Vucinic è un affare?

ago102011

L’acquisto di Vucinic da parte di Marotta, segna una tappa fondamentale del mercato bianconero. Finalmente sappiamo che la coppia d’attacco della Juventus targata Antonio Conte non vedrà mai Aguero, Giuseppe Rossi, Tevez (o qualsiaso altro “big” del calcio europeo), al fianco di Matri. Finalmente si è fatta luce sulle vere possibilità economiche dei bianconeri. Ma questo tesoretto non era stato stanziato? Finalmente cala la maschera di Marotta, che aveva sbandierato ai quattro venti quanto la i bianconeri avessero ancora il loro forte appeal, quasi a voler far credere che ogni giocatore fosse raggiungibile, e che il vil denaro non fosse un ostacolo insormontabile. Tutte storie. La “pretattica” di Marotta ha fatto un buco nell’acqua. I fondi stanziati dal CDA e dagli Agnelli per la campagna di rafforzamento sono appena sufficienti per far un mercato oculato. E cioè il minimo indispesabile. Se il nostro direttore generale arriva a scandalizzarsi sulle cifre richieste per Pastore, Rossi, Sanchez, Aguero, ecc… mi chiedo quali fossero le valutazioni che avesse in mente lui. Pensava forse di presentarsi a Madrid o in altri posti e dire “questi sono 20 milioni, prendere o lasciare”? Se i prezzi fossero così calmierati, mezza Europa concorrerebbe all’acquisto dei giocatori sopra citati, invece, chissà perchè, di aste ce ne sono ben poche.

A poco a poco quindi si è abbassata l’asticella, ponendo l’ostacolo ad un’altezza più consona alle capacità di una Vecchia Signora. E’ arrivato Mirko Vucinic, un giocatore di sicuro valore, affidabile, fisicamente integro, e, cosa che non guasta mai, costato relativamente poco. In questi ultimi anni il giocatore ha fatto vedere il suo valore, risolvendo moltissime volte match importanti e salendo alla ribalta con un periodo impressionante dove la sua media gol si aggirava ad una rete a partita. Ma le prestazioni del neo juventino non sono sempre state così elevate. Una squadra che ambisce a lottare per lo scudetto, o in ogni caso per vincere qualcosa, deve avere due attaccanti che vanno puntualmente in doppia cifra.

Se contiamo che Iaquinta è in partenza (e che se anche dovesse rimanere non garantisce più una continuità da vero bomber, considerando infortuni ed età avanzata), Del Piero a mezzo servizio, Quagliarella sempre più esterno e Krasic che non la butta dentro nemmeno a porta vuota, il peso dell’attacco sulle pur solide spalle di Matri, appariva assolutamente inadeguato. Vucinic è considerato da tutti un ottimo bomber, il problema è che non si è mai guardato quanto renda effettivamente nell’economia di una stagione. Perchè nessuno ha sottolineato che la sua media gol degli ultimi due anni è di nove reti a campionato?

Possiamo essere così sicuri che un pur valido giocatore riesca a garantire la continuità di gol di cui la Juve ha bisogno? Possiamo ritenerci soddisfatti del grande colpo di Marotta? Nove reti a stagione non sono una garanzia ma un’ennesima scommessa.

Il bluff di Marotta.

giu92011

L’ennesima farsa di mercato si sta profilando all’orizzonte. Non ci riferiamo ad un acquisto inseguito per mesi e poi sfumato, come successe ad esempio per Dzeko. Pensiamo piuttosto ad una campagna acquisti che era stata annunciata in pompa magna, con tanto di tesoretto da 100 milioni, tutti da spendere. E così, dopo aver trattato Inler, Sanchez, Tevez, e chissà quanti altri sottobanco, la Juventus rischia di farseli scappare tutti. Inler è ormai del Napoli, manca solo l’ufficialità. Persino i partenopei ci battono a livello economico, alla faccia dei grandi investimenti annunciati da Elkann e Agnelli. Sanchez dovrebbe accasarsi a Barcellona, visto che quella degli spagnoli è di gran lunga l’offerta migliore. Per Tevez… beh, se non sono riusciti a pagare Inler, mi suona difficile vederlo in bianconero.

