Le pagelle di Juventus - Siena.

Mar142010

Chimenti 6: non dà sicurezza alla difesa e appare un po’ in affanno anche se non ha grandi responsabilità sui gol. Un paio di interventi li svolge bene.
Cannavaro 6: nonostante l’età, è quello che se la cava meglio in difesa con anticipi e chiusure che evitano la sconfitta. Si vede la sua enorme esperienza in quanto cresce col passare dei minuti dopo un inizio stentato. Diciamo che è il meno peggio.
De Ceglie 5: spinge bene sulla fascia sinistra, ma è in grosso affanno in difesa non trovando mai la posizione corretta e andando a marcare giocatori destinati alla guardia degli altri compagni. I suoi errori costano caro alla squadra.
Legrottaglie 5: il dolore alla caviglia si fa sentire, per questo Nicola sbaglia alcune chiusure e fatica a contenere gli avanti del Siena. È costretto ad abbandonare la contesa anzitempo.
Grygera 3,5: compie due errori da principiante che si vanno ad aggiungere a quello clamoroso contro il Palermo. Il suo panico e l’insicurezza delle sue chiusure costano caro alla squadra di Zaccheroni che si fa così raggiungere. Clamoroso “l’assist” per il gol di Maccarone e il rigore provocato con una madornale ingenuità.
Salihamidzic 5: il suo ingresso non giova alla difesa, infatti incappa anche lui in una giornata storta, non sapendo dove posizionarsi e cosa fare.
Sissoko 5: la solita grinta non è supportata dalla lucidità, infatti il maliano risulta tatticamente indisciplinato, poiché va sempre dove c’è la palla senza curarsi di mantenere un atteggiamento tattico adeguato. La sua opaca prestazione incide sull’andamento della squadra.
Felipe Melo 4: sembra tornato quello del periodo prenatalizio, scomposto, svogliato e poco concentrato. Compie una pessima azione di filtro e non imposta nulla degno di nota, anzi sbaglia una serie di passaggi che mettono la squadra in situazioni d’allerta. Si arrabbia quando i tifosi lo fischiano, ma dovrebbe arrabbiarsi con sè stesso.
Marchisio 6: gioca un buon primo tempo, muovendosi bene e combattendo con determinazione. Con lui in campo la squadra gira e produce gioco. Inspiegabile la sua sostituzione.
Camoranesi 5: gioca con troppa leziosità e non appare inserito nei meccanismi di gioco della squadra, infatti si produce solo in un paio di cross che andrebbero sfruttati meglio, ma non ritorna mai in difesa lasciando i compagni in apprensione.
Candreva 7: oltre ad un gol da antologia, gioca una grande partita svariando a piacimento sul fronte difensivo avversario e costruendo situazioni molto importanti. La sua prova sarebbe perfetta se non fosse per un netto calo nella ripresa, che ha bagnato le polveri all’attacco bianconero.
Del Piero 7: meriterebbe un 10 per i suoi 301 gol da professionista e per le due perle che regala oggi al pubblico bianconero, tuttavia oltre alle due prodezze combina poco altro e scema col passare dei minuti. I compagni non lo aiutano e rovinano la festa e una giornata memorabile al loro capitano.
Diego n.g.: non riesce ad incidere nella bagarre finale.
Trezeguet 6: combatte come un leone e crea spazi per i compagni, rendendosi anche pericoloso in un paio di occasioni, ma oggi non è proprio giornata e la palla non entra.

Juventus - Siena 3-3. L’incredibile è avvenuto.

