Marotta, l’attacco non… “Quaglia”.

ago272010

Amauri, Iaquinta e Del Piero. Quali tra questi tre attaccanti può arrivare in doppia cifra? Con le cessioni di Diego e Trezeguet, la Juve ridimensiona il suo parco attaccanti, definendo in extremis anche il prestito di Quagliarella dal Napoli. Un’operazione simile a quella di Aquilani, tutt’altro che da disdegnare: giocatore “in prova” per un anno e poi se ne valuterà l’acquisto a tempo debito. Complimenti a Marotta! Ma il problema dell’attacco juventino non è mai stato nè “numerico”, nè economico. Una squadra che punta ad un piazzamento “onorevole” deve avere almeno due giocatori che riescano a passare i 10 gol cadauno. Se consideriamo gli infortuni, e se pensiamo che un giocatore come Iaquinta (che pare il più prolifico dei tre), non potrà giocare tutte le partite vista anche la carta d’identità, appare evidente come i limiti di questa squadra fossero anche nel reparto avanzato, vero e proprio fiore all’occhiello fino all’inizio della stagione scorsa.

Il neo “acquisto” Quagliarella, è un ottimo giocatore, però non garantisce tutti i gol che servirebbero alla Signora. Il suo record personale è di 14 reti, risalente all’ultima stagione di Udine, e a Napoli non si è ripetuto. Ovviamente il grafico del rendimento di un campione non può essere sempre ascendente, ma anche per caratteristiche tecnico tattiche possiamo affermare che il napoletano non ha proprio le fattezze di chi si può definire un “bomber di razza”, pur annoverando tra i suoi gol autentiche perle da fuoriclasse.  Sicuramente la presenza ingombrante di un giocatore come Amauri pesa, sia sul campo che nelle strategie di mercato. Un “armadio” come lui ti vincola a preferire giocatori veloci, di profondità, oppure di manovra. Una formazione con Iaquinta – Amauri per esempo sarebbe da preferire alla coppia Amauri – Quagliarella? Ne dubito. Però mettere Iaquinta e Quagliarella non sarebbe male se gli stessi riuscissero a non cercare la profondità nello stesso momento, allungando troppo la squadra e creando il buco tra i reparti.

Una constatazione però mi pare doverosa. Nonostante le ottime prestazioni di questo inizio stagione da parte di Del Piero, la sua destinazione inevitabile sarà la panchina. Per la prima volta dopo decenni (ricordiamo Platini, Baggio, Del Piero, e in ultimo Diego), non avremo in campo un giocatore che sfrutti i calci piazzati come arma micidiale, che possa dare la svolta ad una gara che non si sblocca o che ti raddrizzi una partita storta. Di questo , ne sono sicuro, la squadra ne soffrirà tantissimo.

Amauri e Toni, due campioni in crisi.

set292009

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

E’ finito il tempo in cui gli “Ancelotti” aspettavano i “Crespo” fino a Natale. Ormai, tra rose ampie e panchina lunga, tutti si possono permettere di avere un attaccante di scorta sempre pronto. C’è da dire poi, che gli impegni sempre più ravvicinati non favoriscono la pazienza verso gli attaccanti poco prolifici. Addirittura considero un piccolo miracolo che la Juventus sia riuscita ad aspettare Del Piero per un paio d’anni, quando anche l’Avvocato aveva iniziato a chiamarlo “Godot“.

Domani sera si incontreranno Bayern Monaco e Juventus, partita valida per la fase a gironi di Champions League. Entrambe le squadre hanno le loro punte di diamante spezzate, in quanto Ferrara sta meditando se escludere Amauri dalla formazione iniziale, mentre il tecnico dei bavaresi non ha neppure convocato Toni. Grande amarezza ovviamente per il centravanti della nazionale (ma di questo ci importa relativamente), mentre per il brasiliano occorre aspettare ancora la definitiva scelta di Ciro. Sicuramente questo è il momento giusto per puntare su Trezeguet: i gol in campionato, il ritrovato sorriso, gli stimoli della Champions e della ribalta internazionale, possono motivare ancora di più il francese.

