Le pagelle di Livorno - Juventus.

Feb72010

Buffon 7: strepitoso in un paio di occasioni, salva il risultato e permette alla squadra bianconera di evitare un’altra sconfitta. Per sua fortuna gli attaccanti amaranto non hanno la mira molto precisa, perciò riescono a trafiggerlo solo una volta.
Chiellini 5: forse un po’ a disagio per la posizione defilata sulla sinistra, non riesce a incidere molto e a far valere le sue doti fisiche contro gli attaccanti avversari, lasciandoli spesso liberi di colpire. Forse sente un po’ l’emozione del fatto di giocare nella sua regione.
Legrottaglie 6,5: se la cava bene al centro della difesa a tre e si rende pericoloso in attacco, segnando un gol molto importante che permette alla squadra di Zaccheroni di conquistare almeno un punto.
Cannavaro 5: anche lui in affanno nel ruolo di terzino, lascia troppo spesso liberi gli attaccanti del Livorno. Vive una serata decisamente difficile contro il coetaneo Filippini ed è costretto ad abbandonare il match anzitempo per problemi fisici. Forse è stato meglio così.
Zebina n.g.: entrato a partita in corso, non si fa notare. 
Caceres 6: è da premiare la sua volontà e la sua duttilità tattica, che lo porta a spingere costantemente sulla fascia e a provare a creare qualche difficoltà agli avversari, anche se non riesce a rendersi realmente pericoloso e a mettere i compagni in condizione di fare male.
Grosso 5: non riesce ancora a convincere col suo gioco lento e compassato, che non permette alla squadra di creare alcuna occasione degna di nota, proveniente dalla sua fascia.
De Ceglie n.g.: inserito nell’ultima parte del match non si fa notare.
Candreva 6: gioca una partita diligente contro la sua ex squadra, compiendo una buona azione di filtro e cercando di impostare, anche se non è decisamente il suo forte. La sua voglia di far bene lo porta ad effettuare una conclusione pericolosa che però viene parata dall’estremo difensore del Livorno. Sta crescendo e si sta adattando ai meccanismi di gioco della Juventus, perciò potrà essere una pedina importante per il proseguo della stagione.
Felipe Melo 5: continua la rottura prolungata del brasiliano, che svolge i suoi compiti senza eccellere, ma non dà mai l’idea di essere irresistibile e poter cambiare volto al match o marcia alla squadra. Colleziona un’altra espulsione che fa scendere il voto ampiamente sotto la sufficienza.
Diego 5: nuovo mister, vecchio Diego. Il brasiliano sembra ancora una volta perso in mezzo al campo e non riesce a creare occasioni pericolose per i compagni. Non ci sono più molte parole da spendere sul suo modo di giocare, che appare sempre più prevedibile, privo di spunti importanti o di conclusioni davvero all’altezza della sua fama. 
Del Piero 5: non festeggia nel migliore dei modi la sua quattrocentoquattresima presenza in bianconero, tirando solo una punizione pericolosa e poco altro. Sembra sempre più spaesato nell’organico della squadra e non riesce più ad essere trascinatore. Anche la condizione atletica non lo assiste.
Giandonato n.g.: solo qualche minuto per la giovane promessa della primavera.
Amauri 5: è sempre più perso e non riesce a reggere l’attacco della Juventus, infatti si impegna moltissimo, ma non gli arrivano palloni giocabili. È un lontano ricordo il giocatore devastante dell’inizio della scorsa stagione, ma senza i gol del suo bomber, la squadra può fare ben poco.

Livorno - Juventus 1-1. Dio solo lo sa….

Feb72010

Zaccheroni aveva detto in settimana che giocare con la difesa a tre non era assolutamente una sua fissazione o una sua fede cieca in questo modulo di gioco. Detto, fatto: difesa a tre già alla seconda partita (solamente perchè nella gara iniziale non c’era stato materialmente il tempo neanche per presentarsi). Sia ben chiaro, per noi il 3-4-3 o il 3-4-1-2 sono le soluzioni tattiche migliori, e lo diciamo proprio stasera che il risultato sul campo non è di certo dei più confortanti! Zaccheroni ha profondamente ragione nel voler sfruttare questo metodo, perchè ci sono valide argomentazioni e motivazioni tattiche di cui bisogna tener conto. Innanzi tutto i centrali sono il “punto forte della difesa”, in quanto sono tutti molto abili di testa, hanno ottima esperienza internazionale e il loro rendimento risulta sempre buono (confronto ad altri difensori quali Grosso, Grygera, l’ex Molinaro, Zebina, De Ceglie, ecc…); in secondo luogo perchè la difesa a tre è in sostanza un modulo d’attacco, contrariamente a quanto la maggior parte dei tifosi possa pensare. Difendere a tre vuol dire “liberare” di fatto un uomo in più a favore del centrocampo, ma all’occorrenza poter difendere a cinque in caso di necessità. A metà campo infatti si preferisce sempre far giocare due terzini sugli esterni, che ovviamente hanno il compito di “fluidificare” sulle fasce, svolgendo più il ruolo di ala che di difensore (e Grosso e Caceres svolgono le mansioni di spinta meglio di quanto possano fare in copertura), col vantaggio poi di avere nello stesso momento due difendenti di ruolo quando le circostanze dovessero imporre una condotta molto prudente.

