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Quando una squadra lotta, senza limitarsi a giocare, allora sai che è una grande squadra. A Torino è successo di tutto, e in settimana ci saranno molte polemiche, anche per i referti che giungeranno al giudice sportivo. Molte più emozioni legate agli episodi “agonistici” piuttosto che ai temi tattici o alle occasioni da gol. Il grosso del “merito” va a Balotelli e al suo ingresso in campo nel secondo tempo, che con le sue continue simulazioni ha veramente innervosito l’incontro, portandolo sul binario dello scontro continuo e dei nervi a fior di pelle. E’ questo che rende veramente insopportabile l’interista, e cioè il fatto di giocare più sulla “furbizia” che sulle qualità che sicuramente possiede. Quindi, per una volta siamo d’accordissimo con tutti i fischi che l’Olimpico gli ha tributato. Ma il nostro titolo “gol e botte“, non vuole tributare un omaggio a chi mette in campo la voglia di far male all’avversario, ma il coraggio nel non togliere mai il piede, nel “tenere botta” con qualsiasi avversario, nel rispondere colpo su colpo, nel segnare la linea della nostra difesa come un limite invalicabile da difendere. Nel non aver paura di nulla, Inter compresa.
La Juve voleva vincere, e questo lo si è visto, e per una volta ci hanno veramente convinto. Concentrazione e grinta; le qualità  che avrebbe dovuto sempre mettere in campo si sono concretizzate dal 1′ minuti di questa Juventus - Inter, fino al 94′ quando le trentotto punte di Mourinho si sono dovute arrendere al fischio finale dell’arbitro. Partita viva ma non così accesa, fino al gol juventino, una conclusione sporca di Felipe Melo che riesce a battere Julio Cesar in mischia, gonfiando la rete: Uno a zero!
Il vantaggio bianconero scatena la bagarre: epulsione di Mourinho (subito dopo il gol di Melo), semi-rissa tra Caceres e Muntari, e l’ammonizione dello stesso Felipe Melo, molto nervoso su Stankovic. Ma l’Inter non è squadra che subisce senza battere ciglio, e bastano pochi minuti per raggiungere il pari con un colpo di testa di Eto’o sul quale Buffon non può nulla. Grandissimo (e gravissimo) buco della nostra difesa, che si dimentica di curare nientemeno che la punta di diamante nerazzurra, liberissima di insaccare da due passi. Uno a uno e tutto da ricominciare, anche se la partita è ancora lunghissima.
L’inizio di Del Piero è buono, perchè per mettere in difficoltà l’Inter è necessario avere un giocatore capace di saltare l’uomo e creare superiorità , a centrocampo come in attacco. Alex nelle ripartenze è unico, e procura l’ammonizione di Samuel che lo stende proprio sul nascere di un interessante contropiede. La partita infatti è più bella per l’agonismo che per le occasioni create dalle squadre. I nerazzurri infatti non devono vincere per forza (anche se il Milan sta crescendo molto, anche in classifica), e giocano quindi in tranquillità cercando di sfruttare le occasioni che la Juve, per sua natura o per necessità di vincere, concederà senza ombra di dubbio (e il gol del pareggio nerazzurro ne è la conferma).
Anche Amauri gioca una partita molto generosa, spesso lottando tra due difensori, ma Ferrara mischia un po’ le carte alla fine del primo tempo facendo scaldare Trezeguet negli ultimi minuti della prima frazione. Benino quindi le punte, ma ancora meglio il centrocampo, con Sissoko e Marchisio protagonisti di un’ottima gara. E’ proprio il giovane juventino a far esplodere di gioia i tifosi bianconeri, riprendendo una respinta di J. Cesar su tiro di Sissoko,
dribblando il suo diretto avversario saltando con un pallonetto anche il portiere interista. Straordinario gol del sempre più straordinario ed indispensabile centrocampista, anche se la partita rimane apertissima proprio perchè appena prima del gol di Marchisio la Juve aveva rischiato molto con un tiro di Stankovic parato da Buffon.Â
Mourinho non ci pensa due volte ed inserisce subito Balotelli per Muntari, prova del fatto che pur non dovendo vincere a tutti i costi, non si rassegna alla sconfitta. Trezeguet invece rimane in panchina proprio in virtù del gol juventino, che in questo caso non facilita il suo ingresso. Giusto a questo punto il cambio di Ferrara che toglie un bravo (ma stanco) Del Piero per mettere Mauro Camoranesi, capace di tenere palla, suggerire, contrastare e fare da “vice Diego” quando questi si porta in posizione di seconda punta.
Le squadre alla mezzora iniziano ad accusare la stanchezza e qualche fallo di frustrazione spezza il gioco che non corre più così fluido. In particolare un intervento scellerato del pur ottimo Caceres, rischia di causare un calcio di rigore a nostro danno, mentre Amauri prende un giallo a centrocampo nel fallo più inutile che potesse fare. Esce Marchisio che non ha ancora i 90 minuti nelle gambe, ed entra Christian Poulsen al suo posto.
A 5 minuti dal termine succede il finimondo: Balotelli scalcia Felipe Melo da dietro, che reagisce con una gomitata senza peraltro raggiungere l’interista, che simula l’intervento di Melo che viene espulso; nella confusione, testata di Chivu su Sissoko che finisce a terra (senza che l’arbitro prenda decisione in merito), e poi ancora rissa tra Buffon e Thiago Motta colpevole di aver insultato il portiere bianconero.
Mourinho esaurisce le sostituzioni portando tutti gli effettivi in attacco, mentre Ferrara cambia l’inesistente Diego per Grygera. Giallo per Caceres che perde tempo nella rimessa laterale, ma ormai la partita è finita.
VINCE LA JUVE IL DERBY D’ITALIA! Che soddisfazione dirlo…