Ma allora dove stanno i progetti di una grande squadra? “Puntare sulla qualità”, si era detto. Ma i campioni hanno un costo, e non puoi pensare di prenderli a parametro zero, oppure che vogliano venire alla Juve solamente per vestire la casacca a righe, rinunciando ai soldi, alle coppe, a lottare per qualcosa di importante. Eppure Marotta si era sbilanciato dicendo che tutti i giocatori contattati avevano risposto “presente” alla Vecchia Signora. Forse si riferiva solamente a Pirlo e Pazienza? Suvvia Marotta, abbi pazienza e non farci passare per pirlo.

Grazie.

Inler si, Inler no.

giu62011

La telenovela Inler sembra non finire mai. Il giocatore che fino a qualche settimana fa era praticamente del Napoli, ha rifiutato il trasferimento per l’interesse della Vecchia Signora che, coppe o non coppe, sembra mantenere il fascino di sempre. Eppure, dopo quel goal stupendo contro il Napoli, il giocatore non ha esultato per rispetto di quella che avrebbe potuto essere la sua futura squadra. Pozzo aveva ormai raggiunto un accordo con i partenopei, ma la Juve ha puntato forte sul giocatore ottenendo la sua volontà, e tutti sappiamo che alla fine tutto dipende da quello che il giocatore vuole. C’è stato un primo incontro (segreto) tra Pozzo e Marotta in cui probabilmente si sarà parlato anche di Alexis Sanchez, gioiellino cileno ambito da tutt’Europa. Questa mattina, Marotta e Pozzo sono stati i primi dirigenti ad arrivare in Lega; probabilmente si troverà un accordo per la trattativa Inler, nella quale potrebbero rientrare alcune contropartite come Sorensen o Manuel Giandonato, anche se noi speriamo che tutto si risolva con qualche milione in più.

La questione è ancora fumosa. Ecco le dichiarazioni dello svizzero: “Non ho ancora scelto la Juve. Non l’ho mai dichiarato. E non ho capito perché siano state dette e scritte certe cose. È ovvio che l’interesse della Juve mi lusinghi, ma io non ho deciso proprio nulla. Il Napoli è un’altra grande appena tornata dove merita: nel calcio che conta. Sono felicissimo che voglia puntare su di me, ma ho appena finito di giocare con la Nazionale e insieme con il mio manager decideremo la soluzione migliore per il futuro. Sceglierò in base al progetto tecnico. L’entusiasmo, le ambizioni e la serietà del club: io voglio vincere, voglio crescere. Per ora però, chiedo soltanto rispetto: è un momento importante, molto delicato della mia carriera. Ogni giorno mi riferiscono tante cose scritte sul mio conto, e troppe sono false…”.

Appunto, facci chiarezza.

Tempo di Aguero.

mag302011

Da corso Galileo Ferraris corre voce che entro la prima settimana di giugno la Juventus avrà il suo bomber. Trapela la data, ma non il nome del prescelto. I tempi della Juve, però, coincidono in modo curioso con quelli dell’entourage di Aguero. Proprio il padre del bomber ha affermato che entro 10-15 giorni tutto dovrebbe risolversi. Inoltre la dirigenza dell’Atletico Madrid, afferma che l’unica squadra ad aver fatto un’offerta concreta per Aguero sia la Juve, ora bisogna solo sperare che l’Atletico accetti l’ offerta che sicuramente sarà inferiore alla richiesta del club spagnolo: 45 milioni. Intanto dall’Inghilterra giunge voce che Tevez abbia rifiutato un’offerta della Juventus; la voce però è stata smentita dai dirigenti bianconeri che pochi giorni fa hanno affermato che tutti i campioni da noi contattanti hanno dato il loro consenso: anche se le vittorie non arrivano più, il fascino bianconero si è conservato.

