Juventus – Inter 2-0. Ancora nel segno di Alex.

mar252012

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Continua la corsa sul Milan, nel modo più esaltante che ci possa essere, con una sonora vittoria sull’acerrima nemica Inter, e con un goal di Alex Del Piero che mette il sigillo ad un dominio legittimato nella ripresa. Già, la cosa più sorprendente è stata proprio la freschezza atletica che ha permesso ai bianconeri di chiudere addirittura in crescendo, con un secondo tempo quasi perfetto. Vantaggio, gestione della partite, raddoppio, una Juve a tutto tondo in cui si possono trovare delle ombre solamente per la solita imprecisione in fase conclusiva. L’Inter ha fatto molto bene nel primo tempo, mettendoci spesso in difficoltà, ma poi la rete di Caceres ha cambiato la storia della partita, facendo crollare le convinzioni nerazzurre. Questa era la partita dell’orgoglio, come hanno sottolineato i tifosi bianconeri nella loro coreografia iniziale, e i giocatori hanno onorato questo appuntamento.

Grande partenza bianconera, che costringe i nerazzurri a difendersi affannosamente, anche se è Buffon a compiere il miracolo su Milito dopo 13′; Matri pareggia il conto delle occasioni dopo tre minuti, quando incorna di testa verso la porta nerazzurra, ma la conclusione è troppo centrale. Ranieri imposta una marcatura stretta su Pirlo, ma la manovra della Juve non ne risente, grazie alla buona vena di Vucinic, Marchisio, Vidal e Caceres che tengono sempre in apprensione la difesa avversaria. Proprio dai piedi di quest’ultimo partono diversi cross che tagliano come il burro le maglie nerazzurre. Matri sbaglia un rigore in corsa su passaggio dell’assit-man Caceres, mentre lo stesso difensore colpisce di spalla davanti a Julio Cesar. Risponde l’Inter con due tiri di Milito e Obi che impegnano non poco Buffon. Le occasioni da goal fioccano a Torino, anche perchè i bianconeri si spengono progressivamente dopo la fiammata dei primi 15-20 minuti, arrivando alla fine del primo tempo in una situazione di sostanziale equilibrio.

Conte si attarda negli spogliatoi per decidere la scossa da dare alla squadra, e dopo essere rientrato sul campo opera un doppio cambio molto insolito per le sue normali tempistiche: escono Pepe e Matri per Del Piero e Bonucci. La Juve passa a tre in difesa, con Caceres e De Ceglie a spingere sulla linea di centrocampo. Un cambiamento di modulo e di uomini che porta subito i suoi frutti: è Caceres che di testa conferma tutte le sue ottime qualità offensive, incornando in rete tutto solo. Il goal mette le ali agli uomini di Conte, che sembrano giocare con maggiore fiducia e convinzione. L’ingresso di Del Piero è una linfa preziosa in avanti, e sa molto di bocciatura per Matri, sempre più in crisi di gioco e di marcature. L’immortale Alex mette a tacere qualsiasi dubbio sul suo ingresso, quando riceve un illuminante assist di Vidal e incrocia il tiro dove Julio Cesar non può arrivare: 2-0!

Sul raddoppio, Conte fa il cambio più giusto: dentro Quagliarella il contropiedista, fuori Vucinic lo sprecone, che pochi minuti prima ha fallito una gigantesca azione solitaria davanti al portiere. E come commentare l’occasione di Chiellini che si infila nella linea di difesa avversaria palla al piede, ma invece di tirare in porta sceglie l’assist verso un defilato Quagliarella che viene chiuso da Maicon. Lo stesso Fabio s’invola verso la porta nel finale di partita, ma la sua posizione non gli permette di vedere sufficiente specchio per trovare un varco utile. Da qui in poi, gli “olè” che scandiscono il torello bianconero ai danni dell’odiata Inter.

