Il carnevale della Signora.

feb172010

 

 

 

 

 

 

 

 

In questo periodo dove tengono banco le Olimpiadi, il Festival di Sanremo, le corna di Terry, e i soliti scandali di corruzione politica, noi juventini doc abbiamo altro a cui pensare. Avevamo scritto in un precedente articolo una sorta di provocazione, dal titolo: “La Juve ad un bivio: vincere o “perdere”? ”. In quello stesso scritto si portava a riflettere su quanto i pessimi risultati di quest’anno rischiavano di minare tutta la programmazione futura, andando a colpire anche la “parte buona” della società, e cioè il settore giovanile. La Primavera infatti, ha dimostrato per l’ennesima volta quanto di buono sia stato fatto dal settore giovanile in questi anni, portando alla ribalta giocatori come De Ceglie, Marchisio, Palladino, Molinaro, Criscito, Giovinco, Ariaudo e in ultimo Marrone, Yago (o Iago) Falque Silva e Immobile, le tre promesse tanto attese. La “supremazia” dei giovani bianconeri è continua da un certo numero di anni, ciò significa che siamo in presenza di una struttura che funziona, che dimostra competenza e garantisce vittorie (oltre che rifornire la prima squadra di talenti). Va sopratutto ricordato che il settore giovanile è un prodotto ereditato dalla gestione Moggi (e forse per questo perfettamente funzionante), studiato apposta per poter “sfornare” ogni anno un paio di campioncini da far debuttare in prima squadra (modello Arsenal, insomma).

Il torneo di Viareggio, così come il campionato Primavera sono gli appuntamenti importanti in cui i giovani juventini non sfigurano mai al confronto con i loro pari età. Esiste quindi la possibilità che la Juventus si fondi realmente sul un sostentamento del suo vivaio? L’Ajax che affronteremo domani sera ne è un secondo esempio. Ma prima che la Juve arrivi ad avere una squadra intera composta da prodotti del vivaio, passeranno ancora degli anni. Molinaro infatti ha deluso alla grande, Palladino è stato ”più bello che utile” (parafrasando l’Avvocato), Giovinco occupa una posizione che in Italia puoi ricoprire solo se arrivi dal Brasile, Criscito si è un po’ perso per strada, e via dicendo. Siamo leggermente in ritardo sulla tabella di marcia.

Ma quello che forse non si è ancora capito è se la società vuole puntare realmente sul vivaio, oppure se lo tiene solo per monetizzare. I tifosi della Juve, benchè ne dicano, hanno già espresso il loro parere negativo. Nessuno è disposto ad aspettare che una squadra di giovani diventi vincente. Tutti sono favorevolia dare più spazio ai giovani, salvo poi criticare la società se punta su Giovinco invece di Diego, o se promuove titolare Marchisio invece che investire su un Diarra o qualche altro grande nome. Ma così il lavoro fatto nel settore giovanile non trova la naturale continuità nel futuro, e i talenti finiscono per marcire in panchina nonostante abbiano dimostrato di saper prendere in mano una squadra (vedi Giovinco ad Empoli).

I tifosi la loro scelta l’hanno già fatta, ma la società che politica intende attuare? Noi non l’abbiamo ancora capito. I tornei di Viareggio servono solo per ampliare la bacheca dei trofei ed allietare il periodo di carnevale?

Juve, getta la maschera!

Candreva alla Juve. E’ un affare?

gen212010

 

 

 

 

 

 

 

Dopo l’ennesima sceneggiata di Spinelli, che dichiarava a tutto il mondo calcistico che la Juventus aveva fatto i conti senza l’oste (cioè lui), in men che non si dica i bianconeri si sono aggiudicati i servigi dell’ex giocatore del Livorno, riuscendo ad accordarsi anche con l’Udinese, comproprietaria del cartellino. La formula di cessione è quella del prestito oneroso (500 mila euro), con diritto di riscatto fissato a 7 milioni di euro. Questo solo per avere la metà del Livorno.

