Juventus – Inter 2-0. Ancora nel segno di Alex.

mar252012

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Continua la corsa sul Milan, nel modo più esaltante che ci possa essere, con una sonora vittoria sull’acerrima nemica Inter, e con un goal di Alex Del Piero che mette il sigillo ad un dominio legittimato nella ripresa. Già, la cosa più sorprendente è stata proprio la freschezza atletica che ha permesso ai bianconeri di chiudere addirittura in crescendo, con un secondo tempo quasi perfetto. Vantaggio, gestione della partite, raddoppio, una Juve a tutto tondo in cui si possono trovare delle ombre solamente per la solita imprecisione in fase conclusiva. L’Inter ha fatto molto bene nel primo tempo, mettendoci spesso in difficoltà, ma poi la rete di Caceres ha cambiato la storia della partita, facendo crollare le convinzioni nerazzurre. Questa era la partita dell’orgoglio, come hanno sottolineato i tifosi bianconeri nella loro coreografia iniziale, e i giocatori hanno onorato questo appuntamento.

Grande partenza bianconera, che costringe i nerazzurri a difendersi affannosamente, anche se è Buffon a compiere il miracolo su Milito dopo 13′; Matri pareggia il conto delle occasioni dopo tre minuti, quando incorna di testa verso la porta nerazzurra, ma la conclusione è troppo centrale. Ranieri imposta una marcatura stretta su Pirlo, ma la manovra della Juve non ne risente, grazie alla buona vena di Vucinic, Marchisio, Vidal e Caceres che tengono sempre in apprensione la difesa avversaria. Proprio dai piedi di quest’ultimo partono diversi cross che tagliano come il burro le maglie nerazzurre. Matri sbaglia un rigore in corsa su passaggio dell’assit-man Caceres, mentre lo stesso difensore colpisce di spalla davanti a Julio Cesar. Risponde l’Inter con due tiri di Milito e Obi che impegnano non poco Buffon. Le occasioni da goal fioccano a Torino, anche perchè i bianconeri si spengono progressivamente dopo la fiammata dei primi 15-20 minuti, arrivando alla fine del primo tempo in una situazione di sostanziale equilibrio.

Conte si attarda negli spogliatoi per decidere la scossa da dare alla squadra, e dopo essere rientrato sul campo opera un doppio cambio molto insolito per le sue normali tempistiche: escono Pepe e Matri per Del Piero e Bonucci. La Juve passa a tre in difesa, con Caceres e De Ceglie a spingere sulla linea di centrocampo. Un cambiamento di modulo e di uomini che porta subito i suoi frutti: è Caceres che di testa conferma tutte le sue ottime qualità offensive, incornando in rete tutto solo. Il goal mette le ali agli uomini di Conte, che sembrano giocare con maggiore fiducia e convinzione. L’ingresso di Del Piero è una linfa preziosa in avanti, e sa molto di bocciatura per Matri, sempre più in crisi di gioco e di marcature. L’immortale Alex mette a tacere qualsiasi dubbio sul suo ingresso, quando riceve un illuminante assist di Vidal e incrocia il tiro dove Julio Cesar non può arrivare: 2-0!

Sul raddoppio, Conte fa il cambio più giusto: dentro Quagliarella il contropiedista, fuori Vucinic lo sprecone, che pochi minuti prima ha fallito una gigantesca azione solitaria davanti al portiere. E come commentare l’occasione di Chiellini che si infila nella linea di difesa avversaria palla al piede, ma invece di tirare in porta sceglie l’assist verso un defilato Quagliarella che viene chiuso da Maicon. Lo stesso Fabio s’invola verso la porta nel finale di partita, ma la sua posizione non gli permette di vedere sufficiente specchio per trovare un varco utile. Da qui in poi, gli “olè” che scandiscono il torello bianconero ai danni dell’odiata Inter.