Pre partita Juventus – Milan. Formazioni e curiosità.

mar202012

Coppa Italia all’insegna del grande calcio, questa sera a Torino. La Juventus ospita un Milan deciso a ribaltare il risultato dell’andata, che lo ha visto sconfitto in casa con due reti dell’esordiente Caceres. A giudicare dall’ultimo turno di campionato, si può dire che le due squadre oltre ad essere le più forti di questa stagione, sono attualmente anche le più in forma, perciò la sfida si preannuncia avvincente più che mai. Inutile dire che proprio in virtù del precedente risultato, i bianconeri sono quelli che hanno dalla loro il favore del pronostico, potendo contare su due risultati su tre per passare il turno. Questa sarà anche l’ultima occasione per le due squadre di affrontarsi direttamente sul campo, ma nonostante l’importanza di questo incontro, i due allenatori faranno un doveroso turnover per centellinare le forze in vista del campionato.

Per la Juventus dovrebbe esserci almeno una novità per reparto: oltre ai pali difesi da Storari, dovremmo vedere in campo Caceres in difesa (vedremo al posto di chi, in base anche allo schema tattico adottato da Conte), Giaccherini a centrocampo, e Del Piero in attacco di fianco a Vucinic (confermatissimo) e Pepe. Stesso discorso anche per il Milan, che dovrebbe schierare Yepes al centro della difesa, Aquilani in mezzo al campo, e Maxi Lopez in attacco. Il nostro tecnico ha caricato non poco il capitano, dicendo di aspettarsi molto da lui in questa partita. Che sia l’ultima grande occasione per strappare un rinnovo di contratto?

Agnelli: forse la Juve fuori dalla Lega.

mag122011

Ha fatto discutere l’uscita del presidente bianconero Andrea Agnelli, che nella bagarre della spartizione dei diritti televisivi ha prospettato una ipotetica uscita della squadra di Torino dalla Lega Calcio. Il punto, a mio modo di vedere, non è legato troppo agli ultimi accadimenti dei diritti tv, ma questa rappresenta solo l’ultima goccia di tutto ciò che ha subìto la Juve in questo ultimo quinquennio. Per valutare se la scelta potrebbe essere giusta e giustificata, non possiamo che ignorare i prodromi. Nel 2006 avvenne qualcosa di inspiegabile: la Juventus campione d’Italia, dopo aver dominato il campionato italiano, perde d’ufficio lo scudetto, che viene assegnato alla squadra di Moratti. Il motivo è tutt’oggi incerto. Si “mormora” che Luciano Moggi avesse un ottimo rapporto con gli arbitri e che con ingenti somme di denaro sia riuscito ad ottenere favori, partita dopo partita (vorrei che si cogliesse la sottile ironia con cui si accostano decisioni di un certo peso, con il fatto che ancora le prove schiaccianti non esistano). Strano che la squadra più forte del mondo (e dico “più forte del mondo”), avesse bisogno di “rubare” le partite per vincere, e soprattutto, strano che Moggi e la Juventus siano stati condannati per accuse ritrattate in diverse occasioni davanti agli stessi giudici e p.m., quando nel contempo, i veri ladroni si divertivano a chiedere agli arbitri di sfavorire la Juventus in ogni gara.

Strano soprattutto che lo scudetto sia andato all’Inter, terza in classifica a 15 punti dalla Juventus. Già, perchè all’ improvviso neanche il Milan era più pulito. Ecco le parole di Moratti dopo aver ottenuto lo scudetto sudato sul campo dai nostri giocatori: “Provo piena soddisfazione per l’assegnazione del titolo alla societá e alla squadra che si è comportata correttamente”. A fargli eco fu il presidente Giacinto Facchetti: “Questo è lo scudetto della correttezza e del rispetto delle regole. Uno scudetto ottenuto da una squadra che ha dimostrato di avere forza tecnica e spirito importanti. È uno scudetto che arriva nel momento in cui il calcio italiano ha deciso di mettere al centro di tutto la questione etica. Per questo motivo è uno scudetto che ha un doppio significato”.

Vede, caro Moratti, parlare di giustizia e lealtà non fa per lei, e neanche per la Figc. Naturalmente non c’è da stupirsi sentendo le affermazioni di Agnelli che non boccia un uscita della Juventus dalla Serie A per sbarcare in Inghilterra o in Francia. Per QUESTI motivi la Juventus farebbe bene ad allontanarsi dal calcio italiano. Per giustizia, non per diritti televisivi.

