Le pagelle di Juventus - Lazio.

Feb12010

Manninger 6: non viene molto impegnato dagli attaccanti laziali, ma si fa trovare pronto quando viene chiamato in causa. Incolpevole sulla rete di Mauri.
Chiellini 6: vive una serata di tutto riposo, fermando le trame offensive avversarie con regolarità e puntualità. Non riesce a incidere in attacco.
Cannavaro 6: anche per lui una serata tranquilla, poiché il gol avversario è nato da una situazione piuttosto casuale, in cui la colpa è della difesa nella sua totalità e non del singolo giocatore. Sufficienza mertitata.
Grygera 5,5: sfrutta poco la libertà di spingersi in avanti, concessagli dagli avversari, perciò priva la manovra bianconera di buoni sbocchi sulla destra.
De Ceglie 6,5: al contrario del collega impiegato sull’altra fascia, riesce a spingersi in avanti con regolarità e a proporre cross molto interessanti che mettono in apprensione la difesa laziale. Dialoga bene con i compagni, facendo partire dalla sua fascia di competenza le occasioni più pericolose della squadra di Zaccheroni.
Felipe Melo 5: appare ancora molle e svogliato, nonostante la squadra sia grintosa e determinata. Per questo motivo risulta inconcludente e alquanto superfluo per la manovra bianconera che non può usufruire del suo apporto.
Caceres n.g.: entra nel finale, senza rendersi protagonista.
Sissoko 6,5: è uno dei più attivi della squadra, in quanto va a recuperarsi moltissimi palloni e li gioca in attacco con precisione e puntualità. È lui il motore della squadra, infatti oltre a tamponare si spinge regolarmente in avanti, per sfruttare anche tutti i suoi centimetri.
Candreva 6,5: conferma la discreta prestazione di San Siro, dimostrando di poter pungere e far male con le sue accelerazioni sulla fascia sinistra. Fornisce molti palloni agli attaccanti e si rende protagonista anche di qualche pericolosa conclusione che però non centra lo specchio della porta.
Diego 7: è il migliore tra i bianconeri, infatti si rende sempre pericoloso, dialogando bene con Del Piero e Amauri, arrivando spesso al tiro dalla distanza. Crea delle ottime occasioni sia per sé, che per gli altri. La fortuna non lo assiste, poiché il palo gli nega la gioia della marcatura, ma il brasiliano è apparso decisamente in crescita e con una ritrovata verve di dialogo con i compagni. Nelle ultime due uscite è stato positivo e continuo, perciò tutti gli juventini si augurano che prosegua su questa strada e possa diventare finalmente decisivo e trascinatore.
Del Piero 6,5: gioca una buona partita; l’intesa con Diego è in netta crescita e i due mettono in difficoltà i difensori della Lazio con le loro giocate di classe e precisione. È assoluto protagonista del vantaggio, infatti si procura e trasforma il rigore, che dà l’illusione ai bianconeri di poter arrivare a un successo che, in campionato, manca dal 6 gennaio. La crescita del capitano può far ben sperare per il futuro.
Paolucci n.g.: entra solo per pochi minuti.
Amauri 6: decisamente più vitale e attivo rispetto alle ultime prestazioni, non viene isolato dalla squadra e compie ottime sponde per gli inserimenti di Diego e Del Piero. Purtroppo manca ancora la rete, ma come molti suoi compagni, ha dato segnali di ripresa.

Le pagelle di Lazio - Juventus.