Il filtro di centrocampo viene momentaneamente affidato all’inedita coppia Felipe Melo - Candreva (in attesa del ritorno di Sissoko), mentre in avanti Del Piero e Amauri agonizzano sotto gli occhi di Diego.

Inizia bene il Livorno, caparbio e determinato, con la Juve più intenta a ritrovarsi nei movimenti che a cercare di concretizzare subito qualcosa. Pulzetti e Filippini sono tra i più intraprendenti, mettendo i brividi a Buffon in almeno due occasioni. La Juve risponde solo con il piede a martello di Felipe Melo (che si becca il giallo dopo soli venti minuti di gioco), e con un colpo di testa di Legrottaglie che fa le prove generali per la sua marcatura successiva. Ma è Filippini che riesce a beffare la nostra retroguardia andando a segnare di testa il gol del vantaggio: uno a zero per i padroni di casa, con il giovane trentaseienne che riesce a saltare indisturbato in mezzo a tre difensori centrali! Che assurdità….

La squadra di Cosmi non si scoraggia per aver segnato un solo gol nei primi ventisei minuti, così ci riprova ancora con un tiro che dà l’illusione ottica del palo, ma in realtà è solo il sostegno esterno della rete a vibrare alle spalle di Buffon. Per fortuna che gli amaranto dimostrano anche per quale motivo hanno meno punti di questa Juventus, lasciando liberi in area Chiellini e Legrottaglie su punizione di Diego, che possono persino scegliere chi tra i due debba battere a rete: la spunta Legrottaglie che pareggia il conto dei gol. Uno pari! E il primo tempo è tutto qui.

Zac ripropone lo stesso undici della prima frazione, ma ben presto dovrà rivedere i suoi piani: Cannavaro viene ammonito, ma in conseguenza anche a problemi muscolari lascia il posto a Zebina. La partita è brutta come nel primo tempo, pochissime occasioni, scarsa velocità, molta imprecisione… tutti gli ingredienti di una partita soporifera. La gara infatti è animata più dalle sostituzioni che dai reali momenti di pathos. Un tiro di Candreva da fuori area ad inizio secondo tempo e un gol mangiato da Porticone (tiro alto) intorno al 26′, sono le uniche occasioni veramente pericolose per le due squadre.

De Ceglie sostituisce Grosso senza cambiare l’assetto tattico della squadra, ma a questo ci pensa Felipe Melo che si fa cacciare negli ultimi dieci minuti di gioco per un secondo stupido fallo, anche se troppo enfatizzato dall’avversario. Il mister toglie Del Piero inserendo Giandonato (esordiente) per non spaccare in due la squadra, e Alex capisce, uscendo senza polemizzare.

Negli ultimi due minuti solita occasione “beffa” per il Livorno, che obbliga Gigi Buffon ad un grande intervento su Marchini. Fischio finale per un pareggio che scontenta entrambe le squadre ed annoia mortalmente i tifosi juventini e livornesi.

Non si può giudicare un modulo di gioco in una sola partita, sopratutto quando l’avversario non è il Barcellona, e quando la squadra ha giocato fino a ieri con tutto un altro sistema, e così pure in tutta la sua storia, considerando anche di quanto tempo ha potuto usufruire Ferrara per sviluppare e plasmare la sua squadra. Sappiamo bene che non c’è tempo per sperimentare e per provare, ma sappiamo anche dove siamo andati a finire con il 4-4-2 e con il 4-3-1-2, che non hanno mai funzionato quest’anno. La fretta è indispensabile ma può essere anche un errore nello stesso tempo. Secondo noi Zaccheroni ha l’obbligo di provare ad inculcare il nuovo modulo per riuscire a trovare una identità tattica che può essere alla base di tutto.

