Parma – Juventus 0-0. Ennesimo brutto pareggio.

feb152012

Da come era stata presentata la partita, sembrava potesse essere un match aperto e combattuto, degno dei migliori Parma – Juve degli anni che furono. Invece, il solito tema che si ripropone, e la stessa partita che si incanala su un binario morto, da cui non si riesce ad uscire. Che Donadoni avesse detto che la Juve non avrebbe avuto vita facile, lo hanno sentito tutti, non me lo sono immaginato io; ma probabilmente non si riferiva allo spirito della sua squadra, e questo lo abbiamo capito dopo. Il renderci la vita difficile stava nel fatto che ormai il punto debole dei bianconeri è stato scoperto: imbrigliarli in un gioco estremamente difensivo, lasciando che poi gli stessi giocatori sbaglino con i propri piedi. E’ successo in tutte le partite pareggiate dalla Juve contro le piccole. Tutti punti persi. E tutti allo stesso modo. Per carità, nessun appunto si può muovere alla mentalità offensiva degli uomini di Conte, che hanno attaccato per 90 minuti concedendo pochissimo agli avversari. Ma come al solito, questo non basta.

Fino a quando Pirlo sottraeva un uomo alla difesa avversaria, e superando questa marcatura riusciva a creare situazioni di superiorità, allora le cose andavano bene. Quando gli allenatori hanno capito che lasciare libero il nostro regista e arretrare un uomo a coprire meglio gli spazi, sarebbe stata un’arma più efficace, allora ecco che sono nati i problemi della Juve. Pirlo gioca tantissimi palloni, e quasi tutti in libertà, fronte alla porta, ma i problemi sono due: il primo è che non sa a chi dare il pallone, il secondo è che ha una forte avversione per il tiro dalla lunga distanza. Il che complica le cose in una squadra che in avanti ha perso la brillantezza, e dove nessuno è più capace di saltare il diretto avversario (ad eccezione di Giaccherini), se non su lancio illuminante di Pirlo. Allora mi chiedo come mai Conte si ostini a tenere Giaccherini e Quagliarella in panchina, vedendo che sono gli unici capaci di dare una scossa alla squadra e cambiare il volto della partita. E’ successo anche stasera, ma venti minuti a disposizione per raddrizzare una gara, non sono sempre sufficienti.

Ma non sono solo Vucinic e Pepe o Estigarribia a finire sul tavolo degli imputati; Matri per esempio rimane inoperoso per lunghissimi tratti di gara, nonostante sia un centravanti che si presta molto alla manovra. Ma nelle aree affollate di difensori, sembra essere un pesce fuor d’acqua. Forse perchè i terzini quando salgono non azzeccano un cross che sia uno? Questo anche perchè la pressione delle squadre avviene principalmente sulle fasce, mentre frontalmente lasciano una certa libertà di manovra, sapendo che spalle alla porta si può combinare ben poco, e che Vidal, Pirlo e Marchisio non azzardano mai una conclusione dalla distanza, giusto per iniziare a far uscire in pressing qualche difensore.

Qualcuno potrebbe sollevare il dubbio se non siano troppo severe queste critiche nei confronti di una formazione che ancora risulta imbattuta. Ma che prezzo stiamo pagando questa imbattibilità? Ricordate quando con Zaccheroni uscimmo dall’Europa senza aver mai perso una partita? Ebbene, è con le vittorie che si alzano i trofei, non con l’imbattibilità.  Ah, mi stavo quasi dimenticando del rigore non fischiato a Giaccherini…. ma ormai rientra nella normalità delle cose.

Le pagelle di Parma – Juventus.