Pre partita Juventus – Inter. Formazioni e curiosità.

mar252012

Una Juve carica più che mai si presenterà questa sera allo Juventus Stadium per affrontare una delle partite più sentite della stagione. Juventus – Inter è da sempre il derby d’Italia, e lo è ancora di più in questi ultimi anni. Contrariamente alle stagioni precedenti però, non si arriva a questo match con troppa aspettativa. I nerazzurri sono in grande crisi, ma l’occasione per porre fine all’imbattibilità bianconera, è una “medaglia” troppo appetitosa per non dare delle motivazioni in più ad una squadra che non trova una propria identità. Ed è questo che deve tenere sulle spine gli uomini di Conte. Il nostro mister deve valutare le condizioni di Barzagli e Matri, mentre il resto degli uomini risulta completamente a disposizione (fatto salvo per Lichtsteiner, squalificato). Nessun dubbio sul modulo, che in questo periodo fa volare la squadra sullo schema 4-3-3, con Vucinic grande trascinatore in avanti. Grande attesa infatti per il montenegrino, che con dei colpi da fuoriclasse ha saputo infiammare lo stadio contro il Milan, unico vero giocatore in grado di farlo tra la rosa bianconera. Ma la vera pecca di Vucinic è sempre stata la continuità, e capiremo presto quanto le sue prestazioni siano state un fuoco di paglia. Curiosa la scelta di Conte che sembra orientato a confermare Bonucci al centro della difesa, a scapito di De Ceglie; la buona sfida con il Milan deve aver convinto il tecnico sul suo stato di forma, anche se non c’è troppo da scommetterci. In avanti, Pepe e Matri dovrebbero essere i compagni di reparto di Vucinic.

Nell’Inter sono diverse le situazioni da valutare, con parecchi giocatori in condizioni fisiche precarie, tra cui: Ranocchia, Stankovic, Lucio, Guarin, Alvarez, Sneijder. Ranieri metterà sicuramente in avanti “il principe”, Diego Milito. Ballottaggio tra Furlan e Pazzini in attacco e Poli – Cambiasso sulla linea mediana.

Le Pagelle di Inter – Juventus.

ott302011

Buffon 6,5: la deviazione gli impedisce di prendere il tiro di Maicon, per il resto è la solita sicurezza.
Lichtsteiner 6,5: dalla sua parte non si passa, e il contributo in avanti è costante fino alla fine. Sicuramente uno dei difensori più validi del campionato.
Barzagli 6: il “Pazzo” è un brutto cliente, tant’è che sfiora la rete in almeno due occasioni. Arginarlo non è facile, specie se a fianco hai un Bonucci non in grandissima forma.
Bonucci 5: ha colpe sul goal  di Maicon e su altre piccole ingenuità. La mobilità di Pazzini lo fa soffrire non poco. Prende un giallo che mette in apprensione i tifosi.
Chiellini 6: inizia a spingere solo nel finale, quando le squadre si allungano, per il resto rimane attentissimo alla fase difensiva, sia perchè il suo avversario è il temibile Maicon, sia perchè il suo compagno Vucinic non è votato al sacrificio quanto può esserlo Pepe.
Pirlo 6: luci ed ombre a San Siro. Tanti palloni sbagliati, anche semplici, e tante leggerezze. Ma anche l’assist che mette Marchisio davanti al portiere, e altre ottime giocate. Sufficienza stiracchiata perchè a tratti è stato davvero poco concentrato.
Marchisio 7: sciabola, fioretto e tanta corsa. Dal 1′ al 90′ sostiene la squadra come poche volte prima. Può essere l’anno della sua consacrazione definitiva.
Vidal 6,5: il frangiflutti bianconero si trova a meraviglia con questo modulo, libero di avanzare al tiro, ben protetto da Pirlo e Marchisio. Deve migliorare molto in fase di impostazione, perchè butta ancora troppi palloni. Peccato.
Vucinic 6,5: decisamente la posizione esterna gli permette di sfruttare maggiormente la velocità anzichè il fisico. Con i piedi che si ritrova riesce a garantire a Matri almeno due o tre palle gol a partita.
Matri 6,5: la cosa pazzesca di questo ragazzo è che quando prende palla punta la porta, indipendentemente da quanti avversari abbia davanti. Possente ma anche veloce, il suo piede vellutato gli permette qualsiasi giocata. Attaccante completissimo.