Mar142010

 

 

 

 

 

 

Senza Buffon e Chiellini, erano molti a pensare che questa domenica avrebbe potuto essere rovinata dall’arrivo del Siena, anche se l’ultima in classifica non è che occupi quella posizione a caso. Invece, nemmeno il tempo di sedersi con la propria bibita preferita (giornata calda e assolata a Torino), che ecco tre bombe: uno, due, tre gol della Juve nei primi 9 minuti! Se non è un record, poco ci manca. Gli statistici verificheranno presto. Due gol di Alex Del Piero nei primi 5 minuti, il primo di opportunismo a ribadire una corta respinta del portiere su tiro di Sissoko, il secondo al volo da dentro l’area, recuperando un pallone alto deviato dalla retroguardia senese. Gol numero 300 e 301 del nostro capitano, sempre più irraggiungibile in questi importantissimi traguardi. Sugli spalti Alex è festeggiato dalla moglie Sonia e dagli amici che sfoggiano una simpatica maglietta bianca con il numero 300 stampato sulla parte daventi, e 301 sul retro. Mai previsione fu più azzeccata.

Sul 2 a 0 la Juve gioca in scioltezza e tranquillità (forse una delle cose che più è mancata nel periodo buio di Ferrara), e non fatica a trovare subito il terzo gol: palla alta di Del Piero verso Trezeguet sulla trequarti campo, sponda aerea per l’accorrente Candreva che controlla la sfera e sgancia la bomba che finisce nel sette: 3 a 0 della Juve e grande gioia per il bravissimo centrocampista, arrivato nel momento più difficile e che ha saputo conquistarsi il posto da titolare a suon di buone prestazioni. Questo ragazzo ha molte qualità e ottimi margini di miglioramento; sicuramente uno dei punti della Juve del futuro.

Il risultato rotondo cambia gli atteggiamenti in campo, dato che la partita ormai appare chiusa e quindi i bianconeri mollano un po’ il ritmo e l’attenzione, iniziando a compiere qualche disattenzione di troppo. Chimenti si salva di piede su una involontaria deviazione di Legrottaglie, mentre Felipe Melo salva di testa sulla linea di porta. Ma sono i re delle disattenzioni (Felipe Melo e Grygera) ad innescare le principali azioni della squadra di Malesani. Proprio dai piedi di Grygera arriva un’invitante palla per Maccarone, che è bravo ad evitare i nostri centrali e a freddare Chimenti sul palo alla sua destra. Tre a uno.

I bianconeri passano altri cinque minuti tra le nuvole, rischiando più del dovuto in un paio di circostanze, ma poi i nostri riportano i piedi a terra e “guidano” la partita verso la fine del primo tempo. Sfortunato il Siena che, oltre alla tripletta “a freddo”, deve effettuare anche due sostituzioni nei primi 45 minuti.

Entra Camoranesi per Marchisio (non ancora al meglio della condizione), un’ottima carta di Zaccheroni per creare scompiglio nella difesa avversaria. Ma la vera sorpresa è il gol al primo minuto del Siena, con Maccarone che tira da destra colpendo il palo e Ghezzal a ribadire in rete a porta vuota. Tre a due per la Juve, ma il Siena si avvicina! Bravo Malesani a far giocare Maccarone su Grygera che oggi è assolutamente scandaloso!

Trezeguet sembra suonare la sveglia quando per ben due volte è pericolosissimo con due tiri finiti molto vicini ai pali del Siena, così come Del Piero quando ha sulla testa la colossale occasione per portare a quattro le nostre reti, ma la sua incornata è troppo centrale. Ancora David che controlla palla in area e si avvita per concludere i porta, ma la potenza non è sufficiente.

Sissoko e Salihamidzich prendono il giallo nel tentativo di arginare le sfuriate verde-nero, che mettono in imbarazzo totale la nostra difesa, sempre più confusionaria e disorganizzata, tanto che è il palo a salvarci sul tiro del greco Tziolis! Ma ecco che il fragile muro bianconero si sgretola ancora per opera di Maccarone che approfitta della lentezza di Grygera per costringerlo ad un atterramento in area che non ammette appelli: calcio di rigore trasformato da Ghezzal, alla sua storica doppietta all’Olimpico di Torino. Tre pari!