mag162011

Buffon 7: compie un paio di prodigiosi interventi che evitano l’ennesima goleada. È sempre uno dei migliori, ma la difesa non lo aiuta.
Motta 4: vaga per il campo senza trovare una sua identità. nè incursore nè difensore. Si fa saltare con troppa facilità e non riesce mai ad essere concreto.
Barzagli 6: se la cava con un po’ di esperienza, riuscendo a limitare i danni sulle incursioni degli attaccanti del Parma, ma non basta per evitare la sconfitta.
Chiellini 5: è apparso in netto calo nelle ultime uscite, in quanto fatica a stare dietro agli attaccanti avversari e a guidare la difesa. Risulta più pericoloso in attacco che concreto nella retroguardia.
Grosso 4: gioca una partita da oggetto misterioso, infatti non si propone mai e si presenta come un birillo agli avversari, che fanno razzie sulla sua fascia. Il suo operato in campo gli frutta l’ennesima insufficienza. 
Martinez 5: inconcludente come sempre, tocca pochissimi palloni e nell’unica occasione che gli capita, spara malamente addosso al portiere avversario.
Toni 6: merita la sufficienza per il suo costante impegno e la generosità che dimostra ogni volta che Del Neri lo manda in campo per uno spezzone di partita. Anche questa volta non è fortunato sotto porta. I suoi molti errori avrebbero potuto fruttare più punti e più gol in questa stagione, non per niente parte dalla panchina.
Giandonato 6: sufficienza d’incoraggiamento per il giovane centrocampista, che tocca qualche buon pallone e cerca di rendersi utile per la squadra. Esce per crampi.
Traorè n.g.: il suo ingresso non cambia l’andamento del match.
Felipe Melo 6: lotta e combatte come un leone fino alla fine. Non è molto lucido, ma con al sua forza fisica sfonda la difesa avversaria e impegna Mirante in più di un’occasione, senza però colpire.
Pepe 5: come al solito gioca a tratti, ma questa volta sono molto più lunghe le pause rispetto ai momenti buoni. Ne risulta una partita incolore e senza acuti.
Salihamidzic n.g: non riesce a cambiare le sorti del match col suo ingresso in campo.
Matri 6: lotta come un gladiatore per conquistare palloni giocabili e cerca sempre di arrivare alla conclusione. Non è molto pericoloso tuttavia si rende protagonista di qualche buona giocata. Quando Del Neri cambia la sua posizione, il suo rendimento cala.
Del Piero 6: non riesce sempre a trainare i compagni, perciò gioca una partita sufficiente, ma senza acuti. L’arbitro avrebbe potuto essere leggermente più clemente accordandogli un netto rigore per intervento da tergo di Zaccardo.

Parma – Juventus 1-0. Una figuraccia “europea”.

mag152011

 

 

 

 

 

 

 

Due cose avevamo detto nel prepartita: che bastavano Giovinco e Bojinov per impegnare seriamente la nostra retroguardia, e che questa partita sarebbe stata l’ennesima ”medaglia d’onore” per i nostri avversari. Tutto si è verificato, secondo previsione. La Juve è fuori dalle competizioni europee, o almeno sicuramente per quanto riguarda la Champions, poi per l’Europa League aspettiamo solamente l’ufficialità della prossima settimana. La sentenza suona come un tuffo al cuore, ma per quanto pesante, dobbiamo dire che è pure giusta. Non merita nessun appello la squadra che ha buttato così tanti punti, con l’aggrante del come siano stati persi. Contro quali squadre, con quale animo, con quale spirito. Difficile anche dare tutta la colpa a Delneri, quando vedi in campo giocatori come Martinez, Motta, l’ultimo Aquilani, il discontinuo Marchisio, l’ormai prevedibile Krasic, e via dicendo. Ora tutti inizieranno a dire che in assenza dell’Europa League o della Champions, la Juventus potrà concentrarsi maggiormente sul campionato, e quindi la inseriranno di diritto nelle aspiranti al prossimo titolo. Niente di più sbagliato. Dopo tutte queste annate bisogna iniziare a scrivere “juventus” con la “j” minuscola, perchè questa squadra e questa società non sono al momento nemmeno lontane parenti di quella gloriosa che fu.

Dopo cinque minuti è quasi-gol per il Parma: Bojinov devia un corner dalla corta distanza e costringe Buffon a togliere un pallone dalla rete, che sembrava più dentro che fuori. L’arbitro non convalida e si prosegue. La risposta arriva al 10′, con Giandonato che salta il diretto avversario con un buon numero, proiettandosi a testa alta sulla fascia e servendo un bel pallone al centro, dove Matri si fa prendere dalla foga e spara alto anzichè appoggiare per Del Piero a rimorchio. Il capitano si rammarica anche di lì a poco, quando viene servito in area da Martinez, ma il pallone gli viene sradicato insieme alla caviglia.

