Trofeo Berlusconi: vince il Milan, la Juve si sveglia tardi.
Si potrebbe dire “un tempo a testa”, anche perchè è difficile per qualsiasi squadra reggerne due ad alto ritmo in questo periodo e con questo caldo. Ma l’approccio alla partita dei bianconeri è stato sbagliato. Primo tempo da mettersi le mani nei capelli, dove la determinazione ha lasciato spazio alla leziosità, mentre il Milan si rendeva protagonista di due reti che portavano i rossoneri in meritato vantaggio. Due reti che lasciano qualche dubbio sulla reattività di Buffon, che non è apparso così sicuro tra i pali. Sulla bellissima conclusione al volo di Boateng è apparso sorpreso, mentre sulla punizione di Seedorf la barriera forse non era impeccabile; troppo fermo poi sulle gambe, senza nemmeno tentare un tuffo disperato. Ma questi sono dettagli, rispetto all’atteggiamento della squadra, che ha lasciato l’iniziativa in mano agli avversari, subendone la freschezza atletica, il movimento senza palla e la velocità di esecuzione. Tutte cose che dovevano essere il marchio di fabbrica della Juve targata Antonio Conte, tant’è che il tecnico non ha digerito l’atteggiamento dei suoi uomini, impartendo disposizioni ben precise nell’intervallo, quando evidentemente qualcosa è cambiato.
Si, l’ingresso di Del Piero per Matri infortunato ha cambiato l’assetto della squadra, ma qui si aprono diverse considerazioni:
- la Juve è ancora Del Piero dipendente?
- Vucinic e Matri sono compatibili?
- la coppia formata da questi ultimi due non risulta troppo lenta?
Il gol che accorcia le distanze è una chiara dimostrazione come forse la Juve debba giocare con un rifinitore che giri alle spalle del montenegrino, per poi dargli il pallone giusto al momento giusto. Quasto è il lavoro (egregio) del capitano. Non può essere quello di Matri per ovvie caratteristiche techiche e fisiche. In questo momento quindi mi sento di dire che si, la Juve dipende ancora dal grande Alex, pur a mezzo servizio, ma sicuramente con tanto da dare in termini di qualità.
Vucinic e Matri possono sicuramente affinare la loro intesa, ma a tratti sembrano essere troppo ingombranti l’uno con l’altro. E’ vero che non stiamo parlando di due “Ibrahimovic” che monopolizzano tutto il fronte d’attacco, ma è anche vero che se Ibrahimovic svaria per tutto il campo alla ricerca del pallone, lascia anche lo spazio per l’inserimento degli altri compagni. Matri e Vucinic sono due prime punte che difficilmente si decentrano per fare un lavoro di uomo assist, pertanto Conte dovrà studiare dei validi schemi offensivi per ovviare a questo problema. Un esempio potrebbe essere valorizzare maggiormente il gioco sulle fasce, per permettere alle due punte di concentrarsi sulla fase conclusiva.
Questo dovrebbe permettere di superare parzialmente i problemi di incompatibilità e di manovra, sfruttando così la velocità sulle fasce anzichè per vie centrali. Krasic sarebbe ottimo per questo ruolo, peccato che non lo è altrettando per la fase di rifinitura. A sinistra potrebbe essere una grande sorpresa Pasquato, riproposto continuamente da Antonio Conte.



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