Le qualità di Antonio Candreva, sono quelle di un giovane emergente, già messosi in luce sia con la nazionale Under 21, che in una formazione impegnata a non retrocedere. Il profilo assomiglia molto a quello di un altro gioiellino, che risponde al nome di Sebastian Giovinco. Anzi, a dire la verità, il neo acquisto juventino gioca pure nello stesso ruolo della “formica atomica”, che pur approdato alla corte di Blanc con tutta l’entusiasmo di questo mondo, e avendo possibilità di rimanere a Torino per diverso tempo, non è mai riuscito a giocare o a ritagliarsi lo spazio necessario. Senza contare che quest’anno c’è pure Diego che DEVE giocare per tutta una serie di motivi.

E’ qui che si pone l’interrogativo dell’acquisto di Candreva (che vestirà la maglia numero 26). Dove sta l’utilità di acquistare un giocatore che avrebbe davanti a lui tre compagni nel suo stesso ruolo? Abbiamo visto che nonostante tutte le emergenze, gli infortuni, e i problemi di attacco, Giovinco non è mai stato preso in considerazione negli ultimi due mesi. Se poi consideriamo che se il rendimento dovesse essere altalenante, o se il giocatore dovesse essere poco utilizzato da Ferrara, la Juve si troverebbe a dover valutare un riscatto di 7 milioni di euro per la metà spettante al Livorno, senza sapere poi quale dovrebbe essere l’impegno con l’Udinese.

Se poi la Juve lo ha preso solamente per riuscire a schierare undici giocatori domenica, è un altro conto….

Ferrara legge “Juventus Supporters”?

set242009

Il posticipo di questa sera con il Genoa, segna una tappa fondamentale per il cammino della Juventus. Qualcuno dice che è il primo impegno veramente importante per i bianconeri, forse dimenticandosi che tutti invece parlavano di inizio in salita riferendosi alle due trasferte romane, brillantemente superate dai nostri. Ciò non toglie che alla luce dei fatti, quella di Genova rappresenta una partita che inizierà a stabilire lo spessore della Juventus, sopratutto per l’atteggiamento, la mentalità e la voglia di vincere e di lottare che dovrà necessariamente mettere in campo se vorrà superare la squadra di Gasperini.

Detto questo, vi chiederete il perchè del nostro titolo, a prima vista fuori luogo rispetto a quanto argomentato. La chiave di lettura sta nel fatto che nelle precedenti partite avevamo commentato la debolezza del modulo 4-3-1-2 così caro a Ferrara, utilizzato con Giovinco o Camoranesi al posto di Diego. Posto che il brasiliano non è così facilmente sostituibile neppure da Giovinco che pure è il suo sostituto naturale, la debolezza della Juve si è vista anche e sopratutto nella fase difensiva, con la squadra che spesso si è fatta schiacciare senza riuscire a riprendere palla e ripartire immediatamente costringendo l’avversario ad un baricentro più basso.

L’avanzare del baricentro dei nostri avversari, porta di conseguenza più possibilità di contropiede alle nostre punte (cosa che si è apprezzata in queste gare), ma sopratutto l’assenza di filtro a centrocampo, frutto appunto delle defezioni di Felipe Melo, Sissoko e appunto Diego. Il lavoro del brasiliano infatti non è solo prezioso a sostegno delle punte, ma addirittura in ripiegamento, dove a dispetto della sua altezza può vantare una fisicità che tanto avevamo raccomandato a Giovinco di guadagnarsi.

Per la gara col Genoa, Ferrara sta pensando di tornare al 4-4-2, ufficialmente per risparmiare Giovinco in vista delle prossime partite (Palermo ma sopratutto Bayern), avendone giocate già tre consecutive; in realtà la nostra analisi tattica, e le vostre osservazioni dei giorni passati, hanno evidenziato in modo inconfutabile come in questo momento sia più utile abbandonare il 4-3-1-2 con Giovinco dietro le punte. La soluzione di mezzo potrebbe essere un Camoranesi che a seconda dell’andamento della partita possa accentrarsi o allargarsi di conseguenza. Di sicuro non giocherà Diego, seppur in grado di disputare almeno un tempo. Probabile il recupero di Felipe Melo dal primo minuto, che permetterebbe appunto la soluzione prospettata con Camoranesi a destra (o tra le linee), e Marchisio – Tiago sul lato opposto.

