Le pagelle di Genoa – Juventus.

mar112012

Buffon 7: due parate: una su Palacio e una su Kaladze. Sempre molto attento.
Lichtsteiner 6: partita tranquilla, di copertura. Anche perchè con la difesa di oggi c’era poco da avanzare. Fortuna vuole che il Genoa se ne è stato buono buono.
Caceres 6: compito svolto senza grosse apprensioni, spazzando il pallone alla “viva il parroco” alla necessità.
Vidal 6,5: mezzo voto in più per il suo esordio nel ruolo di centrale difensivo. A proprio agio anche nella tattica del fuorigioco.
De Ceglie 6: dovrebbe spingere di più, invece i suoi cross si contano sulle dita di una mano.
Giaccherini 6: da centrocampista puro, non fa velere la sua velocità e sopratutto non cerca conclusioni pericolose. Tiene però bene la posizione, diligente come al solito.
Marchisio 6,5: prova in crescendo per il futuro capitano bianconero. Cerca anche la conclusione dalla distanza, ma il suo tiro è troppo centrale.
Pirlo 7: l’anima dell’assalto alla porta gialloblù. Stavolta si prende tutte le responsabilità di tirare da ogni posizione possibile. Sempre preciso e puntuale nei suggerimenti, si fa notare fino al 90′ anche in fase di interdizione. Significa che è in buona forma fisica.
Pepe 7: quelli del Genoa se lo vedono sempre spuntare dal nulla, come un ninja nella notte. Segna un gol e colpisce un palo, “arando” la corsia di destra come nei primi mesi del campionato. Non è un caso che quando le fasce funzionano, la Juve vola.
Matri 5,5: in una partita così, avrebbe dovuto come minimo fare tre tiri in porta. Eppure lo schema a tre lo concentra solamente nella zona calda del campo, ma lui riesce lo stesso a non combinare nulla.
Vucinic 6,5: meriterebbe un voto in più, se la palla entrasse almeno una volta. Vero rifinitore avanzato della squadra, quando parte è difficile fermarlo. la sua velocità è fondamentale per questa squadra.

Genoa – Juventus 0-0. Una sfortuna incredibile.

mar112012

Una dozzina di palle goal per la Juve, tre pali, una rete ingiustamente annullata, e tanto, tantissimo gioco sviluppato. La sfortuna e l’arbitro negano una delle vittoria più sacrosanti del campionato. I nostri problemi non trovano soluzione nemmeno a Genova. O meglio, non trovano la soluzione dei risultati, perchè in fatto di volume di gioco e di occasioni create, siamo tornati quelli di inizio stagione. Aver fatto sempre la partita può essere encomiabile per la mentalità e per la personalità espressa in questa periodo di difficoltà, ma contava fare i tre punti, a qualsiasi costo. La tanto temuta difesa con Caceres e Vidal centrali, non ha avuto grosse difficoltà, semplicemente perchè la Juve ha giocato quasi sempre nella metà campo del Genoa. Se togliamo i primi venti secondi di gioco, quando Palacio riceve un passaggio in profondità e tanta di sorprendere Buffon, la retroguardia è stata quasi inoperosa per tutta la gara. Antonio Conte non ha sbagliato lo schema tattico, mettendo in campo un 4-3-3 che ha messo da subito in grande difficoltà i padroni di casa. La pecca dei bianconeri quindi, rimane la precisione delle punte: Matri non trova mai la palla, Vucinic invece la porta. Pepe, relegato a compiti più esterni, riesce pure a segnare, ma la sua rete viene annullata colpevolemente.

Parlare della partita vorrebbe dire elencare una serie incredibile di azioni pericolose, dalla traversa e palo di Vucinic al 52′, al terzo legno colpito da Pepe, dai tiri di Marchisio e Pirlo, al gol annullato a Pepe (in posizione regolare), passando per una sola parata di Buffon su tiro di Kaladze. La Juve le prova veramente tutte, attraverso un possesso palla e una supremazia mostruosa, buttando nella mischia Del Piero per Matri, Borriello per Vucinic, ed Elia per Pepe, ma paradossalmente dopo i cambi i bianconeri danno l’impressione di essere meno pericolosi.

