Forse inizia la svolta: Blanc si è dimesso.

mag112011

La Juve è arrivata al momento più delicato del dopo calciopoli. No, non è la rincorsa all’ennesimo sogno Champions, bensì la programmazione della prossima annata, quella che dovrebbe portare finalmente ad una campagna di rafforzamento concreta. Via Delneri (solo questione di giorni per l’ufficialità), via molti brocchi comprati a suon di soldoni, ed inizio della ristrutturazione societaria. Jean Claud Blanc, già direttore generale e amministratore delegato in una delle gestioni più fallimentari della storia della Juventus, porge le dimissioni dall’attuale carica societaria, per dedicarsi a tempo pieno al progetto del nuovo stadio. Quale notizia migliore di rinnovamento! L’ultimo residuato della nuova triade Cobolli Gigli – Secco – Blanc, si è arreso alla propria coscienza, togliendosi dal quadro operaivo della Juventus, relegandosi ad un ruolo marginale, più vicino all’aspetto amministrativo che sportivo.

Il dubbio se la scelta sia stata fatta proprio da Blanc, oppure se siano state dimissioni “indotte”, non ci è dato sapere, e forse non si saprà mai. Quello che conta è che in questo momento servono più Nedved e meno Blanc, più competenza e meno “aria fritta”, più voglia di vincere che pubbliche relazioni.

Bari – Juventus 3-1. Dimissioni di Ferrara? Secco osserva.

dic132009

E per l’ennesima volta ci troviamo a parlare di sconfitta. Davvero inspiegabile il periodo “sfortunato” dei bianconeri, anche se la causa dei nostri mali siamo per primi noi stessi. Marchisio in settimana si era detto disposto a barattare il suo gol con l’Inter per poter rigiocare la partita col Bayern. Tieniti il tuo bellissimo gol, caro Claudio, con questa Juve perderesti il gol e nuovamente la partita.

Al Sant’Elia largo alle seconde linee: Poulsen, Tiago, Molinaro, Legrottaglie, Trezeguet. La “prima linea” invece è rappresentata da Diego, che fa girare tutta la squadra e tutti i moduli intorno a sè, punto inamovibile dell’undici di Ferrara, e, purtroppo, il triste specchio delle prestazioni juventine. Renderebbe meglio Del Piero pur non essendo nel suo ruolo? Di questi tempi forse si, ma abbiamo capito che per Ciro Alex è “cotto”, e questa è la spiegazione delle tante panchine del capitano.

Dopo i primi minuti interlocutori, il Bari passa in vantaggio al 6′, grazie ad una dormita colossale del duo Cannavaro-Marchisio che, “rinvia tu che rinvio io”, si fanno soffiare la palla al limite dell’area da Meggiorini che non ci pensa due volte a sparare in porta; tiro deviato dallo stesso Marchisio che spiazza Buffon nella più classica delle autoreti: Bari 1, Juventus 0.

I giocatori bianconeri cercano di organizzarsi in campo, sfruttando anche le pause di gioco per parlare tra di loro e trovare il giusto assetto (e l’allenatore cosa ci sta a fare??). Ma la reazione non è così veemente, tanto che la combinazione Amauri-Marchisio-Amauri che porta il brasiliano davanti al portiere (tiro da dimenticare), è più un fatto sporadico che il frutto della rabbia messa in campo. Tant’è che la difficoltà degli uomini di Ferrara si rispecchia anche in un giallo preso da Tiago per un intervento certamente evitabile. La Juve infatti gioca in modo molto “tiepido”, permettendo ancora al Bari un’enorme occasione per il raddoppio; stavolta è Buffon a sbagliare incredibilmente l’uscita su un cross da sinistra, ma altrettanto incredibilmente Bonucci riesce ad alzre sopra la traversa il colpo di testa a porta vuota!

Per fortuna ogni tanto vale ancora la legge del “gol sbagliato, gol subito” e i nostri riescono a passare di lì a poco, con una bella percussione centrale di Diego che resiste ad una carica e tira in porta in modo non irresistibile, impegnando il portiere in una deviazione che si trasforma in assist per il grandissimo Trezeguet che non sbaglia l’ennesima marcatura: pareggio importantissimo giunto al 23′ che permette di affrontare gran parte del tempo con più fiducia nei propri mezzi.

