’ironica espressione), per capire quanto di vero ci possa essere nelle sue parole.

Ma veniamo al calcio giocato. Il mister è rimasto molto riservato come al solito per quanto riguarda la formazione, dicendo che avrebbe deciso solamente all’ultimo. Il fatto di aver usato per la prima volta a Napoli il 3-5-2 (con ottimi risultati), fa pensare che lo schema di gioco potrebbe essere proprio quello. Probabili quindi due giocatori di fascia posizionati alti nello schieramento (potrebbero essere per esempio Lichtsteiner ed Estigarribia), con l’impiego forzato di Caceres a causa dell’infortunio di Chiellini e De Ceglie, mentre in avanti Borriello o Matri affiancheranno Del Piero. Sicura infatti la partecipazione del capitano, che la Nike ha voluto tributare con una speciale maglia, munita di uno scudetto nero, con rappresentate le date della prima e dell’ultima partita (rispettivamente contro Foggia e Napoli), e la scritta “one love“. Sarà uno stimolo in più per i bianconeri affrontare la finale con questo particolare significato.

Alex e Conte si sono presentati assieme in conferenza stampa, per ribadire che i festeggiamenti, peraltro giusti, devono essere dimenticati per ritrovare subito la concentrazione necessaria per questo impegno. Lo stadio ricorda una finale vittoriosa, speriamo che la tradizione sia dalla nostra parte.

Pre partita Cagliari – Juventus. formazioni e curiosità.

mag62012

La calma è la migliore medicina quando si tratta di finali di campionato incandescenti, sopratutto quando si arriva con l’ormai famosa papera di Buffon, che ha tagliato le gambe e gli entusiasmi di tutto il popolo bianconero. La salvezza raggiunta dal Cagliari non deve essere motivo di tranquillità, lo abbiamo visto il famoso 5 maggio, con l’Inter che affrontava “l’amica” Lazio. I sardi emigrano dal Sant’Elia in favore dell’inedito “Nereo Rocco” di Trieste, stadio intitolato ad uno storico rossonero, a cui i milanisti chiedono benevola intercessione. Sicuramente ci sarà il pieno di tifosi juventini, visto che anche questa potrebbe essere una serata di celebrazione. Antonio Conte modificherà parzialmente l’assetto della squadra, schierando a sorpresa Pepe sulla sinistra, rientrante dal primo minuto dopo molte panchine consecutive. In avanti il ballottaggio Borriello – Matri si prolungherà fino all’ultimo secondo. Il resto del 3-5-2 invece è confermatissimo. Sicuramente spazio a Del Piero se il risultato sarà abbondantemente acquisito.

Pre partita Cesena – Juventus. Formazioni e curiosità.

apr252012

Le celebrazioni per lo scudetto juventino sono già iniziate, e incredibilmente nessuno si ricorda di quanti scudetti si sono decisi nell’ultima o nelle ultimissime giornate. Per noi sono indimenticabili due giornate su tutte: quella della piscina di Perugia, e quella del famoso 5 maggio. Solo quest’ultima basterebbe per farci tirare il freno davanti a tutto questo entusiasmo. Vorrei ricordare le parole di Conte, quando all’inizio spegneva i facili entusiasmi dicendo che la Juve non aveva ancora alzato nessun trofeo; la situazione è uguale a prima, la Juve non ha ancora alzato nessun trofeo. In questa situazione che io definisco rischiosa e surreale, andiamo a giocarci questa “facile” trasferta di Cesena. Rischiosa perchè la trappola della sconfitta è proprio dietro l’angolo, surreale perchè si sta esaltando una squadra come vincitrice, sapendo che stasera potremmo trovarci tranquillamente a pari merito col Milan, di scena contro il Genoa. Sicuramente l’entusiasmo e lo slancio sono armi in più che innescano una maggior consapevolezza dei propri mezzi, mentre la retrocessione già sicura per il Cesena non dovrebbe dare molti stimoli ai romagnoli.

Le intenzioni di Conte erano quelle di una partita d’attacco costruita sul 4-3-3 con Pepe in campo, ma l’infortunio alla caviglia di quest’ultimo ha costretto il tecnico a confermare il 3-5-2 che comunque ha dato ampie garanzie. Lo schieramento dovrebbe quindi essere quasi identico a quello messo in campo con la Roma; le eccezioni saranno per Quagliarella, la cui squalifica favorisce l’ingresso di Matri dal primo minuto, e forse di De Ceglie preferito ad Estigarribia. E’ una grande occasione per Matri, che si gioca il futuro in queste ultime giornate. Il poco spazio che gli ha dato Conte ultimamente, nasce dalle poche reti segnate dal centravanti, che potrebbe essere ceduto in prestito o addirittura a titolo definitivo. L’assenza di Mutu e Iaquinta nel Cesena rappresentano invece un buon vantaggio per noi, visto che la classe del primo e la potenza del secondo potevano far soffrire la nostra retroguardia.