Purtroppo in queste partite la Juventus paga a caro prezzo il fatto di non avere nelle proprie fila un uomo di calsse che risolva le partite, come lo è stato per tantissimi anni Del Piero, con le sue punizioni e con le sue giocate di geniale inventiva. Lo dovrebbe essere Vucinic, quale uomo di maggior classe di tutto l’arco d’attacco. Il montenegrino gioca una partita da protagonista assoluto, giocando tantissimi palloni e cogliendo due pali, ma se analizziamo nel concreto il suo score, vediamo che ci sono anche moltissime palle perse e diversi goal sbagliati, pali compresi. Magari si potrebbe pensare di mettere Del Piero all’inizio e Vucinic nella ripresa, visto che è l’unica soluzione che ancora non è stata provada da Conte.

Pre partita Genoa – Juventus. Formazioni e curiosità.

mar112012

Prima della partita col Bologna parlavamo del momento difficile della Juventus, e dopo il pareggio con gli emiliani questa crisi non ha fatto altro che acutizzarsi. Crisi di gioco e crisi psicologica per i bianconeri, che per la prima volta in questo campionato, devono affrontare un vero momento difficile, perchè oltre ai risultati poco positivi, bisogna cercare di tornare alla vittoria nel bel mezzo di una situazione infortuni molto importante. Una delle difese meno battute del campionato, dovrà fare a meno di tutti e tre i centrali titolari (Barzagli, Bonucci e Chiellini), proprio nella difficile trasferta di Genova. Senza dimenticare poi, l’assenza di Antonio Conte, espulso mercoledì sera e punito con una giornata lontano dai campi. In panchina al suo posto, il secondo Angelo Alessio. E allora largo alla fantasia, per ovvie necessità, con la coppia tutta brividi Caceres – Vidal, mentre sugli esterni agiranno Lichtsteiner e De Ceglie. A centrocampo il posto del cileno è in ballottaggio tra Padoin e Giaccherini, messo un po’ da parte nelle ultime partite. Marchisio e Pirlo completeranno il reparto. Tre uomini anche in avanti, con Pepe e Vucinic sulle corsie esterne, mentre dovrebbe ripartire Matri come titolare.

Le pagelle di Juventus – Genoa.

ott232011

Storari 5: sbaglia l’uscita in occasione del pareggio, quando va incontro ad un avversario ormai defilato. Si riscatta parzialmente nel finale quando salva con una buona parata il tracollo bianconero.
Barzagli 5,5: non è a suo agio in questo match, poiché si dimostra lento e si fa infilare troppo spesso dagli attaccanti del Genoa. Non può sempre reggere il peso di un reparto intero.
Bonucci 5: anche lui non brilla per rapidità e destrezza, in quanto sbaglia troppo spesso in fase d’appoggio e compie anche molti errori di posizionamento, come in occasione del secondo pareggio genoano, quando non copre il palo di competenza. Ingenuo.
Chiellini 5: cerca di spingere il più possibile, ma commette un pasticcio dietro l’altro. Anche per lui pesa l’errore di piazzamento sull’1-1.
Lichsteiner 5,5: si spinge in avanti con continuità, ma non arriva mai sul fondo. Ci aveva abituati troppo bene.
Pepe 5: partita evanescente per il centrocampista della nazionale, che non riesce mai a saltare il suo diretto avversario e a creare pericoli per la difesa rossoblu. Inutile avere un’ala che non crossa.
Estigarribia 5: esordio dal primo minuto non brillante per il centrocampista bianconero, che s’impegna al massimo, ma sembra un pesce fuor d’acqua. si vede che gli manca quella fiducia che si acquisisce solo giocando.
Marchisio 5: il torinese scompare col il trascorrere dei minuti, forse anche per questo il Genoa riesce ad essere molto più ficcante nella ripresa. Il modulo di Conte non può prescindere da un centrocampista di quantità come lui.
Pirlo 6,5: le azioni migliori passano dai suoi piedi, infatti mette il suo zampino in entrambe i gol e marca tutte le azioni offensive dei bianconeri.
Vucinic 6: si muove bene in coppia con Matri e crea buone occasioni per colpire, tuttavia non è freddo sotto rete. Molto meglio da esterno.
Matri 7,5: dopo un periodo troppo lungo passato in panchina, si fa trovare pronto alla chiamata di Conte, firmando una grande doppietta da vero bomber di razza.
Pazienza n.g.: non si fa notare nella metà frazione concessagli da Conte.
Krasic n.g.: solo i minuti finali per lui.
Del Piero n.g.: dopo le polemiche settimanali, Conte gli concede solo pochi minuti dopo un lungo riscaldamento, rincarando la settimana no del capitano.