Tatticamente la Juve non è mal messa in campo, con Cannavaro che dirige bene la difesa, Caceres che spinge come un treno ed è autore di cross che sono sempre occasioni da gol (finalmente un terzino di spinta degno di questo nome!), Poulsen (si, proprio lui) a recuperare molti preziosi palloni, e le due punte molto mobili e pronte a colpire. Eppure, mentre la squadra si sta esprimendo in modo più sciolto e meno contrato (mettendo alle corde il Bari), ecco che Cannavaro viene lasciato nell’uno contro uno in area con Barreto, sicuramente più veloce di lui: intervento falloso del nostro difensore che causa il calcio di rigore che trasforma lo stesso Barreto per il nuovo vantaggio dei baresi. Un rigore che per qualcuno lascia molti dubbi, mentre ad altri (come il sottoscritto) appare piuttosto chiaro, in quanto l’attaccante, pur accentuando la caduta, viene ostacolato dalla gamba del difensore che si frappone tra il giocatore e la palla quando questa è già passata. 

Primo tempo che termina con un 1-2 immeritato per quanto si è visto in campo, pur non essendo una partita ricca di occasioni da rete per entrambe le parti. Juve che inizia rischiando di farsi segnare subito, come nel primo tempo, ma poi è assalto bianconero alla porta barese, con Diego e Trezeguet rimpallati davanti al portiere, Amauri anticipato di un soffio di testa, e Diego che non riesce per l’ennesima volta a tirare nello specchio della porta una ghiotta punizione. E’ sconcertante proprio quest’ultimo dato, con il brasiliano nominato due volte miglior giocatore della Bundesliga, che non riesce a tirare una punizione in porta.

Ma la mancanza di tranquillità dei nostri giocatori prende il sopravvento, mandando i nostri letteralmente in bambola, in diverse occasioni. Tragicomica l’azione che vede il Bari protagonista di un bel contropiede che per pochissimo non porta a 3 le reti avversarie, con Cannavaro a rinviare una palla vagante direttamente a colpire la testa di Molinaro, causando un rimpallo pericolosissimo davanti alla porta di Buffon.

Partita apertissima con la Juve a spingere, il Bari a lasciar giocare dando la possibilità ai nostri di crossare e tirare, ma prontissimi a sfruttare ogni contropiede in modo micidiale. Tiro di Poulsen fuori, colpo di testa di Tiago alto…. la palla sembra non voler proprio entrare. Fuori Molinaro per Grosso, sostituzione quanto mai benedetta. Prima discesa di Grosso e fallo in area sul nostro difensore: è rigore! Anche qui, i dubbi possono starci, ma se valeva il discorso a favore del Bari, a maggior ragione questo intervento pare ancora più netto. Diego si presenta sul dischetto e la palla finisce in curva. Che occasione buttata! E che importanza aveva questo gol! Uno squarcio nel cuore dei tifosi juventini che sicuramente è stato aperto dal brasiliano dopo un rigore tirato in modo così irresponsabile, alzando il tiro oltre il lecito.

Dentro Camoranesi per Tiago, cambio giusto anche se non sufficiente, perchè ad un Diego sfiduciato si potrebbe preferire la velocità e la freschezza di Giovinco.

Altra occasione di Legrottaglie che alza di testa di un soffio un calcio d’angolo. Ma è Almiron che pesca il jolly da lontano, con un siluro che si insacca nell’angolo alla sinistra di Buffon. Tre a uno per il Bari! E complimenti ad Almiron che in bianconero non ne ha azzeccata una, ma che passando davanti a Ferrara dopo il gol ha letteralmente chiesto scusa per la situazione che gli stava causando. Questa è signorilità. Onore all’uomo Almiron che non ha nemmeno esultato nonostante avesse motivazioni di rivalsa. Chapeau.

Fuori Camoranesi per infortunio, dentro Giovinco, ma ormai è l’86′. La “formica atomica” fa vedere però quanto sarebbe cambiata la partita con lui in campo. Juve con tanto cuore nel secondo tempo, ma solo quello, purtroppo. Bari che nel finale spreca altri due gol fatti, e la partita finisce con “soli” tre gol da portare a Torino, e con la posizione di Ferrara sempre più decisa. Ciro ha respinto ogni rumor sulle sue presunte o future dimissioni, ma quest’oggi, per la prima volta, Alessio Secco è andato in panchina. E questo vuol dire che la società ha messo l’occhio vigile sull’operato dell’allenatore.

