Le pagelle di Palermo – Juventus.

apr72012

Buffon ng: uno spettatore non pagante al Barbera.
Bonucci 7,5: poco impegnato, gioca senza sbavature, e sopratutto con molta sicurezza. Conte lo schiera a sinistra nella difesa a tre, dove sembra trovarsi meglio che in posizione centrale. Segna un gran goal che suggella la sua prestazione.
Barzagli 6,5: solita partita di grande attenzione e personalità.
Chiellini 6,5: concentrato e attento sulle poche scorribande rosanero.
Caceres 6: gioca da ala aggiunta, è sempre in proiezione offensiva. Sfiora la rete nel primo tempo, e per questo clamoroso errore merita mezzo punto in meno.
Marchisio 6: può fare di più, ma non è stata nemmeno la sua peggiore partita. Prova la conclusione ma non centra la porta.
Pirlo 6,5: sembra che abbia un conto in sospeso con il Palermo, visto che ha tirato come non mai verso la porta dei padroni di casa. Dovrebbe essere più decisivo negli ultimi metri, ma per il resto gioca la suo partita di classe.
Vidal 6: un po’ in ombra rispetto a domenica scorsa. Si limita a tamponare mettendosi a protezione della difesa.
Estigarribia 5,5: isolato e poco incisivo.
Pepe ng: rileva Estigarribia e cerca di mettere del… Pepe.
Quagliarella 6,5: il goal conferma il suo stato di grazia, anche se da centravanti puro non ha offerto una buona prova. non era il suo ruolo, e infatti ha segnato quando è entrato Matri.
Vucinic 6: luci ed ombre, genio e sregolatezza. Se fosse anche determinante sotto porta potrebbe candidarsi al pallone d’oro.
Matri ng: troppo poco tempo per mettersi in mostra.

Palermo – Juventus 0-2. E sorpasso fu!

apr72012

Si può dire tutto, tranne che Conte non sfrutti tutta la rosa a disposizione e sopratutto che non cerchi di ricavarne il meglio a seconda del momento e dell’avversarsario. La formazione messa in campo a Palermo, conoscendo il risultato di Milano, è stata tutt’altro che difensiva. Caceres ed Estigarribia sugli esterni, a sostituire Lichtsteiner e De Ceglie, sono state scelte coraggiose ma anche intelligenti. Voler chiudere subito la partita dev’essere stato il pensiero principale del nostro tecnico, che ha impostato una partita asfisiante nei confronti del Palermo, con una difesa a tre, e sette giocatori in attacco.

Juve a testa bassa dal primo minuto, ottimo impatto sulla gara e voglia di vincere che sembra straripare (cosa fanno a volte i risultati degli avversari….). Il Palermo viene schiacciato nella propria metà campo e non riesce ad alzare la testa per impensierire la retroguardia bianconera. La velocità di manovra costringe i difensori di Mutti a recuperi e salvataggi sempre più affannosi, ma è singolare come le iniziative più pericolose partano dai piedi di Pirlo e Vucinic, non tanto perchè loro non abbiano le caratteristiche per creare dei pericoli, ma l’intento di Conte di sfruttare le fasce in modo importante, non riesce a mettersi in atto. Il montenegrino tocca un’infinità di palloni, ma come al solito la precisione non è un suo pregio. Per alcuni versi finisce per assomigliare all’ex di fascia sinistra Boksic, che tanto creava ma poco segnava.

Il goal è sempre nell’aria, e quando Pirlo mette Caceres davanti al portiere, sembra proprio fatta: l’uruguaiano aggancia benissimo il pallone, ma sbaglia malissimo la conclusione. L’occasione fallita è l’emblema di quanto i bianconeri arrivino vicino al vantaggio, ma ogni volta sfuma per un nonnulla. La protezione della porta è l’unica preoccupazione dei padroni di casa, che chiudono imbattuti il primo tempo, ma con un passivo sul possesso palla, del 76%! Conte non ha ragione di cambiare subito una formazione che sta dando buoni risultati, così ricomincia nella ripresa con i soliti undici. Ma come è successo anche col Napoli, i bianconeri straripano nella ripresa, facendo valere la loro superiorità fisica e affondando il coltello nel burro. Al 55′ la svolta della partita: da un angolo di Pirlo, Bonucci svetta su tutti e “spizza” da maestro: vantaggio bianconero. La Juve non si rilassa, ma concede al Palermo la sua unica chance con Migliaccio, che però non arriva a colpire la sfera di testa. Conte effettua un cambio insolito, togliendo Vucinic nel momento in cui si aprono gli spazi, e mettendo la boa Matri. Il cambio non sarebbe logico, ma la difesa di palla di Matri apre l’inserimento di Quagliarella che insacca la seconda rete della serata.