Mancini ha confermato che Tevez resterà al City, così come Dzeko. Invece, l’attaccante del Real Madrid, Karim Benzema, è sicuro della sua permanenza a Madrid, pur non essendo molto gradito da Mou.
Quindi l’ attaccante più vicino alla corte della Vecchia Signora sembra essere (fortunatamente) Sergio Aguero e l’ ipotesi è rafforzata dal recente incontro tra gli agenti di Aguero e Beppe Marotta.

Il punto sul mercato della Juve.

mag182011

Esattamente due anni fa, nel magio 2009, scrivemmo su queste pagine “Antonio Conte vicinissimo alla Juve“. Non era l’ennesima bufala di mercato, ma l’ex capitano era stato veramente ad un passo dalla panchina bianconera, salvo poi essere scartato all’ultimo istante da Blanc. Ma dopo i vari Benitez, Capello, van Gall, Spalletti e Mazzarri, è ancora lui il nome più caldo per giudare la Juventus la prossima stagione. La storia di Antonio Conte e della Juventus è destinata prima o poi ad incrociarsi, per un sacco di motivi. Il giovane tecnico mi sembra l’uomo giusto per guidare la squadra, visto anche l’appoggio incondizionato di tutta la tifoseria, al contrario di tutti i precedenti mister. Bisognerà però attendere la fine del campionato per avere delle certezze, dal momento che la società pare abbottonata nel suo silenzio, per rispettare il lavoro di Gigi Delneri.

Ad ogni modo, possiamo sperare dopo tanti anni, di riavere un campione vero in campo l’anno prossimo. Marotta aveva detto che quest’anno avremmo fatto un mercato come si deve: meno giocatori, più qualità. E così sarà: Pirlo, Ziegler e Pazienza (tre svincolati) non fanno parte dei campioni promessi da Marotta, ma sono ottimi rinforzi. I colpi di mercato saranno altri. Bastos, ormai bianconero, aspetta solo il passaporto francese per poi firmare con la Juve. Beck e Lichtsteiner per la difesa, con Montolivo o Aquilani per il centrocampo (se il riscatto di quest’ultimo si ridurrà sensibilmente). Il vero sforzo economico sarà fatto in attacco: si seguono Benzema e Aguero, senza dimenticarsi di Tevez; ieri i dirigenti bianconeri al completo, hanno incontrato in sede il procuratore di Aguero e Sissoko. Non serviva certamente un summit per trattare la cessione del maliano, al contrario invece dell’acquisto dell’argentino, per il quale bisogna trovare un’alternativa alla clausola di rescissione fissata intorno ai 45 milioni di euro.

Qualche giorno fa Marotta ha incontrato anche il presidente del Real Madrid, e tra i due è nata un’alleanza che non può altro che farci piacere: al Real interessano Sissoko, Melo, Amauri e Chiellini. Niente da fare per Chiello, che resterà alla Juventus, per gli altri invece glieli possiamo portare anche a piedi. Le richieste juventine invece sono dirottate verso Karim Benzema, Diarra e Gago. Perez vorrebbe trattenere Benzema, ma Mourinho non ha intenzione di puntare su di lui a causa di limiti caratteriali; per questo motivo potrebbe essere ceduto. Diarra e Gago sarebbero molto utili, visto che con l’arrivo di Pirlo avremmo bisogno di un grande incontrista in mezzo al campo. Nel frattempo Marchisio ha rinnovato fino al 2016, sperando di vederlo giocare qualche partita nel suo ruolo ideale anzichè sempre più relegato sulla fascia. 

La carne al fuoco c’è, speriamo che qualche bistecca venga cotta.