Amauri potrebbe essere impiegato a partita in corso, magari con la Juve in vantaggio, se dovesse tornare utile un giocatore che tenga la palla in avanti per far respirare la squadra. Inoltre, il recupero di Del Piero e la strepitosa forma di Iaquinta attirerebbero moltissime critiche dei tifosi juventini a Ferrara, in caso di sconfitta con Amauri schierato dall’inizio.

Noi appoggiamo David per la Champions.

Amichevoli: Juventus – Cisko Roma 4-1.

lug152009

 

 

 

 

 

 

 

Continua a gonfie vele la preparazione dei bianconeri in quel di Pinzolo, sorretti dall’entusiasmo di migliaia di persone e da un clima che a definire euforico non si rischia di esagerare. Molti si aspettavano l’esordio di Diego, invece il brasiliano ha osservato un piccolo riposo precauzionale assieme a Sissoko, ai nazionali, e agli altri nuovi Felipe Melo e Cannavaro. Questa la formazione iniziale: Manninger; Zebina, Grygera, Ariaudo, Salihamidzic; Poulsen, Zanetti, Tiago; Del Piero; Amauri, Trezeguet.

Tutto esaurito sugli spalti per abbracciare una squadra decisamente più solida e convincente rispetto a quella targata Ranieri, ma anche per vedere questo nuovo modulo che alla Juve non si vedeva da non so quanto tempo. In assenza di Diego, Ferrara ha comunque iniziato da subito a giocare col rifinitore, “accontentandosi” di sistemare Del Piero dietro le punte. Il risultato è di 4 gol, tutti fatti dagli attaccanti; qualcosa vorrà pur dire

Grande avvio dei nostri con Trezeguet già in gol all’8′ minuto. Juve che spinge molto ma che spreca delle buone occasioni sopratutto con Amauri, dando modo ai nostri avversari di pareggiare il conto e di chiudere il primo tempo con uno scarno 1 a 1 che non rispecchia il gioco creato dalla squadra di Ferrara. Secondo tempo di ben altra marca, dove i bianconeri mettono alle corde l’avversario andando in gol con l’ottimo Zanetti, con Amauri e con Immobile. Molto spazio anche ai giovani della primavera a cui Ferrara dimostra di prestare sempre grande attenzione.

Pandev si o Pandev no?

mag222009

 

 

 

 

 

 

 

Sempre più alla stretta finale la trattativa per il laziale Goran Pandev. E ancora la Juve impegnata a rinforzare il reparto d’attacco. L’interessamento al giocatore di Lotito, accresce i dubbi circa la conferma in attacco di tutti e quattro gli attaccanti della Juventus. Nato come uno dei più forti e completi attacchi d’Europa, il reparto ha subìto l’andamento globale dei reparti arretrati, mai in grado di fornire copertura e palloni giocabili agli avanti bianconeri. Tra un infortunio e l’altro poi, si sono persi per strada sia i gol, sia la “trazione anteriore” su cui Ranieri aveva fatto affidamento in alcune occasioni già l’anno scorso, adottando con piacevole sorpresa il 4-3-3 ben visto anche dai tifosi bianconeri.

Detto questo, sappiamo anche dei problemi che Trezeguet ha incontrato nei rapporti personali con Ranieri, e il fatto che il francese troverebbe un nuovo allenatore lo fa pensare in ogni caso il maggior predestinato al ricambio del reparto d’attacco. Se infatti Del Piero rimarrà sempre e comunque (anche a costo di fare panchina), con Amauri che, se in forma, rimane uno dei più grandi attaccanti d’Europa, e con Iaquinta confermatissimo (anche da Cobolli Gigli) dopo la lunga serie di marcature in questa parte finale di stagione, non è difficile pensare che David possa essere designato a lasciare il gruppo. Contro di lui giocano sicuramente l’età e gli infortuni, ma molto pesa anche l’aspetto caratteriale, che ne fa una vera e propria mina vagante ogni qualvolta debba sedersi in panchina.