Juventus – Genoa 2-2. Incapaci a gestire le gare.

ott222011

Fase difensiva da rivedere, gestione del risultato deficitaria, gioco d’attacco da affinare. Siamo in involuzione, oppure gli avversari hanno capito il modulo di Conte e hanno trovato le giuste contromosse? Non è la prima volte che subiamo il ritorno di avversari mediocri, già surclassati nella maggior parte della gara. E’ un limite di mentalità? Strano che un allenatore combattivo come il nostro non riesca a trasmettere il carattere necessario per tamponare questa falla. Infatti non è un limite caratteriale, bensì una carenza tecnica. Per quanto possano giocare “bene” un paio di partite, il duo Bonucci – Chiellini in questo momento sta facendo i suoi sfracelli. Certo, è riduttivo assegnare a loro tutta la colpa, ma come quando si sabglia un rigore, le maggiori responsabilità sono dell’attaccante. Già, a proposito di punte: Vucinic molto meglio quando parte da sinistra, e forse sarebbe il caso di valutare la possibilità di rinunciare ad un’ala vera per mettere il montenegrino sulla fascia, considerando che Krasic è fermo sulle gambe, Giaccherini è infortunato, Elia ed Estigarribia ancora in fase di inserimento, mentre Quagliarella non è ancora pronto. Direi che sono motivi sufficienti.

La Juve inizia di gran ritmo, costringendo il Genoa a due ammonizioni nei primissimi minuti, grazie a velocità e circolazione di palla non comuni. Al 5′ infatti è già vantaggio bianconero, scaturito da un angolo di Pirlo che serve Marchisio, il cui tiro debole viene deviato sotto porta da Matri che devià in rete spiazzando il portiere. Un sontuoso Pirlo e un Marchisio martellante hanno le chiavi del centrocampo e danno equilibri importanti in questo avvio. Gli esterni, piuttosto sotto tono in fase di spinta, accorciano molto bene in fase di non possesso palla, creando una linea molto compatto davanti alla difesa, che concede veramente poco ai genoani. Gli ospiti però non rimangono a guardare, e cercano sempre di affondare il colpo, per questo i bianconeri hanno più volte la possibilità di raddoppiare in contropiede, spesso sprecato a causa della troppa imprecisione nell’ultimo passaggio. E’ un errore di posizione clamoroso di Chiellini, quello che permette a Marco Rossi alla mezz’ora di battere Storari tutto solo di testa, per il provvisorio pareggio. Vedendo la scarsa vena di Chiellini mi chiedo se la maggior solidità difensiva della Juve rispetta allo scorso anno, non sia solamente frutto dello spostamento di Giorgione a sinistra, dove può fare sicuramente meno danni che da centrale.

Partita piacevole ma gli uomini di Conte non riescono più a trovare il filo conduttore che aveva innescato la giusta tensione dei primi minuti. Ci prova Vucinic a svegliare gli animi, ma la conclusione che finisce alta, accompagna le squadre negli spogliatoi. Il rientro è positivo per la Juve, che ricomincia con aggressività la seconda frazione di gioco; ma qualcosa in avanti non funziona ancora: le due ali non riescono mai a mettere un pallone invitante dalla linea di fondo campo, costringendo Vucinic e Matri a sfondare centralmente, spesso con le spalle alla porta. Merito anche di Malesani che ha infoltito il centrocampo per bloccare le iniziative dei nostri uomini. Ma davanti alla classe, cp’è poco da fare: Vucinic serve un pallone a Pirlo, che fa velo per Matri, piazzandolo davanti al portiere. Doppietta per Matri che rientra prepotentemente dopo un periodo di buia panchina.

La partita però non è finita, e Storari rischia subito di capitolare, salvato dalla traversa sul colpo di testa di Merkel. Entra Pazienza per Estigarribia, che intercambiandosi con Pepe fornisce degli ottimi spunti sulla fascia destra. Il Genoa fa un gran pressing, ma i bianconeri riescono a disimpegnarsi sempre con calma olimpica. L’ultimo cambio di Krasic per Vucinic all’83′ lascia intendere che il contropiede sarà l’arma di Conte nel finale, invecesono i giocatori di Malesani che approfittano ancora dell’ingenua combricola Chiellini – Bonucci – Storari per portarsi in parità. Incredibile doccia fredda a Torino. Mossa disperata al 90′: dentro Del Piero per Pepe, ma semmai sono i rossoblù a mettere i brividi. Prima uscita tri i fischi dallo Juventus Stadium.