Ancora una grande parata di Buffon, che si oppone ad una clamorosa occasione di Giovinco, parandogli la conclusione a pochi passi dalla porta. Sbandate della difesa bianconera che soffre e subisce la velocità delle due punte avversarie. Finalmente un buon cross di Pepe mette una palla sulla testa di Matri, ma l’attaccante non riesce a colpire bene la palla. Bella partita, dopo 20 minuti già cinque occasioni da rete! Ma i bianconeri calano, e il Parma prende in mano la partita, spesso lasciando avanzare apposta la formazione di Delneri, per poter ripartire in modo improvviso, approfittando del piazzamento spesso lacunoso degli ospiti, talvolta sbilanciati, altre volte semplicemente fuori posizione. La Juve riesce a riavvicinarsi alla porta parmense con un tiro dalla lunga distanza di Felipe Melo, che impegna Mirante in una difficile alzata sopra la traversa. 

Le squadre rientrano negli spogliatoi, con un credito nettamente a favore dei padroni di casa. Delneri cerca di movimentare le fasce, inserendo Traoré al posto di Grosso. Ma è ancora Alex Del Piero ad impegnare Mirante su punizione dalla trequarti. Sono occasioni sporadiche e casuali, poichè la manovra d’attacco juventina è assolutamente inesistente, se escludiamo i lanci lunghi come trama offensiva. La conclusione sbagliata da Martinez davanti alla porta ne è la prova lampante: batti e ribatti in area parmense, con il pallone che schizza non si sa come sui piedi dell’esterno juventino, che calcia sul portiere. Diversa invece è l’azione degli uomini di Colomba, orchestrata da Giovinco, che viene spesso incontro alla palla agevolando anche l’inserimento dei compagni. Al 68′ infatti, la “formica atomica” prende palla sui 35 metri saltando due avversari e facendo partire un bolde imparabile che si infila nel sette: Giovinco punisce la Juve col classico gol dell’ex. Uno a zero.

Dentro Toni e Salihamidzich per Martinez e Pepe. Cambiano gli interpreti, ma quando non ci sono le idee non si sa comunque come arrivare alla porta. Molta confusione anche nel modulo, dal momento che Matri viene messo a destra, e quindi tolto dalla zona dove può far più male, senza poter rendere comunque di più di un Pepe o un Martinez. Il Parma gioca in scioltezza e all’80 sfiora il raddoppio con Candrava, che in area si beve un addormentato Motta e spara di pochissimo a lato. Il cronometro corre veloce, e solo al 90′ Toni e Felipe Melo riescono ad arrivare alla porta creando l’illusione del gol. Ma come tutta la stagione della Juve, è stata solo un’illusione Anzi, un grosso incubo.

Prepartita Parma – Juventus. Formazioni e curiosità.

mag152011

E così, mentre i rossoneri festeggiano lo scudetto 2010/2011, la Juventus gioca l’ennesima partita inutile, o meglio, un’altra partita che può servire al nostro avversario per scrivere nel suo albo d’oro un risultato prestigioso contro i bianconeri. Si, perchè dopo aver fallito tutti gli obiettivi, lo squadrone di Delneri non è riuscito a centrare nemmeno l’ultimo disperato traguardo imposto dalla dignità: quello che Buffon aveva senza mezzi termini definite “le vittorie per salvare la faccia”. E sinceramente, guardare la Juve per sperare in un posto in Europa League, fa male, perchè sarebbe una competizione di assoluto ripiego, nemmeno sufficiente a colmare il minimo delle aspettative stagionali. Senza contare che l’appeal di questo torneo non può certamente essere superiore al campionato, finendo certamente in secondo piano nella prossima stagione.

Ma veniamo ad oggi. Per la cronaca, la Juve affronterà il Parma in trasferta, e la probabile formazione dovrebbe essere: Buffon, Motta, Barzagli, Chiellini, Grosso, Pepe, Melo, Bonucci, Martinez, Del Piero, Matri. I bianconeri dovranno fare a meno di Aquilani, Krasic e Marchisio infortunati, ma potranno contare sul recupero di Melo. Nel Parma invece, mancheranno gli ex Palladino e Amauri, ma basteranno senza dubbio Giovinco e Bojinov a creare scompiglio nel nostro reparto arretrato, sopratutto se la “formica atomica” agirà tra le rigide linee del 4-4-2 delneriano, un modulo che l’allenatore “a cui pochi possono insegnare il mestiere” (così dice), non è evidentemente riuscito ad insegnare pienamente, nonostante sia, penso, la base dei corsi di Coverciano.

Nota di colore: la radiocronaca di Parma – Juventus, come di consueto trasmessa da “Tutto il calcio minuto per minuto“, sarà l’ultima effettuata da Tonino Raffa, storico giornalista RAI, pilastro della popolarissima trasmissione radiofonica.

