Le pagelle di Juventus – Milan.

mar212012

Storari 6: incolpevole sui due gol rossoneri, è impeccabile quando viene chiamato in causa.

Bonucci 6: nel primo tempo annulla Ibrahimovic con una difesa asfissiante, poi soffre un po’ di più la velocità di Maxi Lopez ed El Shaarawy, dimostrandosi in difficoltà in alcune occasioni.
Chiellini 6: roccioso come sempre si batte alla grande su ogni pallone. Si fa colpevolmente aggirare da Maxi Lopez in occasione dell’1-2 del Milan.
Lichsteiner 6: decisivo in occasione del primo gol della Juve, si dimostra sempre intraprendente sulla sua fascia. L’unico errore lo commette non intendendosi con Pepe e lasciando Mesbah libero di colpire a rete.
Caceres 6,5: s’inserisce benissimo nel match dando lucidità e corsa a tutta la squadra.
De Ceglie 6,5: instancabile corre da una parte all’altra del campo senza sosta. Fondamentale in alcune giocate difensive.
Pirlo 6,5: rende semplici le cose più difficili, trattando il pallone con un’eleganza estrema. Pecca saltuariamente di leziosità.
Giaccherini 6: molto volenteroso, cerca gli inserimenti costantemente e si sacrifica alla grande in difesa. Sbagli da solo davanti ad Amelia una colossale occasione.
Pepe 6: è sempre molto attivo, dando parecchi grattacapi alla difesa del Milan con la sua mobilità. Commette un errore grave lasciandosi sorprendere da Mesbah ed esce poso dopo.
Vidal 6,5: è l’uomo ovunque della squadra, infatti lotta su ogni pallone dando una grossa mano sia in difesa che in attacco. Il suo apporto è determinante.
Marchisio 6: ottimo anche il suo apporto in corsa, grazie alla continua voglia di proporsi e di fare male.
Vucinic 8: sembra risorto come una fenice, infatti un mese fa pareva un fantasma che si barcamenava per il campo senza meta. Ora corre, salta l’uomo e segna, rivelandosi il vero asso nella manica della squadra di Conte. Questa sera riesce sempre a creare superiorità numerica con la sua velocità. Sigilla una partita perfetta con una prodezza che manda la Juventus a giocarsi una finale dopo otto anni.
Del Piero 7: il capitano è sempre presente all’appello, infatti timba il cartellino con il primo gol della gara e con una prestazione da vecchio leone che ha perfettamente il controllo delle operazioni e sa tutto ciò che gli accade intorno.
Borriello 5: da premiare solo la volontà dell’attaccante, che fa fatica ad agganciare i palloni proposti dai compagni e sbaglia un gol clamoroso che avrebbe potuto evitare i supplementari. Accetta le provocazioni di Mexes ingaggiando un duello tanto stupido quanto inutile.

Juventus – Milan 2-2. Passiamo noi!

mar212012

La finale di Coppa Italia non è un risultato da poco. E’ la prima finale che la Juve si giocherà nel dopo Calciopoli, ed è forse una delle più inaspettate della storia a strisce bianche e nere. Ha un sapore speciale perchè nessuno avrebbe mai scommesso su questa squadra, su questo allenatore, sulla campagna acquisti. Ha un gusto diverso perchè ottenuta ai danni del Milan, squadra che ci precede in classifica nel campionato. Ha un significato esaltante per le reti di Del Piero (probabilmente all’ultima sfida della carriera contro il Milan), e di Vucinic, un giocatore ritrovato nella sua grandissima classe. Onore al Milan, che ha fatto una grande partita, rischiando di passare il turno, ma nel computo di entrambe le gare, la Juventus ha dato qualcosa in più, anche se in questa partita i rossoneri hanno spesso giocato da Juve, talvolta rinunciando anche al fraseggio palla a terra, in favore del lancio lungo, proprio per cercare di ribaltare il fronte dell’attacco nel modo più repentino possibile.

Dopo infatti un monologo di Vucinic che nei primi minuti tiene in scacco l’intera difesa del Milan, la squdra di Allegri prende in mano le redini del gioco, facendo 15/20 minuti di grandissima intensità. L’intento di sbloccare il risultato nel più breve tempo possibile, è chiaro fin dall’inizio. Ma il diavolo deve fare i conti col “vecchio” Alex, che al 25′ sguscia da Mexes e anticipa l’uscita del portiere, raccogliendo un assist di Giaccherini: è il vantaggio che aggiunge fiducia al difficoltoso avvio di partita bianconero.

