Le amichevoli estive della Juventus.

Lug102010

 

 

 

 

 

 

 

 

La nuova stagione è iniziata col ritiro anticipato, che come tutti ormai sapete si è reso necessario a causa dell’imminente impegno per i preliminari di Europa League. Dal 3 luglio la Juve è a Pinzolo (seppur a ranghi ridotti) per iniziare la nuova cura Del Neri. Presentate le nuove maglie, che quasi ogni anno deludono le aspettative (almeno per quel che mi riguarda), eccoci già a pensare alle prime amichevoli estive, in attesa del grande botto (Dzeko) che darebbe una sferzata positiva al lavoro finora svolta da Marotta, e un ventata di abbonamenti che non fanno mai male alle casse della Signora.

Ma per vedere davvero all’opera la prima versione della Juventus 2010-11 bisogna aspettare davvero poco: domenica, infatti, alle 16.30 ci sarà l’esordio contro l’Università di Cracovia, a Pinzolo. E’ un’occasione importante per testimoniare la condizione dei giocatori chiave (esclusi i nazionali), apparsi appesantiti nei primi allenamenti, nonchè cercare di intravedere il nuovo modulo ed i primi esperimenti del mister Del Neri, che, ricordiamoci, deve testare numerose pedine nuove nello scacchiere bianconero: Bonucci, Motta, Martinez, Pepe, Lanzafame, e Storari. Il risultato però, non conterà nulla. E non conterà neppure nella partita del 15 luglio, a Rovereto (ore 17), contro l’Al Nassr, in un match scaturito dall’incontro tra soldi, pallone e petrolio, che ha portato Fabio Cannavaro a giocare nella squadra di Dubai.

Il primo vero test sarà però tre giorni dopo a Lubecca contro l’Amburgo, a cui farà seguito la sfida con il Lione del 24 luglio a Cosenza. Partite che apriranno il succulento programma di agosto con i consueti appuntamenti del Trofeo Tim a Bari (13 agosto) e del Trofeo Berlusconi il 22/08.

Buon calcio d’estate.

Processo di Napoli: Moggi vince a mani basse il primo round!

Apr132010

 

 

 

 

 

 

 

E’ stato fin troppo facile per i legali di Lucky Luciano irridere il tenente colonnello Auricchio e l’impianto accusatorio che vedeva il nostro ex d.g. imputato di associazione a delinquere. Non ci si è dovuti spingere troppo nella dialettica, è bastato far parlare le intercettazioni sbobinate dalla difesa, che si è fatta carico di una mole di lavoro abnorme, che sarebbe dovuta essere svolta dagli inquirenti stessi (e questo è un altro aspetto scandaloso di tutta la vicenda).

Succulenti alcuni passaggi che riportiamo di seguito.

Innanzi tutto il giudice Teresa Casoria smentisce subito la non rilevanza del materiale presentato (come ha sostenuto fino ad oggi la parte nerazzurra), rivolgendosi al PM Narducci dicendo che al contrario, “sembrano rilevanti“.

Poi si passa a sentire Auricchio, che confessa candidamente che non solo Facchetti telefonava ai designatori, ma che si sono sicuramente incontrati a Collesalvetti, “non di certo per prendere un the”! L’interrogatorio prosegue sottoponendo al tenente colonnello una intercettazione dove Facchetti e Bergamo parlano di griglie e l’ex presidente nerazzurro chiede espressamente di inserire Collina. A questo punto i legali di Moggi chiedono per quale motivo non fosse stata presa in considerazione questa telefonata, e l’ufficiale si difende dicendo che era stata trascritta ma giudicata “non così rilevante”, scatenando l’ilarità di molti presenti! Addirittura l’avvocato Trofino si lascia andare ad una battuta constatando che invece erano state ritenute rilevanti le conversazioni della moglie di Bergamo che disquisiva sui menu delle cene con le signore ospiti. Un grande.

Altra tesi dell’accusa smontata: Moggi non sapeva prima di altri le terne ed i sorteggi di arbitri e assistenti, anzi, è stato provato che in alcuni casi ne veniva a conoscenza addirittura un giorno dopo Inter e Milan (tabulati telefonici alla mano).