La mossa di Zac è l’inserimento di Diego (tenuto a riposo per il Fulham), per Del Piero, ma tutta la squadra al massimo sforzo non riesce a produrre nessuna occasione da rete fino al 90°. L’unica cosa da notare, è il battibecco di Felipe Melo con i tifosi juventini che  giustamento lo fischiavano per la prestazione davvero squallida. Melo invita il pubblico a tacere, ma è proprio lui che si dimostra sempre un giocatore più bravo a parole che sul campo.

Finisce tre a tre una partita iniziata già con tre gol di vantaggio, senza che la Juventus sia stata capace di difenderla e di gestirla contro l’ultima in classifica! Ognuno tragga le proprie conclusioni, ma il mio punto di vista è che alcuni giocatori dovrebbero avere la dignità di lasciare lo stipendio in sede a fine mese.

Le pagelle di Siena - Juventus.

Ott262009

Buffon 7: guadagnarsi un voto così alto per un solo intervento non è da tutti, ma Gigi ci riesce a causa dell’importanza di tale intervento, da vero numero uno, come se ci fosse bisogno di ribadirlo. La prodezza in questione viene compiuta dal nostro portierone allo scadere della prima frazione di gioco quando blocca con un colpo di reni un delizioso pallonetto dell’ex Ekdal destinato a finire in rete e sul morale di una squadra, fino a quel momento traballante. Il peso specifico di questa parata è enorme e, ancora una volta, sulla vittoria bianconera appare indelebile la sua firma.
Grygera 5: solo quarantacinque minuti in campo per lui, di scarsa qualità. Le rare sortite offensive degli avversari gli permettono di agire con grande libertà nella metà campo offensiva, ma il terzino ceco non sfrutta gli spazi che gli si presentano davanti non proponendosi mai per i suggerimenti dei compagni e privando gli attaccanti di preziosi cross. Un’altra prova estremamente mediocre per lui, che fa rimpiangere l’assenza di Zebina.
Caceres 6: entrato ad inizio ripresa al posto di Grygera, dà una ventata di freschezza alla fascia destra con interventi precisi e buone sovrapposizioni. Egregia la sua prestazione in difesa dove ferma in più occasioni Maccarone che, se l’avesse saltato, sarebbe arrivato a tu per tu con Buffon; ma oggi il terzino uruguagio s’è dimostrato insuperabile. È apparso in netto miglioramento rispetto alle ultime prestazioni, integrandosi meglio coi compagni.
Chiellini 8: se anche i suoi compagni fossero al suo stesso livello di forma, la Juve sarebbe una squadra galattica, ma purtroppo i tifosi devono accontentarsi del solo Giorgio bionico. Le sue energie sembrano inesauribili, infatti corre da una parte all’altra del campo senza sosta bloccando ogni iniziativa avversaria, con interventi dallo stile sopraffino, come in occasione di un salvataggio su Calaiò lanciato a rete; inoltre si rivela il bianconero più pericoloso anche nell’area avversaria dove impatta un paio di palloni di testa che avrebbero potuto bissare il gol di mercoledì in champions. La fortuna non l’ha assistito, ma con un Chiellini così la difesa può dormire a sonni tranquilli, mentre tutti i suoi compagni dovrebbero prendere esempio da lui, per far fare alla squadra il salto di qualità, invocato da tutti.
Legrottaglie 6: una partita di tutto riposo per lui, che sbriga poche formalità senza correre rischi e senza mettere a repentaglio la sicurezza del reparto arretrato. L’intesa con Chiellini è ormai cosa certa, per questo Nicola ha dimostrato ancora una volta di essere un ottimo sostituto per Cannavaro e un valore aggiunto per Ferrara che può contare sul suo talento in caso di emergenza.