Pre partita Juventus – Genoa.

ott222011

Confermata l’agibilità dello Juventus Stadium dopo il brutto spavento arrivato in settimana, e superata la gaffe presidenziale sul contratto di Del Piero, possiamo finalmente tornare a parlare di calcio giocato. L’ultima partita è stata piuttosto anomala, in una settimana anomala di un campionato fino ad ora anomalo. Ecco perchè sembra tutto più normale. La Juve non pareggiava 0-0 da due anni, anche se un pari a Verona è tutt’altro da buttare, pur evidenziando punti deboli mostrati anche contro altre squadre minori, ossia  quello del goal. Tuttavia, il cammino fino ad ora può essere considerato molto buono, con una media di due punti a partita (in perfetta media inglese), mantenendo l’imbattibilità grazie ad una difesa molto più attenta, nonostante il modulo spregiudicato di Conte. Ciò significa che gli equilibri ci sono. Ma l’ennesimo banco di prova attende sabato la Juventus contro il Genoa, contro la quale i bianconeri hanno quasi sempre fatto bene.

Il Grifone è una squadra con un allenatore e un modulo di gioco diverso rispetto agli altri anni, ma con la stessa mentalità: innovare spesso e cercare di fare gioco e spettacolo, pur a costo di concedere qualcosa di troppo in difesa. Occhio però a Palacio, giocatore che già da anni è tra i migliori attaccanti di Serie A, e in questo avvio sta già facendo davvero bene. Attenzione anche al  centrocampo solido e creativo, con Veloso, Costant, Kucka e Birsa, tutti giocatori di grande esperienza e talento che possono metterci in difficoltà, sopratutto se i nostri devono fare il conto con problemi fisici. In casa bianconera iniziano ad esserci i primi acciacchi: Buffon ha preso una botta alla schiena in allenamento, e ne avrà per una decina di giorni (Storari comunque è prontissimo). Vidal deve ancora recuperare da una contrattura subita in settimana, mentre sappiamo che Giaccherini è out per l’infortunio di domenica. La formazione rimane tutta un’incognità, a causa della pretattica di Conte, a partire dal modulo; due le soluzioni più accreditate:  4-1-4-1, con Pazienza al posto di Vidal per dare maggiore copertura e quindi lanciare Matri e Vucinic insieme (con quest’ultimo defilato), oppure ritorno al 4-2-4 con turn over in attacco (spazio a Del Piero, e a Quagliarella) e una novità sulla fascia sinistra, tale Marcelo Estigarribia, detto “el Chelo”, giocatore che fino ad ora ha giocato soltanto dieci minuti, ma che ha già dimostrato talento e imprevedibilità.

Juventus – Genoa 3-2. Una piccola “remuntada”.

apr102011

 

 

 

 

 

 

 

La rincorsa alla qualificazione Champions (improbabile se non per grazia ricevuta), deve obbligatoriamante passare dalla sofferenza di ogni partita, dalla confusione tattica che in primis è il problema più grande di questa Juve (come già sottolineato anche domenica scorsa), dalle motivazioni che spesso mancano per un tempo intero, dal non sapere mai quali possano essere le proprie potenzialità. La classifica esprime soltanto cinque punti di distacco tra i bianconeri di Torino ed i bianconeri di Udine, alla seconda flessione consecutiva. Ciò vuol dire che la zona Champions è ancora potenzialmente alla portata. Vedere che la Juve vince da tre partite consecutive nella fase più calda del campionato, è sicuramente di buon auspicio, così come lo è pensare a quello che fece Del Neri lo scorso anno nella parte finale della stagione. D’altro canto, il black out della squadra juventina nel primo tempo è sintomatico di una squadra scesa in campo scarica prima ancora di cominciare. E una squadra scarica è una squadra che non ha motivazioni, che non lotta per un traguardo preciso, che non ha voglia di raggiungere una meta. Sembra che si stia parlando di due squadre diverse, invece la realtà è quella di una formazione a due facce. Se la Juve sia l’una o l’altra squadra, nessuno ancora l’ha capito, dall’allenatore alla società, dai tifosi agli stessi giocatori. Per questo dico che l’unico valore dei bianconeri lo può dare al momento soltanto la classifica.