La Juve in Spagna per un colpo di mercato.

giu182009

Diarra o Giuseppe Rossi? Alessio Secco è in Spagna a tessere un’importante ragnatela che dovrebbe portare in maglia bianconera il secondo grande acquisto dopo quello del brasiliano Diego. La trattativa con il Real Madrid è in realtà piuttosto scialba, dato che le “merengues” hanno fin da subito storto il naso per la cessione anche solo in prestito del centrocampista maliano. Il giocatore sarebbe stato un tassello importante per il nostro centrocampo, e si sa per certo che rispondeva perfettamente ai gradimenti di Ciro Ferrara. C’è però da valutare lo stato fisico del giocatore che rientra da un grosso infortunio (frattura tibia e caviglia con interessamento dei legamenti), e nonostante questo pretenderebbe 4 milioni di euro d’ingaggio. Ecco perchè le parti sono attualmente molto distanti.

Molto più interessante invece la pista che conduce a Giuseppe Rossi. Secco ha già parlato con i dirigenti del Villareal, proponendo lo scambio con Trezeguet. Da parte spagnola però, c’è stata la richiesta di conguaglio di ben 15 milioni di euro per perfezionare la trattativa: una cifra importante che però potrebbe scendere sensibilmente con la volontà della Juve nel riconoscere una sorta di “compensazione” per la differente età dei giocatori. Sicuramente l’ingaggio di Giuseppe Rossi sarebbe inferiore rispetto a quello di Trezeguet, e quindi per la Juve sarebbe un buon investimento anche in proiezione futura e perfettamente in linea con la politica societaria. Difficilmente però si troverà un accordo se il Villareal rimarrà fermo sulle sue posizioni.

Juve, di chi è la colpa? Ecco la verità.

apr242009

 

 

 

 

 

 

 

 

Mai sentito la frase “salire sul carro dei vincitori“? Ebbene, quando si vince sono tutti pronti ad attribuirsi meriti e lodi, questo si sa. Quando invece si perde regna il caos più totale. Nessuno è mai in grado di stabilire colpe precise, chirurgiche. Eppure le società oggigiorno dovrebbero essere organizzate in modo impeccabile (con tutti quei “responsabile tecnico”, “team manager”, “dirigente accompagnatore”, “direttore sportivo”, “consulente di mercato”, e via di seguito), ma il vecchio cameratismo di spogliatoio impone che si dica sempre: “si perde in undici“. Non sono d’accordo.

Se solo le società pensassero realmente in modo così globale, non saprebbero nemmeno individuare i punti dove una squadra andrebbe rinforzata. Ma queste sono tutte considerazione che sappiamo benissimo non essere possibili. Più comodo nascondersi dietro affermazioni nebulose invece che indicare chiaramente le cause che hanno generato il tracollo. Forse l’allenatore non può andare in conferenza stampa a dire che il tal calciatore col le sue espulsioni ha condizionato l’andamento di “tot” gare, mentre quell’altro non ha mai fornito prestazioni consone al prezzo sborsato dalla società per il suo acquisto. Ma non ho mai sentito che un CDA non debba rendere conto agli azionisti, che sono poi anche tifosi. E nessun CDA ha mai fatto discorsi di rendimento dei giocatori, o di responsabilità particolarmente riconducibili a determinati soggetti, allenatori o direttori sportivi che siano.

Il problema, e le colpe della Juve stanno proprio in questo. Nessuno per esempio sa di preciso chi sia il responsabile del mercato, perchè a detta loro le decisioni vengono prese di concerto: benissimo, Secco o Blanc si presentino a dire che su Poulsen hanno fatto una pessima valutazione. Nessuno ha ancora capito se la Juventus debba puntare su giovani talenti o sulla vecchia guardia(Giovinco deve giocare o no??) si presenti Ranieri e dica quale tipo di giocatori intende impiegare e con quale modulo. Nessuno ha mai visto dopo strigliare la squadra dopo sconfitte imbarazzanti: Cobolli Gigli dica chiaramente quello che pensa (se pensa qualcosa), prima alla squadra (come faceva Moggi) e poi in assemblea soci. Qualcuno ci metta la faccia.

