Il commento alla 22a giornata di campionato.

feb62012

Grande occasione persa per la Juventus. Oltre ad aver buttato due punti casalinghi, c’è il rammarico di averne persi altrettanti su Milan e Napoli (anche loro inchiodate sullo 0-0), e ben tre invece su Inter e Udinese. Anche perchè gli impegni delle squadre appena menzionate, erano di gran lunga più difficili rispetto a quello della Juventus. C’è da recriminare per un fallo di mano da rigore che avrebbe consentito ai bianconeri di portarsi in vantaggio, ma sarebbe riduttivo appigliarsi a questa motivazione come una causa di sconfitta. Conte deve e può iniziare a pensare al turnover, visto che la poca verve dei centrocampisti mette in difficoltà di conseguenza, anche gli attaccanti. Vidal, Pepe e Vucinic devono essere lasciati un po’ a riposo, in favore di Giaccherini, Estigarribia e Quagliarella, sempre più scalpitanti.

Chi osserverà almeno due turni di riposo, è Zlatan Ibrahimovic, espulso per uno schiaffo ad Aronica che pregiudica la gara con il Napoli e forse anche il big match contro la Juve. Bisognerà vedere nel referto arbitrale se la valutazione sarà per comportamento violento o semplicemente per gioco non regolamentare. In base a questo si sapranno il numero di giornate di squalifica. E sarà anche l’occasione buona per vedere quanto vale effettivamente il Milan senza lo svedese.

Non sappiamo invece il vero valore di Inter e Roma, sempre più variabili impazzite di questo campionato, capaci di inanellare molte vittorie consecutive (come nel caso dei nerazzurri), o di battere qualsiasi avversario (come per i giallorossi), ma capaci anche di crollare subito dopo con pessime prestazioni. Ranieri e Luis Enrique, tecnici capaci ma sempre in bilico, dovranno cercare di trovare stabilità ed equilibro nelle loro squadre. Equilibrio invece trovato da Guidolin, che nonostante la sconfitta di Firenze riesce comunque a fare una buona prestazione segnando due reti.

Le pagelle di Juventus – Siena.

feb52012

Buffon 5: poco impegnato, ma non sempre sicuro quando viene chiamato in causa. Rischia di combinare un grosso pasticcio nel finale quando respinge debolmente una conclusione sui piedi di Gazzi che per fortuna sbaglia.
Lichsteiner 5,5: è in costante proiezione offensiva, ma è poco lucido sotto porta, quando sbaglia nel finale di primo tempo. Non gioca una delle sue migliori partite.
Barzagli 6: gestisce bene la difesa, chiudendo con grande puntualità quando gli attaccanti del Siena si presentano dalle sue parti.
Chiellini 6: si mette al servizio della squadra con grande dedizione spingendo il più possibile e gestendo bene la fase difensiva. Suo il cross respinto clamorosamente col braccio da un difensore del Siena.
De Ceglie 6: buona prova per lui, che spinge incessantemente sulla fascia cercando di fornire buoni cross. Inizia ad interpretare il ruolo secondo la filosofia di Conte.
Vidal 5: si presenta con un gran tiro da lontano, ma si spegne col passare dei minuti risultando alla lunga un fattore nullo. Ennesima partita anonima.
Marchisio 6: è uno dei più attivi della squadra, coi suoi continui inserimenti e tentativi di arrivare alla rete. Peccato che non riesce a fare un tiro in porta.
Pirlo 6: qualche passaggio illuminante come al solito, ma anche tanta difficoltà a far decollare il gioco della squadra e a trovare la soluzione decisiva per sbloccare il risultato.  Moltissime palle giocate, ma in modo semplice.
Pepe n.g.: non merita un voto a causa delle sue precarie condizioni fisiche che ne pregiudicano la prestazione.
Giaccherini 6: gioca con grande determinazione e cerca di mettersi in luce con ottime giocate che creano qualche grattacapo alla difesa del Siena.
Matri 5,5: corre molto e cerca di mettersi in mostra, ma ha veramente poche occasioni per fare male.
Vucinic 5: al rientro, si dimostra ancora in fase di rodaggio non riuscendo ad incidere sulla gara.
Quagliarella n.g.: gioca solo pochi minuti nel finale.
Borriello n.g.: gioca qualche buon pallone, ma non riesce a sbloccare la situazione nello spezzone di partita concessogli da Conte.

