Le pagelle di Juventus – Udinese.

gen292012

Buffon 6,5: sempre pronto quando viene chiamato in causa, compie un paio d’interventi provvidenziali per la vittoria.
Barzagli 7: pulito e preciso come sempre concede pochissimo agli attaccanti avversari. Si propone spesso in fase d’impostazione. Classe e risolutezza al tempo stesso.
Chiellini 6,5: lavora in perfetta sintonia con i compagni e si dimostra ottimo anche in fase d’impostazione e di spinta.
Bonucci 6: nonostante qualche leggero guaio fisico, regge bene il confronto coi veloci attaccanti friulani e si fa superare solo in rare occasioni.
Lichsteiner 6,5: non appare esuberante come nelle ultime occasioni, in quanto deve badare molto alla fase difensiva e ha meno libertà di spingere rispetto al solito. Corre comunque tantissimo.
De Ceglie n.g.: entra solo nel finale.
Pirlo 6: propone interessanti palloni per i compagni, anche se spesso indugia troppo nel possesso palla, rallentano la manovra della squadra.
Giaccherini 6,5: fa della velocità la sua arma vincente, in quanto s’incunea facilmente nella difesa avversaria e prova ripetutamente la conclusione a rete.
Estigarribia 6: fa valere la sua rapidità sulla fascia sinistra, saltando spesso i difensori avversari e proponendo interessanti cross, come in occasione del primo gol di Matri. È poco freddo sottoporta all’inizio del match.
Pepe 6: mezz’ora di sacrificio per il centrocampista, che aiuta i compagni con grande altruismo nel momento del bisogno.
Vidal 5,5: alterna grandi giocate ad altre piuttosto approssimative, per questo risulta la mina vagante del match, in quanto può far segnare i compagni come in occasione del raddoppio di Matri, ma può anche far segnare gli avversari.
Marchisio 6,5: dà grande brillantezza alla manovra bianconera, inserendosi con frequenza e pericolosità tra le linee friulane. Mette lo zampino in occasione del gol-partita.
Matri 7,5: non appare in grande serata quando sbaglia a tu per tu con Handanovic, poi cresce col passare dei minuti e sigla una doppietta importantissima, che regala alla squadra tre punti pesantissimi.
Quagliarella 5,5: fa molto movimento e cerca di rendersi utile, ma fa fatica a entrare nel gioco della squadra. Nonostante la grande girata di testa che fa scaturire il primo gol della gara, viene sostituito dopo un’ora di gioco.

Juventus – Udinese 2-1. Matri gela l’Udinese.

gen292012

Partiamo dalla fine. Le parole di Guidolin nel dopo gara, sono state: “abbiamo cercato di fare la nostra bella figura contro una fortissima Juve“. E a dirla tutta, la bella figura l’hanno fatta eccome, anche perchè sul gol dell’Udinese, le speranze dei friulani andavano ben oltre il pareggio. Ma la qualità e la personalità degli uomini di Conte hanno fatto la differenza. Due squadre che si sono affrontate a viso aperto, in una partita finalmente avvincente, come se ne vedono poche in Serie A. Mentalità vincente per entrambe, ma tattiche diverse. La Juventus, a fare la partita tramite il possesso palla, l’aggressività, e il ritmo; l’Udinese prontissimo nelle ripartenze, come di consueto. Conte sceglie il 3-5-2 per infoltire il centrocampo e imbrigliare il motore degli ospiti. Ma in realtà la tattica è anche in proiezione offensiva, dal momento che i due esterni non scalano mai simultaneamente, fornendo invece un ottimo contributo in fase di spinta.

Fin dai primissimi minuti si capisce già quale sarà il tipo di partita. Gran ritmo per entrambe, e subito al 2′ Quagliarella mette Estigarrinia davanti ad Handanovic, ma l’esterno juventino si fa ipnotizzare dal portiere. Risponde Armero con un gran tiro che finisce di poco fuori. La Juve ci prova anche con la stessa arma degli ospiti: Giaccherini in versione assist man, che serve Matri davanti al portiere, ma il centravanti si allunga troppo il pallone prima del tiro. I padroni di casa collezionano occasioni, e anche Quagliarella si mette in mostra sparando alto sopra la traversa.