Alla Juventus è diventata consuetudine non assumersi le responsabilità. Questo aspetto della gestione, non solo produce gravi ripercussioni anche sui giocatori (che si non si sentono in dovere verso nessuno), ma crea certamente a lungo andare il caos organizzativo. Sembrerà strano, ma in questi anni la Juve sta ancora raccogliendo e vivendo su tutto quello che Lucianone ha creato: una società quadrata, un settore giovanile florido, un importante peso in campo internazionale, il culto della disciplina, ecc… Ma tutte queste cose si stanno a poco a poco sfaldando. Cosa ne sarà della grande Juve tra qualche anno? Vi ricordate cos’era il Torino all’epoca di Moggi e cos’è diventato ai nostri giorni?

Non fatico a pensare che i dirigenti siano come calciatori che vadano disciplinati ove non lo facciano autonomamente. Per questo mi convinco ogni giorno di più che il vero colpevole di tutto sia proprio chi non abbia mai fatto nulla: John Elkann. Il palpabile disinteresse della proprietà non è soltanto simbolo di complicità, ma anche di notevole superficialità verso chi non sta facendo assolutamente girare le cose come si conviene. Non è andando a vedere quelle due o tre partite che si dimostra la volontà di far tornare grande la maglia bianconera. Se le capacità manageriali e decisionali non si possono coltivare sul terrazzo, è anche vero che possono essere ricercate altrove, se uno non le ha. Per la Fiat John Elkann ha trovato il suo “Moggi” in Marchionne, che con il suo polso ha saputo metterci anche la faccia e fare scelte impopolari, difficilissime e molto spesso contestate, anche in seno alla stessa Fiat. Scelte che i suoi predecessori non avevano saputo fare (Avvocato Agnelli incluso). Ma lui è andato avanti per la sua strada, assumendosi tutte le responsabilità di ciò che faceva ed agendo con trasparenza, serietà, determinazione e “voglia di vincere“.

La Juve avrà ancora un suo “Moggi” prima che sia troppo tardi?

Alessio Secco confermato direttore sportivo.

feb132009

C’era una volta Luciano Moggi, la sua abilità nel mercato, il suo fiuto, la sua competenza, la sua esperienza, la sua lungimiranza, la sua disciplina, la sua managerialità…… Uno che ha ereditato “le chiavi” del sapere nientemeno che da Italo Allodi. E come quando se ne vanno i “mostri sacri”, c’è sempre un successore che ne subisce l’inevitabile paragone, così come Zola ha subito l’ombra di Maradona, o il povero Magrin quella di Platini… ma qui si cade nel ridicolo.

Potremmo cadere anche noi nel ridicolo se volessimo paragonare Alessio Secco a Luciano Moggi. Non se la prenda il buon Alessio se non ce la sentiamo di sostenere il confronto, non fosse altro per tutto quanto ha dimostrato e vinto Big Luciano in questi anni. E quindi pensiamo che l’operato di Secco vada valutato per quello che ha fatto, e non per quello che ha fatto in rapporto al suo predecessore, perchè come già detto non ci sarebbe storia. Analizzando la storia del nostro direttore sportivo, mi sono chiesto: è Secco che ha ereditato la Juventus (con tutta la sua drammatica situazione e le sue difficoltà), o è la Juventus che ha ereditato Secco (trovandosi di colpo a corto di dirigenti)?

Sicuramente entrambe le cose. Diciamo che Secco si è trovato al posto giusto al momento giusto, e forse nelle aspettative del CDA della Juve c’era la convinzione che il seppur giovane dirigente avesse imparato sufficientemente il mestiere dal suo predecessore. Ma così non è stato, e i tifosi ne sono ben consci. Penso che la Juve stia facendo crescere Secco investendo su di lui e rischiando quanto si può investire e rischiare in un giovane della primavera a cui viene dato il posto di titolare in prima squadra.

