Manchester City – Juventus 1-1. …E quella traversa di Alex!

ott12010

 

 

 

 

 

 

 

La partita col Manchester City era una tappa cruciale del cammino di Delneri verso la ricostruzione di una squadra degna di portare il nome “Juventus”. Avversario di tutto rispetto, diretto concorrente per l’Europa League, nonchè una delle squadre “emergenti” più attrezzata d’Europa in fatto di potenzialità e campioni presenti in rosa. La discontinuità dei bianconeri non portava ad immaginare una prestazione molto buona; dove aver cavalcato la cresta dell’onda domenica con i tre gol di Krasic, tutti si aspettavano la solita partita piuttosto remissiva della nostra squadra, così come da anni a questa parte. E invece no.

La Juve ha giocato a calcio. Si, è una notizia per chi è abituato a vedere una codarda difesa fuori dalle mura amiche, senza quasi colpo ferire all’avversario. E’ una notizia per chi ha visto la propria squadra perdersi nel gioco dell’avversario e lasciarsi intimorire dalle sue iniziative. Ma così non è stato. La squadra bianconera ha giocato forse la prima partita alla Delneri, partendo “a tutta” all’inizio della gara e manovrando benissimo in velocità, soffrendo talvolta l’avversario ma senza mai rinunciare a controbattere o a sfruttare il contropiede per offendere, senza timidezza, con coraggio e voglia di vincere. Così si fa. E non è un caso che la Juve finisca spesso sotto la curva, tra gli applausi e l’abbraccio che i tifosi regalano ai giocatori alla fine della partita, anche quando il risultato non porta esattamenti i tre punti.

Delneri sceglie la linea Krasic – Marchisio – Sissoko – Martinez per arginare gli avversari e rilanciare l’azione; Del Piero e Iaquinta ad affondare i colpi in avanti. La cosa che colpisce di più all’avvio è proprio la mentalità e l’aggressività che i nostri mettono in campo fin da subito. Fraseggio veloce e possesso palla mettono in crisi la squadra di Mancini che fatica ad entrare in partita. Gli azzurri si addormentano letteralmente sul contrattacco orchestrato da Sissoko e Marchisio che lanciano Iaquinta in profondità permettendo a Vincenzo di far partire un tiro pazzesco, da distanza siderale: conclusione che buca la difesa inglese e si infila nell’angolo alla sinistra del portiere. Juve a sorpresa in vantaggio!

Ma i nostri cercano di approfittare del momento positivo, con Krasic che affonda ad ogni occasione disponibile, creando notevoli grattacapi alla retroguardia del City, che si salva con un fallo da rigore che non viene clamorosamente fischiato. Dopo una ventina di minuti la Juve inizia a tirare il fiato, iniziando a concedere un po’ di terreno alla squadra del “Mancio” che si rende subito pericolosa con Tevez, che semina il panico con una serpentina ma non riesce a concludere in modo preciso. Cresce a vista d’occhio il Manchester che vuole recuperare i minuti concessi all’inizio; al 34′ i padroni di casa colgono il palo con Manninger a guardare il pallone incolpevole. E’ solo questione di minuti per il pareggio del City, che con Johnson approfitta di un errore di posizione del rientrante De Ceglie che tiene in gioco l’avversario permettendogli di arrivare a tu per tu con Manninger: pareggio del Manchester City.

Primo tempo che finisce con un pareggio che rende giustizia alle fasi alterne della gara. Nella seconda frazione le due squadre faticano a riprendere il giusto ritmo, facendo una lunga fase di studio che ha un sussulto nella violenta punizione di Del Piero che finisce di poco a lato. Krasic e Sissoko tengono in piedi la squadra che inizia a perdere un po’ di brillantezza e di compattezza. Dall’altra parte Adebayor e Tevez arrivano a sfiorare la rete con una combinazione aerea mancata di un soffio.