Pre partita Juventus – Roma. Formazioni e curiosità.

apr222012

La scomparsa di Morosini ha comportato la sospesione del campionato domenica scorsa. Si torna oggi con la grande sfida allo Juventus stadium tra Juventus e Roma. I bianconeri incontrano una squadra guidata da un allenatore che ha molte somiglianze con la filosofia di Conte: il possesso palla, la partita d’attaco, la disciplina del gruppo, la cultura del lavoro, ecc…. Certo, la classifica parla chiaro sui valori espressi dalle due compagini, ma proprio l’altalena di risultati dei giallorossi in questo campionato non permette di dormire sonni tranquilli. Luis Enrique sta facendo un ottimo lavoro, sempre nell’ambito di un progetto di costruzione a lungo termine, e i giovani Borini, Lamela e Osvaldo, rappresentano il valore aggiunto e inaspettato nell’annata romanista. I tempi delle vecchie sfide anni 80 sono cambiati, ma la rivalità rimane molto accesa. Le sfide recenti più calde risalgono alla Juve di Moggi, e i reduci di quelle annate sono gli immortali Totti e Del Piero, relegati a ruoli marginali, ma capaci di essere ancora decisivi nell’economia di una stagione intera.

Anticipare il modulo di Conte è sempre un terno al lotto. Abbiamo visto il nostro mister cambiare formazione addirittura nel momento del riscaldamento, come contro la Lazio, perciò qualsiasi previsione potrebbe essere clamorosamente smentita. Possiamo però cercare di individuare quali sono i punti fermi, composti dal trio di centrocampo formato dai soliti Vidal, Marchisio, Pirlo, a sostenere le punte composte da Matri e Vucinic. Sulla difesa l’impiego di Bonucci condiziona anche il modulo di gioco. Conte continua a preferirlo a Caceres, pertanto pensiamo che sia tendenzialmente portato a confermarlo anche per la partita di stasera.

Per la Roma, occhi puntati alla coppia di centrali difensivi, nello specifico De Rossi – Kjaer, mentre in attacco il forfait di Borini lascia campo alla coppia Osvaldo – Lamela, con Totti in rifinitura.

Pre partita Juventus – Lazio. Formazioni e curiosità.

apr112012

Una Juve in formissima, al gran completo e più che mai motivata affronta questa sera la Lazio nel turno infrasettimanale di campionato. Le tre qualità che abbiamo attribuito ai bianconeri sono comunque ben lontane dai titoloni apparsi in questi giorni sui giornali, che ormai celebrano una squadra quasi scudettata. La banalità di certi giornalisti fa solamente sorridere, capaci di andare dove tira il vento, senza un minimo di analisi della situazione. Basterebbe solo ricordare quanti punti ci sono ancora in palio, per non considerare chiuso nessun gioco. Tant’è che il Milan è già ripassato in testa (seppur provvisoriamente), e se la Juve non dovesse vincere, ecco tutti a ricelebrare Allegri. Agli uomini di Conte non basterà fare una buona partita stasera. La Lazio è una squadra che non occupa il terzo posto per una casualità, e se consideriamo l’ambientino non proprio tranquillo in cui deve lavorare Reja, bisogna dare il massimo rispetto alla compagine biancoazzurra. Il tecnico dei romani, da anni uno dei migliori sulla piazza, ha ricordato che il 3-5-2 di Conte non è poi questa gran novità, visto che lui lo adottava già alla guida del Napoli. E infatti attribuire questo modulo ad un colpo di genio di Conte, è assolutamente fuori luogo, visto che anche noi (nel nostro infinitamente piccolo), avevamo ipotizzato proprio il 3-5-2 già dai tempi di Camoranesi & C., come modulo ideale per uscire dalla debolezza difensiva che sarebbe da lì a poco esplosa in tutto il suo fragore. Sarà interessante vedere quale delle due saprà applicare al meglio lo schema. Conte farà rientrare Lichtsteiner e De Ceglie sulle corsie esterne, mantenendo Bonucci nel trittico centrale. In avanti spazio alla forma di Quagliarella di fianco a Vucinic, ma c’è da scommettere che nel secondo tempo potrebbe entrare Alex Del Piero. Potrebbe essere una serata speciale per il capitano, che compirebbe 700 partite in maglia bianconera. Mica roba da poco.