Highlander.

mag62011

 

 

 

 

 

 

 

L’assurda telenovela è finita. Del Piero e la Juventus FC continueranno il loro matrimonio fino al 30 giugno 2012. Basterebbero queste poche righe per annunciare il rinnovo di contratto con cui Alex ha inteso proseguire la sua immensa carriera a Torino. Invece, c’è da dire qualcosa in più. Innanzi tutto, il retroscena, svelato da Andrea Agnelli, il quale già da gennaio aveva lasciato al capitano carta bianca per dare a fine stagione le sue “sensazioni” sul proseguimento della carriera. Diamo atto quindi al Presidente di aver rispettato Del Piero e ciò che rappresenta per il nome Juventus. Inoltre, diamo anche credito di aver trovato la giusta sede per mettere in calce le firme sul contratto: il nuovo stadio della Juve. Già, perchè così facendo, Andrea Agnelli ha fatto un gesto estremamente simbolico: nei lavori di costruzione di una struttura epocale, sia per la maglia bianconera che per il calcio italiano, “posare” una pietra fondamentale rappresentata dalla firma di Del Piero, vero anello di congiunzione tra la gloriosa storia juventina che fu, e quella altrettando gloriosa che dovrà essere. Un po’ come dire: “tu sei Pietro, e su questa pietra formerò la mia Chiesa…“. Non a caso, Alex ha dichiarato di voler vedere la terza stella sul petto prima di lasciare il calcio. Sia fatta la sua volontà.

Juventus – Lecce 4-0. Uno show con la ciliegina di Alex.

ott172010

Milos Krasic, Alex Del Piero, Felipe Melo, Gigi Delneri o il gruppo della Juve? Sono tanti gli argomenti di discussione che si presentano dopo questa partita. Diversamente dal solito però, gli argomenti di analisi sono tutti estremamente positivi. Avevamo presentato nel commento del prepartita l’importante tema della continuità dei risultati, cosa fondamentale sia per la classifica, sia per la progressione del lavoro della squadra. Quattro a zero e tante altre occasioni hanno fatto uscire la squadra tra gli applausi dei suoi tifosi. Poco importa che il Lecce abbia avuto almeno tre palle gol, ma la propensione all’attacco del mister è quello che produce occasioni, spettacolo, e vittoria. E con un gioco d’attacco non si può prescindere dai giocatori che più devono dare il loro apporto in questo reparto. Con la a sterilità di Amauri, e con Quagliarella ancora in difficoltà di inserimento, ecco che Milos Krasic è balzato come stella e anima di questa Juve d’attacco. Un giocatore che se continuerà con questi standard di rendimento, potrà addirittura superare un mostro sacro come Pavel Nedved. Come il ceco, Krasic ha un carattere da lottatore, recupera palloni anche sul 4 a 0, è una furia quando corre, è umile e gioca per la squadra. Nemmeno Marotta poteva prevedere un rendimento tale da parte del giocatore, altrimenti non avrebbero aspettato gli ultimi giorni di mercato per il suo acquisto. Così come nessuno si sarebbe aspettato una escalation di prestazioni così buone e puntuali di Felipe Melo, sempre presente nel gioco e senza nessuna scorrettezza al passivo. Applausi a scena aperta per lui da parte dei tifosi, così come per Alex Del Piero, che infila l’ennesima stella nel firmamento delle sue conquiste, raggiungendo il numero di reti di Boniperti in maglia bianconera. Sicuramente il gioco di Delneri agevola ed esalta le caratteristiche dei suoi attaccanti. Per finire, la solidità del gruppo Juve; un gruppo forte, vero, umile…. sempre sotto la curva a raccogliere l’applauso dei suoi tifosi. 