Giocare in casa contro il Genoa, con un modulo ad una sola punta, dopo che si è professata fede incondizionata al 4-4-2, come unico modulo tattico da applicare, lascia un po’ perplessi alla lettura delle formazioni, quando ci si accorge che Delneri mette in panchina Toni per affidarsi ad un Krasic di raccordo tra Matri e la linea mediana. Krasic… un giocatore che tutto può avere tranne il piede fino di un rifinitore che detta l’ultimo passaggio. E così, dopo l’autorete di Bonucci al 5′, che regala il vantaggio ai genoani (nessuna colpa per il nostro centrale, ma solo la sfortuna di un rimpallo), la Juve inizia a dimostrare la sua incompatibilità con questo modulo. Manovra poco fluida, assoluta imprecisione nei passaggi, gioco improvvisato e scarso dinamismo. Potrebbe essere riduttivo pensare che il tutto sia dovuto dalla posizione di Krasic, ma certamente i movimenti da punta che mancano all’esterno serbo, fanno soffrire più di un reparto. Giocare a tre punte, non è come giocare a due, caro Gigi

Per la maggior parte del tempo la Juve colleziona calci d’angolo e lanci lunghi, ma nulla di più, mentre il Genoa cerca di esprimersi in contropiede, fortunatamente senza nessun esito di rilievo. Arriviamo quindi al 38′ per vedere Bonucci che cerca di farsi perdonare dall’autoree, colpendo di testa nell’area piccola, ma facendosi parare la conclusione dal portiere. Ci prova anche Pepe, in grande ascesa, che  il difensore arrivando alle spalle e colpisce il pallone di testa indirizzandolo di poco a lato. Genoa che rinuncia all’iniziativa permettendo ai bianconeri di creare almeno un paio di occasioni prima della fine del tempo.

Già si pensa alla contestazione, ma dopo soli 5′ arriva il benedetto autogol che pareggia il computo delle reti; stavolta è Marco Rossi a toccare per ultimo il colpo di testa di Simone Pepe. La Juve però capisce che si può vincere ed è Krasic a provare subito dopo da fuori area, peccato che i piedi non siano precisi quanto veloci. Sembra un ottimo momento per i padroni di casa, che scambiano in velocità inchiodando i rossoblù nella loro metà campo. Ma basta una disattenzione a permettere a Floro Flores di finalizzare uno dei pochi contropiedi riusciti alla squadra di Ballardini, riportando in vantaggio il Grifone a Torino. Incredibile. 

Delneri capisce che è il momento di cambiare, altrimenti non si avrebbe più il tempo per raddrizzare la partita: dentro Luca Toni, fuori Felipe Melo. Non una bocciatura per il brasiliano, ma una esigenza tattica di togliere uno dei te centrali in campo, riportando Krasic sulla linea mediana e riposizionarsi con le due punte davanti. I frutti della trasformazione arrivano con il gran gol di Matri che riceve palla da Toni e dribbla il diretto avversario scaricando di potenza in rete. Questo è calcio! Due pari!

L’ingresso di Toni cambia volto alla squadra, che sfiora il vantaggio al 71′, sempre di testa ad opera del nostro attaccante. Partita apertissima a qualsiasi risultato, ed è proprio per questo che Pepe si rmmarica per un tiro deviatogli dal portiere che finisce di un niente sul fondo. E’ il preludio al vantaggio juventino, che si concretizza all’83′ con la rete di Toni (sempre lui) che scatta sul filo del fuorigioco, resiste all’attacco del difensore ed anticipa il portiere in uscita: 3 a 2!!!

Il vantaggio non chiude la partita, che offre ancora diverse emozioni nel festival del gol sbagliato: prima Floro Flores e Matri sbagliano due facili tap in in area di rigore, poi in pieno recupero è la Juventus ad orchestrare un perfetto contropiede Toni-Matri-Toni, che la nostra punta spreca malamente, mandando il pallone sul fondo.