Set132009

Buffon 7: risulta decisivo quando viene impegnato, anche se gli attaccanti laziali creano molte più occasioni che conclusioni verso la sua porta; tuttavia risultano provvidenziali ai fini del risultato una gran parata su una botta di Kolarov e un salvataggio di piede su una pericolosissima punizione di Baronio.
Caceres 6,5: fondamentale il suo gol ai fini del risultato, realizzato con un bellissimo collo destro, che fulmina Muslera. Appare ancora un po’ estraneo ai meccanismi di gioco della squadra e spinge poco sulla sua fascia di competenza. Prestazione nel complesso di medio livello, ma con buoni margini di crescita.
Legrottaglie 6: appare nervoso e non sufficientemente concentrato, poiché sbaglia alcuni interventi facili e commette leggerezze anomale per un difensore del suo calibro, come quella che costringe al fallo Grosso sul finire del primo tempo. Forse l’arrivo di Cannavaro ha tolto un po’ di sicurezza al difensore pugliese che comunque non lascia passare gli avversari.
Chiellini 7: puntuale e preciso, come sempre, guida alla perfezione il reparto difensivo, infondendo sicurezza anche ai suoi compagni. Non sbaglia mai un intervento e sbarra con continuità le iniziative degli attaccanti laziali. 
Grosso 6: positiva la prova del neoacquisto bianconero, che non dimostra troppe difficoltà di inserimento. Fornisce una buona presenza sulla fascia sinistra, pur non arrivando mai al cross da fondo campo. Più convincente quindi in fase difensiva.
Molinaro n.g: pochissimi minuti per lui in campo.
Felipe Melo 6: forse stanco per gli impegni con la sua nazionale, risulta un po’ appannato nel gioco, tuttavia combatte su ogni pallone e si erge a baluardo del centrocampo per bloccare le iniziative laziali. Il suo gioco maschio lo porta all’immancabile cartellino giallo.
Camoranesi 6: imprime qualità al gioco della Juve, ma spinge poco sulla fascia destra, risultando quindi poco decisivo nelle sue giocate. Si comporta molto meglio nella fase di copertura rispetto a quella offensiva. Da uno come lui ci si aspetta sicuramente di più.
Tiago 6: entra per sostituire Camoranesi svolgendo il suo compitino senza lode e senza infamia; anche lui appare gravato dagli impegni internazionali della settimana, anche se il tempo a sua disposizione per mettersi in mostra è stato limitato.
Marchisio 7: che sia galvanizzato dall’esordio in nazionale s’è visto; infatti s’è dimostrato il motorino del centrocampo bianconero. Ha lottato su ogni pallone recuperando sempre in fase difensiva e proponendosi coi giusti tempi e i giusti modi in fase offensiva. Suo il cross da cui è scaturito il primo gol. Una prova che segna la sua completa maturazione in ogni fase del gioco.
Diego 6: Ballardini prepara per lui una gabbia speciale che cerca di frenare il gioco dell’asso brasiliano e con esso quello della Juve intera, tuttavia Diego riesce a comportarsi bene creando gioco e ritornando spesso in difesa ad aiutare i compagni. Non è il giocatore straripante ammirato contro la Roma, forse anche per il dolore alla coscia che lo costringe ad abbandonare il campo al termine del primo tempo. anche senza di lui la Juve si dimostra all’altezza della situazione.
Giovinco 6,5: ottima la sua prova da vice-Diego, sicuramente non ha la classe del brasiliano, ma si comporta estremamente bene dettando importanti passaggi ai compagni e mantenendo in costante apprensione la difesa avversaria. Fornisce lucidità alla squadra e dialoga molto bene con le punte. È lui a innescare l’azione del raddoppio di Trezeguet.
Amauri 7: grande spirito di sacrificio dell’attaccante, che tiene in costante apprensione la difesa avversaria. Svolge un pressing alto e cerca di accaparrarsi palloni da mettere in rete. Ottime alcune sgroppate sulla fascia sinistra volte a servire Trezeguet e un paio di azioni personali. Purtroppo non è arrivato il gol, non che non ci abbia provato, ma se la squadra rimane competitiva si possono ancora aspettare le reti dell’asso italo-brasiliano, magari fino ai momenti decisivi. 
Trezeguet 6: da premiare l’impegno e la puntualità in zona gol, tuttavia la prova dell’attaccante francese è risultata evanescente e priva di spunti. Ottimo come sempre nel piazzamento, si rende protagonista di una conclusione dalla distanza, parata ottimamente da Muslera, costretto poi all’uscita in una situazione in cui l’attaccante avrebbe potuto fare meglio. Nel secondo tempo sparisce dalla scena, per riapparire solo al 93’ quando trasforma in rete una percussione di Giovinco. Prova volenterosa, ma leggermente opaca.

Lazio - Juventus 0-2. Allegriaaa!

Set122009

 

 

 

 

 

 

 

Nella giornata in cui i bianconeri giocano con il lutto al braccio in onore a Mike Bongiorno, la squadra dimostra di aver la stoffa e il carattere che la distinguevano negli anni dei successi: solidità, potenza, capacità di soffrire, e grande gruppo.

Novità importanti nella formazione anti Lazio, con l’esordio per tre nuovi giocatori: Caceres a destra, Grosso a sinistra e … Trezeguet al centro dell’attacco. Diego è “semplicemente” il trascinatore della Juve, per esempio quando nei primi minuti sradica un pallone dai piedi di un laziale vicino alla nostra area di rigore, e successivamente quando rilancia in modo mai scontato la nostra azione offensiva; come si dice: genio e generosità. La Lazio ci mette molto animo, ma a destra Caceres è un baluardo e anche la restante difesa (con Legrottaglie al posto di Cannavaro), argina bene i biancazzurri nei primi minuti; questa diga riporta il baricentro juventino più avanti, e permette ad Amauri di fare da sponda a Trezeguet che quasi dalla trequarti campo conclude al volo con un gran tiro, difficilmente parato da Muslera.

