Le pagelle di Fiorentina – Juventus.

mar182012

Buffon 7: un solo decisivo intervento ma decisivo, che lo lascia imbattuto anche in questa occasione. Strepitoso il tuo volo d’angelo.
Bonucci 6: vive una serata di tutto relax, chiudendo bene gli spazi agli avversari.
Caceres 6: sta prendendo sempre maggiore confidenza nella posizione di centrale, muovendosi in perfetto accordo coi compagni e aiutando a mantenere la difesa imbattuta.
De Ceglie 6,5: gioca con diligenza e personalità, facendo bene sia la parte offensiva che quella difensiva. Anche lui in costante progressione, anche se in realtà sono stati proprio i viola ad agevolare i suoi compiti.
Lichsteiner 6,5: si dimostra esuberante e decisamente più in forma rispetto alle ultime uscite, in quanto ritorna ad essere il solito motorino sulla fascia, renendosi costantemente pericoloso. Peccato per il giallo che gli farà saltare la partita con l’Inter.
Vidal 7,5: gioca forse la sua migliore partita della stagione inserendosi perfettamente col gioco dei compagni, cosa mai accaduta durante la stagione. Ritorna al gol dopo tanto tempo.
Pirlo 7,5: tutte le azioni pericolose passano dai suoi piedi e quando ha libertà di ragionare, la qualità di gioco della squadra decolla vertiginosamente. Si permette il lusso di sganciarsi e inserirsi tra le linee, siglando un bellissimo gol.
Marchisio 7: completa la serata perfetta del trio di centrocampo mettendo il suo nome sul tabellino dei marcatori, non volendo essere da meno dei compagni di reparto. Si dimostra in forma fisica nettamente superiore rispetto alle ultime uscite.
Matri 6: si muove bene tra le maglie della difesa viola e cerca sempre di creare spazi per gli inserimenti dei compagni. Si sacrifica molto per il bene della squadra, ma nemmeno stasera riesce a metterla in porta.
Vucinic 7,5: nelle ultime tre partite ha risposto alle critiche che gli erano state mosse, con tre prestazioni all’altezza della sua fama di grande campione. Questa sera è protagonista di una partita sontuosa in cui corre, lotta, smista palloni per i compagni, ma soprattutto segna, spianando la strada verso il successo.
Pepe 6,5: sempre positivo coi suoi inserimenti e le sue giocate, mette molta paura alla difesa viola.
Quagliarella n.g.: non riesce a incidere a risultato ormai acquisito.
Padoin 6,5: cala la manita appena dopo il suo ingresso in campo. Da premiare per il suo inserimento nel match.
Borriello n.g.: solo pochi minuti per lui.

Fiorentina – Juventus 0-5. Partita a senso unico.

mar172012

Juve costretta a tornare al successo dopo la vittoria del Milan nell’anticipo con il Parma, nonostante la trasferta tra le più calde della stagione, e nonostante le tensioni delle passate settimane e della crisi di risultati. Partita assolutamente non facile che però si rivela ben presto meno impegnativa del previsto, grazie all’approccio alla gara assolutamente azzeccato degli uomini di Conte, che sembrano una squadra molto diversa rispetto ad alcune prestazioni recenti, in fatto di maturità e personalità. Non di meno lo stato di grazia di alcuni uomini quali ad esempio Vucinic, che coglie il palo dopo soli cinque minuti, e che non finirà mai di trascinare i compagni verso la vittoria. Infatti è proprio lui l’artefice dalla rete che al 15′ spiana la strada verso la vittoria, permettendo ai nostri di impostare una partita giocando con più spazi a disposizione, un fattore che ha condizionato molto spesso i tanti pareggi della stagione. Ma ancora più determinante in fatto di spazi, è l’espulsione di Cerci che avviene intorno al 20′, per un calcetto su Caceres a palla lontana.