Il Milan accusa il colpo eccome, perdendo quel mordente cha aveva caratterizzato quei venti minuti di fuoco. L’emblema del nervosismo rossonero si evidenzia nell’entrata di Aquilani sulle gambe di Vucinic, che potrebbero significare cartellino rosso diretto, ma che nell’occasione specifica produce solo due gialli, uno per il milanista e uno per le reiterate proteste dello juventino. Partita molto combattuta a metà campo, con poche occasioni reali da goal, ma sul finire della prima frazione, la Juve torna prepotentemente in avanti ancora con Vucinic, che sfrutta una indecisione della difesa avversaria, mettendo un pallone sulla testa di Del Piero che però non colpisce in modo efficace. I rossoneri devono quindi giocarsi tutto nella ripresa, ma gli uomini di Allegri rientrano in campo tuttt’altro che convinti dei propri mezzi. Paradossalmente, in quei primi minuti di calma piatta, dove la Juve cerca di spegnere la partita, arriva quasi per caso la rete di Mesbah, che viene dimenticato in area da Pepe, e insacca di testa un cross che sembrava innocuo.

Il Milan inizia così a fare la partita; è la prima volta che i bianconeri soffrono così il possesso palla, puntando forte sul contropiede e sulla fenomenale coppia Vucinic – Del Piero. Quest’ultimo, nella posizione anomala di centravanti, fa valere la sua classe anche nel ruolo a lui poco congeniale, tenendo palla a colpi di dribblig e procacciandosi preziosissime punizioni che fanno rifiatare la squadra. Il montenegrino invece è un’autentica spina nel fianco nella difesa rossonera, imprendibile a tutti, ma troppo impreciso in fase conclusiva, anche quando, invece di tirare in porta, dovrebbe servire un liberissimo compagno per l’appoggio in rete. Ma questo è Mirko Vucinic, prendere o lasciare.

La Juve soffre anche fisicamente, e viene schiacciata nella propria metà campo. Conte tenta con le forze fresche: dentro Marchisio per Pepe e Borriello per Del Piero. Invece è ancora il Milan ad avere una marcia in più: Maxi Lopez si libera dei centrali juventini e scarica un “bomba” dal limite dell’area, che si insacca nel sotto traversa. Situazione di pareggio che porta le squadre ai supplementari, con una preoccupante Juventus in netto calo fisico e un’occasione fallita da Borriello davanti ad Amelia. I bianconeri però trovano non si sa dove le energie necessarie per una reazione fantastica che crea tre palle gol nei primi due minuti dei supplementari; colossale quella divorata da Giaccherini davanti ad Amelia, che salva il risultato.

Ma la vera perla della serata arriva con un capolavoro balistico di Vucinic che dalla tre quarti campo lascia partire la conclusione da fermo, che si insacca all’incrocio dei pali. Straordinario goal del montenegrino che mette il sigillo alla sua migliore partita da quando è in Italia, e regala la finale, una storica finale per la Juve che torna a giocarsi le finali.

Pre partita Juventus – Milan. Formazioni e curiosità.

mar202012

Coppa Italia all’insegna del grande calcio, questa sera a Torino. La Juventus ospita un Milan deciso a ribaltare il risultato dell’andata, che lo ha visto sconfitto in casa con due reti dell’esordiente Caceres. A giudicare dall’ultimo turno di campionato, si può dire che le due squadre oltre ad essere le più forti di questa stagione, sono attualmente anche le più in forma, perciò la sfida si preannuncia avvincente più che mai. Inutile dire che proprio in virtù del precedente risultato, i bianconeri sono quelli che hanno dalla loro il favore del pronostico, potendo contare su due risultati su tre per passare il turno. Questa sarà anche l’ultima occasione per le due squadre di affrontarsi direttamente sul campo, ma nonostante l’importanza di questo incontro, i due allenatori faranno un doveroso turnover per centellinare le forze in vista del campionato.