Inter – Juventus 1-2. Vittoria di peso e di spessore.

ott292011

La Juve si presentava ambiziosa, imbattuta e affamata. L’Inter si presentava nervosa, attardata e “piangina”. Non era una sfida scudetto (troppo presto per esserlo) ma fondamentale per entrambe le squadre: per i bianconeri, il trampolino di lancio, per i nerazzurri il rilancio da un pessimo periodo. Ha vinto la squadra che ha meritato di più, che ha creato più occasioni, che è stata più coesa e più intelligente in campo. Il rigore non fischiato su Marchisio toglie la rotondità di un risultato che sarebbe stato clamoroso. Conte ha inculcato la mentalità giusta per giocare in trasferta, senza timore, senza distogliersi dall’aggressività e dalla mentalità di attacco tenuta in casa. E l’atteggiamento mentale premia sempre, sopratutto se accompagnata da concentrazione ed acume tattico. Il mister ha capito che due tempi ”a tutta birra” non si possono tenere, così ha studiato due moduli per far viaggiare la squadra a due velocità diverse, a seconda della situazione. Certo che nel momento in cui Krasic ha lasciato il posto a Vidal, e Vucinic è passato esterno, la squadra ha da sola trovato l’assetto giusto in campo, semplificando molto l’aspetto tattico legato alla gestione delle partite. Ma il mister è decisivo nella rinascita della Juventus, e per fortuna lui sa che il lavoro è solo all’inizio.

La partita inizia tra i brividi, con Sneijder  che già al 3′ gira al volo di pochissimo fuori. grande decisione Inter, ma al primo affondo di Lichtsteiner sulla destra, entra Matri da grande campione, che costringe Castellazzi alla difficilissima respinta, sul cui pallone vagante piomba Vucinic che insacca il vantaggio bianconero! nemmeno il tempo di esultare che lo stesso Vucinic restituisce il favore a Matri, lanciandolo splendidamente in area, ma il nostro attaccante mette clamorosamente fuori. Azione fotocopia subito dopo, sempre con Matri che supera Chivu e tira su Castellazzi. Che occasioni! Che Juve!

L’Inter ferita si butta in avanti ma rischia innumerevoli volte il letale contropiede orchestrato dalle nostre punte, ma appena prima della mezz’ora arriva il solito errore di Bonucci, che come contro il Catania, non protegge il primo palo sull’avanzata di Maicon, il quale trova lo spiraglio per battere a rete tra le mani di Buffon. Pareggio nerazzurro. Scatenato Maicon che nell’ennesima discesa serve un cross al bacio a Pazzini che colpisce la traversa! Inter nel suo miglior momento che sembra di poter passare in vantaggio da un momento all’altro, ma proprio sul più “bello” arriva uno strepitoso gol di Marchisio, che dal limite dell’area scambia con Matri e infila un perfetto pallone alla sinistra del portiere. Adesso è la Juve che vola sull’entusiasmo, e un grandissimo lancio di Pirlo mette ancora Marchisio davanti a Castellazzi che lo atterra nettamente, ma l’arbitro inspiegabilmente non fischia il rigore e non espelle il portiere! Finisce il primo tempo con questa oscenità arbitrale ai danni dei bianconeri.

Conte impartisce ordini precisi nell’intervallo: lasciare all’Inter il pallino del gioco e ripartire con velocità in contropiede. Grandissimo lavoro di Vucinic sulla fascia destra, che sfiora persino la rete nei primi minuti del secondo tempo. L’Inter prende campo, così Conte decide di togliere uno stanco Matri per Estigarribia, spostando Vucinic al centro. Le squadre sono molto stanche già al 75′, dopo aver speso moltissimo nei primi 45 minuti.  Il nuovo entrato fugge dalla marcatura a dieci minuti dalla fine e si presenta davanti al portiere, ma invece di passare ad un solissimo Vucinic, tira malamente fuori. un errore che può costare carissimo in questo finale. Esce il montenegrino per Del Piero. Alex si divora un’altra palla goal per la Juve, che conferma la quantità di occasioni prodotte dai nostri. Esce negli ultimi minuti Vidal per Pazienza, ma i bianconeri chiudono ogni spazio e archiviano una vittoria importantissima.