Molinaro 5: ancora una volta non riesce ad incidere. Come Grygera non sfrutta gli spazi offerti dagli avversari sulla fascia sinistra, non pervenendo mai al cross e facendo estrema fatica a dialogare con De Ceglie, togliendo così sbocchi importanti alla manovra bianconera, che necessita pertanto di svilupparsi per vie centrali, dove i difensori senesi hanno vita facile. Un’altra importante occasione per mettersi in luce viene così miseramente sprecata e i fischi dei tifosi alla sua uscita dal campo ne sono la testimonianza.
Camoranesi 6: poco più di mezz’ora per lui; il tempo necessario per riordinare le idee della squadra e dare un po’ di sicurezza ai compagni cercando di impostare alcune buone trame offensive. Non è il Camoranesi dei tempi migliori, ma le sue geometrie e il suo cervello sono vitali in questo momento di difficoltà.
Poulsen 6: tanto impegno e tanta abnegazione, ma veramente pochi risultati per il centrocampista danese che viene schierato ancora una volta fuori ruolo da Ferrara, prima sull’ala destra e poi su quella sinistra. Che il ruolo di ala non sia il suo forte si vede e non c’era bisogno di questa prestazione per capirlo, tuttavia cerca di fare del suo meglio proponendosi il più possibile e confezionando qualche cross interessante, per cui merita la sufficienza. Il danese può essere prezioso per questa squadra, ma va schierato al posto giusto e vanno sfruttate meglio le sue doti di intenditore, comunque le ultime prestazioni sono apparse in netto miglioramento rispetto alle prove scadenti d’inizio stagione.
Felipe Melo 6: discreto in fase difensiva, sbarra la strada agli attaccanti avversari che non sfondano il muro bianconero, tuttavia non fa molto di più apparendo piuttosto passivo nella costruzione del gioco e non incidendo nello sviluppo della manovra.
De Ceglie 5: il centrocampista valdostano stecca decisamente, contribuendo all’aridità di gioco delle fasce bianconere, che nella giornata odierna hanno presentato due coppie veramente improbabili. Il giovane centrocampista non arriva mai sul fondo e l’intesa con Molinaro proprio non funziona, perciò i palloni giocabili forniti ai due attaccanti si possono contare sulle dita di una mano. Sicuramente non è da crocifiggere in quanto è stato impegnato pochissimo in questo inizio di stagione, tuttavia non ha dimostrato la personalità che aveva fatto pensare in grande durante la scorsa stagione.
Diego 5: cerca di accendere la luce e di far brillare le stelle offuscate della squadra, ma proprio non ci riesce. Come spesso gli succede in questo periodo, è costretto a ricevere palla troppo lontano dalla porta senza poter far male, tuttavia in questa occasione ci mette anche del suo dimostrandosi troppo innamorato della sfera, anche quando ci sono compagni posizionati meglio e in grado di velocizzare l’azione. Ad una prestazione opaca, aggiunge anche alcuni errori di impostazione non da lui.
Sissoko n.g.: solo pochi minuti in campo per lui.
Amauri 6,5: che fosse tornato il vero Amauri lo si era capito dalla prestazione con la Fiorentina, e la partita odierna l’ha solo confermato. Grande spirito di sacrificio e prontezza di riflessi nel cercare di rendere giocabili più palloni possibili e nel dialogare con Trezeguet, ma il pomeriggio senese è stato veramente duro a causa della sterilità del gioco bianconero. Per fortuna il suo fiuto è tornato quello del grande attaccante, così riesce ad anticipare tutta la difesa senese e segnare un gol che vale tre punti, importanti almeno per la classifica.
Trezeguet 6: per un bomber di razza come lui, la mancanza di cross è come la mancanza di ossigeno, e questo è un periodo veramente duro in quanto i palloni giocabili sono estremamente esigui. L’attaccante francese però, gioca in funzione della squadra fornendo importanti sponde e tenendo il pressing alto per evitare di far ragionare gli avversari in fase d’impostazione. Cerca anche di proporsi in fase realizzativa, ma la lentezza della manovra, lo coglie spesso in fuorigioco, vanificandone gli sforzi.