Per finire, la presunta combine arbitrale a favore dei bianconeri nella partita scudetto Milan - Juve. A parte che non ci furono episodi pro Juventus in quell’incontro, e poi lo stesso Auricchio non ha potuto far altro che confermare che tutti i membri della terna arbitrale non possono essere considerati amici della Juve in quanto mai si è manifestata una certa tendenza di parte bianconera. Così come De Santis, uno dei grandi accusati di affiliazione alla cupola (…), a cui non sono imputabili nè telefonate, nè decisioni arbitrali favorevoli. Sulla dimostrazione contraria di questo ultimo punto, il militare risponde con un eloquentissimo “Ehm……..”.

Juventus - Inter 2-1. Gol e “botte”, questa è Juve!

Dic62009

 

 

 

 

 

 

Quando una squadra lotta, senza limitarsi a giocare, allora sai che è una grande squadra. A Torino è successo di tutto, e in settimana ci saranno molte polemiche, anche per i referti che giungeranno al giudice sportivo. Molte più emozioni legate agli episodi “agonistici” piuttosto che ai temi tattici o alle occasioni da gol. Il grosso del “merito” va a Balotelli e al suo ingresso in campo nel secondo tempo, che con le sue continue simulazioni ha veramente innervosito l’incontro, portandolo sul binario dello scontro continuo e dei nervi a fior di pelle. E’ questo che rende veramente insopportabile l’interista, e cioè il fatto di giocare più sulla “furbizia” che sulle qualità che sicuramente possiede. Quindi, per una volta siamo d’accordissimo con tutti i fischi che l’Olimpico gli ha tributato. Ma il nostro titolo “gol e botte“, non vuole tributare un omaggio a chi mette in campo la voglia di far male all’avversario, ma il coraggio nel non togliere mai il piede, nel “tenere botta” con qualsiasi avversario, nel rispondere colpo su colpo, nel segnare la linea della nostra difesa come un limite invalicabile da difendere. Nel non aver paura di nulla, Inter compresa.

La Juve voleva vincere, e questo lo si è visto, e per una volta ci hanno veramente convinto. Concentrazione e grinta; le qualità che avrebbe dovuto sempre mettere in campo si sono concretizzate dal 1′ minuti di questa Juventus - Inter, fino al 94′ quando le trentotto punte di Mourinho si sono dovute arrendere al fischio finale dell’arbitro. Partita viva ma non così accesa, fino al gol juventino, una conclusione sporca di Felipe Melo che riesce a battere Julio Cesar in mischia, gonfiando la rete: Uno a zero!

Il vantaggio bianconero scatena la bagarre: epulsione di Mourinho (subito dopo il gol di Melo), semi-rissa tra Caceres e Muntari, e l’ammonizione dello stesso Felipe Melo, molto nervoso su Stankovic. Ma l’Inter non è squadra che subisce senza battere ciglio, e bastano pochi minuti per raggiungere il pari con un colpo di testa di Eto’o sul quale Buffon non può nulla. Grandissimo (e gravissimo) buco della nostra difesa, che si dimentica di curare nientemeno che la punta di diamante nerazzurra, liberissima di insaccare da due passi. Uno a uno e tutto da ricominciare, anche se la partita è ancora lunghissima.

L’inizio di Del Piero è buono, perchè per mettere in difficoltà l’Inter è necessario avere un giocatore capace di saltare l’uomo e creare superiorità, a centrocampo come in attacco. Alex nelle ripartenze è unico, e procura l’ammonizione di Samuel che lo stende proprio sul nascere di un interessante contropiede. La partita infatti è più bella per l’agonismo che per le occasioni create dalle squadre. I nerazzurri infatti non devono vincere per forza (anche se il Milan sta crescendo molto, anche in classifica), e giocano quindi in tranquillità cercando di sfruttare le occasioni che la Juve, per sua natura o per necessità di vincere, concederà senza ombra di dubbio (e il gol del pareggio nerazzurro ne è la conferma).