Juventus – Bologna 4-1. Giovinco e la partita perfetta.

mar152009

 

 

 

 

 

 

 

Gli applausi a Ranieri e alla Juventus prima dell’inizio della partita, nonchè gli striscioni di ringraziamento esposti dai tifosi juventini, rappresentano uno dei più bei capitoli della storia bianconeri, anche se di solito le pagine migliori sono quelle che parlano di vittorie. Stavolta non c’era nulla da festeggiare, ma chi ha vinto è stato il pubblico, il popolo bianconero, i tifosi, che già alla fine del match col Chelsea avevano apprezzato e riconosciuto l’impegno della squadra, e che ieri sera ha voluto manifestare la loro vicinanza al tecnico nell’affaire Trezeguet, pur avendo fischiato molte altre volte il tecnico, e applaudito tantissime volte il francese. Una nuova quanto “inaspettata” maturità dei nostri supporters, forse pronti per uno stadio all’inglese.

Questa col Bologna deve un po’ essere la partita del riscatto (anche se l’avversario non si presta a grosse rivincite morali in caso di vittoria), e la Juve parte molto determinata, attaccando da tutti e tre i fronti grazie anche alla vivacità di Giovinco, messo a sinistra al posto di Nedved, e alla mobilità di Iaquinta in avanti. Si vede subito che Sebastian è in palla, ma si vede altrettanto bene che la sua posizione di esterno è come un “castigo“. La sua resa quando svaria è tutta un’altra cosa, e ben presto Ranieri lo licenzia di spostarsi anche al centro e talvolta a destra, dove Salihamidzich fa benissimo la fase difensiva ma non spinge adeguatamente fino in fondo.

Dal canto suo il Bologna non rimane certamente a guardare, e già al terzo minuto rischia di passare un vantaggio; ma è un assist filtrante di Di Vaio a premiare un bellissimo taglio di Mutarelli (non seguito da nessuno!) che infila Buffon sotto le gambe. E’ lo 0-1 che gela lo stadio Olimpico e che evidenzia un’altra ennesimo lapsus difensivo suicida.

La Juve non ci sta, ed ha troppo da farsi perdonare ai suoi tifosi. La reazione rabbiosa porta l’undici juventino stabilmente nella metà rossoblù, con i bolognesi prontissimi a sfruttare la nostra difesa alta. E’ una bellissima partita, dove si alternano le giocate di Giovinco e Del Piero, l’uno a suggerire per l’altro, dimostrando che questo può essere un futuro molto molto prossimo. In pochissimo tempo la Juve rischia di pareggiare due volte (tiro di Sebastian a giro parato e colpo di testa di Alex incredibilmente fuori). La “formica atomica” si carica letteralmente la squadra sulle spalle, e da qualsiasi posizione fa la differenza; prende palla e nessuno riesce a tenere il suo passo, a capire i suoi numeri, a prende i suoi lanci. Con lui la Juventus cambia sempre marcia. Che personalità!

Negli ultimi dieci minuti i bianconeri sono una furia scatenata, ma il tempo finisce col Bologna in vantaggio e con la paura che nel secondo tempo non si riesca a tenere questo ritmo per tutta la gara. Ranieri decide per un cambio strano, e al rientro delle squadre troviamo Poulsen al posto di Tiago. Una scelta insolita visto che il danese è certamente un giocatore di solo contenimento, mentre Tiago, pur giocando male, qualche conclusione e qualche lancio illuminante lo avrebbe sempre potuto fare, dando anche geometrie alla manovra anzichè il sistematico passaggio laterale di Poulsen.

La Juve comunque ricomincia da dove aveva finito, premendo il Bologna nella sua metà e riuscendo quasi subito a pareggiare con Salihamidzich, che “spizza” benissimo di testa un corner battuto da Magic Sebastian. Ancora lui, dopo pochi minuti si incunea in area tra due avversari e tira in porta, ma Antonioli è attento. Che velocità!