Con un Pirlo strepitoso padrone del centrocampo, i torinesi sono padroni del campo, e il goal arriva con una bella iniziativa di Estigarribia sulla sinistra, che mette un perfetto cross per Quagliarella che di testa costringe Handanovich a fermare il pallone su cui si avventa Matri e batte a rete indisturbato. Finisce il primo tempo con il vantaggio juventino, legittimato anche dalla mentalità con cui i padroni di casa continuano a fare la partita, mentre l’Udinese non cambia tattica pur in svantaggio, sapendo che i bianconeri non si accontentano di un solo goal.

Infatti la tattica di Guidolin sembra dargli ragione, quando Floro Flores pareggia su errore di disimpegno del nostro centrocampo, che lascia via libera al micidiale contropiede friulano. Grande paura subito dopo, quando Isla mette in area per Di Natale, che da solo spreca un’occasione enorme andando di coscia sul pallone. Conte capisce il momento difficile e mette in campo Marchisio per registrare meglio il centrocampo, aumentando il filtro senza rinunciare agli inserimenti da dietro. Esce Quagliarella e arretra Lichtsteiner. Il primo pallone toccato da Marchisio è un assist per Matri che aggira il suo diretto avversario e piazza un pallone imparabile! Juve ancora avanti!

Entra Pepe per Estigarribia: Conte ritorna all’attacco! Sembra una partita a scacchi tra i due tecnici, ma l’Udinese accusa il colpo psicologico, anche perchè la Juve non dà punti di riferimento, muovendosi moltissimo con e senza palla, infatti la Signora sta migliorando molto anche sotto l’aspetto del possesso palla, velocizzando la circolazione della sfera, e mantenendo la stessa nella metà campo avversaria anzichè nella propria. L’Udinese invece non modifica mai il suo assetto tattico, evidenziando alcuni limiti di gioco che non le permettono di fare un salto di qualità maggiore.

Esce Lichtsteiner per infortunio, entra De Ceglie: Pepe va a fare l’esterno destro a centrocampo, mentre il nuovo entrato si porta a sinistra. La Juve continua ad attaccare con ferocia, mentre la squadra di Guidolin si spegne col passare dei minuti, e nel finale si arrende allo strapotere juventino.

Le pagelle di Udinese – Juventus.

dic212011

Buffon 6,5: si rende protagonista di alcuni interventi provvidenziali che salvano la porta bianconera. Dà comunque grande sicurezza al reparto arretrato.
Lichsteiner 6,5: un motorino costante sulla fascia. Corre, dribbla e crossa con puntualità, anche se i compagni non premiano i suoi sforzi.
Barzagli 7: s’intromette in ogni azione offensiva dei friulani, risultando decisivo in molte occasioni che avrebbero potuto far male alla retroguardia bianconera.
Bonucci 6: gestisce la fase difensiva senza troppi patemi e lascia ancora una volta la difesa imbattuta.
Chiellini 6,5: parte piano, ma carbura col passare dei minuti, alzando i giri sia in fase difensiva, che offensiva. È sempre uno dei punti fermi della squadra.
Marchisio 6,5: è uno dei più pericolosi grazie ai suoi continui inserimenti, che creano non pochi grattacapi alla difesa avversaria. Non riesce ad essere decisivo come altre volte.
Vidal 6: buona partenza con grande velocità e grinta, poi però si spegne col passare dei minuti.
Pirlo 6: gestisce bene il gioco in mezzo al campo e trova sempre buone soluzioni per i compagni tuttavia non gioca una delle sue migliori partite.
Pepe 7: ancora una volta è il migliore in campo con le sue percussioni che creano sempre qualche pericolo alla difesa della sua ex squadra.
Estigarribia 6,5: ottime le accelerazioni del paraguaiano che mette spesso in crisi la difesa dell’Udinese, anche se non riesce a concludere.
Matri 5,5: corre molto e cerca di mettersi in luce, ma ha veramente poche occasioni per concludere. Ultimamente sta attraversando una fase difficile in zona gol.
Quagliarella 6,5: una ventina di minuti di grande qualità per l’attaccante bianconero che dopo essersi sbloccato domenica, appare in palla, impegnando costantemente la retroguardia dell’Udinese. Manca solo il gol.
Del Piero n.g.: qualche buona giocata nel finale, anche se non decisiva ai fini del risultato, forse andava inserito prima.
De Ceglie n.g.: solo pochi minuti finali per lui.

