Le pagelle di Fulham - Juventus.

Mar192010

Chimenti 6,5: è il migliore in campo nonostante i quattro gol subiti, poiché ne evita molti altri.

Zebina 3: assolutamente spaesato al centro della difesa, è sempre fuori posizione e si fa saltare dagli attaccanti avversari come un birillo.

Grosso 4: non si spinge mai in avanti e partecipa al suicidio difensivo dei compagni senza alcuna scusa plausibile.

Del Piero n.g.: inserito troppo tardi per salvare una barca che è ormai affondata.

Cannavaro 5: è in grossa difficoltà contro Zamora, che gli sfugge nell’azione del gol e rischia di superarlo in un altro paio di occasioni, dimostrandosi molto pericoloso per la porta bianconera. Viene espulso dopo mezz’ora per un dubbio fallo fuori area.

Grygera 4: conferma le ultime pessime prestazioni non azzeccando un intervento e lasciando sguarnita la sua fascia con una continuità disarmante.

Salihamidzic 4: ci mette coraggio e buona volontà, ma non riesce a combinare nulla di buono in avanti. Non ha grosse colpe in difesa, ma la serata negativa è un fatto corale.

Camoranesi 4: gioca con leziosità irritante, non dialogando con i compagni e andando molle sui palloni senza riuscire a impostare nulla, nonostante la marcatura tutt’altro che asfissiante degli inglesi.

De Ceglie n.g.: non riesce a cambiare le sorti di un incontro pessimo.

Felipe Melo 4: non fa alcuna azione di filtro e sembra svagato in mezzo al campo, non riuscendo a fare nulla di buono. L’ennesima prestazione da dimenticare.

Sissoko 5: gli avversari sembrano divertirsi facendolo giocare a torello, infatti il maliano va sempre dove c’è la palla senza mai riuscire a conquistarla.

Candreva n.g.: non sembra al top della condizione, poiché sbaglia passaggi elementari e rinuncia a buoni tiri, tuttavia si sacrifica per il bene comune e viene sostituito dopo l’espulsione di Cannavaro.

Diego 5: è un oggetto misterioso, non riesce assolutamente a creare gioco e non sa dove disporsi in campo. Compie anche un fallo di mano gratuito che regala un rigore decisivo agli avversari.

Trezeguet 6: si conferma rapace dell’area di rigore, trasformando in rete l’unico pallone giocabile della serata. Non basta il suo fiuto del gol per salvare la squadra.

Fulham - Juventus 4-1. Cartellino rosso per la Juve!

Mar182010

 

 

 

 

 

 

 

Dopo il “rassicurante” 3 a 1 dell’andata, la trasferta inglese appariva senza dubbio alla nostra portata. Quello che serviva al Fulham per riaccendere le speranze di qualificazione, era un gol lampo già nei primi minuti, che potesse dare vigore agli assalti dei nostri avversari. Nessuno ovviamente si aspettava che fosse invece la Juve a passare in vantaggio dopo appena 2 minuti di gioco con David Trezeguet, che per l’ennesima volta non smentisce la sua fama di grande goleador! Uno a zero per la Juve, e grande inizio col ”botto”.

Ma puntuale come domenica col Siena, ecco che in concomitanza con la situazione più vantaggiosa possibile (3 a 1 in casa e vantaggio in trasferta), i bianconeri spengono la luce della ragione ed iniziano la loro folle corsa verso il baratro. La Juve si abbassa, perde concentrazione, rinuncia a comandare il gioco, fa di tutto per infondere nell’avversario la fiducia nella rimonta. Due pali e l’espulsione di Cannavaro per fallo da ultimo uomo sono solo il contorno alle due reti che il Fulham riesce a realizzare nel primo tempo ai danni della molto, troppo Vecchia Signora. Un atteggiamento inspiegabile così come col Siena, che non è un lontano ricordo ma è ancora ben presente nei nostri incubi notturni. A nulla valgono i cambi di Zaccheroni che sostituisce nel primo tempo Candreva per Grygera nell’intento di tenere la squadra più “quadrata” e compatta, mantentendo la difesa a quattro, e di De Ceglie per Camoranesi (stanco e già ammonito), nei primi minuti del secondo tempo.