Il Bologna arretra sempre di più e lascia campo agli arrembaggi bianconeri: Molinaro crossa da sinistra, Antonioli buca l’uscita e Del Piero non riesce a mettere in gol. Uno dei rarissimi break la squadra di Mihailovic se lo concede su calcio d’angolo, dove un colpo di testa di Di Vaio costringe al miracolo Buffon da pochissimi passi. Ma è sempre Giovinco – Show: colpo di tacco in corsa “alla Cassano” (ricordate il gol in Bari- Inter?), galoppata sul fondo intervento falloso della difesa bolognese…. Ovazione del pubblico. Sugli sviluppi della punizione è sempre Giovinco a servire rasoterra per Alex che si fa parare il tiro dal portiere.

Elastico“ di Giovinco (il numero con il pallone attaccato al piede), e altra ovazione degli spettatori: ormai tutti non vedono l’ora che prenda lui la palla. Del Piero si mangia un altro gol colpendo con la spalla anzichè con la testa… sembra non sia la sua serata (indovinate di chi era il cross…). Il Bologna sfiora la rete sempre con Di Vaio di testa, ma per la dura legge del calcio (gol sbagliato, gol subìto), arriva il vantaggio juventino: lancio preciso di Salihamidzich per che da dentro l’area scarica indietro per Giovinco che svirgola il tiro mettendo fuori causa Antonioli. Gol tanto fortunoso quanto meritato. La corsa del nostro attaccante sotto la curva è una sorta di liberazione, peccato che a seguirlo sia stato solamente Marchisio. L’immagine dei due giovani abbracciati è il segno della futura generazione vincente.

A questo punto inizia la partita di Del Piero, che non vuole sfigurare davanti a nessuno. Salihamidzich (cresciuto molto nel finale) mette un altro buon pallone per per Alex che, spalle alla porta si libera di un difensore e spiazza il portiere. 3-1! Nell’esultanza del capitano si legge tutta la rabbia per la Champions, e sul volto di Ranieri tutta la grinta Juve.

La Juve cerca di sfruttare il contropiede (una buona occasione per Iaquinta che tira alto), ma il Bologna è molle e demotivato, così ne approfitta ancora Del Piero, tirando al volo da fuori area costringendo Antonioli solo alla ribattuta che lo stesso capitano ribadisce in gol. E sono 4! Ma non è finita: Pinturicchio si porta a spasso 2 avversari e poi lascia partire un tiro che si stampa sulla traversa. Un secondo tempo da pallone d’oro.

Ranieri regala la standig ovation per Giovinco (sostituito dal giovane primavera Daud) e Del Piero (rilevato da un altro primavera, il bravissimo Immobile), sostituiti per un giusto tributo, non certamente per calo fisico, dimostrando che il calo del primo tempo col Chelsea non era una questione fisica. A fine gara Sebastian dichiarerà che il segreto della sua prestazione sta solo nella continuità.

Come dargli torto?

Cassano alla Juve, ma al posto di chi?

feb182009

 

 

 

 

 

 

 

In principio era Giovinco, poi “arrivò” Diego, ed infine ecco Antonio Cassano. Pare che alla Juve sentano la necessità di un trequartista che nessuno saprà mai dove far giocare.

La logica costruzione di una squadra passa attraverso il rafforzamento  del reparto più debole, e sopratutto di quello più nevralgico. Ma la ricerca di una mezza punta non risponde alle esigenze di questa squadra, per almeno 3 motivi:

  1. il modulo di gioco di Ranieri (4-4-2) non contempla il rifinitore o un giocatore che stia tra le linee in pianta stabile
  2. lo stesso ruolo di Cassano potrebbe essere coperto da Giovinco (con qualche chilo in più), a cui Ranieri ha però dimostrato di non saper trovare spazio
  3. il reparto d’attacco è quello che meno abbisogna di rinforzi