Arrivano le prime sostituzioni, con Motta al posto di uno stanco De Ceglie, e Felipe Melo per Krasic. La partita vive una fase sterile per quanto riguarda le conclusioni in porta, ma apprezzandosi comunque per la combattività delle due formazioni. Finale “col botto”, quando Alex Del Piero tira una punizione pazzesca che colpisce la traversa e si stampa sulla linea di porta, senza però olptrepassarla. Risultato quindi che rimane bloccato sul pareggio, soddisfando più la Juventus che il Manchester City, se non altro per i progressi fatti sul piano del gioco e della personalità.

Udinese – Juventus 0-4. Ma era la Juve?

set192010

 

 

 

 

 

 

 

 

Deve portare fortuna lo stadio Friuli alla Vecchia Signora, che ad Udine ha quasi sempre vinto, collezionando anche momenti memorabili come il famoso 5 maggio 2002. Ed è proprio qui che la “sgangherata” squadra di Delneri poteva lasciarci le penne nuovamente (visto che i padroni di casa venivano da due sconfitte consecutive), ma la fortuna stavolta ha sorriso ai bianconeri. Come nelle sconfitte bisogna sempre rapportarsi alla prestazione dell’avversario, così anche nelle vittorie bisogna prendere atto dei demeriti dell’altra squadra. E proprio nella prestazione disastrosa dell’Udinese che bisogna leggere questa partita. Una vittoria che non è assolutamente in discussione in quanto la Juve vista oggi ha fatto vedere dei valori in campo assolutamente maggiori rispetto all’Udinese, e sopratutto migliori alle precedenti due partite di campionato. Una manovra più fluida, un’azione d’attacco più convinta, e una brillantezza che, come dicevamo prima, non può non tener conto delle gentili concessioni dell’avversario. Vittoria messa in banca già nel primo tempo, con un sonoro 3-0 che chiudeva definitivamente le sorti dell’incontro.

Partita che inizia col buon piglio dei bianconeri, che schierano Del Piero confermatissimo in avanti, ad affiancare l’ex Quagliarella, mentre il centrocampo vede la linea composta da Krasic, Felipe Melo, Marchisio e Pepe, con la difesa che presente il solo Grygera come novità al posto di De Ceglie. Brivido per un calcio di rigore richiesto dai padroni di casa, ma la sensazione è quella di un intervento da punire, ma forse fuori area. Da qui prende però il largo la Juve. Da un corner nasce la mischia che fa gridare al gol Bonucci, ma in realtà la rete è un autogol che però non varia il risultato. Uno a zero per noi!

Passano solo 6 minuti che la nuova “furia” Krasic sfrutta la fascia fino in fondo e mette un ottimo pallone per Quagliarella che di tacco mette nuovamente in rete: raddoppio juventino! Potenza e classe l’azione perfetta che porta al secondo gol gli assatanati della Juve. La squadra domina il campo e gioca in modo molto arioso, sopratutto con Krasic che fa veramente male quando accelera, e che mette sul piede di Marchisio il delizioso assist che il nostro futuro capitano trasforma al volo con un risultato davvero pregevole. Tre a zero e secondo passaggio gol del grande Krasic.

Primo tempo davvero perfetto degli uomini di Delneri, che non vengono quasi mai impegnati sopratutto a centrocampo, dove si fanno surclassare dalla compagine di Torino senza riuscire ad imporre la minima difficoltà del fattore campo. Il primo tempo sta tutto nei tre gol decisivi e fantastici che non mettono scampo ad una spenta Udinese.

A risultato acquisito, un po’ di riposo viene concesso giustamente ad Alex Del Piero, sostituito a favore di Iaquinta, un ex che non ha mai dimenticato i suoi trascorsi ad Udine. ma proprio Vincenzo che al 33′ riesce a fare un bellissimo gol da fuori area, si rende partecipe di un gesto poco simpatico verso i tifosi udinesi, forse rei di averlo fischiato. C’è da dire che Iaquinta si è poi subito scusato, ma certi atteggiamenti sul 4 a 0 non dovrebbero manifestarsi in un campione della Juventus.