Udinese – Juventus 0-0. Occasione sprecata.

dic212011

 Diciamolo subito, non è stata una gran partita. Ci aspettavamo fulmini e saette dalle due squadre, grazie alla loro verve, al loro dinamismo, alla loro forza in attacco; invece è stata una partita molto tattica, giocata quasi in surpalce dalle due squadre, che si sono opposte con schieramenti molto ordinati, badando a controllare gli spazi e a cercare di pungere in contropiede. Sono stati più i padroni di casa ad attuare una tattica attendista, quasi paurosi di scoprire il fianco agli uomini di Conte. Di Natale è parso l’ombra di sè stesso, e le poche occasioni create dai friulani sono state causate da nostri errori in fase difensiva. La Vecchia Signora invece ha dato un’impressione migliore, cercando di fare la sua partita anche qui a Udine, dimostrando che ovunque vada a giocare, deve mantenere la propria identità, il proprio spirito, e la mentalità vincente. Queste sono le cose che più piacciono del nuovo corso, la personalità di giocare in trasferta così come tra le mura amiche. Difatti, i padroni di casa hanno sofferto l’aggressività di una compagine che non si aspettavano così convinta fin da subito. Il modulo con Estigarribia e Pepe esterni ha messo in difficoltà Guidolin, tanto che in diverse occasioni la Juventus ha sfiorato il vantaggio, meritato, nel primo tempo. 

Pur pasticciando molto, la Juve è parsa più solida dell’Udinese. Un centrocampo così così, ma con un Vidal super, ha permesso di contrastare a dovere la vivacità del team di Guidolin, che non ha saputo tessere le trame per rifornire palloni giocabili a Di Natale. Stupisce come la manovra d’attacco juventina si sia involuto. Pochi palloni filtranti di Pirlo, molta imprecisione sotto porta, manovra prevedibile negli ultimi 16 metri. Teniamoci comunque stretti questa posizione in classifica, e continuiamo a lavorare così.

Inler si, Inler no.

giu62011

La telenovela Inler sembra non finire mai. Il giocatore che fino a qualche settimana fa era praticamente del Napoli, ha rifiutato il trasferimento per l’interesse della Vecchia Signora che, coppe o non coppe, sembra mantenere il fascino di sempre. Eppure, dopo quel goal stupendo contro il Napoli, il giocatore non ha esultato per rispetto di quella che avrebbe potuto essere la sua futura squadra. Pozzo aveva ormai raggiunto un accordo con i partenopei, ma la Juve ha puntato forte sul giocatore ottenendo la sua volontà, e tutti sappiamo che alla fine tutto dipende da quello che il giocatore vuole. C’è stato un primo incontro (segreto) tra Pozzo e Marotta in cui probabilmente si sarà parlato anche di Alexis Sanchez, gioiellino cileno ambito da tutt’Europa. Questa mattina, Marotta e Pozzo sono stati i primi dirigenti ad arrivare in Lega; probabilmente si troverà un accordo per la trattativa Inler, nella quale potrebbero rientrare alcune contropartite come Sorensen o Manuel Giandonato, anche se noi speriamo che tutto si risolva con qualche milione in più.