Ciò che si ricollega al discorso Pandev, non è tanto scoprire chi potrà far posto a Pandev, ma come Pandev potrà sostituire tatticamente il suo predecessore. Il laziale infatti non assomiglia a nessuno dei nostri, e questo può essere apparentemente un vantaggio; ma può garantire un numero maggiore di gol rispetto a quelli che farebbe Trezeguet o qualcun’altro? La risposta è facilmente intuibile.

L’operazione potrebbe rispondere ad una esigenza economica. Vendere Trezegol oggi non sarebbe come venderlo l’anno prossimo, e poi bisogna contare anche la differenza di ingaggio con Pandev (si parla di un quadriennale da “soli” 2,5 milioni di euro. Sicuramente la valutazione deve essere attenta, ma non deve prescindere dal ”calcolo dei gol“, visto che alla fine, nel calcio, ciò che separa la gloria dagli inferi, è sempre stato segnare un gol in più degli avversari.

Lite Ranieri – Trezeguet: chi ha ragione?

mar142009

Un allenatore, tanti campioni e una sconfitta che brucia. Questo è il mix esplosivo che rischia di far saltare in aria la Juventus, e di creare conseguenze molto pericolose anche in chiave mercato. L’antefatto: a 10 minuti dal termine della sfida con il Chelsea, Ranieri decide di cambiare Trezeguet inserendo Amauri. Il risultato era di 2-1 per la Juve.

La prima scintilla conseguente è stata lo sfogo di David Trezeguet, che ha contestato apertamente la sostituzione; la fiammata successiva si è manifestata con la sanguigna reazione di Ranieri nei confronti del bomber. Cerchiamo però di analizzare bene la situazione.

Innanzitutto bisogna inquadrare bene il contesto della sostituzione, ovvero il momento in cui è avvenuta. Il risultato di 2-1 teneva ancora in corsa la Juve, ma i minuti che mancavano erano soltanto 10. I bianconeri giocavano con un uomo in meno per l’espulsione di Chiellini. L’attacco non funzionava a dovere e il nostro allenatore aveva ancora a disposizione un cambio. Dovendo per forza maggiore inserire una punta, sarebbe stato più giusto togliere un centrocampista e renderci ancora più vulnerabili (se già l’uscita di Chiello non ci aveva destabilizzato abbastanza), oppure rimpiazzare una delle due punte rimaste mettendo un giocatore come Amauri che potesse anche dare una mano a centrocampo?

Ognuno avrà la propria opinione, come è giusto che sia, ma la motivazione data da Ranieri credo che sia inattaccabile: Trezeguet aveva toccato 6 palloni nel primo tempo e solamente 3 nella ripresa. Scandalosamente pochi se contiamo che la Juve avrebbe dovuto fare una partita d’attacco. Senza contare che la pressione sarebbe dovuta essere più decisa nel secondo tempo piuttosto che nel primo. David si aspettava che il mister gli concedesse fiducia indipendentemente dal numero di palloni toccati, perchè questo è il suo gioco. Di rimando, con un uomo in meno serviva, secondo il nostro coach, un giocatore che entrasse ancora di più nel vivo delle azioni. Così come penso aveva ragionato al momento di cambiare Iaquinta per mettere Giovinco.

Che il francese fosse deluso lo si è visto subito quando stava ancora correndo verso la panchina. Che andasse a parlare alla stampa di quanto lo fosse però è una cosa che non era così scontata, visto che dopo lo sporadico episodio Chiellini di due anni fa, non si sono più verificati “tradimenti” o “fughe di notizie” importanti all’esterno. Insomma, i panni sporchi alla Juve si lavano in casa. Ma stavolta così non è stato, e allora, così come era successo con Giorgione, ecco la reazione di Ranieri.