Per la Juventus dovrebbe esserci almeno una novità per reparto: oltre ai pali difesi da Storari, dovremmo vedere in campo Caceres in difesa (vedremo al posto di chi, in base anche allo schema tattico adottato da Conte), Giaccherini a centrocampo, e Del Piero in attacco di fianco a Vucinic (confermatissimo) e Pepe. Stesso discorso anche per il Milan, che dovrebbe schierare Yepes al centro della difesa, Aquilani in mezzo al campo, e Maxi Lopez in attacco. Il nostro tecnico ha caricato non poco il capitano, dicendo di aspettarsi molto da lui in questa partita. Che sia l’ultima grande occasione per strappare un rinnovo di contratto?

Le pagelle di Milan – Juventus.

feb262012

Buffon 6,5: preciso e puntuale è sempre vigile sulle conclusioni pericolose degli avversari. Incolpevole sul gol, ma prodigioso su Muntari in occasione della rete fantasma. Ancora una volta un caposaldo della squadra.
Chiellini 7: voto ampiamente positivo per la grinta e la scossa che ha saputo trasmettere alla squadra più che alla prestazione tecnica, infatti Giorgio è stato il leader emotivo della formazione di Conte, lottando fino all’ultimo su ogni pallone.
Bonucci 4,5: pesa sulla sua prestazione l’errore che ha fatto scaturire il gol del Milan e alcuni passaggi leziosi che hanno messo in difficoltà  compagni.
Barzagli 6,5: sempre attento, corre come se fosse un ragazzino bloccando le varie iniziative degli avversari. È un po’ più in difficoltà rispetto alle ultime partite, ma se la cava alla grande.
Lichsteiner 5: Conte forse gli ha detto di stare molto attento alla fase difensiva, ma il terzino svizzero non spinge mai in avanti, togliendo una buona fetta della pericolosità della squadra, pur essendo schierato a centrocampo nel 3-5-2.
Pirlo 5: ben marcato dai centrocampisti avversari, non riesce mai a dare velocità al gioco, in quanto si perde in troppi dribbling statici che rallentano molto la manovra e permettono ai difensori rossoneri di recuperare e schierarsi bene.
Marchisio 5,5: inizia molto male, sembrando un oggetto estraneo alla squadra, poi si riprende e riesce a rendersi abbastanza utile, tuttavia non merita la sufficienza.
Vidal 4: è l’unico che tira, ma spedisce la palla in tribuna per ben tre volte. Cerca di fare qualcosa di buono, ma viene sempre fermato e non è mai nella posizione giusta facendo da ostacolo alle azioni dei compagni. Commette un bruttissimo fallo a un minuto dalla fine, lasciando la squadra in inferiorità numerica. Una partita di dimenticare.
Estigarribia 5,5: nel brutto primo tempo della squadra, è uno dei pochi che cerca di fare qualcosa andando in profondità e cercando di arrivare alla conclusione. Sostituzione un po’ penalizzante.
Pepe 6: combattivo e gagliardo, gioca un buon secondo tempo proponendo importanti cross per i compagni, uno dei quali è trasformato in rete da Matri.
Borriello 4: sembra la sua serata quando recupera due palloni nei primi minuti, ma il resto della gara è da dimenticare, poiché appare pesante, svogliato e incapace di fare gioco. È rimasto in campo anche molto più del dovuto.
Quaglirella 5: fa molto movimento e accorcia la squadra, andando incontro ai compagni e cercando costantemente la sponda per creare qualcosa di buono, peccato che sbagli molti tocchi, compreso un goal facilissimo.
Matri 7,5: due gol regolari, uno dei quali convalidato per il centravanti bianconero che rivolta la squadra come un guanto e fa riprendere a funzionare gli ingranaggi arrugginiti dei primi 65 minuti. Inspiegabilmente tenuto in panchina da Conte regalla alla Juventus un punto d’oro che fa molto morale.
Vucinic 6: il suo tocco di palla è molto prezioso alla causa di della squadra bianconera, infatti rende la manovra più pericolosa e imprevedibile.

