
Con le assenze di Caceres, Chiellini, De Ceglie, la panchina di Camoranesi, Sissoko e Del Piero, ma sopratutto vedendo ieri sera come si comportano le squadre inglesi in Europa, c’erano tutti i motivi per “temere” che questo turno potesse riservarci qualche sorpresa. Bravo Zaccheroni ad organizzare bene la squadra, e tolti una decina di minuti nel primo tempo, bravissimo a riuscire a far tenere alta la concentrazione dei suoi uomini per tutto l’incontro, considerando anche che l’unico gol subito è il frutto di un’autorete più che di meriti dei giocatori di Hodgson.
Inizio col botto dei bianconeri, che passano subito in vantaggio grazie ad un eccellente incornata di Legrottaglie su calcio d’angolo. Uno a zero per la Juve, e la partita all’8′ minuto si mette già in discesa!
Il Fulham probabilmente pensa che sia ancora troppo presto per perdere la testa, e non imposta una partita aggressiva, tanto che si può pensare siano venuti a Torino non per vincere, ma per strappare un pareggio o perdere segnando almeno un gol. Il pallino del gioco è sempre in mano ai giocatori di Zac, che pressano alti e cercano di far girare la palla al meglio delle loro possibilità. Non si capisce se la scarsa iniziativa del Fulham sia frutto di una tattica attendista, oppure sia effettivamente il risultato di una serata storta unita alla buona vena juventina.
Ciò che colpisce degli inglesi, è l’inferiorità fisica evidenziata in campo, contrariamente alla solita corsa e dinamicità che caratterizza le squadre d’oltremanica. Proprio infatti dall’alchimia del nostro pressing con la poca convinzione dei difensori inglesi, porta Marchisio a rubare palla al limite dell’area avversaria e a lasciare il pallone per l’accorrente Trezeguet che non ci pensa due volta a calciare a rete; conclusione bella ma alta di pochissimo. Il raddoppio è solo rimandato di qualche minuto, quando il “cavallo pazzo” Zebina ne combina una delle sue, ma stavolta in positivo: dribbling secco su due avversari all’altezza della trequarti campo, e missile terra-aria indirizzato all’angolino lontano, dove il portiere non può arrivare: due a zero e tutto troppo facile.
Non siamo nemmeno a metà partita ma i meccanismi sembrano funzionare e la nostra difesa non corre nessun rischio, infatti deve arrivare una punizione dai 30 metri per impensierire la nostra retroguardia, che non avrebbe avuto nessun esito se nella mischia seguente il pallone indirizzato da Etuhu (ben lontano dalla porta) non fosse carambolato sulla gamba di Legrottaglie, deviando il pallone in rete. Due a uno che sa molto di beffa per quanto visto in campo.
La Juve non riesce a riprendersi subito dallo schiaffo subito, e ci mette dieci minuti buoni ad uscire dal suo torpore. Manninger deve salvarsi ancora su un pericoloso colpo di testa prima e su un tiro piuttosto centrale subito dopo. Il problema è che il Fulham adesso attacca convinto perchè ci crede, mentre la Juve rischia di buttare la qualificazione perchè non riesce a riprendersi dal contraccolpo del gol subìto. Ma come prima gli inglese ci hanno colpito nel nostro momento migliore, ci pensa ora Trezeguet a
restituire al mittente la doccia fredda: gran tiro in mischia a colpire il palo e ribattuta al volo in gol, con un mix di potenza, precisione, opportunismo e abilità. Grande David per il 3 a 1 bianconero e per il 170° gol in maglia juventina!
Nell’intervallo Zaccheroni sostituisce Salihamidzich per Camoranesi, rinunciando ad un po’ di dinamismo ma mettendo sicuramente maggiore qualità sulla linea mediana. L’oriundo si muove bene in mezzo al campo, sopratutto accentrandosi quasi costantemente, dove trova migliori possibilità di sfruttare la sua fantasia; il piede però non è ancora quello dei tempi migliori e l’imprecisione nel passaggio e nel possesso palla difetta spesso limitandone le possibilità di gioco. Certo è che vedere Camoranesi sul centro destra e Candreva sul centro sinistra può essere una bella prospettiva per i mesi a venire.
Il secondo tempo si mantiene su un buon ritmo, ma entrambe le squadre non riescono a procurarsi occasioni importanti o degne di nota. Senza dubbio l’ingresso di Iaquinta al posto di Trezeguet fornisce buone aspettative di un finale interessante, vista la necessità del Fulham di scoprirsi al contropiede col passare dei minuti, e con le accelerazioni del nostro attaccante pronte a colpire gli inglesi. La squadra di Hodgson però non si scopre in modo così esasperato, e i nostri non hanno la possibilità di sfruttare grandi contropiedi anche per i numerosi errori in fase di palleggio da parte dei bianconeri. Un vero peccato per questa carenza nel fraseggio, che avrebbe portato sicuramente a chiudere il discorso qualificazione già qui a Torino.
Portieri praticamente inattivi per tutta la seconda frazione di gioco, fino a quando Diego arriva a stoccare da fuori area (finalmente un buon tiro del brasiliano dalla distanza), respinto con difficoltà in calcio d’angolo. Ci prova anche Iaquinta di testa sul seguente corner, ma la conclusione finisce sul fondo.
Bella vittoria della Juventus, ma il Fulham non può essere solo questo. Le squadre inglesi sono temibili sopratutto in casa loro, e due gol non sono comunque sufficienti per garantire sonni tranquilli, come ha giustamente sottolineato Zac nel dopo partita. A proposito del nostro mister: se il suo progetto era ritrovare la compattezza e l’identità di squadra, finalmente stasera abbiamo visto una formazione che si è sempre mossa in modo armonico, che è rimasta concentrata per 90 minuti e che non ha rischiato praticamente nulla in difesa. Non è mai troppo tardi.