Ma al di là del fattore numerico, la Juve gioca benissimo, gestendo palla e manovrando in modo molto veloce e preciso. L’aggressività dei bianconeri mette alle corde i viola, che non riescono ad uscire dalla loro metà campo. Il pressing attuato dal nostro centrocampo è asfisiante, sopratutto con una Fiorentina in dieci uomini; giocando di prima intenzione e cambiando continuamente il fronte dell’azione, nasconde continuamente la palla all’avversario e li costringe a rincorrere perennemente la sfera. Vidal in serata di grazia mette in cassaforte la partita, mettendo nel sacco il secondo gol, ancora su assist di uno scatenato Vucinic. Juve appagata? Nemmeno per sogno! Gli uomini di Delio Rossi vengono sovrastati e annichiliti dal gioco di Pirlo, Vidal e Vucinic che, una spanna sopra tutti, guidano l’arrembaggio alla porta della Fiorentina. La spavalda difesa a tre dei viola soffre il tridente bianconero, lasciando sempre i propri uomini nell’uno contro uno in condizione di inferiorità numerica, per questo i padroni di casa non sono predisposti mentalmente ad attaccare, visto che hanno una situazione di costante sofferenza nel reparto arretrato.

Nella ripresa la Juventus fa capire che non intende cedere l’iniziativa all’avversario, creando subito un’altra occasione da rete: lancio di Marchisio per Matri che appoggia per l’accorrente Vucinic, ma il tiro del montenegrino è fuori di pochissimo. La terza rete non tarda però ad arrivare, perchè con un altro contropiede magistrale, Marchisio colpisce in solitaria di testa ed insacca facilmente la sfera. Conte capisce che il contropiede a questo punto deve essere l’arma su cui puntare, e inserisce Quagliarella per Matri. Lazzari ha sui piedi la prima occasione viola della partita, ma tutto è vanificato da una grandissima parata di Buffon che devia la sfera sul palo.

E’ solo un break nel monologo bianconero, che vede andare a segno Pirlo al 65′, ancora su azione di contropiede, che anticipa il portiere in una uscita non troppo convinta. Così, a risultato ormai acquisito, Conte pensano giustamente al turnover, inserendo Padoin per Vidal, che ricambia la fiducia con la rete dello 0-5 definitivo.

Prepartita Fiorentina – Juventus. Formazioni e curiosità.

mar172012

Nonostante Fiorentina -  Juventus sia una delle sfide più infuocate del campionato (e questa ormai è una costanza), l’attenzione della vigilia si è accentrata nuovamente su Antonio Conte, sulle sue esternazioni e sulle considerazioni che il tecnico ha fatto a 360 gradi.

Questione arbiti: la scelta di Bergonzi deve aver indispettito non poco l’ex capitano bianconero, che ha definito “singolare” questa designazione in occasione di una partita così delicata, riservandosi ad un “vedremo a fine gara”, facendo imbufalire l’entourage della Fiorentina, che gli attribuisce le colpe di una tentata pressione psicologica ai danni del direttore di gara. Conte sposta poi il tiro su Allegri, reo di essere il predicatore del silenzio, ma allo stesso tempo l’unico a continuare a parlare.

Questione pareggite: i sei pareggi su sette partite non sarebbero un problema reale, in quanto tantissimi di questi risultati “sfavorevoli” sono il frutto in realtà di partite dominate e sfortunate, come ad esempio la partita di Genova.

Questione obiettivi: l’obiettivo scudetto è quanto mai presente nella mente di Antonio Conte, che sostiene la bontà della stagione in corso, facendo appello all’imbattibilità di ben trenta partite, e di essere l’unica vera antagonista del Milan.

Per quanto riguarda la formazione che scenderà in campo, il rientro di Chiellini e Bonucci fa rientrare l’emergenza difensiva, pur essendo pesante comunque l’assenza di Barzagli. Vidal riprenderà la sua posizione di centrocampo, dopo la parentesi più che positiva di Genova. In avanti Pepe e Vucinic saranno sicuramente schierati, vista la buona prova dimostrata domenica, mentre il dubbio tra Matri e Borriello sarà probabilmente sciolto solamente negli ultimi minuti. Attenzione a questa Fiorentina, che nonostante l’assenza di Jovetic, potrà contare sulla voglia di riscatto di Amauri e di un sempre imprevedibile Cerci. Inoltre, quella ”vecchia volpe” di Delio Rossi sa sempre come ottenere il massimo dalle sue squadre.