Una reazione che va molto sopra le righe dell’amplomb tipico del tecnico romano. Uno scontro duro, frontale, senza mezzi termini e sopratutto uno sfogo pubblico. Chissà quante volte potrà essere successo con Del Piero, con Tiago o con Giovinco, ma in pubblico mai e poi mai. E secondo me Ranieri ci mette anche qualcosa di personale, qualcosa che va al di là del fatto singolo quando parla di “capire chi è con lui in questo progetto e chi no”. Probabilmente riaffiorano vecchie ruggini e vecchi dissapori tenuti nascosti fino ad oggi.

Il concetto di “spogliatoio“ e di “gruppo” è però un valore sacro al mister, forse più del suo amato 4-4-2. Per questo l’affronto  è così “intollerabile”, perchè oltre ad averlo fatto nel momento più delicato della stagione, è stato espresso non nei rispetti dei compagni (e quindi nello spogliatoio), ma attraverso i giornalisti. Tanta voglia di parlare a mezzo stampa, ha ispirato anche Ranieri che ha deciso poi di adottare il medesimo mezzo per rispondere al suo giocatore, definendolo agli occhi del mondo “un bambino viziato“.

A margine dei commenti che voi farete su questa vicenda, vorrei fare due considerazioni che ho sentito poco tra le varie notizie lette sull’argomento. Per Ranieri: per quale motivo se Trezeguet (come è vero) ci stava facendo giocare in 9, non è stato sostituito prima dei 10 minuti finali? Per Trezeguet: il fatto di essere così diverso da Amauri fisicamente, come può pensare di rendere più di lui quando il gioco della Juve necessita di un giocatore dalle caratteristiche del brasiliano? E’ solo una questione di superbia e di orgoglio per entrambi il fatto di non voler riconoscere i propri sbagli o i propri limiti?

Ad ogni buon conto, le ripercussioni del caso Trezeguet – Ranieri, rischiano di essere molto più gravi del previsto. Quando uso la parola “grave“, non intendo che il francese possa non giocare più da qui alla fine della stagione, ma che se dovesse essere ceduto, la Juventus si troverebbe nelle condizioni di dover andare sul mercato anche per il reparto d’attacco, e cioè uno dei pochi che (al completo) potrebbe ancora dire la sua anche in campo internazionale. Mettere soldi per un attaccante di valore vorrebbe dire toglierne al rafforzamento degli altri reparti ancora più bisognosi. E questo potrebbe essere un ulteriore rallentamento di anni alla scalata verso le vette calcistiche.

Intanto, contro il Bologna mancheranno sia Trezeguet che Amauri infortunati, oltre che Nedved, Marchionni, Sissoko, Legrottaglie, ecc…, ecc… ma questa non è più una “news”.

Palermo – Juventus 0-2. E’ tornato Trezeguet.

feb222009

Altro che turnover! Il Chelsea non deve spaventar troppo Ranieri se il mister ha scelto una formazione di spessore, molto simile a quella “titolare“, se escludiamo Del Piero che è andato in panchina. Una gradita sorpresa quindi nel vedere una squadra all’altezza e sopratutto nel vedere finalmente tanti campioni recuperati. Difesa titolare con Chiellini e Legrottaglie pienamente recuperati; centrocampo con Camoranesi, Sissoko, Tiago e Nedved; attacco composto da Iaquinta e Trezeguet.

Le buone sensazioni svaniscono nel giro di 3 minuti, quando il Palermo riesce a confezionare due grosse palle gol; un po’ Buffon, un po’ la traversa-riga ci aiutano ad uscire miracolosamente illesi da questi pericoli. La Juve però risponde con Trezeguet (tiro parato) e la partita vive continuamente sulla velocità e sui cambi di fronte perentori. I rosanero riescono sempre a pungere quando arrivano dalle parti di Buffon, ma la nostra difesa riesce ad essere più sicura delle gare passate, riuscendo a ribattere sempre le occasioni avversarie. Di rimessa, la Juve ha delle buone occasioni con Iaquinta (che però aspetta troppo a calciare) e Nedved che fa un buon tiro dei suoi, confermando in tantissime azioni l’ottimo stato di forma che sta attraversando.