Fabio ha fatto il suo dovere, ed è tempo di Alex Del Piero al 77′. Il tempo appunto per sfiorare ancora la rete, e sperare di rivederlo qualche minuto in più la prossima partita.

Le pagelle di Juventus – Palermo.

nov212011

Buffon 7: tanta sicurezza e alcuni ottimi interventi per il portierone bianconero, che lascia la sua porta immacolata.
Barzagli 6,5: vive una partita di tranquillità, controllando senza troppi problemi gli avanti palermitani.
Bonucci 6: non si dimostra sicurissimo in alcune occasione e rischia un po’ troppo su alcuni disimpegni, tuttavia conserva l’imbattibilità del reparto.
Lichsteiner 6: svolge il suo compito con diligenza e pulizia, dimostrandosi all’altezza della situazione sia dal punto di vista difensivo che offensivo.
Chiellini 6,5: nonostante gli impegni in nazionale, il terzino bianconero appare in forma e con ottima lucidità, che mette in pratica con buoni inserimenti sulla fascia, creando costanti pericoli alla difesa del Palermo e fraseggiando bene coi compagni.
Pirlo 7,5: giostra il gioco della squadra, orchestrando i compagni con passaggi e tocchi veloci, che danno grande fluidità alla manovra bianconera.
Marchisio 7,5: agisce molto bene come filtro di centrocampo e s’inserisce con la consueta continuità in attacco, trovando ancora una volta la via della rete.
Pazienza n.g.: solo pochi minuti per il centrocampista bianconero.
Pepe 7: agisce perfettamente in posizione di ala, facendo molto male alla difesa avversaria. Segna anche un gol da perfetto centravanti.
Vucinic 7,5: svaria su tutto il fronte d’attacco, senza dare punti di riferimento al Palermo, creando così grande mobilità offensiva e pericoli continui, anche se il gol alla fine non arriva.
Quagliarella n.g.: metà tempo per l’attaccante napoletano, che cerca di inserirsi con grande volontà nel gioco della squadra.
Vidal 6,5: è forse il meno in forma dell’intera squadra, in quanto fa bene il suo compito, ma non stupisce come i suoi compagni di reparto.
Matri 7: funge da punto di riferimento offensivo, smistando palloni e giocando di sponda coi compagni. Meritatissima la rete del 2-0.
Del Piero n.g.: solo pochi minuti per il capitano, verso la partita numero 500 in bianconero.

Juventus – Palermo 3-0. Vittoria indiscutibile.

nov202011

Aveva ragione Conte quando diceva che la Juve era in forma. I ritmi sostenuti dalla squadra nell’ubriacare un Palermo già disordinato per conto suo, e tenuti sino alla fine dell’incontro, mantenendo lucidità in fase realizzativa, uniti all’unità di squadra e alla voglia di vincere, hanno portato la limpida vittoria di oggi e posto un’altra pietra miliare nella costruzione del progetto Juve. Le caratteristiche evidenziate qui sopra iniziano ad essere sempre più il marchio di fabbrica dei bianconeri, e sempre più vicini a quella Juve di Lippi, affamata come un lupo, e rabbiosa come una tigre ferita. Forza e velocità, ma a nche tanta classe, con Pirlo, Vucinic e con giocatori che coniugano entrambe le caratteristiche, come Marchisio, Matri e Vidal. Se Conte avrà ragione anche sul secondo importante concetto espresso alla vigilia, e cioè che il tempo delle scelte legate agli infortunati è finito, e che da oggi inizia il tempo delle scelte tecniche, beh, allora ci sarebbe veramente di che divertirsi.