E’ già caccia ai biglietti di Inter – Juve.

ott272011

Inter – Juve, da qualche anno “la sfida” per antonomasia, quella legata agli scudetti di cartone, quella dei veleni e di tante polemiche tra Mourinho e Ranieri, quella che non si è mai fermata all’esito del campo. La buona partenza dei bianconeri, ed il carattere dimostrato in alcune partite, hanno risvegliato nei tifosi il piacere di seguire da vicino la Juve. Il nuovo stadio ha fatto da ottimo collante tra la squadra e coloro che negli altri anni sono stati ad un passo dallo scavalcare le basse recinzioni per entrare sul campo di gioco con scopi bellicosi. Il gioco di Conte entusiasma e lascia ben sperare, sempre che condizione atletica ed infortuni rimangano in percentuali consuete; stiamo gettando le fondamenta per una grande squadra ed i lavori sono più che mai in corso. La prestazione sfoderata contro il Milan dà buone prospettive per una grande partita, per questo e per gli altri motivi sopra citati, i supporters bianconeri sono già alla caccia dei biglietti per San Siro. Quello nerazzurro è un feudo che in realtà è sempre stato molto bianconero, nel senso che Milano e la Lombardia vantano moltissimi tifosi juventini; come non ricordare ad esempio la felice scelta di giocare la finale di Coppa Italia col Parma in quel di San Siro, facendo praticamente il doppio degli spettatori rispetto al Delle Alpi. Ad ogni modo si sa che quando si è “ospiti”, non si può pretendere di avere più posti disponibili dei padroni di casa, per questo si sta scatenando una vera caccia al biglietto per una delle partite più calde della stagione. Per non dover ricorrere alla pietosa consuetudine dei bagarini, o peggio ancora alle truffe online dove vengono promessi tagliandi a numero illimitato, vi consigliamo di rivolgervi per tempo a strutture che possano dare sufficienti garanzie di biglietti sicuri per Inter – Juventus, come per esempio Ticketbis.

Trofeo TIM: per la Juve una bella figura.

ago182011

Nella cornice di un San Nicola tutto esaurito, si sono affrontate come di consueto, la Juventus, l’Inter e il Milan, per il triangolare più importante dell’estate. Il bilancio è tutto sommato positivo, anche se il termometro di queste sfide non deve essere mai preso troppo sul serio. Troppe le variabili che influenzano il risultato: lo stato di preparazione, gli esperimenti tattici degli allenatori, le mini partite di soli 45 minuti… Però va detto che nella prima partita, quella che ha visto impegnati i bianconeri con i nerazzurri, la Juve ha quasi impressionato per la sua interpretazione fedele quanto “letale” (per l’Inter), del modulo insegnato da Antonio Conte.

Due tocchi e via, con la palla che viaggia veloci, con le punte a fare movimenti perfetti, ora ad inserirsi, ora ad allargarsi, con i cambi di ritmo devastanti, che mettono in ginocchio gli avversari (peraltro mal messi in campo da Gasperini). Se dovessimo quindi esprimere un giudizio sul nuovo modulo della Juve, basandoci solo su questa frazione di gioco, allora dovremmo dire che si, questa è la strada giusta; anche perchè la differenza tra l’assetto “spregiudicato” (se così vogliamo chiamarlo), e quello più prudente visto contro il Milan, è stata troppo evidente. Si, i rossoneri hanno tenuto meglio il campo, facendo una gara molto equilibrata, ma la Juventus sembrava aver perso energia, idee, aggressività, intensità, voglia di vincere. Come se nel cambio di partita, Delneri avesse avvicendato Conte sulla panchina dei bianconeri. ma come spesso capita, quando giochi meglio, non è detto che raccogli i risultati. Vittoria quindi contro il Milan (reti di Vidal e Matri), sconfitta contro l’Inter ai rigori (nei tempi regolamentari rete di Vucinic).