Il secondo tempo inizia ancora peggio di come è finito il primo, con la concessione al Fulham del calcio di rigore per fallo di mano in area di Diego, portando al pareggio del computo dei gol tra andata e ritorno. Ma i bianconeri non fanno assolutamente nulla per contrastare lo strapotere fisico e organizzativo degli inglesi, che sembrano poter colpire quando e come vogliono. Chimenti è straordinario nel salvare almeno tre volte la nostra porta e cercando di condurre la partita verso i supplementari e i rigori (cioè quello che di meglio si possa cercare di fare), ma quando mancano meno di dieci minuti alla fine, il Fulham castiga nuovamente la squadra degli orrori, portando a quattro le reti che condannano la Juventus alla sconfitta e all’eliminazione dall’Europa League.

Eliminazione che segna decisamente il punto più basso di questa stagione, fino a quando arriveremo ad essere fuori dalla qualificazione Champions che porterà ad “abbassare l’asticella” maggiormente. Finale condito anche dall’espulsione di Zebina che non può esimersi dall’essere protagonista quando lo spettacolo tocca picchi così bassi. I limiti di Zebina però sono i limiti storici di un giocatore che è sempre stato così, mentre diversi sono i limiti della Juventus che non ha mai perso la faccia così tante volte come in questi ultimi anni.

Ora tutti a dire che si concentreranno sul campionato e sulla qualificazione Champions, la realtà è che non bisogna più spostare l’attenzione su altri obiettivi “secondari” come se questi potessero salvare una stagione che definire fallimentare è poco. Nemmeno il quarto posto a mio avviso può rimediare una situazione societaria degna del peggior Torino, una squadra che ha molti giocatori non presentabili l’anno prossimo, che non sa ancora quale allenatore ci sarà in futuro, e via dicendo…

Juve vergognosa sopratutto per la mentalità e la personalità. Giocatori grandi solo a parole, ma piccoli uomini in campo. Vero Felipe Melo? Vero Diego? Vero.

Le pagelle di Juventus - Fulham.