Juventus in formazione “tipo” come annunciato alla vigilia. Unica novità la convocazione di Iaquinta che però viene relegato in tribuna; Vucinic preferito a Del Piero, grazie alla sua duttilità da esterno che serve molto al gioco d’attacco della Juve, con Matri centravanti inamovibile, con Vidal a far da guastatore insieme a Marchisio. Proprio quest’ultimo ha in avvio l’occasione per il vantaggio, grazie ad un pallone vagante che giuge sui suoi piedi al limite dell’area di rigore, ma la sua sforbiciata termina a lato. Risponde Ilicic che si fa chiudere lo specchio da uno strepitoso Buffon. Ma i bianconeri spingono, e grazie ad una difesa traballante come quella siciliana, riescono a segnare l’1-0 con Simone Pepe, che schiaccia di testa in perfetto stile Amauri, nell’inedita posizione di centravanti. Ottimo anche il cross di Chiellini che affonda sulla fascia, proponendosi in sovrapposizione a Vucinic.

I bianconeri mantengono il possesso palla e hanno l’occasione di raddoppiare con Vucinic, che viene pescato da solo in area, ma sbaglia lo stop. Il momentaneo strapotere juventino si palesa al 30′ quando Andrea Pirlo si inserisce centralmente e piazza un pallone che si stampa clamorosamente sul palo! Ma i rosanero cercano di sfruttare le briciole lasciate dalle sbavature dei nostri difensori, quando Bonucci sbaglia il rinvio e libera il contropiede che mette Ilicic davanti a Buffon; fortunatamente il palermitano si emoziona davanti a Buffon e cicca il pallone. Palermo che chiude in attacco la prima frazione di gioco con la terza occasione per Ilicic, parata da Buffon con estrema sicurezza. Tre occasioni sono tante per una Juventus che pure ha comandato il gioco, ma che ha rischiato troppo in difesa, concedendo occasioni per il pareggio.

Conte non cambia nessuno nell’intervallo, come di consueto, ma “pronti-via” e Matri raddoppia con un bellissimo inserimento in profondità: sguardo in mezzo a controllare avversari e compagni, e rasoiata imprendibile per il portiere. Due a zero! Ma non è finita. Vucinic si procura lo spazio per tirare, la sua conclusione è uno splendido giro che esce di pochissimo. E’ una Juve straripante e il terzo goal è solo questione di poco. Bellissima combinazione tra Vucinic, Matri e Marchisio, con il velo del centravanti per il centrocampista che può concedersi il lusso di concludere di precisione in rete. Tre a zero!

Lo spettacolo offerto dai bianconeri può essere ancora più succulento, quando Vucinic in contropiede tenta un pallonetto che sarebbe stato uno dei più bei gol di questa stagione, ma il pallone finisce fuori. Il montenegrino lascia il posto a Quagliarella, che dal 66′ può iniziare il suo programma di reinserimento. Conte fa bene a questo punto concedere spazio alla sua panchina: dentro anche Pazienza per Marchisio (applauditissimo) e Del Piero per Matri. Alla fine, applausi per tutti.

Pre partita Juventus – Palermo. Formazioni e curiosità.

nov202011

Ventidue giorni di assenza dai campi di gioco per la Juventus di Antonio Conte, che dopo il rinvio – farsa di Napoli, torna a giocare con un Palermo ambizioso, che punta in alto anche guardando i risultati degli ultimi tre anni, che l’hanno sempre vista vincitrice a Torino. Il nostro mister ha proprio evidenziato questo aspetto alla vigilia, puntando a voler dimostrare che qualcosa è cambiato rispetto agli anni precedenti. La lunga pausa ha permesso se non altro di poter continuare il recupero di Elia e Quagliarella, importantissimi per il progetto di Antonio e per il turnover di una lunga stagione. Proprio le fasce sono infatti il settore di maggior “usura” nel gioco bianconero, pertanto più bisognose di ricambi ed alternative.

Nessuna novità quindi sul sistema di gioco che adotterà la Juve con i rosanero. l’esclusione di Krasic è ormai “doverosa” visto il rendimento di Matri, Vucinic e Pepe, per non parlare di Arturo Vidal (rientrato dall’imbarazzante esclusione per motivi disciplinari dalla nazionale cilena). Per Milos lui si prospetta una giusta cessione a gennaio, visto che il giocatore pretende di giocare in una squadra che non lo vede protagonista da tempo. Detto del reparto avanzato, a centrocampo l’immancabile Pirlo salirà in cambina di regia affiancato da Marchisio, con il solito Vidal a fare da pendolo tra i reparti. In difesa invece, nessun problema per Buffon, mentre la coppia centrale sarà sempre Bonucci – Barzagli, affiancati di Lichtsteiner e Chiellini.