Juventus – Siena 0-0. Quarto pareggio casalingo.

feb52012

Avevamo sottolineato nel prepartita cbe affrontare la gara senza giusta convinzione poteva essere letale. E come avevamo anche sottolineato, i padroni di casa avrebbero fatto la partita, mentre il Siena si sarebbe difeso cercando di strappare un pareggio importante per la salvezza. Ed è stata proprio questa la traccia della gara, ma a dispetto dell’unico tiro in porta dei toscani, la Juve non ha avuto per contro un cospicuo numero di occasioni. La lentezza della manovra, accompagnata da molte distrazioni e da troppi errori elementari sia in fase di manovra che sul semplice palleggio, hanno portato verso un pareggio che lascia molto rammarico. Al quarto pareggio casalingo contro una “piccola”, possiamo affermare che esiste un problema legato alle squadre che si chiudono molto, nonostante ci siano giocatori che nelle loro qualità hanno proprio quella di avere il colpo a sorpresa: Pirlo, Vucinic, Matri, Quagliarella, Vidal… oggi tutti in campo, ma inefficaci. Questo è di sicuro un punto su cui lavorare.

E’ sorprendente come la Juve sia così mediocre sotto tutti i punti di vista, e in tutti i reparti. Possesso palla sterile, poca aggressività, lentezza dei movimenti, centrocampisti statici… queste alcune delle pecche degli uomini di Conte, che non riescono a concludere in porta se non con Lichtsteiner verso la fine del primo tempo, dopo l’ennesimo passaggio filtrante di Pirlo che lo mette davanti al portiere: conclusione debole che viene facilmente deviata in corner. Il mister è costretto anche ad operare una sostituzione intorno alla mezz’ora, quando inserisce Giaccherini per Pepe, infortunatosi alla caviglia. C’è da dire però che Simone non era assolutamente nella sua giornata migliore, e avrebbe comunque meritato la sostituzione, visto anche lo stato di forma attuale di Giaccherini. Ma una sostituzione non basta a dare la scossa alla squadra, che continua nella sua sterile manovra nel tentativo di aggirare l’ordinata linea difensiva senese. Si arriva così alla pausa, dove sicuramente Conte si fa sentire dai suoi uomini, che tornano in campo con atteggiamento decisamente diverso, più aggressivo e combattivo.

L’inizio della ripresa però conferma l’imprecisione di Vucinic, che costringe al mister alla sua sostituzione con Borriello. Due torri in campo per cercare di sfruttare le palle alte, ma l’incompatibilità in campo dei due centravanti è troppo palese. Matri di testa ha l’unica occasione da rete, ma la sua conclusione è parata. Poche, troppo poche le conclusioni che i bianconeri riescono a produrre verso la porta ospite. Vidal ci prova da fuori area, prima che Quagliarella sostituisca Matri, per cercare un po’ di velocità in più. La disperazione dei minuti finali rischia di compromettere l’imbattibilità, quando all’86′ il Siena ha l’occasione della partita in contropiede, ma Buffon ci mette due pezze.

Pre partita di Juventus – Siena. Formazioni e curiosità.

feb52012

Juve squadra da battere”, “Juve in fuga”, “Juve inarrestabile”…. riusciranno i nostri eroi a confermare i titoloni fino ad ora meritati? A giudicare dall’importanza dell’avversario, non ci dovrebbero essere problemi, anche perchè Conte potrà contare sul rientro di Vucinic e sulla disponibilità di Caceres, per il quale è arrivato il transfer dal Siviglia. Panchina anche per Borriello, che potrebbe alternarsi con Matri nel secondo tempo. La tendenza di Conte sembrerebbe quella di confermare la linea difensiva con De Ceglie esterno di sinistra, rispolverando il 4-3-3 con il montenegrino sulla corsia mancina. Anche per lui probabile avvicendamento con il sempre crescente Estigarribia.