Milan – Juventus 1-1. Anche per i goal annullati!

feb262012

Due goal clamorosi annullati, la fuga di Galliani dallo stadio, la rissa finale, e le polemiche che si trascineranno per tutta la settimana. E forse anche oltre. Nessuno si aspettava un Milan – Juve così carico, così elettrizzante e combattuto fino all’ultimo secondo. Peccato  che si vedrà più il goal fantasma di Muntari, piuttosto che di quello annullato ingiustamente a Matri, di cui pochissimo se ne parlerà. Il pareggio non cambia la storia di questo campionato, che non vede spostati gli equilibri che già si conoscevano. Tuttal’più ne conferma la combattività e lo spirito di battaglia aperta tra rossoneri e bianconeri.

Se la squadra di Allegri ha sorpreso la Juventus sul suo stesso piano (intensità e ritmo), è stato sopratutto per merito (o demerito) di Antonio Conte. inutile nascondere le colpe del tecnico, anche perchè se altre volte gli abbiamo attribuito gran parte dei meriti del rinnovamento bianconero, questa volta dobbiamo evidenziarne gli errori, evidentemente di formazione, di uomini scesi in campo al posto di altri più in forma, che una volta subentrati hanno cambiato l’esito della gara. La scelta di escludere Vucinic, Pepe e Matri è stata determinante. Estigarribia ha forse sentito troppo la pressione di una grande partita, Borriello è parso il solito “palo” al centro dell’attacco, mentre Quagliarella è stato quasi sempre assente, sbagliando però una clamorosa palla goal davanti ad Abbiati.

E’ vero che il goal del Milan al 14′ è arrivato da un doppio gigantesco errore di Bonucci (si, ancora lui!), che regala palla al Milan e devià nella propria rete la conclusione avversaria. Ed è anche vero che fino a quel momento il match era equilibrato, costringendo di conseguenza la Juventus a scoprirsi di più. Ma la seconda rete di Muntari, ignorata dal guardalinee, avrebbe affossato forse definitivamente la Vecchia Signora, mettendo la partita su un binario veramente negativo. Lo straopotere del Milan, legittimato da un’altra azione di Robinho in contropiede, evidenzia le difficoltà della Juve nel contenere le ripartenze dei padroni di casa, che giocano sulle nostre difficoltà di costruzione della manovra, e ripartono negli ampi spazi lasciati. Desolante vedere il bilancio alla fine del primo tempo: un solo tiro verso lo specchio della porta durante tutto il primo tempo.

Così non va, e Conte risistema la squadra con il più quadrato 4-4-2, arretrando Lichtsteiner sulla linea di difesa, capendo le difficoltà della propria compagine. Ma non sarà l’unica correzione del mister, che in breve tempo farà entrare Pepe, Vucinic, e Matri, che con la complicità del calo fisico del Milan, riescono a cambiae volto alla partita. E’ proprio iniziando a giocare con maggiore rapidità che Quagliarella riceve la palla da spingere in porta, ma fallisce la ghiotta opportunità. Non fallisce invece Matri, che parte sulla linea dei difensori e trafigge Abbiati, ma l’assistente di linea colpisce ancora!

Non c’è nessuna macchia invece all’83′ quando lo stesso Matri inventa una girata al volo che fulmina tutta la difesa milanista, cogliendo un pareggio forse insperato per come si erano messe le cose nel primo tempo. La Juve pareggia ma si tiene stretto il punto di San Siro, sopratutto dopo il rosso diretto di Vidal, che costringe i nostri a finire la partita in dieci uomini. Ma ancora imbattuti.

Pre partita Milan – Juventus. Formazioni e curiosità.

feb242012

Tutto è pronto per la partita più attesa della stagione, quella che già da settimane si è iniziata a giocare a tavolino, da quando cioè, Ibrahimovic schiaffeggiò Aronica in occasione di Milan – Napoli, gesto che gli costò la squalifica di tre giornate, confermate questa settimana dal giudice sportivo. Ma l’assenza dello svedese non ha attenuato l’attesa per questo big match, nè tantomeno affievolisce la pericolosità dei rossoneri, capaci di brillare di luce propria, anche senza la loro punta di diamante, grazie a uomini quali Boateng, Emanuellson, Pato, Robinho, che nonostante la loro discontinuità, riescono sempre ad alternarsi in modo vincente. I rossoneri sono meno legati alla tattica rispetto ai bianconeri. La maggiore qualità permette di uscire dai rigidi schemi di uno schieramento e lasciare agli uomini libertàdi movimento, senza dare troppi punti di riferimento.

