Roberto Bettega siede alla destra di Blanc.

dic242009

 

 

 

 

 

 

 

Alla faccia di chi lo voleva far passare dalla porta secondaria, di chi ipotizzava che solo la sua collaborazione o le sue consulenze potessero gettare una macchia sulla limpidezza del nuovo corso; alla faccia di chi giudicava tutta la triade come un tumore da asportare e da dimenticare, di chi considerava Moggi, Giraudo e Bettega il male del calcio. Altro che consulente di mercato o semplice consigliere di Ferrara! Roberto Bettega ritorna in grande stile nella Juventus, con il ruolo di vice direttore generale.

Nessuno poteva ipotizzare un ruolo così importante e di alto incarico per l’ex attaccante bianconero, ma questo prova diverse cose: in primo luogo che tutto l’operato della triade non era proprio da buttar via come Blanc e Cobolli Gigli cercavano di dimostrare. Di conseguenza quindi, il fallimento della gestione Blanc sotto questo aspetto, che ha lasciato vacante un ruolo fondamentale, salvo poi rimediare con la rimpatriata di Bettega. C’è comunque da riconoscere una certa umiltà e riconoscenza da parte dell’attuale presidente juventino, che è di fatto tornato sui passi della stessa società che da Calciopoli in poi ha sempre mosso i suoi passi nella direzione opposta dei tre ex.  Non ultimo appunto gli argomenti di “autorevolezza ed esperienza” sottolineati da Blanc per motivare la scelta di “Bobby-gol“, quegli stessi fattori che noi tutti tifosi juventini abbiamo sempre criticato a questa gestione.

Chi infatti ride sarcastico sui rimpianti dell’era Moggi, non si rende conto che molto spesso il tifoso bianconero accusa solamente la mancanza di quelle caratteristiche che un dirigente deve obbligatoriamente possedere per guidare una società come la Juventus, e che invece riscontrava magnificamente negli artefici di tante vittorie juventine. ”Autorevolezza ed esperienza” (ma anche competenza e personalità), sono alla base di un aspirante dirigente, per non parlare di chi ricopre addirittura tre cariche!

Se pensiamo all’ultima apparizione ufficiale di Bettega, lo ricordiamo il giorno del nostro ultimo scudetto, a Bari, con la squadra di Capello che festeggiava in campo il tricolore, e lui che piangeva in tribuna per l’emozione, per la tensione, per tutta la sofferenza verso quelle cose che si stava portando dentro e che avrebbero di lì a poco causato alla Juve un colpo mortale. Perciò, proprio ricordando quei precisi momenti, ci sentiamo di salutare il nuovo vice direttore della Juventus, solamente con queste parole: “Alla grande, Roberto!”.

Protesta SI, protesta NO

lug232008
Si è letto e sentito in questi giorni di una protesta organizzata dai tifosi juventini nei confronti della dirigenza, principalmente per motivi legati alla campagna acquisti.
Il malumore serpeggia da tempo, ma la goccia che ha fatto traboccare il vaso è stato il mancato acquisto di Xabi Alonso in favore di Poulsen, e il tentativo di acquistare l’interista Dejan Stankovic, così inviso a tutti i supporters bianconeri.
Ci sono buoni motivi sia per protestare che per aspettare. Ve ne proponiamo alcuni come motivo di riflessione, e poi deciderete se partecipare alla protesta oppure no.
PROTESTA SI
  1. La dirigenza si è dimostrata non all’altezza di gestire le campagne acquisti, Tiago e Almiron per cominciare e Poulsen per finire
  2. Secco, Blanc e Cobolli Gigli sono spesso stati in disaccordo tra loro, dichiarando cose diverse alla stampa in merito a domande precise sul calciomercato
  3. Gli investimenti non sono adeguati alle aspirazioni della società
  4. Il tasso tecnico dei giocatori rimane sempre inferiore rispetto alle concorrenti. In campionato la squadra può reggere, ma in Champions il divario tecnico è troppo e verremo travolti

PROTESTA NO

  1. Tiago e Almiron erano stati giudicati ottimi acquisti da tutti gli addetti ai lavori, senza dimenticare che il portoghese è stato “preteso” da Ranieri, che però non ha subìto critiche altrettanto feroci
  2. Secco, Blanc e Cobolli Gigli si stanno facendo le ossa e non hanno l’esperienza di Moggi, Giraudo e Bettega, se proprio vogliamo fare il paragone. Qualche errore ci sta, come del resto lo ha fatto anche la Triade (leggi Henry)
  3. La Juventus è l’unica società che non ottiene finanziamenti dai suoi “magnati”e l’auto-finanziamento viene gestito secondo bilancio. Non dimentichiamo inoltre che gli introiti legati agli spettatori sono di 1/3 inferiori a quelli di Inter e Milan, e che il tracollo della serie B ha privato la Juve dei ricavi della Champions, dei diritti tv, degli sponsor, ecc.. E che oltre a tutto ciò si sta costruendo uno stadio nuovo.
  4. La Juventus ha vinto scudetti e coppe mettendo in campo anche Torricelli, Porrini, Juliano, Dimas, Zenoni, Amoruso, Esnaider, Zalayeta, il primo Legrottaglie….