Sarà la Juve a fare la partita, come nell’impronta voluta da Conte per questa squadra. Il Siena cercherà di strappare un punto vitale per la lotta alla salvezza. Il vantaggio psicologico di essere in testa con una partita in meno non deve essere motivo di rilassatezza per i padroni di casa, poichè proprio in casa e con le piccole squadre, la Juventus ha faticato e perso punti molto importanti. Le condizioni climatiche a Torino non pregiudicheranno la gara. Giornata fredda, ma senza precipitazioni. Il terreno sarà duro, attenzione agli infortuni.

Le pagelle di Juventus – Udinese.

gen292012

Buffon 6,5: sempre pronto quando viene chiamato in causa, compie un paio d’interventi provvidenziali per la vittoria.
Barzagli 7: pulito e preciso come sempre concede pochissimo agli attaccanti avversari. Si propone spesso in fase d’impostazione. Classe e risolutezza al tempo stesso.
Chiellini 6,5: lavora in perfetta sintonia con i compagni e si dimostra ottimo anche in fase d’impostazione e di spinta.
Bonucci 6: nonostante qualche leggero guaio fisico, regge bene il confronto coi veloci attaccanti friulani e si fa superare solo in rare occasioni.
Lichsteiner 6,5: non appare esuberante come nelle ultime occasioni, in quanto deve badare molto alla fase difensiva e ha meno libertà di spingere rispetto al solito. Corre comunque tantissimo.
De Ceglie n.g.: entra solo nel finale.
Pirlo 6: propone interessanti palloni per i compagni, anche se spesso indugia troppo nel possesso palla, rallentano la manovra della squadra.
Giaccherini 6,5: fa della velocità la sua arma vincente, in quanto s’incunea facilmente nella difesa avversaria e prova ripetutamente la conclusione a rete.
Estigarribia 6: fa valere la sua rapidità sulla fascia sinistra, saltando spesso i difensori avversari e proponendo interessanti cross, come in occasione del primo gol di Matri. È poco freddo sottoporta all’inizio del match.
Pepe 6: mezz’ora di sacrificio per il centrocampista, che aiuta i compagni con grande altruismo nel momento del bisogno.
Vidal 5,5: alterna grandi giocate ad altre piuttosto approssimative, per questo risulta la mina vagante del match, in quanto può far segnare i compagni come in occasione del raddoppio di Matri, ma può anche far segnare gli avversari.
Marchisio 6,5: dà grande brillantezza alla manovra bianconera, inserendosi con frequenza e pericolosità tra le linee friulane. Mette lo zampino in occasione del gol-partita.
Matri 7,5: non appare in grande serata quando sbaglia a tu per tu con Handanovic, poi cresce col passare dei minuti e sigla una doppietta importantissima, che regala alla squadra tre punti pesantissimi.
Quagliarella 5,5: fa molto movimento e cerca di rendersi utile, ma fa fatica a entrare nel gioco della squadra. Nonostante la grande girata di testa che fa scaturire il primo gol della gara, viene sostituito dopo un’ora di gioco.