Un gol che serve praticamente solo al tabellino e alle statistiche perchè la partita subisce nella seconda frazione un brusco rallentamento sul piano del ritmo e della voglia di fare. Succede poco da menzionare quindi, se non la stabilità dell’assetto della squadra , ed un modulo che, pare, oggi sembrava molto calzane su questi uomini. Grande e continua crescita di Krasic che veramente si dimostra l’arma in più di questo inizio stagione. Ottimo il gol di Quagliarella e, sopratutto, i tre punti che ancora mancavano.

Marotta, l’attacco non… “Quaglia”.

ago272010

Amauri, Iaquinta e Del Piero. Quali tra questi tre attaccanti può arrivare in doppia cifra? Con le cessioni di Diego e Trezeguet, la Juve ridimensiona il suo parco attaccanti, definendo in extremis anche il prestito di Quagliarella dal Napoli. Un’operazione simile a quella di Aquilani, tutt’altro che da disdegnare: giocatore “in prova” per un anno e poi se ne valuterà l’acquisto a tempo debito. Complimenti a Marotta! Ma il problema dell’attacco juventino non è mai stato nè “numerico”, nè economico. Una squadra che punta ad un piazzamento “onorevole” deve avere almeno due giocatori che riescano a passare i 10 gol cadauno. Se consideriamo gli infortuni, e se pensiamo che un giocatore come Iaquinta (che pare il più prolifico dei tre), non potrà giocare tutte le partite vista anche la carta d’identità, appare evidente come i limiti di questa squadra fossero anche nel reparto avanzato, vero e proprio fiore all’occhiello fino all’inizio della stagione scorsa.

Il neo “acquisto” Quagliarella, è un ottimo giocatore, però non garantisce tutti i gol che servirebbero alla Signora. Il suo record personale è di 14 reti, risalente all’ultima stagione di Udine, e a Napoli non si è ripetuto. Ovviamente il grafico del rendimento di un campione non può essere sempre ascendente, ma anche per caratteristiche tecnico tattiche possiamo affermare che il napoletano non ha proprio le fattezze di chi si può definire un “bomber di razza”, pur annoverando tra i suoi gol autentiche perle da fuoriclasse.  Sicuramente la presenza ingombrante di un giocatore come Amauri pesa, sia sul campo che nelle strategie di mercato. Un “armadio” come lui ti vincola a preferire giocatori veloci, di profondità, oppure di manovra. Una formazione con Iaquinta – Amauri per esempo sarebbe da preferire alla coppia Amauri – Quagliarella? Ne dubito. Però mettere Iaquinta e Quagliarella non sarebbe male se gli stessi riuscissero a non cercare la profondità nello stesso momento, allungando troppo la squadra e creando il buco tra i reparti.

Una constatazione però mi pare doverosa. Nonostante le ottime prestazioni di questo inizio stagione da parte di Del Piero, la sua destinazione inevitabile sarà la panchina. Per la prima volta dopo decenni (ricordiamo Platini, Baggio, Del Piero, e in ultimo Diego), non avremo in campo un giocatore che sfrutti i calci piazzati come arma micidiale, che possa dare la svolta ad una gara che non si sblocca o che ti raddrizzi una partita storta. Di questo , ne sono sicuro, la squadra ne soffrirà tantissimo.

Iaquinta: operazione al menisco ok. Per Buffon c’è tempo.

ott272009

Perfettamente riuscito l’intervento al menisco a cui è stato sottoposto Vincenzo Iaquinta nella mattinata di oggi. Ora non rimane altro che la riabilitazione. Quaranta giorni di stop, salvo complicazioni (e la precisazione non è casuale). A dicembre dovrebbe toccare anche a Buffon, ma il problema del portirone sembra non essere così urgente. I medici e i preparatori si esprimono in modo piuttosto positivo sulla tenuta del ginocchio di Gigi, dicendo che l’intervento chirurgico può essere tranquillamente rimandato in quanto il ruolo del n.1 non richiede quei movimenti così esplosivi come per esempio quelli di un attaccante e che pertanto Buffon può effetture sedute d’allenamento più leggere in questo senso.