Siena - Juventus 0-1. Tre punti e niente più.

Ott252009

Una partita di una noia mortale, meritevole di richiesta rimborso biglietto da parte degli spettatori. Questo lo spettacolo offerto da entrambe le squadre, ma più colpevolmente da parte juventina, che dopo un mese di partite scellerate non riiesce neppure a sfoderare una prestazione all’altezza contro il Siena

Ferrara non conferma il modulo visto con il Maccabi (con 3 rifinitori alle spalle di un’unica punta), ma preferisce tornare al 4-3-1-2 con Diego alle spalle di Trezeguet e Amauri, con Poulsen, Felipe Melo e De Ceglie sulla linea mediana, a proteggere la linea di difesa composta da Grygera, Legrottaglie, Chiellini e Molinaro. Binario di sinistra del tutto “inedito” in questa annata, con i due giovani bianconeri (quelli che avrebbero dovuto ritagliarsi lo spazio di titolare nel giro di pochi mesi) “ripescati” per motivo di turnover.

Ed ecco le annotazioni più “emozionanti” del primo tempo: bel sole, piacevole giornata autunnale, Juventus in tenuta color argento, spalti gremiti per l’arrivo della squadra di Ferrara. Tutto qui? No, a dire il vero i nostri hanno rischiato di subire lo svantaggio nell’ultimo minuto del primo tempo con un palloneto di Ekdal sventato ancora da Super Gigi Buffon. E questo miei cari è tutto il primo tempo di Siena - Juve, che lo vogliate o no. Non c’è stata voglia di rivalsa di Trezeguet o Amauri, non c’è stata la fantasia di Diego, o la volontà di mettersi in mostra di De Ceglie e Molinaro….. Ritmo lento, squadra svogliata e nessuna voglia di vincere. Questo è l’opposto di quanto Ciro aveva dichiarato di volere dalla sua squadra.

La scossa deve passare dalle fasce, dove i nostri non hanno mai affondato in modo pericoloso e dove i terzini non hanno mai sostenuto l’iniziativa nonostante la pochezza della manovra senese; il mister cambia Molinaro e Grygera per Caceres e Camoranesi.

Più convinta la manovra juventina, che crea molta pressione ai padroni di casa, stazionando sempre nella loro metà campo, ma purtroppo per poter segnare occorre tirare in porta; i nostri non riescono mai a trovare l’occasione o gli spazi giusti, fino al minuto 26 quando Amauri insacca di testa su punizione di Diego. Sicuramente un gol nato più da un episodio singolo piuttosto che da un merito effettivo della squadra.

La Juve non riesce a giocare più sciolta nei minuti seguenti, e non crea altri grossi problemi agli avversari. Nei minuti finali Sissoko rileva Diego, rimpinguando il reparto di centrocampo. Partita che termina tra la disapprovazione generale, ma almeno i tifosi bianconeri possono tornare a casa con tre punti in tasca. Patetico l’abbraccio finale dei giocatori juventini che pare avessero vinto al qualche coppa o qualche trofeo.

Sarebbe opportuno che la società iniziasse a parlare con Ferrara per capire se abbia perso o meno il polso della squadra. E mercoledì c’è la Samp.

Siena - Juventus 0-3. Non solo “effetto Ciro”.

Mag242009

 

 

 

 

 

 

 

Vabbè, contro questo Siena probabilmente avrebbe vinto a mani basse anche Ranieri, ma l’importante era vincere, solo quello, e per una volta negli ultimi mesi la Juve c’è riuscita. Lo avevamo già anticipato “alla vigilia” che Ferrara non avrebbe pouto inventarsi nulla dal punto di vista tattico, e così è stato. Ma non sarebbe stato così facile senza l’aiuto del … Siena. La formazione “più logica”, quasi obbligata, è scesa in campo secondo le aspettative, e come avrebbe scelto pure Ranieri; unica “sorpresa” lo schieramento di Del Piero dal primo minuto, rimasto per qualche settimana “a riposo” e forse proprio per questo motivo tra i più in forma.