Se queste ultime partite hanno insegnato qualcosa a noi tifosi, e assolutamente lo hanno fatto, è che la Juve aveva fondato la sua escalation sulla difesa perfettamente comandata da Chiellini, e sulle ottime parate di Manninger. Il concetto semplicistico del “primo non prenderle“, non deve intendersi sbagliato per il semplice fatto che sia avvicinabile ad un allenatore dalle visioni calcistiche poco moderne (Giovanni Trapattoni), ma è una sacrosanta verità. Anche Fabio Capello ha sempre puntato su una difesa impermeabile, come testimoniano le numerose vittorie per 1-0 che gli hanno fatto vincere dei campionati. Senza contare un dato inequivocabilmente certo: chi vince lo scudetto ha quasi sempre la miglior difesa (o comunque una delle migliori), mentre non è detto che abbia anche il miglior attacco.

Il concetto di Zeman invece, quello del “farne uno in più dell’avversario”, è assai discutibile visto che le squadre piccole sono sempre più brave e abili a chiudersi in difesa e a ripartire velocemente in contropiede, sopratutto quando riescono a portarsi in vantaggio.

E’ quindi sempre più sconcertante che la dirigenza Juve dichiari il proprio interesse per tutti i trequartisti d’Europa e, nel caso di Cassano, che avrebbe lo stesso ruolo di Del Piero. E quindi chi giocherebbe tra i due? E con quali conseguenze di spogliatoio?

Se Ranieri volesse davvero cambiare modulo, sarebbe ipotizzabile un arretramento di Alex in un 4-3-1-2 con Cassano seconda punta. Fosse così non si porrebbe nemmeno il problema di trovare il sostituto di Nedved, cioè quell’esterno sinistro di centrocampo che sembra quasi impossibile da reperire. A star fuori sarebbe quindi Pavel secondo logica, ipotizzando una linea mediana con Camoranesi, Sissoko e Marchisio. Certo è che togliendo le ali schierando 3 centrali e un rifinitore, il gioco passerebbe tutto per vie longitudinali, e abbiamo visto quanto la Juve abbia sofferto questo tipo di soluzione quando non sfruttava le fasce (anche per conseguenza del fatto di non avere un brillante gioco d’attacco). Molto spesso avere due torri come Amauri e Trezeguet non è sufficiente per convincere un allenatore a spingere di più sulle fasce. 

Ma se fosse proprio lui ad andarsene? …………… (to be continued)

Juventus – Bate Borisov 0-0. Primi col minimo sforzo.

dic112008

Detto, fatto. Avevamo bacchettato Ranieri nel precedente post per la probabile formazione di stasera ed ecco che il mister, attento lettore di “Juventus Supporters”, ha cambiato le carte in tavola (lasciatecelo almeno credere): dentro Mellberg, De ceglie, e Giovinco, fuori Chiellini, Marchisio e Del Piero. “Difficile in queste partite trovare gli stimoli giusti“, avrà pensato l’allenatore, e quindi spazio a chi deve mettersi più in mostra o chi più semplicemente debba riprendere il ritmo gara in vista di domenica. Mi sento di poter dire che l’obiettivo è stato raggiunto, al di là del risultato. Di solito una partita  conclusa a reti bianche può far pensare ad una noia mortale, considerando il fatto che entrambe le formazioni avevano poco o nulla per cui lottare, invece proprio il fatto di affrontarsi a viso aperto ha creato i presupposti per una gara piacevole, seppur senza troppe occasioni da gol.

Nella Juve si è visto ciò che chiedeva Ranieri alla vigilia: concentrazione, impegno e possibilmente vittoria. Ci siamo riusciti solo per due terzi, ma se pensiamo al rigore sparato alto da Giovinco, capiamo quanto siamo stati vicini anche alla vittoria. Sopratutto nel primo tempo la squadra è apparsa veramente ben messa in campo, lasciando pochissimi spazi al Bate ed imponendo il proprio gioco ora con azioni corali, ora con ficcanti spunti individuali. Amauri in particolare ha fatto il diavolo a quattro per mettere in gol qualsiasi pallone gli arrivasse in area. Marcato a uomo in modo davvero arcigno, è riuscito comunque a creare occasioni per i compagni ed a esibire un paio di numeri di alta scuola. Fisicamente ha dimostrato di essere pronto per la supersfida col Milan. Avvincente il duello col suo diretto marcatore a suon di “sportellate” e colpi più o meno proibiti. Questo è il calcio e va bene così.