Genoa – Juventus 0-2. Camminando per le vie di Genova…

nov212010

 

 

 

 

 

 

Quello che poteva essere la trappola di Ballardini si è rivelata invece una sorta di “passeggiata” per l’undici di Delneri. Un risultato già messo al sicuro nel primo tempo ed amministrato fino alla fine della partita, pur con l’aiuto di due traverse. La squadra appare comunque in crescita costante, con il tandem Aquilani - Melo una spanna sopra tutti; sono loro i veri metronomi della Juve, da loro infatti passano il filtro e la luce che animano il gioco di difesa e d’attacco, posto che nessuno possa essere più incisivo di Krasic quando lo stesso decide di puntare l’avversario. Tre punti importanti che muovono la classifica e che permettono di avvicinrci al pieno recupero di giocatori importanti come lo stesso Krasic, Martinez e De Ceglie.

Juve che inizia piuttosto timida in avanti, tanto che dopo due minuti Storari deve uscire benissimo con i piedi su Luca Toni lanciato a rete, evitando che questi possa concludere verso la porta. Il Genoa è più reattivo a metà campo e recupera bene la palla grazie ad un pressing piuttosto dispendioso in avvio. La nostra manovra si ferma costantemente sulla trequarti, non riuscendo a trovare gli sbocchi giusti per arrivare davanti alla porta, non attraverso le iniziative spordiche di Krasic che però portano solamente a qualche bon cross. E’ un’azione molto prolungata e fortunosa a dare il vantaggio alla Juve, che fa girare la palla da un lato all’altro del campo prima di trovare il pallone alto per Quagliarella che di testa appoggia all’indietro per Marchisio il quale tira al volo in porta ed ottiene due deviazioni determinanti che concedono la rete ai bianconeri: uno a zero per noi! La sfortunata deviazione palo – portiere sorride al centrocampista juventino che non aveva tirato in modo così irresistibile.

Il Genoa accusa il colpo e non riesce ad ottenere una reazione degna di tale nome, così i bianconeri approfittano del buon momento con Krasic che salta Criscito per l’ennesima volta, entrando in area e facendo partire un tiro (non irresistibile) che il portiere riesce solo a deviare sul palo ma non ad impedire la carambola in rete. Due a zero per la Juve! Determinante l’ammonizione che Criscito ha subito poco prima, che non gli ha permesso di intervenire nuovamente su Krasic per evitare di farlo entrare in area di rigore. Cartellino giallo anche per Krasic che esultando si toglie la maglia.

Il difensore genoano cerca di farsi perdonare subito dopo, colpendo una clamorosa traversa che non si trasforma in gol. Ma dopo una mezz’ora a tutta birra i rossoblu iniziano a tirare il fiato, concedendo il possesso palla tranquillo degli ospiti, che laddove non trovano sbocco in avanti si affidano agli affondi di Krasic, così come ancora al 37′, laddove il serbo si beve ben due avversari mettendo un pallone veloce per Iaquinta che non riesce per pochi centimetri a deviare in maniera ottimale. Poco altro da segnalare fino alla conclusione del primo tempo.

Brivido ad inizio ripresa per una contusione al ginocchio per Bonucci, che fa pensare all’ennesimo infortunio stagionale, ma il nostro difensore riesce a rimanere in campo. Interessante soluzione tattica di Delneri che propone una sorta di baluardo difensivo formato dai due centrali di centrocampo che si stabilizzano davanti alla difesa per tamponare le avanzate offensive, rinunciando di fatto ad ogni proiezione di Melo e Aquilani in fase di costruzione della manovra.

Sostituzione di Motta per Sorensen dopo poco più di cinque minuti di gioco; bravo Delneri a non mettere Salihamidzich nel ruolo di terzino, preferendo dare continuità al giovane difensore juventino. Entra pure Sissoko per Krasic, reduce da un infortunio che deve ancora farlo recuperare pienamente. L’ingresso di Momo regala più solidità a centrocampo ma toglie iniziativa in avanti, affidandosi al contropiede di due punte ormai stanche che non possono dare quasi più nulla. Lo si vede molto bene quando Iaquinta si addormenta davanti al portiere pensando di aver commesso fallo sul difensore, mentre l’arbitro stava facendo proseguire.

