Intervista a tutto campo a Gigi Delneri. Mercato, rivali e …..

Set32010

 

 

 

 

 

 

 

Un’interessante intervista al nostro mister, Luigi Delneri, chiarisce alcuni aspetti oscuri della campagna acquisti bianconera, anche se a dire il vero, qulche dubbio rimane ancora. In alcuni momenti appare quasi imbarazzante la difesa d’ufficio che l’allenatore debba fare nei confronti della società, pur avendo ben chiara la situazione economica in cui deve lavorare Marotta. Ad ogni modo vi riportiamo il testo integrale che successivamente commenteremo.

Delneri, dica la verità: aspettava qualche rinforzo migliore nell’ultimo giorno di mercato? “La società ha fatto quello che poteva fare, tenendo conto degli aspetti tecnici ed economici. E a me va bene così perché ho una squadra giovane con ricambi in ogni reparto”. Nessuna invidia per le operazioni del Milan? “Il Milan ha preso campioni che nessuno immaginava, ma soltanto il tempo dirà chi ha fatto bene e chi no. Io ricordo che un anno fa tutti elogiavano la campagna acquisti della Juventus. Dopo le prime partite sembrava in grado di competere con l’Inter, poi sappiamo come è finita”. Chiellini, però, ha detto che le milanesi partono davanti a voi… “Sono d’accordo, perché avevano già una buona struttura. Noi partiamo dietro, ma ce la giocheremo ogni partita”. A mercato chiuso, qual è il reale obiettivo della Juventus? “Dobbiamo raggiungere un posto per la Champions in qualsiasi maniera, perché lo esige la storia della Juventus“. Però non è un bel segno ricevere tanti rifiuti: Di Natale, Borriello, Kaladze… “Calma. Nessuno ha rifiutato la Juve. Di Natale aveva già rifiutato il Napoli per una scelta di vita perché voleva rimanere a Udine, Borriello ha preferito un’altra squadra per motivi contrattuali, mentre per Kaladze il discorso è diverso. Ma tutti gli altri sono venuti di corsa, come Quagliarella, dimostrando di amare questa maglia”. Rinaudo e Traoré sono rinforzi da Juve? “Sono le alternative che cercavamo in difesa per completare l’organico senza creare problemi ai titolari, perché oggi il titolare a sinistra è De Ceglie, mentre al centro avevamo già Bonucci e Chiellini, due nazionali”. Nessun rimpianto, quindi, per chi non è arrivato? “Pensavo che arrivasse Kolarov, ma non è stato possibile e quindi ripeto che sono contentissimo dei giocatori che ho. Per me sono i migliori e non li cambierei con nessuno“. Non era meglio prendere due campioni in più e qualche gregario in meno? “Ma chi ci assicura che un campione avrebbe risolto tutti i problemi? E poi la qualità l’abbiamo già visto che siamo pieni di nazionali. Senza dimenticare Aquilani, che in Nazionale ci può tornare”. Non teme, invece, di rimpiangere chi è partito, come Diego? “Il discorso su Diego è più ampio, riguarda anche l’aspetto economico e coinvolge la società. Ma siamo tutti allineati”. Diego ha attaccato Marotta, aggiungendo che lei vuole una Juve con uomini ordinati, impegnati a giocare semplice… “Tocca alla società rispondere. Io dico soltanto che Diego è un ottimo giocatore e gli auguro di avere successo in Germania, ma con Quagliarella abbiamo più presenza in area di rigore. E poi il nostro