Qualche nota sui singoli che abbiamo potuto ammirare stasera: iniziamo col dire che Storari ha confermato di essere un grandissimo portiere, quasi un peccato tenerlo in panchina. I nuovi esterni (Liechsteiner e Ziegler) hanno confermato ottime potenzialità, insieme al ritrovato De Ceglie. Piacevole la sorpresa di Pasquato che a tratti ha giocato con il piglio e la sicurezza di un veterano. Pirlo già uomo squadra e perfettamente inserito all’interno del telaio juventino. Krasic è il solito sprecone sotto porta, dovrebbero multarlo ogni volta che non alza la testa in area di rigore. Del Piero è ancora l’anima della squadra, ma si vede che il suo serbatoio contiene sempre meno benzina. Vucinic già in goal e sempre pericoloso. Matri già in palla e scalpitante di non perdere il posto. Vidal autore di una rete e di una traversa, con soli due giorni di allenamento con i nuovi compagni.

Tutto sommato non è affatto male.

La storia del 5 maggio.

mag52011

 

 

 

 

 

 

 

 

La stagione partì il 25 agosto 2001, con favorite le milanesi, le romane e la Juventus. La rinnovata squadra di Marcello Lippi, ritornato dopo le clamorose dimissioni del 1999, era la più attesa, quella considerata da molti un gradino sopra le altre contendenti al titolo, nonostante le partenze di Zidane e Pippo Inzaghi, sopperite dai faraonici ingaggi di Gianluigi Buffon, Lilian Thuram e Pavel Nedved. La Juve partì bene, alla terza giornata erano primi a punteggio pieno, anche se ci fu un sensibile calo durante la stagione invernale; ma la protagonista del girone d’andata fu il neopromosso Chievo di Luigi Delneri, che andò in testa alla classifica il 21 ottobre e ci rimase per l’intero mese di novembre. Il girone di ritorno vide l’allontanamento dalle zone di vertice del Milan e del Chievo e l’avvicinamento prepotente della Juventus, che come abbiamo detto prima, si era nel frattempo attardata. La lotta diventò così a tre con l’inserimento dell’Inter, e della Roma, e vide le contendenti alternarsi in vetta alla classifica domenica dopo domenica. Il 24 marzo,  battendo la Roma nello scontro diretto di San Siro, i nerazzurri andarono a +3 sui giallorossi e +4 sulla Juve. La domenica successiva, il distacco sui bianconeri arrivò a sei punti, quasi si potesse pensare che i giochi ormai erano fatti. Ma un’inopinata sconfitta casalinga dell’Inter contro l’Atalanta alla trentesima giornata riaprì a sorpresa tutti i giochi. Le tre squadre arrivarono all’ultima gara, il 5 maggio, in questa delicata situazione di classifica: Inter 69, Juventus 68, Roma 67.

La Juventus andò subito in goal con David Trezeguet e il capitano Alessandro Del Piero, mettendo subito in cassaforte il risultato della partita di Udine. Ma quando l’Inter andò in vantaggio per la seconda volta nel primo tempo – dopo una rete laziale – tutta Italia credette di assistere ad un copione scontato. Invece accadde l’impossibile: dapprima arrivò la seconda rimonta laziale, poi addirittura nella ripresa i nerazzurri crollarono sotto i colpi dei biancocelesti e la gara finì 4-2. A Udine scoppiò così la grande festa per il 26º scudetto bianconero, uno dei più sofferti e inattesi. Con la vittoria della Roma, l’Inter finì terza, lasciando l’ambiente nerazzurro tra le lacrime. Evviva.