La questione è ancora fumosa. Ecco le dichiarazioni dello svizzero: “Non ho ancora scelto la Juve. Non l’ho mai dichiarato. E non ho capito perché siano state dette e scritte certe cose. È ovvio che l’interesse della Juve mi lusinghi, ma io non ho deciso proprio nulla. Il Napoli è un’altra grande appena tornata dove merita: nel calcio che conta. Sono felicissimo che voglia puntare su di me, ma ho appena finito di giocare con la Nazionale e insieme con il mio manager decideremo la soluzione migliore per il futuro. Sceglierò in base al progetto tecnico. L’entusiasmo, le ambizioni e la serietà del club: io voglio vincere, voglio crescere. Per ora però, chiedo soltanto rispetto: è un momento importante, molto delicato della mia carriera. Ogni giorno mi riferiscono tante cose scritte sul mio conto, e troppe sono false…”.

Appunto, facci chiarezza.

Le pagelle di Juventus – Udinese.

gen312011

Buffon 6: per sua fortuna gli avanti avversari hanno la mira scarsa, altrimenti avrebbe incassato ben più di due gol. Ce la mette tutta, ma non riesce a evitare la sconfitta. Uno dei pochi che la curva salva dai fischi.
Chiellini 5: vede arrivare gli avversari ovunque e cerca di arginarli come può, ma questa sera viene infilato troppo facilmente. Non può essere sempre il salvatore della patria.
Bonucci 4: un primo tempo accettabile, dove si rende anche pericoloso con un’ottima percussione centrale. Secondo tempo da dimenticare, quando rovina la sua prestazione con l’espulsione di chi non ha ancora la maturità per gestire certe situazioni.
Grygera 4,5: si fa saltare con regolarità e non riesce mai a trovare l’esatta posizione, così da far sviluppare senza disturbo la manovra avversaria. Inesistente in fase di spinta.
Grosso 4: anche lui non ne azzecca una, in quanto è lento e prevedibile e gli avversari fanno quello che vogliono sulla sua fascia. Non è un caso che i due gol nascono dalla sua fascia. F>orse è meglio mettere Grygera a sinistra e Sorensen a destra.
Marchisio 6,5: una prodezza balistica che maschera una prova ancora sotto tono. Ancora lontano da dai suoi standard abituali.
Libertazzi n.g.: pochi minuti per l’esordio del giovane primavera.
Felipe Melo 5: scadente rientro per il brasiliano, che parte con grinta e buona volontà, ma finisce col fiaccarsi, lasciando all’Udinese completa libertà di manovra. Non esce solamente perchè Aquilani cala più di lui.
Aquilani 5: il centrocampista romano non riesce più a gestire la squadra. I lanci di un tempo sono svaniti, così come pure le geometrie e il gioco a centrocampo. Se continuerà così ci sarà da valutare se sia il caso di riscattare un giocatore che gioca mezza partita e per di più in modo talvolta non sufficiente.
Sissoko 5: entra  a partita in corso e non può cambiare l’esito della gara.
Krasic 5,5: spesso ignorato dai compagni, non riesce ad essere incisivo e a proporre i suoi soliti perciolosi cross. Talvolta appare volontariamente ignorato dai compagni. Inspiegabile.
Del Piero 6: si dà molto da fare e rimane l’inossidabile faro dell’attacco bianconero. Manca talvolta di precisione ma non si può pretendere tutto dai suoi 36 anni.
Martinez 5: fa molto movimento, ma non è mai nel vivo della manovra. Non ci si può aspettare molto da un giocatore fuori ruolo.

Juventus – Udinese 1-2. Questa è crisi!

gen312011

 

 

 

 

 

 

 

Dopo le parole decise di Agnelli (anche se non riusciamo a capire come si può promettere una grande squadra se non ci si può permettere nemmeno Pazzini), i tifosi juventini si aspettavano una partita in linea con la delusione e l’arrabbiatura del presidente; anche perchè questa è una settimana dove ci saranno ben tre partite fondamentali per la classifica (e il futuro) della Juventus. Quello che forse nessuno ha capito, è proprio che i tifosi vogliono vedere la squadra dare l’anima, prima ancora di vedere i risultati. Sappiamo tutti che gli infortuni di massa non possono garantire i medesimi risultati (basta vedere anche le difficoltà vissute dell’Inter, che più di noi potrebbe schierare due o tre squadre di titolari), ma in molte, troppe partite i giocatori non hanno mostrato carattere e voglia di vincere. Ebbene, la sconfitta di oggi, non fa altro che confermare tutto ciò che di negativo si temeva. Nessun miglioramento allo stato attuale rispetto agli anni precedenti. Nessun investimento societario verso giocatori di qualità. Nessuna mentalità differente, nessun attaccamento alla maglia dimostrato. La posizione di calssifica è sempre perggiore e la qualificazione alla Champions appare quasi del tutto compromessa, alla luce anche dell’andamento di squadre come Inter, Napoli, la stessa Udinese, la Roma.