La Lazio dopo 10 minuti si è già spenta, e la Juve preme portando ancora Trezeguet solo davanti al portiere, ma è ancora bravo il laziale (o il francese non è stato così rapido?). Dura fino al 20′ il letargo della squadra di Ballardini, quando Kolarov riesce a saltare Caceres e a portarsi al tiro, ma Buffon respinge alla grande la potente conclusione avversaria. E’ la Juve che può fare la partita, perchè è sempre pericolosa in fase propositiva e anche nelle occasioni di contropiede (anche se Trezeguet è letteralmente un fantasma), ma i nostri evidenziano le solite pecche: squadra a volte sbilanciata, falli a volte stupidi (vedi il giallo a Legrottaglie), e poca attenzione alle conclusioni da lontano.

Sicuramente la cirolazione di palla è molto migliore rispetto alla Juve di Ranieri, tanto che sembra talvolta che Ferrara abbia ordinato di giocare a due tocchi, ma lo sbocco del gioco non può sempre essere quello centrale; la Juve è letteralmente assente sulle fasce, nonostante la presenza di Camoranesi, che spesso si trova in posizione di mezz’ala, tipica del rombo di centrocampo.

Al 43′ si accascia Diego, per lui una contusione muscolare che non gli permette di continuare: è l’occasione che Giovinco stava aspettando. Fuori il nostro “faro” la Juve perde un po’ la bussola e Legrottaglie si lascia andare ad uno scellerato colpo di tacco che costringe Grosso ad un fallo riparatore; la palla finisce in area dove, da una mischia furibonda scaturisce un gol laziale annullato anzitempo dall’arbitro per un fallo dubbio di Cruz su Legrottaglie. Difficile dire se il fallo ci fosse davvero: di solito il difensore non si lascia cadere davanti alla riga di porta mentre l’azione è in corso, ma la caduta appare di primo achito un po’ eccessiva rispetto al movimento di Cruz. C’è lavoro per i moviolisti (che poi chiariranno il fallo di Cruz) e sopratutto per i chiaccheroni come il presidente Lotito, che senza nemmeno il beneficio del dubbio si alza persino in piedi per inveire meglio contro l’arbitro. E poi si parla di civiltà allo stadio. Vergogna!

Il primo tempo si chiude quindi con le squadre molto stanche per il gran ritmo tenuto, anche se la forza di scagliarsi contro l’arbitro c’è sempre. Polemiche furibonde all’Olimpico.

In avvio Chiellini viene graziato per un fallo da dietro (era giallo), così come Camoranesi compie un paio di falli “a rischio”; la squadra è inspiegabilmente impacciata e nervosa, o semplicemente fuori condizione. Anche Felipe Melo ovviamente non può esimersi dal giallo, e Caceres lo segue a ruota.

Per parlare di conclusioni interessanti si devono aspettare quasi 20 minuti, quando una bella azione tutta di prima porta Trezeguet a girare in porta da dentro l’area, ma la conclusione è debole. Certo che quando esce Diego si sente! Juve appannata. Persino Amauri non riesce a finalizzare un bellissimo contropiede, tirando debolmente in porta. Ferrara pensa a finire in undici: dentro Tiago per Camoranesi.

Martin Caceres!!!!! Uno a zero! Bel cross di Marchisio (sarà un caso che quando arriva un cross decente arrivi subito anche il gol?), Amauri e Trezeguet si ostacolano in mezzo, la palla arriva dietro per il nostro difensore che batte a colpo sicuro. Che esordio per l’ex blaugrana!

La Juve contiene bene e la Lazio perde la personalità della grande squadra. Fuori Grosso per infortunio (solo un pestone al piede), e dentro Molinaro. Sono 4 i minuti di recupero, sufficienti ai bianconeri per raddoppiare con un contropiede  da manuale Amauri - Giovinco - Amauri che tira in porta in modo acrobatico provocando la deviazione di Muslera  su cui si avventa l’avvoltoio Trezeguet che non perdona!

Due a zero e Juve ancora in testa alla classifica. Nella foto, la vera forza della squadra di Ciro.

(Guarda il programma delle prossime partite nella nostra sezione “STATISTICHE“)

Juventus - Lazio 2-0. Arrivederci Pavel.