Diego si chiama Del Piero“. Ma Del Piero non ha più l’età di Diego… “Che cosa c’entra? Doni a 35 anni con me ha giocato 30 partite nell’Atalanta e ha segnato 12 gol”. Vuol dire che Del Piero parte titolare? “Io non assicuro il posto a nessuno. Del Piero è un giocatore della Juve e l’importante è che stia bene, poi si vedrà”. I tifosi, però, lo invocano sempre: può essere un problema lasciarlo fuori? “Io non tolgo i sogni ai tifosi. E’ giusto che invochino Del Piero, come hanno invocato Trezeguet, ma nessuno mi può condizionare. Io non mi sposto dalle mie idee, perché non ho paura di niente”. Ma se lei avesse Platini, lo ingabbierebbe nel 4-4-2? “Io non ho Platini e quindi il discorso è inutile. Purtroppo nel calcio esistono le etichette e i luoghi comuni. E infatti dopo tanti anni c’è ancora chi pensa che Rocco sia stato un catenacciaro, mentre il suo Milan giocava con 5 attaccanti”. Lei non prevede deviazioni dal 4-4-2? “Il 4-4-2 è la base, ma in corsa può diventare 4-2-4 o 4-1-3-2. L’importante non è il modulo ma la mentalità della Juventus, e quella non deve cambiare mai, a prescindere dai giocatori in campo”. Le dà fastidio lo scetticismo che la circonda? “Anche Mandela era diffidente quando fu liberato, perché temeva ancora di essere ammazzato. Per la verità, io ho avvertito molto calore attorno a me. Ma a chi è scettico, dico che ha ragione perché ci dobbiamo conoscere, anche se i numeri della mia carriera sono dalla mia parte: in particolar modo l’anno scorso quando non sono arrivato ultimo, ma 12 punti davanti alla Juventus“. Quindi non ha paura di pagare per tutti, com’è successo nelle ultime due stagioni a Ranieri e Ferrara? “Io non penso mai a queste cose, sennò farei un altro mestiere”. A mente fredda, come spiega la falsa partenza a Bari? “Con una parola: affaticamento. Avevamo giocato troppe partite in pochi giorni con molti viaggi e qualcuno ha pagato, dopo i primi 25′ buoni. All’inizio ci sta, ma i conti si fanno alla fine. Nel calcio può capitare quello che pensano in tanti, ma può capitare anche quello che pensano in pochi. E ritorno al campionato scorso quando la Roma, dopo una rimonta incredibile, quasi sicuramente avrebbe soffiato lo scudetto all’Inter, se non avesse perso in casa contro la mia Sampdoria“. La preoccupa la serie di infortuni? “No, perché con il mio staff in tre anni non abbiamo mai avuto infortuni muscolari. Per la ripresa dovrebbero essere tutti pronti, spero anche Amauri. L’unico fuori è Martinez, ma perché ha preso una botta a Bari“. Perché ha voluto Martinez per farlo giocare esterno nel 4-4-2? “Perché è un giocatore con grandi qualità che diventerà importante. E poi nella sua nazionale giocava già esterno a quattro”. Aquilani e Marchisio potrebbero giocare insieme? “Prima o poi sì, perché sono due ottimi giocatori che possono integrarsi benissimo in mezzo al campo. Ma io punto molto anche su Felipe Melo che vorrei recuperare perché non mi sembra un disperato coi piedi”. L’Europa League è un peso o un obiettivo? “Se fosse un peso, saremmo già usciti. Basta guardare le squadre che partecipano, dal Liverpool al Manchester City, per capire che non è una coppetta”.