Juventus – Udinese 2-1. Matri gela l’Udinese.

gen292012

Partiamo dalla fine. Le parole di Guidolin nel dopo gara, sono state: “abbiamo cercato di fare la nostra bella figura contro una fortissima Juve“. E a dirla tutta, la bella figura l’hanno fatta eccome, anche perchè sul gol dell’Udinese, le speranze dei friulani andavano ben oltre il pareggio. Ma la qualità e la personalità degli uomini di Conte hanno fatto la differenza. Due squadre che si sono affrontate a viso aperto, in una partita finalmente avvincente, come se ne vedono poche in Serie A. Mentalità vincente per entrambe, ma tattiche diverse. La Juventus, a fare la partita tramite il possesso palla, l’aggressività, e il ritmo; l’Udinese prontissimo nelle ripartenze, come di consueto. Conte sceglie il 3-5-2 per infoltire il centrocampo e imbrigliare il motore degli ospiti. Ma in realtà la tattica è anche in proiezione offensiva, dal momento che i due esterni non scalano mai simultaneamente, fornendo invece un ottimo contributo in fase di spinta.

Fin dai primissimi minuti si capisce già quale sarà il tipo di partita. Gran ritmo per entrambe, e subito al 2′ Quagliarella mette Estigarrinia davanti ad Handanovic, ma l’esterno juventino si fa ipnotizzare dal portiere. Risponde Armero con un gran tiro che finisce di poco fuori. La Juve ci prova anche con la stessa arma degli ospiti: Giaccherini in versione assist man, che serve Matri davanti al portiere, ma il centravanti si allunga troppo il pallone prima del tiro. I padroni di casa collezionano occasioni, e anche Quagliarella si mette in mostra sparando alto sopra la traversa.

Con un Pirlo strepitoso padrone del centrocampo, i torinesi sono padroni del campo, e il goal arriva con una bella iniziativa di Estigarribia sulla sinistra, che mette un perfetto cross per Quagliarella che di testa costringe Handanovich a fermare il pallone su cui si avventa Matri e batte a rete indisturbato. Finisce il primo tempo con il vantaggio juventino, legittimato anche dalla mentalità con cui i padroni di casa continuano a fare la partita, mentre l’Udinese non cambia tattica pur in svantaggio, sapendo che i bianconeri non si accontentano di un solo goal.

Infatti la tattica di Guidolin sembra dargli ragione, quando Floro Flores pareggia su errore di disimpegno del nostro centrocampo, che lascia via libera al micidiale contropiede friulano. Grande paura subito dopo, quando Isla mette in area per Di Natale, che da solo spreca un’occasione enorme andando di coscia sul pallone. Conte capisce il momento difficile e mette in campo Marchisio per registrare meglio il centrocampo, aumentando il filtro senza rinunciare agli inserimenti da dietro. Esce Quagliarella e arretra Lichtsteiner. Il primo pallone toccato da Marchisio è un assist per Matri che aggira il suo diretto avversario e piazza un pallone imparabile! Juve ancora avanti!

Entra Pepe per Estigarribia: Conte ritorna all’attacco! Sembra una partita a scacchi tra i due tecnici, ma l’Udinese accusa il colpo psicologico, anche perchè la Juve non dà punti di riferimento, muovendosi moltissimo con e senza palla, infatti la Signora sta migliorando molto anche sotto l’aspetto del possesso palla, velocizzando la circolazione della sfera, e mantenendo la stessa nella metà campo avversaria anzichè nella propria. L’Udinese invece non modifica mai il suo assetto tattico, evidenziando alcuni limiti di gioco che non le permettono di fare un salto di qualità maggiore.

Esce Lichtsteiner per infortunio, entra De Ceglie: Pepe va a fare l’esterno destro a centrocampo, mentre il nuovo entrato si porta a sinistra. La Juve continua ad attaccare con ferocia, mentre la squadra di Guidolin si spegne col passare dei minuti, e nel finale si arrende allo strapotere juventino.