Contrariamente, gli uomini di Conte hanno svolto in questi giorni sedute supplementari di tattica, a porte chiuse. Forse il tecnico sta preparando qualche mossa a sorpresa, o forse sta martellando (come ha dichiarato Matri) i suoi uomini su alcuni aspetti che non devono permettersi di sbagliare. La coesione tra i reparti e i movimenti armoniosi di squadra devono essere la base su cui costruire qualsiasi tipo di partita, per quel che riguarda la Juve. Una cosa però è certa, il mister partirà con il 3-5-2, schema che lo stesso Conte ha definito “tagliato su misura per questa squadra”. I dubbi sono solo legati alla scelta di un paio di uomini. Quagliarella merita un posto da titolare, visto il suo stato di forma; dovrebbe essere Vucinic a lasciargli il posto, così come Estigarribia dovrebbe fare il quinto di centrocampo a sinistra, in ballottaggio fino all’ultimo con Pepe.

In ogni caso, la sfida di domani non saràdecisiva per le sorti del campionato, ma le 60 televisioni mondiali collegate la dicono lunga sull’aspettativa di questa gara. Avendo una partita in più da recuperare, ritengo che sarebbe più decisiva una vittoria della Juventus, che vincendo il recupero si porterebbe ad un cospicuo vantaggio sul Milan, piuttosto che il contrario. Ma come sempre è meglio non fare calcoli e puntare sempre e solo sulla vittoria.

Trofeo TIM: per la Juve una bella figura.

ago182011

Nella cornice di un San Nicola tutto esaurito, si sono affrontate come di consueto, la Juventus, l’Inter e il Milan, per il triangolare più importante dell’estate. Il bilancio è tutto sommato positivo, anche se il termometro di queste sfide non deve essere mai preso troppo sul serio. Troppe le variabili che influenzano il risultato: lo stato di preparazione, gli esperimenti tattici degli allenatori, le mini partite di soli 45 minuti… Però va detto che nella prima partita, quella che ha visto impegnati i bianconeri con i nerazzurri, la Juve ha quasi impressionato per la sua interpretazione fedele quanto “letale” (per l’Inter), del modulo insegnato da Antonio Conte.

Due tocchi e via, con la palla che viaggia veloci, con le punte a fare movimenti perfetti, ora ad inserirsi, ora ad allargarsi, con i cambi di ritmo devastanti, che mettono in ginocchio gli avversari (peraltro mal messi in campo da Gasperini). Se dovessimo quindi esprimere un giudizio sul nuovo modulo della Juve, basandoci solo su questa frazione di gioco, allora dovremmo dire che si, questa è la strada giusta; anche perchè la differenza tra l’assetto “spregiudicato” (se così vogliamo chiamarlo), e quello più prudente visto contro il Milan, è stata troppo evidente. Si, i rossoneri hanno tenuto meglio il campo, facendo una gara molto equilibrata, ma la Juventus sembrava aver perso energia, idee, aggressività, intensità, voglia di vincere. Come se nel cambio di partita, Delneri avesse avvicendato Conte sulla panchina dei bianconeri. ma come spesso capita, quando giochi meglio, non è detto che raccogli i risultati. Vittoria quindi contro il Milan (reti di Vidal e Matri), sconfitta contro l’Inter ai rigori (nei tempi regolamentari rete di Vucinic).

Qualche nota sui singoli che abbiamo potuto ammirare stasera: iniziamo col dire che Storari ha confermato di essere un grandissimo portiere, quasi un peccato tenerlo in panchina. I nuovi esterni (Liechsteiner e Ziegler) hanno confermato ottime potenzialità, insieme al ritrovato De Ceglie. Piacevole la sorpresa di Pasquato che a tratti ha giocato con il piglio e la sicurezza di un veterano. Pirlo già uomo squadra e perfettamente inserito all’interno del telaio juventino. Krasic è il solito sprecone sotto porta, dovrebbero multarlo ogni volta che non alza la testa in area di rigore. Del Piero è ancora l’anima della squadra, ma si vede che il suo serbatoio contiene sempre meno benzina. Vucinic già in goal e sempre pericoloso. Matri già in palla e scalpitante di non perdere il posto. Vidal autore di una rete e di una traversa, con soli due giorni di allenamento con i nuovi compagni.