Sorteggi Europa League: la Juve trova Balotelli.

Ago292010

L’urna di Montecarlo ha sorriso alla Juventus e al Manchester City di Mancini e Balotelli, che molto presumibilmente passeranno il girone piuttosto agevolmente. Le altre due squadre pescate infatti sono i polacchi del Lech Poznan e gli austriaci del Salisburgo. Il ”sorriso” deriva dal fatto che la presenza del Manchester City, e cioè una delle pretendenti alla conquista della coppa, venga affrontata all’inizio, dove la fase a gironi permette di passare con tranquillità anche al secondo posto, e sopratutto permette di non riaffrontare la medesima formazione prima della fase finale. Qualcuno infatti non ha ben presente questo meccanismo e finisce per rammaricarsi di aver pescato il Manchester. Ben venga invece, poichè se anche la Juve dovesse chiudere il girone al secondo posto e accoppiata ad una prima di un altro girone, avrebbe comunque in sè una migliore conoscenza di se stessa e migliori automatismi di squadra, cosa che nella prima fase potrebbero essere ancora difficoltosi. 

Le pagelle di Juventus - Sturm Graz.

Ago272010

Storari n.g.: gli austriaci tirano solo una volta in porta e centrano il palo, quindi il nostro portiere.
Motta 5: insicuro e poco preciso nella conduzione del gioco, commette qualche errore di troppo lasciando spazio eccessivo agli attaccanti avversari. In attacco non fa vedere molto. Deve crescere ma ne ha le potenzialità.
Bonucci 5,5: anche lui non pare sempre all’altezza della situazione, infatti lascia qualche volta Chiellini troppo solo e non indovina alcune posizioni, che sarebbero potute costare molto più caro con un altro avversario. Non è fortunato dall’altra parte del campo quando sfiora la rete.
Chiellini 6: ordinaria amministrazione per lui che, come al solito gestisce la difesa senza affanni e con sicurezza. Un miracolo del portiere austriaco gli nega la gioia del gol.
De Ceglie 6: si dà molto da fare sulla fascia, anche se non risulta sempre preciso, tuttavia è da premiare per i buoni spunti e la voglia di fare.
Sissoko 5,5: trotterella in giro per il campo, senza pressare e senza mettere paura agli avversari. Del vecchio leone ammirato due anni fa è rimasto ben poco, oggi sembra un mansueto gattone, che non ha alcuna voglia di combattere. Paradossalmente meglio nel finale.
Felipe Melo 5,5: non fa mai nulla degno di nota, infatti si limita a svolgere il suo compito senza acuti, perciò ne deriva l’ennesima prova incolore.
Giandonato n.g.: entra solo pochi minuti.
Pepe 5: corre e si propone con costanza, ma sbaglia due gol colossali che un giocatore da nazionale non dovrebbe mai fallire. La sua valutazione viene pesantemente condizionata da questi due episodi, ma da lui ci si aspetta che faccia la differenza.
Martinez 5,5: anche lui s’impegna e lotta, ma appare leggermente in arretrato con la condizione fisica, per questo è spesso in affanno e si ritrova poco lucido al momento della giocata decisiva.
Del Piero 8: il quasi trentaseienne capitano non smette di stupire, infatti aggiunge un’altra perla alla sua collana con l’ennesimo gol “alla Del Piero”; la marcatura dell’attaccante è un saggio di tecnica, precisione balistica e freddezza. Aggiunge anche un palo e un quasi gol. È sempre lui il migliore di questa squadra, ma per quanto ancora?
Amauri 6: buona prova dell’attaccante che nel primo tempo lotta e cerca di creare occasioni. Esce anzitempo per infortunio.
Lanzafame 5: non è a suo agio nella posizione di attaccante, ma non riesce neanche a fare di necessità virtù, infatti si nasconde spesso dietro ai difensori e quando ha la porta davanti a sé sparacchia clamorosamente fuori. Forse la maglia bianconera inizia a pesare un po’ troppo… meglio restare coi piedi per terra.

Juventus - Sturm Graz 1-0. Una vittoria alla Del Piero.

Ago262010

 

 

 

 

 

 

 

Un campione infinito. Non ci sono più aggettivi per descrivere quanto ha dato e cos’è Alessandro Del Piero per la Juventus. Il capitano, all’alba dei suoi 36 anni, raccoglie l’opportunità della cessione di Diego per dimostrare ancora di essere un giocatore importantissimo per questa squadra. Non si parla certamente di un ruolo simbolico, morale, di capitano non giocatore, perchè stasera Alex ha fatto vedere che anche dal punto di vista atletico il fisico c’è, eccome. Novanta minuti di classe e di corsa, senza risparmiarsi e senza togliere la gamba, mai.