Lavorerò sulla mentalità“, disse Ciro, e infatti la juve parte col piede giusto, con il piglio di chi entra in campo per dettare legge. Il caldo africano non favorisce certamente il ritmo partita che vorrebbe imporre la Signora, ma la circolazione di palla e la proiezione offensiva sono piuttosto costanti. Prova ne è un gol enorme mangiato da Iaquinta, che davanti al portiere invece di servire Del Piero al suo fianco cerca la conclusione personale, facendosi parare il tiro. Brivido intorno al 12′ con De Ceglie che viene graziato per un fallo da ultimo uomo che gli costa solamente il giallo. Pochi minuti e il nostro capitano decide di ripagare il suo ex compagno per la fiducia concessa: magica punizione a scavalcare la barriera e Juve in vantaggio! Rabbiosa esultanza di Alex, così come ogni volta che si è dovuto scrollare qualcosa di dosso….

Si riparte al piccolo trotto, con i bianconeri ad amministrare un Siena non più di tanto intraprendente. Una fortuna, visto quello che valgono in questo momento Zebina e De Ceglie (che già ammonito rischierebbe ad ogni occasione il rosso). I nostri si svegliano intorno alla mezz’ora, andando vicini al gol con una percussione di Nedved che serve Iaquinta al limite dell’area, ma il controllo di palla non è proprio dei migliori. Momento magico per i giallo-oro che in contropiede vanno in tre contro tre nell’area del Siena, sempre con Nedved nelle vesti di suggeritore, stavolta per Del Piero che anche lui si addormenta sul pallone e si fa recuperare da un difensore.

La Juve ci prende gusto e riprova per la terza volta consecutiva il contropiede-fotocopia: Marchisio ruba palla nella propria trequarti, serve Del Piero avanzato e corre verso la porta, Alex non tarda a servirlo sul filo del fuorigioco e il nostro giovane batte con un bel tocco il portiere senese. Grande gol per Marchisio e altra gran bella esultanza a battere lo scudetto juventino: l’attestato di “devozione” alla maglia che chiedeva Ciro Ferrara ai suoi giocatori.

Miglior primo tempo non avrebbe potuto essere pronosticato. Squadre a riposo con un giustissimo due a zero per gli ospiti. Squadre che al rientrono riprendono da dove hanno terminato: la Juve a dominare e il Siena a cercare di pungere con qualche timido tentativo. Il ritmo è blando, e ci pensa Del Piero a dare una piccola sveglia al sonnolento secondo tempo, con un tiro al volo dalla distanza che però però non impensierisce troppo i senesi. L’interesse del pubblico è ormai più verso il tabellone con i risultati dagli altri campi (leggi San Siro) che per il terreno di Siena. Anche perchè in questa giornata, per via dell’affluenza di pubblico juventino allo stadio, non si è capito bene se si giocava Siena - Juventus o Juventus - Siena.

Entra Poulsen per Zenetti, alla metà ormai del secondo tempo, con il risultato sempre più acquisito. Del Piero però ha ancora due grossissime occasioni a tu per tu con Curci, dove nella prima viene chiuso benissimo dal portiere, mentre nella seconda è bravo il capitano (stupendamente lanciato da Marchisio), ad evitare l’intervento dell’estremo difensore a a suggellare il successo juventino con una doppietta.

Poco prima del gol una decina di minuti per Trezeguet entrato al posto di Iaquinta, e per Mellberg al posto di De Ceglie. Null’altro da segnalare in questa sorta di “allenamento pro - Champions”, se non una certezza assoluta: fate un altro anno di contratto a Pavel.

Juventus - Siena 1-0. Meno male c’è Ale.