Legrottaglie ha esposto stasera la scritta ”Gesù è la verità“; sarà stato un modo per dire che solo Lui sa se è giusto proseguire con questo modulo?

Candreva alla Juve. E’ un affare?

Gen212010

 

 

 

 

 

 

 

Dopo l’ennesima sceneggiata di Spinelli, che dichiarava a tutto il mondo calcistico che la Juventus aveva fatto i conti senza l’oste (cioè lui), in men che non si dica i bianconeri si sono aggiudicati i servigi dell’ex giocatore del Livorno, riuscendo ad accordarsi anche con l’Udinese, comproprietaria del cartellino. La formula di cessione è quella del prestito oneroso (500 mila euro), con diritto di riscatto fissato a 7 milioni di euro. Questo solo per avere la metà del Livorno.

Le qualità di Antonio Candreva, sono quelle di un giovane emergente, già messosi in luce sia con la nazionale Under 21, che in una formazione impegnata a non retrocedere. Il profilo assomiglia molto a quello di un altro gioiellino, che risponde al nome di Sebastian Giovinco. Anzi, a dire la verità, il neo acquisto juventino gioca pure nello stesso ruolo della “formica atomica”, che pur approdato alla corte di Blanc con tutta l’entusiasmo di questo mondo, e avendo possibilità di rimanere a Torino per diverso tempo, non è mai riuscito a giocare o a ritagliarsi lo spazio necessario. Senza contare che quest’anno c’è pure Diego che DEVE giocare per tutta una serie di motivi.

E’ qui che si pone l’interrogativo dell’acquisto di Candreva (che vestirà la maglia numero 26). Dove sta l’utilità di acquistare un giocatore che avrebbe davanti a lui tre compagni nel suo stesso ruolo? Abbiamo visto che nonostante tutte le emergenze, gli infortuni, e i problemi di attacco, Giovinco non è mai stato preso in considerazione negli ultimi due mesi. Se poi consideriamo che se il rendimento dovesse essere altalenante, o se il giocatore dovesse essere poco utilizzato da Ferrara, la Juve si troverebbe a dover valutare un riscatto di 7 milioni di euro per la metà spettante al Livorno, senza sapere poi quale dovrebbe essere l’impegno con l’Udinese.

Se poi la Juve lo ha preso solamente per riuscire a schierare undici giocatori domenica, è un altro conto….

Le pagelle di Juventus - Livorno.