Lo Sturm Graz era arrivato a Torino con la concentrazione necessaria per mettere in difficoltà i bianconeri. Grande pressing iniziale, sopratutto a centrocampo per spezzare la nostra manovra, e buona fisicità nel contrasto mettevano in difficoltà la nostra linea mediana, che non riusciva ad organizzare il gioco e di conseguenza non poteva alzare il ritmo partita per incanalare la gara su un binario più consono alle nostre caratteristiche di gioco. Juve quindi un po’ “imbambolata” come già sottolineato nei commenti delle precedenti partite. Ne approfittava il nostro avversario che cogliendo l’ingenuità di Motta sulla fascia destra per far arrivare un giocatore davanti a Storari: il palo ci dava una mano salvandoci dallo svantaggio. Sofferenza anche sui calci piazzati, dove forse la difesa a zona di Delneri non riesce ad essere assimilata nei meccanismi dei calci d’angolo. Ma Del Piero inizia a scaldarsi e va vicinissimo al gol in due occasioni, cogliendo un palo che pareggia il computo dei legni. Sul finire del primo tempo leggero infortunio per Amauri che viene sostituito in via precauzionale. E’ Martinez che entra a fare la prima punta, comportandosi (fuori ruolo) decisamente meglio che in altre occasioni.

La Juve inizia il secondo tempo con una marcia in più, rubata evidentemente allo Sturm Graz che cala alla distanza. I bianconeri iniziano a macinare palle gol, tra cui quella di Lanzafame che in area si trasforma in ”mangiafame” per l’imprecisione con cui spedisce a lato una clamorosa opportunità davanti alla porta. La delusione dura veramente poco, allorchè Del Piero riceve un pallone sulla destra che addomestica perfettamente e dopo aver fintato due volte sull’avversario lascia partire un tiro che si insacca all’incrocio dei pali. Un grandissimo gol che ricorda molto gli albori del grande campione, anche per la posizione da cui ha lasciato partire il tiro imparabile. Grande ovazione di tutto lo stadio che riconosce in Alex il condottiero di questa partita.

Ma a Pinturicchio non basta, e continua a sciorinare giocate e assist per i compagni; Pepe si mangia il passaggio del capitano che lo mette da solo in area, così come poco dopo quando lo stesso spreca un bellissimo contropiede innescato dalla cavalcata di De Ceglie sulla sinistra. Anche Chiellini stasera si sente generoso e grazia lo Sturm Graz all’82′ non riuscendo a deviare in rete una “palla sporca” scaturita da un calcio d’angolo.

Applausi finali per tutti e grande festa, anche per Felipe Melo. E questo è tutto dire.

Le pagelle di Sturm Graz - Juventus.