Ma nel primo tempo giocano bene un po’ tutti; Sacchi direbbe che è merito del gioco che esalta i singoli… molto spesso è vero il contrario. Molinaro si prende i suoi applausi, così come Marchionni e il grande Zanetti (finalmente sulla via del completo recupero), che quando c’è, cambia, a mio parere, il volto della squadra. Con lui in campo la squadra trova geometrie, velocità, profondità e ordine. Magari domani non avrà voti altisonanti in pagella, ma credetemi che è il vero regista della Juve. Sarà lui il nostro grande acquisto di gennaio.

Nel secondo tempo le squadre perdono un po’ di vivacità, anche se Amauri nei primi minuti sfodera l’ennesima galoppata e crossa per Marchionni che di testa prende il palo pieno. Rivedo l’azione credendo di essermi sbagliato: è proprio Amauri che crossa per Marchionni il nano, e non il contrario! A parti invertite il brasiliano avrebbe sfondato la rete colpendo di testa quel pallone. Comunque la Juve c’è e un sacrosanto rigore per fallo di mano in area ci porge sul vassoio d’argento l’occasione del vantaggio. Sul dischetto va Giovinco. Se segnasse sarebbe il secondo gol in una settimana (uno in campionato e uno in Champions) regalando due vittorie alla Juventus e diventando decisivo come il suo capitano. I titoli dei giornali che già vede all’orizzonte gli appannano la vista: tiro sopra la traversa. Col senno di poi, meglio così, lo avrebbero osannato troppo.

Entra Del Piero per Amauri e la formica svaria per l’intero fronte d’attacco, fiancheggiando Alex ora a destra, ora a sinistra, dimostrando quanto sia importante non limitarlo alla corsia di sinistra, ma quanto può dare e crescere muovendosi tra le linee (vero Ranieri?). Ora le squadre sono un po’ lunghe e in questa fase sono i bianconeri a rischiare qualcosa in più: due occasioni per il Bate nel finale, un colpo di testa di Del Piero per noi.

Triplice fischio finale e appuntamento al 19 dicembre (per la Champions) in occasione dei sorteggi del prossimo turno. Ora si comincia a fare sul serio.

Lecce – Juventus 1-2. Aggrappàti alla formica.

dic72008

In settimana avevamo anticipato senza saperlo tutti i motivi legati alla presenza di Giovinco in una squadra senza Del Piero, discutendo con voi quale sarebbe stato il ruolo più giusto, se Ranieri avesse dovuto cambiare modulo, quali fossero le caratteristiche da esaltare del giovane juventino.  Mai “post” fu più azzeccato. Nella giornata in cui Del Piero rimane a Torino, Iaquinta si infortuna al collo e Nedved indossa la fascia di capitano, Giovinco riesce finalmente a ritagliarsi la sua chance debuttando nella formazione titolare e lasciando il suo posto in panchina al rientrante Cristiano Zanetti. La formazione iniziale non aveva sorprese particolari, se non quelle già menzionate, con un centrocampo a 4 dove Marchionni ricopre il ruolo di Camoranesi fino alla sfida col Milan. Ma la curiosità forte era quella di veder giocare Sebastian in una partita vera, partendo dal primo minuto e con i tre punti da conquistare assolutamente. E questa era la partita giusta. Altro motivo di interesse era la posizione che avrebbe occupato in campo, come avrebbe interagito con Amauri e come si sarebbe integrato nell’impianto della squadra. Ranieri lo ha messo seconda punta, in un ruolo che non può essere il suo ma la necessità ”imponeva” di ricoprire.