Mag312009

 

 

 

 

 

 

 

 

Al di là di tutto quello che è successo in questi ultimi due mesi e mezzo, e cioè dell’andamento “altalenante” della squadra, delle polemiche, dell’esonero di Ranieri, e della panchina affidata a Ferrara, bisogna riconoscere con tutta onestà che la Juventus ha nonostante tutto centrato la il suo obiettivo stagionale riguardante il campionato. D’accordo, a Ranieri si era chiesto di cominciare a vincere qualcosa (e quel “qualcosa” non poteva che essere la Coppa Italia), ma il crollo verticale dei bianconeri è coinciso proprio con il momento delle “finali”, considerando anche la partita col Chelsea una vera e propria “finale”. E lo si voglia o no, il secondo posto in classifica non può essere solo frutto della “cura Ferrara“, visto che 6 punti in classifica pesano molto meno di tutti gli altri conquistati precedentemente. Questo indipendentemente dall’opinione che si possa avere su uno o l’altro allenatore, anche perchè Ciro ha potuto recuperare giocatori importanti per questo rush finale (oggi giocava pure Salihamidzic!). Certo è che se ogni anno la Juve deve puntare sempre più in alto, l’anno prossimo non ci si può presentare senza un obiettivo diverso dalla conquista dello scudetto.

Intanto la partita di oggi ha visto l’addio di un giocatore che avrebbe senz’altro contribuito ancora a far crescere la squadra il prossimo anno; sappiamo tutti che parliamo di Pavel Nedved. Di lui si è ormai detto tutto, per cui non ci ripetiamo col rischio di essere noiosi e scontati. Quello che è importante sottolinare di questo “addio”, è che forse non è un “addio al calcio” ma un “addio alla Juventus“. Dopo otto anni consecutivi ad essere il cuore e l’anima dei bianconeri, il nostro Pavel potrebbe diventare protagonista con un’altra maglia, e il bello è che di questa situazione potrebbe esserne lui stesso inconsapevole. La questione gira tutta intorno a Mino Rajola, il suo procuratore. Infatti, alla vigilia della partita contro la Lazio, la Juventus ha chiesto ufficialmente a Pavel di tornare sui suoi passi e di prolungare di un altro anno, prendendo poi un posto da dirigente. La risposta negativa di Nedved ha chiuso le porte ad ulteriori discussioni sui termini del contratto, quindi per la società ha organizzato il suo addio al calcio. Il suo procuratore invece, che intravede ancora un anno di calcio ad alto livello per il suo assistito, ha già dichiarato che continuerà ad insistere affinchè il ceco possa continuare la carriera, ma a questo punto non necessariamente nella squadra bianconera. Se Rajola dovesse trovare un accordo con una grandissima squadra europea, dando a Nedved la possibilità di vincere la Champions (seppure come “attore non protagonista”), abbiamo la sensazione che il giocatore potrebbe accettare questa possibilità, nel nome della Champions. La nostra opinione è che sicuramente molto dipenderà anche dal prossimo allenatore della Juve, anche se fare poi uno, due, tre, “addi al calcio” non sarebbe una cosa molto in linea con lo stile Juve.

Ma ora veniamo alla partita di oggi: Juve- Lazio, la prima e (forse) l’ultima squadra italiana di Pavel Nedved. Era questo il leit-motiv dell’ultima giornata di campionato qui a Torino. I biancoazzurri non avevano più nulla da giocarsi, i bianconeri dovevano mantenere il secondo posto guardandosi dal Milan impegnato a Firenze. Partita rivelatasi piuttosto semplice in virtù del gol segnato da Iaquinta dopo soli due minuti e mezzo di gioco, sfruttando un bellissimo lancio di Marchisio e una bellissima papera del portiere laziale che esce troppo presto dalla porta e si fa passare la palla tra le gambe.

Partita “facile” anche perchè la Lazio non alza mai i ritmi e Ferrara può contare, come detto in precedenza, su una buona forma dei propri giocatori, sopratutto del tandem Camoranesi-Zebina sulla destra, vera e propria “ira di Dio“ su quella fascia. “Archiviati” Poulsen e Tiago, Marchisio e Zanetti riprendono le redini del centrocampo, aspettando anche un certo Sissoko. Del Piero e Iaquinta in attacco fanno faville, con una media gol veramente impressionante del friulano che ha iniziato a decollare paradossalmente nel momento più difficile della Vecchia Signora.

