Marotta, l’attacco non… “Quaglia”.
Amauri, Iaquinta e Del Piero. Quali tra questi tre attaccanti può arrivare in doppia cifra? Con le cessioni di Diego e Trezeguet, la Juve ridimensiona il suo parco attaccanti, definendo in extremis anche il prestito di Quagliarella dal Napoli. Un’operazione simile a quella di Aquilani, tutt’altro che da disdegnare: giocatore “in prova” per un anno e poi se ne valuterà l’acquisto a tempo debito. Complimenti a Marotta! Ma il problema dell’attacco juventino non è mai stato nè “numerico”, nè economico. Una squadra che punta ad un piazzamento “onorevole” deve avere almeno due giocatori che riescano a passare i 10 gol cadauno. Se consideriamo gli infortuni, e se pensiamo che un giocatore come Iaquinta (che pare il più prolifico dei tre), non potrà giocare tutte le partite vista anche la carta d’identità , appare evidente come i limiti di questa squadra fossero anche nel reparto avanzato, vero e proprio fiore all’occhiello fino all’inizio della stagione scorsa.
Il neo “acquisto” Quagliarella, è un ottimo giocatore, però non garantisce tutti i gol che servirebbero alla Signora. Il suo record personale è di 14 reti, risalente all’ultima stagione di Udine, e a Napoli non si è ripetuto. Ovviamente il grafico del rendimento di un campione non può essere sempre ascendente, ma anche per caratteristiche tecnico tattiche possiamo affermare che il napoletano non ha proprio le fattezze di chi si può definire un “bomber di razza”, pur annoverando tra i suoi gol autentiche perle da fuoriclasse.  Sicuramente la presenza ingombrante di un giocatore come Amauri pesa, sia sul campo che nelle strategie di mercato. Un “armadio” come lui ti vincola a preferire giocatori veloci, di profondità , oppure di manovra. Una formazione con Iaquinta – Amauri per esempo sarebbe da preferire alla coppia Amauri – Quagliarella? Ne dubito. Però mettere Iaquinta e Quagliarella non sarebbe male se gli stessi riuscissero a non cercare la profondità nello stesso momento, allungando troppo la squadra e creando il buco tra i reparti.
Una constatazione però mi pare doverosa. Nonostante le ottime prestazioni di questo inizio stagione da parte di Del Piero, la sua destinazione inevitabile sarà la panchina. Per la prima volta dopo decenni (ricordiamo Platini, Baggio, Del Piero, e in ultimo Diego), non avremo in campo un giocatore che sfrutti i calci piazzati come arma micidiale, che possa dare la svolta ad una gara che non si sblocca o che ti raddrizzi una partita storta. Di questo , ne sono sicuro, la squadra ne soffrirà tantissimo.









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