Tutto sommato non è affatto male.

Juventus – Milan 0-1. Esonero vicino.

mar62011

 

 

 

 

 

 

 

Non seve la grinta, la qualità è un’altra cosa. Questa potrebbe essere in sintesi, la storia della partita. Troppo lo spessore tra le due compagini, basta vedere chi sedeva nella panchina di Allegri (Seedorf, Robinho..) e chi ha sostituito Pato in avanti (Cassano). Il Milan ha fatto una partita ordinata, tutt’altro presa dall’obbligo di vincere, quasi consapevole che prima o poi i bianconeri avrebbero concesso la grande chance, e così è stato. La Juventus non è stata all’altezza sia dal punto di vista del gioco, che del numero di occasioni create. Inferiori sotto l’aspetto della manovra, dell’organizzazione, della mentalità; anche se tutta un’altra Juve (in positivo) rispetto alle gare con il Lecce o con il Bologna. Ma il dato maggiore è la sterilità dell’attacco, incapace di fare alcun tiro verso la porta nemica, e parlando di “attacco” si intende qualsiasi giocatore in proiezione offensiva. Nonostante alcuni miglioramenti tangibili sotto l’aspetto dell’impegno, la posizione di Delneri è sempre più traballante. Innanzi tutto per il risultato, che se con il Bologna aveva fatto pensare al suo esonero, dopo un’altra sconfitta non si può che propendere ancora di più verso questa soluzione. E poi per la gestione della squadra, sempre più senza un’identità, soggetta a tentativi settimanali di schierare questo o quell’altro, facendo ancora esperimenti a dieci giornate dalla fine. L’utilizzo di Traoré e Barzagli ha fatto perdere il posto a Bonucci, fino ad ora titolare, mentre la sostituzione di Matri nel finale ha fatto gridare lo stadio alle dimissioni. Marotta dice che investiranno molte risorse per il prossimo mercato, ma i giocatori solitamente vanno programmati per tempo ed essere adattati al modulo di gioco, e viceversa. La Juve deve pertanto scegliere quanto prima il futuro allenatore, pensando anche che i vari Capello e Lippi (tanto acclamati da tutti), costano anche loro tanti soldi. Il dilemma quindi è: prendere grandi giocatori, o un grande allenatore?

Due minuti abbonadanti e Ibra sbaglia a tre metri da Buffon, concludendo alto un cross di Cassano. I rossoneri si concentrano sulla fascia sinistra dove staziona Sorensen, in imbarazzo sul piano della velocità davanti a Cassano e Ibrahimovic. Juve aggressiva in questa prima parte della gara, con un buon pressing a metà campo, cercando di sfruttare le ripartenze improvvise. Krasic e Martinez hanno buoni spunti (dimostrando che due ali in forma cambiano completamente la faccia di una squadra), ma l’ultimo passaggio è sempre impreciso. Al Milan invece riesce benissimo l’ultimo passaggio di Boateng, che mette Cassano davanti al portiere, dribbling di Fantantonio anche sul rientrante Traorè, ma la conclusione è incredibilmente alt sulla traversa. Seconda colossale opportunità degli ospiti che riescono ad arrivare almeno alla conclusione, contrariamente alla Juvenuts, che si ferma sempre un attimo prima, come quando Krasic compie quasi un coast to coast servendo poi Matri in posizione defilata, ma questi si lascia chiudere bene da Nesta e Jankulowsky.

Sembrano trovarsi bene i bianconeri con l’assetto a due punte di peso, dove sopratutto Toni riesce a toccare una serie incredibile di palloni, facendo un ottimo lavoro di aiuto alla squadra, anche in fase di costruzione del gioco. Squadra quindi più “quadrata” e grintosa, anche se alla fine del primo tempo non si contano tiri in porta da parte dei nostri giocatori, mentre i nostri avversari sono già a quota due, pur spegnendosi progressivamente veros il finale di frazione.