Le pagelle di Juventus – Parma.

gen72011

Storari 6,5: viene bersagliato dai giocatori del Parma, cavandosela anche con estrema destrezza. Subisce quattro gol, evitandone molti altri e mettendo una pezza anche su due occasioni, poi ribadite in rete dai parmigioni. E’ sempre strano dare un buon voto ad un portiere che ha preso 4 gol, ma lui li merita tutti.
Grosso 4: fa i suoi soliti cross facili per difensori e portiere, inoltre si dimentica di difendere e lascia a Valiani il proscenio, tanto da far sembrare l’ala del Parma il fratello di Kakà.
Chiellini 5: vede gli attaccanti avversari arrivare ovunque, ma come al solito li fronteggia con estrema grinta. Ogni tanto non è preciso con i disimpegni, regalando palla ingenuamente. Si macchia di uno stupidissimo fallo su Crespo, che frena le speranze di rimonta della squadra.
Legrottaglie 6: dà un minimo di speranza alla squadra con il colpo di testa che riapre la partita, ma solo per un minuto. Per il resto alcuni buoni interventi, ma oggi la situazione difensiva era disastrosa.
Sorensen 5: un buon inizio, con alcune ottime coperture su Giovinco. Nel corso del match sparisce, appannandosi in fase offensiva e mancando alcuni facili interventi, che fanno molto male alla squadra.
Sissoko 6: entra a situazione ormai compromessa, ma prova a fare del suo meglio con grinta e generosità. Ruba qualche pallone e cerca di farsi vedere con qualche percussione.
Aquilani 5: viene accerchiato dagli avversari che non gli permettono di giocare. Manca la sua mente e la squadra naufraga.
Felipe Melo n.g.: gioca solo diciotto minuti, troppo poco per ottenere un giudizio. Se si dovesse giudicarlo per l’intervento da cartellino rosso, meriterebbe un voto sottozero, ma forse è più correto l’n.g. per vergogna.
Krasic 5: una sola accelerazione degna di lui, poi tanti tentativi di superare l’uomo con scarsi risultati. La modifica dell’assetto tattico lo porta fuori posizione e non gli permette di affondare sulla fascia, rendendolo un fattore nullo.
Marchisio 4,5: non si fa vedere mai, cerca di fare bene coi ripiegamenti difensivi, ma oggi si rende protagonista di un deciso passo a vuoto.
Del Piero n.g.: cerca di lasciare qualcosa di positivo alla squadra, ma è costretto ad abbandonare anzitempo per esigenze tattiche.
Pepe 6: dà brio alla squadra, affondando bene sulle due fasce che copre indifferentemente. È il più pericoloso con un palo su punizione. Fatica in difesa, in quanto non è abituato alla posizione da terzino, perciò ha qualche responsabilità sui gol avversari.
Amauri 6: tiene alta la squadra e fa la boa in attacco, rendendosi protagonista di buone sponde per i compagni, tuttavia è troppo solo in attacco e oggi non ha compagni da servire.
Quagliarella n.g.: solo nove minuti per lui, che incappa in un grave infortunio.

Juventus – Parma 1-4. La befana porta il carbone.

gen62011

 

 

 

 

 

 

 

 

Se qualcosa poteva andare storto, è successo. Il 2011 è iniziato in modo veramente “traumatico” per la Juve, a cui la befana ha portato veramente una sfortuna atroce. Non stiamo appellandoci alla cattiva sorte per giustificare la pesante sconfitta casalinga ad opera di una squadra che pur facendo tre gol ha fatto vedere ben poco qui a Torino. Ma allora che cosa ha determinato il risultato di questa partita? Sicuramente la scarsissima forma di alcuni giocatori, tra cui Marchisio, Krasic, e Chiellini. Poi l’episodio chiave della partita, con l’espulsione di Felipe Melo che ha costretto i nostri ad inseguire l’avversario per tutta la gara, evidenziando ancora una voltai limiti caratteriali e d organizzativi di una squadra ancora tutta da formarsi. La domanda quindi è sempre la stessa: ma davvero puntiamo allo scudetto?