Le pagelle di Juventus – Fiorentina.

ott262011

Storari 6: non viene molto impegnato, grazie alla ottima prova della squadra in generale e della difesa in particolare. Sicuro quando viene chiamato in causa.
Bonucci 6,5: segna un gol da vero “attaccante” di razza, poi chiude bene gli spazi agli avversari e sbaglia poco. Stavolta una buona prova.
Barzagli 6: a parte il primo quarto d’ora della ripresa, governa la difesa senza affanni, facendosi trovare sempre al punto giusto nel momento giusto. ottimoanche in fase aerea.
Lichsteiner 7: si rende protagonista di una grandissima prestazione sulla sua fascia di competenza, dove crea sempre azioni pericolose. Quando si spinge si sente eccome.
Chiellini 6: fa molta più fatica di Lichsteiner a sfondare sulla sua fascia, per questo le azioni pericolose non vengono dal suo piede. Fisicamente è apparso un po’ stanco, ma non è il momento di tirare il fiato.
Marchisio 6: ha fatto bene il suo compito, limitandosi a spezzare le trame avversarie. Ha provato anche la conclusione ma non ha proprio il piede di Pirlo.
Pirlo 7: nel primo tempo orchestra la manovra in scioltezza e classe, mentre nella ripresa riprende in mano le redini della squadra dopo la sfuriata viola, e con la sua geometria scandisce la circolazione della palla in modo magistrale
Pepe 7,5: Ë un pericolo costante per la difesa viola, che se lo vede passare da ogni parte e arrivare in posizione di tiro molto spesso. Non segna, ma fornisce uno splendido assist. Uno dei migliori in campo.
Vidal 7: dimostra grande atletismo e ottima capacità di giocare in spazi stretti. Dialoga benissimo coi compagni e si rende molto pericoloso nel primo tempo. Cala alla distanza e termina il match in leggero affanno.
Vucinic 7: si adatta benissimo alla posizione in campo che gli destina Conte, stringendo verso il centro spesso e volentieri per arrivare alla conclusione. Dispensa moltissimi palloni per i compagni.
Matri 7: cerca con insistenza di creare spazi utili per essere servito e arrivare alla conclusione. Nel fare ciò viene premiato dai compagni che lo mettono spesso in condizione di concludere. Alessandro ringrazia con un’altra rete che vale tre punti.
De Ceglie n.g.: si rivede nel finale il terzino valdostano.
Estigarribia n.g.: solo pochi minuti per lui.
Pazienza n.g.: entra a giochi fatti, s’impegna molto, ma il tempo ha sua disposizione scarseggia.

Juventus – Fiorentina 2-1. Ricominciamo a correre.

ott252011

Era già la partita della verità per entrambe le squadre. La Juve è scesa in campo con grande determinazione e un ottimo approccio alla gara, la Fiorentina assolutamente no, regalando un intero tempo ai bianconeri. Alla fine è stato questo primo tempo a determinare il risultato, in quanto il vantaggio juventino è arrivato proprio in questa frazione, mentre nella ripresa c’è stato molto più equilibrio. Importantissima la presenza di Vucinic larghissimo a sinistra (che ha creato un sacco di occasioni sia come suggeritore che come finalizzatore), e Vidal a fare l’elastico tra le due linee, spesso vicinissimo a Matri per rifinire l’azione, e molte altre volte a recuperare innumerevoli palloni. E’ però d’abitudine che la squadra si spenga nel finale, soffrendo più del dovuto e finendo spesso rimontata, ma noi avevamo già avanzato questa ipotesi in tempi non sospetti, addirittura prima dell’inizio del campionato, parlando del gioco di Conte, così bello e redditizio, quanto dispendioso in ogni reparto. Mi meraviglio che nessuno abbia fatto ancora emergere questo aspetto, parlando sempre di problemi di testa; per vincere con questo modulo e con questi giocatori si deve sempre essere al 100%, altrimenti si paga dazio. E nei finali è fisiologico soffrire sempre un po’. Le partite vanno chiuse per tempo.

Partita vivacissima fin dalle prime battute, con grande ritmo da ambo le parti. Pepe si mangia un grandissimo gol davanti al portiere, e tutti pensano già ad una serata stregata. Anche i viola partono bene nei primi minuti, dimostrando una mentalità tutt’altro che arrendevole. Ma la Juve inizia presto a premere forte sull’acceleratore, trovando il gol del vantaggio con Bonucci, che sfrutta una corta respinta del portiere sul tiro di Vidal. Il cileno ancora protagonista poco dopo, quando si improvvisa ala e serve un bellissimo cross a Matri che tenta la conclusione spettacolare al volo, purtroppo alta.

