
Un allenatore, tanti campioni e una sconfitta che brucia. Questo è il mix esplosivo che rischia di far saltare in aria la Juventus, e di creare conseguenze molto pericolose anche in chiave mercato. L’antefatto: a 10 minuti dal termine della sfida con il Chelsea, Ranieri decide di cambiare Trezeguet inserendo Amauri. Il risultato era di 2-1 per la Juve.
La prima scintilla conseguente è stata lo sfogo di David Trezeguet, che ha contestato apertamente la sostituzione; la fiammata successiva si è manifestata con la sanguigna reazione di Ranieri nei confronti del bomber. Cerchiamo però di analizzare bene la situazione.
Innanzitutto bisogna inquadrare bene il contesto della sostituzione, ovvero il momento in cui è avvenuta. Il risultato di 2-1 teneva ancora in corsa la Juve, ma i minuti che mancavano erano soltanto 10. I bianconeri giocavano con un uomo in meno per l’espulsione di Chiellini. L’attacco non funzionava a dovere e il nostro allenatore aveva ancora a disposizione un cambio. Dovendo per forza maggiore inserire una punta, sarebbe stato più giusto togliere un centrocampista e renderci ancora più vulnerabili (se già l’uscita di Chiello non ci aveva destabilizzato abbastanza), oppure rimpiazzare una delle due punte rimaste mettendo un giocatore come Amauri che potesse anche dare una mano a centrocampo?
Ognuno avrà la propria opinione, come è giusto che sia, ma la motivazione data da Ranieri credo che sia inattaccabile: Trezeguet aveva toccato 6 palloni nel primo tempo e solamente 3 nella ripresa. Scandalosamente pochi se contiamo che la Juve avrebbe dovuto fare una partita d’attacco. Senza contare che la pressione sarebbe dovuta essere più decisa nel secondo tempo piuttosto che nel primo. David si aspettava che il mister gli concedesse fiducia indipendentemente dal numero di palloni toccati, perchè questo è il suo gioco. Di rimando, con un uomo in meno serviva, secondo il nostro coach, un giocatore che entrasse ancora di più nel vivo delle azioni. Così come penso aveva ragionato al momento di cambiare Iaquinta per mettere Giovinco.
Che il francese fosse deluso lo si è visto subito quando stava ancora correndo verso la panchina. Che andasse a parlare alla stampa di quanto lo fosse però è una cosa che non era così scontata, visto che dopo lo sporadico episodio Chiellini di due anni fa, non si sono più verificati “tradimenti” o “fughe di notizie” importanti all’esterno. Insomma, i panni sporchi alla Juve si lavano in casa. Ma stavolta così non è stato, e allora, così come era successo con Giorgione, ecco la reazione di Ranieri.
Una reazione che va molto sopra le righe dell’amplomb tipico del tecnico romano. Uno scontro duro, frontale, senza mezzi termini e sopratutto uno sfogo pubblico. Chissà quante volte potrà essere successo con Del Piero, con Tiago o con Giovinco, ma in pubblico mai e poi mai. E secondo me Ranieri ci mette anche qualcosa di personale, qualcosa che va al di là del fatto singolo quando parla di “capire chi è con lui in questo progetto e chi no”. Probabilmente riaffiorano vecchie ruggini e vecchi dissapori tenuti nascosti fino ad oggi.
Il concetto di “spogliatoio“ e di “gruppo” è però un valore sacro al mister, forse più del suo amato 4-4-2. Per questo l’affronto è così “intollerabile”, perchè oltre ad averlo fatto nel momento più delicato della stagione, è stato espresso non nei rispetti dei compagni (e quindi nello spogliatoio), ma attraverso i giornalisti. Tanta voglia di parlare a mezzo stampa, ha ispirato anche Ranieri che ha deciso poi di adottare il medesimo mezzo per rispondere al suo giocatore, definendolo agli occhi del mondo “un bambino viziato“.
A margine dei commenti che voi farete su questa vicenda, vorrei fare due considerazioni che ho sentito poco tra le varie notizie lette sull’argomento. Per Ranieri: per quale motivo se Trezeguet (come è vero) ci stava facendo giocare in 9, non è stato sostituito prima dei 10 minuti finali? Per Trezeguet: il fatto di essere così diverso da Amauri fisicamente, come può pensare di rendere più di lui quando il gioco della Juve necessita di un giocatore dalle caratteristiche del brasiliano? E’ solo una questione di superbia e di orgoglio per entrambi il fatto di non voler riconoscere i propri sbagli o i propri limiti?
Ad ogni buon conto, le ripercussioni del caso Trezeguet – Ranieri, rischiano di essere molto più gravi del previsto. Quando uso la parola “grave“, non intendo che il francese possa non giocare più da qui alla fine della stagione, ma che se dovesse essere ceduto, la Juventus si troverebbe nelle condizioni di dover andare sul mercato anche per il reparto d’attacco, e cioè uno dei pochi che (al completo) potrebbe ancora dire la sua anche in campo internazionale. Mettere soldi per un attaccante di valore vorrebbe dire toglierne al rafforzamento degli altri reparti ancora più bisognosi. E questo potrebbe essere un ulteriore rallentamento di anni alla scalata verso le vette calcistiche.
Intanto, contro il Bologna mancheranno sia Trezeguet che Amauri infortunati, oltre che Nedved, Marchionni, Sissoko, Legrottaglie, ecc…, ecc… ma questa non è più una “news”.