Non si possono quasi mai commentare le decisioni di Delneri sulla formazione, dal momento che quasi sempre ci troviamo di fronte a scelte forzate, così come oggi l’utilizzo di Grygera a destra e Grosso a sinistra è stato dettato anche dall’indisponibilità di Motta, Traoré, e De Ceglie: coppia difensiva centrale composta dai titolari Bonucci e Chiellini, mentre il sostituto Legrottaglie viene convocato per l’ultima volta in maglia bianconera (per lui clamorosa cessione al Milan). A centrocampo Krasic, Felipe Melo, Aquilani e Marchisio, mentre di punta Del Piero e Martinez cercano di metterla sulla velocità.

Nelle prime batutte si vede subito che il problema della Juve in avanti è il frutto della manovra sterile e povera di idee, che costringe il capitano ad arretrare il suo raggio d’azione per poter lanciare Martinez, il quale però rimane di conseguenza solo in avanti contro due difensori. L’Udinese sembra indiavolato nei primi minuti, affondando facilmente sulla sinistra, grazie alle iniziative del sempre lodevole Sanchez. La prima azione pericolosa della Juventus arriva al 20′ grazie ad un anticipo di Bonucci su Di Natale, che apre la prateria davanti al nostro difensore, non altrettanto bravo a concludere verso la porta. Buon momento dei bianconeri ta il 20′ e il 40′, dove Del Piero cerca di sbloccare il risultato, prima su punizione (di poco alta), e poi su tiro dalla distanza (parato senza problemi da Handanovic). Il primo tempo è avaro di emozioni, ma l’ultimo sussulto è per l’undici di Guidolin che mette i brividi a Buffon che una grande manova d’attacco finalizzata da un tiro di Isla uscito di poco.

SI chiude sotto il segno dell’Udinese la prima frazione di gioco, ma si apre sotto il segno di Del Piero la ripresa; Alex parte dalla sinistra e si accentra palla al piede, facendo partire un tiro che gira sul palo lontano sfiornado la rete di pochissimo. E’ solo un fuoco di paglia, perchè gli ospiti iniziano a premere nella nostra metà campo, mettendo in fila palle gol in modo piuttosto facile: clamorosa quella di Di Natale che scatta sul filo del fuorigioco e supera Buffon con una conclusione che trotterella lenta verso la porta, ma uscendo a lato proprio di un niente. Quando i tifosi juventini iniziano a prendere paura, ecco che arriva come un fulmine a ciel sereno, il grandissimo gol di Marchisio: batti e ribatti in area sulla conclusione di Del Piero, palla che finisce a Claudio che non ci pensa due volte e sfodera una mezza rovesciata che si infila in rete imparabile. Uno a zero! Ma dura solo cinque minuti il vantaggio dei bianconeri, che vengono raggiunti da Zapata, che raccoglie una respinta di Buffon, oppostosi ad un tiro di Di Natale dalla destra. Pareggio degli arancioni.

E’ sempre e solo Alex a tentare di risollevare la squadra, senza nessuna idea sulla manovra di attacco: conclusione potente da lontano, di pochissimo sopra la traversa. Ma è sempre una piccola illusione, visto che anche dopo l’uscita di Di Natale, la squadra di Guidolin tiene sotto controllo la gara, e mette alle strette la Juventus evidenziandone tutti i limiti difensivi, organizzativi e di personalità. Sull’ennesima grande azione degli ospiti, l’erroe di Grosso che tiene in gioco Isla e poi non chiude su Sanchez, permette a quest’ultimo di battere Buffon per il vantaggio dell’Udinese.