Dicevamo dell’inizio “traumatico”, e la parola non è stata scelta a caso, visto l’infortunio che al 2° minuto ha costretto Quagliarella a lasciare il campo per una distorsione al ginocchio che lo vedrà lontano dal campo per almeno qualche settimana. Gli succede Amauri, che sicuramente era in panchina più per fare numero che per una effettiva forma fisica. Ma la partita non si è ancora messa male per i bianconeri, dal momento che la Juve manovra bene e gioca con dinamismo e buona propensione offensiva. Tutto pare sotto controllo quando Felipe Melo compie uno scellerato fallo di reazione che costringe l’arbitro ad estrarre il cartellino rosso diretto nei confronti del brasiliano. E’ la chiave che mette la gara del Parma verso un’inerzia sempre più favorevole.

Delneri non cambia subito l’assetto della squadra, cercando di valutare se e quanto i suoi uomini siano messi in difficoltà sulla linea mediana. In realtà l’unico cambio possibile è quello di Del Piero, visto l’impossibilità di giocare con due punte di ruolo e di tenere Alex come unica punta avanzata. Ma il mister ci pensa bene prima di effettuare il cambio, e nel frattempo, l’illusione del gol annullato a Chiellini (fallo sul portiere) fa sperare di poter impostare la partita sul contropiede. Ma i parmigiani iniziano ad uscire dal loro guscio, scaldando con Dzemaili le mani di Storari dalla lunga distanza; il nostro portiere risponde prontamente come al solito.

Esce quindi Del Piero per Pepe, cambiando l’assetto juventino e “spuntando” di fatto l’attacco e non solo quello. Scompare infatti Krasic (fin lì uno dei più attivi) e così tutta la Juve, che pian piano indietreggia e smarrisce quel minimo di personalità che dovrebbero avere i padroni di casa. Storari si conferma un numero uno quando respinge un gran colpo di testa in area, ma non può nulla sulla ribattuta di Giovinco che ribadisce in rete. Uno a zero per il Parma che chiude in vantaggio la prima frazione di gioco.

 

Il secondo tempo non spegne l’entusiasmo degli ospiti che vanno ancora in gol con Giovinco che sfrutta il primo di tanti contropiedi che falcidieranno la retroguardia juventina impegnata alla rincorsa. E’ questo il leit motiv della partita, che l’undici di Marino interpreta alla perfezione, chiudendosi a riccio (senza nemmeno troppe difficoltà) per poi ripartire alla grande con verticalizzazioni e geometrie molto precise. La Juve è semplicemente inesistente dal punto di vista fisico, mentale e di gioco. Il mister decide di limitare le imbardate parmensi dando stabilità a centrocampo con Sissoko, uomo di contenimento in cerca di riscatto, sostituendo Sorensen e spostando Pepe nel ruolo di esterno destro difensivo. Il palo di Simone Pepe su punizione accende le speranza di una rimonta, rinvigorite dall’incornata di Legrottaglie che schiaccia in rete da calcio d’angolo. Uno a due che dura pochissimo, perchè Chiellini decide di atterrare Crespo in area di rigore, causando la massima punizione che lo stesso argentino trasforma in rete, riportando a due le lunghezze di vantaggio dei gialloblù. E’ al rete che chiude di fatto la partita anche a livello psicologico, tanto che in bianconeri incassano la quarta rete a tempo scaduto per merito di un altro ex, Raffaele Palladino.

La battaglia di Juve – Parma.

mag112010

E’ vergognoso essere costretti ad associare ancora una volta il termine calcio al termine inciviltà. Ed è ancora più vergognoso doverlo fare quando di mezzo c’è la parola Juventus. Oltre che di inciviltà sarebbe più giusto parlare di cieca violenza per quanto avvenuto domenica a Torino. Inutile nascondersi dietro il buonismo che ormai non ha più effetto: ciò che accomuna i tifosi italiani di qualsiasi fede (soprattutto tra quelli che vanno allo stadio), è l’odio per i tifosi avversari. C’è chi lo fa per motivi politici, chi per motivi razzisti, chi per “semplice” odio sportivo… il risultato non cambia. Ieri durante il primo tempo di Juventus-Parma, non si è visto di certo il lato più affascinante e più bello del nostro calcio: tifosi bianconeri che lanciavano petardi verso il settore gialloblù, e viceversa; bombe carta che avrebbero potuto colpire chiunque; spettatori costretti a fuggire sotto il lancio di qualsiasi oggetto. Gesto davvero inaccettabili, se si pensa che esattamente due settimane fa, seppure in tono minore, era capitata esattamente la stessa cosa con i tifosi baresi.