Da lì a poco Sissoko conquista palla sulla trequarti puntando centralmente la porta palermitana, le nostre due punte fanno il giusto movimento ad aprirsi, e Momo evitando il centrale avversario tira una “sassata” incredibile sotto la traversa. Una rete fantastica. Il Palermo accusa il colpo e Molinaro non riesce a servire in area Trezeguet che si era smarcato ottimamente. Nessuno sa muoversi come lui in area! Ora la Juve fa girare bene la palla e tiene in mano il gioco, merito di Sissoko in forma incredibile , di Camoranesi che (nel primo tempo) riesce spesso a saltare l’uomo o a giocare di prima, di Tiago che organizza le geometrie, e di Nedved inesauribile.

Altre due occasioni con Nedved che tira da fuori area (parato) e Iaquinta che conclude centralmente, ma è la Juve a rischiare il pari sul finire del primo tempo con una conclusione di poco a lato della rete di Buffon. Squadre a riposo dopo un bellissimo primo tempo giocato ad un ritmo decisamente fuori dalla media. Ritmo che cala in modo vistoso nella prima parte del secondo tempo, e si capirà poi che molti giocatori della Juve sono ancora fuori condizione: Camoranesi ad esempio è praticamente cotto e sbaglia molti palloni.

L’atteggiamento della squadra sembra svogliato e poco attento, ci sono molti errori di disimpegno e di proposizione che spesso vanificano importanti azioni di rilancio. In realtà in certi momenti si ha la sensazione che la squadra rinunci al contropiede anche quando ne ha la possibilità; questo è apparentemente inspiegabile se non si cerca di trovare una motivazione nel fatto che le azioni in velocità stancano parecchio. Ciò preoccupa molto in vista della partita di Champions League con il Chelsea, visto che il calo è arrivato incredibilmente presto (a metà partita) e che proprio a Londra sarà impostata una gara sul contropiede.

Il Palermo così guadagna campo e riesce a mettere in difficoltà Buffon con un tiraccio di Nocerino (alzato sulla traversa) e di Miccoli (parato ma non trattenuto da Gigi). Break nostro che riusciamo a portare un contropiede (che sia degno di essere chiamato tale), fino al limite della loro area, ma Iaquinta (quando non scivola) non azzecca mai l’assist. Entra Marchionni per un esausto Camoranesi e Amauri rileva lo spento Iaquinta. Tiago (l’unico faro della Juve nel finale), recupera palla e scarica su Nedved a sinistra, passaggio per Amauri che gira però sul portiere. Il brasiliano si fa perdonare subito dopo con un’azione delle sue: controllo di petto sulla fascia spalle alla porta, corsa potente sulla fascia fino alla linea di fondo, passaggio dietro dove arriva puntuale Trezeguet che insacca con la complicità di tutta la difesa palermitana a guardare. Due a zero per noi.

Il finale è tutto un rammaricarsi di quanto sarebbe stato diverso con Amauri e Trezeguet dall’inizio. Ranieri aveva ragione a considerarli compatibili. La difesa salva (anche se ogni tanto con affanno) gli attacchi finali dei siciliani, confermando ampiamente (se ce ne fosse bisogno) che con Chiellini in mezzo è tutta un’altra musica. Il centrocampo invece ricorda i progressi di Tiago in questo ruolo di centrale nel centrocampo a 4 (per lui che veniva da una linea di 3 ha saputo adattarsi molto bene quest’anno), mentre in avanti David Trezeguet è parso brillante per tutti i 90 minuti, facendosi apprezzare non tanto a livello di gioco, ma nei “suoi” movimenti da goleador di razza.