Ma una considerazione sorge spontanea. A parte che l’esplosività si allena comunque nei portieri (ed è una dote fondamentale), ma a furia di non allenarla, quanto renderà Buffon in campo? Quante parate non riuscirà a fare per la poca esplosività? In quanto tempo andrà fuori forma?

Sono cose da non sottovalutare……

Bianco, nero…… giallo.

gen282009

La sfida di domani in casa dell’Udinese non vedrà tra i protagonisti il nostro capitano. Normale turno di riposo, dice Ranieri, perfettamente concordato con il giocatore. In realtà la mancata convocazione di Alex Del Piero suona come qualcosa di sinistro. Se in campo scenderà la coppia Iaquinta - Amauri, sapendo benissimo quanto poco sia affidabile in questo momento Vincenzo, e quanto abbia giocato fino ad ora Amauri, è ipotizzabile che uno dei due possa essere sostituito magari già nell’intervallo. Se poi in panchina abbiamo Giovinco (che punta non è) e un certo Trezeguet, messo lì soltanto a respire il sudore dei compagni, non sarebbe stato utile portare Del Piero in panchina?

Programmare una staffetta o un turno in panchina è più che legittimo, ma due sono gli interrogativi: la convocazione non era forse più doverosa vista la carenza del reparto d’attacco? E sopratutto, era la partita giusta per programmare la pausa? L’Udinese, che non riesce più a vincere una partita dal … (chi se lo ricorda?), non sarà certamente più motivata e agguerrita di molte altre provinciali? Personalmente avrei fatto scelte diverse, magari destinando il riposo ad un turno casalingo. Rispettiamo però la scelta di Ranieri, che ha dichiarato di voler far rifiatare il giocatore dopo aver anche detto che giocando sempre ogni tre giorni sarebbe entrato maggiormente in condizione.

Amauri – Iaquinta e la Juve va!

lug282008

Dopo il nubifragio di sabato a Dortmund ed il conseguente rinvio a domenica della partita con il Borussia, la Juve ha espugnato ancora il campo tedesco, confermando una tradizione piuttosto favorevole su questo terreno di gioco.

Nel primo tempo si è vista una squadra molto simile a quella che potrebbe essere la formazione titolare di quest’anno (Buffon, Grygera, Mellberg, Chiellini, Molinaro, Camoranesi, Sissoko, Zanetti, Nedved, Trezeguet, Amauri), con il centravanti brasiliano Amauri a finalizzare già al 5′ un traversone di Grygera dalla destra, mentre nel secondo tempo la solita girandola di sostituzioni (Buffon (70’ Chimenti); Zebina, Knezevic, Legrottaglie, Molinaro (65’ Salihamidzic); Marchionni, Sissoko (70’ Poulsen), Ekdal, Nedved (65’ Rossi); Iaquinta, Del Piero) e Iaquinta a finalizzare di testa sotto porta un preciso cross del solito Nedved.

Cresce la condizione della squadra e cresce anche l’intesa tra i singoli. Buone le prove di Sissoko, Poulsen, autore di un grande lancio in occasione del terzo gol, sempre ad opera di Iaquinta pescato dal compagno danese a tu per tu con il portiere.
Il gol della bandiera per i tedeschi è stato siglato per un altro calcio di rigore; col Brondby fu Legrottaglie, col Borussia è toccato a Zebina farsi fischiare la massima punizione.
Rivelazione di queste amichevoli è stato senza dubbio il giovane Ekdal. Difficilmente ci sarà spazio per lui nel centrocampo juventino di quest’anno. Per questo la dirigenza sta già pensando ad un possibile prestito in Italia per riuscire a far crescere il ragazzo e a fargli maturare esperienza in campionato.
Infine, le parole del protagonista del match, il combattente Vincenzo Iaquinta: “Devo ringraziare Nedved e Poulsen per gli assist sul gol e Del Piero per il tocco smarcante su cui non sono riuscito a segnare. Per un attaccante diventa tutto più facile quando si gioca con compagni così. Fino ad ora sta andando tutto bene, la squadra cresce di partita in partita, sono sicuro che potremmo toglierci delle belle soddisfazioni.