Saltano i nervi e Bonucci viene espulso per un fallo su Sanchez a palla lontana, ma poco dopo anche l’udinese viene allontanato per somma di ammonizioni. Gli ultimi minuti sono solo l’opportunità per lanciare la protesta dei tifosi che continuerà per tutta la settimana, e state sicuri che non risparmierà nessuno!

Prepartita Udinese. Formazioni e curiosità.

gen292011

La delicatissima partita con l’Udinese giunge proprio in un momento difficile per la Juve, come testimonia anche la conferenza stampa di Agnelli, necessaria a spegnere i primi focolai accesi dai tifosi contro società ed allenatore. La formazione di Guidolin in questo momento è forse la squadra più in forma del momento, mentre i bianconeri sono tra quelle peggiori. Ma ad animare la vigilia c’è la consapevolezza che questi potrebbero essere giorni decisivi per l’intera stagione. Potrebbe sembrare una cosa di poco conto, ma non lo è: il Genoa si è fatto vivo per Amauri, chiedendo il giocatore in prestito gratuito con diritto di riscatto fino alla fine della stagione. E, per la prima volta, sia la Juve che il giocatore, hanno dato la disponibilità a trattare. Soprattutto Amauri, dopo l’ennesima partita infelice e la dura contestazione dei tifosi rivolti contro di lui, forse ha iniziato a sentirsi come un capro espiatorio della situazione negativa, e, per avere più serenità, sembra aver deciso di farsi da parte. Le possibilità che l’affare possa andare in porto iniziano ad aumentare, e potrebbe essere la prima volta che una cessione in prestito di un giocatore possa essere considerata come il più grande colpo di una sessione di mercato (e non solo). Infatti, visti gli infortuni anche di Toni (per un mese), Quagliarella (4 mesi), gli acciacchi di Martinez, l’età di Del Piero e la nuova indisponibilità di Iaquinta (ha avuto problemi al tendine rotuleo già operato), potrebbero costringere la dirigenza a cercare una nuova punta che non sia un ripiego. Anzi, è quasi certo che, vista la penuria che il calciomercato offre in questo momento, se si decidesse di cedere Amauri sarebbe perchè Marotta abbia già un giocatore in pugno. Il nome, però, ancora non si sa. Si stanno formulando solo ipotesi, con i soliti Huntelaar, Matri, Klose, Zarate. Anche se la conferenza stampa indetta da Agnelli e Marotta non ha annunciato neesun cambiamento di progetto.

Per quanto riguarda la partita di domani, inutile dire che l’Udinese in questo momento è al top. Esattamente un girone fa finì 4-0 per i bianconeri, ma la squadra di Guidolin era ancora in fase di rodaggio e addirittura ultima in classifica a zero punti; oggi, invece, si trova a ridosso della Juve e della zona Champions, forte del 4-4 col Milan e del 3-1 contro l’Inter. Può puntare su un attacco super, con l’eterno Di Natale a firmare magie, ed “el nino maravilla” Sanchez ad ispirare la manovra. A centrocampo inoltre, conta sulla solidità di Inler e sulla corsa di giocatori come Armero, Isla e Asamoah; anche la difesa è un mix di esperienza e qualità, per non parlare del portiere Handanovic. Insomma, al di là di tutto, domani sarà a dir poco difficile portare i tre punti a casa, nonostante si giochi al Comunale di Torino. Anche perché, come sempre, la Juve è vincolata dal problema infortuni, e a differenza della partita di giovedì, Delneri dovrà fare a meno di Amauri e Motta (queste due, forse assenze positive, visto il loro rendimento), ma anche di Iaquinta e Pepe, oltre ai soliti lungodegenti.