Formazione come da copione, con il classico 4-4-2 delneriano a schierare la difesa composta da Grygera, Bonucci, Chiellini e De Ceglie; centrocampo con Krasic, Felipe Melo, Aquilani e Marchisio; attacco formato da Amauri e Quagliarella. Importanti i meccanismi di movimento della Juve, dove De Ceglie ha compiti più offensivi di Marchisio, impegnato a coprire la fascia sinistra nelle scorribande del coraggioso (ma poco preciso) valdostano. In fase difensiva invece, Marchisio stringe leggermente verso il centro, a creare un muro di tre centrali, abbassando Quagliarella sulla linea mediana a formare un centrocampo di ben cinque elementi.

Con questo assetto variabile, e con le percussioni dirompenti di Krasic e De Ceglie, la Juve confeziona tre palle gol nei primi cinque minuti, facendo intravedere un potenziale offensivo incontenibile per la squadra del Lecce. Amauri più di Quagliarella è il terminale ricercato per finalizzare le iniziative che arrivano dalle fasce. Il brasiliano si impegna sempre alla morte ma sembra che il feeling con il gol sia ancora da ricercare. Ma la manovra di attacco non avviene solo per vie laterali, infatti Marchisio serve in orizzontale un ottimo pallone ad Aquilani che lascia partiro un collo piede che manda la palla dritta dritta all’angolo sinistro del portiere. Primo gol di Alberto che porta in vantaggio la Juve al 13′!

I bianconeri inizaino ad attaccare con maggiore scioltezza, e Quagliarella sfiora il pareggio con un’azione personale che disorienta la difesa salentina e non si trasforma in gol solamente per una deviazione dell’ultimo millesimo di secondo. Dall’altra parte Krasic continua a rivelarsi l’ala ideale per ogni allenatore: sempre largo sulla fascia, sempre libero a ricevere palla e sempre pronto a puntare l’uomo per creare la superiorità. Ma il anche il Lecce si rende pericoloso con Cordia che costringe Storari ad una strepitosa parata d’istinto.

L’abitudine di Delneri a cambiare fascia agli esterni produce sempre qualche attimo attimo di difficoltoso adattamento della squadra avversaria, che si trova a dover riadattare spesso il proprio sistema difensivo; infatti, non appena Krasic si porta a sinistra, ecco che s’incunea facilmente dentro l’area e viene steso prima del tiro! Calcio di rigore di cui si incarica (udite, udite…) Felipe Melo! Sorpresa di tutto lo stadio per la scelta del rigorista, e ancora più sorpresa (positiva) quando il brasiliano realizza con il cucchiaio spiazzando nettamente il portiere. Due a zero meritato dei bianconeri.

Gli ospiti però non stanno a guardare e producono la terza gol, ma il colpo di testa dell’attaccante leccese finisce troppo alto. Grande impatto offensivo ma ancora qualche leggerezza di troppo in fase difensiva per la compagine di Torino. Ma la trazione anteriore di Delneri produce a dismisura: grande azione di Krasic sulla destra che si porta a tu per tu col portiere scavalcandolo con un pallonetto e servendo un preziosissimo assist pr Quagliarella che deve solo spingere la palla in rete. Tre a zero, partita chiusa e fine primo tempo.

Nella ripresa la Juventus gioca da grande squadra, gestendo il possesso e la circolazione del pallone, recuperando diverse palle con Felipe Melo (applauditisimo); un po’ leziosa in avanti, dove non sempre la cattiveria agonistica accompagna le intenzioni dei giocatori. E’ questo il motivo principale del colossale errore di Quagliarella che sbaglia incredibilmente sotto porta, sparando alto. Ma sul tre a zero si perdona tutto, e sopratutto ci si concentra sugli applausi: standing ovation per Felipe Melo che lascia il posto a Sissoko, mentre Pepe rileva Aquilani e Alex Del Piero rileva Quagliarella.

E quando pensi che le sostituzioni segnino la fine della partita vera, ecco invece che il solito Krasic coglie il palo su un tiro cross a portiere battuto, segnando l’ennesima grandissima partita in maglia bianconera. Ma l’assist più bello arriva quando recupera un pallone strappandolo al difensore avversario e mettendolo sui piedi di Del Piero che danza sul pallone e scarica una conclusione imparabile per il portiere. Quattro a zero con Alex che raggiunge il “suo” presidente Boniperti (colui che lo portò alla Juve), nella speciale classifica di marcatori della storia della Juve.

