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Nel nostro prepartita abbiamo detto di come fossero fondamentali l’approccio alla gara e il reparto di centrocampo. Diciamo che segnando dopo un minuto e mezzo non si può dire che la nostra squadra non sia scesa in campo con intenzione di vincere, mentre la nostra linea mediana è stata semplicemente devastante. La velocità di Krasic, le geometrie di Aquilani, l’interdizione di Felipe Melo, la verve di Pepe, hanno trascinato verso la vittoria un attacco sterile e una difesa disattenta. Anche se tutti ci dipingeranno come la squadra più credibile per la rincorsa al Milan (ma ci siamo già dimenticati di una certa Inter??), dobbiamo pensare a quanto si deve ancora crescere per puntare al primo posto, a quanto bisogna lavorare per trovare ancora un assetto stabile della retroguardia, o dei validi schemi offensivi. Il lavoro, già … quello inizierà lunedì, ma oggi che è domenica, godiamoci questa grande e preziosa vittoria.Â
Non facciamo in tempo a vedere gli schieramenti tattici delle due squadre, che subito la partita subisce un’impennata violenta. Dopo un minuto e mezzo Chiellini incorna di testa su calcio d’angolo, siglando il vantaggio bianconero: uno a zero! La Juve non si mette dietro a controllare, anche perchè mancno solo novanta minuti (….), e subito Krasic sfonda sulla destra mettendo in mezzo per Quagliarella che al volo gira di poco a lato. I tifosi sperano già nel raddoppio vista la grande occasione degli uomini di Delneri, ma è invece la Lazio a realizzare il pareggio con Zarate, che approfitta di un’uscita a vuoto di Storari che lascia sguarnita momentaneamente la porta.
Adesso l’inerzia della partita si inverte, perchè Bonucci regala a Floccari la palla del raddoppio, ma l’attaccante angola troppo il tiro, spedendo sul fondo. Grande brivido che fa intendere come le due difese possono lasciare aperto il risultato a qualsiasi soluzione. Non ci sono colpe difensive invece sulla punizione dal limite di Aquilani che viene deviata sulla traversa, mentre tornano determinanti le amnesie laziali quando, con un disimpegno sbagliato, liberano Krasic al limite dell’area che tenta la conclusione di fino verso la porta, ma il suo pallonetto esce veramente di un soffio.
Dopo venti minuti a tutta birra le due formazioni si concedono qualche attimo di respiro, giocando prevalentemente a centrocampo, e annullando vicendevolmente le rispettive iniziative. Prima della fine del tempo grande occasione per Quagliarella che dopo un rimpallo in area si trova sui piedi un pallone fantastico, ma la sua conclusione viene rimpallata proprio sul nascere.
La Juventus entra decisamente più convinta in campo nella ripresa, anche perchè capisce che la squadra di Reja gioca per due risultati, cercando di contenere i bianconeri prima ancora di attaccare per vincere. Aquilani suona la carica tirando da lontano, ma Muslera si distende e devia la sfera a lato. La manovra juventina si sviluppa troppo per vie centrali, e spesso non viene finalizzata proprio per la sua prevedibilità , mettendo i centrali biancoazzurri in condizioni di leggere facilmente le nostre trame offensive. E’ curioso infatti come si giochi poco sulle fasce, non solo sulla corsia di Marchisio, ma anche su quella di Krasic, che le poche volte in cui viene servito dimostra di saltare puntualmente il suo diretto avversario.
Esce Marchisio per Simone Pepe, non si sa se per effetto di quanto analizzato sopra, oppure per un lieve infortunio che vede il giovane uscire dal campo zoppicante. Fuori anche Quagliarella per Del Piero, non al massimo il napoletano che ha avuto due occasioni da rete senza riuscire a sfruttarle a dovere; venti minuti a disposizione del capitano per cercare di cambiare una partita bloccata. E’ invece il primo entrato ad accentrarsi facendo partire un buon tiro che impegna Muslera in una difficile parata. Ancora Pepe che aggancia bene in area ma conclude debolmente tra le braccia del portiere. Juve che vuole la vittoria a tutti i costi, ma è proprio incomprensibile il cambio di Aquilani (stavolta buono anche il suo secondo tempo), per Sissoko, certamente un giocatore più difensivo nei minuti dove c’è da tentare il tutto per tutto.
I bianconeri iniziano ad insistere su Krasic e i pericoli per l’undici di Reja aumentano in modo esponenziale; gli avversari vengono saltati come birilli: uno, due, non fa differenza, Milos passa e la palla pure. Siamo negli ultimi secondi del recupero e il serbo effettua l’ennesima discesa sul fondo, arrivando proprio sulla linea del campo (come piace a noi), indirizzando la palla verso la porta dove Muslera smanaccia verso la rete portando la Juve in vantaggio. Esplode lo stadio, finisce la partita e la festa ha inizio.
E’ nata una nuova squadra.