Per il Palermo dovrebbe tornare in campo Miccoli al posto dell’infortunato Hernandez. Attenzione anche a Ilicic, già nel mirino di Marotta e Paratici.

Le pagelle di Palermo – Juventus.

feb32011

Buffon 6: non ha colpa sui gol e compie alcuni ottimi interventi che evitano un passivo peggiore.
Grosso 4,5: si fa spesso infilare alle spalle e, come al solito, non dà l’adeguata copertura alla difesa. Non pervenuto in attacco.
Salihamidzic n.g.: solo pochi minuti in campo per lui, che non riesce a far valere la sua grinta per cambiare il risultato.
Chiellini 5: altra prova non consona ai suoi standard, in quanto compie sicuramente ottimi e decisivi interventi, ma ogni tanto commette leggerezze imperdonabili, come in occasione del raddoppio di Migliaccio.
Barzagli 5,5: non facile il suo esordio in bianconero e il suo ritorno nel calcio italiano. Nuovi compagni e diverso campionato, non sono ostacoli facili da superare, infatti Andrea incontra molta difficoltà e soffre oltremisura la velocità degli attaccanti palermitani.
Grygera 4,5: c’è poco da aggiungere alle prestazioni del ceco, se non le consuete disattenzioni e la perseveranza negli errori, che permettono agli avversari di andare in gol con spaventosa regolarità.
Marchisio 6,5: secondo gol in due partite per il centrocampista torinese, che trascina la squadra con la sua rabbia agonistica. Sembra si stia abituando al nuovo ruolo sulla fascia sinistra. Purtroppo ha il vizio di scomparire in alcuni tratti della partita.
Felipe Melo 5: corre molto e cerca di mettersi a disposizione della squadra, ma questa sera non è decisivo in mezzo al campo e viene messo in difficoltà dalla velocità dei centrocampisti avversari.
Aquilani 6: guida la reazione bianconera con la sua geometria, che dà ordine alla manovra e sicurezza ai compagni. La sua calma e creazione di gioco risultano fondamentali per un proseguo di stagione meno travagliato.
Sissoko n.g.: mette grinta e muscoli al servizio della squadra, ma non riesce a sovvertire le sorti della gara.
Krasic 6,5: a tratti incontenibile, è tornato il pendolo della squadra sulla fascia, proponendo cross a ripetizione. Viene servito sempre troppo poco.
Matri 5: sicuramente più mobile e propositivo di Amauri, crea molto gioco e ottime occasioni, che però spreca banalmente. Un esordio comunque positivo, macchiato comunque da alcuni errori grossolani.
Del Piero 6: dialoga bene con Matri e cerca, come sempre, di proporsi e creare gioco e occasioni. Fa anche oggi il suo dovere.
Martinez n.g.: una sola grande occasione, che però non riesce a sfruttare nel breve spezzone concessogli da Del Neri.

Palermo – Juventus 2-1. Ma stavolta meritava di vincere.

feb32011

 

 

 

 

 

 

 

Non bastano due rigori (non concessi) e 50-60 minuti giocati con grande intensità. Se giochi male per mezz’ora puoi fare danni irreparabili. Ma se la Juve ha sbagliato l’approccio alla partita (come al solito), ha sbagliato poi la seconda volta nel dopo partita. Le parole di Delneri e Marotta, che hanno scagliato la loro rabbia sui giornalisti (Delneri su Pistocchi) e sulle vicende di calciopoli, sono state conclusioni tanto pesanti quanto inopportune. Quando ti presenti in conferenza stampa e gli unici argomenti della sconfitta sono i falli non fischiati a Krasic, allora non ci siamo. Fino al 30′ i bianconeri hanno fatto pietà. Errori banali, scarsa concentrazione e poca determinazione sono state prima di tutto le cause della sconfitta, ma questo nessuno lo ha detto. Delneri non mi sembra più così adatto ad una grande squadra, dal momento che perde letteralmente la testa come una vela gonfiata ad ogni alito di vento. Se però gli errori del mister, dei giocatori e anche dell’arbitro, sono evidenti, lo è anche la reazione della Juve dopo il secondo gol. Quando tutto sembrava compromesso, ecco uscire il carattere. E’ nella personalità della squadra che nascono i successi e le sconfitte, e questi giocatori hanno dimostrato che il carattere lo possiedono, solo che devono decidere di usarlo sempre.