Gen112009

Al fischio finale dell’arbitro Russo (ma in realtà italiano), avevo già ben presente come dovessi iniziare il commento alla partita di oggi. Invece ecco che Ranieri mi ruba le parole di bocca durante le interviste del dopo partita. Gli va bene che le tv non vengano ad intervistare me per primo. Ad ogni modo, il mister ha sintetizzato nel modo migliore la pochezza della nostra gara, ammettendo che in fin dei conti il Siena aveva fatto quanto la Juve, con la sola differenza che noi abbiamo un Del Piero in più (e dici poco).

Il fatto di iniziare il commento dalla fine della gara, non è un caso. Questo perchè dell’incontro ci sarebbe da raccontare ben poco, se non per parlare di “andamento lento”, giusto per ricordare un vecchio motivo anni ‘90. Considerando che la squadra “titolare” schierata in amichevole col Monaco aveva fatto scintille, e che il Siena non è poi la rivelazione del campionato, tutto faceva presagire ad una sorta di tiro al bersaglio. Purtroppo si dà sempre per scontato non tanto la pochezza degli avversari, quanto il massimo impegno e la massima resa da parte dei nostri. Cosa che non sempre avviene. Se prima ero d’accordo con l’analisi di Ranieri, che sintetizzava la chiave della vittoria solamente nella punizione di Del Piero, mi trovo però a dissentire, seppur relativamente, sulla continuazione della sua analisi: “Mi auguro che l’Inter senta la nostra pressione, ma noi non dobbiamo guardare cosa fa l’Inter, ma cosa facciamo noi“; in linea di principio il ragionamento non fa una piega, ma sapendo che i nerazzurri avevano pareggiato, la squadra non avrebbe dovuto mettere in campo ancora più grinta, più agonismo, più intraprendenza, in virtù della possibilità di accorciare le distanze a quattro punti?

Le analisi più severe di questo blog sono sempre partite in direzione della mentalità e della personalità. Un rigore, un tiro, un’azione da gol, si possono sempre sbagliare; ma senza la mentalità vincente non vai a vincere nè lo scudetto, nè tantomeno la Champions League. Ecco perchè questa partita personalmente mi delude forse più di quanto possa deludere molti di voi. Certo, domani sui giornali vedrete voti medio-alti a tutti i giocatori, ma solamente per effetto della punizione di Alex. Di black-out mentali, questa Juve, ne ha già fatti molti. E quante volte abbiamo lasciato lo stadio o spento la tv ancora col cuore in gola, per la sofferenza di un risultato “tirato” fino al novantesimo. E quante volte Alex ha salvato la Juve. Così come ha fatto anche oggi Manninger.

Il Siena è una buona squadra, lo si è visto. Ma dov’era la nostra fame di vittorie? Dov’era la squadra che non molla mai? Dov’erano gli “occhi della tigre”? Sicuramente la pausa natalizia è stato un handicapp per chi stava andando forte come noi, ma in ogni caso la Juve ha avuto anche modo di avvicinare al recupero alcuni giocatori importanti, e tra questi citiamo doverosamente il grande Zanetti, anche oggi entrato in partita mettendo ordine e personalità in mezzo al campo; sempre positivo e sempre al servizio della squadra. Così come del resto Amauri, a cui veramente è mancato il gol ma non certamente l’impegno in ogni parte del campo. Un vero “Nedved d’attacco”. Davvero Ranieri dovrà considerare se e come reiserire Trezeguet e sopratutto Paulsen.

Infine, una nota a margine. Nel pomeriggio in cui hanno fatto bella vista i due tricolori del ventottesimo e ventinovesimo scudetto, ci avete scritto per sollecitarci ad un commento sulla sentenza GEA. Ebbene, non ci siamo nè dimenticati e neppure ci è sfuggito che in settimana c’è stata la sentenza di condanna. Dato che non vorremmo discutere o commentare le cose a metà, attendiamo il deposito delle motivazioni per esprimere il nostro parere e sopratutto per toglierci qualche “sassolONE” dalla scarpa!