Trezeguet, muso lungo

lug252008

Segnali di nervosismo nell’attaccante francese, uscito con il broncio dall’amichevole con il Brondby. Davidi “il cannibale” ha fatto un secondo tempo opaco, così come tutta la squadra. E si sa quanto Trezeguet abbia bisogno del supporto della squadra per potersi esprimere al meglio. La sua spalla era il giovane Rossi, cosa diversa da ciò che è stato Iaquinta per Amauri nel primo tempo. Quello che sorprende un po’ è la reazione del francese. Dall’alto della sua esperienza, e dell’enormità di gol segnati nella Juve, non è tipo giocatore che deve farsi scalfire l’umore da un primo tempo sotto tono. Tra i 4 attaccanti a disposizione, lui è sempre stato inserito da tutti nelle formazioni-tipo della stagione 2008/2009, persino più di Capitan Del Piero. Ma se Amauri continuerà a giocare e segnare con regolarità, allora sarà molto dura tenere David in panchina, visto che due prime punte sono difficili da abbinare.

Amauri inoltre, pur essendo meno opportunista di Trezeguet, si presta molto al gioco di sponda e ha la possenza fisica del centravanti che può tener palla per far salire la squadra. Il francese invece sparisce quando la Juve comincia a soffrire e non sorregge il peso dell’attacco. Ecco perchè Amauri può essere impiegato in più situazione, le più diverse. Ed essendo dotato di una buona tecnica può dare profondità e supportare meglio gli attaccanti che giocano assieme a lui, diventando a volte suggeritore, a volte sponda, a volte aprendo varchi importanti.

Trezeguet però lo conosciamo, è un grandissimo attaccante e deve combattere sul campo per il posto in squadra, senza sentire il fiato sul collo di Amauri.

E possibilmente dimenticando le sirene spagnole.

Vittoria e positivo esordio europeo

lug242008
Inizia con un sufficiente stiracchiato la nuova Juve 2008/2009 nella sfida col Brondby in Danimarca. Due a uno il risultato finale, con reti di Amauri (di testa) e Iaquinta.
Fase iniziale con la Juventus un po’ assonnata (solito difetto della scorsa stagione), oppure ancora imballata dai carichi della preparazione atletica. Il Brondby attacca e sfiora il gol in un paio di occasioni, ma il gigante Amauri al 35′ a svettare sopra tutti e ad insaccare in rete. Al 43′ invece un Iaquinta che non ti aspetti supera con un’accelerazione paurosa la difesa danese e insacca sotto le gambe del portiere.
Nel secondo tempo Ranieri sostituisce le due torri avanzate con il duo Trezeguet – Rossi, che poco vede si inseriranno nel gioco juventino.
Il Brondby accorcia su rigore netto (fallo di Legrottaglie) e prende anche una traversa, ma alla fine vince la Juve.
Tra le note molto positive, l’inserimento di Amauri che a detta di Ranieri sembra aver sempre giocato con noi, e l’intesa proprio di quest’ultimo con Iaquinta, aprendo uno scenario d’attacco inedito quanto imprevisto. A centrocampo molto bene il metronomo Zanetti, sempre al posto giusto e sempre lucido nelle ripartenze. Uno così non si lascerà in panchina facilmente.
In difesa, e cioè il reparto solitamente più delicato da registrare, c’è ancora da aver pazienza. Chiellini e Legrottaglie sono apparsi pesci fuor d’acqua nonostante abbiano giocato un’intera stagione gomito a gomito.
Avanti così.