Le pagelle di Juventus – Roma.

gen252012

Storari 6: viene impegnato poco in questa serata, in quanto la Roma si presenta raramente dalle sue parti. Buone le uscite.
Bonucci 6: prova precisa del centrale bianconero che non lascia spazio agli attaccanti avversari, salvo un liscio ad inizio ripresa.
Chiellini 6,5: ritorna sulla fascia sinistra con una buona prestazione in quanto alterna molto bene le fasi offensiva e difensiva. Causa l’espulsione di Lamela.
Barzagli 6,5: gioca un’altra ottima partita dimostrando che si può giocare con classe anche in difesa.
Lichsteiner 6: si sgancia benissimo sulla fascia proponendosi molte volte per le giocate dei compagni, che spesso concretizza in occasioni pericolose.
Pirlo 6: orchestra benissimo la squadra con passaggi filtranti e millimetrici.
Giaccherini 7: ha preso gusto col gol, gioca molto più sciolto e riesce a dare velocità al gioco bianconero. Una bella scoperta. 
Marrone 6,5: altra prova di maturità per il centrocampista che gestisce bene ogni situazione in cui viene implicato.
Estigarribia 7: lavora molto bene sulla fascia saltando molto spesso gli avversari e creando sempre occasioni pericolose. Pecca di precisione sotto porta.
Borriello 6: si muove bene e appare già bene inserito all’interno degli schemi di gioco della squadra, tuttavia non riesce a far male alla difesa della Roma.
Del Piero 7: non aveva ancora segnato, ma s’è sbloccato con un super gol degno della sua lunga e onorata carriera. Un’altra perla sulla sua collana di diamanti.
Matri 6: ha fame di gol e si vede, in quanto lotta su ogni pallone, nonostante giochi solo nei minuti finali. Viene anticipato da un avversario che gli nega la gioia del 3-0 anche se la palla finisce in rete comunque.
Quagliarella 6: gioca solo nel finale, ma ha il tempo di colpire la traversa e rendersi molto utile per i contropiedi degli ultimi minuti.
Krasic n.g.: entra solo qualche minuto, ma fa in tempo ad essere ammonito.

Juventus – Roma 3-0. Che Juve!

gen252012

Qualcuno potrebbe dire: “che ingorda questa Juve“, ma per noi che abbiamo vissuto tanti successi, è solo tornata la solita Juve. E’ vero non abbiamo alzato nessun trofeo, come dice Conte, ma se è vero che la filosofia del mister era quella di andare per gradi, beh, allora i bianconeri ha già vinto sotto molti punti di vista. Per la mentalità, per il gioco, per l’organizzazione, per lo spirito di squadra, per esempio.

Grande, grandissimo impatto sulla gara per i bianconeri, che dopo soli 5′ affondano nella difesa giallorossa come un coltello nel burro, ed è veloce la falcata di Giaccherini che piazza un rasoterra imparabile per il vantaggio della Signora. Aggressività, geometrie, pressing asfisiante, la Juve è una macchina da “guerra” che non si ferma a dormire sugli allori del primo goal. La Roma non riesce a divincolarsi dalla morsa con cui i padroni di casa stritolano il gioco e le iniziative avversarie, e la partita diventa nervosa fin da subito, proprio a causa dell’aggressività dell’una e della difficoltà dell’altra. Le squadre giocano molto a viso aperto, producendo un gioco molto vivace e divertente, permettendo ad entrambe di sviluppare i temi tattici preparati alla vigilia. La Juventus sviluppa ottime iniziative sulle fasce, grazie alla velocità di Estigarribia e ad un Lichtsteiner sempre più ala che difensore. Marrone, Estigarribia e Giaccherini danno freschezza e mobilità maggiori rispetto agli ultimi Marchisio e Vidal (forse bisognosi di un po’ di riposo), tanto che non sembrano assolutamente dei sostituti che non trovano spazio, ma anzi, dei protagonisti assoluti.

I bianconeri sembrano sempre sul punto di raddoppiare, e la fantastica rete di Del Piero mette il sigillo ad una azione caparbia che coniuga forza e classe allo stesso tempo. Un tiro alla Del Piero, sul secondo palo, dove nessuno può arrivare a toglierlo: due a zero! Ma la parola “fine” non è ancora scritta, perchè gli uomini di Conte stanno imparando quale sia lo spirito di questa maglia: attaccare, e vincere. Estigarribia 39′ sbaglia un clamoroso goal davanti alla porta, confermando la sua cronica imprecisione in zona goal. Ma che passaggio Marrone!