Mar122010

Manninger 6,5: una parata decisiva e tanti buoni interventi che salvano il risultato e permettono alla squadra di conquistare una vittoria agevole e ben augurante.
Zebina 7: un motore costante sulla fascia destra e un’ottima fase difensiva. Nobilita la sua prestazione con un gol d’antologia che concede il raddoppio alla Juventus e una grandissima soddisfazione al francese al suo secondo gol in carriera.
Legrottaglie 7: oltre ad una rocciosa prestazione difensiva e ad uno sfortunato autogol, sigla una bellissima rete di testa che sblocca il risultato, rompendo il ghiaccio in una situazione che avrebbe potuto complicarsi col passare dei minuti. Prestazione fondamentale per il risultato finale.
Cannavaro 6: se la cava con la sua grande esperienza, ma non sempre appare all’altezza della situazione risultando talvolta in affanno contro il centravanti avversario Zamora, che però non fa male alla difesa bianconera.
Grosso 6: parte forte e col morale alto dopo la rete di Firenze, fornendo interessanti cross per Trezeguet e creando buone occasioni sulla sua fascia. Meriterebbe maggiore fortuna con una voleè mancina ottimamente parata dal portiere avversario. Cala alla distanza negando la spinta offensiva nella ripresa, in cui si concentra sulla fase di copertura.
Poulsen 6: buon rientro dal primo minuto per il danese che gioca in maniera ordinata e precisa, riuscendo a compiere una buona azione di filtro e a svolgere bene il suo compito.
Sissoko n.g.: solo una sgambata finale per il colosso maliano.
Sahliamidzic 5,5: s’inserisce bene tra le maglie della difesa avversaria, ma non sembra tanto in palla fisicamente perciò fatica a stare al passo coi compagni e risulta quindi l’anello debole del centrocampo juventino, infatti viene sostituito a fine primo tempo.
Camoranesi 6: sufficienza di stima per il centrocampista juventino che ha bisogno di tempo per riadattarsi ai ritmi di gioco, tuttavia la classe rimane quella di sempre e la squadra di Zaccheroni non potrà che trarre giovamento dal suo ritorno.
Marchisio 6,5: partita molto dispendiosa per il prodotto del vivaio bianconero, che macina chilometri come un motorino e fornisce precisione all’azione offensiva con le sue ottime geometrie. Meriterebbe maggiore fortuna in un paio di occasioni in cui si spinge in avanti, ma non è la sua serata fortunata.
Candreva 6,5: è molto attivo sulla trequarti, facendo salire bene la squadra e intendendosi bene con Diego. Sviluppa un’importante mole di gioco, anche se cala un po’ alla distanza e con lui tutto il gioco della Juventus.
Diego 6,5: appare in palla e in continuo miglioramento di condizione e quando gira lui “casualmente” gira anche tutta la squadra, infatti dai suoi piedi nascono le azioni migliori e un primo tempo veramente da incorniciare. La ritrovata fiducia viene espressa nella maggiore cattiveria nei contrasti e nei tiri che lo vedono spesso protagonista. L’ottima intesa con Candreva cala un po’ nella ripresa e infatti il gioco rallenta.
Trezeguet 6,5: si muove molto bene su tutto il fronte offensivo creando spazi per i compagni e facendosi trovare spesso smarcato. Il francese è un bomber di razza e quando i palloni arrivano diventa mortifero per le difese avversarie, infatti ad inizio partita provoca il calcio d’angolo del momentaneo vantaggio e a fine primo tempo sigla il 3-1 con un balzo felino che riprende la sua stessa conclusione finita sul palo. Questo gol conferma il fiuto del gol straordinario del centravanti transalpino. Fisicamente non al meglio lascia il suo posto ad inizio ripresa.
Iaquinta 6: buoni movimenti e tanta voglia di far bene per il rientrante bomber che merita la sufficienza per l’impegno e la stima in vista di un futuro recupero nello scacchiere tattico di Zaccheroni.

Juventus - Fulham 3-1. Vince e convince.

Mar122010

 

 

 

 

 

 

 

Con le assenze di Caceres, Chiellini, De Ceglie, la panchina di Camoranesi, Sissoko e Del Piero, ma sopratutto vedendo ieri sera come si comportano le squadre inglesi in Europa, c’erano tutti i motivi per “temere” che questo turno potesse riservarci qualche sorpresa. Bravo Zaccheroni ad organizzare bene la squadra, e tolti una decina di minuti nel primo tempo, bravissimo a riuscire a far tenere alta la concentrazione dei suoi uomini per tutto l’incontro, considerando anche che l’unico gol subito è il frutto di un’autorete più che di meriti dei giocatori di Hodgson.  

Inizio col botto dei bianconeri, che passano subito in vantaggio grazie ad un eccellente incornata di Legrottaglie su calcio d’angolo. Uno a zero per la Juve, e la partita all’8′ minuto si mette già in discesa!

Il Fulham probabilmente pensa che sia ancora troppo presto per perdere la testa, e non imposta una partita aggressiva, tanto che si può pensare siano venuti a Torino non per vincere, ma per strappare un pareggio o perdere segnando almeno un gol. Il pallino del gioco è sempre in mano ai giocatori di Zac, che pressano alti e cercano di far girare la palla al meglio delle loro possibilità. Non si capisce se la scarsa iniziativa del Fulham sia frutto di una tattica attendista, oppure sia effettivamente il risultato di una serata storta unita alla buona vena juventina.

Ciò che colpisce degli inglesi, è l’inferiorità fisica evidenziata in campo, contrariamente alla solita corsa e dinamicità che caratterizza le squadre d’oltremanica. Proprio infatti dall’alchimia del nostro pressing con la poca convinzione dei difensori inglesi, porta Marchisio a rubare palla al limite dell’area avversaria e a lasciare il pallone per l’accorrente Trezeguet che non ci pensa due volta a calciare a rete; conclusione bella ma alta di pochissimo. Il raddoppio è solo rimandato di qualche minuto, quando il “cavallo pazzo” Zebina ne combina una delle sue, ma stavolta in positivo: dribbling secco su due avversari all’altezza della trequarti campo, e missile terra-aria indirizzato all’angolino lontano, dove il portiere non può arrivare: due a zero e tutto troppo facile.