Il legame Juve – Nazionale.

set92010

Da sempre Italia significa Juve e Juve significa Italia. Non che nella squadra bianconera non ci siano stati (e non ci siano tutt’ora) stranieri che sono stati campioni militanti nelle loro nazionali, ma il legame azzurri – bianconeri è sempre stato molto forte e coincidente con i più grandi successi azzurri. Persino la seconda maglia della Juventus di quest’anno porta il tricolore al centro del petto! La Juve è stata “fornitrice” della nazionale nei momenti felici, nelle Italie Mondiali del dopoguerra, dell’82 e del 2006, e nei momenti tristi, come nelle sfortunate esperienze di Donadoni e di Lippi bis. Spesso una forte Juve significava una forte nazionale, una modesta Juve un’umile nazionale. E per ricominciare dopo la pessima annata, Marotta ha deciso di creare una squadra che ha come probabili titolari otto o nove italiani su undici. Del resto, anche la sua Samp era composta da dieci italiani. Anche nelle ultime due apparizioni per le qualificazioni europee del nuovo corso di Prandelli, ne sono stati convocati solo quattro, anche se bisogna ricordare che ci sono stati degli infortunati (dal capitano Buffon a Marchisio ed Amauri), e che il blocco Juve resta comunque un gruppo di  ben oltre dieci giocatori. Quattro juventini possono sembrare pochi rispetto al passato, soprattutto pensando che solamente due (la coppia centrale Bonucci-Chiellini) partono titolari fissi, e che l’esterno di centrocampo Pepe (che ha raccolto la pesante eredità di Causio, Bruno Conti, Domenghini, Donadoni e Camoranesi), non si è mai dimostrata all’altezza, tant’è nella prima partita contro l’Estonia è stato bocciato da Prandelli. La consolazione arriva appunto dal duo Bonucci-Chiellini che salvo sorprese dovrebbero essere la nuova coppia centrale del futuro. Di Chiellini si è già detto molto: giocatore giovane ma già esperto nel suo ruolo. L’ex giocatore del Bari invece si sta confermando, oltre che calciatore dai piedi buoni e dalla grande personalità, anche goleador, con due reti in cinque apparizioni azzurre e un gol con la maglia bianconera. Numeri da attaccante.

E infine, un altro timbro della presenza juventina è arrivato da Fabio Quagliarella. Il neo bianconero (che non parte però mai titolare), è riuscito con un tocco sottoporta a realizzare il gol del 4-0. Sicuramente Fabio sarà un pezzo importantissimo per Prandelli, in quanto il giocatore è molto poliedrico e può risultare utile in molte situazioni tattiche.

Insomma, dopo la figuraccia del mondiale, con i giocatori di Zaccheroni alla pubblica gogna, i bianconeri sono ora come sempre il nuovo punto di partenza per ridare vigore alla nazionale e al calcio italiano.

Le amichevoli estive della Juventus.

lug102010

 

 

 

 

 

 

 

 

La nuova stagione è iniziata col ritiro anticipato, che come tutti ormai sapete si è reso necessario a causa dell’imminente impegno per i preliminari di Europa League. Dal 3 luglio la Juve è a Pinzolo (seppur a ranghi ridotti) per iniziare la nuova cura Del Neri. Presentate le nuove maglie, che quasi ogni anno deludono le aspettative (almeno per quel che mi riguarda), eccoci già a pensare alle prime amichevoli estive, in attesa del grande botto (Dzeko) che darebbe una sferzata positiva al lavoro finora svolta da Marotta, e un ventata di abbonamenti che non fanno mai male alle casse della Signora.