In generale quindi la squadra è apparsa più solida di prima; sono cambiati molti uomini, ma il cambiamento più significativo l’ha fatto Ranieri decidendo con la squadra di adottare una tattica meno spregiudicata nel fuorigioco, così come tanto avevamo auspicato nei nostri commenti precedenti e come richiesto a gran voce da molti tifosi della Juve. Il risultato si è visto, e sembra in questo modo dare più garanzie per mercoledì in Champions. Probabilmente il fuorigioco sarebbe stata un’ottima tattica di difesa a Londra, ma in questo momento (o per lo meno fino al recupero di Chiellini), la nostra terza linea avrebbe fatto solo grossi danni.

Voliamo quindi a Londra un po’ più fiduciosi, consapevoli anche che loro saranno pure il Chelsea, ma noi siamo la JUVE!

Ranieri sceglie Trezeguet – Amauri.

feb212009

I principali dubbi di formazione per la sfida con il Palermo erano legati alla coppia d’attacco. Come già forse sapete partiranno titolari Trezeguet e Amauri. Una scelta che probabilmente non sarebbe mai avvenuta in questi termini se non fosse stata influenzata dalla gara di mercoledì col Chelsea. Amauri sarebbe dovuto riposare in quanto è il giocatore che in attacco è stato sempre presente, nonostante in estate si dicesse che avrebbe fatto molta panchina. Ma la necessità di ”far girare” Trezeguet e di avere al meglio Del Piero, ha gioco-forza imposto a Ranieri la formazione.

Ciò che in qualche modo lascia perplessi i tifosi juventini, non è tanto l’inedita coppia che, se in forma, può comunque essere micidiale anche a dispetto dell’apparente incompatibilità, ma la decisione di Ranieri di non convocare nemmeno Del Piero per la trasferta di Palermo. Questo discorso era stato già da noi ampiamente trattato alla vigilia della trasferta di Udine, e tutti noi sappiamo poi com’è andata a finire. Stavolta vorremmo ampiamente sbagliarci (anche se non capita così spesso), ma non comprendiamo come il convocare un giocatore e farlo sedere in panchina possa essere per lui un lavoro faticoso.

Che il mister non lo convochi per non aver la tentazione di farlo giocare vedendolo seduto in panchina? Stia tranquillo, fino ad ora questa preoccupazione non l’ha mai avuta con Giovinco.  

Chiellini, Zanetti e gli infortuni maledetti.

feb32009

 

 

 

 

 

 

Il regista della difesa e il regista del centrocampo di nuovo fermi. Ci vorrebbe il Santo Graal per guarirci da tutti i mali, ma Indiana Jones è ancora lontano dalla sua scoperta, e il dottor Agricola non tova tra le erbe mediche quella mericolosa.

Il centrocampista ha avuto un infortunio completamente diverso da quello precedente, quindi non si tratta di ricaduta come è stato erroneamente scritto da qualche parte. Lo stiramento del bicipite, di cui è stato vittima Cristiano, lo scostringerà ad uno stop quantificato di circa un mese e mezzo. Tale tempistica risulta leggermente stretta se pensiamo che comunque il giocatore non aveva ancora la muscolatura completamente rigenerata. Campionato finito? Si vedrà.

Discorso diverso per Chiellini che dovrebbe recuperare per la sfida con il Chelsea, anche se rientrare in Champions League in una partita così delicata e agonistica non dev’essere la cosa migliore.

Continuano i progressi di Trezeguet, che col Napoli in Coppa Italia dovrebbe partire titolare. Forse in campo anche Tiago dal primo minuto, per la prima volta dopo l’infortunio.

Trezeguet – Amauri: chi sarà titolare?

dic182008

Forse non tutti se ne sono accorti, ma ormai di Trezeguet non importa più a nessuno. Eppure, non molto tempo fa, quando il francese fu operato alla spalla, non passava giorno senza che si facesse il conto alla rovescia sul suo recupero. “Trezeguet” indispensabile”, “Trezeguet vitale”, “Trezeguet importantissimo”, erano le espressioni usate per definire la dipendenza della Juve dal suo campione. Stranamente sono le stesse definizioni che oggi vengono usate per Amauri. A questo punto il dubbio sorge spontaneo: non è che Amauri sia diventato, zitto zitto, il centravanti titolare?

