Per raccontare questa partita ci vorrebbero 90 minuti, da tante azioni ci sono state. Una partita tutt’altro che prevedibile, a dispetto di un certo allenatore dell’Inter che si diceva già sicuro di sapere che la Juve avrebbe vinto e con qualche regalo arbitrale. Tutto al contrario. La sconfitta c’è stata e il nervosismo di Ranieri a fine gara è stato molto palpabile. Ma andiamo con ordine.
Formazione con Manninger a dare il cambio a Buffon, davanti a lui la linea Grygera, Mellberg, Chiellini e Molinaro, a centrocampo Marchionni, Sissoko, Tiago e Nedved, in attacco Iaquinta e Amauri. I bianconeri stavolta partono davvero bene, imponendo un buon ritmo e mostrando che la Coppa Italia non è un obiettivo secondario. Iaquinta subitissimo potrebbe regalarci il vantaggio con un movimento ad anticipare su un’ottima “palla veloce” di Marchionni, ma la sfera finisce a lato di un niente. La squadra gioca bene perchè l’iniziativa e lo spirito sono ben diversi da quelli mostrati in avvio col Chelsea. Quello che sopratutto cambia è la voglia di giocare la palla, di farla girare con intelligenza, per non lasciare il tempo agli avversari di organizzarsi e nel frattempo di farli correre di più.
Paur
a per Amauri dopo soli 10 minuti, quando si avvicina alla panchina per delle cure al ginocchio; fortunatamente riprenderà a giocare. La partita è spumeggiante ma deve ancora decollare; una buona azione Tiago - Nedved - Iaquinta (con tiro parato di quest’ultimo) è un buon trampolino di lancio. A Vincenzo risponde Rocchi, che da gran campione qual è non si fa pregare quando ha l’occasione di girare al volo in area (tiro fortunatamente debole e centrale). Dal canto suo, Iaquinta da gran campione di cartellini gialli qual è, non si fa pregare quando gli capita l’occasione per fare uno stupido fallo a centrocampo e beccarsi l’ammonizione. Ricordate la sua espulsione per doppio giallo col Catania?
La piovra Sissoko ruba palla nella trequarti laziale smistando per Tiago, assist favoloso dentro l’area per Iaquinta che trafigge in uscita Muslera. Il gol della Juve è regolare ma viene annullato per fuorigioco (capito Mourinho?). La Lazio nonostante subisca l’iniziativa bianconera riesce comunque a rispondere colpo su colpo: il tiro di Matuzalem viene fortunatamente deviato. Per un giocatore che dimostra la sua evoluzione, un altro mostra la sua involuzione: Tiago smista molti palloni e si sacrifica con ottimi risultati, Iaquinta deve capire che il gioco del calcio si basa anche sul saper controllare la palla. Rocchi invece conferma tutte le sue qualità : basta vedere i suoi movimenti senza palla per capiere quanto sia forte questo giocatore.
Cross di Molinaro messo fuori molto male dalla difesa biancoazzurra, arriva sulla respinta Marchionni la cui conclusione è deviata in porta da un difensore. Stavolta il gol è convalidato: 1a 0 per la Juventus. Rocchi non interrompe la sua attrazione verso la nostra porta, liberandosi di Mellberg e calciando a rete: Manninger fa il Buffon. Dopo Iaquinta e Grygera arriva anche il giallo per Sissoko (un altro immancabile socio del Club) che salterà così il ritorno a Torino. Ledsma da lontano cerca di trasformare una punizione, ma ancora Manninger fa un lavoro strepitoso. Altro brivido Lazio con Grygera tagliato fuori da un lancio in profondità (come era già successo altre volte in passato) e Rocchi che si trova da solo in area, ma l’altruismo di questo ragazzo lo porta a cercare un compagno e a sbagliare la misura del passaggio. Alla termine dei primi 45 minuti le squadre vanno a riposo con un vantaggio meritato della Juventus.
Nel secondo tempo Delio Rossi inverte gli esterni da subito, tentando di cambiare le carte in tavola e di dare la scossa alla sua squadra. Mossa azzeccata visto che nella seconda parte della gara sarà quasi soltanto Lazio. E’ sempre Rocchi l’anima e il cuore dei nostri avversari; stavolta in anticipo sui nostri due centrali non riesce a centrare la porta da posizione molto ravvicinata. Il ritmo è sempre alto come nel primo tempo, e Ranieri decide di mettere forze fresche: dentro Marchisio per Sissoko (già ammonito). Ma la Lazio
continua a premere e noi abbiamo un passo inferiore. Pandev pareggia i conti girando nella nostra porta una palla rimasta in area dopo la precedente conclusione di Lichsteiner parata miracolosamente ancora da Manninger.
La Juve ha una timida reazione, portando Amauri al tiro dal limite dell’area, ma il pallone viene ribattuto facilmente. Da qui in poi solo Lazio. Manninger si esibisce nell’unico tipo di parata che non ha ancora fatto alzando un tiro di Foggia sulla traversa. Ranieri sostituisce Tiago con Poulsen… un cambio che sa di poco anche se per il tecnico sa di Maginot. Traversa di Foggia su punizione. I bianconeri appaiono confusi: da una parte avrebbero l’occasione e gli spazi per far male in contropiede (avendo anche gli uomini veloci in avanti per poterlo fare), dall’altra il nostro allenatore si sbraccia per rallentare il gioco e tenere la palla…. La squadra di Delio Rossi ringrazia per potersi dedicare solamente alla nostra metà campo, e così, dopo i gialli a Chiellini e Marchisio ci tocca anche subire il raddoppio laziale: Pandev lancia Rocchi che vince di velocità e potenza il duello con Chiellini (mica uno qualsiasi) riuscendo a battere in gol.
Entra Trezeguet per Amauri. Altro cambio a mio parere discutibile visto che Iaquinta era ammonito e che la coppia Trezeguet - Amauri offre di gran lunga più garanzie rispetto a Trezeguet - Iaquinta. E poi, dopo aver tolto Tiago chi darà i palloni alle punte?? Infatti nessuna delle punte toccherà palla se non per giocarla all’indietro, dimostrando così che le sostituzioni di Ranieri non solo hanno tolto fiducia alla squadra, ma hanno praticamente isolato ancora di più i reparti, senza dare la possibilità alla squadra di avere una propria identità e di uscire dalla morsa biancoazzurra con qualche iniziativa pericolosa.
Di fatto le nostre punte non hanno combinato nulla se togliamo un paio di azioni di Iaquinta nei primi minuti (tra cui il gol annullato). E nel bel mezzo della stagione, vedere che ancora non si sono ancora trovate soluzioni di gioco per servire le nostre punte in modo efficace, fa veramente sperare poco nel futuro.
Se come è vero le due squadre stasera si sono divise i due tempi (primo tempo Juve, secondo Lazio), si potrebbe pensare in prima battuta che un pareggio sarebbe stato più giusto. In realtà , mentre nel primo tempo di supremazia bianconera la Lazio riusciva comunque ad esprimere un suo gioco in attacco e a far concludere diverse volte le sue punte, nel secondo tempo la squadra romana non ha quasi mai fatto fatto passare la metà campo ai nostri, veramente schiacciati anche dal punto di vista atletico.
E per fortuna che in settimana il Professor Capanna (responsabile della preparazione fisica dei bianconeri) aveva dichiarato: “La Juve correrà sempre più forte“. All’indietro?Â