Pre partita Napoli – Juventus. Formazioni e curiosità.

nov292011

Una Juve “gasata” si presenta stasera al cospetto di un Napoli che ha tutta l’intenzione di rientrare nella corsa scudetto. Non fatevi ingannare dai complimenti e dalle gentilezze tra i due allenatori, quella tra i bianconeri e gli azzurri sarà una partita senza esclusione di colpi. Le polemiche per il rinvio causa maltempo non hanno fatto calare l’attesa per questa sfida, ma anzi, l’hanno resa ancor più velenosa. In uno stadio San Paolo che si presenterà gremito in ogni ordine di posto, gli uomini di Conte avranno vita dura contro una compagine che sembra abbia ispirato il nostro mister in fatto di intensità e ritmi di gioco (almeno a detta di Mazzarri).

Chi uscirà vittorioso da questo match potrà contare su una grande sferzata morale: la Juve prenderebbe la fuga (pur sapendo benissimo che il cammino è ancora troppo lungo) e dimostrerebbe il suo strapotere contro le grandi; il Napoli invece si rilancerebbe in chiave scudetto, proprio contro la più in forma del campionato (insieme al Milan). Inutile parlare di molti tatticismi: la sfida sarà giocata molto più sull’agonismo e sulla corsa, piuttosto che sullo spostamento delle varie pedine. La forma degli attaccanti juventini, fa ben sperare per una partita d’attacco, così come è stato all’Olimpico domenica. Assenti Marchisio e Cavani, sostituiti rispettivamente da Pazienza e Pandev, che dovrà farsi perdonare lo sbotto di domenica scorsa. Per quanto riguarda invece Pazienza, sarà una partita speciale per lui: dovrà dimostrare proprio davanti alla sua ex squadra, di essere all’altezza di giocare con la maglia bianconera. Per il resto, undici titolare con Del Piero e Quagliarella in panchina, ma pronti a subentrare a partita in corso.

Il punto sul mercato della Juve.

mag182011

Esattamente due anni fa, nel magio 2009, scrivemmo su queste pagine “Antonio Conte vicinissimo alla Juve“. Non era l’ennesima bufala di mercato, ma l’ex capitano era stato veramente ad un passo dalla panchina bianconera, salvo poi essere scartato all’ultimo istante da Blanc. Ma dopo i vari Benitez, Capello, van Gall, Spalletti e Mazzarri, è ancora lui il nome più caldo per giudare la Juventus la prossima stagione. La storia di Antonio Conte e della Juventus è destinata prima o poi ad incrociarsi, per un sacco di motivi. Il giovane tecnico mi sembra l’uomo giusto per guidare la squadra, visto anche l’appoggio incondizionato di tutta la tifoseria, al contrario di tutti i precedenti mister. Bisognerà però attendere la fine del campionato per avere delle certezze, dal momento che la società pare abbottonata nel suo silenzio, per rispettare il lavoro di Gigi Delneri.

Ad ogni modo, possiamo sperare dopo tanti anni, di riavere un campione vero in campo l’anno prossimo. Marotta aveva detto che quest’anno avremmo fatto un mercato come si deve: meno giocatori, più qualità. E così sarà: Pirlo, Ziegler e Pazienza (tre svincolati) non fanno parte dei campioni promessi da Marotta, ma sono ottimi rinforzi. I colpi di mercato saranno altri. Bastos, ormai bianconero, aspetta solo il passaporto francese per poi firmare con la Juve. Beck e Lichtsteiner per la difesa, con Montolivo o Aquilani per il centrocampo (se il riscatto di quest’ultimo si ridurrà sensibilmente). Il vero sforzo economico sarà fatto in attacco: si seguono Benzema e Aguero, senza dimenticarsi di Tevez; ieri i dirigenti bianconeri al completo, hanno incontrato in sede il procuratore di Aguero e Sissoko. Non serviva certamente un summit per trattare la cessione del maliano, al contrario invece dell’acquisto dell’argentino, per il quale bisogna trovare un’alternativa alla clausola di rescissione fissata intorno ai 45 milioni di euro.