Set202009

Buffon 8: è lui il vero artefice della vittoria, compie infatti interventi prodigiosi, salvando letteralmente la porta bianconera in ben sei occasioni, facendo apparire facili anche gli interventi più difficili. Se i suoi livelli resteranno questi la difesa può dormire a sonni tranquilli.
Legrottaglie 5,5: si trova spesso in difficoltà, a causa dello scarso filtro del centrocampo e il conseguente spaesamento di fronte alle ficcanti azioni degli attaccanti livornesi. Viene spesso tagliato fuori dal gioco veloce degli amaranto che ne eludono gli interventi.
Chiellini 6: anche lui è apparso in difficoltà contro gli avanti livornesi. L’intesa con Legrottaglie non ha funzionato alla perfezione, dando spazio a pericolose azioni degli avversari. S’è spesso ritrovato in sottonumero, tuttavia è riuscito in più di un’occasione ad arginare bene Lucarelli e Tavano.
Grosso 6: anche lui in difficoltà, come tutta la difesa del resto, ha però compensato con una continua spinta sulla fascia sinistra, che ha messo in grossa difficoltà la difesa del Livorno, creando situazioni pericolose.
Grygera 5,5: è mancata decisamente la spinta sulla fascia destra di sua competenza, il che ha privato la squadra di Ferrara di importanti soluzioni offensive, compensate in parte dai movimenti di Camoranesi e Marchisio. Anche lui è apparso in notevole difficoltà nella fase difensiva, testimoniando un serata negativa per tutto il reparto.
Poulsen 5: consueta prova incolore del danese che si propone poco in fase offensiva, limitandosi solo a smistare il pallone senza impostare alcuna azione degna di nota. Risulta alquanto carente anche nella fase difensiva, infatti il suo compito di filtrare gli attacchi livornesi fallisce miseramente, lasciando così i suoi compagni della difesa in inferiorità numerica, permettendo quindi al Livorno di presentarsi con frequenza dalle parti di Buffon.
Marchisio 7: altra grande prestazione del centrocampista cresciuto nel vivaio bianconero, che combatte su ogni pallone proponendosi con frequenza in fase offensiva e dettando preziosi passaggi ai compagni. È stata lui una delle chiavi della vittoria, non solo per il pregevole gol realizzato con un delizioso pallonetto, che ha dimostrato tutta la freddezza di un giocatore che non può più essere considerato una giovane promessa, ma una solida realtà.
Camoranesi 6,5: vivace prova del centrocampista che assume il ruolo di regista, passano infatti da lui i palloni più importanti della manovra offensiva bianconera. Ottimo suggeritore per i compagni fornisce, oltre alla consueta qualità, anche una prova di quantità svariando nei diversi settori del campo. Cala molto nel finale, per ovvia stanchezza.
Marrone 6: buona partita della giovane promessa bianconera che si rende protagonista di alcuni spunti veramente interessati. Il tempo a sua disposizione non è stato molto, ma ha dimostrato tutta la qualità e le potenzialità di cui dispone, per questo merita una piena sufficienza.
Giovinco 6,5: sempre più a suo agio nel ruolo di trequartista, agisce con velocità e puntualità tra le linee, mettendo in crisi la difesa avversaria con passaggi precisi per i compagni. Forse dovrebbe osare un po’ di più in fase offensiva arrivando più spesso alla conclusione personale, senza cercare necessariamente l’assist, specialmente quando si trova in buona posizione per il tiro.
De Ceglie 6: positiva mezz’ora per lui che si propone con puntualità sulla fascia sinistra, dimostrando di poter essere benissimo utilizzato anche a centrocampo.
Iaquinta 7: conferma il suo stato di grazia (ma ormai sono mesi), non fermandosi neanche per un istante, infatti pressa e propone importanti opzioni offensive, scardinano la difesa avversaria con la sua forza e i suoi rapidi movimenti. Da migliorare l’intesa con Treseguet. Meritatissimo il gol che sblocca la partita con un perfetto colpo di testa; cerca con insistenza la doppietta senza però raggiungere l’obiettivo.
Amauri n.g.: entra al posto di Trezeguet, dimostrandosi molto grintoso e voglioso di mettersi in mostra, tuttavia il tempo a sua disposizione è stato veramente esiguo.
Trezeguet 6: cerca sempre di mettersi a disposizione della squadra, ma il suo nuovo compito di attaccante di movimento non sembra a lui molto congeniale. Il suo istinto del gol lo porta spesso a cercare la conclusione, tuttavia il suo fiuto appare un po’ arrugginito, poiché alterna una grande rovesciata che centra il palo a un paio di occasioni stranamente fallite, per un attaccante del suo calibro. Non è sicuramente l’attaccante di due stagioni fa, ma sta lavorando bene per tornare ad esserlo.

Juventus - Livorno 2-0. Super Buffon!!!

Set192009

“Voglio una Juve spietata”, aveva detto Ferrara alla vigilia della partita di oggi con il Livorno, e se poi assieme alla concretezza ci si mette anche un portiere che sigilla letteralmente la porta, allora davvero non c’è partita! Gigi non ce le venga a raccontare, quando dice che l’anno scorso parava come quest’anno, la differenza c’è e tutti l’hanno notata. Probabilmente l’anno scorso mancavano le motivazioni, e forse anche lui non credeva fino in fondo nel progetto di Ranieri; può essere che il colloquio di questa estate con John Elkann abbia fatto scattare una molla nella testa di Buffon, fatto sta che in queste prime partite il nostro portierone è veramente insuperabile.

Suo il merito di questa vittoria, perchè nonostante i gol di Iaquinta e Marchisio, il numero 1 bianconero ha salvato non meno di sei gol del Livorno, e questo la dice lunga sul filtro della difesa. Retroguardia schierata con il rientrante Grygera, i centrali Legrottaglie - Chiellini, e Grosso a sinistra; centrocampo a tre con Camoranesi, Poulsen e Marchisio; in attacco Iaquinta e Trezeguet assistiti da Giovinco.

Avvio da far girare la testa, con Giovinco e Camoranesi al tiro già nel primo e nel quinto minuto, ma è già Buffon a salvare tra le nostre due occasioni. Il Livorno è venuto a Torino per giocare la sua partita, ma i bianconeri applicano alla lettera il volere di Ferrara, cercando di chiudere subito la partita: Iaquinta dimostra di essere uno degli attaccanti più in forma del campionato, e uno dei più forti di testa. Uno a zero per noi!