Ago202010

Storari 7: superlativo ancora una volta, salvando in piu occasioni la propria porta e permettendo alla squadra di vincere. Non sempre impeccabile ma molto efficace.
Motta 6: partite senza troppi acuti per lui, infatti si limita a difendere la sua zona e cerca di spingere sulla fascia quanto può, senza però creare nulla di eclatante. Un po’ traballante sui calci piazzati, come tutti i suoi compagni.
Bonucci 7: si dimostra uno dei migliori in campo, in quanto marca con precisione gli avversari e segna l’importantissimo gol del vantaggio, dimostrando di poter fare male anche in zona offensiva.
Chiellini 6: non è ancora al massimo della forma, ma è comunque una sicurezza al centro della difesa; alcune sbavature non sono da lui ma siamo sicuri che migliorerà.
De Ceglie 6: non ha vita facile sulla fascia, infatti cerca di spingere ma spesso si trova gli spazi chiusi; tuttavia se la cava egregiamente e crea qualche buona occasione. Meglio in fase di spinta che in copertura.
Pepe 6: prova sufficiente per l’esterno bianconero, che deve ancora adattarsi agli automatismi della nuova squadra, sta comunque crescendo partita dopo partita.
Sissoko 6: anche lui in condizione non perfetta, riesce ugualmente a reggere bene le sorti del centrocampo, senza regalare troppo spazio agli avversari.
Marchisio 6: la testa va piu veloce delle gambe, in quanto ha idee geniali ma spesso non riesce a concretizzarle, per questo offre una discreta prestazione ma senza particolari acuti.
Felipe Melo n.g.: gioca solo venti minuti, senza mettersi troppo in mostra.
Lanzafame 6,5: molto piu attivo di Pepe sulla fascia, corre e confeziona buoni palloni per l’attacco. I difensori avversari sono spesso in affanno quando affonda.
Martinez 4,5: avremmo potuto mettergli un N.G., ma la sua estraneità alla partita ha veramente colpito (negativamente). Un giocatore che deve convincere l’allenatore e giocarsi un posto in squadra, non può essere così rinunciatario.
Diego 6: ennesima prestazione a corrente alternata. Qualche buona giocata ma quando le partite sembrano contare il brasiliano si eclissa dal gioco e fa dimenticare l’ottima prestazione del trofeo TIM.
Del Piero 7: pochissimi minuti in campo per il capitano, un palo, un quasi gol e un assist. Cosa si puo pretendere di piu da un quasi trentaseienne? Alex e e sembra rimanere ancora la bandiera bianconera.
Amauri 7: voto volutamente generoso per il gol della vittoria. Si dimostra comunque il migliore in questo inizio di stagione, in quanto corre e si propone in continuazione ai compagni.

Le pagelle di Juventus - Shamrock Rovers.

Ago62010

Storari n.g.: serata di totale riposo, anche perché gli irlandesi hanno solo qualche occasione, che sprecano senza inquadrare la porta.
Motta 6: non si fa vedere molto sulla sua fascia e gioca una partita piuttosto anonima; dovrebbe essere un po’ più attento sulle palle inattive (come il resto dei suoi compagni della difesa), ma il tempo per migliorare c’è.
Chiellini 6: qualche amnesia sulle palle inattive, ma per fortuna la squadra non paga dazio, per il resto la solita prestazione sicura.
Bonucci 6: svolge il suo compito senza troppi problemi, riuscendo ad arginare gli attaccanti avversari e dimostrandosi all’altezza della situazione.
De Ceglie 6: molto buona la sua prova sulla sinistra, dove trova spazio per affondare e lo sfrutta confezionando cross molto invitanti, che però nessuno trasforma in rete.
Pepe 6: prestazione sufficiente per l’ala bianconera, che lavora bene ma senza entusiasmare più di tanto. Un buon allenamento per entrare in condizione.
Sissoko 6,5: nettamente in crescita rispetto al match d’andata; si intravedere qualche segnale che fa ben sperare sui suoi livelli di due stagioni fa, padrone del centrocampo bianconero. Sfiora il gol ma la fortuna non è dalla sua parte.
Marchisio 6,5: gioca ormai con l’esperienza di un veterano, infatti comanda il centrocampo senza affanni e offre buoni palloni ai compagni. Ancora una volta è uno dei migliori in campo.
Lanzafame 6,5: si trova a suo agio quando può spingere, crossare e tirare in porta. Il match lo vede protagonista di ottime giocate e un paio di ghiotte occasioni che non riesce a sfruttare.
Diego 5: prestazione anonima, il brasiliano si eclissa dal gioco e non riesce ad entrare mai veramente in partita, forse a causa del terreno troppo bagnato.
Del Piero 7: ennesima perla da aggiungere alla sua collana. È lui a timbrare il successo con una punizione superba, che non lascia scampo al portiere avversario. Passano gli anni e cambiano i giocatori, ma Alex resta uno su cui contare.
Amauri 6: da premiare l’impegno e gli ottimi movimenti sul fronte offensivo, tuttavia l’attaccante manca di precisione quando gli si presentano occasioni d’oro. Non è sicuramente un opportunista. 
Trezeguet n.g.: entra solo per pochi minuti.