Qualche giorno fa Marotta ha incontrato anche il presidente del Real Madrid, e tra i due è nata un’alleanza che non può altro che farci piacere: al Real interessano Sissoko, Melo, Amauri e Chiellini. Niente da fare per Chiello, che resterà alla Juventus, per gli altri invece glieli possiamo portare anche a piedi. Le richieste juventine invece sono dirottate verso Karim Benzema, Diarra e Gago. Perez vorrebbe trattenere Benzema, ma Mourinho non ha intenzione di puntare su di lui a causa di limiti caratteriali; per questo motivo potrebbe essere ceduto. Diarra e Gago sarebbero molto utili, visto che con l’arrivo di Pirlo avremmo bisogno di un grande incontrista in mezzo al campo. Nel frattempo Marchisio ha rinnovato fino al 2016, sperando di vederlo giocare qualche partita nel suo ruolo ideale anzichè sempre più relegato sulla fascia. 

La carne al fuoco c’è, speriamo che qualche bistecca venga cotta.

Con Capello si può sognare.

mar112011

 

 

 

 

 

 

 

 

Che la Juve stia cercando un nuovo allenatore, è ormai fuori discussione. Delneri non sarà l’allenatore bianconero nella prossima stagione; e così, quello che sembrava un progetto a lungo raggio, destinato ad una certa stabilità, sarà invece un’altra estate di tormentoni. Resta da chiarire, però, se il cambio allenatore avverrà da subito (Delneri è inadeguato, le sue scelte ed i risultati lo dimostrano), con Gentile e Vialli in prima fila per il ruolo di traghettatore, oppure semplicemente a giugno. Tante le possibilità di scelta, anche se non tutte percorribili, sia per problemi economici, sia per difficoltà di gradimento da parte dei prescelti. Si parla di Spalletti (il nome ideale per iniziare di nuovo un progetto), di Conte (nome legato alla Juve, che potrebbe essere affiancato da un ds esperto), di Deschamps (un altro juventino nel sangue), fino ad arrivare alla suggestione Van Gaal (il ferreo olandese che a giugno lascerà per certo il Bayern). Tutte soluzioni appetibili ed importanti, di sicuro gradimento al popolo bianconero. Ma ce ne sarebbe una per la quale si sarebbe disposti ad abbandonare qualsiasi altra trattativa, a rinunciare a qualsiasi altro progetto: sarebbe quella di Fabio Capello.

L’attuale ct inglese (che tuttavia in Inghilterra non viene ben visto soprattutto dopo il fallimento mondiale), sarebbe la soluzione ideale, la più affascinante, in tutti i sensi. Innanzitutto perché Capello è uno degli
allenatori più bravi in circolazione, e sicuramente tra gli allenatori italiani più vincenti di tutti i tempi. Dovunque è stato (sempre in squadre forti, va sottolineato), ha sempre vinto; a partire dal Milan “galacticos”, poi al Real, poi addirittura alla Roma, poi ancora nella nostra Juventus (quanti bei ricordi), e per finire di nuovo al Real, dove la sua grande colpa fu quella di non vincere la Champions (mica cosa facile, eh), ma che nonostante tutto fece vincere due campionati spagnoli, cosa che, comunque, le merengues del dopo Capello non sono più riuscite a fare. Il tecnico friulano ha in più un’esperienza che qualsiasi allenatore al mondo gli potrebbe invidiare. E’ stato un grande giocatore, un grande allenatore e anche un manager polivalente al Milan. Lo stile è ineguagliabile, rude e deciso, ma certamente in grado di gestire tutti i momenti, quelli felici ma, soprattutto, quelli non facili. L’ultima sua sfida in Inghilterra, poi, non è che sia un fallimento totale: ha comunque riportato la nazionale inglese ai vertici del calcio mondiale, vincendo tutte le partite del girone di qualificazione, e lo stesso sta facendo per le qualificazioni agli Europei. I mondiali possono essere considerati come un passo falso, con un sacco di attenuanti; dalla stanchezza dei giocatori (tutti titolari nei loro rispettivi club), al periodo di scarsa forma di elementi fondamentali (come Rooney), dalla mancanza di un portiere adeguato, alle decisioni arbitrali che hanno clamorosamente penalizzato la squadra inglese.

Un altro motivo potrebbe essere il fatto che Capello è fortemente legato al 4-4-2, modulo che la Juve conosce benissimo: col 4-4-2 giocava proprio la scudettata Juve di Capello, quella di Deschamps in B, e poi quella di Ranieri nei due anni successivi, fino ad arrivare, dopo la parentesi Ferrara/Zaccheroni, al 4-4-2 Delneriano, anche se in realtà gli interpreti sono sempre stati diversi. Capello consentirebbe di iniziare una nuova rifondazione, partendo però su basi tattiche già provate e collaudate, il che non sarebbe un dato da trascurare, perché la Juve di Ferrara, dei brasiliani e del trequartista Diego è fallita anche per questo motivo: la squadra non era abituata a giocare con questo modulo dai tempi di Zidane, e serviva un periodo di adattamento. Molto dipenderà comunque dalla campagna acquisti di Marotta e delle caratteristiche che assumerà il parco giocatori a disposizione.