Alex e il rinnovo.

apr292011

La dirigenza continua a posticipare il rinnovo del contratto di Alessandro Del Piero, e il capitano, per il momento, non ha la certezza che il matrimonio con la sua Signora possa durare. Davvero imbarazzante che a 36 anni, 18 dei quali passati onorando la squadra della famiglia Agnelli, non abbia ancora firmato per il rinnovo, nonostante abbia ribadito più volte la volontà di restare alla Juventus. Un capitano con 673 presenze e 283 goal con la stessa maglia, apprezzato per le sue qualità umane, per la sua educazione e per il senso di responsabilità che lo ha sempre contraddistinto, non può “elemosinare” il rinnovo del contratto. L’ultimo incontro con Marotta è servito solo a scambiare alcuni documenti, ma la situazione sembra pian piano trovare una via di uscita; Alex ha voglia di continuare a giocare con l’unica maglia da lui sempre amata e, per farlo, sarebbe disposto anche a firmare in bianco. Infinito Alex!

L’accordo sembra trovato: un milione a stagione (da raddoppiare in caso di scudetto), e l’infinita storia d’amore con la Vecchia Signora potrà continuare per almeno un altro anno. La dirigenza però non ha gradito il videomessaggio del capitano, a differenza dei tifosi, che invece si sono sentiti ancora più fieri del loro capitano. Inspiegabile questa telenovela che invece dovrebbe essere un vanto vero e proprio per una squadra che annovera un giocatore unico nel panorama nazionale e addirittura mondiale. Ecco infatti i record detenuti dal capitano bianconero, destinati ad aggiornarsi domenica dopo domenica:

Record di presenze in partite ufficiali in assoluto: 673
Record di presenze in campionati italiani: 486
Record di presenze in Serie A: 451
Record di presenze nelle competizioni UEFA per club: 129
Record di presenze nelle competizioni internazionali per club: 130
Record di marcature in partite ufficiali in assoluto: 284
Record di marcature in campionati italiani: 204
Record di marcature in Serie A: 184
Record di marcature in Serie B: 20
Record di marcature nelle competizioni UEFA per club: 53
Record di marcature nelle competizioni internazionali per club: 54
Record di marcature in una singola edizione della UEFA Champions League: 10
Record di marcature in nazionale come giocatore della Juventus Football Club: 27
Record di stagioni da capitano della Juventus Football Club: 10

Se questo è poco….

Il punto sul mercato di gennaio.

gen192011

Dopo due settimane dall’inizio del mercato di riparazione, il borsino ed il resoconto per la Juve è molto semplice: un acquisto (Toni), ed una cessione (Lanzafame). Zero soldi spesi, e zero soldi guadagnati. Considerando che l’infortunio di Quagliarella significa di fatto l’indisponibilità del giocatore fino alla fine della stagione, potremmo ipotizzare che il nostro bomber sia partito in prestito per sei mesi. La Juve quindi non si è rinforzata ma, anzi, si è indebolita. Il modo di guardare la stagione, il campionato, l’anno appena iniziato, è radicalmente cambiato dopo i primi 10-15 minuti della partita col Parma. Si è passati da una sensazione di ottimismo, dall’obiettivo scudetto, al ritorno del pessimismo cronico e della speranza di raggiungere quantomeno la Champions a fine stagione. A scandire questo drastico passaggio, due pesanti sconfitte e due vittorie stentate, rispettivamente col Catania B e con il Bari, ultima in classifica.