Amaranto tutt’altro che dimessi o demoralizzati, il loro gioco è decisamente ficcante e la nostra difesa soffre, concedendo tante, troppe occasioni per una squdra che lotta per la salvezza e che gioca in trasferta. Ma la partita è bella proprio per questo, e il ritmo è letteralmente indiavolato. Trezeguet tira alto finalizzando un bello schema di punizione. I livornesi rispondono con un diagonale fuori di pochissimo. Il genio di Camoranesi serve un pallone fantastico in profondità per Marchisio, che seppur in equilibrio precario riesce a battere il portiere con un colpo morbido. Grande gol o cross sbagliato? Poco importa: Due a zero per la Juve in meno di mezz’ora!  

Miracolo Gigi che sbarra la porta a Lucarelli, mentre la Juve cerca di affinare la sua manovra non troppo convincente. Camoranesi si muove su tutta la linea di centrocampo, come una sorta di fantasista alle spalle di Giovinco, mentre Poulsen ne è l’antitesi conclamata: mai nessuna iniziativa degna di segnalazione. Il primo tempo finisce con Iaquinta che spara sul portiere un buon assist di Giovinco su punizione.

In apertura di secondo tempo Iaquinta subisce un fallo da rigore in area, che non viene rilevato dall’arbitro seppur in buona posizione per valutare. Il Livorno non smette di giocare la sua partita, impegnando ancora Buffon nel salvare un pallonetto pericolosissimo a metà strada tra il tiro e il cross. Al quarto d’ora Ciro sostituisce Giovinco per De Ceglie, senza rinunciare al “suo” 4-3-1-2, affidando la “regìa dell’attacco” a Camoranesi. L’argentino però si rivela troppo stanco per questo compito fatto di brillantezza, corsa, fantasia, e velocità d’esecuzione. Di lì a poco viene sostituito con il giovane e bravissimo Marrone, prodotto del vivaio che ricalcherà le orme di Marchisio.

Camoranesi non era l’unico stanco, tant’è che i bianconeri sono un po’ sulle gambe, peccano di lucidità e di freschezza atletica, tanto da indurre Ciro a sostituire Trezeguet per Amauri nella speranza di tenere di più la palla in attacco, non prima di aver visto il francese sbagliare un gol clamoroso davanti al portiere. David esce comunque tra gli applausi dell’Olimpico.

La partita scivola verso un finale tranquillo (con il Buffon di stasera c’era proprio da essere rilassati), e i tifosi possono festeggiare la quarta vittoria consecutiva (sesta consecutiva sulla panchina della Juve per Ferrara).

Alla Juve il primo derby. Knezevic è nostro.

Giu302008
Dario Knezevic è ufficialmente passato alla Juventus. La formula è quella del prestito con diritto di riscatto, e non della comproprietà come qualcuno ha scritto nella giornata di oggi.
«Arrivo nella squadra più grande di tutte, dovrò confrontarmi con campioni come Del Piero e Trezeguet. Sicuramente ogni giorno e in ogni allenamento ci sarà da imparare qualcosa», questo il commento a caldo nella conferenza stampa tenuta nel pomeriggio di oggi.
Il ds Alessio Secco nel presentare il giocatore ha voluto puntualizzare alcuni aspetti della trattativa, mettendo in chiaro che il forte interessamento di questi giorni del Torino è stato vano per effetto dell’accordo siglato tra la Juventus e Knezevic (nonchè quello con il Livorno), che mette al sicuro la transazione da ogni possibile doppio accordo di Spinelli. Infatti il Torino non può vantare alcuna firma del giocatore e ciò vanifica ogni precedente sottoscrizione della sua vecchia società.
Il difensore croato si aggregherà regolarmente alla squadra nel ritiro di Vinovo, ma dovrà rimanere a riposo almeno una quindicina di giorni per poter smaltire l’infortunio al ginocchio subito in questi campionati europei.

Knezevic, nuovo nome per la difesa

Giu212008

In queste ultime ore il presidente del Livorno Spinelli ha dichiarato di aver già venduto il difensore Croato Dario Knezevic ad una delle prime 4 squadre del campionato, ma di non poter rivelare il nome in quanto il giocatore non era ancora stato informato.

Gli indizi portano dritti alla Juventus, sia perchè è la squadra che più di tutte (tra le menzionate 4) sta cercando uno o più difensori. Sia perchè il difensore era già stato apprezzato dal ds Alessio Secco, che lo aveva già fatto visionare in passato.

Intanto, il neo acquisto Olof Mellbeg si dice entusiasta di affrontare la nuova avventura bianconera. Lo svedese ha voluto sapere alcuni dettagli juventini da Ibrahimovic, il quale ha parlato in modo molto positivo della sua esperienza torinese al compagno di nazionale.