Anche Amauri gioca una partita molto generosa, spesso lottando tra due difensori, ma Ferrara mischia un po’ le carte alla fine del primo tempo facendo scaldare Trezeguet negli ultimi minuti della prima frazione. Benino quindi le punte, ma ancora meglio il centrocampo, con Sissoko e Marchisio protagonisti di un’ottima gara. E’ proprio il giovane juventino a far esplodere di gioia i tifosi bianconeri, riprendendo una respinta di J. Cesar su tiro di Sissoko, dribblando il suo diretto avversario saltando con un pallonetto anche il portiere interista. Straordinario gol del sempre più straordinario ed indispensabile centrocampista, anche se la partita rimane apertissima proprio perchè appena prima del gol di Marchisio la Juve aveva rischiato molto con un tiro di Stankovic parato da Buffon. 

Mourinho non ci pensa due volte ed inserisce subito Balotelli per Muntari, prova del fatto che pur non dovendo vincere a tutti i costi, non si rassegna alla sconfitta. Trezeguet invece rimane in panchina proprio in virtù del gol juventino, che in questo caso non facilita il suo ingresso. Giusto a questo punto il cambio di Ferrara che toglie un bravo (ma stanco) Del Piero per mettere Mauro Camoranesi, capace di tenere palla, suggerire, contrastare e fare da “vice Diego” quando questi si porta in posizione di seconda punta.

Le squadre alla mezzora iniziano ad accusare la stanchezza e qualche fallo di frustrazione spezza il gioco che non corre più così fluido. In particolare un intervento scellerato del pur ottimo Caceres, rischia di causare un calcio di rigore a nostro danno, mentre Amauri prende un giallo a centrocampo nel fallo più inutile che potesse fare. Esce Marchisio che non ha ancora i 90 minuti nelle gambe, ed entra Christian Poulsen al suo posto.

A 5 minuti dal termine succede il finimondo: Balotelli scalcia Felipe Melo da dietro, che reagisce con una gomitata senza peraltro raggiungere l’interista, che simula l’intervento di Melo che viene espulso; nella confusione, testata di Chivu su Sissoko che finisce a terra (senza che l’arbitro prenda decisione in merito), e poi ancora rissa tra Buffon e Thiago Motta colpevole di aver insultato il portiere bianconero.

Mourinho esaurisce le sostituzioni portando tutti gli effettivi in attacco, mentre Ferrara cambia l’inesistente Diego per Grygera. Giallo per Caceres che perde tempo nella rimessa laterale, ma ormai la partita è finita.

VINCE LA JUVE IL DERBY D’ITALIA! Che soddisfazione dirlo…

Nuovo sondaggio: è giusto criticare Ferrara?

Nov272009

Le critiche a Ferrara non sono roba di questi giorni. Ciro è stato messo in dicussione dopo ogni prestazione opaca della squadra, anche perchè si considerava che questa campagna acquisti poteva aver colmato di molto il divario con l’Inter, sopratutto dopo la cessione di Ibrahimovic al Barcellona, che sembrava aver avvicinato i nerazzurri ai bianconeri rispetto al contrario. Invece le cose non vanno come i tifosi juventini si aspettavano. Logico che anche Ferrara abbia le sue colpe, ma a parer mio si sta creando un clima forse troppo accusatorio nei confronti del mister, che rischia di pagare per tutti gli insuccessi della squadra.

Abbiamo visto che in rete cominciano a circolare i primi gruppi anti-Ferrara, o le prime petizioni per cambiare l’allenatore. Io sposterei anche il mirino sugli uomini che dovevano trascinare questa squadra, che non hanno avuto assolutamente un rendimento sufficiente in questa stagione, e che giustamente il giornale Tuttosport stamattina mette sotto accusa: Felipe Melo, Diego e Amauri. Il quotidiano torinese intitola “Non meritate questa Juve”, e per ciò che hanno mostrato da inizio stagione si può anche condividere. Ma a voler ben vedere quanti altri giocatori si potrebbero aggiungere… Perciò una delle verità innegabili è che le colpe devono essere divise, perchè come riportato nel commento alla partita di Champions col Bayern, è vero che sono i giocatori a scendere in campo, ma la mentalità vincente deve essere trasmessa dall’allenatore.

