
Dopo le parole decise di Agnelli (anche se non riusciamo a capire come si può promettere una grande squadra se non ci si può permettere nemmeno Pazzini), i tifosi juventini si aspettavano una partita in linea con la delusione e l’arrabbiatura del presidente; anche perchè questa è una settimana dove ci saranno ben tre partite fondamentali per la classifica (e il futuro) della Juventus. Quello che forse nessuno ha capito, è proprio che i tifosi vogliono vedere la squadra dare l’anima, prima ancora di vedere i risultati. Sappiamo tutti che gli infortuni di massa non possono garantire i medesimi risultati (basta vedere anche le difficoltà vissute dell’Inter, che più di noi potrebbe schierare due o tre squadre di titolari), ma in molte, troppe partite i giocatori non hanno mostrato carattere e voglia di vincere. Ebbene, la sconfitta di oggi, non fa altro che confermare tutto ciò che di negativo si temeva. Nessun miglioramento allo stato attuale rispetto agli anni precedenti. Nessun investimento societario verso giocatori di qualità. Nessuna mentalità differente, nessun attaccamento alla maglia dimostrato. La posizione di calssifica è sempre perggiore e la qualificazione alla Champions appare quasi del tutto compromessa, alla luce anche dell’andamento di squadre come Inter, Napoli, la stessa Udinese, la Roma.
Non si possono quasi mai commentare le decisioni di Delneri sulla formazione, dal momento che quasi sempre ci troviamo di fronte a scelte forzate, così come oggi l’utilizzo di Grygera a destra e Grosso a sinistra è stato dettato anche dall’indisponibilità di Motta, Traoré, e De Ceglie: coppia difensiva centrale composta dai titolari Bonucci e Chiellini, mentre il sostituto Legrottaglie viene convocato per l’ultima volta in maglia bianconera (per lui clamorosa cessione al Milan). A centrocampo Krasic, Felipe Melo, Aquilani e Marchisio, mentre di punta Del Piero e Martinez cercano di metterla sulla velocità.
Nelle prime batutte si vede subito che il problema della Juve in avanti è il frutto della manovra sterile e povera di idee, che costringe il capitano ad arretrare il suo raggio d’azione per poter lanciare Martinez, il quale però rimane di conseguenza solo in avanti contro due difensori. L’Udinese sembra indiavolato nei primi minuti, affondando facilmente sulla sinistra, grazie alle iniziative del sempre lodevole Sanchez. La prima azione pericolosa della Juventus arriva al 20′ grazie ad un anticipo di Bonucci su Di Natale, che apre la prateria davanti al nostro difensore, non altrettanto bravo a concludere verso la porta. Buon momento dei bianconeri ta il 20′ e il 40′, dove Del Piero cerca di sbloccare il risultato, prima su punizione (di poco alta), e poi su tiro dalla distanza (parato senza problemi da Handanovic). Il primo tempo è avaro di emozioni, ma l’ultimo sussulto è per l’undici di Guidolin che mette i brividi a Buffon che una grande manova d’attacco finalizzata da un tiro di Isla uscito di poco.
SI chiude sotto il segno dell’Udinese la prima frazione di gioco, ma si apre sotto il segno di Del Piero la ripresa; Alex parte dalla sinistra e si accentra palla al piede, facendo partire un tiro che gira sul palo lontano sfiornado la rete di pochissimo. E’ solo un fuoco di paglia, perchè gli ospiti iniziano a premere nella nostra metà campo, mettendo in fila palle gol in modo piuttosto facile: clamorosa quella di Di Natale che scatta sul filo del fuorigioco e supera Buffon con una conclusione che trotterella lenta verso la porta, ma uscendo a lato proprio di un niente. Quando i tifosi juventini iniziano a prendere paura, ecco che arriva come un fulmine a ciel sereno, il grandissimo gol di Marchisio: batti e ribatti in area sulla conclusione di Del Piero, palla che finisce a Claudio che non ci pensa due volte e sfodera una mezza rovesciata che si infila in rete imparabile. Uno a zero! Ma dura solo cinque minuti il vantaggio dei bianconeri, che vengono raggiunti da Zapata, che raccoglie una respinta di Buffon, oppostosi ad un tiro di Di Natale dalla destra. Pareggio degli arancioni.
E’ sempre e solo Alex a tentare di risollevare la squadra, senza nessuna idea sulla manovra di attacco: conclusione potente da lontano, di pochissimo sopra la traversa. Ma è sempre una piccola illusione, visto che anche dopo l’uscita di Di Natale, la squadra di Guidolin tiene sotto controllo la gara, e mette alle strette la Juventus evidenziandone tutti i limiti difensivi, organizzativi e di personalità. Sull’ennesima grande azione degli ospiti, l’erroe di Grosso che tiene in gioco Isla e poi non chiude su Sanchez, permette a quest’ultimo di battere Buffon per il vantaggio dell’Udinese.
Saltano i nervi e Bonucci viene espulso per un fallo su Sanchez a palla lontana, ma poco dopo anche l’udinese viene allontanato per somma di ammonizioni. Gli ultimi minuti sono solo l’opportunità per lanciare la protesta dei tifosi che continuerà per tutta la settimana, e state sicuri che non risparmierà nessuno!