Ma per vedere davvero all’opera la prima versione della Juventus 2010-11 bisogna aspettare davvero poco: domenica, infatti, alle 16.30 ci sarà l’esordio contro l’Università di Cracovia, a Pinzolo. E’ un’occasione importante per testimoniare la condizione dei giocatori chiave (esclusi i nazionali), apparsi appesantiti nei primi allenamenti, nonchè cercare di intravedere il nuovo modulo ed i primi esperimenti del mister Del Neri, che, ricordiamoci, deve testare numerose pedine nuove nello scacchiere bianconero: Bonucci, Motta, Martinez, Pepe, Lanzafame, e Storari. Il risultato però, non conterà nulla. E non conterà neppure nella partita del 15 luglio, a Rovereto (ore 17), contro l’Al Nassr, in un match scaturito dall’incontro tra soldi, pallone e petrolio, che ha portato Fabio Cannavaro a giocare nella squadra di Dubai.

Il primo vero test sarà però tre giorni dopo a Lubecca contro l’Amburgo, a cui farà seguito la sfida con il Lione del 24 luglio a Cosenza. Partite che apriranno il succulento programma di agosto con i consueti appuntamenti del Trofeo Tim a Bari (13 agosto) e del Trofeo Berlusconi il 22/08.

Buon calcio d’estate.

Processo di Napoli: Moggi vince a mani basse il primo round!

apr132010

 

 

 

 

 

 

 

E’ stato fin troppo facile per i legali di Lucky Luciano irridere il tenente colonnello Auricchio e l’impianto accusatorio che vedeva il nostro ex d.g. imputato di associazione a delinquere. Non ci si è dovuti spingere troppo nella dialettica, è bastato far parlare le intercettazioni sbobinate dalla difesa, che si è fatta carico di una mole di lavoro abnorme, che sarebbe dovuta essere svolta dagli inquirenti stessi (e questo è un altro aspetto scandaloso di tutta la vicenda).

Succulenti alcuni passaggi che riportiamo di seguito.

Innanzi tutto il giudice Teresa Casoria smentisce subito la non rilevanza del materiale presentato (come ha sostenuto fino ad oggi la parte nerazzurra), rivolgendosi al PM Narducci dicendo che al contrario, “sembrano rilevanti“.

Poi si passa a sentire Auricchio, che confessa candidamente che non solo Facchetti telefonava ai designatori, ma che si sono sicuramente incontrati a Collesalvetti, “non di certo per prendere un the”! L’interrogatorio prosegue sottoponendo al tenente colonnello una intercettazione dove Facchetti e Bergamo parlano di griglie e l’ex presidente nerazzurro chiede espressamente di inserire Collina. A questo punto i legali di Moggi chiedono per quale motivo non fosse stata presa in considerazione questa telefonata, e l’ufficiale si difende dicendo che era stata trascritta ma giudicata “non così rilevante”, scatenando l’ilarità di molti presenti! Addirittura l’avvocato Trofino si lascia andare ad una battuta constatando che invece erano state ritenute rilevanti le conversazioni della moglie di Bergamo che disquisiva sui menu delle cene con le signore ospiti. Un grande.

Altra tesi dell’accusa smontata: Moggi non sapeva prima di altri le terne ed i sorteggi di arbitri e assistenti, anzi, è stato provato che in alcuni casi ne veniva a conoscenza addirittura un giorno dopo Inter e Milan (tabulati telefonici alla mano).

Per finire, la presunta combine arbitrale a favore dei bianconeri nella partita scudetto Milan - Juve. A parte che non ci furono episodi pro Juventus in quell’incontro, e poi lo stesso Auricchio non ha potuto far altro che confermare che tutti i membri della terna arbitrale non possono essere considerati amici della Juve in quanto mai si è manifestata una certa tendenza di parte bianconera. Così come De Santis, uno dei grandi accusati di affiliazione alla cupola (…), a cui non sono imputabili nè telefonate, nè decisioni arbitrali favorevoli. Sulla dimostrazione contraria di questo ultimo punto, il militare risponde con un eloquentissimo “Ehm……..”.