Domenica la partita è stata sospesa per ben sei minuti, e c’è voluto (giusto per capire la gravità del fatto) addirittura l’intervento dei due capitani, Del Piero e Morrone, per placare gli animi. Chissà che cosa avranno detto ai loro tifosi? Questo perchè le forze di polizia (tra l’altro) erano praticemente assenti, e gli unici incaricati dell’ordine interno, nulla potevano fare con i loro caschi da impresari edili. Ma la cosa più incomprensibile sta nel motivo per cui si sia arrivati a tutto ciò. La partita infatti era una di quelle classiche di fine stagione, con le due squadre non avevano nessun obiettivo, e il clima in campo era di assoluta sportività. D’accordo che c’era il precedente di un morto investito dal pullman juventino che cercava di scampare alla solita aggressione all’autogrill, ma non si può prendere a pretesto un reale incidente per giustificare simili reazioni. E come pensare ad una forma di protesta dei tifosi bianconeri verso il rendimento dei proprio giocatori in campo, dato che il disappunto si è sempre sviluppato diversamente, con cori e striscioni più o meno civili. Ma che senso avrebbe gettare questi petardi in campo, sapendo che la partita può essere sospesa e che le sanzioni a carico della società non fanno altro che togliere soldi altrimenti destinati ad un rafforzamento della squadra?

Rafforzamento che passa anche attraverso gli introiti di spettatori e abbonati, che certamente a Torino non potranno usufruire di uno stadio “per famiglie”, in quanto con questo clima le famiglie non frequenteranno di certo la struttura sportiva. Ed è automatico andare con la mente alla Premier League, in Inghilterra, dove una volta c’erano gli Hooligans e dove domenica il Chelsea si giocava lo scudetto, su un campo privo di recinzioni e con i tifosi a ridosso dei giocatori in campo. Lì andare allo stadio è sinonimo di divertimento, svago, come per noi andare al parco o al cinema; ed è per questo che ci vanno tutti: famiglie, donne, bambini, giovani, adulti, anziani, e anche ultras. Ma petardi non scoppiano, di poliziotti non c’è bisogno, e situazioni come quelle che accadono qui in Italia non ce ne sono, perchè c’è un sistema che fa rispettare le regole e mette realmente in galera chi lo merita.

Tornerà mai ad essere lo sport più bello del mondo?

Le pagelle di Juventus – Parma.

mag92010

Buffon 6: gioca praticamente da libero perché oggi la difesa sembra non essere in campo; tuttavia, nonostante la sua immensa classe è costretto ad incassare altre tre reti.
Cannavaro 4: è sempre fuori posizione e si fa saltare con una regolarità degna di un ragazzino della primavera. Vede spuntare gli attaccanti gialloblù ovunque e non sa dove mettersi per tappare i buchi.
Chiellini 4: in questa occasione non riesce ad incidere, e si fa trascinare nella spirale negativa di tutti i suoi compagni di reparto, e quando si spinge in avanti rientra in maniera fiacca e svogliata. La sua prestazione e quella di Cannavaro non sono certo di buon auspicio per gli imminenti mondiali. Concediamogli l’attenuante di una stagione comunque ad alto livello.
Caceres 4: al rientro dopo mesi, ha tanta voglia ma scarsa lucidità. Spinge bene sulla sua fascia creando qualche occasione discreta, ma lascia spesso i compagni in inferiorità numerica e i risultati purtroppo sono palesi.
De Ceglie 4: anche lui si dedica principalmente alla fase offensiva, anche con discreti risultati, ma va a completare la disfatta della difesa, uniformandosi al comportamento tattico dei suoi tre compagni di reparto che portano a maturare l’ennesima sconfitta stagionale.
Grosso n.g.: entra quando ormai non c’è più nulla da fare e non cambia certo il volto alla partita.
Felipe Melo 6: continua il suo rendimento altalenante, infatti in questa occasione risulta uno dei migliori in campo, poiché riesce a recuperare un po’ di palloni e ad incunearsi nella difesa avversaria con delle percussioni centrali che creano qualche grattacapo agli emiliani (come in occasione dell’iniziale vantaggio di Del Piero). Nonostante la buona vena del brasiliano, la squadra non ne approfitta.
Poulsen 5: sembra un oggetto misterioso in mezzo al campo, in quanto si estranea dal gioco e compie più giocate negative che positive, infatti la sua copertura alla difesa è pressoché nulla e gli attaccanti del Parma si divertono come se fossero in allenamento.
Trezeguet: n.g.: solo pochi minuti per lui a risultato ormai compromesso. Giusto il tempo per un saluto ai suoi (ex) tifosi.
Marchisio 5,5: non riesce ad esprimersi ancora una volta, in quanto non trova spazio e si estranea via via dal gioco senza riuscire ad incidere. Mezzo punto in più per aver recuperato e servito il pallone del secondo gol juventino.
Diego 5: ennesima prestazione anonima del brasiliano che ogni tanto lancia qualche segnale di vita con ottime giocate che creano situazioni pericolose, ma dieci minuti di lucidità e buon gioco non bastano a salvare la squadra.
Candreva n.g.: entra solo per cercare di migliorare la situazione, ma non crea molto.
Iaquinta 6: trova un meritatissimo gol in pieno recupero, in quanto si danna l’anima per tutto il match cercando di ottenere palloni giocabili e creare spazio per l’inserimento dei compagni.
Del Piero 6: timbra il cartellino e si dimostra ancora una volta il più in forma degli attaccanti. Peccato non abbia più dimestichezza con i calci piazzati.