Non ci sono cambi tra le due formazioni, che rientrano con gli stessi effettivi scesi in campo al 1′ minuto. Inizio sotto tono dal punto di vista del ritmo, ma ci pensa Ibrahimovic dopo 6′ ad impegnare Buffon su punizione. Attentissimo Gigi sul tiro dello svedese. La prima mossa di Delneri è l’ingresso di Iaquinta per Toni, puntando chiaramente alla corsa di Vincenzo, maggiormente votato al contropiede veloce. Ma è sempre la difesa a dare le delusioni maggiori, permettendo a Gattuso di liberarsi centralmente facendo partire un tiraccio debole, ma dalla strana traettoria, che beffa Gigi Buffon, forse non completamente esente da colpe. Vantaggio rossonero.

La Juve perde fiducia e il Milan acquisisce tranquillità, bloccando la partita nelle sabbie mobili del centrocampo. Delneri prova a smuovere la situazione facendo entrare Del Piero a 10′ minuti dalla fine. Contestatissimo cambio da parte dei tifosi juventini, perchè si aspettavano l’uscita di Martinez potendo fare una linea d’attacco interessante, con Krasic a destra, Alex a sinistra, e Iaquinta – Matri in avanti.

 E via con i cori a Marcelo Lippi, Giovanni Agnelli, Luciano Moggi, e Alex Del Piero. In panchina come al solito….

Prepartita Juventus – Milan. Formazioni e curiosità.

mar52011

Manca davvero pochissimo alla super sfida. Sarà Juve-Milan, partita che da sempre è valsa moltissimo, come moltissime volte è stata decisiva per lo scudetto. Oggi, purtroppo, la storia è cambiata, e non sappiamo per quanto tempo ancora resterà così. Per il momento a giocarsi lo scudetto restano solo i rossoneri, costretti a vincere perché l’Inter rincorre veloce. E i bianconeri? La stagione della Juventus è forse già finita, o addirittura non è mai iniziata. Fuori da tutto (come la scorsa stagione): dall’Europa, dalla Coppa Italia, dallo scudetto, dalla corsa per la Champions.. anche se qualche miracolo potrebbe rimetterci in careggiata. Ma i tifosi juventini è ormai da tempo che non credono più ai miracoli. Anche la speranza oramai sembra essere crollata. Da un bel po’ di tempo viviamo solo di ricordi, così come ora è sempre più vivo il ricordo e la speranza del ritorno di Luciano Moggi. Illusioni. Una volta quando sentivi Juve-Milan voleva dire che le due squadre più forti e prestigiose d’Italia, forse d’Europa, si incontravano. Oggi è come se in campo ci fossero altre squadre, pur se i rossoneri sono comunque i capoclassifica della Serie A, ad ogni modo lontani dagli storici squadroni milanisti .

Tutta l’Italia stasera tiferà Juve: a partire proprio dagli acerrimi avversari dell’Inter, che della nostra rivalità ormai sembrano non tenere più conto, e che sperano in un nostro miracolo per fermare la corsa del Milan. Ma anche il Napoli e tutte le altre squadre che inseguono, sperano che la Vecchia Signora faccia lo sgambetto al diavolo, aprendo una lotta che diventerebbe veramente interessantissima. Una volta potevamo vantarci di essere una squadra antipatica, oggi, purtroppo, non ci resta neanche questo, perchè tutte ci fanno l’occhiolino. E i tifosi juventini, loro che tifano? Addirittura il mondo è spaccato. C’è chi ovviamente spera in una vittoria della Juventus, come è normale che sia; altri invece tiferanno contro, perché, per il bene della squadra bianconera, sperano che almeno una sconfitta possa costare finalmente la panchina a Delneri, e dare inizio ad una nuova rifondazione, l’ottava dal dopo-Calciopoli. C’è poi chi spera in un successo milanista per evitare di fare qualsiasi favore ai nerazzurri: se proprio si deve scegliere, meglio la squadra che come noi ha subìto l’onta di Calciopoli (pur in misura molto ridotta). La verità è che comunque vada, sarà un insuccesso, Una partita non vale mai una stagione.