I convocati di domani col Brondby

lug222008

Nel crescendo delle amichevoli che vedranno impegnate la Juventus e numerose formazioni europee, si comincia domani con la trasferta danese che vedrà i bianconeri ospiti del Brondby.
Ranieri non ha convocato molti dei nazionali rientrati da poco nei ranghi, dando spazio in questo modo anche a quattro giovani primavera.
L’obiettivo di queste amichevoli, come tutti sanno, non è solamente quello di “mettere km nelle gambe”, ma sopratutto è l’opportunità di tetare i nuovi acquisti e le nuove “armi” tattiche in vista della prossima stagione. E allora, quale migliore occasione per provare il 4-3-3? Saranno infatti presenti Iaquinta, Amauri e Trezeguet, nonchè i nazionali Buffon e Chiellini. A riposo per acciacchi vari Tiago, Camoranesi, Marchionni, Salihamidzich e Del Piero.
Questo l’elenco dei partenti:
Amauri, Buffon, Chiellini, Chimenti, Ekdal, Grygera, Iaquinta, Legrottaglie, Mellberg, Molinaro, Nedved, Salihamidzic, Sissoko, Trezeguet, Zanetti, Zebina, Ariaudo, Esposito, Nocchi e Rossi.

Le ultime dichiarazioni di…..

lug72008

Claudio Ranieri. Alla Champions teniamo molto, per questo vogliamo assolutamente superare il turno preliminare. Non sappiamo ancora chi affronteremo, nell’urna del sorteggio ci saranno squadre più abbordabili e altre meno, come i Glasgow Rangers e l’Atletico Madrid. Ma io ho sempre un atteggiamento positivo, ci prepareremo al meglio per arrivare all’appuntamento in una buona condizione psico-fisica. L’avevo detto l’anno scorso, lo ripeto oggi: puntiamo a vincere anche lo scudetto. Giocatori e allenatori di una società come la nostra devono essere ambiziosi“. Su Stankovic e sul centrocampista che dovrebbe arrivare: “Sceglieremo un giocatore che mi permetterà di variare il sistema di gioco, in grado di migliorare il valore di questa squadra. Stankovic è un giocatore universale, che può ricoprire diversi ruoli e credo che dopo due-tre partite fatte bene tutti gli altri discorsi verrebbero dimenticati“.

Jean-Claude Blanc. La Juve punta sempre al massimo: cercheremo di migliorare il terzo posto della scorsa stagione. Abbiamo iniziato gli acquisti a gennaio – ha illustrato Blanc – prendendo Mellberg a parametro zero e Sissoko che si è subito inserito perfettamente in squadra. Con Amauri abbiamo rinforzato l’attacco che ha fatto molto bene nello scorso campionato, così avremo quattro campioni per affrontare tre competizioni. In più abbiamo proseguito sulla linea dei giovani e dell’italianità riportando a casa Giovinco, Marchisio e De Ceglie. Non dimenticherei però Nedved, che ha rinnovato per un altro anno, e il prolungamento quinquennale del contratto di Chiellini che ha fatto un ottimo Europeo. Dobbiamo fare ancora due scelte, il secondo portiere e un centrocampista. Xabi è solo uno dei nomi che ci interessano. Dobbiamo prendere una decisione importante, quindi prenderemo tutto il tempo necessario. Stiamo valutando bene in quanto si tratterà di un investimento consistente, compreso, tra ingaggio e stipendio, tra i 10 e i 30 milioni“.

Vincenzo Iaquinta.Il nostro attacco è stato il più forte di tutti e l’arrivo di un altro giocatore di valore potenzia ulteriormente il reparto. Poi non dimentichiamoci che quest’anno saremmo impegnati su tre fronti e quindi serviva un’altra punta di primissimo piano per essere competitivi sempre. Io non ho mai pensato d’andare via – ha risposto in merito al calciomercato – e leggere certe cose sui giornali mi ha dato un enorme fastidio. Per due semplicissimi motivi: io qui sto benissimo e soprattutto la società crede molto in me. Prima delle vacanze ho parlato con il mister e con Blanc e mi hanno assicurato che la Juventus avrebbe ancora puntato su di me. D’altronde, lo scorso anno, quando ho giocato credo di aver dato il mio contributo alla causa“.

Nicola Legrottaglie. ”Dobbiamo essere intelligenti e capire quali sono state le nostre armi nella passata stagione: l’umilta’ e la fame di vincere. Non dovremo allora calpestarci e, con le stesse motivazioni, affrontare il campionato per migliorare il terzo posto nella convinzione che l’umilta’ e’ l’anticamera della gloria”.