Il rinnovo del contratto fino al 2011 ha quindi il sapore di una promozione “a tempo”, visto che si tratta di soli 2 anni. Se in questo lasso di tempo venissero disattese le aspettative, certamente la Juventus vaglierà altre strade. Tra le tante ci sarebbe quella di Pierpaolo Marino, l’ex di Udinese e attualmente in forza al Napoli, il formoidabile ”talent-scout“ che ha veramente cambiato le sorti delle squadre dove ha lavorato. La soluzione sarebbe ideale per la politica giovane impostata da Blanc e Secco, che trova anche in Ranieri il pieno appoggio (talvolta solo a parole).

Coraggio Alessio, l’orologio corre veloce e due anni passano in fretta……

Protesta SI, protesta NO

lug232008
Si è letto e sentito in questi giorni di una protesta organizzata dai tifosi juventini nei confronti della dirigenza, principalmente per motivi legati alla campagna acquisti.
Il malumore serpeggia da tempo, ma la goccia che ha fatto traboccare il vaso è stato il mancato acquisto di Xabi Alonso in favore di Poulsen, e il tentativo di acquistare l’interista Dejan Stankovic, così inviso a tutti i supporters bianconeri.
Ci sono buoni motivi sia per protestare che per aspettare. Ve ne proponiamo alcuni come motivo di riflessione, e poi deciderete se partecipare alla protesta oppure no.
PROTESTA SI
  1. La dirigenza si è dimostrata non all’altezza di gestire le campagne acquisti, Tiago e Almiron per cominciare e Poulsen per finire
  2. Secco, Blanc e Cobolli Gigli sono spesso stati in disaccordo tra loro, dichiarando cose diverse alla stampa in merito a domande precise sul calciomercato
  3. Gli investimenti non sono adeguati alle aspirazioni della società
  4. Il tasso tecnico dei giocatori rimane sempre inferiore rispetto alle concorrenti. In campionato la squadra può reggere, ma in Champions il divario tecnico è troppo e verremo travolti

PROTESTA NO

  1. Tiago e Almiron erano stati giudicati ottimi acquisti da tutti gli addetti ai lavori, senza dimenticare che il portoghese è stato “preteso” da Ranieri, che però non ha subìto critiche altrettanto feroci
  2. Secco, Blanc e Cobolli Gigli si stanno facendo le ossa e non hanno l’esperienza di Moggi, Giraudo e Bettega, se proprio vogliamo fare il paragone. Qualche errore ci sta, come del resto lo ha fatto anche la Triade (leggi Henry)
  3. La Juventus è l’unica società che non ottiene finanziamenti dai suoi “magnati”e l’auto-finanziamento viene gestito secondo bilancio. Non dimentichiamo inoltre che gli introiti legati agli spettatori sono di 1/3 inferiori a quelli di Inter e Milan, e che il tracollo della serie B ha privato la Juve dei ricavi della Champions, dei diritti tv, degli sponsor, ecc.. E che oltre a tutto ciò si sta costruendo uno stadio nuovo.
  4. La Juventus ha vinto scudetti e coppe mettendo in campo anche Torricelli, Porrini, Juliano, Dimas, Zenoni, Amoruso, Esnaider, Zalayeta, il primo Legrottaglie….

Centrocampo: minima spesa… massima resa?

lug102008

Aquilani, Xabi Alonso, Poulsen….

Di ora in ora si palpa la delusione juventina per le trattative che vanno sfumando poco a poco.

Si era partiti per l’Europeo con l’illusione di Aquilani, in fase di rinnovo con la Roma. Giovane, ma già di buona esperienza, con grandi margini di miglioramento ed un futuro già scritto. Troppo bello per essere vero. La Roma ha saputo chiudere presto lo spiraglio che si intravedeva.

Così ci si è ributtati su Xabi Alonso, la prima idea della dirigenza juventina. Investimento importante, giocatore di grande affidabilità, ma non un fuoriclasse. Anche l’età di Xabi però è importante: 27 quest’anno. La Juve sembra disposta seriamente a prenderlo, tanto che il suo acquisto viene messo all’ordine del giorno nell’ultimo CDA Juve. Ma il Liverpool vuole 18,5 milioni e non scende, nonostante il giocatore faccia anche panchina. La differenza tra domanda e offerta è di 2,5 milioni. Si, è vero che la Juventus ha bisogno di un costruttore di gioco (e in giro non ce ne sono molti altri disponibili), ma anche gli inglesi hanno bisogno di monetizzare. Inspiegabilmente però le due società rimangono sulle loro posizioni e non si accordano.