In questo momento tutti esaltano a ragione il brasiliano, e sottolineano le qualità e i valori che si è portato in dote (potenza, progressione, fisicità…), cambiando di fatto il gioco della Juventus. Fino ad oggi si era sempre detto che chi arrivava in questa società doveva adattarsi per prima cosa alla squadra e al suo gruppo, non il contrario. Lo strapotere espresso da Amauri sul campo, ha segnato così profondamente il gioco della Juve che di fatto nessuno si è accorto come sia stato lui, invece, a far cambiare la squadra. Ovviamente in meglio.

L’impalpabilità di Trezeguet fino alla trequarti campo, la sua difficoltà di manovra e di possesso palla, costringevano i bianconeri a giocare in dieci uomini fino all’area avversaria (anche se poi sottoporta il magrebino si moltiplicava per tre!). Con Amauri invece, molto spesso si verifica il contrario. Con la squadra in sofferenza, il brasiliano tiene palla per far salire la squadra, favorendo l’avanzata dei compagni ed innescando nuove azioni d’attacco.

Posto che Del Piero rimane inamovibile per il gioco di Ranieri (che già si priva del rifinitore); considerato che nessuno ha la qualità e la completezza di Alex, sia come seconda punta che come assist man (oltre che ad essere il capitano della squadra); chi sceglierà secondo voi Ranieri per il ruolo di titolare? Ci troveremo di fronte ad una avvincente competizione interna? Oppure la staffetta stancherà entrambi? Il tridente potrebbe essere la soluzione giusta in alcune partite, ma resta comunque il fatto che limitare l’azione di Amauri per non pestare i piedi a Trezeguet, sarebbe come vedere un leone in gabbia. Ecco che la scelta si impone. 

A favore di Trezeguet gioca la carriera straordinaria, l’immenso repertorio di gol e la fenomenale continuità nelle marcature. Per Amauri invece conta la giovane età, il sorprendente modo di migliorare la squadra e le sicure prospettive future. Secondo voi se quest’estate la Juventus dovesse ricevere l’ennesima offerta del Barcellona, rifiuterà in modo così netto come in passato?      

Trezeguet, muso lungo

lug252008

Segnali di nervosismo nell’attaccante francese, uscito con il broncio dall’amichevole con il Brondby. Davidi “il cannibale” ha fatto un secondo tempo opaco, così come tutta la squadra. E si sa quanto Trezeguet abbia bisogno del supporto della squadra per potersi esprimere al meglio. La sua spalla era il giovane Rossi, cosa diversa da ciò che è stato Iaquinta per Amauri nel primo tempo. Quello che sorprende un po’ è la reazione del francese. Dall’alto della sua esperienza, e dell’enormità di gol segnati nella Juve, non è tipo giocatore che deve farsi scalfire l’umore da un primo tempo sotto tono. Tra i 4 attaccanti a disposizione, lui è sempre stato inserito da tutti nelle formazioni-tipo della stagione 2008/2009, persino più di Capitan Del Piero. Ma se Amauri continuerà a giocare e segnare con regolarità, allora sarà molto dura tenere David in panchina, visto che due prime punte sono difficili da abbinare.

Amauri inoltre, pur essendo meno opportunista di Trezeguet, si presta molto al gioco di sponda e ha la possenza fisica del centravanti che può tener palla per far salire la squadra. Il francese invece sparisce quando la Juve comincia a soffrire e non sorregge il peso dell’attacco. Ecco perchè Amauri può essere impiegato in più situazione, le più diverse. Ed essendo dotato di una buona tecnica può dare profondità e supportare meglio gli attaccanti che giocano assieme a lui, diventando a volte suggeritore, a volte sponda, a volte aprendo varchi importanti.

Trezeguet però lo conosciamo, è un grandissimo attaccante e deve combattere sul campo per il posto in squadra, senza sentire il fiato sul collo di Amauri.

E possibilmente dimenticando le sirene spagnole.