Juve padrona del campo, e tutti sanno benissimo cosa fare. Al 22′ Vucinic in veste di rifinitore lancia Pepe nello spazio, grande galoppata del centrocampista che si mangia il secondo goal tirando ancora su Boruc. Partita sempre più a senso unico, il coraggio e la caparbietà degli uomini di Conte si evidenziano nelle avanzate di Lichtsteiner, nel pressing indiavolato, nella grande circolazione di palla, nelle combinazioni spettacolari, nella velocità di esecuzione. Così come al 43′ quando il triangolo in area Vucinic - Vidal – Vucinic porta il montenegrino davanti alla porta, ma il nostro attaccante fallisce la conclusione clamorosamente. Finisce il primo tempo con un solo gol di scarto, pochissimo per quello che si è visto in campo! Imbarazzante (per la Fiorentina) lo strapotere bianconero!

Conte non cambia la formazione, come di sua consuetudine tra una frazione e l’altra. Per i viola entra il pericolo Gilardino, insieme a “grinta” e “personalità”, i due “giocatori” che erano mancati ai toscani nel primo tempo. Bastano solo pochi minuti per far girare la partita in un altro modo, stordendo la Juve e pareggiando con una grande conclusione di Jovetic da fuori area. I bianconeri accusano la reazione dei viola, ma sono bravi a rialzare la testa già dopo pochi minuti, con Matri che sfrutta una palla vagante per mettere in rete da grande opportunista, mettendo nuovamente il sigillo su una grande partita per lui. La conferma arriva subito dopo, con un’ennesima conclusione da fermo su cui Boruc deve superarsi per evitare un altra rete. La Vecchia Signora non vuole rischiare un’altra rimonta e spinge senza badare alle energie, per questo Vucinic viene sostituito per il più fresco Estigarribia, che può avere in questo finale maggiori spazi in avanti. Stessa sorte per Pepe, che finisce stremato all’86′, sostituito da De Ceglie. Conte vuole lucidità e sfrutta tutte le sostituzioni, inserendo Pazienza per Vidal. Fa bene il mister a coprirsi, perchè si soffre fino al 94′, ma stavolta la difesa è granitica.

Pre partita Juventus – Fiorentina. Formazioni e curiosità.

ott252011

Il caso Del Piero, l’involuzione di Chiellini, le scelte di Conte, la “pareggite”, l’inchiesta sul nuovo stadio… In circa due settimane la Juventus è passata dalle stelle alle stalle, dopo un avvio di stagione sulle ali dell’entusiasmo, sono arrivate una dietro l’altra le “bordate” che stanno facendo vacillare la squadra bianconera. Al di là delle chiacchere, quello che contano sono sempre i risultati. Del Piero stava in panchina anche con Capello, e tanta ne ha fatta anche con altri allenatori.  I problemi sorgono quando pareggi con Chievo, Bologna, Genoa e Catania, sopratutto quando giochi in casa, e passi anche due volte in vantaggio. Allora sì che l’ingresso alla disperata di Del Piero suona più come una sorta di irriverenza verso il capitano, ma se non l’avesse inserito nemmeno al in questa occasione, ecco tutti a dire che piuttosto di lasciarlo in panchina poteva buttarlo nella mischia, per sfruttare una punizione o un tiro da lontano. Il guaio non nasce dagli ultimi due minuti, ma dai precedenti 88! Così per fare assolutamente punti, siamo costretti a giocare “alla morte” con Fiorentina e Inter, per non perdere quel “gruzzoletto” accumulato e già mezzo dilapidato.

Il recupero di Vidal suona come campane a festa in casa bianconera. La sua assenza si è sentita troppo domenica scorsa, sopratutto nella ripresa quando non si riusciva più a recuperare palla. Inoltre, la presenza in campo del cileno non dà punti di riferimento agli avversari, in quanto spesso la sua posizione si allinea con quella della prima punta, e talvolta con la linea dei centrocampisti. Vedremo se Conte preferirà farlo agire in copertura, rinunciando ad una delle mediocre ali che ci ritroviamo, oppure se la rinuncia ricadrà su una delle due punte. La soluzione più probabile è la seconda, anche se non sarà facile il ballottaggio tra chi ha segnato due reti domenica e chi è stato preso in estate come la punta di diamente della squadra. Sulle fasce diamo per scontata la presenza di Pepe, mentre dalla parte opposta il dubbio è tra Krasic ed Estigarribia (Pepe giocherebbe indifferentemente a destra o sinistra). Confermata la difesa degli orrori, anche perchè non si può fare altrimenti. Chiellini e Lichtsteiner esterni, Barzagli e Bonucci centrali.