Primo tempo che ha visto i nostri meritare pienamente il vantaggio, grazie ad un paio di occasioni da gol molto importanti, tra le quali da segnalare, oltre al gol, la rovesciata che Del Piero ha mandato poco sopra la traversa alla fine della prima frazione di gioco. Gli spunti più importanti si vedono nella ripresa, dove la la Juve continua la sua pressione nei primi 10 minuti in modo sempre più convinto, e Ciro Ferrara per assecondare la squadra decide di mettere il tridente togliendo Zanetti e inserendo Amauri, portando Nedved in quella posizione di centro-sinistra dove a nostro avviso può rendere ancora molto. Due volte il tridente su due partite “dirette” da Ferrara, un atteggiamento che piace molto ai tifosi che storicamente hanno sempre rimproverato ai suoi allenatori atteggiamenti più ”cauti” che “propositivi”.

Tridente + nuova posizione di Nedved = gol. Raddoppio dei bianconeri grazie ad un pallone rubato dal ceco che fornisce un assist perfetto per Iaquinta smarcandolo nuovamente davanti al portiere; gioco facile il 2 a 0. Come se non bastasse, dentro anche Giovinco (e non al posto di Del Piero, alla faccia di Ranieri!), ma stavolta al posto di una punta: standing ovation per Iaquinta.

Ma la standing ovation più importante avviene nei 10 minuti finali, con il saluto di Pavel davanti a tutto il suo pubblico, con tutto l’affetto e la commozione che si dedica ad una grande “bandiera”. Ogni riferimento ai tifosi rossoneri NON è puramente casuale.

Juventus - Lazio 1-2. Fischi per tutti.

Apr232009

 

 

 

 

 

 

 

Avevamo tanto criticato lo spettacolo offerto da Juve e Inter nella partita più importante dell’anno (almeno per noi), ma finchè la Juve non si è trovata sotto di due gol (e quindi obbligata a riversarsi totalmente in avanti per portare almeno a casa la pelle dalle grinfie dei propri tifosi), si è assistito ad uno spettacolo ben peggiore. La Lazio che aveva dalla sua il risultato utile dell’andata, e che trovandosi a giocare fuori casa, per di più con una Juve “ferita” nell’orgoglio, avrebbe dovuto pensarci due volte prima di passare la metà campo, ha dominato la Juventus per quasi tutto il primo tempo, attirandosi i fischi dei tifosi bianconeri ancor prima che la qualificazione fosse compromessa. Che dire poi di Ranieri e di tutte le sue formazioni sempre diverse…. stavolta non c’ha azzeccato nulla. Gli innesti di De Ceglie, Mellberg, Ariaudo, Giovinco e Trezeguet hanno cambiato solamente gli interpreti di un copione ultimamente sempre uguale.

Uguale come tutti gli inizi juventini, quindi con la Vecchia Signora ad aspettare l’avversario con la coda tra le gambe, con la paura di chissà quale imbattibile compagine. Ma quando una squadra è convinta dei propri mezzi e gioca con determinazione sembra sempre più forte di quella che non si batte. Così è la Lazio, che vuole passare il turno dimostrando di scendere in campo per fare la partita, mentre la Juve cerca di esprimersi solo in contropiede, e nemmeno in modo efficace. Dopo circa 15 minuti l’unica nota di merito è un giallo a Marchisio… ma se vogliamo essere generosi nel contare le “occasioni” di questa partita, possiamo annotare una girata a lato di Zarate nella nostra area, un’incursione di Mellberg che quasi colpisce la palla di testa su calcio d’angolo, Giovinco che procura un giallo a Matuzalem per fallo sulla trequarti, e una combinazione Iaquinta - Trezeguet conclusa dal francese con un forte tiro angolato, parato dal portiere laziale.

Oltre a questa sequela degna di un film horror, troviamo “solo” il gol della Lazio. Anche se questo a dire il vero è quasi da cineteca: Zarate ferma un buon pallone sui 30 metri, e da posizione piuttosto centrale mira esattamente l’incrocio. Tiro non forte ma angolato quanto basta per non far arrivare Buffon. Lazio meritatamente in vantaggio e tutti negli spogliatoi a schiarirsi le idee.

Ranieri nell’intervallo si ravvede e cerca di cambiare il ritmo sulle fasce, quelle che aveva cercato di “stimolare” invertendo gli esterni nel primo tempo. Dentro Camoranesi e Nedved (tatticamente la stessa disposizione se non addirittura più difensiva), e fuori Marchionni e Giovinco. Il tempo di vedere Trezeguet che colpisce bene di testa rischiando di segnare (bella la parata di Muslera), ed ecco che la Lazio raddoppia; stavolta è un tiro da fuori area di Kolarov che rimpallando sul polpaccio di Grygera fa nascere una traiettoria imparabile per Buffon. Dalle bestemmie che si leggono sul labiale del portierone si capisce quanto la Juve sia stata sfortunata oltre tutto.