Diciamo che nel primo tempo la Juve è rimasta in letargo e così pure a livello individuale. Ritmo blando, pochissime occasioni da gol e nessun tiro in porta. L’impalpabilità di Amauri e la poca velocità di manovra, non agevolavano di certo le giocate di Giovinco, ancora troppo giovane per caricarsi sulle spalle la squadra come Del Piero, e quindi ancora troppo dipendente dal resto della squadra. Solo qualche giocata, qualche sprazzo di brillantezza di un diamante ancora un po’ grezzo. E così, “tutti a bere un the caldo” sullo zero a zero, come direbbe il buon Caressa.

Ma ecco la magìa nel secondo tempo: punizione all’incrocio e palla in rete; bianconeri in vantaggio. Giovinco sotto la curva che si batte il petto, i compagni lo portano in trionfo, i supporters già vedono l’erede di Del Piero. Ecco il campione che con la giocata risolve la partita; solo lui poteva trasformare quella punizione e in quel modo. La partita si anima e sale il ritmo. Due occasioni colossali portano il Lecce vicino al gol e una di queste viene trasformata. La Juve non ci sta e butta il cuore oltre l’ostacolo: cross di De Ceglie negli in area e incornata prepotente di Amauri: 2-1 e tutti a casa.

Che bello avere due giocatori così decisivi. La Juve è stata soltanto questa.

Clamoroso Nedved: “Sono stanco!”

dic42008

Non era mai successo, ma prima o poi doveva accadere. Alla tenera età di 36 anni, Pavel Nedved ha terminato ieri in anticipo il primo allenamento della sua enorme carriera. Mezz’ora in meno rispetto ai compagni, che hanno proseguito senza di lui la seduta agli ordini di Ranieri. “Solo stanchezza”, ha commentato l’entourage bianconero, quindi nessun infortunio o nessun problema grave per il ceco. Certo è che sentire di un Nedved tanto stanco da non riuscire a finire l’allenamento, apre con preoccupazione il discorso sulla “successione” dell’ex Pallone d’Oro.

Posto che Giovinco non è il suo erede naturale, e che nessuno nella rosa juventina si avvicina in questo momento alle sue caratteristiche, mette anche Ranieri di fronte ad un grosso bivio: puntare ancora su questo modulo sperando che Pavel regga ancora un anno, oppure iniziare a svezzare Giovinco come trequartista in un forse più probabile 4-3-1-2? La formica atomica, benchè ne dica Ranieri, non è un centrocampista; non ha il fisico, la resistenza, il contrasto per questo tipo di ruolo. Non è un attaccante; non ha velocità, altezza e oportunismo sufficiente. E’ un trequartista perfetto, perchè ha geometrie, senso del gioco, precisione, piedi sublimi. 

Quindi se la Juve vuole puntare forte su di lui, come ha più volte dichiarato, non può costringerlo a snaturare le sue caratteristiche. Diciamolo chiaramente: fino ad ora Giovinco non ha Giocato perchè sarebbe dovuto stare fuori Nedved. E chi lo tiene in panchina uno così? Ed inoltre si sarebbe dovuto cambiare il modulo, che forse sarebbe anche stato nei piani di Ranieri quando accennava ad una Juve “camaleontica”, ma che è stato poi reso impossibile dagli infortuni e dalla precarietà dei risultati in molte prestazioni. A Ranieri serviva quindi trovare ”la quadra”, non poteva permettersi di sperimentare.

Ma l’anno prossimo il “problema” si porrà ancora più in risalto. Ranieri dovrà prendere il coraggio a due mani per stravolgere la squadra ed il modulo. Per far giocare Giovinco la Juve dovrà affrontare grandi cambiamenti. E la campagna acquisti sarà più importante che mai. E’ bene che questo si sappia da subito.  