Così si finisce a trattare Poulsen. Portatore d’acqua o poco più, tutta un’altra cosa rispetto al regista che si cercava. Un combattente, non un organizzatore di gioco. Il costo? “Forse” 10 milioni di euro per la clausola rescissoria dal Siviglia, ma non è detto che poi venga pretesa in toto. Un bel risparmio. E per il giocatore, che già prende 2,6 milioni in Spagna, avevano pensato ad un aumento a 2,8 annui. Più di Xabi Alonso! E invece è ancora peggio: Secco ha offerto al procuratore un quadriennale da 3 milioni a stagione.

Stiamo cadendo nel ridicolo, ma tutto è ancora possibile.

Alla Juve il primo derby. Knezevic è nostro.

giu302008
Dario Knezevic è ufficialmente passato alla Juventus. La formula è quella del prestito con diritto di riscatto, e non della comproprietà come qualcuno ha scritto nella giornata di oggi.
«Arrivo nella squadra più grande di tutte, dovrò confrontarmi con campioni come Del Piero e Trezeguet. Sicuramente ogni giorno e in ogni allenamento ci sarà da imparare qualcosa», questo il commento a caldo nella conferenza stampa tenuta nel pomeriggio di oggi.
Il ds Alessio Secco nel presentare il giocatore ha voluto puntualizzare alcuni aspetti della trattativa, mettendo in chiaro che il forte interessamento di questi giorni del Torino è stato vano per effetto dell’accordo siglato tra la Juventus e Knezevic (nonchè quello con il Livorno), che mette al sicuro la transazione da ogni possibile doppio accordo di Spinelli. Infatti il Torino non può vantare alcuna firma del giocatore e ciò vanifica ogni precedente sottoscrizione della sua vecchia società.
Il difensore croato si aggregherà regolarmente alla squadra nel ritiro di Vinovo, ma dovrà rimanere a riposo almeno una quindicina di giorni per poter smaltire l’infortunio al ginocchio subito in questi campionati europei.

Attivissimi sul mercato

giu222008

Definito il prestito dal Livorno del difensore Knezevic. Sarebbero quindi 5 i difensori centrali in forza attualmente alla squadra bianconera: Chiellini, Legrottaglie, Andrade, Knezevic e Mellberg.

Forse troppi anche per una stagione lunga come quella che si prospetta.

Nel frattempo Dejan Stankovic e la Vecchia Signora stanno continuando il loro reciproco corteggiamento, e pare che ormai sia solo questioni di dettagli. Il serbo dovrebbe accettare una riduzione dell’ingaggio, allineandosi ai 3 milioni affertigli. L’incontro con la società nerazzurra è fissato per mercoledì, quando Marco Branca incontrerà Alessio Secco e i due dovrebbero perfezionare l’accordo.

La Juve deve però cominciare a fare cassa. Previste le cessioni di Tiago ed Almiron, i due “pezzi forti” del passato mercato bianconero. Per Tiago è pronta un’offerta di 9 milioni di euro dall’Atletico Madrid, mentre per Almiron si pensa di poter trovare presto un acquirente che porterebbe una cifra intorno agli 8 milioni. Potrebbe lasciare anche Andrade, che rischierebbe di giocare molto poco se Legrottaglie e Chiellini ripeteranno la grande stagione appena conclusa.

Knezevic, nuovo nome per la difesa

giu212008

In queste ultime ore il presidente del Livorno Spinelli ha dichiarato di aver già venduto il difensore Croato Dario Knezevic ad una delle prime 4 squadre del campionato, ma di non poter rivelare il nome in quanto il giocatore non era ancora stato informato.

Gli indizi portano dritti alla Juventus, sia perchè è la squadra che più di tutte (tra le menzionate 4) sta cercando uno o più difensori. Sia perchè il difensore era già stato apprezzato dal ds Alessio Secco, che lo aveva già fatto visionare in passato.

Intanto, il neo acquisto Olof Mellbeg si dice entusiasta di affrontare la nuova avventura bianconera. Lo svedese ha voluto sapere alcuni dettagli juventini da Ibrahimovic, il quale ha parlato in modo molto positivo della sua esperienza torinese al compagno di nazionale.