Vi proponiamo quindi un nuovo sondaggio per capire voi da che parte state, e di seguito una piccola riflessione che può sintetizzare meglio ciò che può essere un’accusa o una discolpa per Ciro, e ovviamente vi invitiamo a votare per il sondaggio riportato nella colonna alla vostra destra. 

CONTRO FERRARA

  • Poca esperienza come allenatore e nella gestione dello spogliatoio
  • Modulo di gioco ancora non definitivo
  • Squadra troppo rinunciataria e senza personalità
  • Troppi punti persi in Campionato e Champions

A DISCOLPA DI FERRARA

  • Troppi infortuni
  • Basso rendimento di molti giocatori
  • Campagna acquisti lacunosa
  • Molti “big” in fase calante 

La Juventus ai Mondiali.

Ott152009

L’Ital-juve stacca il visto per i mondiali sudafricani del 2010. A Dublino in un clima freddo e ostile la nazionale di Lippi pareggia in extremis contro l’Irlanda. L’ex tecnico bianconero schiera ben sei juventini nella formazione titolare: Buffon, Chiellini, Legrottaglie, Grosso, Camoranesi e Iaquinta. L’infortunio di Marchisio e la squalifica di Cannavaro, impediscono alla Juve di vantare il settebello, ma se contiamo gli anni di militanza nelle file bianconere e se non ci fosse stato il terremoto di Moggiopoli, probabilmente Zambrotta avrebbe completato la difesa juventina per intero. Buffon non sta attraversando un periodo esaltante in quanto il dolore al menisco si fa sentire, ma la sua prestazione con l’Irlanda risulta molto positiva e sui due gol è completamente incolpevole. I due difensori centrali combattono come leoni e fermano numerose iniziative avversarie, in quanto devono combattere anche contro i continui incitamenti del pubblico che moltiplicano le forze degli uomini di Trapattoni (altro personaggio fondamentale della storia juventina).

La nazionale si rivela come sempre un toccasana per l’appannato Grosso, visto nelle ultime uscite bianconere. Ottima spinta e ottima copertura oltre a un sinistro al volo che fa venire i brividi al pubblico di Dublino e fa imprecare i tifosi bianconeri che si chiedono perché il terzino non sia altrettanto straripante in bianconero, tuttavia i segnali sono molto positivi in quanto se Fabio inizierà a giocare così anche nella Juventus, avrà pochi rivali sulla fascia sinistra. Camoranesi s’è confermato ad alti livelli smistando palloni preziosi e aiutando Pirlo a costruire gioco. Merito suo, il gol del momentaneo 1-1, che realizza con un colpo di testa dal tempismo perfetto, che lascia di sasso i difensori irlandesi. Il centrocampista bianconero non è nuovo a questo genere di giocate, tuttavia ultimamente non è stato molto fortunato con la maglia bianconera, ma ancora una volta ha dimostrato la sua importanza nella costruzione del gioco sia degli azzurri che della squadra di Ferrara. Un’altra prestazione ad alti livelli è stata fornita da Iaquinta che offre il suo consueto sacrificio all’attacco della nazionale, col suo modo di giocare camaleontico che riesce ad adattarsi a qualsiasi partner offensivo e a qualsiasi modulo di gioco, senza risentire nella prestazione complessiva. Suo l’assist per il gol-qualificazione di Gilardino.