Dopo soli sette minuti dall’inizio, Pastore fa vedere perchè viene considerato un campione: slalom a centrocampo, progressione inarrestabile e cross preciso per Miccoli, che sbuca alle spalle di Grygera e buca Buffon in uscita. Vantaggio del Palermo e gara tutta in salita per i bianconeri. Pastore è proprio questo tipo di giocatore, come avevamo già sottolineato in alcuni precedenti articoli; un uomo che svaria su tutto il fronte d’attacco, tornando fino a centrocampo per partecipare alla costruzione della manovra, ma anche un validissimo attaccante dotato di ottima velocità e fiuto del gol. Purtroppo gioca nel Palermo.

I bianconeri accennano una reazione immediata con un tiro di Krasic da fuori area, che termina troppo alto per impensierire Sirigu. I rosanero si mettono dietro e aspettano gli uomini di Delneri, che fanno tanto possesso palla ma non riescono a fare lo straccio di un’azione pericolosa, mentre Pastore è una costante pericolosa sull’altro fronte. Ma la fragilità della Juve si vede in ogni reparto e anche negli uomini più affidabili: al 20′ infatti, Migliaccio prende il tempo a Chiellini sul cross più lento del mondo, e schiaccia in rete di testa, a due passi da Buffon. Due a zero per i padroni di casa! E se prima era dura, adesso è un inferno, anche perchè si capisce benissimo che i nostri stanno perdendo completamente il polso della partita.

Grandi brividi infatti prima della mezz’ora, quando Pastore e Migliaccio crossano da destra e da sinistra attraversando la porta di Buffon per ben due volte, senza trovare la deviazione vincente per la rete del tre a zero. Questo è il punto più basso da cui la Juventus comincia a risale, a cambiare marcia, a mettersi in testa di giocare da Juve. Al 30′ Matri si mangia la prima palla gol con la nuova maglia, sparando sul portiere un’occasione veramente unica. Preme con più convinzione la squadra, e su calcio d’angolo Bovo deve usare il braccio per sbrogliare una situazione intricata in area: è un fallo da rigore clamoroso ed incredibile quello che l’arbitro ignora, ammonendo anche Marchisio per proteste. Ma è lo stesso Marchisio che subito dopo spara in rete tutta la sua rabbia, accorciando le distanze per la rete del 2-1.

Il primo tempo è a dir poco pirotecnico, infatti le emozioni non finiscono mai: contropiede di Pastore, con Grosso che si fa sorprendere come il più novellino dei difensori; fortunatamente la conclusione finisce a lato. Rispondono i bianconeri con Matri che reclama un altro calcio di rigore per una trattenuta ai suoi danni, mentre riceveva palla davanti alla porta. Squadre a riposo dopo un primo tempo spettacolare, e al ritorno in campo i bianconeri producono subito una grande occasione da gol: Krasic fugge sulla destra e mette un pallone d’oro per Matri, che tira a colpo sicuro colpendo il polpaccio di Bovo a portiere battuto.

L’undici di Delneri gioca col coltello tra i denti e mette finalmente in campo la grinta e la voglia di vincere che avevamo auspicato nel nostro prepartita. Palermo in difficoltà in ogni azione bianconera, che impegna Sirigu con Krasic e Del Piero su tutti. Doppio cambio al 66′, con Sissoko al posto di Aquilani e Martinez che prende il posto di Matri. Cala inevitabilmente il ritmo prima che riprenda furiosa all’80′ per il forcing finale. La squadra di Delio Rossi ha il contropiede per chiudere la gara, ma Miccoli conclude incredibilmente alto a porta vuota! Anche la Juve ha la sua palla gol clamorosa con Martinez che in scivolata non riesce a fare meglio che tirare sul portiere. Entra anche Salihamidzich per l’ultimo pressing disperato e confusionario, ma rimane solo l’amarezza di un’altra sconfitta pesante.

Ingiusta, ma pesante.