Le ultime dichiarazioni di…..

lug72008

Claudio Ranieri. Alla Champions teniamo molto, per questo vogliamo assolutamente superare il turno preliminare. Non sappiamo ancora chi affronteremo, nell’urna del sorteggio ci saranno squadre più abbordabili e altre meno, come i Glasgow Rangers e l’Atletico Madrid. Ma io ho sempre un atteggiamento positivo, ci prepareremo al meglio per arrivare all’appuntamento in una buona condizione psico-fisica. L’avevo detto l’anno scorso, lo ripeto oggi: puntiamo a vincere anche lo scudetto. Giocatori e allenatori di una società come la nostra devono essere ambiziosi“. Su Stankovic e sul centrocampista che dovrebbe arrivare: “Sceglieremo un giocatore che mi permetterà di variare il sistema di gioco, in grado di migliorare il valore di questa squadra. Stankovic è un giocatore universale, che può ricoprire diversi ruoli e credo che dopo due-tre partite fatte bene tutti gli altri discorsi verrebbero dimenticati“.

Jean-Claude Blanc. La Juve punta sempre al massimo: cercheremo di migliorare il terzo posto della scorsa stagione. Abbiamo iniziato gli acquisti a gennaio – ha illustrato Blanc – prendendo Mellberg a parametro zero e Sissoko che si è subito inserito perfettamente in squadra. Con Amauri abbiamo rinforzato l’attacco che ha fatto molto bene nello scorso campionato, così avremo quattro campioni per affrontare tre competizioni. In più abbiamo proseguito sulla linea dei giovani e dell’italianità riportando a casa Giovinco, Marchisio e De Ceglie. Non dimenticherei però Nedved, che ha rinnovato per un altro anno, e il prolungamento quinquennale del contratto di Chiellini che ha fatto un ottimo Europeo. Dobbiamo fare ancora due scelte, il secondo portiere e un centrocampista. Xabi è solo uno dei nomi che ci interessano. Dobbiamo prendere una decisione importante, quindi prenderemo tutto il tempo necessario. Stiamo valutando bene in quanto si tratterà di un investimento consistente, compreso, tra ingaggio e stipendio, tra i 10 e i 30 milioni“.

Vincenzo Iaquinta.Il nostro attacco è stato il più forte di tutti e l’arrivo di un altro giocatore di valore potenzia ulteriormente il reparto. Poi non dimentichiamoci che quest’anno saremmo impegnati su tre fronti e quindi serviva un’altra punta di primissimo piano per essere competitivi sempre. Io non ho mai pensato d’andare via – ha risposto in merito al calciomercato – e leggere certe cose sui giornali mi ha dato un enorme fastidio. Per due semplicissimi motivi: io qui sto benissimo e soprattutto la società crede molto in me. Prima delle vacanze ho parlato con il mister e con Blanc e mi hanno assicurato che la Juventus avrebbe ancora puntato su di me. D’altronde, lo scorso anno, quando ho giocato credo di aver dato il mio contributo alla causa“.

Nicola Legrottaglie. ”Dobbiamo essere intelligenti e capire quali sono state le nostre armi nella passata stagione: l’umilta’ e la fame di vincere. Non dovremo allora calpestarci e, con le stesse motivazioni, affrontare il campionato per migliorare il terzo posto nella convinzione che l’umilta’ e’ l’anticamera della gloria”.

Il ritorno di Giovinco

giu262008
Da oggi si può dire ufficialmente che Giovinco torna ad essere di piena proprietà della Juventus. L’Empoli infatti aveva esercitato la sua opzione per il giocatore, ma la Juventus ha fatto valere la sua contro-opzione per riaverlo totalmente in forza nel proprio organico. Sebastian Giovinco quindi sarà regolarmente agli ordini di Ranieri nel ritiro di Pinzolo.
Sempre per quanto concerne le contro-opzioni, la Juventus ne ha esercitata un’altra nei confronti di Lanzafame del Bari. L’attaccante torna quindi in bianconero, ma non ci è dato ancora sapere quali siano i progetti sul campioncino in erba.
Ranieri avrà da leccarsi i baffi l’anno prossimo in quanto a soluzioni tattiche. Attacco potente con Iaquinta e Amauri, oppure tecnico con Del Piero e Trezeguet, col trequartista Giovinco o con Nedved a sinistra, pronto ad accentrarsi.
Sarà uno dei più forti reparti in Italia e in Europa.