E’ qui che appunto la Juve per salvarsi le ossa (dai tifosi) deve reagire. Iaquinta prima di essere sostituito gira di testa una palla che sfiora il palo. Entra Del Piero per Vincenzo, ma a ben guardare sarebbe dovuto uscire Trezeguet. Probabilmente in questo frangente Ranieri ha preferito tenere in campo tutta la vecchia Juve, giocando di fatto con Camoranesi, Nedved, Del Piero e Trzeguet in avanti. La Juve in campo rispecchia la situazione attuale dei suoi giocatori: grande classe ma grande decadimento. Alex segna subito un bel gol, e Pavel di testa mette la sfera sul palo, ma il decadimento si vede in Camoranesi, che rovina la partita con l’ennesima espulsione per somma di ammonizioni (una per fallo, l’altra per protesta, nel giro di 10 secondi), chiudendo nel peggiore dei modi il discorso Coppa Italia.

E come ogni fallimento che si rispetti arrivano tanti, fragorosi e sonori fischi. Quei fischi che i tifosi juventini non risparmiano a nessuno: giovani e senatori, dirigenti o allenatore. Persino le nostre azioni in attacco vengonoo accompagnate da fischi costanti. Fischi e cori, mentre la partita era ancora in gioco, ma la gente già lasciava gli spalti.

Arrivederci Campionato, arrivederci Champions, arrivederci … Roma.

Lazio - Juventus 2-1. Quando Mourinho porta sfiga.

Mar42009

Per raccontare questa partita ci vorrebbero 90 minuti, da tante azioni ci sono state. Una partita tutt’altro che prevedibile, a dispetto di un certo allenatore dell’Inter che si diceva già sicuro di sapere che la Juve avrebbe vinto e con qualche regalo arbitrale. Tutto al contrario. La sconfitta c’è stata e il nervosismo di Ranieri a fine gara è stato molto palpabile. Ma andiamo con ordine.

Formazione con Manninger a dare il cambio a Buffon, davanti a lui la linea Grygera, Mellberg, Chiellini e Molinaro, a centrocampo Marchionni, Sissoko, Tiago e Nedved, in attacco Iaquinta e Amauri. I bianconeri stavolta partono davvero bene, imponendo un buon ritmo e mostrando che la Coppa Italia non è un obiettivo secondario. Iaquinta subitissimo potrebbe regalarci il vantaggio con un movimento ad anticipare su un’ottima “palla veloce” di Marchionni, ma la sfera finisce a lato di un niente. La squadra gioca bene perchè l’iniziativa e lo spirito sono ben diversi da quelli mostrati in avvio col Chelsea. Quello che sopratutto cambia è la voglia di giocare la palla, di farla girare con intelligenza, per non lasciare il tempo agli avversari di organizzarsi e nel frattempo di farli correre di più.

Paura per Amauri dopo soli 10 minuti, quando si avvicina alla panchina per delle cure al ginocchio; fortunatamente riprenderà a giocare. La partita è spumeggiante ma deve ancora decollare; una buona azione Tiago - Nedved - Iaquinta (con tiro parato di quest’ultimo) è un buon trampolino di lancio. A Vincenzo risponde Rocchi, che da gran campione qual è non si fa pregare quando ha l’occasione di girare al volo in area (tiro fortunatamente debole e centrale). Dal canto suo, Iaquinta da gran campione di cartellini gialli qual è, non si fa pregare quando gli capita l’occasione per fare uno stupido fallo a centrocampo e beccarsi l’ammonizione. Ricordate la sua espulsione per doppio giallo col Catania?

La piovra Sissoko ruba palla nella trequarti laziale smistando per Tiago, assist favoloso dentro l’area per Iaquinta che trafigge in uscita Muslera. Il gol della Juve è regolare ma viene annullato per fuorigioco (capito Mourinho?). La Lazio nonostante subisca l’iniziativa bianconera riesce comunque a rispondere colpo su colpo: il tiro di Matuzalem viene fortunatamente deviato. Per un giocatore che dimostra la sua evoluzione, un altro mostra la sua involuzione: Tiago smista molti palloni e si sacrifica con ottimi risultati, Iaquinta deve capire che il gioco del calcio si basa anche sul saper controllare la palla. Rocchi invece conferma tutte le sue qualità: basta vedere i suoi movimenti senza palla per capiere quanto sia forte questo giocatore.