Le pagelle di Juventus – Palermo.

set242010

Storari 6: compie importanti interventi che evitano un passivo superiore. Non impeccabile sulla punizione di Bovo.
Chiellini 5: questa volta non riesce a salvare la difesa dal naufragio, infatti nonostante la sua consueta grinta, si fa saltare troppo facilmente dagli avversari.
Bonucci 5: gli attaccanti del Palermo arrivano ovunque e lui non riesce a fermarli in nessun modo. Spaesato.
Grygera 5: se già solitamente non brilla sulla fascia destra, meno ancora lo fa su quella sinistra; è un fattore nullo nell’economia del gioco bianconero, poiché spinge raramente e in difesa non riesce a fermare gli avversari. Udine è stata per tutti un’altra cosa.
Motta 5: si fa saltare costantemente e con una facilità imbarazzante, tanto che gli attaccanti del Palermo trovano spazi immensi per affondare dalla sua parte. Dal terzino ci si aspetta che per prima cosa sappia difendere.
Marchisio 5: appare stanco e compassato in mezzo al campo. Non riesce ad essere l’arma in più della squadra, fallendo sia nella fase d’impostazione di gioco, sia nella fase di copertura.
Felipe Melo 5: non riesce a spezzare le trame di gioco dei centrocampisti avversari, che riescono a servire facilmente le punte e infliggono un’altra sconfitta alla Juventus.
Krasic 6: è forse il più lucido e vivace della squadra. Si rende protagonista delle sue solite discese che fruttano cross e azioni pericolose. Pecca di precisione in zona gol.
Pepe 5: solo un buono spunto in tutto il match. Troppo poco per uno che dovrebbe essere l’arma vincente della squadra. Fatica anche molto in copertura rientrando veramente di rado. Delneri lo sostituisce giustamente.
Iaquinta 6: merita la sufficienza per il consueto impegno e per la rete della bandiera, tuttavia non incide più di tanto.
Del Piero 6: il capitano cerca di salvare la squadra assumendosi la responsabilità di creare gioco. Mostra la sua classe con scambi sullo stretto e uno-due veloci coi compagni, che però non concretizzano i suoi suggerimenti. La traversa gli nega la gioia dell’ennesimo eurogol.
Aquilani n.g.: mezz’ora in campo, ma nulla degno di nota.
Quagliarella 5: fa fatica a trovare spazio nelle maglie strette della difesa del Palermo e soffre la fisicità degli avversari.
Amauri 6: lotta su ogni pallone e cerca il gol con insistenza, tuttavia non è fortunato e resta a bocca asciutta. Se dovessimo giudicarlo solo dall’impegno sarebbe da 10.

Juventus – Palermo 1-3. Svegliti Juve!

set242010

 

 

 

 

 

 

 

La sensazione di essere sull’ottovolante è una cosa che può essere talvolta divertente, ma non se ti aspetti il saliscendi allora ti può dare veramente fastidio. Domenica tutto su, e oggi tutto giù, e il risultato è che lo stomaco dei tifosi juventini in questo momento è molto provato. Brutta partita, brutta interpretazione, brutto il risultato finale. Prendere in casa tre gol da una squadra sulla carta molto inferiore, può dare veramente una scossa negativa all’ambiente, condizionando il lavoro di Delneri in previsione futura. Inutile girarci intorno, questa è una “botta” pesante, ma per fortuna tra pochi giorni si giocherà ancora; questo potrebbe essere una chance per poter dimenticare subito la vergogna di oggi. Squadra fragile, molle, poco convinta, sopratutto troppo vulnerabile, se pensiamo che il Palermo non ha assolutamente fatto una gara di attacco. I rosanero hanno fatto una gara quasi perfetta, capitalizzando le occasioni avute e limitando i bianconeri a poca cosa. Evidentemente la Juve è entrata in campo gongolante dagli elogi dello scorso turno di campionato. E ha pagato.

Juve in campo in formazione tipo, con Del Piero ancora titolare al fianco di Quagliarella e Marchisio a comandare il centrocampo. Nemmeno il tempo di accendere la tv che il Palermo è già in vantaggio. Guardi bene la tv, ed è proprio così, non ti stai sbagliando: ospiti in gol con Pastore che ribadisce in rete una respinta di Storari, battendo da fuori area. Il più classico dei triangoli taglia fuori la difesa bianconera portando al tiro i rosanero; da qui si inizia a capire come balla (e ballerà) la nostra difesa. Si parte quindi in salita, dallo 0 a 1. E’ ancora troppo presto per innescare una scossa nella squadra, infatti i bianconeri non hanno la giusta reazione immediata, preferendo cercare di riorganizzare la manovra. Ci vogliono 15′ per vedere qualcosa che assomiglia ad un tiro in porta, effettuato da Pepe.