Ecco perché rivedremo sicuramente il ritorno di Buffon tra i pali e di Sorensen come terzino destro, con Grygera spostato a sinistra e Bonucci-Chiellini al centro della difesa (sarà rinviato l’esordio dal primo minuto di Barzagli, comunque convocato); a centrocampo, invece, Delneri potrebbe provare una suggestione: Sissoko-Melo muraglia davanti alla difesa, ma esente da compiti di regia affidata ad Aquilani, che potrebbe agire come trequartista in linea con Krasic a destra e col rispolverato Marchisio a sinistra, a sostegno di Del Piero (o Martinez) come unica punta. L’alternativa, invece, sarebbe privarsi di un mediano (Sissoko favorito su Melo) ed abbassare Aquilani nella linea dei quattro centrocampisti, per far spazio in avanti sia a Del Piero che a Martinez.

I tre punti servono come il pane, e, per questa volta, non interessa il come.

Le pagelle di Udinese – Juventus.

set192010

Storari 6,5: compie un paio di parate importanti che mantengono la sua porta inviolata, ma per il resto è normale amministrazione.
Chiellini 6: stesso discorso che per Storari. Si rende protagonista di alcuni interventi decisivi che evitano alla difesa di subire gol. Poi niente di particolare.
Bonucci 6,5: il suo “vizio” di spingersi in avanti gli frutta un altro semi gol, che sblocca il match e mette la strada decisamente in discesa. Si dimostra in netta crescita anche al centro della difesa, rispetto alle ultime uscite.
Motta 6: giornata poco impegnativa per lui, che comunque affronta con diligenza tattica chiudendo gli spazi agli attaccanti avversari e sviluppando buone trame di gioco sulla fascia.
Legrottaglie n.g.: gioca solo uno spezzone di partita a risultato ormai acquisito, quindi non ha molto da fare.
Grygera 6: non è nel suo ruolo ideale sulla sinistra, ma gioca con attenzione non lasciando spiragli liberi agli avversari e meritando la sufficienza piena.
Felipe Melo 6,5: gioca come un mastino, mordendo le gambe degli avversari e recuperando molti palloni, tra cui quello che dà il via all’azione dello 0-3. Meriterebbe un voto migliore, ma come spesso gli succede, scollega il cervello e si fa ammonire anche in questa circostanza.
Sissoko n.g.: solo uno scampolo di match, in cui deve solo gestire quanto fatto dai compagni.
Marchisio 7: sta diventando sempre più il perno di questa squadra, infatti i suoi inserimenti sono la chiave del gioco della Juventus e scompigliano le difese avversarie. Replica il gran gol con la Sampdoria, con un altro grandissimo tiro al volo, che lascia impietrito Handanovic e chiude virtualmente il match.
Pepe 6,5: è sempre più in crescita sulla fascia sinistra, in quanto salta l’avversario con regolarità ed estrema facilità. Grazie alla sua forma fisica, riesce a dare gran respiro alla manovra bianconera. Può diventare una pedina inamovibile della squadra.
Krasic 7: la furia s’è spostata verso est, dalla Repubblica Ceca alla Russia e dalla fascia sinistra a quella destra. Finita l’era di Nedved, sembra iniziata quella di Krasic. L’ala bianconera macina chilometri sulla fascia e dribbla gli avversari come birilli, conquistando il fondo più volte e mettendo in condizioni favorevoli gli attaccanti per colpire. Se darà continuità alle prestazioni, la squadra potrebbe decollare.
Quagliarella 7: crea scompiglio nella difesa avversaria, svariando su tutto il fronte offensivo in modo da permettere gli inserimenti dei centrocampisti, che possono battere a rete. Il dialogo con Del Piero migliora a vista d’occhio. Oggi si concede una chicca balistica, deliziando i tifosi con un colpo di tacco che ricorda il grande Bettega.
Del Piero 7: classe e testa, il capitano è in forma smagliante. Contro l’Udinese mostra ancora una volta maturità e consapevolezza tecnico-tattica, in quanto non spreca neanche una palla e sforna palloni e assist per i compagni. L’emblema è l’azione che dà via al terzo gol, in cui il capitano temporeggia fino al momento giusto, aspettando la discesa di Krasic che poi manderà in gol Marchisio.
Iaquinta 6,5: ha tanta voglia di lottare e mettersi in mostra. Dà profondità alla squadra e si merita il gol che cala il poker e chiude una prestazione esaltante, da parte di tutta la squadra.