A dispetto della bellissima partita, le occasioni da rete sono piuttosto scarse, così le squadre vanno al riposo con il risultato di due a zero, ma con molta polvere ancora nei cannoni. In particolare la Roma freme per poter esprimere le proprie qualità, e mette maggior impegno nella prima parte della ripresa, tanto che il solito Bonucci sfiora l’autorete clamorosa già nei primissimi minuti.

Conte decide che è ora della staffetta Borriello – Matri, visto anche la “legnosità” dell’ex romanista, che sulla corsa e sui movimenti deve ancora migliorare tanto. Ci prova anche Pirlo su punizione, che tenta di sorprendere il portiere da posizione defilata. Ma l’episodio chiave, arriva al 68′ quando Lamela scalcia da terra Chiellini, rimedianto un’espulsione che chiude di fatto le velleità romaniste. E’ questo il momento per dare maggiore profondità alla manovra, così Alex lascia il posto a Quagliarella, che subito colpisce una clamorosa traversa su assist di Matri, in versione recupera palloni.

Azione da manuale del contropiede: lancio di Pirlo per Quagliarella che aspetta l’arrivo del velocissimo Estigarribia, il cui diagonale finisce fuori di un soffio. E’ una Juve straripante! Ma il terzo, meritatissimo goal, arriva su autorete, dopo un’ennesima azione da manuale con ancora Quagliarella e Matri protagonisti. Serata perfetta.

Le pagelle di Atalanta – Juventus.

gen222012

Buffon 6: non viene quasi mai impegnato, grazie all’ottima prestazione della difesa. Sufficienza politica.
Lichsteiner 6,5: un gol decisivo e tanta sostanza per il terzino svizzero, che sta diventando sempre più un punto fermo della squadra.
De Ceglie 6,5: spinge con costanza e determinazione sulla fascia, fornendo moltissimi cross ai compagni. Di questo passo Conte lo dovrà schierare sempre.
Barzagli 6,5: altra grande prova per il centrale bianconero, che sfiora anche la rete nel primo tempo.
Chiellini 7: la lunga permanenza sulla fascia sinistra, non sembra aver intaccato le doti da centrale di Giorgione, che si destreggia alla grandissima anche in questo ruolo.
Pirlo 7: molto più in forma di settimana scorsa, il centrocampista bianconero ritorna a far girare il motore della squadra dispensando passaggi e palloni preziosi per i compagni. Partono dai suoi piedi le azioni più pericolose della squadra.
Vidal 6: molto attivo e intraprendente, il cileno fornisce un’ottima prova nel ruolo d’intenditore, facendo così da collante tra il reparto offensivo e quello difensivo. Tenta una super giocata, ma la traversa gli nega la gioia del gol.
Marchisio 6: lascia anzitempo la contesa per un infortunio, per questo non gioca una delle sue migliori partite.
Pepe 6: fa il suo, ma non riesce a spaccare in due la difesa avversaria e la partita come nelle sue giornate migliori, tuttavia il suo apporto è buono. Esce per infortunio.
Matri 5,5: si muove benissimo tra i difensori atalantini, mettendo in costante pressione la difesa avversaria. Però… sbaglia tre goal davanti alla porta. Troppi per un centravanti da Juve.
Vucinic 6,5: compie ottime giocate di classe, attirando l’attenzione dei difensori avversari per poi mettere i compagni in posizione per far male. Il suo lavoro è preziosissimo nell’economia della squadra.
Giaccherini 6,5: entra a partita in corso e chiude la contesa con un gol bellissimo che spiana la strada verso il titolo d’inverno.
Marrone 7: sostituisce Pepe con grande personalità e autorità dialogando molto bene con i compagni e fornendo un bellissimo assist per la rete di Giaccherini.
Bonucci n.g.: entra solo nel finale a risultato ormai raggiunto.