Palermo più vicino al raddoppio che la Juve al pareggio: contropiede fulmineo della squadra di Rossi che non si concretizza veramente per un soffio. Le iniziative della Juve vengono invece stroncate tutte sul nascere, se escludiamo sporadiche conclusioni di Del Piero sulle punizioni da lunga distanza. Ma lo show dei rosanero non è finito qui: ancora Pastore che colpisce il palo andando vicinissimo al K.O.; momento diffici

Le pagelle di Juventus – Palermo.

mar12010

Manninger 6: un’ottima parata su un contropiede avversario che salva il risultato e alcuni buoni interventi quando ce n’è bisogno. Non riesce ad evitare la sconfitta in quanto sui gol che subisce non ha nessuna colpa.
Grygera 4: partita sufficiente fino al momento fatale. Non è Candreva nella spinta, ma ogni tanto ci prova. Macchia la sua prestazione con un erroraccio che innesca il raddoppio di Budan e ne pregiudica la sua votazione. È vero che errare è umano, ma certi errori pesano veramente tanto.
Cannavaro 6: appare un po’ sulle gambe risultando spesso in difficoltà contro gli avanti rosanero, che però riesce a fermare grazie alla sua esperienza. Ritorna anche al gol in Italia dopo tanto tempo, ma l’arbitro annulla.
Chiellini 7: è una diga in mezzo alla difesa e vince spesso il duello col velocissimo Miccoli, dimostrandosi in forma strepitosa e con una maturità ormai raggiunta. Nemmeno la sua grande prestazione riesce ad evitare la sconfitta. Si spinge anche in avanti e sfiora la rete senza fortuna.
De Ceglie 6,5: macina moltissimi chilometri sulla fascia sinistra, spaccando in due la difesa avversaria e proponendo costanti cross agli attaccanti e sovrapposizioni, che però non portano la squadra alla rete. È apparso in buona forma e in costante crescita, tuttavia non riesce a dare una marcia in più alla manovra.
Grosso n.g.: pochi minuti e tanti fischi per lui.
Candreva 6,5: gioca un’ottima prima frazione schiacciando il Palermo nella sua metà campo e dando l’idea di poter sbloccare il risultato da un momento all’altro. Col passare dei minuti cala fisicamente e i riflessi si annebbiano, così ne risente anche il gioco della squadra e la manovra offensiva in generale.
Sissoko 7: corre a più non posso e recupera un’infinità di palloni trasformando le azioni da difensive in offensive. È lui il motore dell’attacco bianconero nel primo tempo. Nella ripresa deve sopperire anche al calo fisico dei compagni che lo costringe agli straordinari, così tutto il reparto mediano cala e il Palermo affonda.
Felipe Melo 6: non sfigura al fianco di Sissoko, combattendo su ogni pallone e cercando di far reggere la diga bianconera in mezzo al campo, tuttavia non appare irresistibile e la sua prestazione piuttosto normale non è troppo degna di nota.
Diego 5: è sempre spaesato in mezzo al campo. Prova a creare gioco, ma proprio non ci riesce, inoltre appare poco cattivo in fase conclusiva non mettendo la necessaria rabbia nelle azioni offensive e nelle conclusioni. La sua scarsa vena si ripercuote sul gioco di tutta la squadra che sembra ritornata quello della gestione Ferrara.
Zebina n.g.: in campo solo per qualche minuto.
Del Piero 5: prova a mettersi in mostra, ma fatica molto poiché è ben ingabbiato dalla difesa del Palermo ed è spesso costretto ad arretrare per poter ottenere palloni giocabili. I compagni non lo seguono, perciò la sua prestazione risulta avara di spunti e piuttosto anonima.
Paolucci n.g.: entra solo per pochi minuti.
Trezeguet n.g.: solo un colpo di testa in novanta minuti è troppo poco per un attaccante di razza come lui, che sembra avere le polveri bagnate e pare essere completamente al di fuori dai giochi della squadra. Non dà profondità e aspetta il pallone senza partecipare alla manovra, risultando del tutto sterile.