Infine, non dobbiamo dimenticare il passato di Capello alla Juventus. Stagioni 2004-06, una delle squadre più forti di sempre, una delle formazioni più forti al mondo in quegli anni, un insieme di campioni che giocavano e si sacrificavano per la squadra. Poi, al nome Capello, non puoi non collegarti a quello di Luciano Moggi, che con lui potrebbe ricostruire una nuova triade. Ma forse ci stiamo già spingendo oltre….

Panchina Juventus: Conte rinnova col Bari.

giu32009

Antonio Conte si ”autoelimina” dal ballottaggio per il posto di allenatore alla Juventus. Il tecnico del Bari era uno dei più indiziati insieme a Ferrara, anche perchè perfettamente rispondente ai tre requisiti espressi dalla società: giovani, di idee moderne e di forte juventinità. Benchè ne dica Cobolli Gigli, non credo che la Juventus abbia una rosa di cinque allenatori da valutare, semplicemente perchè non ne esisto cinque con quelle caratteristiche. Certo se includessimo nel computo anche Cabrini, Cuccureddu e Gentile, arriveremmo a questo numero completandolo con Ferrara e appunto Conte.

Escludi i tre “non papabili”, e avendo Conte prolungato il contratto che lo legava al Bari, di fatto la candidatura di Ferrara diventa una sorta di investitura obbligata. Non che Ciro non sia gradito, ma anche in questo caso la dirigenza ha aspettato troppo prima di prendere una decisione, trovandosi così a non aver di fatto alternative, e quindi a prendere quello che c’è. Torniamo al commento dei giorni scorsi, quando si sottolineava a ragion veduta quanto potevano incidere  questi ritardi nelle scelte di mercato.

Ebbene si, alla Juve manca la figura del direttore generale. Sembra che la società inizia a ragionare per riportare questo ruolo lasciato vacante da Luciano Moggi. Ce ne sono di bravi, certamente, ma se vogliamo applicare lo stesso criterio che hanno applicato Blanc e Cobolli Gigli per la scelta dell’allenatore, allora abbiamo un identikit che può essere molto interessante. Tutti i sospetti portano al nome di Roberto Bettega, anche se siamo pienamente consapevoli che lo strappo tra la vecchia e la nuova dirigenza non sarà mai ricucito. Ma almeno ci pensino.

Antonio Conte vicinissimo alla Juventus.

mag272009

 

 

 

 

 

 

 

Al di là di tutte le bufale del calciomercato, dove già da uno o due anni si parlava di Antonio Conte come l’immediato allenatore della Juventus, adesso pare proprio che sia la volta buona. Tutti i tasselli si stanno ricomponendo nel mosaico che dovrebbe dare corpo alla nuova Juve 2009-2010. Il fatto che Ciro Ferrara non verrà riconfermato, dimostra due cose: la prima è che l’ex “scugnizzo napoletano” era stato scelto solamente come traghettatore; non si spiegherebbe infatti quale dimostrazione di maggiore affidabilità avrebbe potuto dare, se non vincere la partita d’esordio, in trasferta, per 3 a 0. La seconda è che alla Juve non comanda la società ma i giocatori, visto che a quanto pare la chiamata di Antonio Conte è stata quasi imposta da Alex Del Piero, miracolosamente risorto dalle ceneri della gestione Ranieri.

La debolezza della dirigenza non è una novità, così come abbiamo più volte dibattuto nei vari commenti. Sorprende invece la scelta di affidare la squadra a Ferrara senza dichiarare chiaramente le intenzioni di un suo impiego a tempo, sapendo benissimo che Antonio Conte avrebbe raggiunto Torino anche a piedi. Il Bari infatti non ha mai manifestato l’intenzione di trattenere il suo tecnico (se questi avessi ricevuto una chiamata dal Signor Elkann), e l’ingaggio dell’allenatore non è certamente un ostacolo visto che il contratto per dirigere la squadra bianconera si assesterà su un biennale da circa 900 mila euro annui.

In giornata il tecnico del Bari si svincolerà dalla sua attuale società, con tutti i ringraziamenti reciproci di rito. Poi potrebbe arrivare subito l’annuncio come nuovo allenatore della Juventus. Forse la cosa più corretta sarebbe aspettare che Ferrara terminasse l’ultima partita, ma sappiamo di quale mondo stiamo parlando…