Juventus – Inter 2-1. Gol e “botte”, questa è Juve!

dic62009

 

 

 

 

 

 

Quando una squadra lotta, senza limitarsi a giocare, allora sai che è una grande squadra. A Torino è successo di tutto, e in settimana ci saranno molte polemiche, anche per i referti che giungeranno al giudice sportivo. Molte più emozioni legate agli episodi “agonistici” piuttosto che ai temi tattici o alle occasioni da gol. Il grosso del “merito” va a Balotelli e al suo ingresso in campo nel secondo tempo, che con le sue continue simulazioni ha veramente innervosito l’incontro, portandolo sul binario dello scontro continuo e dei nervi a fior di pelle. E’ questo che rende veramente insopportabile l’interista, e cioè il fatto di giocare più sulla “furbizia” che sulle qualità che sicuramente possiede. Quindi, per una volta siamo d’accordissimo con tutti i fischi che l’Olimpico gli ha tributato. Ma il nostro titolo “gol e botte“, non vuole tributare un omaggio a chi mette in campo la voglia di far male all’avversario, ma il coraggio nel non togliere mai il piede, nel “tenere botta” con qualsiasi avversario, nel rispondere colpo su colpo, nel segnare la linea della nostra difesa come un limite invalicabile da difendere. Nel non aver paura di nulla, Inter compresa.

La Juve voleva vincere, e questo lo si è visto, e per una volta ci hanno veramente convinto. Concentrazione e grinta; le qualità che avrebbe dovuto sempre mettere in campo si sono concretizzate dal 1′ minuti di questa Juventus – Inter, fino al 94′ quando le trentotto punte di Mourinho si sono dovute arrendere al fischio finale dell’arbitro. Partita viva ma non così accesa, fino al gol juventino, una conclusione sporca di Felipe Melo che riesce a battere Julio Cesar in mischia, gonfiando la rete: Uno a zero!

Il vantaggio bianconero scatena la bagarre: epulsione di Mourinho (subito dopo il gol di Melo), semi-rissa tra Caceres e Muntari, e l’ammonizione dello stesso Felipe Melo, molto nervoso su Stankovic. Ma l’Inter non è squadra che subisce senza battere ciglio, e bastano pochi minuti per raggiungere il pari con un colpo di testa di Eto’o sul quale Buffon non può nulla. Grandissimo (e gravissimo) buco della nostra difesa, che si dimentica di curare nientemeno che la punta di diamante nerazzurra, liberissima di insaccare da due passi. Uno a uno e tutto da ricominciare, anche se la partita è ancora lunghissima.

L’inizio di Del Piero è buono, perchè per mettere in difficoltà l’Inter è necessario avere un giocatore capace di saltare l’uomo e creare superiorità, a centrocampo come in attacco. Alex nelle ripartenze è unico, e procura l’ammonizione di Samuel che lo stende proprio sul nascere di un interessante contropiede. La partita infatti è più bella per l’agonismo che per le occasioni create dalle squadre. I nerazzurri infatti non devono vincere per forza (anche se il Milan sta crescendo molto, anche in classifica), e giocano quindi in tranquillità cercando di sfruttare le occasioni che la Juve, per sua natura o per necessità di vincere, concederà senza ombra di dubbio (e il gol del pareggio nerazzurro ne è la conferma).

Anche Amauri gioca una partita molto generosa, spesso lottando tra due difensori, ma Ferrara mischia un po’ le carte alla fine del primo tempo facendo scaldare Trezeguet negli ultimi minuti della prima frazione. Benino quindi le punte, ma ancora meglio il centrocampo, con Sissoko e Marchisio protagonisti di un’ottima gara. E’ proprio il giovane juventino a far esplodere di gioia i tifosi bianconeri, riprendendo una respinta di J. Cesar su tiro di Sissoko, dribblando il suo diretto avversario saltando con un pallonetto anche il portiere interista. Straordinario gol del sempre più straordinario ed indispensabile centrocampista, anche se la partita rimane apertissima proprio perchè appena prima del gol di Marchisio la Juve aveva rischiato molto con un tiro di Stankovic parato da Buffon

Mourinho non ci pensa due volte ed inserisce subito Balotelli per Muntari, prova del fatto che pur non dovendo vincere a tutti i costi, non si rassegna alla sconfitta. Trezeguet invece rimane in panchina proprio in virtù del gol juventino, che in questo caso non facilita il suo ingresso. Giusto a questo punto il cambio di Ferrara che toglie un bravo (ma stanco) Del Piero per mettere Mauro Camoranesi, capace di tenere palla, suggerire, contrastare e fare da “vice Diego” quando questi si porta in posizione di seconda punta.