Preme il Genoa sotto il sostegno del suo pubblico, mettendo in difficoltà la Juve che pensa ormai solo a difendere i due gol di vantaggio. La pressione degli uomini di Ballardini fa vacillare la nostra difesa, sopratutto quando Destro  di poco fuori manda di pochissimo a lato. Troppo statica la formazione di Delneri, così il mister decide di inserire Salihamidzich per Aquilani che inspiegabilmente nei secondi tempi ha sempre avuto un grosso calo fisico, pur non disputando mai un lavoro così dispendioso da giustificare la difficoltà del giocatore. Squadre stanche come Aquilani che si trascinano per il campo offrendo uno spettacolo poco emozionante: contropiede della Juve che porta cinque uomini contro quattro fino all’area genoana, ma il tiro di Marchisio è molto debole e viene facilmente parato.

Rosoblù più cattivi sotto porta con Kharja che coglie la seconda traversa proprio nel finale, e a tempo scaduto Storari compie la sua paratona di giornata andando a respingere un forte tiro di Destro.

Prepartita Genoa – Juventus. Formazioni e curiosità.

nov192010

Settimana calda, caldissima. Batti e ribatti tra Marotta e Galliani (conviene ad entrambi far pace), la parola “scudetto” che continua ad essere proposta (a sproposito) ai giocatori juventini, i nuovi infortuni, il mercato sempre più d’attualità…. E sullo sfondo l’incontro tra Genoa – Juventus, all’insolito orario delle 12,30. Le scaramucce tra Milan e Juve sono il termometro che l’importanza della squadra bianconera è cresciuta (e temuta), e nonostante non ci troviamo d’accordo con alcune uscite di Marotta e Delneri, siamo contenti di registrare comunque una inversione di tendenza tra chi non ha voluto difendere i nostri colori nemmeno in tribunale, e chi invece lo fa per ogni calcio di punizione assegnato contro. Ad ogni modo il caso sembra chiuso, con Marotta e Galliani che si sono ri-stretti la mano, pensando forse che per battere l’Inter fa comodo anche un’alleanza tra le due società, specialmente in vista di future collaborazioni di mercato.

Proprio questo è il tema più caro ai tifosi, che oggi hanno appreso dell’ennesimo infortunio in casa Juve. Amauri fermo per almeno tre mesi, causa infortunio al ginocchio sinistro, con interessamento del legamento collaterale mediale. Ora, sappiamo benissimo quanto Amauri (non) abbia inciso sul rendimento della squadra da molto tempo, ma in undici uomini bisogna pur scendere in campo, e con Iaquinta sempre a mezzo servizio e Del Piero che alla sua veneranda età è costretto a giocare tutte le partite, non si può andare lontani senza dover prima o poi attingere dalla primavera. Inutile soffermarsi sulla sfiga che regna sui campi di Vinovo, c’è da guardarsi intorno per trovare qualche soluzione in attacco per gennaio, e magari cercare di piazzare Amauri al primo che se lo prende, “visto e piaciuto” nelle condizioni in cui si trova.

Oddio, qualche buona notizia arriva ogni tanto: Milos Krasic recupera a tempo di record e sarà disponibile già per il Genoa. Il pericolo delle ricadute è sempre in agguato (ricordate quante ne fece Camoranesi?), ma l’esigenza di rimanere aggrappati al treno delle prime è predominante. Delneri quindi schiererà il biondo sulla destra, mentre dall’altra parte stazionerà Marchisio, anch’egli recuperato e testato nell’allenamento di oggi. A disposizione anche Grosso che dovrebbe riprendere la corsia di sinistra e cercare di confermare il buon avvio di stagione. Riprende il suo posto Marco Motta che ha scontato la giornata di squalifica e, lombalgia permettendo dovrebbe spingere sulla fascia destra, completando la linea di difesa con Chiellini e Bonucci. Il pur bravo Sorensen dovrebbe sedere in panchina, anche se Delneri lo ha costantemente tenuto sulla corda in questi giorni, facendo capire che il giovanissimo atleta è diventato tutt’altro che un comprimario. Vediamo come deciderà di usarlo il mister; non si escludono sorprese dell’ultimo minuto!

A centrocampo, oltre a Krasic e Marchisio di cui abbiamo già parlato, prenderà posto Aquilani in cabina di regia, affiancato da Felipe Melo che sembra imparare dal compagno una gestione più attenta e precisa del pallone.  In avanti, possibile la staffetta Del Piero - Iaquinta, stavolta con l’ex Udinese a subentrare nella ripresa, mentre Quagliarella dovrebbe disputare l’intera gara (infortuni permettendo).

