La battaglia di Juve – Parma.
E’ vergognoso essere costretti ad associare ancora una volta il termine calcio al termine inciviltà . Ed è ancora più vergognoso doverlo fare quando di mezzo c’è la parola Juventus. Oltre che di inciviltà sarebbe più giusto parlare di cieca violenza per quanto avvenuto domenica a Torino. Inutile nascondersi dietro il buonismo che ormai non ha più effetto: ciò che accomuna i tifosi italiani di qualsiasi fede (soprattutto tra quelli che vanno allo stadio), è l’odio per i tifosi avversari. C’è chi lo fa per motivi politici, chi per motivi razzisti, chi per “semplice” odio sportivo… il risultato non cambia. Ieri durante il primo tempo di Juventus-Parma, non si è visto di certo il lato più affascinante e più bello del nostro calcio: tifosi bianconeri che lanciavano petardi verso il settore gialloblù, e viceversa; bombe carta che avrebbero potuto colpire chiunque; spettatori costretti a fuggire sotto il lancio di qualsiasi oggetto. Gesto davvero inaccettabili, se si pensa che esattamente due settimane fa, seppure in tono minore, era capitata esattamente la stessa cosa con i tifosi baresi.
Domenica la partita è stata sospesa per ben sei minuti, e c’è voluto (giusto per capire la gravità del fatto) addirittura l’intervento dei due capitani, Del Piero e Morrone, per placare gli animi. Chissà che cosa avranno detto ai loro tifosi? Questo perchè le forze di polizia (tra l’altro) erano praticemente assenti, e gli unici incaricati dell’ordine interno, nulla potevano fare con i loro caschi da impresari edili. Ma la cosa più incomprensibile sta nel motivo per cui si sia arrivati a tutto ciò. La partita infatti era una di quelle classiche di fine stagione, con le due squadre non avevano nessun obiettivo, e il clima in campo era di assoluta sportività . D’accordo che c’era il precedente di un morto investito dal pullman juventino che cercava di scampare alla solita aggressione all’autogrill, ma non si può prendere a pretesto un reale incidente per giustificare simili reazioni. E come pensare ad una forma di protesta dei tifosi bianconeri verso il rendimento dei proprio giocatori in campo, dato che il disappunto si è sempre sviluppato diversamente, con cori e striscioni più o meno civili. Ma che senso avrebbe gettare questi petardi in campo, sapendo che la partita può essere sospesa e che le sanzioni a carico della società non fanno altro che togliere soldi altrimenti destinati ad un rafforzamento della squadra?
Rafforzamento che passa anche attraverso gli introiti di spettatori e abbonati, che certamente a Torino non potranno usufruire di uno stadio “per famiglie”, in quanto con questo clima le famiglie non frequenteranno di certo la struttura sportiva. Ed è automatico andare con la mente alla Premier League, in Inghilterra, dove una volta c’erano gli Hooligans e dove domenica il Chelsea si giocava lo scudetto, su un campo privo di recinzioni e con i tifosi a ridosso dei giocatori in campo. Lì andare allo stadio è sinonimo di divertimento, svago, come per noi andare al parco o al cinema; ed è per questo che ci vanno tutti: famiglie, donne, bambini, giovani, adulti, anziani, e anche ultras. Ma petardi non scoppiano, di poliziotti non c’è bisogno, e situazioni come quelle che accadono qui in Italia non ce ne sono, perchè c’è un sistema che fa rispettare le regole e mette realmente in galera chi lo merita.
Tornerà mai ad essere lo sport più bello del mondo?
Iscriviti per essere sempre aggiornato!