Cross di Molinaro messo fuori molto male dalla difesa biancoazzurra, arriva sulla respinta Marchionni la cui conclusione è deviata in porta da un difensore. Stavolta il gol è convalidato: 1a 0 per la Juventus. Rocchi non interrompe la sua attrazione verso la nostra porta, liberandosi di Mellberg e calciando a rete: Manninger fa il Buffon. Dopo Iaquinta e Grygera arriva anche il giallo per Sissoko (un altro immancabile socio del Club) che salterà così il ritorno a Torino. Ledsma da lontano cerca di trasformare una punizione, ma ancora Manninger fa un lavoro strepitoso. Altro brivido Lazio con Grygera tagliato fuori da un lancio in profondità (come era già successo altre volte in passato) e Rocchi che si trova da solo in area, ma l’altruismo di questo ragazzo lo porta a cercare un compagno e a sbagliare la misura del passaggio. Alla termine dei primi 45 minuti le squadre vanno a riposo con un vantaggio meritato della Juventus.

Nel secondo tempo Delio Rossi inverte gli esterni da subito, tentando di cambiare le carte in tavola e di dare la scossa alla sua squadra. Mossa azzeccata visto che nella seconda parte della gara sarà quasi soltanto Lazio. E’ sempre Rocchi l’anima e il cuore dei nostri avversari; stavolta in anticipo sui nostri due centrali non riesce a centrare la porta da posizione molto ravvicinata. Il ritmo è sempre alto come nel primo tempo, e Ranieri decide di mettere forze fresche: dentro Marchisio per Sissoko (già ammonito). Ma la Lazio continua a premere e noi abbiamo un passo inferiore. Pandev pareggia i conti girando nella nostra porta una palla rimasta in area dopo la precedente conclusione di Lichsteiner parata miracolosamente ancora da Manninger.

La Juve ha una timida reazione, portando Amauri al tiro dal limite dell’area, ma il pallone viene ribattuto facilmente. Da qui in poi solo Lazio. Manninger si esibisce nell’unico tipo di parata che non ha ancora fatto alzando un tiro di Foggia sulla traversa. Ranieri sostituisce Tiago con Poulsen… un cambio che sa di poco anche se per il tecnico sa di Maginot. Traversa di Foggia su punizione. I bianconeri appaiono confusi: da una parte avrebbero l’occasione e gli spazi per far male in contropiede (avendo anche gli uomini veloci in avanti per poterlo fare), dall’altra il nostro allenatore si sbraccia per rallentare il gioco e tenere la palla…. La squadra di Delio Rossi ringrazia per potersi dedicare solamente alla nostra metà campo, e così, dopo i gialli a Chiellini e Marchisio ci tocca anche subire il raddoppio laziale: Pandev lancia Rocchi che vince di velocità e potenza il duello con Chiellini (mica uno qualsiasi) riuscendo a battere in gol.

Entra Trezeguet per Amauri. Altro cambio a mio parere discutibile visto che Iaquinta era ammonito e che la coppia Trezeguet - Amauri offre di gran lunga più garanzie rispetto a Trezeguet - Iaquinta. E poi, dopo aver tolto Tiago chi darà i palloni alle punte?? Infatti nessuna delle punte toccherà palla se non per giocarla all’indietro, dimostrando così che le sostituzioni di Ranieri non solo hanno tolto fiducia alla squadra, ma hanno praticamente isolato ancora di più i reparti, senza dare la possibilità alla squadra di avere una propria identità e di uscire dalla morsa biancoazzurra con qualche iniziativa pericolosa.

Di fatto le nostre punte non hanno combinato nulla se togliamo un paio di azioni di Iaquinta nei primi minuti (tra cui il gol annullato). E nel bel mezzo della stagione, vedere che ancora non si sono ancora trovate soluzioni di gioco per servire le nostre punte in modo efficace, fa veramente sperare poco nel futuro.

Se come è vero le due squadre stasera si sono divise i due tempi (primo tempo Juve, secondo Lazio), si potrebbe pensare in prima battuta che un pareggio sarebbe stato più giusto. In realtà, mentre nel primo tempo di supremazia bianconera la Lazio riusciva comunque ad esprimere un suo gioco in attacco e a far concludere diverse volte le sue punte, nel secondo tempo la squadra romana non ha quasi mai fatto fatto passare la metà campo ai nostri, veramente schiacciati anche dal punto di vista atletico.

E per fortuna che in settimana il Professor Capanna (responsabile della preparazione fisica dei bianconeri) aveva dichiarato: “La Juve correrà sempre più forte“. All’indietro? 

Lazio - Juventus 1-1. La Juve che non ti aspetti.