Non siamo nemmeno a metà partita ma i meccanismi sembrano funzionare e la nostra difesa non corre nessun rischio, infatti deve arrivare una punizione dai 30 metri per impensierire la nostra retroguardia, che non avrebbe avuto nessun esito se nella mischia seguente il pallone indirizzato da Etuhu (ben lontano dalla porta) non fosse carambolato sulla gamba di Legrottaglie, deviando il pallone in rete. Due a uno che sa molto di beffa per quanto visto in campo.

La Juve non riesce a riprendersi subito dallo schiaffo subito, e ci mette dieci minuti buoni ad uscire dal suo torpore. Manninger deve salvarsi ancora su un pericoloso colpo di testa prima e su un tiro piuttosto centrale subito dopo. Il problema è che il Fulham adesso attacca convinto perchè ci crede, mentre la Juve rischia di buttare la qualificazione perchè non riesce a riprendersi dal contraccolpo del gol subìto. Ma come prima gli inglese ci hanno colpito nel nostro momento migliore, ci pensa ora Trezeguet a restituire al mittente la doccia fredda: gran tiro in mischia a colpire il palo e ribattuta al volo in gol, con un mix di potenza, precisione, opportunismo e abilità. Grande David per il 3 a 1 bianconero e per il 170° gol in maglia juventina!

Nell’intervallo Zaccheroni sostituisce Salihamidzich per Camoranesi, rinunciando ad un po’ di dinamismo ma mettendo sicuramente maggiore qualità sulla linea mediana. L’oriundo si muove bene in mezzo al campo, sopratutto accentrandosi quasi costantemente, dove trova migliori possibilità di sfruttare la sua fantasia; il piede però non è ancora quello dei tempi migliori e l’imprecisione nel passaggio e nel possesso palla difetta spesso limitandone le possibilità di gioco. Certo è che vedere Camoranesi sul centro destra e Candreva sul centro sinistra può essere una bella prospettiva per i mesi a venire.

Il secondo tempo si mantiene su un buon ritmo, ma entrambe le squadre non riescono a procurarsi occasioni importanti o degne di nota. Senza dubbio l’ingresso di Iaquinta al posto di Trezeguet fornisce buone aspettative di un finale interessante, vista la necessità del Fulham di scoprirsi al contropiede col passare dei minuti, e con le accelerazioni del nostro attaccante pronte a colpire gli inglesi. La squadra di Hodgson però non si scopre in modo così esasperato, e i nostri non hanno la possibilità di sfruttare grandi contropiedi anche per i numerosi errori in fase di palleggio da parte dei bianconeri. Un vero peccato per questa carenza nel fraseggio, che avrebbe portato sicuramente a chiudere il discorso qualificazione già qui a Torino.

Portieri praticamente inattivi per tutta la seconda frazione di gioco, fino a quando Diego arriva a stoccare da fuori area (finalmente un buon tiro del brasiliano dalla distanza), respinto con difficoltà in calcio d’angolo. Ci prova anche Iaquinta di testa sul seguente corner, ma la conclusione finisce sul fondo.

Bella vittoria della Juventus, ma il Fulham non può essere solo questo. Le squadre inglesi sono temibili sopratutto in casa loro, e due gol non sono comunque sufficienti per garantire sonni tranquilli, come ha giustamente sottolineato Zac nel dopo partita. A proposito del nostro mister: se il suo progetto era ritrovare la compattezza e l’identità di squadra, finalmente stasera abbiamo visto una formazione che si è sempre mossa in modo armonico, che è rimasta concentrata per 90 minuti e che non ha rischiato praticamente nulla in difesa. Non è mai troppo tardi.