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Non bastano due rigori (non concessi) e 50-60 minuti giocati con grande intensità . Se giochi male per mezz’ora puoi fare danni irreparabili. Ma se la Juve ha sbagliato l’approccio alla partita (come al solito), ha sbagliato poi la seconda volta nel dopo partita. Le parole di Delneri e Marotta, che hanno scagliato la loro rabbia sui giornalisti (Delneri su Pistocchi) e sulle vicende di calciopoli, sono state conclusioni tanto pesanti quanto inopportune. Quando ti presenti in conferenza stampa e gli unici argomenti della sconfitta sono i falli non fischiati a Krasic, allora non ci siamo. Fino al 30′ i bianconeri hanno fatto pietà . Errori banali, scarsa concentrazione e poca determinazione sono state prima di tutto le cause della sconfitta, ma questo nessuno lo ha detto. Delneri non mi sembra più così adatto ad una grande squadra, dal momento che perde letteralmente la testa come una vela gonfiata ad ogni alito di vento. Se però gli errori del mister, dei giocatori e anche dell’arbitro, sono evidenti, lo è anche la reazione della Juve dopo il secondo gol. Quando tutto sembrava compromesso, ecco uscire il carattere. E’ nella personalità della squadra che nascono i successi e le sconfitte, e questi giocatori hanno dimostrato che il carattere lo possiedono, solo che devono decidere di usarlo sempre.
Dopo soli sette minuti dall’inizio, Pastore fa vedere perchè viene considerato un campione: slalom a centrocampo, progressione inarrestabile e cross preciso per Miccoli, che sbuca alle spalle di Grygera e buca Buffon in uscita. Vantaggio del Palermo e gara tutta in salita per i bianconeri. Pastore è proprio questo tipo di giocatore, come avevamo già sottolineato in alcuni precedenti articoli; un uomo che svaria su tutto il fronte d’attacco, tornando fino a centrocampo per partecipare alla costruzione della manovra, ma anche un validissimo attaccante dotato di ottima velocità e fiuto del gol. Purtroppo gioca nel Palermo.
I bianconeri accennano una reazione immediata con un tiro di Krasic da fuori area, che termina troppo alto per impensierire Sirigu. I rosanero si mettono dietro e aspettano gli uomini di Delneri, che fanno tanto possesso palla ma non riescono a fare lo straccio di un’azione pericolosa, mentre Pastore è una costante pericolosa sull’altro fronte. Ma la fragilità della Juve si vede in ogni reparto e anche negli uomini più affidabili: al 20′ infatti, Migliaccio prende il tempo a Chiellini sul cross più lento del mondo, e schiaccia in rete di testa, a due passi da Buffon. Due a zero per i padroni di casa! E se prima era dura, adesso è un inferno, anche perchè si capisce benissimo che i nostri stanno perdendo completamente il polso della partita.
Grandi brividi infatti prima della mezz’ora, quando Pastore e Migliaccio crossano da destra e da sinistra attraversando la porta di Buffon per ben due volte, senza trovare la deviazione vincente per la rete del tre a zero. Questo è il punto più basso da cui la Juventus comincia a risale, a cambiare marcia, a mettersi in testa di giocare da Juve. Al 30′ Matri si mangia la prima palla gol con la nuova maglia, sparando sul portiere un’occasione veramente unica. Preme con più convinzione la squadra, e su calcio d’angolo Bovo deve usare il braccio per sbrogliare una situazione intricata in area: è un fallo da rigore clamoroso ed incredibile quello che l’arbitro ignora, ammonendo anche Marchisio per proteste. Ma è lo stesso Marchisio che subito dopo spara in rete tutta la sua rabbia, accorciando le distanze per la rete del 2-1.
Il primo tempo è a dir poco pirotecnico, infatti le emozioni non finiscono mai: contropiede di Pastore, con Grosso che si fa sorprendere come il più novellino dei difensori; fortunatamente la conclusione finisce a lato. Rispondono i bianconeri con Matri che reclama un altro calcio di rigore per una trattenuta ai suoi danni, mentre riceveva palla davanti alla porta. Squadre a riposo dopo un primo tempo spettacolare, e al ritorno in campo i bianconeri producono subito una grande occasione da gol: Krasic fugge sulla destra e mette un pallone d’oro per Matri, che tira a colpo sicuro colpendo il polpaccio di Bovo a portiere battuto.
L’undici di Delneri gioca col coltello tra i denti e mette finalmente in campo la grinta e la voglia di vincere che avevamo auspicato nel nostro prepartita. Palermo in difficoltà in ogni azione bianconera, che impegna Sirigu con Krasic e Del Piero su tutti. Doppio cambio al 66′, con Sissoko al posto di Aquilani e Martinez che prende il posto di Matri. Cala inevitabilmente il ritmo prima che riprenda furiosa all’80′ per il forcing finale. La squadra di Delio Rossi ha il contropiede per chiudere la gara, ma Miccoli conclude incredibilmente alto a porta vuota! Anche la Juve ha la sua palla gol clamorosa con Martinez che in scivolata non riesce a fare meglio che tirare sul portiere. Entra anche Salihamidzich per l’ultimo pressing disperato e confusionario, ma rimane solo l’amarezza di un’altra sconfitta pesante.
Ingiusta, ma pesante.