Le pagelle di Juventus – Inter.

feb142011

Buffon 7: monumentale in un paio di occasioni, salva letteralmente il risultato e mette un grande contributo alla vittoria bianconera. Sempre attento e vigile.
Chiellini 7: fa un po’ di tutto sia in fase difensiva, che in fase offensiva. La lunga assenza da questo ruolo non sembra averne pregiudicato l’attitudine. Molto meglio a sinistra rispetto alle ultime apparizioni come centrale.
Bonucci 6,5: sempre più leader della difesa, blocca molti attacchi interisti e riesce a mettere sempre una pezza in caso di difficoltà. Ottimo affiatamento con Barzagli.
Barzagli 6,5: mette la sua esperienza ancora una volta al servizio della squadra, con interventi puliti e precisi, che bagnano le polveri avversarie. Che si sia ritagliato il posto da titolare?
Sorensen 6: prova di maturità per il giovane danese, che blocca le avanzate di Maicon e fronteggia con grande grinta Eto’o. Ottimo l’assist per la rete di Matri. Meriterebbe un bel 7 se non fosse per le occasioni di Eto’o al 90′ che rischiano di compromettere la partita. 
Marchisio 6: come al solito compie il lavoro sporco, proponendo molti palloni per i compagni e cercando di dare profondità alla manovra con buoni risultati. Per lui l’Inter è sempre motivo di esaltazione.
Pepe n.g.: entra nel periodo di maggiore sofferenza della squadra, ma ci mette comunque del suo per contribuire alla vittoria.
Aquilani 6: regge bene il confronto col forte centrocampo dell’Inter, ingabbiandolo con classe e disciplina tecnico-tattica.
Felipe Melo 6: lotta come un gladiatore e recupera molti palloni, correndo per tutto il tempo. Lascia il campo a corto di energie.
Sissoko n.g.: mantiene solidità e freschezza nel centrocampo, durante l’assedio finale degli avversari.
Krasic 6,5: ottimi spunti e grandi giocate sulla fascia, infatti sulla velocità salta quasi sempre il suo diretto avversario, ma poi i cross sono poco precisi.
Matri 7: un gran gol che regala tre punti fondamentali e molte buone occasioni fallite, un po’ per sfortuna, un po’ per disattenzione. Gli va comunque riconosciuto il merito di aver timbrato una prestazione egregia.
Toni 6,5: fa molto movimento e porta via numerosi avversari favorendo di conseguenza gli inserimenti dei centrocampisti e dando grande spazio e Matri per colpire. Una egregia prova al servizio della squadra.
Iaquinta n.g.: entra in campo nervoso, ma con la consueta voglia di fare, anche se conclude ben poco.

Juventus – Inter 1-0. Ancora Matri!

feb142011

 

 

 

 

 

 

 

Forse aveva ragione Delneri: con una (o due) punte di ruolo in avanti sarebbe stata tutta un’altra Juve. Tutti lo hanno sbeffeggiato, dicendo che era il solito modo di nascondere dietro un dito  gli enormi problemi della squadra. Non è che le punte risolvono i problemi dei terzini o dell’organizzazione di gioco, ma in due partite si è visto quanto sia importante un attaccante che segna e che sappia difendere la palla, che ora quando viene buttata in avanti, ci rimane. E cosa dire del nuovo assetto della retroguardia? Ho sempre pensato (e come me penso moltissimi di voi), che Chiellini a sinistra fosse sprecato, ma quando hai un Barzagli da nazionale, allora è anche un peccato tenere in panchina lui. Con Chiello a sinistra si rivede un terzino di spinta come Dio comanda: uno che combatte, corre, crossa, ha il senso della posizione, e sopratututto non si fa mai prendere alle spalle. La Juve però ha fatto un altro grande cambiamento, che è la compattezza. Una squadra slegata tra i reparti non può nè produrre un buon gioco, nè opporsi in modo efficace all’avversario. E la compattezza deve sempre essere anche caratteriale, nello spirito combattivo che stasera è stata l’anima della vittoria, ma che troppo spesso è stato assente nel corso del campionato.