Juventus - Shamrock Rovers 1-0. Vince Ale su… Diego.

Ago62010

Sotto il diluvio di Modena, la Juve era chiamata a difendere il positivo risultato d’andata, con la qualificazione veramente ad un passo. L’attesa del match era stata movimentata dal tormentone Diego - Del Piero, lanciato ancora una volta dai giornalisti che  evidentemente poco avevano da scrivere su questa gara. Delneri aveva spiegato chiaramente le sue intenzioni: “gioca Diego, punto e basta“. Ma si sa che il “capitano” non è mai stato uno da sedersi in panchina e rimanere a sonnecchiare sperando di arrivare al 90° senza sporcare nemmeno la maglia. I purosangue scalpitano alla sola vista di un prato verde, e così pure Del Piero. E così, dopo l’ennesima prova incolore del brasiliano, Gigi Delneri chiama all’appello il “panchinaro”, che risponde “presente” con una grandissima punizione calciata “alla maledetta”, che  va ad insaccarsi nel sotto traversa come ai bei tempi.

Un gol preziosissimo che chiude ogni sorpresa per la qualificazione all’Europa League, e che lancia un messaggio forte e deciso al nostro mister: Alex non è finito. Chi appare “finito” è forse il trequartista brasiliano, che sembra non riprendersi dall’incantesimo dello scorso anno, seppure concedendogli le attenuanti del campo pesante, della preparazione in corso, della poca brillantezza generale della squadra. Un gol che sembrava così difficile da realizzare, per via sopratutto del campo, degno di una risaia vercellese che ha messo a dura prova le tenuta fisica dei giocatori. Una spanna sopra tutti la condizione di Amauri, mentre diversi altri hanno annaspato in continuazione rincorrendo la palla senza fare granchè.

Nota positiva per la difesa, che ancora una volta non ha subìto reti. E in Italia si sa che alla fine vince quasi sempre chi prende meno gol.

Le pagelle di Shamrock Rovers - Juventus.