Atalanta – Juventus 0-2. Campioni d’inverno.

gen222012

Essere campioni d’inverno è una cosa incredibile, dopo tutto quello che è stato nelle stagioni passate. Essere imbattuti in tutto il girone di andata è ancora più incredibile, se consideriamo che la difesa era ed è il reparto più debole della squadra. Il campo premia la determinazione della squadra che ha giocato col diavolo in corpo, assegnandole il titolo di metà stagione; così come premia la scelta di Conte, che non sbaglia la formazione iniziale e i cambi successivi. De Ceglie gioca con grande volontà e dinamismo, permettendo a Chiellini di fare una partita sontuosa tornando nella posizione centrale. Questo a mio avviso è la chiave della stabilità che permette alla squadra di esprimersi al meglio. Maggiore sicurezza e impermeabilità in retroguardia sono fondamentali per una formazione che deve (e vuole) giocare all’attacco. Le scorie della preparazione iniziano ad essere smaltite, perchè la flessione prima e la freschezza dopo, alternatesi simultaneamente in tutti gli uomini, sono sinonimo di un lavoro che ha dato i suoi frutti.

Primo tempo stratosferico della Juventus, che parte con un ritmo indiavolato e non molla mai il colpo. Gioca alla morte su ogni pallone, e appena lo conquista, parte dritta verso la porta di Consigli. Matri ha la prima palla gol al 3′, quando riceve da Pepe e gira alto da pochissimi passi, ma solo una manciata di minuti più tardi, è Barzagli a cogliere il palo, tirando in mischia verso la porta atalantina. Due minuti più tardi è Vucinic a sfiorare la rete da posizione angolata, ribadendo la superiorità bianconera che aspetta il goal da un secondo all’altro. Ma la rete non arriva neppure al 12′, quando De Ceglie effettua una spettacolare rovesciata che però non centra lo specchio della porta. Si ripete il valdostano subito dopo, quando  colpisce alto di testa, da distanza ravvicinata.

Sembra stregata la porta di Consigli, che non capitola nemmeno al 34′ quando Vidal tenta il goal della domenica tirando dalla trequarti campo, e cogliendo una clamorosa traversa! Il primo tempo sta per finire, e mentre tutti contano le numerose occasioni sprecate dai bianconeri, arriva la prima grande occasione anche per i padroni di casa, con Denis che al volo tenta una girata da brividi verso la rete di Buffon. Ma nonostante qualche rischio finale, è immeritato il pareggio con cui si concludono le ostilità nella prima frazione di gioco. Conte opera un cambio dovuto, visto i problemi al ginocchio di Marchisio, mettendo al suo posto Giaccherini e ridisegnando leggermente l’assetto del centrocampo, spostando Vidal a fianco di Pirlo e tenendo il tandem Pepe – Giaccherini sulle fasce.

La Juve rientra tutt’altro che stanca dopo un primo tempo a mille all’ora, e la freschezza di Cigarini apporta subito dinamicità importante. La rete di testa di Lichtsteiner, pescato chirurgicamente da Pirlo, mette in discesa la partita, aprendo varchi importanti nelle maglie atalantine. Infatti, Matri al 61′ intercetta un pallone mal gestito dalla difesa avversaria e s’invola verso la porta, sbagliando però il cucchiaio che finisce di poco a lato. Infortunio anche per Pepe che poco dopo deve uscire per infortunio alla caviglia, sostituito da Marrone. Il giovane bianconero si rende subito protagonista di un’ottima combinazione con Matri, sfortunato solo nella conclusione ben parata dal portiere.

E’ il preludio al gol spettacolare di Giaccherini, su assist sempre di Marrone, che colpisce la palla al volo indirizzandola alle spalle del portiere. Il goal chiude la partite e mette il sigillo ad una prestazione che vale e onora il titolo di campione d’inverno.