Un minuto e quarantadue secondi per vedere Pazzini e Kharja che duettano al limite dell’area, mettendo in condizioni l’ex doriano di calciare a rete, ben contratto da Bonucci in recupero. La Juve la mette sul pressing e sull’intensità, l’Inter è invece più fluida e più geometrica nella manovra. Grande il contropiede al 10′ orchestrato da Marchisio che vede Matri anticipato di un soffio da Cordoba. I nerazzurri in affanno più di una volta in fase difensiva, maggiormente di quanto lo possano essere i bianconeri, che soffrono solo le iniziative di Eto’o che parte da sinistra per spaziare su tutto l’arco del fronte offensivo. La compattezza dell’undici di Delneri “spiazza” la squadra di Leonardo che non riesce a trovare il filo del gioco, rischiando più volte sulle ripartenze. Proprio da una veloce azione di Krasic sulla destra, parte l’azione del vantaggio bianconero: palla all’indietro per l’accorrente Sorensen che fa bene a seguire l’azione del compagno e a mettere un pallone teso nel mezzo dell’area, dove si trova Matri tutto solo che di testa non perdona: uno a zero!

Leonardo vuole più velocità col pallone, e il risultato subito una percussione di Cambiasso che cerca una conclusione al volo che finisce di molto alta. Strana la scelta di puntare pochissimo sulla profondità di Eto’o che si muove sempre in orizzontale,senza tentare mai l’affondo sul diretto avversario Sorensen. Poche occasioni nel primo tempo, e le squadre vanno a riposo con il vantaggio juventino. Tre minuti del secondo tempo e l’Inter fa vedere che non ci sta: gran colpo di testa di Pazzini e respinta di Buffon che si trova il pallone tra le braccia. Ma ancora di più è pericoloso Matri che incorna ancora da solo in area, mandando la palla clamorosamente a lato. Lo stesso attaccante viene servito ancora da solo in area, ma il suo controllo non è perfetto, permettendo il recupero di Maicon. Assedio bianconero che produce la terza palla gol in due minuti, stavolta con Chiellini che colpisce di testa a lato. Grande pressione dei bianconeri che potevano chiudere la partita comodamente.

Mossa a sorpresa di Delneri, che sostituisce Toni (buona la sua prova, sopratutto sotto il profilo aereo) per Iaquinta. Tutto invariato dal punto di vista tattico, fino a pochi minuti più tardi quando entra Pepe per Marchisio, proprio per cercare di colpire l’Inter mentre cercherà di attaccare con tutto l’organico. Dentro anche Sissoko per Felipe Melo, in debito di ossigeno in mezzo al campo. Problema in casa Juve, con Matri che lamenta un serio problema al costato che gli impedisce di respirare; finirà l’ultimo quarto d’ora al passo, costringendo di fatto I bianconeri in dieci uomini. Invenzione di Snejider per eto’o che si presenta davanti alla porta, ma a difendere inostri pali c’è un attentissimo Gigi Buffon che si oppone alla conclusione del camerunense. Pressione disperata ma confusa dei nerazzurri, che non rischiano più di tanto sulla tattica di Delneri, dal momento che l’unica occasione arriva ad un paio di minuti dalla fine, sempre con Matri che da fermo gira benissimo sul primo palo al volo, ma il pallone esce di poco a lato.

Finale pazzesco, con Sorensen che perde due volte Eto’o, e l’interista che prima a porta vuota manda sulla traversa, poi davanti a Buffon cicca letteralmente il tiro, mancando la sfera. Olimpico ammutolito negli ultimi minuti, ma poi è solo tripudio bianconero.