Il Genoa che affronteremo sarà una squadra che arriva dall’esonero di Gasperini, e quindi con risultati certamente non all’altezza delle aspettative, ma con lo slancio portato in dote dal nuovo allenatore che ha già portato i frutti nella scorsa giornata, regalando i tre punti alla squadra genoana. Di solito infatti, la squadra che cambia allenatore ha una sferzata positiva che dura come un fuoco di paglia. Vedremo se la Juventus troverà solo il fumo o se brucerà nella fiamma ancora ardente.

Le pagelle di Juventus – Genoa.

feb142010

Buffon 5,5: di solito è sempre pronto quando viene chiamato in causa, ma stavolta si dimostra incerto in occasione del 2-2 e la sua mezza papera risulta fatale per la porta bianconera.
Legrottaglie 5,5: non ha ancora ben assorbito i meccanismi della difesa a tre, infatti in alcune occasioni è troppo solo al centro della retroguardia ed è costretto a concedere libertà agli avversari, come in occasione delle due reti genaoane.
Zebina 6: buon rientro per lui, che si dimostra propositivo e roccioso in difesa, come sempre. Compie bene il suo dovere, chiudendo gli spazi agli avversari, anche se da due cross provenienti dalle sue parti nascono le due reti del Genoa.
Chiellini 6: sta ancora digerendo il nuovo ruolo, che in realtà era il suo ruolo delle origini, però si dimostra un grande campione come di consueto e riesce a svolgere bene il suo compito, contenendo il gioco degli avversari.
De Ceglie 6: non si vede molto sulla sua fascia di competenza, ma cerca di arrivare ripetutamente al cross per servire gli attaccanti. Se si applicherà potrà veramente diventare importante.
Candreva 6: sta crescendo sempre di più ad ogni partita che passa e si sta dimostrando utile alla causa bianconera con le sue coperture e i suoi recuperi. Si presenta spesso in fase offensiva con conclusioni pericolose, che però non l’hanno ancora portato alla marcatura. Cala alla distanza.
Marchisio n.g.: si rivede in campo il centrocampista del vivaio.
Sissoko 6,5: spesso le vittorie della Juventus dipendono da lui e questa non fa eccezione, infatti il franco-maliano agisce con forza, grinta e determinazione su tutto l’arco del centrocampo conquistando palloni su palloni e proponendo soluzioni offensive molto pericolose.
Caceres 6,5: si dimostra sempre più importante per questa squadra, trovandosi perfettamente a suo agio sulla fascia destra. Salta l’uomo e si propone spesso in profondità per fare i cross, necessari alla buona riuscita della manovra bianconera.
Diego 6,5: finalmente è apparso più brillante e pimpante del solito, agendo bene dietro le punte. Il suo dialogo con Del Piero ha funzionato a meraviglia e il colpo di tacco del secondo gol ne è la dimostrazione. Che il brasiliano fosse un gran giocatore lo sapevano tutti, ultimamente però lo sta anche dimostrando con prestazioni sempre più in crescita.
Salihamidzic n.g.: entra al posto di Diego, ma non si fa notare molto.
Del Piero 7: gira e rigira è sempre il capitano a tirare fuori la squadra dai momenti bui, infatti i compagni hanno cieca fiducia in lui e, come nel corso di tutta la sua carriera, si fa sempre trovare pronto nel momento del bisogno. Oggi ha mostrato giocate pregevoli e un’ottima intesa coi suoi due compagni di reparto, ai quali ha dettato tempi e modalità di gioco. L’azione del primo vantaggio è la dimostrazione di una perfetta sintonia tra i tre davanti e della classe del singolo che s’è realizzata con la freddezza sottoporta, che solo i grandi campioni hanno. Molto astuto a farsi concedere un rigore e trasformarlo, portando così la Juventus di nuovo al successo.
Amauri 6,5: non c’è medicina migliore della rete per un attaccante in astinenza e finalmente il brasiliano torna alla marcatura dopo ben quattro mesi con un bellissimo colpo di testa che lo sblocca. Amauri ha solo bisogno di sentire la fiducia in sé stesso, e infatti dopo la rete appare un giocatore trasformato che dà profondità alla squadra e lotta su ogni pallone, rendendosi molto pericolose e creando spazio per le giocate di Del Piero e Diego.
Giovinco n.g.: si rivede in campo la formica atomica dopo qualche periodo di assenza, ma solo per pochissimo tempo.