La Juve in questa stagione ha dimostrato di essere forte con le grandi e clamorosamente debole con tutte le altre. Diamo, quindi, la parola al campo: Delneri potrà contare sul ritorno di Buffon dalla squalifica. A destra tornerà Sorensen. Novità si intravedono al centro, dove ci potrà essere spazio per Chiellini nel suo vecchio ruolo, con il fragile Traorè a sinistra. A farne spese sarebbe Bonucci. A centrocampo possibilità di cambiamento non se ne vedono: ci sarà sempre il trio Krasic-Marchisio-Melo (dato che Aquilani è recuperato ma solo per la panchina), con probabilità di vedere Martinez a sinistra, all’andata protagonista di una grande partita prima dell’infortunio. In avanti il mister si ostina a lasciare Del Piero in panchina, quello che, nonostante tutto, sembra il più in forma tra gli attaccanti (dopo Matri, ovviamente). Riproporrà Toni a fianco del giovane ex Cagliari, che ha avuto un passato nelle giovanili del Milan. Sarà una partita particolare per lui, così come per Ibra, l’eterno ex, ancora una volta contro la Juventus, con cui ha sfatato il tabù di non averle mai segnato contro. Cercherà di riprovarci stasera, ma dovrà vedersela con Chiellini, in uno scontro che si preannuncia comunque epico, revival di quello del 2008, quando Ibra vestiva ancora la maglia dell’Inter.

Buona partita!

Le pagelle di Milan – Juventus.

nov12010

Storari 6,5: compie un paio di interventi decisivi e infonde la consueta sicurezza alla difesa. Non ha nulla da invidiare ad un fuoriclasse come Buffon. Senza dubbio una delle più belle sorprese di questo inizio di stagione. 
Legrottaglie 6,5: ottimo il rientro del difensore barese, che non vedeva il campo da un po’ di tempo. Sicurezza ed esperienza tengono gli attaccanti rossoneri, lontani dalla porta juventina. Anticipa con tempismo gli avversari avviando in modo veloce le ripartenze.
Bonucci 6,5: paradossalmente gioca meglio senza Chiellini al suo fianco, infatti anche con Legrottaglie forma un tandem perfetto che anestetizza l’imprevedibile attacco del Milan.
Motta 6: gioca un match diligente senza rendersi protagonista di errori o sbavature. Contribuisce in modo decisivo alla solidità del reparto arretrato, anche se qualche volta si fa saltare.
De Ceglie 6,5: si propone con continuità sulla fascia, risultando molto pericoloso. Appare sempre più sicuro di sé e ben inserito nel ruolo di terzino di spinta. Un grave infortunio lo costringe a lasciare il campo anzitempo.
Pepe 5: schierato per necessità come laterale, risulta nullo nella fase di spinta e si dimentica completamente di Ibrahimovic, lasciandolo saltare solo in area di rigore. Per fortuna il gol dello svedese è stato solo un brivido, che non ha pregiudicato il risultato finale. Deve prendere ancora confidenza con il suo nuovo ruolo.
Aquilani 6,5: è lui il padrone del centrocampo, poiché giostra alla perfezione la manovra della squadra, dettando tempi e automatismi. I risultati sono ottimi.
Felipe Melo 6,5: ha tanta grinta e voglia di lottare, infatti sradica numerosi palloni agli avversari, facendoli ben fruttare a favore dei compagni. Grinta da vendere.
Marchisio 6: è sempre molto costante e preciso, in quanto sa benissimo quello che deve fare in campo. Non risulta appariscente, ma il suo apporto è preziosissimo in ogni parte del campo.
Martinez 6,5: quando è fisicamente in forma, è un giocatore decisamente determinante quanto Krasic. Risulta uno dei più incisivi, infatti nascono dai suoi piedi le occasioni più pericolose per i bianconeri.
Sissoko 5,5: entra a partita in corso, ma sembra leggermente spaesato all’interno del campo, faticando a trovare l’esatta collocazione. Si divora davanti ad Abbiati, un gol già fatto, per fortuna ha la lucidità di rialzarsi e offrire a Del Piero il pallone del raddoppio.
Del Piero 7: gioca con estrema diligenza e professionalità, poiché tiene sempre in apprensione la difesa avversaria con le sue giocate di classe. Si sacrifica per la squadra e non attende il pallone. Lascia il segno anche in quest’occasione siglando lo 0-2 con un tiro da fuoriclasse.
Amauri n.g.: entra solo nei minuti finali.
Quagliarella 7: fa molto movimento e cerca di dialogare molto con i compagni. Non dà punti di riferimento alla difesa avversaria e cerca di colpire in ogni possibile occasione. Notevole il gol del vantaggio.