Ecco perché, dopo i buoni presagi di inizio stagione, e i primi problemi di gennaio (a proposito: vi siete chiesti perché la crisi della Juve è ricominciata dopo l’infortunio di Quagliarella?), ci si aspettava nella finestra di mercato, qualche colpo a sorpresa in grado di entusiasmare i tifosi juventini e sopratutto di far vedere quanto fosse determinata la società a non mollare gli obiettivi che si potevano concretizzare. Fino ad ora, invece, è stato fatto un solo “affare”, tra l’altro un mezzo giocatore senza più stimoli, ormai a carriera finita. Ma è anche vero che i calcoli, come sempre, bisogna farli alla fine, e sopratutto rapportarli al budget a disposizione. Che Marotta & C. stiano tenendo da parte il denaro per il colpo grosso? Ne dubitiamo, dal momento che si sono fatti scappare pure Dzeko dopo averlo inseguito per sei mesi buoni. Ma, nel frattempo, la dirigenza deve risolvere anche altri problemi già esistenti in seno alla rosa. La scelta “difficile” tra Buffon e Storari per esempio; l’uno, il portiere più forte al mondo, l’altro, il più in forma del momento. Non è sorprendente che il secondo lasci i bianconeri a gennaio, pur avendo ben chiaro il suo ruolo dall’inizio, ma lui ha sempre sfruttato al meglio le occasioni che il mercato gli ha concesso. Tuttavia, se Storari partirà, la Signora guadagnerebbe almeno 4 milioni di euro, oro puro in un momento come questo, dove la società è di fatto senza un centesimo. Soldi che potrebbero diventare di più in caso di partenze di altri due giocatori, il cui destino, però, è tutt’altro che segnato. Stiamo parlando di Sissoko ed Amauri. Il primo sembrava essere destinato ad andarsene, perché non giocava ed era in rotta con la società; invece, la società stessa lo ha momentaneamente tolto dal mercato per via della squalifica di Melo, e lui ha ripreso a giocare come ai vecchi tempi. Se qualcosa si muoverà in vista di una sua cessione, lo sapremo solo negli ultimissimi giorni di mercato.

Diversa invece la situazione di Amauri. Diciamoci la verità: chi se lo piglia? Il giocatore, oramai, è in rotta con i tifosi, stanchi e stufi di dover aspettare ancora il primo gol in Serie A di quest’anno (che sarebbe (tra l’altro il settimo in due anni). Tuttavia è consapevole che andando via dalla Juve non troverebbe un’altra squadra del suo prestigio e, soprattutto, che gli darebbe garanzie anche economiche. Ecco perché, nonostante tutto, non si vuole muovere da Torino. Ma se quel miracolo dovesse arrivare (e sarebbe la conferma autentica dell’esistenza della provvidenza divina), allora la Juve potrebbe accumulare un bel tesoretto da spendere, magari per un altro attaccante. Quello che manca in questo momento è un sostituto degno di Quagliarella, in grado di essere utile anche la prossima stagione. Identikit perfetto: Luis Fabiano del Siviglia. Di regola servirebbero almeno 10 mln per portarlo a Torino, ma la sensazione è che Marotta si sia davvero inventato qualcosa e che lo stia per portare davvero alla corte di Delneri, basta vedere come si è sbilanciato il giocatore su Twitter: “manca poco, spero andrà tutto per il meglio“. Se non è un’ufficialità, poco ci manca.

Chiellini firma lo stile Juve.

nov252010

 

 

 

 

 

 

 

Il rinnovo del contratto firmato da Giorgio Chiellini fino al 2015, segna una tappa importante per la Juventus (che fa di Giorgione il futuro capitano bianconero), per il giocatore (che concluderà la sua carriera ad alto livello a Torino), e sopratutto per il mondo del calcio (che per quanto riguarda i contratti dei calciatori non sarà più lo stesso). Esagerati? Forse, ma non troppo.

Ma facciamo un passo indietro, per chi non fosse ancora al corrente dei dettagli. Il difensore juventino ha firmato il rinnovo accettando clausole mai incluse fino ad oggi nel contratto di un calciatore. Dettagli vincolanti sotto l’aspetto del comportamento (partecipazioni o presenze agli eventi da concordare con la società), dell’immagine (look elegante o al massimo casual sportivo), dell’impegno ad allenarsi anche fuori dal gruppo, dell’ingaggio a rendimento (che prevede la decurtazione del 30% in caso di retrocessione e del 10% in caso di non rispetto delle suddette clausole. Roba forte, per dirla con uno slang molto giovanile. Si può essere d’accordo oppure no, ma non si può non essere “sorpresi della sorpresa”, in quanto i dettagli non sono mai trapelati prima dell’ufficializzazione, e sopratutto non si può non concordare che tutto questo porterà a rivedere le trattative tra giocatori e società, equiparando i calciatori a veri e propri dipendenti dei loro datori di stipendio, a cui devono rendere conto nel comportamento, nel rendimento e nell’immagine.