Juventus – Parma 3-2. Lo specchio di un’annata.

mag92010

 

 

 

 

 

 

 

L’ultima partita davanti ai propri tifosi è solitamente l’occasione per raccogliere gli applausi di fine stagione, oppure per prendere un’ulteriore dose di fischi accompagnando l’uscita della squadra dalla porta secondaria del palcoscenico del Campionato. Applausi solo per Del Piero, Trezeguet, Camoranesi, Buffone Chiellini. Per tutti gli altri… sorvoliamo. Striscioni

iniziali dei nostri tifosi in favore di Andrea Agnelli e contro il tifo laziale, reo di aver “venduto” il proprio tifo alla compagine di Mourinho. Ignorato Zaccheroni, da sempre considerato di passaggio, e quindi mai entrato nel cuore dei nostri supporters, pur (a mio avviso) avendo fatto benino, secondo quanto a sua disposizione.

Partita che inizia in modo sonnacchioso, con attenzione più a ciò che succede sugli altri campi che a Torino, come ad esempio l’altalena di risultati di San Siro. Anche perchè l’incredibile serie di passaggi sbagliati di Felipe Melo farebbe venir voglia a chiunque di guardare un’altra partita. E’ lo stesso Melo però che fa effettua il primo tiro pericoloso verso la porta ospite, senza peraltro centrare lo specchio della porta. Ma come avevamo

anticipato nel precedente articolo, tocca ad Alex togliere le castagne dal fuoco, andando a colpire al 15′ con un piattone che si insacca alla sinistra del portiere: uno a zero Juve!

Ma l’entusiasmo dura pochi minuti, allorchè Chiellini devìa nella propria porta un tiro di Lanzafame sulla cui traiettoria era già piazzato Buffon: pareggio del Parma, con l’attaccante cresciuto nelle giovanili bianconere che non esulta dopo il gol. I tifosi di entrambe le parti si fanno prendere dal nervosismo, iniziando un fitto scambio di “petardi” dal rumore spaventoso, fino ad arrivare quasi a scavalcare le recinzioni per affrontarsi in “campo aperto”. L’arbitro, seppure con ritardo, sospende giustamente l’incontro, e i capitani vanno a parlare con i tifosi, i quali ovviamente rivendicano la legittima difesa. Partita che riprende non senza difficoltà, sia sugli spalti che in campo, visto che oltre alle scheramglie dei sostenitori, la Juve subisce ancora il contropiede emiliano, mettendo nuovamente Lanzafame a porta vuota che non può sbagliare la conclusione vincente.:Parma 2, Juventus 1.

I bianconeri non riescono ad essere pericolosi se togliamo le punizioni di Del Piero, che però non sortiscono alcun effetto. Particolare importante è che Iaquinta non ha mai avuto nessuna palla giocabile, seppur la squadra di Zaccheroni giocasse in casa e quindi istintivamente votata a maggior propensione offensiva. Finisce quindi un deludente primo tempo, che non lascia ben sperare per il prosieguo della gara.