Gen192009

E’ stata una partita strana, quella di stasera. Una di quelle partite dove per un tempo non sai quale misteriosa macumba rimbambisca i giocatori della tua squadra, mentre per l’altra metà di gara, quando ti prepari psicologicamente ad un’altra “sofferenza”, ecco che magicamente lo spillone viene estratto dalla bambolina bianconera, e tutto ricomincia a funzionare. Ma regalare una frazione intera agli avversari è sempre tanta cosa. La Lazio infatti interpreta benissimo il primo tempo, attaccando in velocità sulle fasce senza dare respiro alla manovra bianconera, riuscendo ad essere efficace anche nella parte difensiva, dedicando ad Amauri ben due o talvolta tre marcatori insieme. Mellberg soffre troppo la scheggia impazzita Zarate e talvolta viene aiutato da Marchionni nel raddoppio, ma i due non riescono comunque ad arginare il laziale. Anche a sinistra la Lazio spinge con Pandev, ma Molinaro se la cava decisamente meglio. A centrocampo la Juve non azzecca un passaggio e viene imbrigliata sistematicamente nelle strette maglie celesti.

Fino al gol della Lazio, i nostri giocano con un baricentro scandalosamente basso. Non è solo un merito dei nostri avversari, perchè si vede che la Juve è frenata, anche psicologicamente. “Paura” è la parola che nessuno vuole dire ma che forse è la più attinente. Perchè la squadra ha avuto timore all’Olimpico? Mi viene da pensare che forse la mancanza di Grygera e Ariaudo abbiano influenzato il collettivo, togliendo sicurezza nei confronti del reparto arretrato, e da qui la paura di attaccare o di scoprirsi. Timore del tutto fuori luogo visto che la difesa è stato il reparto che ha risposto meglio alle aspettative! Oppure è stata semplice “ansia da prestazione”? Non lo sapremo mai, perchè i diretti interessati negherebbero.

Ad ogni buon conto, al vantaggio dei padroni di casa su papera di Manninger, la Juve inizia a sciogliersi e a giocare. Pochi minuti e per scaldare le polveri e Mellberg insacca di testa su calcio d’angolo. Lo schema è lo stesso del gol di Chiellini al Milan, palla sul dischetto e incornata solitaria. Lo schema verrà poi ripetuto con Legrottaglie a colpire, ma Nicola arriva male sulla palla e sarà una grande occasione sprecata.

Testata l’affidabilità difensiva, e sciolti i legacci psicologici, la Juve è pronta a cominciare la sua partita. Lo fa impegnando sopratutto Marchionni e Nedved, ma la manovra non è quasi mai fluida, e le occasioni paiono frutto di isolate vampate offensive piuttosto che di una crescita corale della squadra. Amauri e Del Piero infatti sono due ectoplasmi. La cosa era prevedibile, dato che nel nostro piccolo lo avevamo già sottolineato nel precedente articolo. E se lo sapevamo noi, Ranieri non era in grado di immaginarlo??? Le punte sono stanche e meritano un po’ di riposo, e talvolta alternarle a Giovinco non sarebbe proprio una brutta idea. Se non altro per evitare di giocare in nove quando meno te lo puoi permettere.

La Juve attacca, e la Lazio, che ormai ha già speso tanto, punta solo al contropiede. Ranieri cambia uno Zanetti sotto tono e mette Marchisio; è un buon cambio ma forse un po’ ritardatario visto che già nel primo tempo il regista non s’era visto. Così come non vedendosi nè Amauri nè Del Piero occorrerebbe mettere qualcuno di fresco. Il brasiliano fa due buone azioni di potenza e forse Ranieri si convince che ad uscire debba essere il capitano. Così Giovinco entra per Alex, ma è sempre troppo tardi, mancano solo dieci minuti alla fine e Sebastian tocca solo tre palloni. Giusto in tempo per vedere il palo di Legrottaglie a portiere battuto e Foggia che per pochissimo non ci infila a tempo scaduto.

Considerato l’atteggiamento e la mentalità del primo tempo si potrebbe pensare ad un punto guadagnato. Ma io guardo sempre alle potenzialità della squadra a quello che ha saputo far vedere nel secondo tempo, sopratutto nel reparto difensivo, con la coppia Legrottaglie - Ariaudo letteralmente perfetta, e con un Molinaro in grande crescita. Ciò aumenta il rammarico per non aver osato di più, o per non aver visto un briciolo di vivacità in avanti. Noi tifosi spesso siamo troppo esigenti, è vero; ma in questo caso, Ranieri, bastava davvero poco. Era sufficiente una “formica”………………………….  Â