La Fiorentina si presenta senza il metronomo Montolivo, sempre più separato in casa; in compenso arriva il ciclone Jovetic, che sta attraversando un momento di forma eccezionale. Altra defezione importante è quella di Cassani, che però ultimamente non si era espresso bene, mentre in avanti c’è il dubbio Gilardino. I viola sono comunque alla nostra portata, ma la rivalità tra le due squadre crea sempre un valore aggiunto che determina spesso il risultato, e un allenatore grintoso come Mihajlovic sa come caricare i suoi giocatori.

Le pagelle di Fiorentina – Juventus.

apr172011

Buffon 6: per fortuna gli attaccanti viola hanno mira scarsa, perchè il nostro portiere rischia di essere bucato in più di un’occasione. Gioca comunque una partita attenta.
Bonucci 5,5: alcune disattenzioni di troppo che portano i viola facilmente alla conclusione. L’arbitro lo grazia per un fallo rischioso su Kroldrup in area, inoltre non è fortunato quando si rende protagonista di un colpo di testa ravvicinato, che finisce tra le braccia di Boruc.
Barzagli 5,5: anche lui è spesso in affanno e Giardino gli sfugge qualche volta di troppo, per fortuna la squadra si salva.
Grosso 6: s’è dimostrato abbastanza in forma e reattivo. Non ha spinto molto, ma ha salvato la difesa in un paio di occasioni.
Motta 5: non si posiziona bene in campo e risulta inconcludente da entrambe i lati del terreno di gioco, venendo infine sostituito. Ha voglia Delneri a dire che è stato il migliore in campo…
Sorensen 6: grinta e carattere per il danese, che gioca in maniera estremamente determinata e annulla gli avanti viola, che col passare dei minuti si fano meno pericolosi. In un paio di ocasioni un po’ pasticione.
Felipe Melo 6: gioca una partita di grande sacrificio, bloccando la strada agli avversari e cercando di far ripartire la manovra. Prestazione positiva nel complesso. Il mister gli chiede anche di essere un regista, ma non ne ha le qualità.
Pepe 5: in ribasso rispetto alle ultime prove, s’è dovuto sacrificare molto per coprire le ripartenze della Fiorentina, tuttavia avrebbe dovuto essere molto più pericoloso.
Marchisio 6,5: è uno dei migliori in campo, perchè lotta, combatte, si sacrifica e coi suoi inserimenti risulta il più pericoloso per la porta di Boruc. Sarebbe stato  il match-winner se Toni non gli avesse tolto dai piedi un’occasione colossale.
Aquilani 6: ingabbiato dai viola fatica a trovare spazio, tuttavia gestisce la palla con sapienza e maestria, producendo una buona mole di gioco.
Krasic 5: risulta completamente evanescente, in quanto non trova spazio e non si rende mai pericoloso. Viene sostituito anzitempo.
Matri 6: si sacrifica e svaria su tutto il fronte offensivo; questa grande mole di lavoro lo sfianca, così deve lasciare spazio a Toni nella ripresa.
Del Piero 6: qualche buono spunto per il capitano, che si conferma sempre tra i migliori, ma questa volta non è decisivo.
Toni n.g.: si dà molto da fare, ma a volte va a pestare i piedi ai compagni, come quando toglie dai piedi di Marchisio il pallone dello 0-1.

Fiorentina – Juventus 0-0. Addio Champions.

apr172011

 

 

 

 

 

 

 

Si, è finita la speranza Champions. Non che ci fossero grandi possibilità anche prima di questa partita, tant’è he nel nostro prepartita lo avevamo definito solo e soltanto “un sogno”. E così anche questa stagione deve essere archiviata come “fallimentare”. Marotta, Delneri, la società e tutti i giocatori acquistati, non sono stati in grado di dare la loro impronta. Anzi, il loro segno lo hanno lasciato molto bene, ma non era quello che tutti noi tifosi ci aspettavamo. Questa gara, che segna la fine delle speranze, è l’immagine di quello che è stata questa stagione: prima parte assolutamente svogliata, seconda parte nel disperato tentativo di fare qualcosa. Cercare di vincerle tutte dopo aver perso punti con chiunque, è un’aspirazione che deve essere accompagnata anche da molta fortuna, ma sappiamo benissimo che in questi anni la buona sorte non ci ha proprio sorriso. 