Dicevamo che si può anche non essere d’accordo e considerare queste misure troppo restrittive della libertà dell’uomo al di fuori del terreno di gioco, nella sua sfera privata e nelle sue scelte personali, ma con quale coraggio poi potremmo lamentarci di questo o quel giocatore che si attarda ogni domenica sera nelle discoteche più in voga della sua città, che esulti dopo un gol facendo il saluto fascista (alla Di Canio) o il pugno chiuso (alla Lucarelli),  che si presenti davanti agli sponsor con orecchino, braccia tatuate, maglia aderente, infradito e magari anche un po’ brillo! La professionalità non si manifesta solamente nel rettangolo di gioco, e questo finalmente si comincia a capire! Già Luciano Moggi aveva ripreso la bonipertiana usanza di far tagliare i capelli e di esigere un comportamento decoroso e disciplinato da parte dei sui ragazzi, ma Marotta è andato ancora oltre. Big Luciano aveva metodi più bruschi e risolutori dell’attuale Direttore Generale, lui imponeva con la voce e se non andava bene finivi fuori rosa. Marotta invece alza poco la voce, ma mette tutto nero su bianco, cosicchè si creino all’interno della squadra delle regole chiare che tutti debbano rispettare. L’intervento della società nel vagliare anche le proposte di collaborazione tra sponsor e calciatori, così come “obbligare” gli stessi a frequentare più attivamente l’area sportiva di Vinovo (pranzo e colazione al centro sportivo), rappresenta un grosso passo in avanti per far capire ai giocatori quale sia la loro dimensione lavorativa, concentrandosi maggiormente sulla squadra anzichè sulle numerose distrazioni rappresentate dalle luci della ribalta.

Forse non saremo alla sentenza Bosman per quanto riguarda il clamore e la rivoluzione in campo europeo sui contratti dei calciatori, ma senza dubbio vedrete che le società non si attarderanno a prendere esempio da quello che, con il rinnovo di Chiellini, torna ad essere il grande stile Juventus.

Krasic squalificato per due giornate.

ott272010

La squalifica comminata a Milos Krasic dal Giudice Sportivo Palazzi, è la logica conseguenza del tuffo effettuato dal giocatore durante la gara di Bologna. Inutile discutere sulla simulazione che è sempre apparsa netta ed indiscutibile a tutti. Qualche parola però possiamo spenderla sul comportamento della società Juventus, che personalmente non approvo.

Il nuovo corso post Calciopoli, voleva dare vita ad una Juventus trasparente, leale, corretta e simpatica a tutti. Con John Elkann prima e Andrea Agnelli dopo, si è sempre messo questo aspetto tra le linee principali della società. L’avvenimento di domenica però, ha segnato una netta retromarcia in quanto a lealtà e correttezza. Ciò che è avvenuto sul campo non è certamente attribuibile alla società, anche se Delneri avrebbe fatto bene a far consegnare il pallone tra le braccia del portiere. Ma in mancanza di una certezza assoluta, quello che riguarda il calcio di rigore di Iaquinta è un fatto secondario.

La consecuzione dei fatti, dal post partita fino a ieri, è stata tutt’altro che edificante. Innanzi tutto il giocatore non si è mai scusato pubblicamente, nè sul campo, nè dopo la partita, e questo significa che non c’è in lui nessuna volontà di giustificazione e nessun pentimento. Poi va preso atto della difesa di Delneri, Marotta e Andrea Agnelli, che giudicano assolutamente inopportuna la squalifica a Krasic perchè “Milos è un bravo ragazzo che viene sempre picchiato in ogni partita”. A parte che la motivazione è assolutamente ridicola, ma poi non mi risulta che il regolamento si applichi solo a chi abbia precedenti penali. Allora ogni domenica il Giudice Sportivo dovrebbe guardare tutti i precedenti di un giocatore prima di emettere una sentenza? E poi Del Piero cosa dovrebbe dire in quanto ad interventi duri nei suoi confronti?