Ago22010

Storari n.g.: inizia con una serata molto tranquilla la stagione del portiere juventino, chiamato a sostituire Buffon nel periodo della sua assenza. Gli irlandesi in attacco sono poca cosa, ma il portiere bianconero dà sicurezza alla difesa e mantiene la porta inviolata per tutti i novanta minuti.
Motta 6: si muove bene sulla sua fascia e spinge molto, dando grande linfa alla manovra bianconera. Si trova a suo agio con i compagni e si integra bene negli schemi di Del Neri. Conferma le buone prestazioni delle amichevoli fin qui disputate e si candida a diventare una pedina fissa dello schieramento. A volte è un po’ troppo macchinoso.
Chiellini 6: non è al 100%, anche perché appena rientrato dall’avventura mondiale, ma ormai è un giocatore d’esperienza, quindi guida la difesa senza problemi.
Bonucci 6: positivo l’esordio del nuovo acquisto al centro della difesa. Forse questo non è un test provante, comunque l’intesa con Chiellini pare funzionare, perciò il giovane difensore sembra essere una buona alternativa alla coppia centrale titolare in caso di necessità.
De Ceglie 6: è uno dei più pimpanti dal punto di vista fisico e gioca una partita molto diligente, coprendo con pulizia e precisione l’area, dove gli irlandesi non riescono a trovare varchi.
Pepe 6,5: grande prova del neoacquisto che corre come se fosse nel pieno della condizione e dialoga molto bene coi compagni, sembrando parte della squadra da lungo tempo. Si trova spesso in condizioni favorevoli per concludere ma non è fortunato, come nell’occasione in cui viene messo fuori causa dal palo colpito da Amauri, che il nostro centrocampista non riesce a ribadire in rete.
Sissoko 6: non sembra in grande condizione, infatti non si fa notare più di tanto, tuttavia dà ordine al centrocampo e non permette agli irlandesi di passare.
Marchisio 7: è uno dei migliori in campo, in quanto si dimostra completamente padrone del centrocampo, infatti il gioco della squadra passa dai suoi piedi e dalla sua geometria. Mette spesso i compagni in condizione di concludere e arriva anch’esso più volte al tiro, ma senza fortuna.
Ekdal n.g.: solo pochi minuti per lui sul terreno di gioco.
Lanzafame 6,5: gioca un ottimo match, spingendo molto bene sulla fascia e offrendo ottimi palloni ai compagni. Deve ancora crescere, ma appare essere sulla buona strada. Lascia il posto a Martinez a inizio ripresa.
Martinez 6: si comporta bene sulla destra, rimpiazzando alla grande Lanzafame. Offre l’assist per il raddoppio ad Amauri e timbra un positivo esordio.
Diego 6,5: appare a suo agio nel ruolo di seconda punta, in quanto non dà riferimenti agli avversari e si muove con disinvoltura su tutti i fronti dell’attacco. Conclude spesso in porta, ma non centra il bersaglio.
Del Piero n.g.: gioca poco, ma entra subito nel match sfiorando il terzo gol.
Amauri 8: si presenta ai nastri di partenza con una doppietta e un palo. Corre e s’insedia in ogni spiraglio che la difesa avversaria gli lascia, infatti colpisce subito dopo tre minuti con una giocata d’astuzia, poi con una potente volata coglie il palo e infine sfodera il suo piatto forte e raddoppia con un grande stacco di testa. Tutti i tifosi sperano che questa sia la sua stagione di riscatto.

Sharmrock Rovers - Juventus 0-2. Super Amauri!

Lug302010

 

 

 

 

 

 

 

 La stagione bianconera 2010/2011 è iniziata ufficialmente stasera, con il preliminare di Europa League che ha visto la compagine juventina affrontare la squadra irlandese del Sharmrock Rovers. Una partita degnissima di un preliminare di Europa League, dove poco si può pretendere dal punto di vista tecnico-tattico, e dove i giocatori fanno ciò che è nelle loro capacità (visto anche i carichi della preparazione atletica ancora in svolgimento). Se non fosse per il pubblico di casa, che ha davvero preso sotto braccio la squadra irlandese, la partita sarebbe stata veramente piatta. Molto di più avrebbe potuto fare la Juventus, che spesso ha sciorinato errori banali in azioni elementari, rovinando così alcune iniziative pregevoli e degne di nota.

Ovviamente concediamo alla squadra di Delneri (e allo stesso allenatore), tutte le attenuanti generiche dovute alla ricostruzione di un qualcosa che somiglia ad una squadra, ad un gruppo vincente; il lavoro non è facile, e chi ha visto la partita stasera se ne può rendere conto, indipendentemente dal punteggio a favore che questo non deve fuorviare chi guarda sempre al di là del risultato. Dicevamo la difficoltà di costruire una squadra intorno ad un modulo, che si è palesata in ogni reparto della formazione. La difesa è lontana dai perfetti meccanismi delneriani; a parte Storari che non ha avuto sbavature, De Ceglie, Motta e Bonucci si sono alternati in movimenti imprecisi o diagonali difensive completamente fuori tempo. Cosa sarebbe successo con un avversario di livello? Ovviamente le conseguenze sarebbero state pesanti sul bilancio della partita. Il centrocampo non ha evidenziato nè grande filtro nè grande proposizione, ridimensionando le convinzioni di molti tifosi che credono che il famoso gioco sulle fasce sia tanto immediato quanto miracoloso. Sinceramente non ho visto nessuna azione prorompente sulle ali, nessuna percussione irresistibile, ma nemmeno una semplice “insistenza” nel cercare il fondo del campo per porgere quei palloni che tanto mettono in crisi le difese avversarie.