Di sicuro non è merito esclusivo dei giocatori juventini il lasciapassare per difendere il titolo mondiale, ma mi sento di poter dire che un ampio contributo è stato da loro fornito e che la squadra bianconera permette di costruire l’intelaiatura della spedizione che Lippi dovrà allestire in vista della competizione che prenderà il via l’11 giugno prossimo. Forse sono solo coincidenze, ma nell’ininfluente impegno contro Cipro, gli azzurri che presentano in campo i soli juventini Cannavaro, al rientro dalla squalifica, e il cervello Camoranesi, soffrono per ben 75 minuti contro i volenterosi ciprioti che si ritrovano incredibilmente in vantaggio di due gol, per fortuna nel finale gli azzurri si rendono conto di essere campioni del mondo e rimontano grazie a una tripletta di Gilardino che evita alla squadra di Lippi una figuraccia e un mare di critiche. La sosta per la nazionale è da considerarsi positiva per i giocatori juventini che sono apparsi in ottima forma e desiderosi di riscattarsi dopo le ultime opache prestazioni. La qualificazione anticipata ha permesso a molti effettivi di osservare un turno di riposo contro Cipro, per ricaricare le pile in vista del difficile impegno di sabato contro la Fiorentina del galvanizzato Gilardino.

Il “Marcello nazionale” appare avere già ben chiara la rosa da convocare per la spedizione sudafricana che si preannuncia ricca di juventini. Speriamo che il fatto che il ct, con ogni probabilità, farà parte dell’apparato dirigente della Juventus non dia adito a critiche da parte dei giornalisti che anziché mettere pepe al pre-mondiale, avranno come risultato l’aumento del nervosismo dei giocatori e del commissario tecnico. Comunque sia Buffon avrà il posto in porta sicuro, sperando che l’infortunio al menisco non sia più grave del previsto, anche se sono convinto che il nostro portierone non vorrà mancare un appuntamento così importante che potrebbe consistere in uno storico bis e in una delle ultime occasioni di ribalta internazionale. La difesa bianconera probabilmente vestirà per intero le magliette azzurre, in quanto sicuri titolari saranno Chiellini e Cannavaro, mentre Legrottaglie sarà pronto a subentrare così come lo è nella Juve, nonostante i moniti di Mourinho che gli consiglia di stare attento a non farsi soffiare il posto, ma se fossi nello specialone mi preoccuperei più di Santon che ha il posto bloccato da Grosso che ricoprirà il ruolo di terzino sinistro, per cercare di ripetere le epiche gesta di Germania 2006.

Oltre al già citato ex Zambrotta, un altro juventino potrebbe aggregarsi al gruppo di difensori, si tratta di De Ceglie che potrebbe ritagliarsi il suo spazio sia nella Juve che in azzurro. Oltre alla corazza difensiva la Juventus mette anche le ali alla nazionale, con Camoranesi e Marchisio che avranno il compito di accelerare la manovra e capitalizzare i palloni che Pirlo fornirà loro. La finalizzazione della manovra potrebbe essere affidata al tandem Iaquinta-Amauri, che Lippi ha dichiarato di voler accogliere a braccia aperte, confermando la juventinità di questa nazionale. La concorrenza in attacco sarà comunque spietata, e l’unico che sembra avere il posto sicuro è Iaquinta, dato il suo continuo rendimento di alto livello. Sembra assurdo definirlo outsider, ma questo è il ruolo che sta rivestendo al momento capitan Del Piero, in quanto la sua stagione è iniziata davvero male e se il suo fisico non lo aiuterà rischierà di vedere i mondiali davanti a un televisore.

Eguagliare i nove effettivi su undici del mondiale argentino del 1978 non sarà facile, ma le premesse ci sono tutte. Se la squadra di Ferrara fornirà tanti giocatori alla nazionale italiana, lo stesso non si può dire per le nazionali straniere, infatti appaiono lontani i tempi di Francia ’98 in cui lo juventino Zidane e il futuro bianconero Trezeguet portavano la Francia sul tetto del mondo battendo la Croazia di Igor Tudor e l’Olanda di Edgar Davids. Il solo sicuro del posto al mondiale è incredibilmente Poulsen che sfodera delle prove egregie con la nazionale, che in bianconero non si vedono neanche col binocolo. Dovranno faticare ancora il Portogallo dell’infortunato Tiago, la Francia di Zebina e la Repubblica Ceca di Grygera che dovranno affrontare gli spareggi di novembre, magari proprio l’uno contro l’altro. Di sicuro Sissoko vedrà i mondiali dal teleschermo come rischiano di fare Felipe Melo, ma ancor più Diego, massacrati dalla concorrenza della nazionale verdeoro.