Delneri decide di partire ancora con una formazione zeppa di centrocampisti, quella che già domenica scorsa aveva evidenziato limiti di manovra e di movimenti, invece che una maggiore pluralità di soluzioni tattiche, sia in copertura che in fase di impostazione. Lo schieramento composto da Krasic, Aquilani, Felipe Melo, Marchisio e Pepe (supportati da Motta e Grosso con licenza di spingere), sembra spesso imbrigliata più nel suo stesso traffico che nella interdizione avversaria. Giocando ad una sola punta infatti, sono determinanti le discese e gli inserimenti sulle fasce, cosa in cui la squadra di Delneri dovrebbe essere maestra, ma che, paradossalmente, non ha mai saputo fare. A destra poi, Krasic viene costantemente raddoppiato, mentre a sinistra la spinta di Pepe e Grosso non viene mai neppure tentata.

La partita è molto equilibrata, non noiosa ma nemmeno ricca di episodi; l’iniziativa è costantemente nelle mani viola, così come lo fu con la Roma per la Juve. I bianconeri dal canto loro non riescono a distendersi nè in contropiede, nè con una laboriosa manovra. La chiave tattica della partita è Montolivo, che appena riesce a sfuggire dal controllo di Aquilani, riesce a creare lo scompiglio nella nostra retroguardia. Cinque sono i tiri dei viola in direzione della nostra porta nella prima mezz’ora di gioco, mentre la Juventus a malapena raggiunge il limite dell’area di rigore. La sensazione è che gli uomini di Mihajlovic, pur con i loro limiti, siano certamente sistemati meglio in campo, mentre Delneri continui a richiamare i vari pepe, Melo, Marchisio e Aquilani, per cercare di sistemare la loro posizione, o apportare quei piccoli correttivi nel tentativo di sbloccare un ingranaggio che sembra inceppato. Per far capire la confusione tattica regnante, basta citare il cambio di posizione che il mister esercita nei confronti di Pepe e Marchisio, spostando il primo in posizione di centrocampo, e mettendo il secondo a svolgere il compito di ala pura.

Il pessimo primo tempo della Juventus risparmia però i bianconeri dallo svantaggio, che se la cavano solamente perchè la Fiorentina non riesce ad alzare il ritmo quel tanto che basta per non far andare in apnea la nostra retroguardia. Nell’intervallo Delneri non cambia le carte, ma dopo dieci minuti apporta gli stessi correttivi di domenica: dentro Sorensen al posto di Motta e doverosamente Alex Del Piero (chissà perchè perdere altri dieci minuti…), al posto di un centrocampista, che in questo caso trattasi di Milos Krasic. Primo pallone toccato dal capitano dopo venti secondi, e subito una grande conclusione in porta, parata on difficoltà dal portiere. Primo tiro in porta dei bianoneri, alleluja!

Forse è questa fiammata che sveglia la Fiorentina e alza il ritmo della gara. Evidente quindi la sofferenza della nostra difesa, e la necessità di dare anche riposo a Matri, costretto a fare da elastico tra i reparti per tutta la gara; entra Toni al posto della giovane punta. Ma sono i padroni di casa a crescere maggiormente, sfiorando la rete con Gilardino e Pasqual. La Juve esce tutta negli ultimi dieci minuti, con due buone occasioni che però non bastano per cogliere un sucesso che sarebbe servito come l’ossigeno.

I viola non riescono a battere una “grande” e la Juve non riuscirà a raggiungere la Champions. Questi i due verdetti del campo.

Prepartita Fiorentina – Juventus.

apr172011

Definirla la partita della svolta è un po’ esagerato, a poche domeniche dalla fine della stagione, ma battere la la Fiorentina in trasferta, ed ottenere la quarta vittoria consecutiva, può sicuramente dare un preziosissimo contributo a quello che può essere il sogno Champions. Si parla di impresa perchè, prima della vittoria contro il Genoa, la Juve non ne aveva mai ottenute più di due in fila. Questa mancanza di continuità però, ora deve essere tramutata in orgoglio, per dare almeno un senso a questo campionato. Diciamo però he il turno non è tra i più facili, visto che affronteremo una delle rivali storiche (anche lei in questo momento in grande difficoltà), in un classico del calcio italiano, forse mai di così scarso livello qualitativo. Il Franchi per la Juve è ricordo di grandi sfide, successi e delusioni. La Fiorentina, dopo un avvio di stagione sulla scia di quello precedente e troppo tormentato, è riuscita a risalire la china nel girone di ritorno, arrivando addirittura a sperare per un posto in Europa (obiettivo di inizio stagione). Occhio naturalmente all’ex Mutu (sempre determinante), al solito Gila (che tra una voce di mercato e l’altra continua pur sempre a segnare), ed al capitano Montolivo (un altro su cui si fanno insistenti le voci di un suo probabile approdo alla Juve l’anno prossimo).