Udinese – Juventus 0-4. Ma era la Juve?

set192010

 

 

 

 

 

 

 

 

Deve portare fortuna lo stadio Friuli alla Vecchia Signora, che ad Udine ha quasi sempre vinto, collezionando anche momenti memorabili come il famoso 5 maggio 2002. Ed è proprio qui che la “sgangherata” squadra di Delneri poteva lasciarci le penne nuovamente (visto che i padroni di casa venivano da due sconfitte consecutive), ma la fortuna stavolta ha sorriso ai bianconeri. Come nelle sconfitte bisogna sempre rapportarsi alla prestazione dell’avversario, così anche nelle vittorie bisogna prendere atto dei demeriti dell’altra squadra. E proprio nella prestazione disastrosa dell’Udinese che bisogna leggere questa partita. Una vittoria che non è assolutamente in discussione in quanto la Juve vista oggi ha fatto vedere dei valori in campo assolutamente maggiori rispetto all’Udinese, e sopratutto migliori alle precedenti due partite di campionato. Una manovra più fluida, un’azione d’attacco più convinta, e una brillantezza che, come dicevamo prima, non può non tener conto delle gentili concessioni dell’avversario. Vittoria messa in banca già nel primo tempo, con un sonoro 3-0 che chiudeva definitivamente le sorti dell’incontro.

Partita che inizia col buon piglio dei bianconeri, che schierano Del Piero confermatissimo in avanti, ad affiancare l’ex Quagliarella, mentre il centrocampo vede la linea composta da Krasic, Felipe Melo, Marchisio e Pepe, con la difesa che presente il solo Grygera come novità al posto di De Ceglie. Brivido per un calcio di rigore richiesto dai padroni di casa, ma la sensazione è quella di un intervento da punire, ma forse fuori area. Da qui prende però il largo la Juve. Da un corner nasce la mischia che fa gridare al gol Bonucci, ma in realtà la rete è un autogol che però non varia il risultato. Uno a zero per noi!

Passano solo 6 minuti che la nuova “furia” Krasic sfrutta la fascia fino in fondo e mette un ottimo pallone per Quagliarella che di tacco mette nuovamente in rete: raddoppio juventino! Potenza e classe l’azione perfetta che porta al secondo gol gli assatanati della Juve. La squadra domina il campo e gioca in modo molto arioso, sopratutto con Krasic che fa veramente male quando accelera, e che mette sul piede di Marchisio il delizioso assist che il nostro futuro capitano trasforma al volo con un risultato davvero pregevole. Tre a zero e secondo passaggio gol del grande Krasic.

Primo tempo davvero perfetto degli uomini di Delneri, che non vengono quasi mai impegnati sopratutto a centrocampo, dove si fanno surclassare dalla compagine di Torino senza riuscire ad imporre la minima difficoltà del fattore campo. Il primo tempo sta tutto nei tre gol decisivi e fantastici che non mettono scampo ad una spenta Udinese.

A risultato acquisito, un po’ di riposo viene concesso giustamente ad Alex Del Piero, sostituito a favore di Iaquinta, un ex che non ha mai dimenticato i suoi trascorsi ad Udine. ma proprio Vincenzo che al 33′ riesce a fare un bellissimo gol da fuori area, si rende partecipe di un gesto poco simpatico verso i tifosi udinesi, forse rei di averlo fischiato. C’è da dire che Iaquinta si è poi subito scusato, ma certi atteggiamenti sul 4 a 0 non dovrebbero manifestarsi in un campione della Juventus.

Un gol che serve praticamente solo al tabellino e alle statistiche perchè la partita subisce nella seconda frazione un brusco rallentamento sul piano del ritmo e della voglia di fare. Succede poco da menzionare quindi, se non la stabilità dell’assetto della squadra , ed un modulo che, pare, oggi sembrava molto calzane su questi uomini. Grande e continua crescita di Krasic che veramente si dimostra l’arma in più di questo inizio stagione. Ottimo il gol di Quagliarella e, sopratutto, i tre punti che ancora mancavano.