I giochi ormai sono fatti; il particolarissimo mondiale juventino sta prendendo forma.

Le formazioni di Chelsea - Juventus.

Feb252009

 

 

 

 

 

 

 

Pre-tattica di Ranieri su un paio di tasselli bianconeri. Il ballottaggio riguarda l’esterno destro di difesa (forse Mellberg al posto di Grygera) e la spalla di Sissoko (Tiago o Marchisio?).Sembra comunque che il tecnico preferirà andare sul sicuro, mettendo coloro che a priori possano dare più garanzie, senza dovergli far sprecare dei cambi per scelte sbagliata.

Grygera quindi dovrebbe posizionarsi alla destra di Buffon, con Legrottaglie - Chiellini centrali e Molinaro sulla sinistra. A destra Camoranesi proverà ad essere più brillante di sabato, mentre Sissoko e Tiago cercheranno di dare classe e potenza in mezzo al campo, appoggiando le sgroppate di Nedved sulla sinistra. In avanti Amauri preferito a Trezeguet, con Del Piero al ritorno dopo un turno di riposo.

Che la forza sia con noi!

Alessio Secco confermato direttore sportivo.

Feb132009

C’era una volta Luciano Moggi, la sua abilità nel mercato, il suo fiuto, la sua competenza, la sua esperienza, la sua lungimiranza, la sua disciplina, la sua managerialità…… Uno che ha ereditato “le chiavi” del sapere nientemeno che da Italo Allodi. E come quando se ne vanno i “mostri sacri”, c’è sempre un successore che ne subisce l’inevitabile paragone, così come Zola ha subito l’ombra di Maradona, o il povero Magrin quella di Platini… ma qui si cade nel ridicolo.

Potremmo cadere anche noi nel ridicolo se volessimo paragonare Alessio Secco a Luciano Moggi. Non se la prenda il buon Alessio se non ce la sentiamo di sostenere il confronto, non fosse altro per tutto quanto ha dimostrato e vinto Big Luciano in questi anni. E quindi pensiamo che l’operato di Secco vada valutato per quello che ha fatto, e non per quello che ha fatto in rapporto al suo predecessore, perchè come già detto non ci sarebbe storia. Analizzando la storia del nostro direttore sportivo, mi sono chiesto: è Secco che ha ereditato la Juventus (con tutta la sua drammatica situazione e le sue difficoltà), o è la Juventus che ha ereditato Secco (trovandosi di colpo a corto di dirigenti)?

Sicuramente entrambe le cose. Diciamo che Secco si è trovato al posto giusto al momento giusto, e forse nelle aspettative del CDA della Juve c’era la convinzione che il seppur giovane dirigente avesse imparato sufficientemente il mestiere dal suo predecessore. Ma così non è stato, e i tifosi ne sono ben consci. Penso che la Juve stia facendo crescere Secco investendo su di lui e rischiando quanto si può investire e rischiare in un giovane della primavera a cui viene dato il posto di titolare in prima squadra.

Il rinnovo del contratto fino al 2011 ha quindi il sapore di una promozione “a tempo”, visto che si tratta di soli 2 anni. Se in questo lasso di tempo venissero disattese le aspettative, certamente la Juventus vaglierà altre strade. Tra le tante ci sarebbe quella di Pierpaolo Marino, l’ex di Udinese e attualmente in forza al Napoli, il formoidabile ”talent-scout“ che ha veramente cambiato le sorti delle squadre dove ha lavorato. La soluzione sarebbe ideale per la politica giovane impostata da Blanc e Secco, che trova anche in Ranieri il pieno appoggio (talvolta solo a parole).

Coraggio Alessio, l’orologio corre veloce e due anni passano in fretta……

Juventus - Palermo 1-2. E’ l’ora dei fischi.