In attacco le note sembrano meno “negative”, visto i due gol della nostra punta principale (Amauri), che pure ha colto il palo sfiorando così la goleada. Il brasiliano bilancia in qualche modo l’opaca prestazione del connazionale Diego, inspiegabilmente impreciso sopratutto nelle palle ferme, dove la pressione di tirare un calcio d’angolo non può equivalere ad un calcio di rigore nella finale di Champions League.

A qualcuno forse sembrerà un giudizio troppo severo, quello espresso sulla gara di oggi. Ma l’assenza di grinta dei nostri giocatori, ed i meccanismi ancora lontani dalla perfezione rimbombano come un dejà vu che abbiamo vissuto per troppo tempo. Alcuni dei nostri non si sono ancora ripresi psicologicamente dalla scorsa annata, ed una Juve senza un vero condottiero rischia di non trasmettere l’importanza di questa maglia ai nuovi arrivati.

JUVENTUS (4-4-2): 32 Storari, 2 Motta, 19 Bonucci, 3 Chiellini, 29 De Ceglie, 23 Pepe, 5 Sissoko, 8 Marchisio, 20 Lanzafame, 28 Diego, 11 Amauri.

Le pagelle di Fulham - Juventus.

Mar192010

Chimenti 6,5: è il migliore in campo nonostante i quattro gol subiti, poiché ne evita molti altri.

Zebina 3: assolutamente spaesato al centro della difesa, è sempre fuori posizione e si fa saltare dagli attaccanti avversari come un birillo.

Grosso 4: non si spinge mai in avanti e partecipa al suicidio difensivo dei compagni senza alcuna scusa plausibile.

Del Piero n.g.: inserito troppo tardi per salvare una barca che è ormai affondata.

Cannavaro 5: è in grossa difficoltà contro Zamora, che gli sfugge nell’azione del gol e rischia di superarlo in un altro paio di occasioni, dimostrandosi molto pericoloso per la porta bianconera. Viene espulso dopo mezz’ora per un dubbio fallo fuori area.

Grygera 4: conferma le ultime pessime prestazioni non azzeccando un intervento e lasciando sguarnita la sua fascia con una continuità disarmante.

Salihamidzic 4: ci mette coraggio e buona volontà, ma non riesce a combinare nulla di buono in avanti. Non ha grosse colpe in difesa, ma la serata negativa è un fatto corale.

Camoranesi 4: gioca con leziosità irritante, non dialogando con i compagni e andando molle sui palloni senza riuscire a impostare nulla, nonostante la marcatura tutt’altro che asfissiante degli inglesi.

De Ceglie n.g.: non riesce a cambiare le sorti di un incontro pessimo.

Felipe Melo 4: non fa alcuna azione di filtro e sembra svagato in mezzo al campo, non riuscendo a fare nulla di buono. L’ennesima prestazione da dimenticare.

Sissoko 5: gli avversari sembrano divertirsi facendolo giocare a torello, infatti il maliano va sempre dove c’è la palla senza mai riuscire a conquistarla.

Candreva n.g.: non sembra al top della condizione, poiché sbaglia passaggi elementari e rinuncia a buoni tiri, tuttavia si sacrifica per il bene comune e viene sostituito dopo l’espulsione di Cannavaro.

Diego 5: è un oggetto misterioso, non riesce assolutamente a creare gioco e non sa dove disporsi in campo. Compie anche un fallo di mano gratuito che regala un rigore decisivo agli avversari.

Trezeguet 6: si conferma rapace dell’area di rigore, trasformando in rete l’unico pallone giocabile della serata. Non basta il suo fiuto del gol per salvare la squadra.