Di non mancano neanche per la Juve. Basta pensare a Storari, con un trascorso alla squadra di Firenze, e soprattutto Luca Toni. Quest’ultimo, reduce dal secondo gol in campionato con la maglia della Juve, proverà a riconfermarsi, avendo la possibilità di giocare titolare assieme al Re Mida Matri. Del Piero recuperato in questa settimana, siederà soltanto in panchina. Ora, il 4-4-2 di Del Neri con due attaccanti di peso, ha finalmente un senso, dato che sulle fascie di centrocampo e di difesa giocheranno esterni puri: Sorensen (anche se lui è un “adattato”) e Krasic a destra, Grosso e Pepe a sinistra. In mezzo al campo, invece, spazio a Melo e ballottaggio Aquilani-Marchisio, con il primo decisamente favorito. Coppia centrale composta certamente da Barzagli e Bonucci (per l’assenza di Chiellini), che difenderà Buffon, che torna titolare dopo due settimane.

Le pagelle di Juventus – Fiorentina.

nov282010

Storari 6: un’altra partita di riposo per lui, che deve intervenire solo all’ultimo minuto sulla punizione di D’Agostino.
Chiellini 6,5: chiude tutti gli spazi agli attaccanti avversari, intervenendo laddove i suoi compagni non riescono; in due o tre occasioni arrivano pericolosi palloni al centro dell’area, che vengono puntualmente allontanati dal difensore toscano. Si spinge spesso in attacco, ma Boruc è insuperabile.
Bonucci 6: dà una valida mano a Chiellini nell’arginare gli attaccanti viola e vi riesce perfettamente, anche se ciò non basta per vincere.
Motta 5: autogol a parte, non sembra molto lucido e concentrato sulla partita, infatti spinge poco e si fa saltare troppo spesso da Vargas, che risulta il maggior pericolo per la retroguardia bianconera.
Lanzafame n.g.: entra solo nel finale.
Grosso 5,5: si rende protagonista di una prestazione anonima, in quanto non riesce mai ad arrivare sul fondo per proporre cross interessanti e non eccelle nella fase di copertura.
Aquilani 5,5: si vede che non è fisicamente al meglio, infatti sembra risparmiarsi e pensare prima alla sua salute fisica, che al bene della squadra. Il gioco della Juventus ne risente leggermente, in quanto nonostante le numerose occasioni, la manovra appare piuttosto farraginosa. Delneri lo sostituisce giustamente.
Pepe 7: salva letteralmente i bianconeri dalla sconfitta, grazie alla sua verve che permette di dare vivacità alla fascia sinistra, laddove Marchisio ha finito le energie. La punizione del pareggio è una chicca balistica da ricordare.
Felipe Melo 5,5: fa lui da regista, ma purtroppo non ha la qualità di Aquilani, quindi ne esce un gioco maggiormente spezzettato e frammentario, che non gli permette di meritare la sufficienza.
Marchisio 6,5: si propone con interessanti tagli verso il centro dell’area avversaria che lo portano spesso alla conclusione. La fortuna però non lo assiste. Cala col passare dei minuti, venendo poi spostato verso il centro, dove offre maggiore copertura.
Krasic 6: fa fatica a superare i costanti raddoppi che Mihajlovic predispone su di lui, tuttavia il serbo è veramente potente e veloce di gambe, perciò riesce quasi sempre a creare qualcosa di pericoloso. Questa sera non è molto fortunato, quindi non ottiene nessun risultato.
Del Piero 6,5: prova in tutti modi a lasciare il segno in questa partita, mettendo a segno il suo dodicesimo gol personale alla Fiorentina; ancora una volta è l’attaccante più pericoloso della squadra, anche in veste di rifinitore.
Iaquinta 6: dà profondità al gioco della squadra, ma non riesce ad incidere sul risultato poiché ha a disposizione poche occasioni. L’unica ghiotta opportunità viene vanificata da un super Boruc.
Quagliarella 6: fa molto movimento, ma ha veramente poche occasioni tra i piedi, infatti non arriva praticamente mai alla conclusione.