Le squadre alla mezzora iniziano ad accusare la stanchezza e qualche fallo di frustrazione spezza il gioco che non corre più così fluido. In particolare un intervento scellerato del pur ottimo Caceres, rischia di causare un calcio di rigore a nostro danno, mentre Amauri prende un giallo a centrocampo nel fallo più inutile che potesse fare. Esce Marchisio che non ha ancora i 90 minuti nelle gambe, ed entra Christian Poulsen al suo posto.

A 5 minuti dal termine succede il finimondoBalotelli scalcia Felipe Melo da dietro, che reagisce con una gomitata senza peraltro raggiungere l’interista, che simula l’intervento di Melo che viene espulso; nella confusione, testata di Chivu su Sissoko che finisce a terra (senza che l’arbitro prenda decisione in merito), e poi ancora rissa tra Buffon e Thiago Motta colpevole di aver insultato il portiere bianconero.

Mourinho esaurisce le sostituzioni portando tutti gli effettivi in attacco, mentre Ferrara cambia l’inesistente Diego per Grygera. Giallo per Caceres che perde tempo nella rimessa laterale, ma ormai la partita è finita.

VINCE LA JUVE IL DERBY D’ITALIA! Che soddisfazione dirlo…

Nuovo sondaggio: è giusto criticare Ferrara?

nov272009

Le critiche a Ferrara non sono roba di questi giorni. Ciro è stato messo in dicussione dopo ogni prestazione opaca della squadra, anche perchè si considerava che questa campagna acquisti poteva aver colmato di molto il divario con l’Inter, sopratutto dopo la cessione di Ibrahimovic al Barcellona, che sembrava aver avvicinato i nerazzurri ai bianconeri rispetto al contrario. Invece le cose non vanno come i tifosi juventini si aspettavano. Logico che anche Ferrara abbia le sue colpe, ma a parer mio si sta creando un clima forse troppo accusatorio nei confronti del mister, che rischia di pagare per tutti gli insuccessi della squadra.

Abbiamo visto che in rete cominciano a circolare i primi gruppi anti-Ferrara, o le prime petizioni per cambiare l’allenatore. Io sposterei anche il mirino sugli uomini che dovevano trascinare questa squadra, che non hanno avuto assolutamente un rendimento sufficiente in questa stagione, e che giustamente il giornale Tuttosport stamattina mette sotto accusa: Felipe Melo, Diego e Amauri. Il quotidiano torinese intitola “Non meritate questa Juve”, e per ciò che hanno mostrato da inizio stagione si può anche condividere. Ma a voler ben vedere quanti altri giocatori si potrebbero aggiungere… Perciò una delle verità innegabili è che le colpe devono essere divise, perchè come riportato nel commento alla partita di Champions col Bayern, è vero che sono i giocatori a scendere in campo, ma la mentalità vincente deve essere trasmessa dall’allenatore.

Vi proponiamo quindi un nuovo sondaggio per capire voi da che parte state, e di seguito una piccola riflessione che può sintetizzare meglio ciò che può essere un’accusa o una discolpa per Ciro, e ovviamente vi invitiamo a votare per il sondaggio riportato nella colonna alla vostra destra. 

CONTRO FERRARA

  • Poca esperienza come allenatore e nella gestione dello spogliatoio
  • Modulo di gioco ancora non definitivo
  • Squadra troppo rinunciataria e senza personalità
  • Troppi punti persi in Campionato e Champions

A DISCOLPA DI FERRARA

  • Troppi infortuni
  • Basso rendimento di molti giocatori
  • Campagna acquisti lacunosa
  • Molti “big” in fase calante