Ott52008

AAA cercasi Juve disperatamente. Oramai nessuno può più dire che la Juventus non sia in piena crisi. Tutti i giocatori appaiono fuori forma (anche se la preparazione atletica anticipata non giustifica una caduta così immediata), il gioco è sempre più prevedibile (nonostante l’innesto di Giovinco), e l’attacco “atomico” segna sempre di meno (pur essendo forse il reparto dove l’impegno non è mai mancato). E allora se alle principali motivazioni si contrappongono altrettanto valide scusanti, in cosa peccano i bianconeri per originare una crisi così profonda? Tre pareggi ed una sconfitta nelle ultime quattro partite di campionato, sono un bottino magro anche per una squadra di metà classifica.

In settimana c’è stato il tanto chiaccherato “processo a Ranieri”. C’è chi lo difende, ma anche chi lo vorrebbe già esonerare. Il presidente Cobolli Gigli, parlandone anche oggi dopo la sconfitta, ha ribadito totale fiducia e sintonia col tecnico, ma questo può anche essere un giudizio “di facciata”. Quello che potrebbe sconfessare il presidente, o meglio, farlo ricredere, sarebbero i malumori sempre più insistenti all’interno dello spogliatoio. Le voci di questi “musi lunghi” si sono palesate già da qualche settimana, nella persona del nostro capitano, che ancora oggi si è esibito in una strana esultanza dopo il gol segnato su punizione. Nessun abbraccio e nessun gesto solidale al mister (per sottolineare l’unione e la solidarietà verso il tecnico), ma tanta rabbia e molta voglia di tirare dritto per la sua strada. Colpisce un atteggiamento del genere verso un allenatore che comunque ti ha sempre considerato fondamentale e ti ha sempre fatto giocare.

Sarà forse per i rapporti interpersonali con i giocatori? Lo escluderei, dato che De Piero ha sopportato ben altri sassolini nelle scarpe, vero Capello? Potrebbe essere per la squadra che mette in campo, ma anche qui non sembra che Ranieri abbia stravolto le formazioni e anzi, abbia sempre cercato di fare la formazione migliore con gli uomini a disposizione. Si potrebbe quindi ipotizzare ciò che andiamo dicendo da diverse settimane, e ciò che il tecnico sia troppo lento nel cambiare in corsa la Juve, nell’analizzare i problemi e nel correggerli immediatamente, così come anche noi di “Juventus Supporters” lo abbiamo criticato spesso per le sostituzioni troppo ritardate, o addirittura totalmente sbagliate (a nostro personalissimo modo di vedere). Forse è questo il punto debole di questo allenatore?

Come dice Marcello Chirico, giornalista e tifosissimo della Juve, Ranieri in fin dei conti non solo non ha mai vinto nulla, ma non ha mai dimostrato doti particolari di “condottiero carismatico”, senza contare che la poca flessibilità dei moduli di gioco da lui adottati (solo e sempre il 4-4-2), ben si sposa con la nostra teoria della carenza gestionale dei giocatori e del modulo. Un “camaleonte solido” doveva essere questa squadra, invece non ha nessuna delle due caratteristiche citate da coach ad inizio stagione.

Certo è che anche i giocatori hanno le loro belle colpe. L’anno scorso (e quest’anno) Tiago è stato fatto oggetto di studio per via della sua posizione in campo. Non rendeva perchè, dicevano, la sua posizione in campo andava “azzeccata”. Quest’anno Poulsen gioca nella sua stessa posizione di sempre, eppure sta diventando il “Tiago 2008/2009″. Camoranesi, Sissoko, e gran parte della difesa viaggiano ad alti e bassi sempre più preoccupanti, mentre per Nedved… beh, gli anni passano per tutti.

Niente è ancora compromesso, ma bisogna avere l’umiltà di riconoscere che ci sono cose che vanno assolutamente cambiate. Ostinarsi a schierare una Juve poco spregiudicata nell’atteggiamento, sapendo di avere grossi problemi in caso di pressing avversario, è un comportamento suicida. Perchè allora non attaccare e non mettere le nostre punte in condizioni di valorizzare le loro potenzialità? Non ci interessa prendere due o tre gol a partita, se ne facciamo sempre uno in più.

Diamo in pasto un po’ di palloni ai nostri leoni là davanti. Penseranno loro a farci uscire dalla crisi. Avanti con Ranieri, per ora.