Milos Krasic ha commesso una ingenuità e deve essere punito secondo il regolamento, così come Adriano e Zalayeta lo furono stati in precedenza. Non mi ricordo che il “panterone” ex juventino, quando si tuffò sull’uscita di Buffon, potè usufruire dello stesso giudizio e della stessa vena contraria alla squalifica che adesso Marotta e Agnelli vanno tanto a sbandierare. Quella partita, persa a Napoli dai bianconeri, fu accompagnata da feroci polemiche e da unanimi condanne per la simulazione di Marcelo. Per una volta quindi, la Juve taccia. Cosa avrebbero detto se quel tutto lo avesse fatto Ibrahimovic?

Il legame Juve – Nazionale.

set92010

Da sempre Italia significa Juve e Juve significa Italia. Non che nella squadra bianconera non ci siano stati (e non ci siano tutt’ora) stranieri che sono stati campioni militanti nelle loro nazionali, ma il legame azzurri – bianconeri è sempre stato molto forte e coincidente con i più grandi successi azzurri. Persino la seconda maglia della Juventus di quest’anno porta il tricolore al centro del petto! La Juve è stata “fornitrice” della nazionale nei momenti felici, nelle Italie Mondiali del dopoguerra, dell’82 e del 2006, e nei momenti tristi, come nelle sfortunate esperienze di Donadoni e di Lippi bis. Spesso una forte Juve significava una forte nazionale, una modesta Juve un’umile nazionale. E per ricominciare dopo la pessima annata, Marotta ha deciso di creare una squadra che ha come probabili titolari otto o nove italiani su undici. Del resto, anche la sua Samp era composta da dieci italiani. Anche nelle ultime due apparizioni per le qualificazioni europee del nuovo corso di Prandelli, ne sono stati convocati solo quattro, anche se bisogna ricordare che ci sono stati degli infortunati (dal capitano Buffon a Marchisio ed Amauri), e che il blocco Juve resta comunque un gruppo di  ben oltre dieci giocatori. Quattro juventini possono sembrare pochi rispetto al passato, soprattutto pensando che solamente due (la coppia centrale Bonucci-Chiellini) partono titolari fissi, e che l’esterno di centrocampo Pepe (che ha raccolto la pesante eredità di Causio, Bruno Conti, Domenghini, Donadoni e Camoranesi), non si è mai dimostrata all’altezza, tant’è nella prima partita contro l’Estonia è stato bocciato da Prandelli. La consolazione arriva appunto dal duo Bonucci-Chiellini che salvo sorprese dovrebbero essere la nuova coppia centrale del futuro. Di Chiellini si è già detto molto: giocatore giovane ma già esperto nel suo ruolo. L’ex giocatore del Bari invece si sta confermando, oltre che calciatore dai piedi buoni e dalla grande personalità, anche goleador, con due reti in cinque apparizioni azzurre e un gol con la maglia bianconera. Numeri da attaccante.

E infine, un altro timbro della presenza juventina è arrivato da Fabio Quagliarella. Il neo bianconero (che non parte però mai titolare), è riuscito con un tocco sottoporta a realizzare il gol del 4-0. Sicuramente Fabio sarà un pezzo importantissimo per Prandelli, in quanto il giocatore è molto poliedrico e può risultare utile in molte situazioni tattiche.

Insomma, dopo la figuraccia del mondiale, con i giocatori di Zaccheroni alla pubblica gogna, i bianconeri sono ora come sempre il nuovo punto di partenza per ridare vigore alla nazionale e al calcio italiano.