Manchester City – Juventus 1-1. …E quella traversa di Alex!
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La partita col Manchester City era una tappa cruciale del cammino di Delneri verso la ricostruzione di una squadra degna di portare il nome “Juventus”. Avversario di tutto rispetto, diretto concorrente per l’Europa League, nonchè una delle squadre “emergenti” più attrezzata d’Europa in fatto di potenzialità e campioni presenti in rosa. La discontinuità dei bianconeri non portava ad immaginare una prestazione molto buona; dove aver cavalcato la cresta dell’onda domenica con i tre gol di Krasic, tutti si aspettavano la solita partita piuttosto remissiva della nostra squadra, così come da anni a questa parte. E invece no.
La Juve ha giocato a calcio. Si, è una notizia per chi è abituato a vedere una codarda difesa fuori dalle mura amiche, senza quasi colpo ferire all’avversario. E’ una notizia per chi ha visto la propria squadra perdersi nel gioco dell’avversario e lasciarsi intimorire dalle sue iniziative. Ma così non è stato. La squadra bianconera ha giocato forse la prima partita alla Delneri, partendo “a tutta” all’inizio della gara e manovrando benissimo in velocità , soffrendo talvolta l’avversario ma senza mai rinunciare a controbattere o a sfruttare il contropiede per offendere, senza timidezza, con coraggio e voglia di vincere. Così si fa. E non è un caso che la Juve finisca spesso sotto la curva, tra gli applausi e l’abbraccio che i tifosi regalano ai giocatori alla fine della partita, anche quando il risultato non porta esattamenti i tre punti.
Delneri sceglie la linea Krasic – Marchisio – Sissoko – Martinez per arginare gli avversari e rilanciare l’azione; Del Piero e Iaquinta ad affondare i colpi in avanti. La cosa che colpisce di più all’avvio è proprio la mentalità e l’aggressività che i nostri mettono in campo fin da subito. Fraseggio veloce e possesso palla mettono in crisi la squadra di Mancini che fatica ad entrare in partita. Gli azzurri si addormentano letteralmente sul contrattacco orchestrato da Sissoko e Marchisio che lanciano Iaquinta in profondità permettendo a Vincenzo di far partire un tiro pazzesco, da distanza siderale: conclusione che buca la difesa inglese e si infila nell’angolo alla sinistra del portiere. Juve a sorpresa in vantaggio!
Ma i nostri cercano di approfittare del momento positivo, con Krasic che affonda ad ogni occasione disponibile, creando notevoli grattacapi alla retroguardia del City, che si salva con un fallo da rigore che non viene clamorosamente fischiato. Dopo una ventina di minuti la Juve inizia a tirare il fiato, iniziando a concedere un po’ di terreno alla squadra del “Mancio” che si rende subito pericolosa con Tevez, che semina il panico con una serpentina ma non riesce a concludere in modo preciso. Cresce a vista d’occhio il Manchester che vuole recuperare i minuti concessi all’inizio; al 34′ i padroni di casa colgono il palo con Manninger a guardare il pallone incolpevole. E’ solo questione di minuti per il pareggio del City, che con Johnson approfitta di un errore di posizione del rientrante De Ceglie che tiene in gioco l’avversario permettendogli di arrivare a tu per tu con Manninger: pareggio del Manchester City.
Primo tempo che finisce con un pareggio che rende giustizia alle fasi alterne della gara. Nella seconda frazione le due squadre faticano a riprendere il giusto ritmo, facendo una lunga fase di studio che ha un sussulto nella violenta punizione di Del Piero che finisce di poco a lato. Krasic e Sissoko tengono in piedi la squadra che inizia a perdere un po’ di brillantezza e di compattezza. Dall’altra parte Adebayor e Tevez arrivano a sfiorare la rete con una combinazione aerea mancata di un soffio.
Arrivano le prime sostituzioni, con Motta al posto di uno stanco De Ceglie, e Felipe Melo per Krasic. La partita vive una fase sterile per quanto riguarda le conclusioni in porta, ma apprezzandosi comunque per la combattività delle due formazioni. Finale “col botto”, quando Alex Del Piero tira una punizione pazzesca che colpisce la traversa e si stampa sulla linea di porta, senza però olptrepassarla. Risultato quindi che rimane bloccato sul pareggio, soddisfando più la Juventus che il Manchester City, se non altro per i progressi fatti sul piano del gioco e della personalità .


Amauri, Iaquinta e Del Piero. Quali tra questi tre attaccanti può arrivare in doppia cifra? Con le cessioni di Diego e Trezeguet, la Juve ridimensiona il suo parco attaccanti, definendo in extremis anche il prestito di Quagliarella dal Napoli. Un’operazione simile a quella di Aquilani, tutt’altro che da disdegnare: giocatore “in prova” per un anno e poi se ne valuterà l’acquisto a tempo debito. Complimenti a Marotta! Ma il problema dell’attacco juventino non è mai stato nè “numerico”, nè economico. Una squadra che punta ad un piazzamento “onorevole” deve avere almeno due giocatori che riescano a passare i 10 gol cadauno. Se consideriamo gli infortuni, e se pensiamo che un giocatore come Iaquinta (che pare il più prolifico dei tre), non potrà giocare tutte le partite vista anche la carta d’identità , appare evidente come i limiti di questa squadra fossero anche nel reparto avanzato, vero e proprio fiore all’occhiello fino all’inizio della stagione scorsa.




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