La Juve in effetti aumenta progressivamanente il ritmo gara, ma da qui ad arrivare a parlare di reazione, ce ne passa! Forse il violento tiro di Felipe Melo (ben parato da Mirante) può essere una delle più pericolose azioni bianconere, che non riescono a produrre gioco e a manovrare in velocità, nonostante alcune buone iniziative di Candreva, subentrato ad un Diego inesistente anche in posizione più esterna. Ma il Parma non può non approfittare degli ampi spazi lasciati dalla nostra squadra, che più volte permette ai parmigiani di presentarsi in superiorità numerica in attacco; non serve concedere molte occasioni ai gialloblù, che certamente è più concreto degli attaccanti bianconeri: Biabiany finalizza un perfetto contropiede infilando un incolpevole Buffon, forse alla sua ultima partita casalinga. Tre a uno per gli ospiti.

Non serve a nulla il gol di Iaquinta nel recupero finale, grazie al passaggio del solito Marchisio, sempre pronto a non mollare alcun pallone. Finisce con il pubblico che lascia lo stadio in anticipo, tra fischi e cori di “vergogna” verso gli autori di una delle annate più nere della storia juventina.

Le probabili formazioni di Juventus – Parma.

mag92010

Per la conquista del sesto posto (quello che permetterebbe di evitare i preliminari di Europa League) la Juve domani affronterà un Parma demotivato, anche se autore di una grande stagione. I bianconeri giocheranno con la consapevolezza che una vittoria serve poco o niente, ma una sconfitta peggiorerebbe una situazione ormai drammatica. E’ passato esattamente un girone, quando Ferrara (che cominciava ad essere in bilico), in una bruttissima partita riuscì con fortuna a battere 2-1 i gialloblù al Tardini, solamente grazie ad un autogol. Fu semplicemente una boccata d’aria prima di affogare definitivamente nella palude dei risultati negativi. Zaccheroni (ultima partita in casa per lui), oltre agli “infortunati cronici” Chimenti, Grygera, Giovinco e Sissoko, dovrà fare a meno anche di Brazzo Salihamidzich, decisivo nella partita di andata. In compenso tornerà Caceres, senza dubbio un recupero importantissimo (anche per le prestazioni di Zebina). Le certezze saranno Buffon, Cannavaro (due ex) e Chiellini; dubbi sulle fascie, dove a destra proprio Caceres sembra favorito su Zebina, mentre a sinistra salgono le quotazioni di Grosso, anche se probabilmente giocherà De Ceglie. A centrocampo Zaccheroni si dovrebbe affidare all’ormai collaudato (….?) rombo, con Marchisio (il più in forma in questo momento) in posizione di mezz’ala sinistra, con Poulsen e Melo ad alternarsi nel ruolo di vertice basso e di interno destro, e Diego a supportare le due punte. Ancora una volta sarà escluso Candreva. Il giocatore in prestito dal Livorno è stato l’unico giocatore della Juve in questa stagione che abbia dimostrato di poter realmente fare la differenza, grazie alla sua tecnica, velocità, dinamicità, e senso del gioco. Stranamente Zaccheroni non crede in lui, e questo non riusciamo a spiegarcelo. In attacco, accanto a Iaquinta (diventato unico punto fermo) il ballottaggio è tra Amauri e Del Piero, con Trezeguet recuperato solamente per la panchina. Il Capitano, nonostante la ultima prestazione non proprio brillante, è favorito sull’italo-brasiliano, che domenica scorsa è riuscito ancora una volta a fare peggio di tutti gli altri. Toccherà a Del Piero cercare di riportare un minimo di dignità a questa squadra, in attesa della prossima stagione.

Juventus (4-3-1-2): Buffon; Caceres, Cannavaro, Chiellini, De Ceglie; Melo, Poulsen, Marchisio; Diego; Iaquinta, Del Piero.
Panchina: Manninger, Legrottaglie, Grosso, Candreva, Camoranesi, Amauri, Trezeguet. Allenatore: Zaccheroni.

Ballottaggi: Caceres 75%-Zebina 25%; De Ceglie 75%-Grosso 25%; Del Piero 75%-Amauri 25%

Indisponibili: Chimenti, Grygera, Sissoko, Giovinco
Squalificati: Salhiamidzic
Altri: Immobile, Paolucci, Zebina
Diffidati: Diego, Del Piero, Marchisio, Chiellini, Zebina
 
Parma: Mirante, Dellafiore, Lucarelli, Zaccardo, Castellini, Valiani, Morrone, Galloppa, Antonelli, Biabiany, Bojinov