Preparita Juventus – Inter. Formazioni e curiosità.

feb132011

L’attesa è finita, il momento è arrivato. La partita più sentita dal popolo bianconero è ormai vicina. Sta per arrivare Juve – Inter. Dopo Calciopoli (non che prima le due squadre si trattassero come fratelli e sorelle, comunque) si è accesa una rivalità tra queste due squadre che va oltre tutto, ed ecco perché partite come queste sono discorsi a sé, estranee al campionato e a tutto il resto, senza possibilità di pronostico. Juve-Inter è come un derby, e come nei derby la classifica non conta mai, così come la situazione e a condizione che sta vivendo ciascuna squadra. Tutto si azzera, tutto può succedere. Una vittoria può esaltarti e sbloccarti, una sconfitta umiliarti, deprimerti e gettarti nell’abisso, ecco perché questa sfida non è come tutte le altre.

E nell’analizzare Juve-Inter, è inevitabile riportartarsi sempre al prima e al dopo Calciopoli, una montatura destinata a durare in eterno. Troppo la voglia di dimostrare sul campo che tutto quello che si è detto a parole, tutte le interviste, i processi, le intercettazioni e le sentenze, non valgono nulla, e sono smentite dai fatti, dai risultati, dai gol. Anche se dei protagonisti di quegli anni ne sono rimasti ben pochi sulla sponda di Torino.

Per questa sfida Delneri recupererà Iaquinta, ma solo per la panchina. Si dovrebbe affidare alla stessa difesa che ha giocato a Cagliari (con le conferme, quindi, di Barzagli e di Chiellini come terzino sinistro), con l’unico dubbio su chi schierare a destra, se il più esperto Grygera o il giovane Sorensen. A centrocampo si spera in un recupero in extremis di Marchisio, che appare quasi impossibile. La sua assenza comporta un inevitabile ritorno al 4-4-2, con Martinez che sarà impiegato esterno sinistro, e Krasic invece dalla parte opposta, sostenuti dal duo Aquilani-Melo. In attacco, invece, il mister pare orientato a schierare una coppia di peso, Matri-Toni (entrambi a segno contro il Cagliari), con quest’ultimo che farà probabilmente staffetta con Del Piero.

Anche l’Inter, a differenza delle scorse stagioni, vive una situazione di emergenza per quanto riguarda gli infortunati, anche se questa resta sempre una delle corazzate del campionato. Saranno pesanti le assenze in difesa di Lucio, Samuel e Chivu, così giocheranno Maicon, Ranocchia, Cordoba e Zanetti spostato terzino. A centrocampo (dove si farà sentire comunque l’assenza di Stankovic), pertanto, giostrerà Kharja, nel ruolo di interno destro, mentre T. Motta sarà il regista e Cambiasso l’incursore mancino. In compenso, però, i nerazzurri possono contare su uno Snejider recuperato e già in grande forma, che agirà alle spalle delle due punte Eto’o-Pazzini (uno degli attacchi più forti della Serie A, ma anche una coppia obbligata, visto il nuovo stiramento di Milito).

Alcune considerazioni tattiche sono necessarie. Fondamentale sarà la partita di Chiellini, chiamato ad una prestazione alla “Cabrini”: bloccare Maicon che agirà sulla sua stessa fascia, e allo stesso tempo cercare di costringere quest’ultimo alla difensiva, aiutando Martinez in fase di spinta. Neutralizzare il brasiliano significherebbe togliere l’arma più tagliente a Leonardo. A Barzagli, invece, il duro compito di tamponare Eto’o, anche se il camerunense ama spaziare su tutto il fronte d’attacco, partendo anche dalle retrovie. L’inserimento dei centrocampisti è un’arm in più per Leonardo, che però deve fare i conti con un assetto non più granitico come ai tempi di Mourinho. Ecco perché dovremo cercare di ottenere la superiorità numerica sulle fasce attraverso cambi di gioco, e fare affidamento sulla fisicità di Toni e Matri, che potrebbe mettere in difficoltà Cordoba e Ranocchia.

Tuttavia, Juve-Inter è spesso una partita che va oltre gli schemi tattici, che spesso dà la vittoria a chi dimostra più voglia, grinta, carattere e determinazione. A chi gioca da Juve, insomma.